“Inventata la macchina per trasferire gli anni”, di Pio Iglesias

Pubblicato il 27 Dicembre 2010 in , da Vitalba Paesano
Finalmente qualche genio ha trovato il sistema, nessuno se lo aspettava, ma una mattina, su tutti i giornali è apparsa la grande notizia: inventata la macchina per trasferire gli anni da una persona all’altra. Le azioni della compagnia si sono moltiplicate come per magia, quando la magia esiste.
Piano piano la cosa si è definita e delineata, si poteva comprare o vendere tempo, vita, da una persona all’altra, il processo era indolore ed era regolato dalle leggi del mercato più un piccolo sovrapprezzo alla compagnia dell’inventore. Cosi, dopo le prime critiche sull’immoralità della cosa, si è formato un mercato vivace che trattava tempo.
Chi poteva ha iniziato a comprare dai bisognosi (e c’e’ ne sempre in abbondanza). I bisognosi poi hanno iniziato a fare la fila per vendere pochi anni di vita e vivere meglio quello che gli restava. All’inizio ci furono gli scettici che si venderono il vendibile, ma questo cessò appena si vide che questi morivano molto presto. La cosa inizio allora ad essere creduta da tutti e divenne un fatto accertato e accettato nella sua realtà. Qualcuno, esagerato, ha comprato cosi tanto tempo da potersi considerare immortale o quasi. La vecchiaia non faceva più paura. I bisognosi continuarono a vendersi e a questi si aggiunsero presto gli aspiranti suicidi che così poterono lucrare sulla voglia di vita degli altri. Ci si chiedeva a che servisse, per uno che si vende la vita, accumulare soldi, ma poi si scoprì che i morituri donavano poi il prezzo della vita ai loro amati in modo che non dovessero vendersi il tempo per vivere un po’ meglio.
I potenti, i politici, i religiosi, i notai, i farmacisti, gli ambasciatori, gli industriali di successo iniziarono a non morire più. Invece la gente normale moriva sempre più giovane. Alla fine tutta la gente normale morì e rimasero solo i compratori di vita. Al potere nessun cambio fu più possibile e la grande livellatrice quasi smise di lavorare.
Un mondo di ricchi e potenti si rivelò presto per quello che era….un inferno. La battaglia per il tempo si è fatta prima competitiva, poi confronto più duro, poi guerra aperta. Ma i donatori erano tutti morti, la guerra era solo tra potenti, che si ammazzavano allegramente, ma poiché non potevano morire, rimasero in coma fino alla fine del termine comprato. Figli non se ne facevano più perché tanto c’era tempo e si voleva godere della libertà acquistata. Resto un mondo di vecchi, rancorosi, infelici ed angosciati di avere tutto il tempo immaginabile davanti ed un inferno quotidiano da vivere.
di Pio Iglesias