Altri 10 mitici vecchietti da film

Pubblicato il 23 Febbraio 2011 in , , da Clementina Coppini

Visto che non ce lo chiedete, vi proponiamo altri dieci film che hanno come protagonisti altrettanti straordinari personaggi. Questa volta si tratta di pellicole pervase da una certa nostalgia e da un senso di sconforto per il tempo che passa. Siccome da questi pensieri tristi dobbiamo passarci tutti, tanto vale evitare di fingere che non esistano. La morale? Anche i divi appassiscono, ma quelli grandi restano grandi.

Anche gli eroi invecchiano

Nella sua ultima avventura, Indiana Jones e il teschio di cristallo, il leggendario Professor Jones si scopre padre di un ventenne cui si prepara ad affidare il testimone. Scopre una grande civiltà, sposa la madre del suo bambino cresciuto, ma, quando il giovane Jones cerca di prendergli il celebre cappello, Harrison Ford glielo sfila di mano e se lo rimette in testa. Eh, sì, belli, tutte le età riservano nuovi tesori da scoprire.

 

Sunset Boulevard

Matura diva in ritiro (una mitica Gloria Swanson) si prende un amante giovane (un William Holden più affascinante che mai). Lei vive in una lussuosa villa hollywoodiana persa nel culto di se stessa, tragicamente illusa di poter essere ancora giovane e di poter tornare sulle scene quando vuole. Quando lui stufo fa per andarsene lei, ormai impazzita, gli spara e lo ammazza. È un segno di saggezza capire quando è ora di andare in pensione e comunque avere relazioni con persone con troppi anni in meno non fa ringiovanire e di certo non aiuta il decoro né l’igiene mentale. Il Viale del Tramonto si intraprende non quando passano gli anni, ma quando si rinnega la saggezza.

 Per i non depressi

Umberto Domenico Ferrari, Umberto D (interpretato magistralmente non da un attore bensì da un professore universitario), anziano ex funzionario con una pensione troppo misera per riuscire a viverci, vaga con cane al seguito e si riduce in un angolo a chiedere l’elemosina, ma quando qualcuno vuole dargli una moneta si vergogna, rifiuta il denaro dicendo che si è trattato di un qui pro quo. Il capolavoro di Vittorio De Sica ha una controindicazione: essendo uno dei film sulla vecchiaia più deprimenti della storia del cinema, va visto in compagnia e in un momento in cui non si tende in alcun modo alla depressione. State allegri se potete.

Non è mai troppo tardi

Katharine Hepburn, anche lei nei panni di una vecchia diva, si fa patrocinare in una causa da Laurence Olivier, amico di gioventù che l’ha amata senza speranza per tutta la vita e la cui arringa finale è una struggente dichiarazione. È così che nasce un Amore tra le rovine. Sapete cosa le dice lui? “Invecchia insieme con me: il meglio deve ancora venire.”

 

 

 

 

Spencer e Katharine

In Indovina chi viene a cena? Spencer Tracy e ancora Katharine Hepburn, negli Stati Uniti degli anni Sessanta, si trovano una figlia che porta a casa il medico in carriera che l’ha chiesta in moglie. Loro sono democratici e chic, ma lui è nero, accidenti. I due saranno costretti a praticare la tolleranza e l’apertura mentale che hanno sempre predicato nella teoria. Un percorso più facile per lei che per lui, ma ce la faranno, perché l’età non è un ostacolo al cambiamento di prospettiva. La Hepburn, malgrado l’età, vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista.

L’ultimo urrà

Un sindaco (sempre Spencer Tracy) cattolico al suo quarto mandato ha un modo di gestire la città molto poco ortodosso, ma assai funzionale. Si presenta come candidato per la quinta volta, ma, come egli stesso immaginava, perde le elezioni e viene sostituito da un giovane smorto legato alla lobby protestante. Ammalatosi gravemente, resta un uomo fiero. Le sue ultime parole saranno: “Col cavolo!” Ottima citazione, da ripetere a chi vi vorrebbe archiviare del tutto. Forse questa imprecazione è davvero L’ultimo urrà.

Fine della recita

Un attore in declino (Charlie Chaplin) salva una ballerina dal suicidio e la aiuta a raggiungere il successo. Quando lei sfonda, lui sa mettersi da parte. Una riflessione sul fatto che Le Luci della ribalta prima o poi si devono spegnere. Un grande uomo sa sempre quando la recita è finita.

 

 

 

That’s amore

Jack Lemmon e Walther Matthau si innamorano di una signora italiana, interpretata da Sophia Loren. Ecco tre grandi attori in una commedia divertente, dimostrazione scientifica di come può essere splendido invecchiare. Perché il bello di certe persone è che è un piacere guardarle. Sempre.

 

 

John e Jeff

Il Grinta è il soprannome di un vecchio cowboy orbo e alcolizzato, ingaggiato da una ragazzina per vendicare il padre ingiustamente ucciso. Il Grinta è un combattente certo appannato, ma che non si è mai arreso. Una differenza che può essere sottile, ma su cui vale la pena riflettere. Attualmente è presente nelle sale il remake girato dai Fratelli Coen, che ha ottenuto 10 nomination agli Oscar 2011, con un grande Jeff Bridges nel ruolo che fu del grande John Wayne.

