Il taglio delle pensioni d’oro, proposta di legge

Pubblicato il 9 agosto 2018 in da redazione grey-panthers
Un taglio delle pensioni d’oro, superiori a 4mila euro nette al mese, per alzare a 780 euro euro le minime: sono le linee fondamentali di un progetto di legge dei partiti di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, che prevede quindi un ricalcolo degli assegni previdenziali in essere.
Ricalcolo pensioni

C’è un meccanismo in base al quale il ricalcolo della pensione cambia a seconda dell’anno di maturazione: la data spartiacque è il gennaio 1996. Per coloro che sono andati in pensione prima di questa data, si moltiplica la quiescenza maturata con il metodo retributivo per il rapporto fra il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età dell’assicurato al momento del ritiro con quello che corrisponde all’età prevista di pensionamento di vecchiaia, utilizzando i vecchi coefficienti di trasformazione previsti dalla legge 335/1995 (la Riforma Dini) e in vigore fino al 2009.Per coloro che invece sono andati in pensione successivamente a questa data, la correzione attuariale si baserà su una tavola ricostruita delle età di pensionamento di vecchiaia scomputate degli adeguamenti alla speranza di vita.

Soggetti interessati

Non ci sono, al momento, stime precise sulla platea di soggetti interessati e sull’entità effettiva degli tagli alle pensioni. Entrambi elementi fondamentali per valutare la misura.

Secondo stime di Tabula, i pensionati sopra i 4mila euro netti al mese, e i 6mila lordi, sono circa 100mila. In ogni caso, il taglio riguarderà le pensioni superiori a 80mila euro lordi annui, che non corrispondono a un adeguato livello di contributi versati, calcolato attraverso il sistema attuariale sopra delineato. Sono escluse pensioni di invalidità, reversibilità trattamenti alle vittime del dovere o di azioni terroristiche. Non possono essere ricalcolate pensioni sotto gli 80mila euro al mese, e se il pensionato ha meno di 57 anni non si utilizzano coefficienti di trasformazioni inferiori.

Iter legislativo

Si tratta di una proposta di legge, che dovrà quindi percorrere l’iter di approvazione parlamentare,non di una misura destinata ad entrare nella Riforma Pensioni prevista in Legge di Bilancio, con la nuova opzione di flessibilità in uscita della quota 100, destinata ad essere seguita dall’abbassamento della pensione anticipata a 41 anni (dagli attuali 42 e dieci mesi, che diventeranno 43 anni e tre mesi nel 219, un anno meno per le donne).