Lituania, una terra etica

Secondo Ethical Traveler , la Lituania è nella top ten delle destinazioni più etiche al mondo. Per compilare la lista, il sito americano tiene conto di parametri quali la tutela ambientale, i diritti umani e il welfare, anche degli animali. Un bel traguardo per la piccola repubblica baltica indipendente dal 1990 e membro Ue da soli 10 anni. D’altra parte basta anche un breve giro nel paese e nella sua capitale, Vilnius, per capire i motivi dell’invidiabile classifica. Il 30% del territorio lituano è ancora coperto da praterie e foreste, due ecosistemi che influenzano ancora molto la cultura lituana. Anche in chiave gastronomica.

Vilnius, una città tutta da godere

La visita del Paese non può partire che da Vilnius il cui centro storico è patrimonio Unesco. Interessante il complesso universitario, uno dei più antichi d’Europa (1579), con il vicino palazzo presidenziale, un tempo residenza vescovile. Notevole anche il patrimonio ecclesiastico con decine di chiese tra cattoliche, ortodosse e uniate, a riprova che il paese è sempre stato un crocevia di culture. Gedimino prospektas è il grande boulevard alla francese che taglia i quartieri nuovi, con boutique, ristoranti, negozi e locali eleganti mentre piazza della Cattedrale, con la torre medioevale e la basilica neoclassica, fa da cerniera con i quartieri più antichi raccolti sotto la collina del castello. Pilies gatvė è la strada pedonale che unisce la cattedrale al Municipio lambendo gli edifici dell’Università. Una via laterale, Literatų gatvė, è istoriata di ceramiche con nomi di scrittori. Dal Palazzo Comunale si imbocca poi Aušros Vartų gatvė che arriva alla Porta dell’Aurora, unica superstite degli antichi bastioni, che ospita una cappella dedicata alla Madonna, meta di pellegrinaggi da tutto l’Est Europa e stipata di ex voto.

In un’ansa del fiume Vilnia si trova il quartiere di Užupis, elevato dai suoi abitanti al grado di Repubblica autonoma, un po’ come Christiania a Copenaghen. Repubblica della creatività e delle arti con tanto di Costituzione, redatta in decine di lingue, esposta su pannelli nella via principale. Lasciata Užupis sull’immancabile ponte carico di lucchetti, si arriva al complesso monumentale di Sant’Anna e San Francesco, con le sue chiese gotiche.

Il miglior punto di vista per osservare il centro storico? Dall’alto della torre superstite del castello di Gediminas o dal campanile di San Giovanni, nel cortile principale dell’Università, dallo Sky Bar dell’Hotel Radisson, nel quartiere degli affari Šnipiškės, o, meglio ancora, dalla cesta di una mongolfiera dato che Vilnius è una delle poche città europee che si possono sorvolare con questo sistema.

Full immersion naturale

A nord di Vilnius si stende l’Aukštaitija, regione di laghi, fiumi e foreste dotata di strutture ricettive adatte a tutte le esigenze. Dal sofisticato Belvilis Spa Hotel , in mezzo a un bosco di conifere, con centro benessere e un ottimo ristorante, al camping Apple Island che occupa un’intera isola fluviale. Per completare la full immersion nella natura non resta che “riveder le stelle” al moderno osservatorio astronomico di Moletai, dalla forma di astronave.

Un colpo d’occhio sull’intero paese e sulle sue tradizioni si ha invece nel Museo Etnografico all’aperto di Rumšiškės , nei pressi di Kaunas. Un intero villaggio e numerose fattorie, ricostruiti con pezzi originali, rievocano l’antica civiltà contadina lituana. Persone in costume ripropongono poi antichi mestieri, riti e svaghi.

 Mamma, li turchi! La cittadina di Trakai, affacciata sul Lago Galve, è stata un luogo strategico per la storia politico-militare della Lituania. Oggi è strategica per la gastronomia del paese.

