Milano: un grey panther al Teatro Franco Parenti

Pubblicato il 8 Ottobre 2009 in , da Vitalba Paesano

L’Amante

di Harold Pinter
regia di Andrée Ruth Shammah
con Anna Galiena
e Roberto Trifirò

Produzione Teatro Franco Parenti

Teatro Franco Parenti, fino all’11 ottobre, sala Grande, feriali ore 21, festivi ore 16.30

Nei testi di Pinter l’azione è tutta nella parola, in effetti a una prima lettura de “L’amante” ci si confronta con una serie di battute stringate e quasi persino troppo semplici. Invece è questa scrittura scarna e incalzante che fornisce al testo la forza dell’azione e ai personaggi la forza dell’emozione. La storia è molto semplice e si può riassumere così: una giovane coppia benestante di Londra gioca a rappresentare il tradimento senza compierlo: lui si traveste da amante, lei recita la parte della moglie che tradisce; il gioco così sottile ma così ben costruito da Pinter, rimanda anche al teatro di Pirandello, ma in maniera più asciutta e moderna senza gli orpelli e le complessità di allestimento che richiede l’autore siciliano. La parola diventa mezzo per esprimere emotività e suscitare emozioni, le pause e i lunghi silenzi contribuiscono crescere la tensione tra i personaggi oppure all’inverso per scioglierla. Questo testo, che è stato scritto nel 1963,  è già il preludio di tutta la drammaturgia di Harold Pinter anche se viene relegato tra i testi meno conosciuti di Pinter, il Pinter “minore” anche se un testo del genere non può essere considerato minore in quanto anticipo di quella scrittura che sfocerà nel 2005 con il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione : “nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione”. Tra i vari strati dei significati che danno corpo a questo testo c’è la riflessione sul rapporto di coppia tra uomo e donna, o meglio sul matrimonio che in qualche modo costringe la coppia in un binario di vita dove tutto è stabilito, tutto è codificato e quindi tutto non può che essere sempre e uguale a se stesso; ma da questa monotonia la coppia riesce a sfuggire con una massiccia dose di fantasia e complicità ed è forse questo il messaggio che l’autore vuol dare alle donne e agli uomini: al matrimonio si può resistere solo se si riescono ad usare armi quali la disponibilità verso l’altro, il considerare l’altro sempre una persona nuova, lasciarsi stupire perché alla fine questa istituzione diventi il più grande gioco di coppia.
 
 
L’autore
Harold Pinter CBE (Londra, 10 ottobre 1930 – Londra, 24 dicembre 2008) è stato un drammaturgo, regista teatrale e attore teatrale britannico. Ha scritto per teatro, radio, televisione e cinema. I suoi primi lavori sono considerati oggi fra i capolavori del teatro dell’assurdo.
Le prime rappresentazioni delle opere di Harold Pinter, invece, furono massacrate dai critici. Ad eccezione di Harold Hobson, scrissero tutti che era un autore eccentrico, inaccettabile, incomprensibile, che non aveva nulla da dire. Oggi forse è l’autore più rappresentato al mondo ma, come diceva egli stesso, “Adesso sono diventato comprensibile, accettabile, eppure le mie commedie sono sempre le stesse di allora. Non ho cambiato una sola battuta”. Le opere di Pinter sono segnate dall’influenza di Samuel Beckett fin dall’inizio e i due divennero presto buoni amici
Alcune titoli del suo teatro: Victoria Station (1982),  Una specie di Alaska (A Kind of Alaska) (1982) , Il bicchiere della staffa (One for the Road) (1984), Il linguaggio della montagna (Mountain Language) (1988) , Party Time (1991) , Chiaro di luna (Moonlight) (1993), Ceneri alle ceneri (Ashes to Ashes) (1996), Anniversario (Celebration) (1999), Alla ricerca del tempo perduto (Remembrance of Things Past) (adattamento teatrale dell’opera di Marcel Proust) (2000). L’Amante è opera del 1963.

Per leggere i suoi libri

Incomincia con questa prima recensione un esperimento interessante: www.grey-panthers.it invita a teatro i senior registrati, scegliendoli tra i più attivi e disponibili alle attività della comunità, che si impegnano a… godersi lo spettacolo e a farne, il giorno dopo, una recensione on line. Il teatro visto e commentato dagli stessi spettatori,  dunque, senza nulla togliere, naturalmente, alle brillanti recensioni dei critici teatrali.

Prima recensione, a cura dell’amica Violetta, che ha assistito alla rappresentazione mercoledì 7 ottobre al Teatro Franco Parenti di Milano

“Non sono mai stata al Teatro Franco Parenti. La sala gremita da gente curiosa a vedere “L’amante”, la famosa commedia del inglese Harold Pinter, premio Nobel . La storia è di una coppia piccolo-borghese, un uomo e di una donna in campagna londinese, che si amano e che vogliono perlustrare insieme le zone segrete di sè, ma, nello stesso tempo, con ogni sforzo possibile, difendere la propria intimità. Forse si potrebbe dire -una commedia sull’identità impossibile,ognuno di noi è diverso e molteplice, invece di comunicare ci “vestiamo” ma ognuno resta straniero all’altro….
La scena ( tutta in colori pastello beige) è suddivisa a due livelli: l’ingresso con il salotto e sopra la camera da letto con un muro “trasparente” fatto di tulle. Bellissima regia di A.Ruth Shammah che con il gioco delle luci di giorno e luci della luna cambia l’atmosfera. Bravissimi protagonisti Anna Galiena (Sarah) e Roberto Trifrò (Max). Davvero da vedere, un saluto Violetta