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	<title>Grey Panthers &#187; L&#8217;Unità</title>
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		<title>Monti incontra Fini e Schifani: iter rapido per le misure economiche</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Misure anticrisi, corsia veloce. Anche la Germania sotto tiro: il mercato non sottoscrive circa il 40 per cento dei titoli di Stato. Patto governo-Camere. Anticipo Irpef, arriva il taglio&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il dramma delle alluvioni e la proposta del ministro: svuotare le zone a rischio&#8221;. La Repubblica: &#8220;Allarme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Misure anticrisi, corsia veloce. Anche la Germania sotto tiro: il mercato non sottoscrive circa il 40 per cento dei titoli di Stato. Patto governo-Camere. Anticipo Irpef, arriva il taglio&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il dramma delle alluvioni e la proposta del ministro: svuotare le zone a rischio&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Allarme Btp, pressing su Monti. I titoli di Stato oltre il 7 per cento. Il premier incontra Fini e Schifani: iter rapido per le misure economiche. Scontro Barroso Merkel sugli eurobond. Vertice da Napolitano, Palazzo Chigi accelera. Berlino: invenduti i bund&#8221;. In prima pagina anche: &#8220;Finmeccanica, il governo liquida Guarguaglini. Oggi o domani il cda gli ritirerà le deleghe&#8221;:</p>
<p>Sul <strong>Sole 24 Ore</strong>, a centro pagina: &#8220;Guarguaglini verso l&#8217;uscita. Nuove accuse al presidente di Finmecanica e alla Grossi. tra martedì e giovedì il cda decisivo. Nelle carte Enav la rete con tutti i favori e le tangenti ai politici&#8221;. Un commento dell&#8217;economista Luigi Zingales è titolato: &#8220;Un commissario? Una buona idea&#8221;. Il titolo principale del quotidiano di Confindustria è dedicato all&#8217;andamento dei Bund tedeschi: &#8220;Il mercato &#8216;punisce&#8217; i Bund. Berlino sotto tiro: fallisce l&#8217;asta tedesca da 6 miliardi e i decennali balzano al 2,08 per cento dall&#8217;1,98&#8243;.</p>
<p>&#8220;Chi ci vuole poveri&#8221;, è il titolo di apertura de <strong>Il Giornale</strong>. &#8220;Noi soffriamo per la crisi e la Germania ci guadfagna più di 50 milioni all&#8217;anno. Ma la Merkel ha tirato troppo la corda: fiasco storico per l&#8217;asta dei Bot tedeschi&#8221;.</p>
<p><strong>Euro</strong></p>
<p>Oggi il Presidente del Consiglio affronta quello che <strong>La Stampa</strong> definisce &#8220;il più importante appuntamento dall&#8217;inizio del suo mandato: il vertice a Strasburgo con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel&#8221;. Il quotidiano interpreta il comunicato diffuso ieri dalla Presidenza del consiglio dopo una telefonata con il neopremier spagnolo Rajoy, dove si auspicava &#8220;un rapido incontro&#8221; bilaterale per &#8220;proseguire nello stretto coordinamento delle rispettive posizioni&#8221; come un invito a fare fronte comune contro la rigidità tedesca.</p>
<p>L&#8217;editoriale del <strong>Sole 24 Ore</strong>, firmato da Guido Tabellini, è titolato: &#8220;Il re è nudo&#8221;. Tabellini ricorda il &#8220;difetto costitutivo&#8221; dell&#8217;Euro, cioé il fatto che la Banca centrale può &#8220;offrire liquidità alle banche&#8221; ma non può farlo nei confronti degli stati dell&#8217;Euro. &#8220;Il risultato è che i Paesi ad alto debito pubblico sono lasciati in balia dei mutamenti di umore dei mercati&#8221;. Il secondo &#8220;grave difetto nelle fondamenta dell&#8217;Euro&#8221; è nel fatto che la politica monetaria è stata centralizzata, ma la supervisione bancaria è rimasta competenza degli Stati. E oggi le autorità di supervisione non si fidano l&#8217;una dell&#8217;altra. E l&#8217;asta di titoli tedeschi di ieri è la conferma &#8220;di quanto diffusa sia ormai la sfiducia&#8221;. Scrive Tabellini che &#8220;paradossalmente&#8221; questo evento potrebbe aiutare a sbloccare la situazione, nel senso che rende evidente come la Bundesbank agisca di fatto come &#8220;prestatore di ultima istanza&#8221;, come ha fatto in questo caso. E se anche la banca centrale tedesca &#8220;è costretta a comprare debito del suo Stato, vuol dire che è davvero giunto il momento di una svolta nella politica monetaria&#8221;.</p>
<p>Alberto Alesina e Francesco Giavazzi firmano l&#8217;editoriale del<strong> Corriere della Sera</strong> (&#8220;C&#8217;è una sola via d&#8217;uscita&#8221;): a chi sottolinea che &#8220;il peccato originale&#8221; dell&#8217;euro è quello di non avere &#8220;una banca centrale che si comporta come la Federal Reserve&#8221; americana, i due ricordano che la Fed &#8220;non compra titoli emessi dagli Stati (il Texas piuttosto che la California), ma &#8220;solo quelli del governo federale&#8221;. E la grande maggioranza degli Stati uniti ha un vincolo di bilancio in pareggio. Invece &#8220;titoli federali in Europa non esistono, perché non esiste un ministro del Tesoro dell&#8217;Eurozona e i Paesi europei possono emettere debito a piacimento senza tener conto dei costi per l&#8217;Unione nel suo complesso&#8221;. Dunque, &#8220;per salvare l&#8217;Euro occorre estendere i poteri esecutivi dell&#8217;Ue alla politica di bilancio, non alle singole misure e o al mix tra spesa e imposte, che deve rimanere prerogativa dei parlamenti nazionali, ma ai conti pubblici aggregati: evoluzione del debito e saldi di bilancio&#8221;.<br />
<strong>La Stampa</strong> intervista l&#8217;economista Pier Carlo Padoan, capoeconomista dell&#8217;Ocse, che presenterà lunedì le previsioni dell&#8217;Organizzazione sull&#8217;economia mondiale. Sull&#8217;Europa dice che &#8220;gli squilibri attuali sono nati nei Pesi con eccessi di risparmio: attraverso i loro sistemi bancari hanno indirizzato risorse verso alcuni Paesi senza preoccuparsi se queste risorse erano collocae in modo corretto, con la prospettiva di ripagarsi, alimentando bolle come quella immobiliare spagnole. La Bce è stata elemento essenziale di stabilizzazione. E&#8217; intervenuta in modo massiccio e lo fa ancora sui mercati dei titoli, svolgendo una funzione che a stretto rigore è fuori dal suo mandato. Inoltre, sta fornendo liquidità illimitata al sistema dei pagamenti e al mercato monetario e bancario. Li sta, di fatto, tenendo in piedi&#8221;.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong> un intervento dell&#8217;ex presidente della Commissione europea Jacques Delors: &#8220;Serve il rigore, ma anche la crescita&#8221;. Dove si ricorda che certamente devono essere rispettate le regole del Patto di Stabilità, ma è necessario anche che l&#8217;Ue completi l&#8217;approfondimento del mercato unico. Delors cita il rapporto di Mario Monti del 2010, laddove si sottolineava che c&#8217;è ancora molta strada da percorrere, in materia di servizi, economia digitale, mercati pubblici. Per Delors è necessario che l&#8217;Ue mobiliti immediatamente risorse al servizio di infrastrutture di interesse comune, e che la Bce e l&#8217;Unione si impegnino direttamente nell&#8217;emissione di obbligazioni destinate al finanziamento di spese future. Sullo stesso quotidiano, una analisi molto critica di quella che viene definita &#8220;la deriva tedesca&#8221; da Barbara Spinelli. &#8220;E&#8217; come se Berlino non vedesse che il rischio bancarotta incombe non solo sugli Stati ammalati del loro debito, ma sull&#8217;intera zona euro, e anche su se stessa&#8221;, scrive. A ragione i tedeschi ascrivono i propri successi alla saggezza economica adottata come politica: ma ora ci si avvicina a qualcosa che &#8220;più che una idea è una ideologia&#8221;, che ha radici lontane, nel periodo tra le due guerre. E&#8217; la dottrina della &#8220;casa in ordine&#8221;. &#8220;Secondo i più dogmatici sostenitori di tale dottrina, nelle sedi internazionali e persino nell&#8217;unione sovranazionale europea, non si decidono politche comuni: ci si controlla a vicenda&#8221;.<br />
Secondo una analisi de <strong>Il Giornale</strong>, però, la Cancelliera sugli eurobond andrebbe verso l&#8217;isolamento: e nella stessa Germania sarebbero aumentati i favorevoli, scrive, citando pagine della stampa tedesca.<br />
Scrive Carlo De Benedetti su <strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;non si può far politica dando ascolto solo agli umori delle birrerie&#8221;, scrive, ricordando che l&#8217;economia tedesca sta traendo vantaggi enormi dalla moneta unica, e deve contribuire in modo responsabile al suo rilancio. L&#8217;Europa deve accelerare sulla via della costruzione di una politica finanziaria e di bilancio comune, e sulla trasformazione della Bce in una vera banca centrale sul modello Fed. Accelerare sul ricorso a strumenti come gli eurobond, &#8220;sia in funzione SalvaStati sia per finanziare le grandi opere infrastrutturali&#8221;. Di qui in poi De Benedetti si dedica alla valorizzazione necessaria di quelle imprese che, al di là del manifatturiero tradizionale, puntano sulla innovazione, guardano all&#8217;export, e vanno sostenute sull&#8217;orizzonte globalizzato, perché &#8220;difendere i campioni nazionali non ha senso&#8221;.</p>
<p><strong>Pd</strong></p>
<p>&#8220;Nel Pd scoppia il caso Fassina&#8221;, titola <strong>La Stampa</strong> riferendo della richiesta di dimissioni dell&#8217;attuale responsabile economia del partito, avanzata da alcuni esponenti dell&#8217;area &#8216;liberal&#8217; (ma, come ricorda Il Giornale, non si tratta della corrente di ex-Ds che fa capo ad Enrico Morando). Il casus belli sono numerose uscite di Fassina sulle ricette per uscire dalla crisi, ma non solo. Del piano crecita del commissario Ue Olli Rehn ha detto che sono &#8220;deprimenti sul piano intellettuale prima che economico&#8221;, per esempio. Ma è nota soprattutto la sua contrarietà a proposte dui temi del lavoro e della flex-security del senatore Pd Pietro Ichino, sostenitore del contratto unico per facilitare l&#8217;inserimento nel mercato del lavoro di colo che sono privi di tutela. Il segretario Bersani, ieri diceva sulla richiesta di dimissioni: &#8220;questa proprio non l&#8217;ho capita&#8221;. Ma secondo il quotidiano, in privato, avrebebe invitato Fassina a smussare gli angoli nelle sue dichiarazioni anti-Bce. E il vicesegretario Enrico Letta invitava alla &#8220;saggezza&#8221;. La nemesi: Fassina è un bocconiano, anche se ricorda di essre stato un occupatore di aule. E proprio lui rischia di intralciare la navigazione del suo ex-rettore, salito nel frattempo a Palazzo Chigi. Dice Pietro Ichino, ribadendo di non esser stato l&#8217;ispiratore della richiesta di dimissioni: &#8220;il vero discrimine che attraversa il Pd è tra chi vede nell&#8217;Ue una grande occasione per allinearsi ai Paesi più avanzati e chi, invece, considera Bruxelles un problema, anzi la fonte dei nostri mali&#8221;.  E sullo sfondo resta sempre l&#8217;alleanza con la Sel di Vendola.<br />
Sul <strong>Corriere</strong>: &#8220;&#8216;Fassino si dimetta&#8217;. Ma Bersani dice no ai liberal del partito&#8221;. Nella richiesta di dimissioni sottoscritta da personalità come Enzo Bianco, si ricordava che Fassina aveva bollato come &#8220;liberiste&#8221; le proposte del senatore Ichino. E il quotidiano ricorda anche come Fasina si sia scontrato con lo stesso Enrico Letta, che ora getta acqua sul fuoco, tanto sulle ricette della Bce per uscire dalla crisi che sulla partecipazione dello stesso Fassina al corteo Fiom.<br />
Secondo <strong>Il Giornale</strong> il vero obiettivo della polemica contro Fassina è il segretario Bersani. Ed è la stessa lettura, secondo La Repubblica, tanto della famosa &#8216;Velina rossa&#8217; che del deputato Pd Andrea Lulli. Bersani ieri è tornato a ribadire che &#8220;il Pd ha una linea approvata da tutti gli organi del partito. E Fassina si rifà a quella&#8221;. Ma &#8220;che la questione economica fosse una bomba ad orologeria, dentro il Pd, lo si era capito da mesi&#8221;, chiosa La Repubblica.</p>
<p><strong>Finmeccanica</strong></p>
<p>Anche oggi stralci dai verbali dei protagonsiti delle indagini su Enav e Finmeccanica. <strong>La Stampa</strong> riferisce delle parole di uno dei grandi &#8216;pentiti&#8217; , Marco Iannilli: &#8220;Finmeccanica condizionava le nomine dei componenti del consiglio di amministrazione Enav attraverso Borgogni (manager strettissimo collaboratore del presidente Finmeccanica Guarguaglini, ndr) e i contatti politici di cui costui notoriamente disponeva&#8221;. Iannilli ha spiegato così la lottizzazione in Enav: &#8220;Gabellini, chiamato il comunista, era espressione di un&#8217;area di sinistra, PIatti della Lega, Testa e Martini di an, Floresta del Pdl, Pugliesi dell&#8217;Udc&#8221; e via dicendo. A Floresta lo stesso Iannilli avrebbe promesso 15mila euro al mese.<br />
<strong>Il Giornale</strong> riferisce che il tesoriere Udc Giuseppe Naro, nei verbali, smentisce di aver preso tangenti per sé o per Casini. Dell&#8217;imprenditore Di Lernia, da lui incontrato e da cui avrebbe ricevuto, secondo l&#8217;accusa, tangenti, dice: &#8220;mi parlò della sua simpatia per il partito, ripromettendosi di essere vicino ad esso in occasione delel successive competizioni elettorali. Io intesi le sue affermazioni come una disponibilità ad aiutare finanziariamente il partito. Non accadde nulla in concreto&#8221;. E comunque -ricorda- l&#8217;Udc dal 2006 è all&#8217;opposizione, sicché non aveva poteri di designazione all&#8217;Enav.<br />
Il presidente Finmeccanica Garguaglini, intanto, ieri è stato &#8216;convocato&#8217;dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà. E, secondo <strong>La Repubblica</strong>, ha capito che la sua stagione si è chiusa.<br />
Va tuttavia segnalato che, in un&#8217;intervista a <strong>Il Fatto</strong>, lo stesso Guarguaglini oggi dice: &#8220;Non ho nessuna intenzione di andarmene&#8221;e &#8220;nessuno mi ha chiesto di farmi da parte: né il Presidente del Consiglio Mario Monti, né il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>Due pagine della <strong>Repubblica</strong> sono ancora dedicate alla rivolta in Egitto. &#8220;Un&#8217;altra strage&#8221;, titola il quotidiano. Che riferisce anche le parole dell&#8217;ex presidente Aiea El Baradei, futuro candidato alle presidenziali: &#8220;Usano gas nervino&#8221; contro i dimostranti. Lo scrittore Marek Halter, inun intervento, scrive: &#8220;I militari al potere sono il nuovo despota&#8221;.<br />
