L’irrinunciabile piacere di festeggiare San Valentino, da Senior

Pubblicato il 14 Febbraio 2020 in , da author

Non devono essere solo i giovani a festeggiare San Valentino. Alle prese con un sentimento che è ancora utopia, aspettativa, desiderio, vivono un sogno non pienamente vissuto, un’aspirazione tutta da sperimentare, una complessità di aspetti ancora da scoprire.

Devono essere i Senior, piuttosto, a festeggiarlo: riconoscere l’esistenza di un amore che scalda la vita, tra mille pensieri quotidiani e crisi di sopravvivenza, dovrebbe essere, infatti, una consapevolezza matura. Festeggio San Valentino non per convincermi che amo ancora o che forse anche lui ama ancora me, ma per riconfermare con lucidità e consapevolezza che la mia esistenza matura è all’insegna della disponibilità, della condivisione, del sacrificio, se occorre. Non vivo solo per me, non mi sono messa al primo posto tra le priorità. Ho una circolazione extracorporea di sentimenti, che portano all’altro e ritornano a me più ricchi ogni volta.

Permettete, parliamo d'amore e di sesso (edizione aggiornata)Ma festeggiare San Valentino non spetta solo a coppie senili che affrontano insieme la loro seconda, terza o quarta età, sperando che qualcuno lassù si dimentichi di loro e li lasci arrivare a quei fatidici 100 anni che sono per molti ormai un traguardo possibile. Ci sono tanti amori ancora vividi seppur silenti, che traggono forza nel ricordo di passioni vissute intensamente, che hanno ora un’apparente cesura perché l’altro non c’è più. Un amore alimentato da sempre non si spegne facilmente. E la circolazione extracorporea diventa un collegamento interno tra il proprio cuore e il proprio cervello, che tiene sempre presente l’altro, che lo ingloba in uno straordinario processo di osmosi.

Voglio festeggiare San Valentino perché per me significa riaffermare le mie scelte affettive, il valore dei miei sentimenti. Una partita a due che voglio continuare a giocare.

Pablo Neruda, “Sonetto XVII”

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

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