Oro e colore nel cuore dell’Appennino, Allegretto Nuzi in mostra a Fabriano

Pubblicato il 16 Ottobre 2021 in , da redazione grey-panthers
Allegretto Nuzi

Allegretto Nuzi, fabrianese d’origine e toscano di formazione, lavorò stabilmente a Fabriano dal 1347 fino alla morte nel 1373, creando un numero rilevante di opere diverse, dagli altaroli per il culto privato ai polittici di grandi dimensioni, a cicli affrescati. La qualità dei fondi oro del Maestro ebbe, da subito e ancora più nei secoli successivi, uno straordinario successo e queste opere vennero contese da estimatori e collezionisti, finendo in musei e collezioni importanti non solo fuori da Fabriano ma anche dall’Italia, tanto che nel nostro paese non restano i dipinti di devozione individuale.

La mostra “Oro e colore nel cuore dell’Appennino – Allegretto Nuzi e il 300 a Fabriano” (dal 15 ottobre al 30 Gennaio 2022), curata da Andrea de Marchi e Matteo Mazzalupi e promossa dal Comune di Fabriano, la Regione Marche riesce per la prima volta nella “impresa impossibile”: riportare a Fabriano una trentina di opere del grande Maestro prestate per l’occasione, fra cui undici tavole da musei stranieri. Per dare contezza del singolare momento artistico fabrianese della seconda metà del ‘300, queste opere sono affiancate a una serie di sculture di altri artisti del territorio, sculture che nelle loro cromie, ma non solo, risentono in modo evidente dell’influenza di Allegretto e della sua scuola.
Proprio questa capillare “riconduzione all’origine” consente anche di riunire parti da tempo disperse di polittici, di mettere a confronto opere che con chiarezza delineano il percorso di un Maestro che a pieno titolo può essere definito tale. La dispersione e la conseguente scarsa conoscenza diretta delle sue opere lo avevano relegato a un ruolo apparentemente locale.

Allegretto Nuzi,
Allegretto Nuzi, Madonna col Bambino in trono e sei angeli, tempera su tavola. Avignone, Musée du Petit Palais.

Forte della sua educazione toscana il Nuzi esercitò un’influenza enorme, fra Umbria e Marche, in sodalizio con il conterraneo ed emulo Francescuccio di Cecco, importando un linguaggio pacato e monumentale, maturato sul confronto con la tenerezza espressiva dei Lorenzetti a Siena e con i volumi accarezzati di giotteschi fiorentini come Maso di Banco e Bernardo Daddi. Allegretto introdusse nelle Marche tipologie ancora ignote di complessi polittici e squisiti altaroli per la devozione individuale. Nelle iconografie fu innovatore, contribuendo alla diffusione della Madonna dell’Umiltà in area adriatica, piegando le storie della Passione a interpretazioni originali e toccanti. Nelle tecniche pittoriche fu sperimentatore, combinando con grande libertà i punzoni per comporre i decori floreali dei nimbi e dispiegando scintillanti tessuti operati con fantasie di uccelli e tartarughe, col colore sgraffito per rimettere in luce l’oro del fondo. Da Fabriano dialogò strettamente coi migliori pittori fiorentini suoi coetanei, con Puccio di Simone che portò a lavorare con sé fra 1353 e 1354, coi fratelli Andrea e Nardo di Cione, gli Orcagna.
Seppe impalcare cicli murali di rara freschezza, capaci di coniugare la grandiosità semplificata dell’insieme e l’immediatezza narrativa del dettaglio. I principali si conservano ancora nelle chiese di Fabriano, in Santa Lucia Novella, dei domenicani (cappella di San Michele e Sant’Orsola, sagrestia), e nella tribuna di San Venanzio”.
La tribuna della chiesa di San Venanzio, oggi cattedrale, eretta negli anni sessanta del Trecento, è un vertice misconosciuto dell’architettura gotica centroitaliana ed è stata oggetto di una restituzione virtuale fondata su un rigoroso rilievo, qui esperibile in forma immersiva, quale adeguata introduzione alla visita nell’attuale cattedrale, dove sopravvivono, decurtati dalle trasformazioni successive, i resti degli affreschi che rivestivano le cappelle di San Lorenzo, di San Giovanni e della Santa Croce.
La mostra, grazie alla collaborazione con la Diocesi di Fabriano – Matelica, presenta anche una piccola sezione presso il Museo Diocesano e nella stessa cattedrale di San Venanzio, dove è ricostruito un Calvario ligneo coi dolenti.

“Oro e colore nel cuore dell’Appennino – Allegretto Nuzi e il 300 a Fabriano” – dal 15 ottobre al 30 Gennaio 2022

Pinacoteca civica B. Molajoli – P.zza Papa Giovanni Paolo II Fabriano (An)

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Prezzi: Biglietto ingresso unico: € 5,00 – Biglietto ingresso over 65: € 4,00

Informazioni: 0732 250658 – oroecolore@comune.fabriano.an.it

Alegretto Nuzi
Francescuccio di Cecco, San Giovanni fa crollare il tempio di Diana a Efeso, tempera su tavola, da un dossale con storie di san Giovanni evangelista. New York, The Metropolitan Museum of Art.

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