Cumulo professionisti, pensione in due tempi

Pubblicato il 11 ottobre 2017 in , da redazione grey-panthers

Nuova conferma, autorevole, che la circolare INPS sul cumulo gratuito dei contributi professionisti è in dirittura d’arrivo. Il documento è stato recentemente inviato al Ministero per l’approvazione definitiva: lo ha annunciato il presidente dell’ente, Tito Boeri. Si tratta dell’attuazione della norma inserita nella Legge di Stabilità 2017 non ancora operativa a causa della mancanza di un documento di prassi. Consente ai professionisti che hanno versato parte dei contributi presso casse previdenziali private di attuare il cumulo gratuito con periodi contributivi non coincidenti presso altre gestioni, così da raggiungere sia la pensione di vecchiaia o anticipata.

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Al momento, è stata emessa soltanto la circolare attuativa per il cumulo dei contributi nelle diverse casse INPS (fino all’anno scorso lo strumento consentiva solo di agganciare la pensione di vecchiaia, ora è stato esteso anche al trattamento anticipato). Questo, anche a causa della difficoltà di armonizzare le diverse regole delle casse private. La norma di base prevede infatti che il calcolo venga effettuato applicando pro quota le regole di ciascun ente previdenziale.

=> Cumulo contributi, le regole per i professionisti

Boeri ha confermato che l’istituto previdenziale ha terminato il suo compito, inviando il tutto al dicastero, ricordando anche la difficoltà di applicare la norma per un problema risorse. Le casse professionali devono per legge garantire la sostenibilità a 30 anni e il cumulo rischia di mettere in difficoltà i bilanci. Il problema riguarda in particolare le pensioni anticipate, perché per quelle di vecchiaia la norma prevede che l’assicurato possa ritirarsi applicando il requisito anagrafico e di contribuzione più elevato fra quelli previsti dalle diverse gestioni (comma 241 legge 228/2012). Non c’è, invece, nel testo normativo un riferimento specifico a come bisogna calcolare il requisito in caso di pensione anticipata.

La norma prevede che il lavoratore debba maturare l’anzianità contributiva prevista dalla Riforma Fornero, che significa (per il 2017) 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Non contiene però un riferimento specifico a come comportarsi nel caso in cui la gestione previdenziale privata preveda una diversa regola.

Come anticipato da Boeri, l’INPS ha pensato a una soluzione di transizione, in base alla quale chi matura prima il diritto alla pensione riceve subito l’assegno INPS, mentre la parte di spettanza delle casse private arriva quando l’assicurato raggiunge i relativi requisiti.