Assistenza ai familiari, i permessi non sono considerati ferie

Pubblicato il 17 Settembre 2019 in , da redazione grey-panthers
caregiver

I permessi dei caregiver per assistere familiari con handicap grave e previsti dalla legge 104/1992 non possono essere scalati dalle ferie a meno che non si sommino a periodi di congedo parentale: lo chiarisce la Corte di Cassazione.

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Si tratta di permessi retribuiti e coperti da contribuzione figurativa, riconosciuti a coniugeparenti e affini entro il secondo grado, oppure entro il terzo grado se i genitori o il coniuge delle persone con handicap grave hanno più di 65 anni, oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano mancanti. Prevedono la possibilità di assentarsi dal lavoro per tre giorni al mese anche in via continuativa. La Corte chiarisce che questi tre giorni di permesso mensile non possono in alcun modo essere sottratti alle ferie.

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Diverso è il caso dei congedi parentali ordinari e di quelli per malattia del figlio di età inferiore a tre anni previsti dalla legge 151/2011: questi congedi possono determinare una significativa sospensione della prestazione lavorativa, che giustifica un diverso trattamento. I permessi di tre giorni previsti per i portatori di handicap, fra l’altro: “Si inseriscono nell’ambito della tutela dei disabili predisposta dalla normativa interna (in primis, dagli articoli 2, 3, e 38 della Costituzione) e internazionale”.

Ad esempio la Direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 novembre 2000 e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 18/2009. La Convenzione ONU, prosegue la sentenza: “prevede il sostegno e la protezione da parte della società e degli Stati non solo per i disabili, ma anche per le loro famiglie, ritenute strumento indispensabile per contribuire al pieno ed uguale godimento dei diritti delle persone con disabilità”. Quindi, l’interpretazione della norma a favore dei caregiver deve evitare: “Che l’aggravio dei congiunti di portatori di handicap nella fruizione dei permessi possa vanificare le esigenze di tutela» e «scongiurare qualsiasi incidenza negativa sull’utilizzo dei permessi medesimi”.

 

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