In Valle d’Aosta, tra sequoie e bonsai

Pubblicato il 8 luglio 2008 in , da Vitalba Paesano

Da mercoledì 24 a domenica 28 settembre 2008, a Saint Vincent (autostrada A5 Torino-Aosta, uscita Saint Vincent/Chatillon), presso la sala congressi dell’Hotel Billia si svolgerà il congresso mondiale dedicato all’Arte del Bonsai:”art and teaching on the top of Europe”.

Il termine giapponese “bonsai” è costituito da due ideogrammi ??: il primo significa vassoio o contenitore (bon), mentre il secondo (sai) significa educare e, in senso lato, il coltivare.
Bonsai è l’arte di creare miniature di alberi, coltivandoli per anni in un piccolo vaso. Con questa particolare tecnica si guida infatti a pianta ad assumere forme e dimensioni volute, pur rispettandone l’equilibrio vegetativo e funzionale.
“È sbagliato pensare che i bonsai soffrano nei vasi: è solo un’impressione che si ha, a causa delle forme spesso contorte o delle parti di legno secco create appositamente per dare un effetto di vetustà alla pianta. Così come si accetta l’intervento sugli alberi da frutto per ottenerne più cibo possibile, si dovrebbe accettare in egual maniera l’intervento su piante per renderle bonsai, dove si nutre lo spirito del coltivatore e non il suo corpo. Se un bonsai soffrisse non arriverebbe a fiorire o addirittura a fruttificare”, rassicura chiara Padrini, Presidente Italiana del Bonsai Club International (BCI).

Il bonsai è una rappresentazione della natura, il paesaggio influenza il bonsai. Per questo, e non soltanto per questo, il bonsai è un hobby che va preso con serietà e praticato, per quanto possibile, con costanza ed una certa applicazione. I veri coltivatori di bonsai curano questi alberelli per ore al giorno.
Ecco perché l’appuntamento del Congresso di Saint Vincent è particolarmente atteso dagli appassionati, ma offrirà spunti interessanti anche ai visitatori più curiosi.

Mentre il Congresso farà scoprire a neofiti o bonsaisti l’arte della contemplazione della natura “in piccolo”, altri potranno sbizzarrirsi alla ricerca delle 125 piante monumentali della Valle d’Aosta, protette da una legge regionale che tutela gli alberi rari, di pregio,  particolarmente vecchi.
Tutte le piante sono catalogate e presentate in una mappa a disposizione dei turisti presso i punti informativi di ogni località. Piante spesso plurisecolari, risparmiate per diversi motivi: il ricordo di un evento, il ruolo nel paesaggio, la particolarità della specie…Ecco allora il Tiglio di quasi 500 anni della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta (l’albero più rappresentativo tra i tanti monumenti vegetali della regione), la Pianta Grossa di Donnas (SS 26, verso Aosta, subito dopo Pont Saint Martin), probabilmente l’ippocastano più grande d’Italia; o l’Olmo ciliato in località Prà di Perloz (che si raggiunge percorrendo da Pont-Saint-Martin la strada regionale di Perloz SR1).
Perché se è vero che un bonsai deve evocare in chi lo guarda una sensazione di forza, maturità… poche altre cose sanno trasmettere pace e serenità come una grande pianta secolare.

Notizie pratiche: Ingresso giornaliero: 50,00 € (giovedì-venerdì) 60 € (domenica) per i congressisti; 10,00 € per il pubblico che vuole visitare la mostra e lo spazio venditori.
Informazioni e programma dettagliato