Le città che resistono, raccontate, in mostra a Milano, da Francesca Leone

Pubblicato il 14 Settembre 2021 in , da redazione grey-panthers

Le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano, fino al 7 novembre 2021 allestiscono la mostra di Francesca Leone “Ulteriori gradi di libertà, nella città che resiste”, un progetto dell’artista romana che prevede l’esposizione di opere realizzate con materiali poveri quali cemento, ferro, lamiera, riconnettendo materie usurate e abbandonate con la loro bellezza e autorità perduta o con i significati e le funzioni che esse avrebbero potuto assumere, se non le avessimo ridotte appunto a semplici materiali di scarto.

Francesca Leone utilizza ogni dettaglio dell’architettura della sala come per gettare le fondamenta di un’architettura ulteriore, che non si limita a evocare ma che costruisce “mattone su mattone”. In questo senso l’artista sviluppa un’architettura che potremmo definire ulteriore, che cioè non nega la realtà che abitiamo, ma non si rassegna ad essa. Sono atti di resistenza rispetto alla città digitale, globalizzata, inquinata, pandemica, impaurita o indifferente, espropriata e controrivoluzionaria in cui ci siamo ridotti a sopravvivere. Il lavoro di Leone ha “trasformato” la Sala delle Colonne delle Gallerie d’Italia consentendo di ammirare e approfondire le più suggestive espressioni dell’arte contemporanea. Il progetto arricchisce con contributi originali l’offerta espositiva del Museo.

L’allestimento della mostra presenta otto opere di Francesca Leone poste in dialogo con due opere di Mimmo Rotella e Ugo La Pietra, entrambe dalle collezioni di Intesa Sanpaolo, che esprimono una visione e un’esperienza affini nel tentativo di reinventare la realtà che ci circonda.

“Senza titolo” (1948) di Mimmo Rotella appartiene a una fase successiva al suo incontro con gli artisti diForma1 (con il loro progetto di far coesistere astrazione e figurazione) e precedente all’invenzione deldécollage in cui, all’inizio degli anni Cinquanta, Rotella inizia a strappare dai muri manifesti pubblicitari e a rilavorarli per scoprire iconografie nuove e impreviste, operando lungo una linea che del collage cubista e dal ready made dadaista giunge alla gestualità informale. La scelta di Leone di accostarsi a quest’opera andrebbe quindi messa in relazione a questa linea composita e al suo incrociarsi con le tante storie della cosiddetta Pop Art italiana (da Angeli a Festa, da Schifano a Uncini) su cui l’artista in particolare si è formata, sviluppando una ricerca orientata ad esprimere la potenzialità degli oggetti e conferire rappresentazione agli immaginari.

In “Dai gradi di libertà: recupero e reinvenzione” (1975) l’architetto, designer e artista Ugo La Pietra analizza la separazione fra la “città che sale” – per usare una metafora boccioniana di utopico slancio verso il futuro – e la città residuale che invece ne deriva in basso, come conseguenza. Operando in modo “tissurale” e “disequilibrante” (per usare due sue espressioni) La Pietra riesce però a recuperare e reinventare questa residualità e a reintegrare così l’individuo nel suo ambiente di vita. Accostando all’opera alcuni suoi disegni preparatori per la mostra Giardino (MACRO, Roma, 2017) Leone sembra far sua questa ipotesi di ricostruzione immaginifica.

Tutte le opere di Francesca Leone, anche quelle in questa mostra, cercano di far coesistere più cose, più spazi e tempi, più visioni e esperienze fra loro, ed ecco perché vogliono coesistere nel nostro stesso mondo a partire dall’architettura che condividiamo con loro ma, al contempo, non l’accettano, esse scolpiscono la realtà che ci circonda ma, insieme, anche tutte le possibilità che essa incarna. Queste opere continuano a rivendicare proprio la persistenza di quegli ulteriori gradi di libertà che, se non ci sono di fatto facilmente concessi, sono comunque ancora possibili, e quindi rintracciabili e praticabili, continuando a ricordare e a immaginare, a recuperare e reinventare le molteplici storie di quella città-mondo che intorno a noi ancora, nonostante tutto, resiste.

“Ulteriori gradi di libertà, nella città che resiste” di Francesca Leone, fino al 7 novembre

Milano, Gallerie d’Italia Piazza della Scala

Orari: dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 19:30

Biglietti: intero: 10,00 € – ridotto: 8,00 € – ridotto speciale: 5,00 € per clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo. È consigliata la prenotazione online ed è obbligatorio esibire il Green Pass – Certificazione verde COVID-19.

Informazioninumero verde: 800.167619 –  info@gallerieditalia.com

Francesca Leone

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