Sull&#8217;uso di gas nervino <strong>La Stampa</strong> intervista l&#8217;analista militare Andrea Nativi, che dice: &#8220;Assurdo, sarebbero morti in migliaia&#8221;. Il gas usato durante la repressione colpisce polmoni, occhi, può provocare vomito, ma è il tipico armamentario anti-rivolta.<br />
Su La Stampa: &#8220;Le trattative con la giunta spaccano il fornte islamista&#8221;. Dove si legge che i Fratelli Musulmani sono divisi dinanzi alla rivolta al Cairo. Molti giovani attivisti dei Fratelli musulmani hanno disobbedito ai vertici e non hanno mai abbandonato la piazza.</p>
<p><strong>(La Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>La cura Monti parte da fisco e lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 10:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monti illustra il suo programma: Ici e pensioni nel menu. Obama nel Pacifico irrita la Cina. Domenica si vota in Spagna

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong><br />
<strong>Corriere</strong>: &#8220;Pensioni, Ici e lavoro: il piano di Monti&#8221;, &#8220;No dai 25 leghisti. Il premier: non è l&#8217;esecutivo dei poteri forti. Berlusconi: democrazia sospesa, consenso non a scatola chiusa&#8221;. Poi le parole con cui Monti ha definito il suo esecutivo: &#8220;Governo di impegno nazionale&#8221; e i numeri sulla fiducia: 281 sì su 306 votanti.<br />
A centro pagina: &#8220;Titoli europei sotto attacco. Merkel e Sarkozy si consultano con l&#8217;Italia&#8221;, &#8220;Lo spread francese tocca i 200 punti, quello spagnolo 500&#8243;. In evidenza anche la visita in Australia del presidente Usa: &#8220;Obama sfida la Cina nel Pacifico&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Monti: interventi su Ici e pensioni&#8221;, &#8220;&#8216;Ecco il mio piano: meno tasse su lavoro e imprese. Non siamo il governo dei poteri forti&#8221;.<br />
A centro pagina, con foto: &#8220;Studenti in piazza contro banche e Bocconi&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>, con riferimento all eparole di Monti: &#8220;&#8216;Non siamo il governo dei poteri forti&#8221;, &#8220;Monti al Senato: sacrifici equi. Torna l&#8217;Ici, tagli alle pensioni di anzianità. Berlusconi: dura finché vogliamo noi&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Gli studenti in piazza. &#8216;Fuori i banchieri&#8217;&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong> scrive che &#8220;arrivano nuove tasse&#8221; e titola: &#8220;Occhio, ci entrano in casa&#8221;, &#8220;Monti annuncia una super Ici e tagli alle pensioni. Dal Senato la prima fiducia&#8221;, &#8220;Berlusconi: &#8216;Democrazia sospesa&#8217;. Nucleare, la sinistra è già spaccata&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;La cura Monti parte da fisco e lavoro&#8221;, &#8220;Torna l&#8217;Ici, meno tasse su imprese e impiego. Stop al dualismo ipergarantiti-precari&#8221;. &#8220;Fiducia record al Senato con 281 sì. Il premier: &#8216;Non è l&#8217;esecutivo dei poteri forti&#8217;. Priorità alla crescita, riforma pensioni&#8221;.</p>
<p><strong>Monti</strong></p>
<p><strong>Il Corriere</strong> riferisce ampiamente sulle comunicazioni del presidente del Consiglio ieri al Senato: &#8220;permettetemi di rassicurarvi totalmente&#8221; sul fatto che sia il governo delle banche, sui &#8220;complotti dei poteri forti o delle multinazionali, o di superpotenze negli Stati Uniti o in Europa, parlano le nostre modeste storie personali, quando mi è capitato di essere commissario europeo non sono sicuro che le grandi multinazionali mi abbiano colto come un loro devoto servitore&#8221;. Ha parlato di &#8220;senso dello Stato&#8221; come forza delle istituzioni, che &#8220;evitano la degenerazione del senso di famiglia in familismo, dell&#8217;appartenenza alla comunità di origine in localismo, del senso del partito in settarismo&#8221;. E poi: &#8220;ho inteso il mio servizio allo Stato non certo con la supponenza di chi, considerato tecnico, venga per dimostrare un&#8217;asserita superiorità della tecnica rispetto alla politica; al contrario, spero che il mio governo ed io potremo contribuire, in modo rispettoso e con umiltà, a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni, alla politica&#8221;.<br />
<strong>Il Giornale</strong>, dando conto della reazione di Berlusconi, la sintetizza in una serie di dichiarazioni che avrebbe fatto ai gruppi parlamentari Pdl: Monti rappresenta &#8220;una sospensione della democrazia&#8221;, con la &#8220;decisione finale&#8221; sul nuovo esecutivo che &#8220;ci è stata praticamente imposta, con i tempi voluti dal Presidente della Repubblica&#8221;. Insomma, secondo il quotidiano Berlusconi ha voluto mettere in chiaro che l&#8217;appoggio Pdl al governo è &#8220;tecnico&#8221;, proprio come la natura dell&#8217;esecutivo e che quest&#8217;ultimo &#8220;lavorerà il tempo necessario per realizare il programma previsto per uscire dalla crisi economica&#8221;, ma poi &#8220;si andrà subito al voto&#8221;. Sostegno quindi alle misure contenute nella lettera all&#8217;Ue per fare fronte alla crisi, non certo alla patrimoniale: &#8220;ho già spiegato a Monti che non la sosterremo mai&#8221;. Secondo <strong>La Repubblica</strong> il Cavaliere vuole il voto a giugno e all&#8217;esecutivo dà solo 100 giorni di vita: intanto, commissaria il partito per evitarne la balcanizzazione. <strong>Il Corriere</strong> sintetizza: &#8220;I paletti di Berlusconi: &#8216;No a patrimoniale e Ici&#8217;&#8221;.<br />
Il quotidiano dedica varie pagine alle misure in vista: torna l&#8217;Ici sulla prima casa, che sarà una &#8220;maxi-imposta comunale&#8221; e contemporaneamente si alzerà l&#8217;Iva ma si alleggerirà l&#8217;Irpef. Monti ha definito ieri al Senato l&#8217;esenzione Ici sulla prima casa &#8220;un&#8217;anomalia&#8221;: ed il nuovo governo intende &#8220;riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare&#8221; che, in Italia, rispetto all&#8217;Europa, è particolarmente basso. Si annuncia quindi -secondo <strong>La Repubblica</strong>- una megariforma del fisco sulla casa (dunque non una patrimoniale una tantum), ma si innesterà sulla riforma del fisco federale, che introduce l&#8217;Imu, la nuova imposta municipale sugli immobili, che sarà estesa alla prima casa con un gettito di 3,5 miliardi. Altro dossier, le pensioni: Monti ha detto che il nostro sistema è &#8220;fra i più sostenibili in Europa&#8221; e l&#8217;età di uscita è più alta rispetto a quella francese o tedesca. Ma -ha detto Monti- &#8220;vi sono ampie disparità di trattamento fra fasce d&#8217;età e categorie, con alcune aree di privilegi&#8221;. Riassume così la possibile riforma, La Repubblica: contributivo contro le disparità padri-figli e uscita dal lavoro non prima di 63 anni.<br />
Un altro capitolo particolarmente importante riguarda le regole sul lavoro: se ne occupa ampiamente <strong>La Stampa</strong>, secondo cui Monti sembra aderire perfettamente alla filosofia del &#8216;contratto unico&#8217; e di flex-security elaborata dal giuslavorista e senatore Pd Pietro Ichino: che parte dalla visione di un mercato del lavoro duale, in cui ci sono lavoratori ipertutelati e altri senza alcuna garanzia. Mentre verranno disincentivati e in alcuni casi cancellati i contratti di lavoro precari ed atipici, le aziende potranno assumere soltanto con contratti a tempo indeterminato: ma per un certo periodo di tempo (Ichino propone tre anni, altri 18 o 24 mesi), le aziende potranno licenziare il nuovo assunto impegnandosi a corrispondergli una indennità monetizzata. Se invece si è superato il termine fissato e si procede al licenziamento, il lavoratore sarà coperto dalla tutela più forte, di cui godono gli altri: tutele che &#8220;non verranno modificate&#8221;, secondo quanto precisato dallo stesso Monti. Proprio <strong>La Stampa</strong> si accorge del colloquio tra la neo-ministra del Welfare Elsa Fornero e il giuslavorista Ichino su questi temi, ieri in una saletta del Senato. Dice Ichino: &#8220;è fondamentale far capire che non stiamo affatto parlando di licenziamenti facili. Come ha detto il presidente Monti nel suo discorso programmatico, la riforma del lavoro riguarderà solo i futuri contratti, non quelli in essere, per uniformare i contratti: ci sarà più articolo 18 e non meno, si interverrà solo dove funziona poco o male&#8221;, perché il cuore di quell&#8217;articolo dello Statuto dei Lavoratori riguarda &#8220;la protezione dalle discriminazioni e questa protezione va allargata&#8221;. Quel che si prefigura, secondo <strong>La Stampa</strong>, è la riscrittura degli ammortizzatori sociali, cui si è riferito lo stesso Monti: &#8220;tenendo conto dei vincoli di bilancio, occorre avviare una riforma sistematica degli ammortizzatori sociali, volta a garantire a ogni lavoratore che non sarà privo di copertura rispetto ai rischi di perdita temporanea del posto di lavoro&#8221;. Sottoline Ichino: &#8220;ci vuole la formazione permanente, la cassa integrazione deve tornare alla sua funzione originaria: deve valere per chi perde temporaneamente il lavoro&#8221;. </p>
<p><strong>Internazionale</strong></p>
<p>Domenica si vota in Spagna e <strong>La Repubblica</strong> dedica all&#8217;avvenimento le pagine R2: dove si racconta la crisi, il ruolo della Chiesa, le difficoltà dei socialisti e l&#8217;ascesa dei popolari. Il Paese si congeda da Zapatero, il leader dei popolari Rajoy è in netto vantaggio e Concita De Gregorio lo descrive come un ammiratore di Franco e un paladino della restaurazione. La nuova destra sostiene il &#8216;no &#8216; all&#8217;aborto e alle nozze gay. Non a caso il <strong>Corriere</strong> ricorda che c&#8217;è stata negli ultimi tempi una corsa ai matrimoni omosessuali. E scrive che &#8220;sono i numeri a condannare Zapatero&#8221;: quelli dell&#8217;interesse sul debito pubblico e quelli sociali, perché ci sono cinque milioni di disoccupati (tre anni fa erano due). Un articolo su <strong>La Stampa</strong>, in cui si sintetizza la &#8220;ricetta&#8221; promossa da Rajoy: no ai tagli, più lavoro e crescita.<br />
<strong>Il Corriere</strong> dedica due intere pagine al viaggio del presidente Obama nei Paesi del Pacifico: quest&#8217;area è &#8220;la nostra priorità&#8221;, ha detto Obama, offrendo una sorta di &#8216;manifesto&#8217; per il &#8216;secolo asiatico&#8217;, suscitando rabbia e sconcerto a Pechino. E la Cina è &#8220;un impero infelice&#8221;, racconta un articolo di Marco Del Corona: veleni, dissenso, corruzione, la Cina si scopre potenza fragile.<br />
Su La<strong> Repubblica</strong> si parla anche dell&#8217;uccisione, in India, di suor Valsha, che lottava contro &#8216;la mafia del carbone&#8217;. E&#8217; stata massacrata da 50 persone armate di ascia, che poi l&#8217;hanno fatta a pezzi. Era nota per aver contestato gli espropri e le estrazioni illegali di carbone della compagnia Panam Coal.<br />
Anche sul C<strong>orriere</strong>: &#8220;la suora dei contadini uccisa a colpi d&#8217;ascia&#8221;<br />
<strong>E poi</strong><br />
In questi giorni ci sono state grandi polemiche sullo spot Benetton che &#8216;immortalava&#8217; con un fotomontaggio un bacio tra il Papa e l&#8217;imam di Al-Azhar. <strong>La Repubblica</strong> intervista Oliviero Toscani, autore di storiche campagan dell&#8217;azienda. Dice che la trovata &#8220;è solo sciocca&#8221;, &#8220;roba da dilettanti&#8221;: &#8220;che senso ha fare il fotomontaggio del bacio tra il Papa e l&#8217;imam, o di Obama e il leader cinese?&#8221;, &#8220;Io non ho mai toccato personalità così riconosciute. Il prete e la suora che si baciano, nella mia foto del 1991, erano simboli&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>RASSEGNA ITALIANA</strong>, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</p>
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		<title>Monti riparte da Pil e fine dei privilegi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera. &#8220;Monti premier, nuove tensioni nel Pdl. Berlusconi per il sì, ma non esclude un suo candidato. Ipotesi appoggio esterno&#8221;. &#8220;No di Lega e Idv, la base contro Di Pietro. Il neosenatore: lavoro enorme, basta privilegi. Incoraggiamento di Obama&#8221;. A centro pagina: &#8220;La Ue: crescita zero, più sforzi sulle pensioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>. &#8220;Monti premier, nuove tensioni nel Pdl. Berlusconi per il sì, ma non esclude un suo candidato. Ipotesi appoggio esterno&#8221;. &#8220;No di Lega e Idv, la base contro Di Pietro. Il neosenatore: lavoro enorme, basta privilegi. Incoraggiamento di Obama&#8221;. A centro pagina: &#8220;La Ue: crescita zero, più sforzi sulle pensioni. E si apre il caso Francia&#8221;. Standard &amp; Poor&#8217;s ieri ha abbassato per errore il rating di Parigi, ma &#8211; come scrive anche <strong>Il Sole 24 Ore</strong> &#8211; l&#8217;errore ha segnalato di nuovo un problema nei conti pubblici francesi. E&#8217; credibile, scrive il quotidiano di Confindustria, che il messaggio inviato per errore sia solo partito &#8220;anzitempo&#8221;, e che comunque i fondi hanno disinvestito dalla Francia da diversi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Monti: un lavoro enorme da fare. L&#8217;ex commissario Ue al Colle. &#8216;Abolire i privilegi&#8217;. Obama chiama Napolitano. Maroni al Cavaliere: voto subito o salta tutto, comprese le giunte. La base Idv contro Di Pietro&#8221;. &#8220;Caos nel Pdl, appoggio o ipotesi Dini. Berlusconi: &#8216;Non voglio rompere con Bossi&#8217;&#8221;. A centro pagina: &#8220;La Borsa respira, cala lo spread. Bini Smaghi si dimette dalla Bce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Non svendiamo il Pdl. Partito diviso: cresce il fronte del no a Monti. E&#8217; immorale tradire 12 milioni di elettori berlusconiani. Il tormento del premier: &#8216;Meglio il voto, ma i mercati non aspettano&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Battaglia nel Pdl su Monti. Le Borse rifiatano, Milano la migliore (+0,97%). Lo spread scende a quota 510. Ma la Bce avverte: l&#8217;economia italiana ferma nel 2012&#8243;. &#8220;Berlusconi prende tempo: &#8216;Meglio il voto, ma i mercati non aspettano&#8217;. E i suoi si ribelano. Il neosenatore due ore al Colle. Telefonata Napolitano-Obama. &#8216;Coalizione più larga possibile&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>L&#8217;Unità</strong> mette in evidenza che &#8220;il Pdl si spacca su Monti premier&#8221;, e dedica il titolo di apertura alle &#8220;cose da fare&#8221;: patrimoniale, legge elettorale, &#8220;vendite mirate che siano utili alla concorrenza&#8221;, &#8220;riaprire il mercato, liberalizzazioni e conflitto di interessi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Monti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I quotidiani pubblicano alcuni passaggi di un discorso che Monti ha pronunciato a Berlino, al Dahrendorf simposium, conferenza anglo-tedesca che commemora sociologo e filosofo scomparso. Il professore, a margine, ha parlato anche dell&#8217;Italia, riferendosi all&#8217; &#8220;enorme lavoro da fare&#8221;, in particolare sulla crescita economica, che non deve arrivare dal ricorso dal debito &#8220;quanto dalla rimozione degli ostacoli che fino ad ora ci hanno frenato&#8221;.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> una pagina è dedicata alla conferenza di Berlino (&#8220;Il credo di Monti: &#8216;L&#8217;Euro è un successo da difendere&#8217;&#8221;) e un&#8217;altra al &#8220;sodalizio&#8221; tra Napolitano e il professore. Un sodalizio &#8211; si scrive &#8220;nato a Bruxelles nel segno dell&#8217;Europa unita&#8221;. L&#8217;attuale Presidente, da parlamentare europeo, ha presieduto la Commissione Affari Costituzionali, e poi ha partecipato ai lavori della Convenzione costituente, mentre il Professore era Commissario europeo.<br />
