CD e altre musiche di aprile II, di F. Nuzzo

Pubblicato il 24 aprile 2017 in , da Ferruccio Nuzzo

Conoscevo già da lungo tempo Diana Baroni, cioè il suono del suo prezioso strumento, attraverso le bellissime registrazioni di musica barocca – in special modo i Concerti per vari strumenti di Johann Sebastian Bach – che il Café Zimmerman ha registrato per Alpha, ma non avevo idea della molteplicità delle sue passioni e dei suoi impegni. Un nuovo cd della sublime flautista – il primo volume delle Sonate per flauto – sempre di Bach – mi ha dato l’occasione di scoprire ben altre sfaccettature della sua straordinaria attività artistica.

D’origine argentina (è nata a Rosario, sulle rive del Paraná), Diana Baroni vive in Francia ormai da più di quindici anni, associando con imprevedibile coerenza la sua passione per la musica barocca europea e quella per la cultura musicale di cui si è nutrita la sua infanzia sud-americana. Diana studia la chitarra, il piano, il canto e vari tipi di flauto, specializzandosi poi nel traverso alla Yehudi Menuhin Academy di Gstaad, in Svizzera e, più tardi alla Schola Cantorum di Basilea e ad Amsterdam. In Europa sopratutto, ma anche in giro per il mondo, Diana suona – solista o con gli ensembles più prestigiosi – nei teatri e Festival che contano, ma i suoi successi barocchi non le fanno dimenticare le musiche tradizionali ed il repertorio latino-amerindano. Crea, quindi, un suo ensemble, dando vita a un vastissimo repertorio nel quale il suo dinamismo e la sua sensualità animano straordinarie creazioni, come nel cd Son de los Diablos (ancora Alpha) dedicato alla musica andina, in cui associa le musiche pre-colombiane a quelle introdotte dai conquistadores ed a quelle degli schiavi neri.

Ed ora questa integrale delle Sonate per flauto di Bach – dopo quella del Brauchbare Virtuoso di Johannes Mattheson (Alpha) – per me una rivelazione, di una geniale artista e di tutto il suo affascinante, ricchissimo mondo. Non ho mai ascoltato una tale leggerezza al flauto traverso, una spontaneità nell’articolazione che rende il discorso così complesso di questi capolavori perfettamente limpido e trasparente nella sua architettura. Diana respira e fa vivere della sua anima ogni nota, con la dolcezza di uno scialle di seta che avvolge senza velare (non si pensi, tuttavia, ad un’interpretazione «addomesticata», edulcorata, di queste composizioni: tutto il rigore e la densità della musica di Bach son là, è soltanto una nuova luce che la illumina …).

ps : per gli altri itinerari musicali di Diana Baroni, Vimeo presenta una serie di interessantissimi video, in particolare quelli dedicati al folclore sud-americano (Argentina, Perù, Bolivia, Venezuela …).

diana BaroniFlute Sonatas of Johann Sebastian Bach   

volume 1 – Diana Baroni e Sarah van Cornewal: traverso, Dirk Boerner: clavicembalo – M.A Recordings (57’50)

 images Diana Baroni

Waiting for Clara   

Robert Schumann, Clara Schumann, Johannes Brahms – Julien Hervé: clarinetto, Jean Sugitami: pianoforte, Isabelle Druet: mezzo-soprano, Pierre-Marc Vernaudon: viola – NoMadMusic (66’04)

In una sua lettera a Clara Schumann, Johannes Brahms scriveva «Le passioni non hanno nulla di naturale per l’essere umano. Esse sono sempre delle eccezioni o delle esagerazioni, e quando esse vanno al di là dei limiti bisogna considerarle una  malattia e cercare un rimedio per la propria vita e la salute. (…) Le passioni devono smorzarsi rapidamente, altrimenti è meglio sfuggirle.»

Buone intenzioni, che, probabilmente, Brahms riuscì – più o meno –  a realizzare (almeno per quanto riguardava la sua passione per Clara), mentre per Robert Schumann furono le passioni a prendere il sopravvento, portandolo alla follia, al tentativo di suicidio ed alla morte.

Questo bellissimo cd traccia la mappa poetica di un tormentato panorama nel quale la serenità delle illusioni cerca di mettere del balsamo all’inquietante ed esaltata energia di un’incontrollata passione. E le sonorità vellutate e trasparenti dello strumento di Julien Hervé interpretano idealmente queste intenzioni, senza mai quell’esasperazione che talvolta rende problematici gli slanci lirici del clarinetto. Musiche scritte all’origine per questo strumento o trascritte da Julien, conosciute come i Märchenerzählungen (Racconti delle fate) ed i  Fantasiestûcke op.73 di Robert Schumann, o meno note, come le Romanze di Clara e le Due canzoni op.91 che Brahms ha composto per mezzo-soprano, viola e pianoforte (qui è il  clarinetto di bassetto a rimpiazzare la viola).

Per concludere, come ultima dolcezza concessa a Clara, il pianista Jean Sugitami ha trascritto il famoso Wiegenlied op.49 n°4 di Brahms, dando l’opportunità ai quattro elementi dell’ensemble di ritrovarsi in una rasserenante ninna-nanna.

 imagesWaiting for Clara


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Sonate, Préludes, Nocturnes – Mikhaïl Rudy: pianoforte – Calliope (75’43 + DVD 79’29)

Nato in Ucraina ma naturalizzato francese negli anni ’70, Mikhaïl Rudy fece il suo debutto in Europa con il Triplo Concerto di Ludwig van Beethoven, assieme a Mstislav Rostropovitch e Isaac Stern, in occasione dei 90 anni del pittore Marc Chagall (a cui ha anche dedicato un DVD – Il colore dei suoni – pubblicato da Calliope). Dopo un doppio cd dedicato alle ultime opere di Alexander Scriabine ed ai Quadri di un’esposizione di Modesto Moussorgski, Rudy  torna (sempre per Calliope) ad un compositore – Frederik Chopin – che gli è particolarmente caro e congeniale, con una magistrale interpretazione della Sonata n°2 op.35, di due Notturni e dei Preludi op.28. Una parte del programma (Notturni e Preludi) è stato filmato l’hôtel Pozzo di Borgo – uno splendido hôtel particulier dell’inizio del ‘700 nel cuore di Saint Germain, a Parigi -, e, assieme a un documentario dedicato al pianista, opera del regista Andy Sommer, è l’oggetto di un DVD  che completa l’edizione.

images  Mikhaïl Rudy