La Rassegna Stampa: Festa nazionale il 17 marzo, grazie a Benigni?

Pubblicato il 18 Febbraio 2011 in , , da Vitalba Paesano
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Le aperture

La Stampa: “Fuga da Fli, la rabbia di Fini, ‘Colpa dei soldi del premier'”, “Berlusconi: ‘E’ quello che si merita’. E pensa di mobilitare la piazza”, “Altri parlamentari lasciano il presidente della Camera. Casini boccia la ‘Santa alleanza’ con la sinistra”. Sulle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia: “17 marzo, verso il sì alla festa nazionale”. In taglio basso: “Rivolta in Bahrein, F1 a rischio”, “Blitz in piazza: 4 morti. Scontri in Libia nel giorno della collera”.

La Repubblica punta su nuove rivelazioni Wikileaks che oggi arrivano in edicola anche tramite L’Espresso: “‘Berlusconi danneggia l’Italia’, “Wikileaks, il giudizio Usa in 4 mila rapporti segreti: l’immagine del Paese è diventata comica”. Secondo il quotidiano, dalle carte emergge “il ritratto di un leader debole: ‘Deve dirci di sì a tutto’. La resa su Vicenza e altre basi”. Ancora in prima i verbali del Rubygate: “La verità su Noemi e il Cavaliere” (Alle pagine interne: “‘Tutte nude al bunga bunga e quand’ero in questura Silvio aveva paura di me’, “Ruby: so che con Noemi ha fatto sesso”). Di fianco, l’accusa del Presidente della Camera: “‘la fuga da Fli pagata dal premier'”. A centro pagina: “Libia, la rivolta nel sangue”, “Manifestazioni in tutte le città: le milizie sparano, decine di vittime. Si ribella anche il Bahrein”..

Il Fatto, in riferimento alla fuga da Fli: “Li riprende a uno a uno”, “Il partito di Fini perde pezzi e lui accusa Berlusconi: ‘Ha un potere mediatico e finanziario che è prudente non avversare direttamente”. E spiega: “Il presidente della Camera reagisce duramente al ritorno di Pontone e Rosso nel Pdl. Verso l’addio Urso, Baldassarri e Saia. Anche Guzzanti si rituffa nella ‘mignottocrazia’. Granata: pronto altro fango contro di noi”. In taglio basso: “Bunga bunga, soldi e telefonate. Tutte le prove che inchiodano B.”.

Il Giornale: “Fini in mutande”, “Il fallimento di un leader”, “Mezzo partito lo abbandona, persino l’ex fedelissimo Urso verso l’addio. Oltre ai pezzi, il presidente della Camera perde anche la testa: insulti al premier e ai deputati. Il Fli affonda perché è nato solo per vendetta personale”. Di spalla si ricorda che oggi il presidente del Consiglio incontrerà il segretario di Stato vaticano Bertone (“via al dopo Ruby”, titola il quotidiano). In prima una grande foto di Roberto Benigni dal Festival di Sanremo: “Per una volta Benigni riscatta l’Italia”, “A Sanremo l’attore parla di minorenni ma poi dà lezione su Mameli”. Taglio basso: “Il Pdl ha deciso: si va in piazza”, “Il premier pensa ad una manifestazione il 26 marzo. Pronta la riforma della giustizia”.

Corriere della Sera: “Parte la riforma delle giustizia”, “Oggi in Consiglio dei ministri intercettazioni e due Csm”. Secondo il quotidiano il governo ha deciso un’accelerazione. Un richiamo nell’occhiello anche per Fli: “Nuove uscite da Futuro e Libertà. Fini accusa: è il potere finanziario del premier”. Sull’inchiesta che coinvolge il premier, dalle carte dell’inchiesta: “Anche auto in regalo per le notti di Arcore”. A centro pagina: “Scandalo affitti a Milano. Le case del Pio Trivulzio a prezzi stracciati ai politici”.

Libero ha una caricatura di Fini e Italo Bocchino (definito “il complice”): “Bocchino amaro”. E spiega: “Con il presidente della Camera ha distrutto An. Poi ha spaccato la maggioranza. Quindi ha soffocato nella culla Futuro e Libertà. Storia incredibile di un mezzo leader che ha perso tutto tranne la propria arroganza”.

Il Foglio ha un titolo rosso che recita: “Il Cav. in musica”. Ovvero: “Antropologia intima di Berlusconi, con la guida di un’azionista”. A firmarlo è l’Elefantino, che spiega: “A chi detesta l’italiano che è in Berlusconi, suggerisco di leggere il ritratto del melodramma romantico e del bel canto nei testi di Massimo Mila. Scoprirete che non è una faccenda di Costituzione e prostituzione”. Le prime due colonne de Il Foglio, però, si trovano sotto un unico titolo che recita: “Rupture per crescere”. La prima è dedicata al presidente francese: “Sarkozy vuole abolire la patrimoniale in versione francese (la stessa acclamata nel Pd)”. La seconda parla del “Vertice pro crescita del governo”, “Tremonti: deroghe Ue per il Sud e riforme. I piani per le frustate”. Sulle rivolte nel mondo arabo: “Il contagio sfiora Tripoli. Ma per ora Gheddafi controlla la protesta”.

