Paola ci propone questa volta due poesie d’amore, l’amore ardente, l’amore che muove le stagioni, l’amore che si confonde con il respiro della notte. Scritte una ventina di anni fa commuovono oggi come allora. Quando l’amore si trasferisce in poesia, risorge l’incanto del vissuto o del sognato o del perduto
COME ERA DOLCE LA NOTTE.

Com’era dolce la notte mio amore
com’era dolce la notte sul lungofiume!
E questa estate sa di polvere e di rovi
e sfinisce in un’esile settembre.
Più in là c’è l’inverno e il buio
che si incammina su una luna gelata.
Da quella notte mio amore
da quella notte conto a rovescio le stagioni

DI CERTE SERE.
Di certe sere parleremo
e ancora della luna
che sgranava nell’acqua.
Venne la notte
e io la riconobbi
come se da sempre
l’avessi toccata
come se dalle profondità
più remote si fosse
levato un vento
a scarmigliare le ore
e a ricomporle.
Le tue mani
erano le sole mani
e la tua voce
l’unico accordo
alle mie orecchie.
Di certe albe parleremo
e dell’oro crepitante
alle torri sul fiume.
Poi venne il giorno
e colorò le stanze
come se appena
volesse posarsi
e l’aria fosse
tessuta di cristallo.
Ascoltai come scroscio
di ciottoli il tuo riso:
tra le labbra correva
appena un filo di parole.
Nostra era la chiave
delle ore rapinate
tu colmavi il mio sguardo
e consumavo il cuore.
Questa volta voglio proporvi due poesie d’amore, l’amore ardente, l’amore che muove le stagioni, l’amore che si confonde con il respiro della notte. Le ho scritte una ventina di anni fa e il mio cuore adesso si è commosso. Quando l’amore si trasferisce in poesia, risorge l’incanto del vissuto o del sognato o del perduto.
Di amore si è parlato lungo tutti i secoli che ci hanno preceduto. Se ne parla anche oggi, anche se le modalità di esprimersi sono cambiate. Ma la poesia stessa è un atto d’amore. Si può vivere o morire d’amore. La storia lo ha insegnato.
“L’amor che move il sole e le altre stelle”, lo ha scritto Dante, raccontando la potenza dell’amore nell’ultimo verso del Paradiso. Lo hanno tramandato Catullo, Pablo Neruda, Alda Merini, Nâzım Hikmet, Emily Dickinson, Antonia Pozzi e un numero incredibile di altri poeti e scrittori.
Etimologicamente la parola “amore” ha radici antiche, dal sanscrito al persiano al latino, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Se oggi ne ho voluto parlare è perché d’amore ho vissuto. Ora è rimasto il vuoto. Soltanto la poesia me lo può riportare.


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