“Un mondo migliore”, di Silvia Sereni

Pubblicato il 27 Giugno 2019 in , da redazione grey-panthers

“Un mondo migliore”, di Silvia Sereni

Bompiani

Pagine 160 – Euro 15,00

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“… guarda da un’ora all’altra / come cambiano i colori: di grigio in verde, di verde / in freschissimo azzurro.” Questi versi di Vittorio Sereni (da ‘Un posto di vacanza, in Stella variabile, 1981), racchiudono l’incanto di un luogo speciale: Bocca di Magra, che fu meta della villeggiatura estiva di un gruppo di scrittori, poeti, funzionari editoriali che hanno segnato il nostro secondo Novecento. È in larga parte qui che Silvia Sereni, figlia di Vittorio, sceglie di evocarli, consegnandoci ricordi brevi e intensi, pieni di affetto, che restituiscono luoghi e personaggi in una luce vivissima. Da Fruttero & Lucentini a del Buono, da Isella a Pontiggia, da Gillo Dorfles con la moglie Lalla a Raboni che abitava al settimo del condominio di via Paravia dove i Sereni occupavano il secondo, da Laura Grimaldi al trio di Pippo, Vito e Donatella, amici nonché collaboratori di Vittorini: attraverso queste pagine ci ritornano come donne e uomini in cerca di bellezza, in cammino verso un mondo migliore; e ne proviamo un’acuta nostalgia.

Bocca di MagraI ricordi passano per Elio Vittorini con in testa uno scolapasta, Giovanni Raboni a San Siro per vedere l’Inter, Dorfles, zio di Piero, il compagno di Silvia, Pontiggia (“solare, cordiale, morbido”), il poeta-gentiluomo di campagna Attilio Bertolucci, Dante Isella. Tra le presenze amate, ci sono nomi dimenticati (il munifico Bartolo Cattafi), ma soprattutto intensi ritratti di grandi donne del secolo scorso (Anna Banti, Lalla Romano, Daria Menicanti…).  Accompagnano il testo alcuni ritratti pieni di vitalità tracciati da Giovanna Sereni, sorella di Silvia.

Un mondo miglioreNelle pagine di “Un mondo migliore”, Silvia Sereni delinea, attraverso ricordi di rara intensità, i ritratti dei protagonisti di una società letteraria che non esiste più. Il libro suggella una vita vissuta all’insegna della letteratura intesa anche come amicizia, ricostruisce atmosfere, personalità e ambienti vicini nel tempo e però lontani dallo spirito dell’oggi. Ci sono le estati passate in villeggiatura a Bocca di Magra con papà Vittorio e con mamma Luisa (Maria Luisa Bonfanti) e gli inverni a Milano, dove il poeta Sereni per oltre un ventennio, a partire dal 1958, ha lavorato da funzionario in Mondadori. Sono gli incontri, scrive Silvia Sereni, a “renderne interessante la trama” romanzesca della vita.

 

Silvia Sereni- foto di Maki Galimberti

L’autrice: Silvia Sereni

Ha lavorato come giornalista nei periodici come “Epoca” e “Donna Moderna” e ha collaborato con diverse riviste letterarie, tra cui “La lettura”, “Leggere” e “Linea d’ombra”. Scomparsa di recente (giugno 2019) era la seconda delle tre figlie di Vittorio Sereni.

 

 

 

 

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