Dal passato sono arrivati fino noi il grandioso castello, che occupa due isolotti al centro del lago, e un minuscolo gruppo etnico: i Caraimi. Si tratta dei discendenti di una tribù caucasica di lingua turca, arrivati qui dalla Crimea alla fine del ‘300 al seguito del granduca Vytautas di cui costituivano la guardia scelta. Tipiche le loro case con facciate a tre finestre (una per Dio, una per il granduca, una per la famiglia), e la kenesa, luogo di culto della loro religione, un singolare mix tra ebraismo e islam. Ma l’eredità più viva dei Caraimi è tra i fornelli. Da provare al ristorante Kybynlar . Il proprietario, Artūras Lavrinovičius, spiega le tradizioni culinarie caraime: “Piatto-base è il kybyn (kybynlar è il plurale), sorta di panzerotto a forma di mezzaluna con ripieno di carne (pollo o agnello) cotto al forno e accompagnato da verdure di stagione. Altro piatto tipico è il čanach, zuppa di carne e verdure servita in una ciotola ricoperta da uno strato di pasta. Per dessert usiamo la katlama, a base di ricotta e uva passa. La bevanda nazionale è il krupnik, prodotta con radici e spezie”. Prenotando, i clienti possono preparare da sé i kybynlar sotto la guida esperta di Artūras o dei suoi collaboratori.

Le sfumature dell’oro

Sono 104, dal giallo al nero, i toni di colore che può assumere l’ambra, la resina fossile detta l’oro del Baltico. Apprezzata e ricercata fin dall’antichità, oggi non si usa solo per farne gioielli o complementi d’arredo. Sempre più diffuso è l’utilizzo nelle spa. Pioniera nel settore è Viktorija Sokolova del Centro Amber Relax  di Vilnius, in una palazzina dell’elegante e centrale quartiere Žvėrynas. Qui su lettini composti da migliaia di frammenti di ambra che filtrano raggi infrarossi si possono fare trattamenti antistress e di bellezza. Al termine, acqua (o tè) all’ambra. Il Centro Amber ha anche un negozio di oggettistica in Aušros Vartų gatvė, a due passi dalla Porta dell’Aurora.

 Dove fermarsi

Il centro di Vilnius offre numerose soluzioni interessanti con strutture moderne spesso ospitate in edifici d’epoca. È il caso dell’Artis Centrum Hotel , alle spalle del Palazzo Presidenziale. In piazza della Cattedrale si trova l’Amberton Vilnius , adatto anche al turismo d’affari.

Dove mangiare

Segale e orzo, miele, frutti di bosco, radici e bacche, bietole rosse, patate e verze, selvaggina, carne bovina e suina, latte e derivati sono gli ingredienti che ricorrono più spesso nelle ricette lituane, spesso antiche di secoli. Molti ristoranti propongono menu a tema, ma alcuni giovani chef hanno cominciato a reinterpretare i piatti della tradizione in chiave postmoderna.

 Il ristorante Lokys  propone menu che rispecchiano filologicamente l’eredità culinaria lituana, spesso con accompagnamento di musica folk. Stessa linea per lo Stikliu Alude, ristorante dell’Hotel Stikliai . Linas Samenas  è invece tra quelli che adottano una linea più easy.

 Come arrivare

L’aeroporto di Vilnius è collegato con l’Italia dalle compagnie low cost Ryanair e Wizzair . Ryanair vola da Bergamo-Orio al Serio ogni lunedì, mercoledì e venerdì. Wizzair ogni martedì, giovedì e sabato. Ryanair vola anche da e per Roma-Ciampino martedì, giovedì e sabato. Wizzair da e per Roma-Fiumicino martedì e sabato.

 Info

www.lithuania.travel – www.vilnius-tourism.lt

Testi e foto di Auro Bernardi

Auro Bernardi: Nel 1969, quando ero al liceo, il film La Via Lattea di Luis Buñuel mi ha fatto capire cosa può essere il cinema nelle mani di un poeta. Da allora mi occupo della “decima musa”. Ho avuto la fortuna di frequentare maestri della critica come Adelio Ferrero e Guido Aristarco che non mi hanno insegnato solo a capire un film, ma molto altro. Ho scritto alcuni libri e non so quanti articoli su registi, autori, generi e film. E continuo a farlo perché, nonostante tutto, il cinema non è, come disse Louis Lumiére, “un'invenzione senza futuro”. Tra i miei interessei, come potrete leggere, ci sono anche i viaggi. Lo scrittore premio Nobel portoghese José Saramago ha scritto: “La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro. Bisogna ricominciare a viaggiare. Sempre”. Ovviamente sono d'accordo con lui e posso solo aggiungere che viaggiare non può mai essere fine a se stesso. Si viaggia per conoscere posti nuovi, incontrare altra gente, confrontarsi con altri modi di pensare, di affrontare la vita. Perciò il viaggio è, in primo luogo, un moto dell'anima e per questo è sempre fonte di ispirazione.
Related Post