Ballerini in pensione

Due ex ballerini, Giulietta Masina e Marcello Mastroianni, che da giovani avevano fatto coppia, ballano insieme per l’ultima volta in un programma, come due poetici Ginger e Fred persi nel mare della volgarità televisiva incalzante. A questo proposito Marcello dice a Giulietta: “Non c’è più nessun dubbio ormai che discendiamo dalle scimmie. Il guaio è che non siamo più capaci di risalire fino a loro.” Certo un pensiero del regista, Federico Fellini.

2 thoughts on “Altri 10 mitici vecchietti da film

  1. Ma sono tutti film vecchissimi… sugli over …antaanta, in programmazione, ci sono molte pellicole da consigliare, soprattutto da vedere…

  2. Riceviamo e volentieri pubblichiamo un’altra lista di film. Ce l’ha fatta pervenire un amico grey-panther che ci segue… a distanza. (vp)
    Gran Torino – Clint Eastwood
    Walt Kowalski (Clint Eastwood) è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anticoreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana, e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l’uomo a risolvere i problemi personali che tiene con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.

    I cowboys
    Da un romanzo di W. Dale Jennings, un film crepuscolare. Will Anderson (John Wayne) è proprietario di una fattoria ed alleva vacche. È solo e scontroso da quando i suoi due figli sono stati uccisi. Adesso deve vendere le mucche e per farlo deve portarle in una città lontana, ma nel paese dove vive non ci sono uomini disponibili e quindi è costretto ad assoldare 11 ragazzini direttamente dalla scuola. Con loro un negro di mezza età con la funzione di cuoco e un giovane mulatto. Dopo un veloce apprendistato il gruppo parte con la mandria. I problemi lungo il viaggio non mancano. La mandria è seguita da vicino dalla banda del bandito Long Hair. In una lotta epica per la salvezza propria e della mandria, i ragazzini perderanno il loro datore di lavoro che morrà, ferito e torturato, per mano del cattivo. Nella sparatoria successiva, vendicheranno Will e porteranno a termine il lavoro ritrovandosi uomini.

    Il Pistolero – John Wayne
    Nel 1901, John Bernard Books (John Wayne) è un famoso, vecchio pistolero malato. Sentendo avvicinarsi la fine decide di tornare a Carson City, per farsi visitare dal vecchio amico e medico Hostetler (James Stewart) e per vendicarsi di tre vecchi nemici prima di morire, Mike Sweeney, Jack Pulford e Jay Cobb Il medico gli diagnostica un cancro allo stomaco incurabile e gli consiglia di affittare una camera presso la casa della vedova Rogers (Lauren Bacall), che vive sola con il figlio Gillomor (Ron Howard), grande ammiratore delle gesta passate di Books. J.B. Books decide di affrontate i nemici in duello in un saloon il giorno del suo cinquattottesimo compleanno. Nella sparatoria che ne segue egli uccide i tre ma, quando sta per andarsene, il barista lo colpisce con una fucilata a tradimento nella schiena. Il giovane Gillmor assiste alla scena della fucilata alle spalle e lo vendica uccidendo il barista con la stessa pistola di Books. Gilmor subito dopo butta la pistola, rifiutandosi cosi di continuare sulla strada della violenza. J.B. Books approva il gesto e poi muore sotto gli occhi di Gillmor.
    Sia per il periodo storico nel quale è ambientato (film crepuscolare), sia per il fatto che John Wayne ha girato questo film malato egli stesso, la pellicola simboleggia il tramonto del genere western e del suo più grande interprete, il quale si spegnerà 3 anni dopo. Il pistolero è ritenuto uno dei migliori film interpretati da John Wayne che Un Western “autunnale” nel quale recita stesso. Da un romanzo di Glendon Swarthout. Davvero bellissimo!

    Il Mucchio selvaggio – William Holden
    film western diretto dal regista Sam Peckinpah. L’epopea dei cowboy alla John Wayne e degli eroi della frontiera tramontava, lasciando spazio ad un gruppo di sanguinari pistoleros pronti a tutto. Il film (che buona parte della critica statunitense considera tra i 10 migliori western di sempre) divenne famoso non tanto per l’eccellente cast (William Holden, Ernest Borgnine, Robert Ryan, Warren Oates per citarne alcuni) o per la storia truculenta e “sporca” dei protagonisti, quanto per la scena finale del massacro. Niente eroi. Nessun personaggio positivo, tranne l’anziano capo-villaggio messicano. Inseguiti ed inseguitori sono crudeli e spietati. Tutto è sporco, polveroso e perciò drammaticamente vero. Persino i bambini all’inizio del film anticipano il tema portante: giocano con formiche e scorpioni destinati a morire tra le fiamme. Eppure da quegli uomini, senza Dio, patria e famiglia, sgorga una scintilla di lealtà e giustizia. Nel 1999 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

    Karate Kid
    Karate Kid – Per vincere domani (The Karate Kid) è un film del 1984 diretto da John G. Avildsen.
    È il primo capitolo della tetralogia di Karate Kid. Oltre a segnare la fama di Ralph Macchio (nel ruolo del giovane protagonista Daniel LaRusso) il film ha messo in risalto altri attori, primo fra tutti Noryuki “Pat” Morita che per questa interpretazione si è guadagnato una nomination come miglior attore non protagonista agli Oscar del 1985.

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