Riscatto laurea agevolato: pro e contro

Pubblicato il 5 Febbraio 2019 in , da redazione grey-panthers

Il vantaggio è che si può effettuare il  riscatto della laurea pagando una cifra scontata, il rovescio della medaglia è che i periodi riscattati non contribuiscono al calcolo della pensione: sono gli aspetti chiave della misura contenuta nel decreto di riforma pensioni, che tra le altre agevolazioni introduce anche nuove forme di riscatto contributivo.

Riscatto laurea agevolato

L’opzione è riservata a coloro che hanno al massimo 45 anni e prevede la possibilità di effettuare l’operazione con le stesse regole di chi è ancora inoccupato. In pratica, si rapporta l’aliquota previdenziale al minimo imponibile previsto dalla gestione INPS artigiani e commercianti, che è pari a 15.710 euro nel 2018 invece che alla retribuzione degli ultimi 12 mesi (come per la normale operazione di riscatto della laurea).  In pratica, si paga un onere di riscatto intorno ai 5.241 euro per ogni anno di laurea.

=> Quota 100 e Riforma Pensioni 2019

Pro

Il risparmio dipende dall’entità dello stipendio. Esempio: un lavoratore che guadagna 40mila euro dovrà spendere 13.200 euro di riscatto laurea. Quindi, utilizzando l’agevolazione inserita nel decreto, risparmia circa 7mila euro per ogni anno.

Contro

Con il normale riscatto della laurea i periodi riconosciuti sono validi anche per il calcolo della pensione. Quindi, il costo dell’operazione viene ammortizzato con l’assegno previdenziale. Nel caso di riscatto agevolato – utile solo ai fini «dell’incremento dell’anzianità contributiva» – gli anni riscattati sono conteggiati solo per raggiungere il requisito contributivo ma non vengono valorizzati per far crescere l’importo dell’assegno. Quindi è fondamentale “farsi due conti” per stabilire se l’operazione è conveniente o meno. E’ possibile fare una simulazione con facilità utilizzando l’apposito strumento sul sito INPS.

Esclusioni

Poiché non si possono avere più di 45 anni, il riscatto della laurea agevolato non si può utilizzare per la quota 100 (che richiede almeno 62 anni di età). Altra limitazione: si possono riscattare solo periodi successivi al 31 dicembre 1995 (ai quali si applica il calcolo contributivo). Per il resto, valgono le stesse regole previste dalla legge sul riscatto laurea (184/1997, articolo 2), per cui non si possono ad esempio riscattare periodi durante i quali sono stati versati altri contributi previdenziali (i periodi da riscattare non devono essere coincidenti).