Serendipity: raffinate, felici scoperte per puro caso

Pubblicato il 5 Febbraio 2020 in , da author

Saggezza vado cercando, quell’equilibrio nel comportamento e nel consiglio, cioè, che dovrebbe essere frutto di una matura consapevolezza ed esperienza delle cose del mondo. Quella qualità positiva,  base di molte filosofie di vita, che dovrebbe aiutare a garantirci la serenità dell’esistenza. Saggezza, dunque, o Serendipity, come qualcuno preferisce.

I grandi movimenti internazionali, la globalizzazione dilagante, le problematiche di virus e pandemie, ma anche le condizioni dell’ambiente e dell’intero Pianeta, l’irrazionale distribuzione delle risorse non sono, questi, elementi che favoriscono la serenità dell’esistenza. Neppure quando l’esperienza di vita corrisponde a molti anni vissuti, a molte circostanze affrontate.

Il dialogo con i propri coetanei e, nel contempo, quello ancor più ricco con i giovani, consentono di confrontare valori e sperimentate certezze, di conquistare nuovi pensieri ed energie. Così come le buone letture (alla fine di queste riflessioni una selezione di volumi, proposta di recente in un interessante e attivo gruppo di lettura milanese).

L’equilibrio tra comportamento e pensieri è un must per chi diventa senior. Ma è un’attività che richiede impegno e leggerezza, profondità e levità. Per questo si parla di Serendipity.

Il termine Serendipity (senza tradurlo in italiano perché diventa, rigidamente, Serendipità) indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, la fortuna di trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra. Il termine fu coniato in inglese da Horace Walpole nel XVIII secolo e rientra nel computo delle parole d’autore.

Cristoforo Armeno (metà XVI secolo), scrittore e traduttore italiano di origini mediorientali, è stato il primo a tradurre nel 1548 la fiaba Viaggi e avventure dei tre principi  di Serendippo. Il racconto è stato, poi, introdotto da Renzo Bragantini nella raccolta Il riso sotto il velame (1987).

Nel racconto  i tre protagonisti trovano sul loro cammino una serie di indizi, che li salvano in più di un’occasione. La storia descrive le scoperte dei tre prìncipi come intuizioni dovute sì al caso, ma anche alla loro sagacia, al loro spirito acuto e alla loro capacità di osservazione:

«Quando le loro altezze viaggiavano, continuavano a fare scoperte, per accidente e per sagacia, di cose di cui non erano in cerca. C’ era anticamente ad Oriente, nel paese di Serendippo (l’attuale Sri Lanka), un grande e potente re, chiamato Giafar, il quale aveva tre figli maschi, coltissimi perché educati dai più grandi saggi del tempo, ma privi di un’esperienza altrettanto importante di vita vissuta.

Per provare, oltre alla loro saggezza, anche le loro attitudini pratiche, decise di allontanarli dal regno e, perché diventassero ancora più perfetti, stabilì che andassero a vedere il mondo per conoscere per esperienza diretta i diversi costumi e i modi di fare di molte nazioni che già conoscevano per averli studiati sui libri o appresi dai precettori. 

Da poco giunti nel Paese del potente imperatore Bahrām, i principi si imbatterono in un cammelliere, disperato perché aveva perduto il proprio animale. I tre pur non avendolo visto, dissero al poveretto di averlo incontrato un bel po’ avanti, lungo la strada. Per assicurare il cammelliere gli fornirono, come prova, tre elementi: il cammello perduto era cieco da un occhio, gli mancava un dente in bocca ed era zoppo. Il buon uomo, ripercorse a ritroso la strada, ma non riuscì a ritrovare l’animale.

Il giorno seguente, ritornato sui suoi passi, incontrò di nuovo i tre giovani e li accusò di averlo ingannato. Per dimostrare di non aver mentito i tre principi aggiunsero altri tre elementi. Gli dissero che il cammello aveva una soma, carica da un lato di miele e dall’altro di burro, portava una donna, e questa era incinta. Di fronte a questi particolari, il cammelliere diede per certo che i tre avessero incontrato il suo animale ma, vista la ricerca infruttuosa, li accusò di avergli rubato il cammello. I nobili singalesi, imprigionati nelle segrete dell’imperatore Bahrām, affermarono di aver inventato tutto per burlarsi del cammelliere, ma le apparenze li inchiodavano e così vennero condannati a morte perché ladri. Fortunatamente un altro cammelliere, trovato il cammello e avendolo riconosciuto, lo ricondusse al legittimo proprietario. Dimostrata in tal modo la propria innocenza, i tre vennero liberati non senza una adeguata spiegazione di come avessero fatto a descrivere l’animale, senza averlo mai visto.

