Pordenone racconta il surrealismo del pop italiano

Pubblicato il 16 maggio 2017 in , da redazione grey-panthers
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C’è stata una “via italiana” al Pop ed è stata assolutamente originale. Questa mostra, che riunisce dal 13 maggio all’8 ottobre alla Galleria d’arte moderna e contemporanea Armando Pizzinato di Pordenone, circa 70 opere, sceltissime e alcune mai prima esposte, di una ventina di artisti ne è la dimostrazione. “E’ il momento – afferma la curatrice Silvia Pegoraro  – di avviare l’approfondimento e la rilettura di un movimento artistico italiano di grande importanza com’è quello della Pop Art in Italia che ha avuto tanti protagonisti in un periodo tra i più vivaci dell’arte contemporanea nel nostro Paese.”

Si è spesso sostenuto che gli artisti italiani non fecero sostanzialmente altro che “copiare” gli americani. Alcuni di essi, è vero, erano stati in America prima del ’64, anno del trionfo della Pop Art americana alla Biennale di Venezia, o si erano informati in precedenza sulle nuove poetiche visive statunitensi: per esempio Mimmo Rotella (celebri i suoi décollages – collages di manifesti pubblicitari strappati), Franco Angeli (tra le sue opere più famose le sue lupe e le sue aquile romane, ma anche “Half dollar”, una banconota americana serigrafata), Tano Festa, con le sue riletture di Michelangelo e di altri celebri maestri del passato, o Mario Schifano, che reinterpreta in pittura le icone pubblicitarie della “Coca–Cola “ e della “Esso”. Tutti artisti, questi, legati alla romana Scuola di Piazza del Popolo. Roma è infatti uno dei due punti di irradiazione della Pop Art di casa nostra: qui, il fenomeno della ‘dolce vita’, legato al boom economico, dà il via a un profondo rinnovamento del costume italiano.

il mito del popL’altro centro propulsivo della Pop Art italiana è Milano, e il suo cuore è lo Studio Marconi, dove nel ’65 espongono in una mostra, insieme a Schifano, Valerio Adami, Emilio Tadini e Lucio Del Pezzo. Questi artisti guardano più all’Europa che all’America: dalle soluzioni genialmente kitsch di Enrico Baj, influenzate dal dadaismo e dal surrealismo, alla rigogliosa vena narrativa di Tadini.

La mostra è anche un’occasione per ricordare e celebrare, nel trentennale della morte, l’artista Ettore Innocente, noto come uno dei più interessanti e originali artisti della Pop Art di ambito romano, ma proveniente in realtà dal territorio pordenonese, con il quale ha sempre mantenuto legami profondi, coltivati con assiduità.

“Il mito del Pop. Percorsi italiani” – Dal 13 maggio al 8 ottobre 2017

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato – Viale Dante, 33 Pordenone

Orari: Da mercoledì a domenica: 15.00 – 19.00;

Ingresso: Intero € 3,00, ridotto € 1,00.

Informazioni0434/392918