Un articolo del <strong>Sole 24 Ore</strong>, che riprende la parola d&#8217;ordine &#8220;fate presto&#8221; dal titolo di apertura di ieri, spiega &#8220;l&#8217;agenda del Professore&#8221;: rimettere al centro dell&#8217;agenda politica la crescita, dare il via al &#8220;pacchetto di liberalizzazioni&#8221;, riformare il mercato del lavoro secondo la &#8220;proposta Ichino&#8221;, &#8220;chiudere l&#8217;esperienza delle pensioni di anzianità&#8221;, spostare il prelievo fiscale dal lavoro ai consumi, ridurre i costi della politica. Il quotidiano ricorda che le possibli spine possono essere proprio le pensioni di anzianità e l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, su cui &#8220;bisognerà conciliare le diverse posizioni da cui partono Pd e Pdl&#8221;.<br />
Un colloquio sulla crisi dell&#8217;Eurozona con l&#8217;ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan è offerto ai lettori de <strong>La Stampa</strong>. Sottolinea che la Bce è l&#8217;unica istituzione che può gestire un meccanismo per il bailout, perché il Fondo di stabilità europeo è solo un intermediario: &#8220;Solo la Banca centrale può creare moneta, ma lo statuto dice che non può&#8221;, d&#8217;altra parte il patto di stabilità, quando è stato creato, vietava tante cose che poi sono state fatte, e non va dimenticato che i primi a violare il rapporto tra Pil e debito sono stati proprio la Francia e la Germania, e &#8220;quando questo avvenne, le penalità non furono applicate&#8221;. Cosa dovrebbe fare l&#8217;Italia? &#8220;Per troppi anni avete vissuto a livelli che non vi potevate permettere&#8221;, nel frattempo il mondo è cambiato, &#8220;quello che dovete fare è chiaro, ma il governo avrà i voti per farlo?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pd e Pdl</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Pdl e Pd sono di fronte ad un bivio, il più difficile della loro storia&#8221;, scrive oggi Pierluigi Battista sul<strong> Corriere della Sera</strong>, riferendosi al fatto che i due principali partiti italiani potrebbero decidere di &#8220;dar vitas tutt&#8217;e due insieme, con il Terzo Polo, a un governo presieduto da Mario Monti&#8221;. I due partiti avrebbero &#8220;tutto da guadagnare&#8221; se non prendessero questa decisione: il Pdl &#8220;salvaguarderebbe l&#8217;alleanza con la Lega&#8221;, Il Pd &#8220;potrebbe ingaggiare nell&#8217;immediato una campagna elettorale con notevoli possibilità di vittoria&#8221;. E dunque, se scegliessero la &#8220;strada più impervia&#8221;, &#8220;dovrebbero essere accompagnati dal massimo rispetto&#8221;.<br />
In casa Pd, secondo <strong>La Repubblica</strong>, Bersani pensa a ministri tecnici, per evitare che vengano fuori nomi indigeribili. Spiega il quotidiano che gli occhi del Pd e del Terzo Polo sono puntati sulla spaccatura del Pdl, ma i Democratici devono pensare anche al campo del centrosinistra, che comprende Idv e Vendola. Non hanno aiutato i nomi dei totoministri in quota Pdl: Frattini, Nitto Palma, eccetera. Su questo sono scattati i paletti, con Bersani che dice: la discontinuità deve essere totale. Ovvero &#8211; traduce La Repubblica &#8211; il segretario vuole ministri tecnici del Pd e del Pdl, &#8220;anche per evitare che il centrodestra ci imponga nomi indigeribili&#8221;. D&#8217;Alema condivide, il governo cui si punterebbe è &#8220;tecnico&#8221;, senza dirigenti di partito, di durata ragionevolmente breve, chiamato a sciogliere due nodi: le misure economiche di emergenza e la legge elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Sallusti scrive su <strong>Il Giornale</strong> che &#8220;sbaglia chi nel Pdl sposa la linea dell&#8217;adesione incondizionata al progetto Monti. Sento puzza di interessi e ambizioni private, di un patto col diavolo pur che sia&#8221;. &#8220;Dodici milioni di voti affidati a Berlusconi e 18 anni di storia politica non possono essere regalati a nessuno, non sono proprietà privata dei notabili Pdl&#8221;.<br />
Lo stesso quotidiano offre un ritratto &#8211; firmato da Giancarlo Perna &#8211; di Franco Frattini, &#8220;maestro nell&#8217;arte di cascare sempre in piedi. E&#8217; pronto ad abbandonare Berlusconi per entrare nel prossimo governo Monti. A garantirgli il posto ci sarà Napolitano che ha conquistato come fece con Scalfaro&#8221;. Secondo il &#8220;totoministri&#8221; del Giornale Frattini resterebbe agli Esteri. Altri nomi: all&#8217;Interno Amato o Minniti, alla Difesa Bini Smaghi, al Welfare Ichino, alle attività produttive Bini Smaghi.<br />
Secondo il totoministri del <strong>Corriere della Sera</strong> Frattini potrebbe andare anche all&#8217;Interno, agli Esteri potrebbe andare Giuliano Amato, all&#8217;economia Saccomanni (o Monti ad interim), alla giustizia Nitto Palma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vendola, Pisapia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nichi Vendola, intervistato da <strong>La Stampa</strong>, dice di apprezzare come persona Mario Monti, ma il suo governo &#8220;ha un senso solo se è un governo di scopo: alcuni provvedimenti di equità sociale come una patrimoniale pesante, la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie, e il taglio delle spese militari. Dopodiché fine della storia, e si va al voto tra pochi mesi&#8221;. Il cronista gli ricorda che si parla di tutt&#8217;altro, di rispettare gli impegni presi con la Bce, di pensioni e taglio della spesa pubblica. Vendola: &#8220;Beh, allora non mi avranno. Io non accetto di farmi militarizzare dalle grandi banche internazionali che hanno provocato apposta la speculazione sull&#8217;Italia proprio per riuscire a dirigere il nostro Paese da fuori. Se il professor Monti dovesse accettare questo schema, e con lui il Pd di Bersani, allora sarebbe non solo la sconfitta della sinistra ma di tutta l&#8217;Italia. E&#8217; il trionfo postumo del berlusconismo.<br />
Vendola viene intervistato anche da <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Governo tecnico? E&#8217; una parola ambigua, non c&#8217;è niente di tecnico nel colpire i ceti medi e popolari. Bisogna scegliere tra equità e macelleria, ed è una scelta politica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, intervistato dal <strong>Corriere della Sera</strong>, dice sì al governo Monti, che potrebbe aiutarci a &#8220;restituire credibilità al Paese&#8221;; non lo considera un governo tecnico ma &#8220;profondamente politico&#8221;. Sottolinea anche che &#8220;solo un&#8217;ampia condivisione potrà consentire di fare scelte difficili, ma necessarie. Scelte che non siano di macelleria sociale, ma che ci portino fuori dalla crisi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scontenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> scrive della manifestazione convocata per domani al Teatro Manzoni di Milano dagli &#8220;irriducibili&#8221; vicini a Berlusconi: Giuliano Ferrara, Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri, per invitare il Cavaliere a &#8220;resistere e a rituffarsi in una campagna elettorale che avrebbe il sapore di una ordalia&#8221;.<br />
Sullo stesso quotidiano due pagine sono dedicate agli &#8220;scontenti&#8221;, e vengono intervistati il capogruppo della Lega alla Camera Reguzzoni e il leader di Idv Di Pietro. &#8220;Noi non tradiamo né le alleanze né i nostri elettori&#8221;, dice il primo. &#8220;Abbiamo avuto un mandato per governare e lo abbiamo fatto, realizzando anche riforme importanti, e votando per senso di responsabilità anche provvedimenti che non ci piacevano fino in fondo&#8221;. Se il Pdl scegliesse di sostenere il governo Monti &#8220;il fatto avrà certamente delle ripercussioni&#8221;, dice Reguzzoni.<br />
Di Pietro dice: &#8220;Non mi fido della coalizione che c&#8217;è dietro&#8221;. &#8220;Rinnoviamo stima e rispetto per Mario Monti e aiuteremo i suo sforzi per un&#8217;Italia migliore e più credibile, ma non riteniamo corretto dare una fiducia preventiva alla coalizione che lo accompagna e di cui &#8211; e mi riferisco ai parlamentari del Pdl &#8211; non mi fido affatto&#8221;. Il quotidiano torinese scrive che &#8220;Il famoso Patto di Vasto traballa paurosamente. Di Pietro ci va cautissimo con Bersani: &#8216;Rispetto comunque, sia chiaro, la scelta del Pd, che dà una fiducia al buio&#8221;, e spera che se il governo inizia, durerà poco: &#8220;Pdl e Pd si accorgeranno che non possono stare insieme perché due maschi dentro la camera da letto non fanno figli&#8221;. Offese le associazioni gay, polemiche e scuse per la &#8220;battuta assolutamente infelice ma involontaria&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bpm</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong> offre una inchiesta sui &#8220;finanziamenti &#8216;facili&#8217; Bpm. Ponzellini indagato a Milano&#8221;. Si tratterebbe di quasi 150 milioni di euro tra crediti, fidejussioni e garanzie che la Banca Popolare di Milano ha concesso alla Atlantis/BPlus. Un finanziamento definito &#8220;incomprensibile&#8221; dai pm che stanno indagando sulla vicenda. L&#8217;azienda che ha beneficiato del credito opera nel settore del gioco d&#8217;azzardo, e la casa madre ha sede nelle Antille. E&#8217; di proprietà di Francesco Corallo, &#8220;figlio di Gaetano, pregiudicato per criminalità organizzata&#8221;. Secondo i due Pm l&#8217;operazione sarebbe stata sponsorizzata dall&#8217;ex presidente di BPM Massimo Ponzellini, che avrebbe deciso da solo di concedere quel credito &#8220;per tornaconto personale&#8221;. Un ruolo altrettanto importante sembra averlo avuto anche Antonio Cannalire, definito dal quotidiano &#8220;una sorta di consigliere&#8221; di Ponzellini, pur non ricoprendo formalmente alcun ruolo nella banca. Cannalire è accusato di &#8220;rappresentare il terminale di un fascio di interessi di origine politico-imprenditoriale diretti a ottenere finanziamenti&#8221;. Altro nome che emerge dall&#8217;inchiesta è quello di Marco Milanese, che si sarebbe interessato alle norme legislative sul settore del gioco. Ieri è entrato in gioco anche il parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta, ex procuratore di Atlantis, ruolo formalmente abbandonato dopo l&#8217;elezione. Laboccetta si è presentato ieri negli uffici di Atlantis di Roma per rivendicare la proprietà di un computer. Lo ha portato con sé.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il riconoscimento della Palestina da parte della agenzia dell&#8217;Onu Unesco, lo scorso 31 ottobre, secondo <strong>La Repubblica</strong> si profila una crisi: dal momento in cui gli Usa, il maggior contributore dell&#8217;Agenzia, hanno deciso di tagliare i contributi, si è aperta una voragine da 65 miliardi di dollari. La direttrice generale Irina Bukova ha annunciato la sospensione dei programmi fino alla fine dell&#8217;anno, anche se per il momento si parla solo di risparmi amministrativi su contratti, pubblicazioni, viaggi, costi di comunicazione.<br />
<strong>Il Giornale</strong> torna ad occuparsi del nucelare iraniano, riferendo di una fuga di notizie sui giornali inglesi: rivelazioni del Guardian e poi del Daily Mail secondo cui israeliani  e britannici sarebbero pronti ad attaccare con un blitz aereo entro Natale. Il quotidiano intervista il premio Nobel iraniana Shirin Ebadi, che dice, riferendosi al nuovo corso che Obama tentò di varare nei rapporti con l&#8217;Iran: &#8220;Speravo tanto che i problemi tra l&#8217;Iran e l&#8217;America potessero risolversi col dialogo. Condizione che non è stata assolutamente realizzata, per adesso. Continuare su una linea simile non è a favore dell&#8217;Iran: poco ma sicuro&#8221;.<br />
Ancora da <strong>Il Giornale</strong> segnaliamo un&#8217;analisi sul presidente francese Sarkozy e le presidenziali del prossimo anno: &#8220;la grandeur di Sarkò riconquista la Francia&#8221;, titola il quotidiano dando conto della sua risalita nei sondaggi. In un mese avrebbe riguadagnato 8 punti, &#8220;anche grazie al palcoscenico del G20&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sulle pagine de<strong> La Repubblica</strong> una inchiesta sugli &#8220;sprechi della Difesa&#8221;. Il totale delle spese del 2010  è di 27 miliardi, ovvero 4 volte superiore ai fondi destinati all&#8217;Università. I graduati: è un apparato elefantico che conta 190 mila unità e 98 mila graduati, ovvero i comandanti sono più dei comandati. Casi di lusso e Maserati, così l&#8217;esercito ci costa 50 mila euro al minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Draghi: agire subito, il Paese deve salvarsi con le proprie forze</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Napolitano chiede risposte credibili. Il capo dello Stato incalza il premier: la maggioranza ha la coesione necessaria? Le opposizioni: via quando il Cavaliere parlerà&#8221;. &#8220;Oggi il discorso di Berlusconi, sarà riscritto l&#8217;articolo bocciato dalla Camera&#8221;. A centro pagina spazio per l&#8217;appello del governatore di Bankitalia, che ieri &#8220;ha esortato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Le aperture<br />
