Galantuomini

Pubblicato il 14 Maggio 2012 in , , da Clementina Coppini

Mio suocero stavolta non voleva andare a votare. Diceva che era stufo, che era arrivato alla saturazione. Tutto considerato poteva anche andarmi bene così, visto che lui sta dall’altra parte politica rispetto a quella per cui simpatizzo. Infatti dapprincipio non ho eccepito. Tra l’altro conosco tante persone che non volevano andare a votare, della mia parte e dall’altra. Obnubilata dal qualunquismo, sono arrivata a pensare di non andare a votare nemmeno io, a convincermi che in fondo è meglio che alcuni davvero non votino, perché non sono menti strutturate per riflettere. Ma si può arrivare a pensare una cosa così abominevole? Si può davvero dormire sapendo di avere l’anticamera del cervello abitata da tali stupidaggini?

Mio suocero, anche se la pensa in modo diverso da me su molte cose, può essere definito facilmente con una sola parola: galantuomo.

I galantuomini non possono arrendersi. Qualsiasi età abbiano, che siano maschi o femmine (non mi viene in mente il termine femminile corrispondente, ma se non c’è sarebbe opportuno inventarlo), devono raccogliere l’anima da terra e dare il buon esempio, questo è il punto. Devono partecipare alla vita pubblica più di prima e come mai hanno fatto, perché mai come adesso c’è stato bisogno di loro. Servono proprio tutti, serve il loro consiglio e la loro azione. Ho la fortuna di conoscerne più d’uno e di vedere come si spendono, non avendo alcun altro motivo per spendersi che il desiderio di fare. Serve il lavoro che fa il mio amico Piergiorgio, insegnante in pensione e pittore che gira gratis per le scuole a proporre percorsi d’arte, serve Filippo che opera in un’associazione culturale deprivata di fondi e cacciata anche dalla stanzetta sita in un edificio pubblico (attualmente semivuoto come tanti altri sul territorio) che aveva stabilito come modesta e spartanissima sede. Serve Francesco, nonno civico che tutte le sante mattine si presenta davanti a scuola per far attraversare i bambini. Serve che questi galantuomini aiutino le generazioni dopo la loro (ma anche molti loro coetanei sperduti e confusi) ad attraversare la strada.

Così ho chiamato mio suocero e l’ho pregato di andare al suo seggio prima che chiudesse, anche se sapevo che non avrebbe certo messo la sua ics sul candidato che avevo scelto io. Quando mi ha chiesto il motivo della richiesta, ho risposto: “Se un galantuomo come te rinuncia a votare, allora non c’è più speranza.” Così è andato a votare la parte avversa alla mia e io ho potuto tirare un sospiro si sollievo.