Il Sole 24 Ore: “Deroghe Ue per il rilancio”, “Vertice per la crescita da Tremonti: via a grandi opere e piano Sud. Con il nuovo Patto nel 2015 bene l’Italia”. E ancora: “Torna la voglia d’impresa: nel 2010 create 72.530 aziende in più”. Grande foto dallo Yemen in rivolta, sulla prima e il titolo: “Dura repressioni in Libia e in Bahrein, decine di morti”.

L’Unità, in riferimento all’incontro Berlusconi-Bertone di oggi per le celebrazioni dei Patti Lateranensi: “L’imputato in Vaticano”. Un titolo anche per la Libia: “Bagno di sangue”, “Pugno duro di Gheddafi contro la rivolta: decine di morti”.

Il Riformista: “Fuga da Fini”, “Da Fli un esodo ‘tunisino’ verso i lidi berlusconiani”, “nuove defezioni in blocco dopo quelle dei giorni scorsi: Se ne vanno tra gli altri il capogruppo al Senato Viespoli e l’ex tesoriere Pontone. Altri in bilico. Il presidente della Camera: ‘Attratti dal potere finanziario del premier”. In taglio basso: “la carta segreta di Berlusconi”, “Gli avvocati puntano sull’articolo 96 della Carta: ‘premier improcedibile’. Torna la strategia di piazza”.

Fini

I titoli sulle dichiarazioni di Gianfranco Fini si riferiscono all’intervento che ha deciso di pubblicare su Il Secolo d’Italia. Dove, scrive il Corriere, si legge: “Le polemiche e le divisioni esplose dopo l’assemblea costituente di Milano hanno creato sconcerto in chi ci aveva seguito e fanno gioire i sostenitori del presidente Berlusconi, che già immaginano di allargare la maggioranza di cui godono alla Camera. Ipotesi verosimile, vista l’aria che tira nel Palazzo e le tante armi seduttive di cui gode chi governa e dispone di un potere mediatico e finanziario che è prudente non avversare direttamente. Eppure proprio qui sta il punto che ci deve indurre a perseverare”

Massimo Giannini, su La Repubblica, sottolineando che Fini è anche il presidente della Camera, scrive: “il fatto che la terza carica dello Stato denunci con tanta durezza il vergognoso suk degli onorevoli messo in piedi dal capo del governo è anche e soprattutto un clamoroso scandalo della democrazia”.

Il Foglio, in uno dei suoi editoriali: “Un presidente (della Camera) grottesco”, “L’attacco al Cav è indegno del suo ruolo. Che aspetta il Quirinale?”. “Stavolta no: la terza carica dello Stato che scarica bombe di fiele politico sul presidente del Consiglio per trattenere il proprio gregge parlamentare non s’era mai vista né sentita”, scrive Il Foglio.

 E poi

Su Il Sole 24 Ore la scelta del governo conservatore britannico: “Cameron: l’era dei sussidi è finita. A chi rifiuta il lavoro niente aiuti per tre anni, controlli sull’invalidità”.

In prima su La Repubblica un intervento di Luigi Spaventa: “Ripresa, la Nazione in apnea”. Ed un richiamo alla social card, con un’inchiesta: “La grande beffa della social card senza fondi”.

Su tutti i quotidiani troverete analisi sulle rivolte nel mondo arabo. Ovviamente in molti casi si tratta di letture a distanza, dovute alla chiusura dei Paesi in questione, come è il caso della Libia. Sul Corriere segnaliamo invece una corrispondenza dall’Algeria: “Il risveglio dei giovani berberi, ‘Il regime di Algeri cadrà presto’, “Preparativi e disordini in Cabilia: ‘Andremo fino alla capitale’”.

La Repubblica ha un inviato al confine tra Tunisia e Libia e descrive “Il pugno di ferro di Gheddafi”: “la rivolta si estende, venti morti. Mercenari africani e tiratori scelti contro i cortei”.

L’Unità intervista l’europarlamentare Pd Antonio Panzeri, che segue stabilmente le vicende del Maghreb: invita l’Italia a muoversi e dice che “se a Tripoli la situazione dovesse precipitare, salterebbe l’accordo bilaterale con il nostro Paese”.

Il Riformista intervista Ashur Shamis, dissidente libico costretto all’esilio a Londra: “Per anni -dice- ho tentato con i miei compagni di abbattere militarmente il regime totalitario di Gheddafi, ma non ci siamo riusciti. Ora però il clima è diverso, è quello giusto e grazie all’esempio dell’Egitto e della Tunisia anche in Libia cambierà qualcosa. Cambierà senza l’uso delle armi”.

(Fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)