</strong><br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Napolitano chiede risposte credibili. Il capo dello Stato incalza il premier: la maggioranza ha la coesione necessaria? Le opposizioni: via quando il Cavaliere parlerà&#8221;. &#8220;Oggi il discorso di Berlusconi, sarà riscritto l&#8217;articolo bocciato dalla Camera&#8221;. A centro pagina spazio per l&#8217;appello del governatore di Bankitalia, che ieri &#8220;ha esortato il Paese e la classe politica a uscire dalla crisi &#8216;con rapidità&#8217;&#8221;. &#8220;Draghi: agire subito, il Paese deve salvarsi con le proprie forze&#8221;. Accanto, con foto, le manifestazioni di ieri degli &#8220;Indignati&#8221; nelle piazze italiane. Scontri con le forze dell&#8217;ordine a Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Napolitano-Berlusconi, è gelo. Due note del Capo dello Stato dopo la bocciatura del bilancio. Il Cavaliere parla oggi a Montecitorio, le opposizioni usciranno dall&#8217;aula&#8221;: A centro pagina: &#8220;Indignati in piazza, assedio a Bankitalia&#8221;, con commento di Nadia Urbinati (&#8220;La diseguaglianza insopportabile&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Appello ai pasticcioni: Basta con i giochetti. Napolitano sventa il tentativo di spallata di Fini e della sinistra di fare cadere il governo. Berlusconi serra le file e parla alla Camera: i numeri ci sono&#8221;. In evidenza anche la notizia della revoca dell&#8217;ordine di cattura per Lavitola: &#8220;L&#8217;inchiesta su Silvio? Una bufala&#8221;. La procura di Bari ha chiesto la revoca dell&#8217;ordine di arresto per il &#8220;giornalista-faccendiere latitante&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;Irresponsabile. Berlusconi forza la Costituzione. Opposizioni fuori dall&#8217;aula&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;La vendetta di Fini ci costa 360 miliardi. Il presidente della Camera usa ogni cavillo per impedire alla maggioranza di rimediare alla scivolone sul resoconto di bilancio. Ma il conto dei suoi intrighi lo paghiamo noi&#8221;. Si parla della &#8220;tigna&#8221; del Presidente della Camera, che vuole &#8220;impedire una nuova presentazione del resoconto generale dello Stato per il 2010&#8243;, e che rischia di &#8220;causare all&#8217;Italia un danno di oltre 350 miliardi di euro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Riformista</strong>: &#8220;Fiducia di Pirro. Berlusconi parla oggi alla Camera. Napolitano: &#8216;Indichi la soluzione&#8217;&#8221;. A centro pagina &#8220;Opposizioni fuori dall&#8217;aula&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;Parla da solo. Non era mai accaduto. Oggi tutte le opposizioni usciranno dalla Camera quando prenderà la parola B. per l&#8217;ennesima fiducia. Napolitano riceve Fini e dice al premier: basta tirare a campare&#8221;. A centro pagina il quotidiano si occupa dei &#8220;delusi Pdl&#8221;: &#8220;Lista Montezemolo, ultima scialuppa per delusi  Pdl. Seguaci di Scajola e Responsabili a caccia di candidature&#8221;.<br />
L&#8217;editoriale, firmato da Paolo Flores D&#8217;Arcais, invita &#8220;Bersani, Di Pietro e Vendola&#8221; a &#8220;convocare &#8211; ora, subito le primarie per gennaio, altrimenti a gennaio, quando il caimano aprirà la sua crisi, D&#8217;Alema ci dirà che è troppo tardi. Primarie vere, cioé primarie aperte &#8211; senza condizioni &#8211; ai candidati della società civile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Oggi il Cav contrattacca alla Camera. Napolitano frustra gli aventiniani. Il premier farà un discorso tosto sulla fiducia, il Quirinale parlamentarizza l&#8217;incidente. Opposizioni fuori dall&#8217;Aula&#8221;. Il commento dell&#8217;elefantino in prima pagina è titolato: &#8220;Oggi contrattacco o morte&#8221;.<br />
&#8220;Berlusconi ha una sola possibilità, non due&#8221;, scrive Ferrara. Ed è quella di dire che a questo governo non ci sono alternative. &#8220;C&#8217;è sempre una marea di esperti parrucconi in grado di dimosrare l&#8217;impossibile politico in veste iper-formale, in questo Paese di fragile democrazia politica e di forti oligarchie burocratiche. Bisogna strappargli la parrucca&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Napolitano<br />
</strong><br />
Il quirinalista del <strong>Corriere della Sera</strong> Marzio Breda sintetizza così l&#8217;atteggiamento del Colle: &#8220;Il Quirinale incalza il premier, &#8216;indichi lui una soluzione&#8217;. Napolitano chiede se la maggioranza &#8216;è in grado di operare&#8217;&#8221;. E si cita il comunicato del Colle: &#8220;&#8216;La questione che si pone è se la maggioranza ricompostasi nel giugno scorso con l&#8217;apporto di un nuovo gruppo sia in grado di operare con la costante coesione necessaria per garantire adempimenti imprescindibili come l&#8217;insieme delle decisioni di bilancio e soluzioni adeguate per i problemi più urgenti del Paese&#8217;&#8221;. Insomma, secondo Breda, un semplice voto di fiducia è di per sé inadeguato: questo il senso della sottolineatura da parte del Colle della necessità che il Cavaliere indichi a Montecitorio la sua soluzione alla crisi virtuale apertasi due giorni fa.<br />
Il Quirinale ha compiuto ieri un passo molto forte verso il governo, e questa è forse la fase più difficile e complessa che abbia mai affrontato, anche a causa di pressioni convergenti che vorrebbero fosse lui a tracciare in prima persona la road map per uscire dal caos, sottolinea ancora Breda.<br />
Uno degli editoriali de <strong>Il Foglio</strong> è dedicato a questo tema: &#8220;L&#8217;impeccabile Napolitano&#8221;, dove si legge, a proposito di quelle che vengono definite &#8220;le sagge parole&#8221; del Presidente, &#8220;sui pasticci della maggioranza alla Camera&#8221;, che &#8220;il Quirinale ha risposto con precisione e limpido rispetto istituzionale alla situazione paradossale che si è creata dopo la bocciatura del rendiconto finanziario dello Stato, da parte di una maggioranza pasticciona ma che è convinta di mantenere i numeri sufficienti per governare. Non ha dato peso a tutti quelli che lo tiravano per la giacca allo scopo di fargli aprire dall’alto una crisi di governo, in base a un’interpretazione formalistica tartufesca dell’impasse che si è venuta a creare. Spetta al Parlamento e al presidente del Consiglio, ha ricordato Giorgio Napolitano, dare le risposte necessarie, in termini non solo numerici ma anche di coesione e compattezza politica da verificare concretamente&#8221;. &#8220;Non spetta al Quirinale formare o sciogliere maggioranze, questo è un compito del Parlamento ed è in quella sede che va verificata l’esistenza o meno non solo di un apporto numerico sufficiente, che pare tuttora assicurato, ma una convergenza politica reale&#8221;, sottolinea ancora Il Foglio. E aggiunge: &#8220;Alle opposizioni, che, seppure con qualche distinguo, puntano a rendere tecnicamente irreparabile l’incidente parlamentare in cui si è cacciata la maggioranza, il Quirinale ha contrapposto una questione sostanziale, quella che riguarda la capacità del governo di onorare i suoi impegni&#8221;. E &#8220;alle opposizioni spetta la prospettazione di un’alternativa programmatica e di governo che contenga le indicazioni che vengono da quella parte per fronteggiare la situazione del Paese&#8221;.<br />
<strong><br />
Draghi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Il Foglio</strong> si riproduce integralmente l&#8217;intervento del governatore di Bankitalia Mario Draghi, pronunciato ieri al convegno dedicato a &#8220;l&#8217;Italia e l&#8217;economia internazionale&#8221;, nel 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Sotto il titolo: &#8220;Politici, forzate il blocco&#8221;. &#8220;Il manifesto liberale e antideclinista per la riscossa dell&#8217;Italia&#8221;. E ancora, in una analisi, si scrive: &#8220;Non c&#8217;è giustizia sociale senza sviluppo e libertà. Il messaggio di Draghi agli indignados&#8221;.<br />
<strong><br />
Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Il Corriere</strong>, un reportage dalla Tunisia, dove, fra due domeniche, si vota per il dopo Ben Ali: &#8220;Barbe, veli e fumetti vietati. La nuova Tunisia spaventa le donne&#8221;. Il partito di ispirazione islamica Ennhadha guadagna consensi: il suo leader storico, Ghannouchi, predica tolleranza e indica il modello turco di Erdogan, ma gli avversari lo accusano di avere un doppio linguaggio. Una studentessa racconta all&#8217;inviato Massimo Nava: &#8220;Quelli di Ennhadha regalano soldi, latte, vestiti, in cambio di voti. Se vincono, questa sarà la mia ultima sigaretta in pubblico&#8221;. Si descrivono gli sforzi di creazione di un fronte fra i partiti i cui capisaldi siano la natura del sistema politico e la separazione dello Stato dalla religione. Il fronte punta a confermare principi della vecchia costituzione, che indica l&#8217;Islam come religione della Tunisia, ma non di Stato, e garantisce libertà di coscienza. Nelle liste le donne saranno il 50 per cento, ma poche saranno elette, dal momento che nessuna è in testa di lista e molti partiti otterranno al massimo un seggio.<br />
Ieri il Presidente Usa Obama ha riunito i responsabili della sicurezza nazionale, incluso il segretario alla Difesa Leon Panetta, all&#8217;indomani delle rivelazioni sullo sventato attacco che sarebbe stato ordito dall&#8217;Iran. Due agenti iraniani sarebbero stati pronti a pagare 1,5 milioni di dollari a narcos messicani, per l&#8217;assassinio dell&#8217;ambasciatore saudita a Washington. Il complotto è stato sventato dall&#8217;FBI. Ne parla <strong>La Repubblica</strong>, riferendo che la rappresentante Usa all&#8217;Onu, Susan Rice, ha avviato un giro di consultazioni per varare sanzioni più severe. &#8220;Nessuna reazione è esclusa&#8221;, ha detto la Casa Bianca. I due protagonisti dell&#8217;operazione (il cui nome in codice era Chevrolet): Manssor Arbasiar, 56 anni, origini iraniane, naturalizzato americano, viveva in Texas e viaggiava spesso in Messico, ed è finito nella rete dell&#8217;FBI; in Messico aveva il complice Gholam Shakuri, sfuggito alla cattura, che avrebbe contattato i narcos per questo contatto speciale. FBI e Dipartimento di Giustizia non hanno dubbi: lavoravano per la forza Quds, la divisione speciale dei Pasdaran iraniani. Sarebbero stati traditi da quelli che pensavano fossero narcos e in realtà erano informatori della Drug Enforcement Agency. Dubbi: come pensare che i narcos messicani decidessero di lanciarsi nel terrorismo per conto terzi, così diverso dal business tradizionale? E quale vantaggio avrebbe ricavato l&#8217;Iran dall&#8217;uccisione dell&#8217;ambasciatore saudita? Il corrispondente da New York Federico Rampini riferisce alcune ipotesi: forse gli iraniani pensavano di nascondere il proprio ruolo, ma avrebbero ottenuto di mettere a dura prova l&#8217;alleanza tra Usa ed Arabia Saudita. L&#8217;altra possibilità è che ci siano fratture nel regime iraniano, con gruppi incontrollati che vogliono creare agitazione. Lo stesso quotidiano offre ai lettori una intervista con Vali Nasr, uno dei massimi esperti di Iran, già consigliere dell&#8217;Amministrazione. E&#8217; chiaro &#8211; secondo Nasr &#8211; che vi era la volontà di provocare una escalation della tensione. Pensa che dietro ci possano essere elementi delle forze Quds che agiscono di propria iniziativa? Secondo Nasr &#8220;è molto difficile, le forze Quds rispondono al Leader (cioé alla guida suprema Khamenei, ndr), non agirebbero da sole&#8221;, &#8220;quest&#8217;attentato non corrisponde a nulla, anzi contraddice totalmente la politica iraniana degli ultimi dieci-quindici anni. Non dimentichiamo che negli ultimi 15 anni non c&#8217;è mai stato un attentato iraniano in occidente; e che la politica iraniana nei fatti non è mai stata aggressiva. E&#8217; stata provocatoria sulla questione nucleare, ma anche nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita ha sempre mantenuto un atteggiamento cauto. E ora invece avrebbe preparato un attacco contro un target così sensibile come l&#8217;ambasciatore saudita, che per di più è un uomo molto vicino al re saudita? Sembra strano, ed è chiaro che dietro c&#8217;è la volontà di far salire il livello del conflitto&#8221;. L&#8217;intervistatrice, Vanna Vannuccini, riferisce della preoccupazione circolata nei giorni scorsi in ambienti diplomatici a Teheran relativa alla preparazione a Washington di nuove e più dure sanzioni contro l&#8217;Iran, non sempre condivise dall&#8217;Europa. Nasr dice che ora sarà più facile spingere per sanzioni più dure. Per esempio restrizioni nei confronti delle compagnie europee che fanno affari con l&#8217;Iran o ulteriori giri di vite su società e banche iraniane: &#8220;Obama in periodo di campagna elettorale non potrà opporsi, dopo che è stato il primo presidente a tendere la mano alla Repubblica islamica&#8221;.<br />
<strong>Il Foglio</strong> racconta come sia stato tradito da colui che riteneva fosse un narcotrafficante messicano, il cittadino americano di origine iraniana catturato dall&#8217;FBI, Arbasiar. Ma soprattutto si sofferma sul capo delle forze Al Quds, Qassem Suleimani. Nel maggio scorso, arringava così le folle: &#8220;Oggi i nostri confini si sono ampliati, e dobbiamo testimoniare la vittoria in Egitto, Iraq, Libano e Siria. Questo è il frutto della rivoluzione&#8221;. Ovvero, il risveglio islamico. Suleimani a gennaio è stato promosso generale d&#8217;armata, e il destino della Siria è nelle sue mani. Il 18 maggio l&#8217;amministrazione Obama ha attaccato Suleimani come colui &#8220;che ha offerto sostegno materiale alla repressione in Siria&#8221;.<br />
Su <strong>Il Giornale</strong> si torna a parlare della liberazione del soldato Shalit, per spiegare cosa ci sia dietro l&#8217;intesa Israele-Hamas. L&#8217;operazione viene descritta così: &#8220;Quell&#8217;accordo diabolico che inguaia Abu Mazen. Il doppio colpo di Netanyahu: da un lato riscuote consenso politico, dall&#8217;altro rimette in circolazione pericolosi avversari di Fatah&#8221;.<br />
<strong><br />
E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Canfora su <strong>Il Corriere della Sera</strong> recensisce un saggio dello storico statunitense Jeffrey Herf sulla propaganda del Terzo Reich in nordafrica e Medio Oriente. I lettori lo troveranno sotto il titolo: &#8220;Quando l&#8217;Islam seguì la svastica. Così Husseini, gran Mufti di Gerusalemme, si piegò a Hitler&#8221;.<br />