I tre rivelarono che ciascun particolare del cammello era stato immaginato, grazie alla capacità di osservazione e alla sagacia. Che fosse cieco da un occhio era dimostrato dal fatto che, pur essendo l’erba migliore da un lato della strada, era stata brucata quella del lato opposto, quello che poteva essere visto dall’unico occhio buono dell’animale. Che fosse privo di un dente lo dimostrava l’erba mal tagliata che si poteva osservare lungo la via. Che fosse zoppo, poi, lo svelavano senza ombra di dubbio le impronte lasciate dall’animale sulla sabbia. Sulla spiegazione del carico i tre dissero di aver dedotto che il cammello portasse da un lato miele e dall’altro burro perché lungo la strada da una parte si accalcavano le formiche (amanti del grasso) e dall’altro le mosche (amanti del miele)….Le spiegazioni dei tre principi stupirono a tal punto Bahrām che decise di fare dei tre giovani sconosciuti i propri consiglieri. I tre principi in incognito offrirono così i loro servigi all’imperatore, salvandogli anche la vita, risolvendo situazioni difficili o prevedendo il futuro. »

Oltre a essere indicata come sensazione, Serendipity indica anche il tipico elemento della ricerca scientifica, quando spesso scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro. Portando alle estreme conseguenze il concetto di serendipità/casualità delle scoperte scientifiche, in contrapposizione al metodo dell’indagine sistematica, si può arguire che in ogni scoperta, come del resto in ogni aspetto della vita reale, deve essere insito qualche elemento di casualità: se il ricercatore sapesse già esattamente quello che sta cercando, non avrebbe bisogno di cercarlo, bensì gli basterebbe avere una conferma di una realtà che già prevede esista. In questo senso una nuova scoperta scientifica ottenuta mediante intuizione da un ricercatore è cosa sostanzialmente diversa rispetto all’ottenimento di una conferma sperimentale di un evento mai prima osservato, ma previsto – da uno scienziato – in base all’estrapolazione di una teoria basata sull’interpretazione di altri eventi noti correlati. In questo caso infatti l’oggetto della ricerca sarebbe il tentativo di validare una teoria – cioè una rappresentazione astratta del mondo reale – quindi non la realtà in sé del mondo sottostante.

E per finire, ecco una famosa frase del ricercatore biomedico americano Julius H. Comroe per descrivere cos’è Serendipity

(EN)

«Serendipity is looking in a haystack for a needle and discovering a farmer’s daughter

(IT)

«La serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino

 

Sagacia, spirito acuto, capacità di osservare e di cogliere la casualità della vita: forse la saggezza senior targata 2020 sta qui.

 


* *Natura amica, natura crudele, simbolica, mostruosa, da proteggere, da sognare, da studiare, su cui scherzare, in cui perdersi.

Italo Calvino – Il Barone rampante – Il rampollo di una famiglia nobile ligure a dodici anni, in seguito a un litigio con i genitori, si arrampica su un albero del giardino di casa per non scendervi più per il resto della vita che trascorre spostandosi attraverso boschi e foreste. Finale da Oscar.

Konrad Lorenz – L’anello di re Salomone – Secondo una leggenda, Re Salomone aveva un anello che gli permetteva di parlare con gli animali e capirne il linguaggio. Il premio Nobel e padre dell’etologia moderna conduce con amore e ironia attraverso i suoi studi sul linguaggio e il comportamento degli animali.

Jack London – Il richiamo della foresta – Il mite cane Buck sottratto alla vita familiare è costretto a piegarsi alla vita primitiva e violenta dei cercatori d’oro che lo mettono al traino delle slitte. Nel suo comportamento riaffiorano istinti sopiti e Buck sente crescere il contrasto tra natura e educazione, tra amore per il padrone e slancio incontenibile verso la libertà.

