I negozi con un solo prodotto: Berlino risponde ad Amazon

Pubblicato il 11 Luglio 2019 in da redazione grey-panthers
Berlino

Sulla Torstrasse, nel cuore della parte orientale di Berlino, la famiglia Jünemann fabbrica e vende pantofole dal 1908. Mai un paio di scarpe, soltanto babbucce e pianelle. Il signor Reno Jünemann, l’attuale titolare, è convinto che la specializzazione sia stato il vero segreto della sua sopravvivenza. Di più, negli ultimi anni “c’è stata una vera riscoperta delle pantofole”, che ora naturalmente si possono comprare anche sul suo sito online. Ancora più a Est, a Friedrichshain, area molto trendy, la signora Silvia Wand espone nel suo negozio, Manufaktur Aufschnitt, ogni sorta di carne e insaccati: prosciutti, mortadelle, hamburger, girelli, salsicce, costate. Solo che sono tutti di stoffa, servono da cuscini decorativi. Il negozio è lì da 10 anni e “gli affari vanno molto bene” spiega Wand che è vegetariana. Di recente la filiale berlinese di Madame Tussauds le ha ordinato un gigantesco cuscino a forma di currywurst, il più celebre cibo di strada della città. A Kreuzberg, ex roccaforte degli alternativi e quartiere multietnico per eccellenza, i coniugi Boege hanno aperto Kadò, primo negozio al mondo specializzato in liquirizia: potete trovarle tutte, dalle stecche italiane di gusto amarognolo, a quella salata finlandese, la salmiakki.

Benvenuti a Berlino, paradiso dei dettaglianti specializzati. Questi negozianti vendono un solo prodotto! Ce ne sono moltissimi nella capitale tedesca. Un fenomeno singolare, in un mondo dove le vendite online stanno cambiando radicalmente perfino il volto delle città, con centinaia di negozi grandi e piccoli costretti a chiudere. Al punto che l’iper-specializzazione berlinese indica un possibile modello di business alternativo.

Certo un ruolo giocano le particolarità di Berlino, città ancora relativamente low cost (anche se le cose stanno rapidamente cambiando, soprattutto nel settore immobiliare) ma soprattutto città segnata dalle cicatrici della storia: 6 mila negozi ebraici, due terzi del totale, vennero spazzati via dai nazisti. Dopo la guerra, nella metà orientale tutti i negozi con più di 10 dipendenti divennero statali. Insomma, una rete di distribuzione scarsa di dettaglianti piccoli e medi, dove la specializzazione estrema sembra offrire una chance di competere con le grandi catene. È così che il signor Bernd Moser, dopo mezzo secolodi carriera da tecnico per le macchine da ufficio, ha aperto a Kreuzberg un negozio dove vende solo vecchie macchine da scrivere, perfettamente funzionanti, roba da collezionisti che però ha molto successo. Nella stessa zona Paul Knopf, nomen omen, da 32 anni non vende che bottoni (Knopf in tedesco significa bottone, appunto). Ne ha milioni, di ogni materiale, grandezza, colore e foggia. I clienti fioccano.

Poi ci sono le particolarità, come l’Antstore, il più grande, forse l’unico negozio di formiche al mondo. Aperto nel 2003 da Martin Sebesta, l’esercizio vende imenotteri e tutto quello che serve per allevarli, terrarium, cibo, formicai per fare i nidi, decorazioni interne, sistemi di climatizzazione, ma soprattutto colonie da 20 o 30 mila formichine. Sebesta ha 24 dipendenti. Vende molto online naturalmente, in tutta l’Europa, ma sostiene che il negozio del quartiere di Steglitz rimane la chiave del suo successo. Da ultimo visitiamo il signor Truetsch, che da 10 anni vende strumenti musicali a corda in miniatura: chitarre, banjo, ukulele, mandolini, tutti a regola d’arte. Per ogni appassionato del genere che viene a Berlino da tutto il mondo, il negozio di Truetsch è una tappa obbligata.

 

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