L&#8217;inserto R2 di <strong>Repubblica</strong> è dedicato all&#8217;intesa tra il presidente francese Sarkozy e la cancelliera tedesca Merkel. &#8220;Merkozy&#8221;. Ne parla Bernardo Valli, sottolineando quanto i due protagonisti siano, anche dal punto di vista della personalità, di natura opposta. Eppure interpretano l&#8217;intesa come un obbligo dal quale non possono sottrarsi, perché Germania e Francia si considerano da sempre la spina dorsale del vecchio continente, e le nazioni forti in grado di contrastare la crisi. L&#8217;analisi che va dal trattato tra Adenaure e De Gaulle, alla coppia Kohl Mitterand, fino ai giorni nostri. Di fianco, una intervista al ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, che dice: &#8220;L&#8217;asse Parigi-Berlino farà bene a tutta l&#8217;Unione&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Il rendiconto che non piace</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 09:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Il governo battutto chiederà la fiducia", "Sotto per un voto per il Rendiconto dello Stato. Tremonti non partecipa, ira del Pdl. La bocciatura diventa anche un rebus giuridico, rischio di paralisi alla Camera". ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" align="center"><strong>Le aperture</strong></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il governo battutto chiederà la fiducia&#8221;, &#8220;Sotto per un voto per il Rendiconto dello Stato. Tremonti non partecipa, ira del Pdl. La bocciatura diventa anche un rebus giuridico, rischio di paralisi alla Camera&#8221;. E poi: &#8220;maggioranza nel caos. Le opposizioni: Berlusconi deve dimettersi. Il premier in Parlamento oggi o domani: una crisi ora è da irresponsabili&#8221;.<br />
In taglio centrale, la foto dell&#8217;ex premier ucraina Yulia Timoshenko: &#8220;Sette anni a Yulia. L&#8217;Europa accusa Kiev&#8221;. E&#8217; il titolo di un commento di Franco Venturini.<br />
E ancora, sulla crisi dell&#8217;Euro: &#8220;Fondo salva Stati bloccato dalla Slovacchia&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Il soldato Shalit sarà liberato. Accordo Hamas-Israele&#8221;. E la scoperta di piani terroristici, per cui Washington prepara nuove sanzioni contro Teheran: &#8220;&#8216;Complotto iraniano in America&#8217;&#8221;. L&#8217;Fbi e la Dea avrebbero sventato un complotto per assassinare l&#8217;ambasciatore saudita negli Usa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Bocciato il rendiconto dello Stato&#8221;, &#8220;Le opposizioni: Berlusconi si dimetta. La replica: vado in Parlamento e chiedo la fiducia&#8221;, &#8220;Per un voto la Camera non approva l&#8217;articolo 1. Tremonti assente: &#8216;Nessuna ragione politica&#8217;&#8221;.<br />
In evidenza in prima un appello di 100 leader europei: &#8220;Un patto diverso per ilfuturo dell&#8217;Euro&#8221;. Lo firmano, tra gli altri, George Soros, Joschka Fischer, Emma Marcegaglia ed Emma Bonino.<br />
In taglio basso: &#8220;Sbloccati i fondi alla Grecia&#8221;. Ci si riferisce alla decisione della trojka Ue, Bce e Fmi. E le parole del governatore Bce Trichet: &#8220;agire in fretta per fermare il contagio&#8221;. Un piano per la ricapitalizzazione delle banche verrà presentato oggi, secondo quanto annunciato dal presidente della Commissione Ue Barroso. Ma c&#8217;è il no slovacco al fondo salva Stati: secondo Il Sole un nuovo voto positivo del Parlamento di Bratislava è atteso per oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Battuto sul bilancio, governo nel caos&#8221;, &#8220;Il Pdl accusa Tremonti e Scajola che non votano. Intercettazioni, rinviata la legge-bavaglio&#8221;. &#8220;Il premier: incidente tecnico, nuovo programma e avrò la fiducia. Bossi: per adesso non cade. I ribelli preparano il documento. le opposizioni: Berlusconi se ne vada&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Salva-stati, no slovacco. Trichet: la crisi è più grave&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Lo sgambetto&#8221;. E nella vignetta in prima pagina è il ministro Tremonti a sgambettare Berlusconi. Spiega il quotidiano: &#8220;Da qui alla fine dell&#8217;anno ogni giorno è buono per far cadere il Cavaliere: sono in azione i fan dell&#8217;esecutivo tecnico. Anche ieri un agguato alla Camera. Ma se il premier resiste fino a gennaio&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Berlusconi tradito da un solo voto&#8221; è il titolo del commento di Giuliano Ferrara, sulla prima pagina de <strong>Il Foglio</strong>. &#8220;Grandi manovre, piccoli incidenti disastrosi. La solita brutta storia&#8221;. Secondo Ferrara Berlusconi è in difficoltà &#8220;non perché è Berlusconi ma perché si comporta come Giuseppe Pella. Viene a patti con il sordido declinismo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bocciatura per il governo, manovra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri alla Camera, per un voto, è stato bocciato il rendiconto dello Stato: <strong>Il Sole 24 Ore</strong> sottolinea che &#8220;è stato il boato sollevatosi dai banchi dell&#8217;opposizione a risvegliare l&#8217;attenzione del governo su due provvedimenti come il rendiconto e l&#8217;assestamento, che fino ad oggi erano considerati due atti dovuti&#8221;. Lo stesso quotidiano sottolinea come essi marcino normalmente di pari passo in Parlamento: il primo fotografa la situazione al 2010, il secondo registra le variazioni intervenute nel bilancio dello Stato a metà dell&#8217;esercizio in corso. Come interpretare la bocciatura dell&#8217;articolo 1? &#8220;E&#8217; preclusivo rispetto al resto del provvedimento, come sostiene l&#8217;opposizione, oppure è solo &#8216;ricognitivo&#8217; come lascerebbe presupporre il dispositivo della norma&#8221;, allorché statuisce che il rendiconto generale dello Stato &#8220;è approvato nelle risultanze di cui ai seguenti articoli&#8221;?<br />
Secondo La Repubblica Berlusconi è pronto a recaresi in Parlamento, visto che il Pdl ha suito deciso &#8220;il contropiede&#8221;, per un voto di fiducia che blindi il governo. E il Cavaliere &#8220;è convinto di avere dalla sua parte Napolitano&#8221;, visto che avrebbe detto ieri, incrociando i cronisti: &#8220;Anche i l Capo dello Stato è preoccupato per i contraccolpi di una crisi sui mercati internazionali. Capirà&#8221;. Molto dipende anche dalla decisione che prenderà questa mattina la giunta del regolamento della Camera, chiamata a dirimere il rebus giuridico nato a seguito della bocciatura dell&#8217;articolo 1 del rendiconto: il presidente della Camera è cauto, ma il quotidiano ricorda che nella giunta sono le opposizioni ad avere la maggioranza. Un parere negativo dellla giunta potrebbe offrire a Napolitano il pretesto per intervenire, &#8220;magari richiamando al Colle il premier per fargli prendere atto della liquefazione della maggioranza&#8221;.<br />
Il quirinalista del <strong>Corriere</strong>, Marzio Breda, sintetizza così l&#8217;atteggiamento del Quirinale sulla vicenda: &#8220;&#8216;Vigile attenzione&#8217;. Il Quirinale attende &#8216;atti istituzionali&#8217;&#8221;.  Del resto, Napolitano &#8220;ha spiegato più volte quali sono i requisiti per durare a Palazzo Chigi: avere la fiducia del Parlamento, com&#8217;è ovvio, e garantire però anche un&#8217;azione di governo operosa ed efficiente&#8221;. Il Capo dello Stato &#8220;non può che restare alla finestra&#8221;, al momento, nonostante il pressing che è subito ricominciato, con il leader di Idv Di Pietro in testa, insieme a quanti gli chiedono di &#8216;mandare a casa&#8217; il governo.<br />
Intanto ieri della manovra ha parlato anche la Corte dei Conti, per bocca del suo presidente Gainmpaolino. <strong>Il Sole 24 Ore</strong> riassume così le sue parole: &#8220;&#8216;Copertura incerta sulla delega fiscale&#8221;, &#8220;Basta colpire lavoro e imprese, ora tassare gli imponibili personali e reali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> spiega così il complotto iraniano di cui si parla su tutte le prime pagine: una trama dell&#8217;Iran per assassinare, con l&#8217;aiuto di narcotrafficanti messicani, l&#8217;ambasciatore saudita negli Usa con una bomba piazzata in un ristorante che avrebbe potuto uccidere 150 cittadini americani. &#8220;E&#8217; la storia raccontata ieri dal ministro della Giustizia Usa Eric Holder davanti ad una stampa attonita&#8221;, scrive il corrispondente da New York. E sottolinea: &#8220;Holder ha ricostruito in modo circostanziato il caso, per poi parlare di coinvolgimento diretto nella trama di &#8216;fazioni del governo iraniano&#8217;&#8221;. Il presidente Obama è impegnato da ieri in una serie di consultazioni per decidere come reagire: suo obiettivo sembra quello di rendere ancora più blindato l&#8217;isolamento di Teheran e, se possibile, far emergere spaccature all&#8217;interno del regime.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> il corrispondente dagli Usa Molinari, in un retroscena, parla delle &#8220;basi in Sud America di Hezbollah e Pasdaran&#8221; e del &#8220;piano Orizzonte&#8221; per infiltrare comunità sciite all&#8217;estero. Il piano sarebbe stato redatto dallo stesso leader di Hezbollah, Nasrallah, per creare centrali operative in Messico, a Cuba e in Venezuela: qui confluirebbero agenti, si recluterebbero nuovi membri e si lavorerebbe per consentire alla &#8220;Forza Al Quds&#8221;, emanazione all&#8217;estero dei Pasdaran, di realizzare azioni spettacolari. A svelare l&#8217;esistenza del piano &#8220;Orizzonte&#8221; sono documenti di servizi di intelligence occidentali che il corrispondente de <strong>La Stampa</strong> ha potuto visionare e che elenca e legge dettagliatamente nell&#8217;articolo, cui rinviamo.<br />
Grazie alla mediazione dell&#8217;Egitto, il cui apporto è stato decisivo, è stato raggiunto un accordo tra Israele e l&#8217;organizzazione Hamas per la liberazione del soldato Shalit, prigioniero dal 2006: &#8220;Mille palestinesi per Shalit&#8221;, titola <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, offrendo ai lettori un&#8217;analisi di Alberto Negri. Dove si legge anche che lo scambio di prigionieri va letto anche nel quadro più ampio dei rivolgimenti intervenuti nella zona all&#8217;indomani della &#8216;Primavera araba&#8217;: sarebbero in crisi, in questo senso, anche i rapporti tra Hamas e il regime siriano, impegnato in una sanguinosissima repressione. E Hamas, in forte disaccordo con questa scelta, si preparerebbe a chiudere la propria sede a Damasco. Considerando che la Siria era portabandiera tradizionale del fronte del rifiuto, si intuisce l&#8217;importanza della svolta. Che Negri attribuisce, parallelamente, alla volontà della giunta militare al potere in Egitto di conseguire un risultato positivo sul piano diplomatico in un momento di difficoltà sul fronte interno, ma anche alla necessità, per Hamas, di ottenere un successo agli occhi dei palestinesi, da contrapporre a quello del presidente Anp Abu Mazen quando ha chiesto la piena adesione della Palestina all&#8217;Onu.</p>
<p><strong>(RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>Benedetto XVI parla al Bundestag: la politica sia &#8220;un impegno per la giustizia&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 08:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture E&#8217; il voto con cui la Camera ha respinto ieri la richiesta di arresto nei confronti dell&#8217;ex consigliere politico di Tremonti, Marco Milanese, a fare i titoli di molti quotidiani, insieme al tonfo delle Borse registrato ieri. Corriere della Sera: &#8220;Il governo processa Tremonti&#8221;, &#8220;La maggioranza alla Camera salva per 6 voti Milanese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p>E&#8217; il voto con cui la Camera ha respinto ieri la richiesta di arresto nei confronti dell&#8217;ex consigliere politico di Tremonti, Marco Milanese, a fare i titoli di molti quotidiani, insieme al tonfo delle Borse registrato ieri.</p>
<p><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il governo processa Tremonti&#8221;, &#8220;La maggioranza alla Camera salva per 6 voti Milanese dall&#8217;aresto&#8221;, &#8220;Il ministro va a Washington prima del voto: attaccato in Consiglio da tutti. Berlusconi evoca le dimissioni del rivale&#8221;. A centro pagina una foto dal viaggio del Papa in Germania e le sue parole: &#8220;&#8216;Posso capire chi lascia la Chiesa&#8217;&#8221;. In taglio basso: &#8220;Gli investitori temono una nuova recessione. Cadono tutte le Borse&#8221;, &#8220;Vertice G20. Usa preoccupati per la tenuta dell&#8217;euro&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Fmi, processo all&#8217;Europa&#8221;, &#8220;L&#8217;allarme Fed sulla crescita affossa le Borse, Milano -4,5%. Vola lo spread&#8221;.<br />
E, sotto la testata: &#8220;Milanese si salva ma scoppia il caso Tremonti&#8221;, &#8220;Il premier furioso: ministro immorale&#8221;, &#8220;Alla Camera la maggioranza tiene per 6 voti&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;La recessione affonda le Borse&#8221;, &#8220;L&#8217;Europa brucia 270 miliardi, lo spread vola. Fmi: ripresa più difficile&#8221;.<br />
A centro pagina, con foto di Berlusconi che alla Camera ieri accarezzava Bossi: &#8220;Milanese salvo per 7 voti, Tremonti sotto attacco&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Tremonti scappa, la maggioranza no&#8221;, &#8220;Il ministro non va in aula e abbandona il suo ex braccio destro. Il Cav: Giulio indecente&#8221;, &#8220;Allarme recessione, crollano le Borse. Milano perde il 4%&#8221;. A centro pagina, l&#8217;inchiesta di Napoli sul presunto ricatto al premier da parte de duo Tarantini-Lavitola: &#8220;Woodcock prende un&#8217;altra sberla&#8221;, &#8220;Il Gip conferma: &#8216;Su Tarantini indaghi Roma&#8217;. Napoli si deve arrendere&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Rischio recessione, crollano le Borse&#8221;.</p>
<p><strong>Politica</strong></p>
