“L’inganno dell’ippocastano”, di Mariano Sabatini

Pubblicato il 4 luglio 2017 in , da redazione grey-panthers
Mariano Sabatini

“L'inganno dell'ippocastano”, di Mariano Sabatini“L’ inganno dell’ippocastano”, di Mariano Sabatini,

PREMIO FLAIANO OPERA PRIMA 2017 (4 luglio 2017)

Salani – Pagine 332

Euro 14,90 Acquista online

Il primo giallo di Mariano Sabatini, “L’inganno dell’Ippocastano” ha meritatamente vinto il premio Romiti per l’opera Prima 2017 ed è ora finalista al Premio Nebbia gialla 2017. Il libro, che romanza l’attuale e purtroppo nerissima realtà romana, si apre con la dettagliata descrizione di una lussuosa villa alle pendici del Monte, a pochi passi dal Tribunale e la presentazione del suo proprietario. È notte, i domestici si sono ritirati dopo aver servito la cena. Il vecchio signore dopo l’abituale passeggiatina con i cani è tornato davanti alla scrivania e si è addormentato con la testa reclinata sulla poltrona di cuoio. Poi…

L’omicidio eccellente di Ascanio Restelli, palazzinaro romano, settantanovenne, simpatie politiche a destra e che mirava a occupare la poltrona di sindaco della capitale desta scandalo e stupore. Anche perché il cadavere viene scoperto da una giornalista, inviata di un settimanale femminile: la giovane donna, che aveva un appuntamento per intervistarlo, invitata a entrare in casa dal giardiniere, trova il padrone di casa nel suo studio, sgozzato. In preda al panico chiama Leo Malinverno, amico e giornalista brillante, ironico, molto famoso per le sue inchieste di qualità. Restelli, il morto, era uomo di svariate pecche: personaggio scomodo, collezionava denunce dalle quali per merito dei suoi avvocati si salvava per il rotto della cuffia, detestato dalla maggior parte dei conoscenti, prepotente, pur straricco non disdegnava di mettere le mani in pasta in affari poco puliti con l’appoggio di personaggi pericolosi. Malinverno, il protagonista, invece è un giornalista puro, di quelli vecchia maniera come ormai si contano sulle dita, non manovrabile e restio all’attuale esibizionismo generale, e che cerca di puntare solo alla verità.

Il libro è costruito intorno a una divertente teoria di fatti e personaggi variegati, dai quali svicolarsi fisicamente e mentalmente per individuare l’assassino. Il romanzo si muove su due piani diversi, saltando con disinvoltura dall’uno all’altro. Racconta e coccola la Roma bene con un’atmosfera fatta di descrizioni e particolari curati, ma sa anche solleticare le papille gustative con il cibo, le orecchie con la buona musica, e inebriare con un gran vino. Per poi saltare con disinvoltura a sviscerare il risvolto della medaglia, il panorama capitolino drammatico e spietato, pieno di imprenditori malavitosi, spesso in odor di mafia e troppo vicini a prestigiose cariche locali, che si avvalgono di pericolose complicità e maneggi pilotati dai media.

Mariano Sabatini, nato a Roma nel 1971, è giornalista e scrittore. Dagli anni Novanta ha lavorato per quotidiani, periodici e web, curando rubriche e scrivendo pezzi di attualità, cultura e spettacoli. È stato autore per TMC e per la Rai (“Tappeto volante”, “Parola mia”, “Uno Mattina”) e poi critico televisivo. Ha ideato e condotto rubriche su radio nazionali e locali. Ha scritto diversi libri, tra i quali “Trucchi d’autore”, “Ci metto la firma”, “È la Tv, bellezza!”, “L’Italia s’è mesta”. Questo è il suo primo romanzo.

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