Un mandato con meno voti, ma domande più chiare.

Pubblicato il 7 Novembre 2012 in , da redazione grey-panthers

D’accordo. Ha perso per strada una valanga di voti, non è più l’uomo delle meraviglie. Ma questa seconda vittoria , così sudata, è molto più compatta, consolidata della prima, e di sicuro consegna ad Obama un mandato molto chiaro .

Basta guardare la mappa elettorale degli Usa. Blu è l’intera fascia del nord industriale in crisi, il New Mexico dei Latini e lo stato meticcio per eccellenza (neri, latini, liberal, democratici, ebrei) che è la Florida.

La domanda che arriva sulla scrivania del prossimo Presidente è molto chiara: lo zoccolo duro della sua base elettorale, gli operai, i neri e le minoranze, il cui consenso sembrava in caduta libera, ha tenuto. A questi voti si aggiungono quelli tradizionali dei democratici – giovani, donne , e in generale le fasce piu’ scolarizzate e cittadine – riconfermati.

Obama perde invece buone fette di uomini fra gli Indipendenti, perde il consenso dei Cattolici e degli abitanti dei quartieri residenziali che invece nel 2008 era riuscito a staccare dai Repubblicani. Romney ha avuto maggioranza di consenso nella parte d’America più stabile: la popolazione più anziana, prevalentemente bianca, sposata, religiosa, collocata per lo più nel Sud e nelle aree rurali. Gli Evangelici, ad esempio, hanno votato massicciamente l’ex Governatore.

Alla fine, se si fa una somma finale, sia il voto democratico che quello repubblicano è tornato dentro le sue rive naturali. Consegnandoci tuttavia, in questo riconsolidamento di margini, un’America divisa com’era prima della vittoria di Obama – con da una parte dinamismo, minoranze, donne, giovani, e operai, e dall’altra stabilità, fede e un marcato senso delle differenze sociali. O forse più divisa perché la separazione si nutre oggi anche di disillusione e risentimento.

Da questo voto, dunque, il mandato di Obama appare molto chiaro. La fascia blu di Stati che gli ha consegnato la vittoria è quella tradizionalmente industriale. E’ importante ad esempio che Obama abbia vinto non solo l’Ohio, ma anche la Pennsylvania ( stato operaio, che spesso ha tradito I democratici) e il New Hampshire. Da questa zona, anche intensamente nera, viene la richiesta forte di salvare l’industria tradizionale – come è appunto successo per Crysler. Un compito non facile e per molti versi anticlimatico nel mondo attuale.

Ci sono poi le domande legate al fattore donne, il 55 per cento delle quali ha votato per Obama; quelle dei giovani che con il 60 per cento di voto si conferma una forza a favore del Presidente, e dei Latini, il settore di popolazione a maggiore e più veloce crescita, che ha votato massicciamente il candidato democratico, dedicandogli il 70 per cento del suo voto .
Tutti questi settori sociali hanno in comune un elemento piu’ “valoriale” o , se preferite, “culturale”. I Repubblicani hanno infatti antagonizzato profondamente questa parte della popolazione con le loro posizioni sull’aborto, sull’immigrazione, sui matrimoni gay e sui temi dello sviluppo ( ecologia, energia, globalizzazione). La piattaforma che s profila da questo insieme e’ dunque chiara, ma molto divisiva e dunque molto difficile da gestire. E’ anche vero pero’ che nel secondo mandato I presidenti sono piu’ liberi .

Io mi aspetto molto sorprese nei prossimi 4 anni .

di Lucia Annunziata

http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/operai-e-neri-non-hanno-a_b_2086148.html?utm_hp_ref=italy