<p>Queste le parole pronunciate ieri dal presidente del Consiglio, secondo <strong>Il Giornale</strong>, a proposito di Tremonti: &#8220;Il vero problema è che ho un ministro dell&#8217;Economia che va in giro per il mondo a dire che ho rovinato la credibilità dell&#8217;Italia peggiorando la manovra. Se invece avesse dato retta fin dall&#8217;inizio ai miei suggerimenti, non saremmo in quetsa situaizone. Un ministro che per di più non è qui con noi a votare per Milanese. Una cosa indecente&#8221;. Sulla stessa pagina, per restare all&#8217;assenza di Tremonti ieri alla Camera: &#8220;La fuga nel giorno del giudizio. Giulio il coniglio dei ministri&#8221;. Dove si ricorda, in riferimento a Milanese: &#8220;E&#8217; stato il ministro a farlo eleggere: con Milanese divideva la casa, l&#8217;affitto e il potere di nomina degli enti pubblici&#8221;.<br />
<strong>Il Corriere</strong> scrive che quella di ieri si è trasformata nella giornata del processo a Tremonti da parte della maggioranza, con accuse si &#8220;immoralità&#8221;, &#8220;disumanità&#8221;, ecc. Dopo il voto che ha salvato alla Camera Milanese, sbotta il capogruppo leghista Reguzzoni: &#8220;Noi ci abbiamo messo la faccia, lui dov&#8217;è?&#8221;. I collaboratori del Ministro ricordano che era prevista una pre-riunione del G20, e che comunque, se avesse votato alla Camera, avrebbero detto che lo faceva per proteggere se stesso. Mezzo governo era infuriato contro di lui, perché non aveva illustrato la correzione del documento di programmazione economica: e al vertice di maggioranza, &#8220;come un sol uomo&#8221;, capigruppo, ministri, coordinatori hanno praticamente scongiurato Berlusconi di riprendere in prima persona la guida dell&#8217;economia. Hanno chiesto la costituzione di una sorta di task force a Palazzo Chigi per affrontare il capitolo del taglio del debito.<br />
<strong>Il Foglio</strong> titola: &#8220;Berlusconi condanna in contumacia Tremonti a una maggiore collegialità&#8221;.<br />
Secondo il quotidiano Berlusconi avrebbe stabilito ieri che le politiche per la crescita e l&#8217;abbattimento del debito saranno dirette dalla Presidenza del Consiglio. Secondo <strong>La Repubblica</strong> ieri, in serata, è girata anche la voce di dimissioni del Ministro, ma l&#8217;entourage ha smentito seccamente.<br />
Va segnalato anche che l&#8217;editoriale di prima pagina del <strong>Corriere della Sera</strong>, a firma di Pierluigi Battista, stigmatizza il &#8220;litigio che fa male&#8221; fra Berlusconi e Tremonti, che si dividono &#8220;nel momento peggiore&#8221;: &#8220;La stessa credibilità internazionale di un Paese è fatta di gesti che trasmettano la rappresentazione della sua compattezza di fronte alla bufera&#8221;, con riferimento, ovviamente, al declassamento dell&#8217;Italia da parte delle agenzie di rating e ai sacrifici cui sono chiamati gli italiani.</p>
<p><strong>Inchieste</strong></p>
<p>Su<strong> La Stampa</strong>: &#8220;Il Gip conferma: carte a Roma&#8221;. In riferimento all&#8217;inchiesta che vede il premier come parte lesa nella presunta estorsione cui sarebbe stato sottoposto da Gianpaolo Tarantini e Walter Lavitola. Dove si spiega che il giudice delle indagini preliminari Amalia Primavera ha respinto la richiesta dei magistrati napoletani che hanno avviato l&#8217;inchiesta (tra cui John Woodcock) di annullare la propria precedente ordinanza che statuiva l&#8217;incompetenza territoriale della Procura napoletana. La Gip ha considerato &#8220;illuminanti&#8221; gli ultimi atti che ha potuto consultare ed in particolare la memoria difensiva presentata dal premier, oltre all&#8217;interrogatorio della sua segretaria. Questi &#8220;approfondimenti&#8221; hanno permesso al giudice di stabilire con certezza che il presunto reato, ovvero la consegna dei soldi oggetto dell&#8217;estorsione, sia avvenuto a Roma.<br />
Enrico Intini, l&#8217;imprenditore che ha tentato di ottenere le grandi commesse pubbliche di Protezione civile e Finmeccanica, e che ora è al centro dell&#8217;inchiesta di Bari, viene intervistato da <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Vuole sapere qual è la verità di questa storia? Sono stato preso in giro. Il nostro è un Paese in cui un imprenditore, se vuole lavorare, deve passare attraverso la politica. E non sto parlando di tangenti. Io non sono passato attraverso la politica con la P maiuscola, e ne ho pagato le conseguenze&#8221;. Ricorda come sono iniziati i suoi rapporti con Gianpaolo Tarantini: &#8220;Era un imprenditore della sanità con cui non avevo nessun rapporto di lavoro. Poi, nel settembre 2008, mi dicono che era diventato amico personale del premier&#8221;, &#8220;si era accreditato come l&#8217;uomo in grado di rimuovere gli ostacoli che impedivano al mio gruppo di sviluppare la sua attività. Lo pagai per questo. Tarantini vantava, ed effettivamente aveva, un rapporto diretto con Berlusconi&#8221;. Sapeva che per rimuovere questi ostacoli aveva messo su una industria della prostituzione? &#8220;Non ne ho saputo nulla fino all&#8217;intervista di Patrizia D&#8217;Addario&#8221;. Ricorda di aver incontrato il capo della Protezione civile Bertolaso nel 2008: mi disse che si stava costituendo una società con Finmeccanica per la gestione degli appalti della Protezione civile, la SelProc, nella quale sembrava dovessero partecipare anche imprese private. Era una occasione irripetibile, e per questo prendemmo contatti con Guarguaglini (Ad di Finmeccanica). Lei ha finanziato anche Penati. &#8220;Conosco anche Penati, ma il mio gruppo ha contribuito alla sua Fondazione, così come ha versato contributi, regolarmente iscritti a bilancio, a partiti politici e movimenti di destra e di sinistra&#8221;.<br />
Intini ricorda di essere alla testa di un gruppo che conta 3400 dipendenti e sessanta sedi operative in tutta Italia, che ha lavorato fin dagli anni 90 con Finmeccanica.</p>
<p><strong>Crisi</strong></p>
<p>L&#8217;Ue è sotto accusa al summit del Fondo Monetario Internazionale in corso a Washington. Lo scrive <strong>La Stampa</strong>, riferendosi in particolare alle parole del Presidente della Banca Mondiale, Zoellick: &#8220;La crisi finanziaria è arrivata in zona di rischio&#8221;, &#8220;la ricaduta nella recessione è improbabile&#8221;, &#8220;ma la crescita è in  pericolo e tocca ai Paesi industrializzati mettere in ordine i conti&#8221;, perché &#8220;se ciò non avverrà avremo il contagio delle economie emergenti che producono metà del Pil globale&#8221;. Pochi minuti dopo parla la direttrice del FMI, Christine Lagarde: &#8220;Siamo interconnessi, ci troviamo in una fase di pericolo, e il motivo è anzitutto dovuto alle due crisi europee, il debito sovrano e le banche&#8221;. All&#8217;Ue la Lagarde chiede di &#8220;applicare in fretta&#8221; gli &#8220;accordi raggiunti al summit del 21 luglio, perché il fattore tempo è fondamentale&#8221;. La Lagarde ha poi sottolineato: &#8220;Sappiamo tutti che dietro queste difficoltà economiche ci sono problemi di integrazione politica tra nazioni che per secoli sono state in guerra tra loro&#8221;.</p>
<p><strong>Ratzinger in Germania</strong></p>
<p><strong>Il Corriere</strong> considera &#8220;storica&#8221; la giornata di ieri a Berlino, dove per la prima volta un Papa ha parlato al Bundestag. Un discorso incentrato sui &#8220;fondamenti dello Stato liberale di diritto&#8221;, che esorta a riconoscere il &#8220;diritto naturale&#8221; accessibile anche a chi non crede, e si sofferma su &#8220;ciò che deve essere importante per un politico&#8221;, poiché &#8220;il criterio ultimo e la motivazione non deve essere il successo, e tantomeno il profitto materiale&#8221;, e la politica &#8220;deve essere un impegno per la giustizia&#8221;. E poi, parlando di diritto e distruzione della giustizia: &#8220;togli il diritto, e allora cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?&#8221;, &#8220;noi tedeschi sappiamo per esperienza che queste parole non sono un vuoto spauracchio&#8221;. Ai giornalisti che in aereo gli chiedono dello scandalo pedofilia risponde: &#8220;posso capire che davanti a questi crimini, specie se riguardano persone vicine, uno dica: questa non è più la mia Chiesa&#8221;. Anche se stare nella Chiesa, diversa da tutte le associazioni umane, significa &#8220;essere nella rete del Signore nella quale Dio tira pesci buoni e cattivi&#8221;. E, &#8220;anche se ci sono umanità terribili&#8221;, bisogna restare per &#8220;lavorare dall&#8217;interno contro questi scandali&#8221;. Alle polemiche contro la sua visita risponde così: &#8220;E&#8217; normale che ci siano, in una società libera&#8221;, e in &#8220;un tempo secolarizzato&#8221;. Il corrispondente del Corriere ricorda che solo l&#8217;8 per cento dei cittadini tedeschi vuole che la Chiesa cattolica (abbandonata nell&#8217;ultimo anno da 181 mila fedeli) abbia maggiore influenza nella politica e nella società, e l&#8217;87,4 per cento dei cattolici non va a messa la domenica. Grandi elogi per l&#8217;ecologismo e in particolare proprio del movimento ecologista, alla cui comparsa nella politica tedesca, a partire dagli anni Settanta, &#8220;è stata e rimane un grido che anela all&#8217;aria fresca&#8221;, un &#8220;grido che non si può né ignorare né accantonare&#8221;.<br />
E&#8217; <strong>Il Foglio</strong> ad offrire il testo integrale del discorso del Papa, che viene presentato con un grande titolo rosso sotto la testata: &#8220;Il grande sermone del Papa sul fondamento della politica&#8221;. Tra le citazioni evidenziate: &#8220;Nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell&#8217;uomo, il principio maggioritario non basta&#8221;. Oppure: &#8220;Contrariamente ad altre grandi religioni, il cristianesimo non ha mai imposto allo Stato e alla società un diritto rivelato, un ordinamento giuridico derivante da una rivelazione&#8221;. Ha invece rimandato alla natura e alla ragione quale vere fonti del diritto.<br />
<strong>La Stampa</strong> evidenzia di questa visita in Germania l&#8217;invito al &#8220;rinnovamento etico per il bene dell&#8217;Italia&#8221; contenuto in un telegramma inviato al Presidente Napolitano alla vigilia della sua partenza. E poi: &#8220;La svolta verde del Papa conquista Berlino&#8221;, spiazzando in qualche modo gli oppositori.<br />
<strong><br />
Il presidente iraniano all&#8217;Onu</strong></p>
<p>Ieri il presidente Ahmadinejad si è esibito in quello che<strong> La Stampa</strong> definisce uno &#8220;show nella sala vuota&#8221;, all&#8217;Assemblea generale Onu. Ha accusato gli Stati Uniti e l&#8217;Europa di quasi tutti i mali del mondo, dal colonialismo alla crisi economica, passando per quelle che ormai sono considerate abituali negazioni dell&#8217;Olocausto e dell&#8217;11 settembre. Hanno lasciato la sala i delegati di Washington, Roma, e delle altre capitali europee. &#8220;Perché hanno ucciso e buttato a mare Bin Laden, invece di processarlo per sapere da lui la verità?&#8221;, si è chiesto Ahmadinejad. Chi è responsabile per la recessione? Le potenze arroganti che &#8220;minacciano chiunque metta in discussione l&#8217;Olocausto o l&#8217;11 settembre&#8221;. Ma se &#8220;alcuni Paesi europei ancora usano l&#8217;Olocausto come scusa per pagare multe e riscatti ai sionisti, le potenze schiaviste e colonialiste non avrebbero l&#8217;obbligo di compensare le nazioni colpite?&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong> riproduce l&#8217;intervista che Nicholas Kristof ha realizzato con Ahmadinejad per il New York Times. Accusa Obama di non voler il dialogo con l&#8217;Iran e poi &#8220;chi dice che negli Stati Uniti la democrazia è più solida che in Iran; la popolazione è davvero disposta a perdere i propri figli in terre straniere per ragioni oscure?&#8221;. Parla della uccisione di Neda Soltan, nel corso delle contestazioni dopo la sua rielezione nel 2009: &#8220;Abbiamo le prove che si trattò di una messinscena, e che la ragazza fu uccisa in un secondo tempo. Se la BBC ci mettesse a disposizione tutto il filmato lo analizzeremmo&#8221; per cercare i responsabili.</p>
<p><strong>(Fonte: La Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Obama all&#8217;Onu: per la pace tra Israele e Palestina servono negoziati diretti su confini, sicurezza, rifugiati e Gerusalemme</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 08:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture &#8220;Vado avanti, parlerò al Paese&#8221; è il titolo di apertura del Corriere della Sera. Sono le parole di Silvio Berlusconi, che al quotidiano milanese annuncia una &#8220;nuova legge elettorale&#8221; e &#8220;potere ai cittadini&#8221;. &#8220;Napolitano chiede al premier se il governo ha ancora i numeri&#8221;. &#8220;Oggi il voto sul deputato Pdl Milanese. Bossi: no [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p>&#8220;Vado avanti, parlerò al Paese&#8221; è il titolo di apertura del <strong>Corriere della Sera</strong>. Sono le parole di Silvio Berlusconi, che al quotidiano milanese annuncia una &#8220;nuova legge elettorale&#8221; e &#8220;potere ai cittadini&#8221;. &#8220;Napolitano chiede al premier se il governo ha ancora i numeri&#8221;. &#8220;Oggi il voto sul deputato Pdl Milanese. Bossi: no all&#8217;arresto, non voglio far cadere Sivlio&#8221;. A centro pagina le notizie sul rating dell&#8217;Italia: &#8220;Standard &amp; Poor&#8217;s boccia sette banche italiane. Dopo la riduzione del rating sul debito pubblico&#8221;. In prima pagina anche il dibattito sul nuovo Stato palestinese: &#8220;Obama ai palestinesi: niente scorciatoie&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Bossi: salverò Berlusconi. Oggi il voto segreto su Milanese. Il premier al Quirinale: non mi dimetto. Bersani a Maroni: stacca la spina. Di Pietro shock: via il Cavaliere o ci scappa il morto. Standard &amp; Poor&#8217;s declassa sette banche italiane&#8221;. A centro pagina: &#8220;Un giorno di guerra a Lampedusa. Caccia ai clandestini dopo la rivolta. Il sindaco assediato dai cittadini, decine di feriti&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Fmi: banche europee da rafforzare. La crisi pesa per 300 miliardi. Declassati tre big americani e sette istituti italiani. La Fed allunga il debito pubblico Usa e vede &#8216;rischi significativi&#8217; per la crescita. Wall Street cede il 2,9 per cento&#8221;. Il titolo di apertura è dedicato alla politica interna: &#8220;Berlusconi a Napolitano: il governo va avanti. Il Colle: subito riforme. Bossi: voteremo no all&#8217;arresto di Milanese&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Il Cav incassa la pace tra Bossi e il Quirinale e studia la difesa su Millas. Milanese, verso il no all&#8217;arresto. Maroni conciliante. Oggi vertice economico Pdl-Lega (e nuove idee sui processi). Di spalla, sulla questine palestinese: &#8220;All&#8217;Onu c&#8217;è un piano B per evitare lo scontro frontale con Abu Mazen&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Milanese, voto ad alta tensione. La Camera decide sull&#8217;arresto. La Lega per il &#8216;no&#8217;. Bossi: non faccio cadere il governo. Di Pietro: premier via o ci scappa il morto&#8221;. E poi: &#8220;Vertice Napolitano Berlusconi su emergenza economica e tenuta della maggioranza. Il Cavaliere: vado avanti. Caso Tarantini, i pm contro il trasferimento dell&#8217;inchiesta&#8221;. In prima pagina anche il discorso di ieri della leader dell&#8217;opposizione birmana Aung San Suu Kyi in videocollegamento ad un convocegno organizzato dalla Clinton Global Initiative, a New York: &#8220;Suu Kyi, a New York la primavera birmana&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong> apre su di Pietro: &#8220;Vogliono il morto. Anti Silvio scatenati. Di Pietro evoca la rivolta, la polizia lancia l&#8217;allarme: il 15 ottobre violenti in piazza. Lo scopo: buttare giù un governo eletto per sostituirlo con un papocchio gradito alla lobby politico-giudiziaria-affaristica&#8221;. A centro pagina: &#8220;Caccia all&#8217;uomo negli aeroporti d&#8217;eEuropa&#8221;. &#8220;Salta i controlli a Linate, scalo bloccato per ore&#8221;. L&#8217;uomo è passato sotto un metal detector non attivo, e si è dileguato eludendo i controlli di sicurezza dello scalo milanese.