“Vette. Storie di sport e montagne” è una mostra pensata come un grande viaggio nella storia degli sport invernali e delle profonde trasformazioni che la loro diffusione ha comportato nell’immaginario e nello stile di vita delle valli alpine. Al Palazzo Besta di Teglio (Sondrio) fino al 30 agosto, un intreccio di memoria, simboli e identità culturale, ma anche sfide e prospettive
Al Museo nazionale Palazzo Besta di Teglio (Sondrio) la mostra “Vette. Storie di sport e montagne”, un progetto espositivo a cura di Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi che indaga il rapporto profondo e complesso tra sport, territorio alpino e società. La mostra si inserisce nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, proponendo uno sguardo storico, sociale e culturale sulla montagna come spazio di sfida, trasformazione e costruzione dell’immaginario collettivo.
In apertura: Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018 – Super-G femminile, Sofia Goggia (ITA), © 2018 / International Olympic Committee (IOC) / Kasapoglu, Mine
“Vette” intreccia molteplici storie: quelle di grandi atlete e atleti olimpici e paralimpici, fatte di talento, coraggio e sfide; ma anche quelle delle comunità alpine, protagoniste di una trasformazione profonda nella seconda metà del Novecento quando la diffusione degli sport invernali e del turismo ha inciso radicalmente sul paesaggio umano e naturale delle Alpi. Un cambiamento che racconta il passaggio dall’economia di sussistenza al benessere, da una vita scandita dalla fatica e dal lavoro all’emergere del tempo libero e del divertimento. Palazzo Besta si propone così, fino al 30 agosto 2026, come osservatorio privilegiato per riflettere sullo sport non solo come competizione, ma come fenomeno storico, sociale e culturale, capace di incidere sui territori, sulle comunità e sui modi di abitare la montagna. In questa prospettiva, la montagna emerge come protagonista di una narrazione stratificata che intreccia identità locali, progresso tecnologico, turismo e nuove sensibilità ambientali.
Il percorso espositivo si sviluppa negli spazi interni ed esterni del Palazzo rinascimentale e si articola intorno a tre nuclei tematici, liberamente intrecciati tra loro. Al piano terra, nella corte e nelle cantine di Palazzo Besta, manifesti storici, immagini, video e cimeli olimpici e paralimpici ripercorrono la storia dei Giochi Invernali, dalla prima edizione di Chamonix del 1924 fino all’imminente appuntamento di Milano Cortina 2026.
Il percorso è reso possibile grazie ai materiali del Museo nazionale Collezione Salce, della Olympic Foundation for Culture and Heritage (OFCH) e ai prestiti del Museo nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e del Museo dello Sci e della Montagna dell’Aprica, e a collezionisti che generosamente hanno messo a disposizione immagini, documenti, attrezzature sportive e cimeli originali.
Il primo piano di Palazzo Besta accoglie una ricca selezione di manifesti pubblicitari dedicati agli sport invernali e alle località sciistiche, dai primi del Novecento agli Anni 60, testimoniando la nascita dell’immaginario alpino moderno e la progressiva affermazione della montagna come meta turistica e sportiva. La mostra dialoga con l’esposizione “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, aperta a novembre al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Le due sedi formano un unico racconto in due capitoli, che unisce Lombardia e Veneto, ripercorrendo la nascita dell’immaginario invernale e l’affermarsi del turismo sportivo.
Nel Salone d’Onore di Palazzo Besta è raccontata l’evoluzione dello sci e dell’attrezzatura da montagna, dai primi sci norvegesi di fine Ottocento fino ai modelli sciancrati contemporanei. In questa sezione emerge uno sguardo al femminile, filo conduttore dell’intera mostra, in dialogo con la storia stessa del Palazzo, segnata dal ruolo centrale delle donne della famiglia Besta. Le storie personali delle pioniere degli sport invernali e delle atlete olimpiche e paralimpiche sono poste in dialogo con la vita quotidiana delle donne delle valli alpine del Novecento, raccontata attraverso fotografie d’epoca e oggetti del lavoro e della vita domestica. Ne risulta un percorso di cambiamento che va dal ruolo tradizionale alla progressiva affermazione di nuove forme di autonomia, visibilità e riconoscimento.
Un ulteriore livello di lettura affronta il rapporto tra sport e montagna come motore di trasformazioni profonde, invitando il pubblico a riflettere sulle sfide future tra sviluppo, ambiente e sostenibilità. Dalla storia di Teglio e del comprensorio di Prato Valentino, fino all’installazione artistica site-specific nel giardino a cura di Michele Tavola, le opere esposte fanno dell’arte contemporanea uno strumento di riflessione sul paesaggio alpino e sul suo futuro. Le opere di Luca Conca e Vincenzo Martegani, in dialogo tra pittura e fotografia, restituiscono l’immagine di una montagna sospesa tra memoria e visione, tra radicamento e apertura.
Dettagli della mostra
“Vette. Storie di sport e montagne” – fino al 30 agosto 2026
Palazzo Besta, Teglio (So)
Orari: da mercoledì a domenica 9.30-13.00 / 14.00-16.30
Prezzi: intero 15 euro – ridotto 12 euro
Informazioni: drm-lom@cultura.gov.it – TEL. +39 0342 781208