Pensione APe Social, domande entro marzo

Le regole sono le consuete: chi matura il diritto all’APe Social nel 2021 deve presentare all’INPS domanda di accesso al beneficio entro fine marzo. L’istituto di previdenza risponde poi entro giugno, certificando il possesso dei requisti (o rigettando la richiesta, con decisione motivata), a quel punto si può presentare la domanda di APe vera e propria. La domanda di certificazione del diritto si presenta online o tramite intermediari. In realtà quella che scade a marzo è la prima finestra a disposizione, dopo la quale ci sono altre possibilità di presentare la richiesta, che però vengono accolte solo previa disponibilità di risorse economiche.  Si tratta dell’ultim anno per l’APe Social, che ha goduto di una proroga al 31 dicembre 2021 in virtù di quanto disposto dalla Legge di Bilancio, con conseguente riapertura dallo scorso 8 gennaio delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’anticipo pensionistico a carico dello Stato.In cui termine, come di consueto, è fine marzo.

=> APe Sociale, bastano 63 anni: scadenze domanda 2021

Requisiti

Hanno diritto all’APe Social i lavoratori con 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi a seconda della tipologia di aventi diritto a cui si appartiene. Sono quattro le casistiche previste.

  • Disoccupati: devono avere perso il lavoro involontariamente, o essersi dimessi per giusta causa, e avere concluso da almeno tre mesi la prestazione di disoccupazione. In caso di scadenza di un contratto a termine, ci sono regole stringenti (ci vogliono almeno 18 mesi di lavoro nei tre anni precedenti). Il requisito contributivo è pari a 30 anni. Al momento di presentazione della domanda di accesso, bisogna già essere disoccupati. Gli altri requisiti (età, contribuzione, almeno tre mesi dalla fine del sussidio) possono essere maturati entro la fine dell’anno.
  • Caregiver: devono assistere da almeno sei mesi il coniuge, anche in unione civile, un parente di primo grado convivente con handicap grave (in base all’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992), un parente o affine fino al secondo grado con genitori o coniuge ultra70enne oppure a sua volta in condizioni di gravità. Requisito contributivo: 30 anni. Requisito da aver già maturato al momento di presentazione della domanda di ammissione: la convivenza da almeno sei mesi con il parente di cui ci si prende cura. Età e contribuzione possono invece essere maturate successivamente, ma entro la fine del 2021. Attenzione: nel caso in cui il lavoratore decada dalla condizione di caregiver (ad esempio, a causa del decesso del parente), prima di iniziare a percepire la prestazione non ha più diritto all’APe. Se invece questo stesso fatto si verifica dopo che è già iniziato il trattamento, quest’ultimo non si interrompe.
  • Lavoratori con invalidità pari almeno al 74%: requisito contributivo pari a 30 anni. La riduzione della capacità lavorativa deve essere certificata dalle competenti commissioni mediche e deve già sussistere al momento di presentazione della domanda di accesso al beneficio. Gli altri requisiti si possono maturare in via prospettica nel corso del 2021.
  • Lavoratori gravosi: hanno svolto per almeno sei anni negli ultimi sette oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci una delle mansioni gravosi contenute nell’allegato C della legge 232/2016, come modificata dalla manovra 2018). Il requisito contributivo in questo caso è pari a 36 anni. Al momento di presentazione della domanda di ammissione al beneficio bisogna già avere lo status di addetti a mansioni gravose, igli altri requisti possono essere maturati entro la fine dell’anno.
redazione grey-panthers:
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