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Di Pietro gioca col morto. Tonino aizza la piazza e strizza l&#8217;occhio ai violenti. Pur di far cadere il Cav è pronto alla &#8216;rivolta sociale&#8217;&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi da Napolitano: non mi dimetterò mai. La Lega è con lui&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto quotidiano</strong> si occupa del conflitto di attribuzioni sollevato dal Parlamento sul caso Ruby: &#8220;La Procura di Milano denuncia: &#8216;Camera complice di B&#8217;. Durissima replica di Bruti Liberati al conflitto di attribuzioni alla Consulta sul caso Ruby: Proteggono la persona e non la carica, calpestando la Costituzione&#8221;. &#8220;Intanto a Napoli i pm ricorrono al Riesame contro il trasferimento a Roma di Ricattopoli. Il procuratore Lepore al Fatto: La competenza è nostra. Falsa testimonianza per B? Una cosa per volta&#8221;.<br />
<strong><br />
Berlusconi  </strong></p>
<p>Ieri al Quirinale un&#8217;ora e mezzo di colloquio tra il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio, che aveva chiesto martedì scorso l&#8217;incontro: &#8220;Napolitano chiede garanzie al premier&#8221;. &#8216;Avete i numeri?&#8217;. Il Cavaliere lo rassicura&#8221;. Così riassume il senso del colloquio il quirinalista del <strong>Corriere della Sera</strong> Marzio Breda. Il colloquio è stato &#8220;teso&#8221;, poiché Napolitano era impressionato dal giudizio con cui Standard &amp; Poor&#8217;s ha abbassato ieri il rating di sette banche italiane. Ha incalzato Berlusconi, chiedendogli insistentemente se la sua maggioranza è in grado di tenere. Il Cavaliere avrebbe utilizzato &#8220;il solito repertorio dell&#8217;orgoglio ottimista, ricordando di aver incassato la fiducia delle Camere una decina di giorni fa&#8221;. Ed ha ribadito di non voler fare passi indietro. Il Colle è peraltro assediato da un pressing che comprende anche la richiesta di quello che il quirinalista considera un improponibile messaggio alle Camere del Presidente per agevolare l&#8217;uscita di scena di Berlusconi.<br />
Su <strong>Il Giornale</strong> il retroscena si sofferma sul faccia a faccia tra Presidente e premier: &#8220;Berlusconi è certo di avere i numeri a suo favore? Il Presidente del Consiglio appare sicuro, il faccia a faccia con Bossi è andato bene, e in serata persino Bersani si dice convinto che il governo non cadrà sul caso Milanese&#8221;.<br />
<strong>Il Foglio</strong> parla di &#8220;grana disinnescata&#8221; anche sul fronte dei rischi di un sì della Camera all&#8217;arresto di Milanese, ex consigliere di Tremonti, dopo l&#8217;annuncio ufficiale che la Lega voterà no. Il leader Bossi lo ha rassicurato ed avrebbe persino promesso a Berlusconi che chiederà scusa a Napolitano per le parole pronunciate sulla secessione.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Bossi non affonda il governo. &#8216;Ma si vota prima del 2013&#8242;&#8221;. Tra i protagonisti della giornata di ieri, anche il ministro dell&#8217;interno Maroni, interprete dell&#8217;anima &#8220;antigovernativa&#8221; della Lega. Repubblica si occupa ampiamente del &#8220;pressing&#8221; tentato ieri dal segretario Pd Bersani sullo stesso Maroni.<br />
Sul<strong> Corriere</strong>: &#8220;Maroni stavolta si allinea&#8221;. &#8220;Mi atterrò alla decisione&#8221;. &#8220;Oltre 40 deputati con il ministro, l&#8217;incognita dei &#8216;dissidenti&#8217;&#8221;.<br />
<strong><br />
Lavoro </strong></p>
<p><strong>Il Giornale</strong> (&#8220;Siluri al governo&#8221;) scrive della ratifica tra Confindustria e sindacati dell&#8217;accordo sui contratti del 28 giugno scorso. &#8220;La presidente di Confindustria ha siglato un accordo con Cgil, Cisl e Uil che magari non scardina ma sicuramente circostrive il potenziale dell&#8217;unica riforma contenuta nella manovra di Ferragosto&#8221;.<br />
Anche su <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Lavoro, le parti sociali sconfessano la manovra. Confindustria e sindacati firmano l&#8217;accordo che supera l&#8217;articolo 8 sui contratti&#8221;. Ci si riferisce a quello contenuto nella manovra di Ferragosto. Si tratta della chiusura definitiva dell&#8217;intesa raggiunta il 28 giugno scorso su contrattazione e rappresentanza. L&#8217;incontro è avvenuto a sorpresa &#8211; sottolinea <strong>La Repubblica</strong> &#8211; e si è concluso con la sigla dell&#8217;accordo, integrato con un nuovo impegno formale: &#8220;Le materie delle relazioni industriali e della contrattazione sono affidate all&#8217;autonoma determinazione delle parti&#8221;. Spiega il segretario Cisl Bonanni: &#8220;Da oggi le parti sociali potranno trattare, siglare accordi e, qualora ci siano dissidi, far decidere la maggioranza&#8221;. Nel contestato articolo 8 vi era la possibilità di derogare al contratto nazionale e alle leggi in materia di lavoro anche sui licenziamenti tutelati dall&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dice <strong>La Repubblica</strong>.<br />
Un &#8220;dizionario&#8221; per i patti aziendali viene presentato da <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, che sottolinea come il sì della Cgil abbia sbloccato l&#8217;intesa. Susanna Camusso, segretaria Cgil, dice che la cancellazione dell&#8217;articolo 8 è un obiettivo fondamentale e che il sindacato sta lavorando al ricorso costituzionale.<br />
<strong><br />
Lampedusa</strong></p>
<p>Negli ultimi dieci giorni, all&#8217;improvviso, sono sbarcati quasi 1200 tunisini. E una settimana prima il ministro Maroni aveva parlato di un &#8220;bilancio totalmente positivo&#8221; della collaborazione in materia di sicurezza con la Tunisia. Ma i ponti aerei o i rimpatri forzati non risolveranno mai la vicenda dei barconi &#8211; sottolinea il quotidiano  dei disperati che vengono schedati e poi rinchiusi per una settimana o per un mese nel famigerato centro di accoglienza. I conti non tornano: ne arrivano di più di quanti ne possiamo mandare indietro secondo le intese stipulate. L&#8217;accordo siglato nell&#8217;aprile scorso con Tunisi non regge più: è diventato carta straccia perché non si è tenuto conto della disperatissima situazione che c&#8217;è oggi in Tunisia, soprattutto nel sud di quel Paese, al confine con la Libia, dove tutto è crollato. Chiusi gli alberghi, principale fonte di reddito, fermo il commercio. Anche il <strong>Corriere</strong> sottolinea come il patto con la Tunisia non basti, e ricorda che ad aprile il governo aveva assicurato che le consegne di materiale come le vedette, i motori di ricambio, i fuoristrada erano ben avviati. Ma le contromisure non ce la fanno e non ce la possono fare ad arginare il sommovimento profondo della società tunisina. I ragazzi che continuano a sbarcare rappresentano solo l&#8217;avanguardia di un esercito di disoccupati. Molti di loro sono i reduci della disastrosa stagione del turismo (crollo del 60 per cento) che, compreso l&#8217;indotto, copre il 12 per cento del Pil e dà lavoro a 800 mila persone sul totale di 2 milioni della popolazione attiva. Questo sarebbe il vero &#8220;rubinetto&#8221; da chiudere, sbloccando, per esempio, gli interventi (anche europei a favore dell&#8217;economia locale.<br />
<strong><br />
Palestina</strong></p>
<p><strong>La Stampa</strong> scrive che nel suo intervento all&#8217;assemblea generale Onu il presidente Obama ha esordito ripercorrendo l&#8217;anno che ha segnato le svolte democratiche in gran parte del mondo arabo, ha potuto sottolineare che Al Qaeda è in rotta e &#8220;i dittatori sono in allerta, perché la tecnologia consegna il potere nelle mani del popolo&#8221;. Non ha mancato di sottolineare le difficoltà persistenti delle transizioni in stati come lo Yemen e il Bahrein, l&#8217;oppressione perdurante del regime iraniano e la repressione siriana: il presidente ha chiesto al Consiglio di sicurezza di agire in fretta e schierarsi dalla parte del popolo siriano. Poi ha ammesso &#8220;amarezza e frustrazione&#8221; perché l&#8217;anno passato non ha portato alla nascita della &#8220;Palestina indipendente&#8221; da lui auspicata proprio all&#8217;Onu. Ma, soprattutto, Obama ha ribadito che l&#8217;obiettivo dei due popoli e due stati non si può raggiungere con &#8220;scorciatoie&#8221;, perché servono &#8220;negoziati diretti&#8221;: &#8220;La pace non arriverà attraverso dichiarazioni e risoluzioni dell&#8217;Onu, devono essere israeliani e palestinesi a raggiungere l&#8217;accordo sui temi che li separano: confini e sicurezza, rifugiati e Gerusalemme&#8221;. Neanche due ore dopo, sale sul palco il presidente francese Sarkozy e punta su una proposta all&#8217;Anp che eviti la battaglia dei voti: il veto americano in Consiglio di sicurezza &#8211; dice &#8211; innescherebbe le violenze, lo Stato palestinese diventi osservatore, &#8220;con la promessa di una adesione a pieno titolo entro un anno&#8221;, Il Quartetto Usa-Onu-Ue e Russia aveva chiesto all&#8217;Anp di non accelerare i tempi del riconoscimento in cambio di forti garanzie.<br />
<strong>La Stampa</strong> riferisce anche delle dichiarazioni del negoziatore Nabil Shaat: &#8220;Sappiamo che questo processo prenderà tempo. La richiesta sarà fatta senza chiedere subito il voto&#8221;. Anche secondo il Corriere della Sera il presidente dell&#8217;Anp Abbas presenterà comunque venerdì la richiesta di riconoscimento come membro a pieno titolo dell&#8217;Onu, ma non chiederà una decisione immediata al Consiglio di sicurezza.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong>, in una analisi, sottolinea come si sia ampliato il fronte favorevole al sì: non ci sono i soliti cinesi e russi, perché nel consiglio di sicurezza e in assemblea generale si contano Brasile, Argentina, Turchia, Sudafrica, India, Indonesia, il continente latinoamericano, l&#8217;Africa, l&#8217;Asia. E in mezzo c&#8217;è l&#8217;Europa, incerta tra la convinzione del diritto palestinese e quella di non poter lasciare l&#8217;America da sola. I nuovi protagonisti economici e sempre più politici della scena mondiale non sono dalla parte di Usa e Israele.<br />
L&#8217;editoriale del <strong>Corriere della Sera</strong> parla di &#8220;pericoloso isolamento&#8221; dell&#8217;Italia, anche sullo scenario internazionale. E parte dalla considerazione che il Presidente Obama, davanti all&#8217;assemblea Onu, abbia ringraziato Lega Araba, Egitto, Tunisia Francia, Danimarca, Norvegia e Gran Bretagna per il ruolo svolto in Libia contro Gheddafi, dimenticando il governo di Roma.<br />
Oggi all&#8217;Assemblea Onu è previsto anche l&#8217;intervento del Presidente iraniano Ahmadinejad, da cui ci si attende anche una ennesima &#8220;sparata&#8221; contro Israele. Ma anche, secondo <strong>Il Foglio</strong>, un attacco a Stati Uniti e Gran Bretagna, cui potrebbe chiedere le riparazioni di guerra per l&#8217;occupazione alleata durante la seconda guerra mondiale. Mille corposi tomi sull&#8217;argomento sono stati fatti stampare dal Presidente iraniano per leader e delegati Onu. L&#8217;articolo si sofferma ampiamente sulla guerra in corso tra lui e la massima autorità politico-istituzionale del Paese, l&#8217;Ayatollah Khamenei.</p>