Jon Krakauer – Nelle terre estreme (Into the wild) – Un promettente ventenne abbandona tutto e parte, alla ricerca di se stesso e dell’autenticità, per l’Alaska, dove la natura selvaggia e incontaminata gli fa comprendere che la felicità non riposa nelle cose materiali, ma nella piena condivisione e nell’incontro incondizionato con l’altro. ..

Arto Paasilinna – L’anno della lepre – Le stravaganti peripezie del giornalista di Helsinki Vatanen che, dopo avere investito una lepre, la cerca, la cura e decide di sparire con lei nei boschi della Finlandia. Si trasforma così in un vagabondo che si avventura senza fretta e senza meta attraverso la società e la natura, sempre accompagnato dalla sua lepre come irrinunciabile talismano.

Jonathan Safran Foer – Possiamo salvare il mondo, prima di cena – Foer racconta, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando storie di famiglia, ri­cordi personali, episodi biblici, dati scienti­fici rigorosi e suggestioni futuristiche.

Ernest Hemingay – Il vecchio e il mare – La storia semplice, ma densa di simbologie, di Santiago, vecchio pescatore cubano che pesca, dopo una lotta furiosa in mare aperto, il pesce più grande della sua vita e cerca poi di portarlo verso il porto. Premio Pulitzer 1953.

Mario Rigoni Stern – Uomini boschi e api – “I miei racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza per osservare.”

Joseph Conrad – Tifone – “Il capitano MacWhirr aveva navigato sulla distesa degli oceani così come tanti uomini scivolano sugli anni dell’esistenza per scendere dolcemente in una placida tomba, ignoranti della vita sino all’ultimo, senza aver mai avuto l’occasione di vedere tutto ciò che essa può contenere di perfidia, violenza, terrore. Ci sono in terra e sul mare uomini così fortunati – oppure così disprezzati dal destino e dal mare»

Rudyard Kipling – Il libro della giungla  – Gli archetipi umani in forma animale e la libertà di muoversi in ambienti diversi e molto altro. La legge come un sistema di valori pratico e non misterioso, cui ogni uomo, come ogni animale, deve sottostare.

Luis Sepulveda – Il mondo alla fine del mondo – Il viaggio, l’amore per la natura, la politica, la caccia indiscriminata alle balene, lo spietato modo di fare affari di parte del genere umano, le battaglie di Greenpeace, razze leggendarie e leggende sul mondo marino.

Conan Doyle – Il mastino dei Baskerville – Una strana e arcana maledizione attanaglia la famiglia Baskerville: un cane nero con occhi infernali di notte fende la brughiera alla ricerca dell’ultimo erede di turno. Il capolavoro di Sir Arthur Conan Doyle a metà tra racconto del terrore e giallo classico.

Dino Buzzati – Barnabo delle montagne – Alcune delle tematiche amate da Buzzati: innanzitutto la montagna, con la sua immensità, il suo silenzio, la sua atmosfera magica, fiabesca. Quindi il tema dell’attesa, e della volontà di riscattarsi, di avere una “grande occasione” che possa conferire un significato alla propria vita.

Ian McEwan – Solar – La storia di Michael Beard fisico premio Nobel, egoista, megalomane, sfruttatore della sua reputazione, ingordo e adultero incallito. Ormai uomo di mezz’età, si ritrova, suo malgrado, a trovare la soluzione per salvare il pianeta dal disastro ecologico e anche, sul piano personale, l’opportunità di riscattarsi moralmente.

Gerard Durrel – La mia famiglia e altri animali – Il naturalista britannico Gerald Durrell racconta della sua infanzia trascorsa sull’isola greca di Corfù

Leonard Clark – I fiumi scendevano a oriente – Quello che cerca Clark, l’hanno cercato per secoli in molti, prima di lui, e con poco successo: l’esatta ubicazione del mitico El Dorado.

Parte da Lima e viaggia per oltre sei mesi all’interno di uno dei bacini idrografici più grandi del mondo, l’Amazzonia, con i suoi 6.400.000 km quadrati di natura impenetrabile e sovrana.

Bashò – Centoundici Haiku- Lo haiku è una brevissima poesia dai toni semplici, senza titolo, senza fronzoli lessicali e retorici, che trae la sua forza dalle suggestioni della natura nelle diverse stagioni. Bashò (XVII sec.) è il Leopardi dell’haiku.