<p><strong>(Fonte: La Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>Italia declassata, emergenza crescita. Napolitano: sforzo comune per il rilancio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Il governo sotto assedio&#8221;. &#8220;Polemiche dopo il declassamento di Standard &#38; Poor&#8217;s. Berlusconi: colpa dei media&#8221;. &#8220;Ultimatum della Confindustria. Napolitano boccia la secessione&#8221;. L&#8217;editoriale di Sergio Romano immagina &#8220;una possibile soluzione&#8221;: &#8220;L&#8217;uscita di scena del premier&#8221;. A centro pagina la notizia che il Gip di Napoli ha dato ragione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il governo sotto assedio&#8221;. &#8220;Polemiche dopo il declassamento di Standard &amp; Poor&#8217;s. Berlusconi: colpa dei media&#8221;. &#8220;Ultimatum della Confindustria. Napolitano boccia la secessione&#8221;. L&#8217;editoriale di Sergio Romano immagina &#8220;una possibile soluzione&#8221;: &#8220;L&#8217;uscita di scena del premier&#8221;. A centro pagina la notizia che il Gip di Napoli ha dato ragione alla difesa di Berlusconi: &#8220;Napoli non è competente. L&#8217;inchiesta passa a Roma&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Italia declassata, via Berlusconi. Polemica dopo la bocciatura di Standard &amp; Poor&#8217;s. Centrodestra battuto cinque volte. Napolitano alla Lega: secessione fuori dalla storia&#8221;. E poi: &#8220;Confindustria: il governo a casa. Il premier: colpa dei media&#8221;. &#8220;La linea di affondamento&#8221; è il titolo del commento di Massimo Giannini. In prima pagina si scrive anche: &#8220;E il Quirinale vuole sapere se la maggioranza tiene&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il Gip: a Roma l&#8217;inchiesta di Tarantini&#8221;. &#8220;Napoli non competente&#8221;. E poi: &#8220;Noemi, così il Cavaliere mentì sulla festa di Capodanno in Sardegna&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Silvio sputtanato da Pm incompetenti. L&#8217;indagine sul presunto ricatto passa a Roma. Intanto però, da Napoli è uscito di tutto. Compresa l&#8217;idea di mandare i carabinieri a prendere il premier&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Italia declassata, emergenza crescita. Napolitano: sforzo comune per il rilancio. Marcegaglia: riforme o Governo a casa&#8221;. &#8220;Berlusconi: il taglio è colpa dei media. Replica di S &amp; P&#8217;s: valutazioni politiche. Dal Colle stop a Bossi sulla secessione&#8221;. L&#8217;editoriale di Roberto Napoletano parla del &#8220;gesto necessario&#8221; chiesto a Berlusconi: &#8220;Signor Presidente, l&#8217;Italia prima di tutto&#8221;. Di spalla: &#8220;Trasferita a Roma l&#8217;inchiesta sui ricatti di Tarantini al premier. Nuove accuse al procuratore di Bari&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Triplo allarme per l&#8217;italia. Le Borse in ripresa, Milano chiude a +1,91 per cento. Lo spread Btp-Bund vola a 405. Attesa per il piano della Fed. L&#8217;Fmi taglia le stime di crescita. &#8216;Deficit all&#8217;1,1 per cento nel 2013&#8242;. L&#8217;Ue: subito le riforme. S&amp;P non esclude un nuovo declassamento nei 12-18 mesi. L&#8217;esecutivo: scelta politica&#8221;. Anche il quotidiano torinese parla del Presidente Napolitano: &#8220;Giro di consultazioni per verificare la tenuta del governo. Il Presidente bacchetta la Lega: &#8216;Chi parla di secessione è fuori dalla storia e dalla realtà&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Così Tremonti rivede i conti e cerca con Draghi idee turbo sviluppiste&#8221;. Il quotidiano definisce &#8220;diatriba&#8221; quella tra Berlusconi e la Marcegaglia sulla decisione di Standard &amp; Poor&#8217;s. La visione del Tesoro e le nuove stime del FMI&#8221;.</p>
<p><strong>Politica</strong></p>
<p>Secondo <strong>Libero</strong> &#8220;più che la speculazione finanziaria, ieri si è scatenata la speculazione politica&#8221;, riferendosi al declassamento di Standard &amp; Poor&#8217;s. Ma &#8220;la botta non sembra aver preoccupato più di tanto il Cavaliere&#8221; che, con una nota della presidenza del Consiglio, ha liquidato così il taglio del nostro rating: &#8220;Le valutazioni sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose&#8221;. L&#8217;agenzia stessa ha invece ieri voluto far sapere che il suo giudizio è &#8220;apolitico&#8221;, ma secondo lo stesso <strong>Libero</strong> il quadro resta preoccupante perché a stretto giro potrebbe arrivare anche la bocciatura della Moody&#8217;s, altro colosso del rating. Il direttore del quotidiano considera la bocciatura di Standard &amp; Poor&#8217;s &#8220;l&#8217;ultima occasione per il Cavaliere&#8221;, e sottolinea che in qualche modo &#8220;può costituire un assist per Berlusconi&#8221; perché secondo gli analisti il Paese è bloccato dagli incombenti monopoli, dai lavoratori pubblici e dai sindacati. Da questo punto di vista l&#8217;analisi dell&#8217;agenzia è &#8220;un atto di accusa contro la sinistra e i suoi protetti&#8221;: valgano per esempio il fallimento per colpa della Cgil della trattativa su Alitalia, le resistenze alla liberalizzazione dei servizi e delle professioni, la resistenza dell&#8217;opposizione sulla riforma delle pensioni (in questo caso spalleggiata dalla Lega).<br />
Sulla prima pagina del <strong>Corriere della Sera</strong> Sergio Romano si occupa del possibile scenario della uscita di scena del premier: il suo partito deve porsi il problema della &#8220;fine dell&#8217;era Berlusconi&#8221;, che dovrebbe annunciare che non si candiderà più alla guida del governo e che le elezioni avranno luogo nella primavera del 2012. L&#8217;esempio citato è quello di Zapatero, che ha rinunciato al terzo mandato ed ha anticipato le elezioni, favorendo così&#8217; una intesa con l&#8217;opposizione su alcune questioni di interesse nazionale. Berlusconi insomma, &#8220;deve andarsene&#8221; ma in modo da salvare &#8220;ciò che della sua fase politica merita di essere conservato&#8221;, poiché non è interesse di nessuno che una grande forza politica, votata in tre circostanze dalla maggioranza degli elettori, si dissolva.<br />
Sulla prima pagina del <strong>Sole 24 Ore</strong> il direttore Roberto Napoletano invita anche lui il premier a &#8220;farsi da parte&#8221; se è costretto (come tutto rende evidente) a prendere atto che non riesce a fare quello che serve. &#8220;Fare pagare alla piccola Italia&#8221; il conto di una crisi globale è &#8220;troppo&#8221;: e tuttavia il direttore ricorda di aver avvertito già nello scorso luglio che se c&#8217;era un Paese a rischio, dopo la Grecia, era proprio l&#8217;Italia, sia a causa della &#8220;fragilità della sua coalizioen di governo&#8221;, sia per la &#8220;catena imbarazzante di scandali&#8221; che tocca Berlusconi, i suoi ministri e loro collaboratori, sia per &#8220;l&#8217;incapacità perdurante di assumere decisioni dolorose ma necessarie&#8221;, così come a causa di un &#8220;quadro complessivo di decoro violato delle istituzioni&#8221;.<br />
 <br />
Parla di &#8220;bunker&#8221; in cui Berlusconi ha voluto &#8220;rinchiudersi&#8221;, commentando la lettura politica di S&amp;P anche il notista del <strong>Sole 24 Ore</strong>, Stefano Folli. Significativo è a questo punto che il Quirinale abbia sentito il bisogno di avviare &#8220;colloqui politici&#8221; &#8211; sottolinea Folli &#8211; proprio alla vigilia del voto alla Camera sul fatidico &#8220;caso Milanese&#8221;, l&#8217;ex collaboratore di Tremonti. Con voto segreto, cioé suscettibile di sorprese. Napolitano non può &#8220;farsi trovare impreparato&#8221;.<br />
Anche <strong>La Repubblica</strong> parla di &#8220;sondaggi del Quirinale sulla tenuta della maggioranza&#8221;. Ieri il presidente della Repubblica ha avuto una serie di incontri con esponenti della maggioranza e dell&#8217;opposizione. Ai capigruppo Pdl ha chiesto conto dello sfarinamento che si è verificato anche ieri in Aula, dove il governo è stato battuto cinque volte. Da Cicchitto e Gasparri, capigruppo, si è sentito dire che la maggioranza tiene. Ma parallelamente, poiché lo stesso Presidente aveva detto ai primi di settembre &#8220;il governo resta al suo posto finché ha la maggioranza&#8221;, il Quirinale si è preoccupato di parlarne anche con esponenti dell&#8217;opposizione: secondo <strong>La Repubblica</strong> chiedendo loro fino a che punto fossero disposti a farsi coinvolgere in un governo di emergenza nel caso fosse indispensabile. E secondo il quotidiano, &#8220;ha ricevuto risposte positive&#8221;: non è un caso che il segretario Pd Bersani abbia accantonato la richiesta di elezioni, insistendo invece sulla necessità che ci sia una &#8220;novità politica&#8221; ovvero un passo indietro del premier. Poi Casini, che ha sottolineato come il silenzio di Napolitano non sia &#8220;inoperoso&#8221;. E &#8220;l&#8217;incidente&#8221; cui si accenna ancora una volta come causa possibile della fine del governo è ancora una volta la votazione con voto segreto, domani, su Milanese.</p>
<p>Secondo <strong>Il Sole 24 Ore</strong> Umberto Bossi non avrebbe cambiato idea, e nella riunione del gruppo convocata per questa sera &#8220;darà l&#8217;ordine di scuderia di votare contro l&#8217;arresto di Marco Milanese&#8221;. Il quotidiano la considera &#8220;una scelta più personale che politica&#8221;, visto che il via libera alle manette sarebbe una palese rottura con Tremonti, di cui a quel punto sarebbero inevitabili le dimissioni.</p>
<p>Il Giudice per le indagani preliminari di Napoli Amelia Primavera ha dichiarato ieri incompente la Procura di Napoli sulla inchiesta riguardante i presunti ricatti al premier da parte del duo Tarantini-Lavitola. L&#8217;inchiesta si sposta a Roma. Se reato c&#8217;è stato, è stato consumato nella Capitale. Il <strong>Sole</strong>, nella sua cronaca, sottolinea che il provvedimento è motivato dalla circostanza che sono state ritenute credibili le ricostruzioni dei fatti offerte sia dalla memoria scritta dal Presidente del consiglio, sia dalla testimonianza della sua segretaria.<br />
L&#8217;inchiesta di Bari che ruota intorno a Gianpaolo Tarantini si intreccia anche con quella sul cosiddetto &#8216;sistema Sesto&#8217;: <strong>La Repubblica</strong> scrive che i pm di Monza che indagano sull&#8217;ex presidente della Provincia di Milano, il Pd Filippo Penati, hanno chiesto i fascicoli ai colleghi del capoluogo pugliese: perché uno degli imprenditori accusati di avere tentato di costituire un gruppo d&#8217;assalto alla ricerca di appalti da chiedere a Finmeccanica, insieme a Tarantini, ovvero il pugliese Enrico Intini, &#8220;finanziò l&#8217;ex presidente della Provincia&#8221;</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>&#8220;Ucciso a Kabul il &#8216;grande negoziatore&#8217;&#8221;, titola il <strong>Corriere della Sera</strong>, riferendosi allex presidente afghano Rabbani, che stava trattando con i talebani. Un&#8217;altra &#8220;tegola&#8221; per Obama e gli alleati Nato, sottolinea il quotidiano. Rabbani, eroe della resistenza anti-sovietica, era stato posto a capo di un &#8216;consiglio per la pace&#8217; che ha il compito di provare a reintegrare (&#8220;verso che usano gli americani, favorevoli all&#8217;operazione&#8221;, sottolinea Franco Venturini) i meno oltranzisti tra i seguaci del mullah Omar. Le risposte positive alla mano tesa sono state poche e &#8220;poco qualificanti&#8221; e questo pesa, perché la reintegrazione dovrebbe essere il primo passo della strategia che prevede il disimpegno di quasi tutte le forze straniere entro la fine del 2014. Siignifica che obama non prevede una vittoria dei talebani, nel 2014, bensì la nascita di un vero e forte esercito afghano. Ma anche sul fronte dell&#8217;addestramento le notizie non sono positive, e le diserzioni sono numerose.<br />
Rabbani è stato ucciso mentre incontrava nella sua residenza alcuni talebani. A raccontare chi fosse è sul <strong>Sole 24 Ore</strong> Alberto Negri. Era un tagiko, come l&#8217;ex comandante Massud (che era stato il suo ministro della Difesa nel 1992). Non era un moderato: suo obiettivo era la crezione di uno Stato basato sulla stretta osservanza della sharia e non ci riuscì per le lotte tra le fazioni esplosero in un conflitto sanguinoso, mettendo l&#8217;uno contro l&#8217;altro i signori della guerra.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong> dedica l&#8217;inserto R2 al primo ministro turco: &#8220;Il sultano Erdogan&#8221;, &#8220;prende a schiaffi l&#8217;ex alleato Israele, si erge a modello per i Paesi arabi e dice addio all&#8217;Europa. Così il premier turco ridisegna il ruolo di Ankara&#8221;, che si candida a potenza del Medio Oriente e dalla sua ha la forza dei numeri, essendo la seconda economia per tasso di crescita e il terzo esercito più potente nella Nato. Con intervista al ministro Egemen Bagis, il capo negoziatore per l&#8217;ingresso in Europa, che dice: &#8220;Siamo una democrazia, nella Ue troppi pregiudizi&#8221;.<br />
Sul <strong>Corriere</strong> si parla della bomba di ieri ad Ankara: sospettati i separatisti curdi del Pkk, ma non è esclusa la pista qaedista.<br />
Restiamo al <strong>Corriere</strong> per segnalare un&#8217;intervista allo scrittore palestinese Murid Barghouti, alla vigilia del voto Onu sulla richiesta unilaterale di riconoscimento dello Stato palestinese. Barghouti è convinto che il presidente Abu Mazen sbagli: &#8220;per noi profughi è un tradimento&#8221;, con il seggio all&#8217;Onu come Stato perderemmo quello di osservatore permanente dell&#8217;Olp, &#8220;rappresentante di tutti i palestinesi, non solo in Cisgiordania e a Gaza&#8221;, ovvero l&#8217;unico organismo titolato a discutere di autodeterminazione, confini, rifugiati, mentre l&#8217;Autorità palestinese è solo una autorità amministrativa. Questo &#8220;Stato&#8221; non potrà fare niente sul diritto al ritorno, e gli insediamenti: perfino Abu Mazen per muoversi dovrà sempre avere il permesso degli israeliani.<br />
Anche su <strong>Libero</strong>: &#8220;&#8221;Lo Stato palestinese fa paura ai palestinesi&#8221;, &#8220;la gente teme che finiscano gli aiuti occidentali e Israele non dia più lavoro&#8221;. Chi ha il permesso di lavorare a Gerusalemme, potrebbe non averlo più.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> ci si sofferma invece sullo &#8220;sgambetto agli Usa&#8221; deciso dalla Cina, che con una dichiarazione ha espresso &#8220;comprensione, rispetto e sostegno&#8221; per la richiesta dell&#8217;Anp di &#8220;diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite&#8221;. Con un invito all&#8217;amministrazione Obama a non ostacolare la richiesta di riconoscimento &#8220;adoperando il veto al Consiglio&#8221;. Questa mattina, peraltro, il Presidente Obama incontrerà Abu Mazen e il premier Netanyahu, mentre il Quartetto sta lavorando a una formula di compromesso per scongiurare la crisi e rilanciare i negoziati. Il quartetto (Usa, Russia, Ue, Onu) sta lavorando a un testo che prevede la ripresa di negoziati diretti, una intesa sui confini entro un massimo di sei mesi, frontiere sul base del giugno 1967, &#8220;con concordati scambi di territori&#8221; e &#8220;garanzie di sicurezza&#8221; per Israele dopo il ritiro dalla Cisgiordania. Significa un &#8220;congelamento&#8221; della procedura di riconoscimento.<br />
Sullo stesso quotidiano troviamo la notizia della opposizione dichiarata da Rick Perry, probabile candidato repubblicano alle presidenziali Usa, all&#8217;ipotesi di un riconoscimento dello Stato palestinese: &#8220;L&#8217;Anp non merita il riconoscimento dell&#8217;Onu&#8221;, ha detto.</p>
<p><strong>(Fonte: La Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>Standar&#8217;s and Poor&#8217;s declassa l&#8217;Italia: crescita più debole e coalizione di governo fragile</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Standar&#8217;s and Poor&#8217;s declassa l&#8217;Italia&#8221;. Il declassamento dell&#8217;agenzia di rating, con il suo giudizio sulla &#8220;crescita più debole&#8221; e sulle minori capacità italiane di ripagare il debito, vista la &#8220;coalizione di governo fragile&#8221;, è il titolo di apertura dei principali quotidiani. &#8220;Paese troppo fragile&#8221;, &#8220;S&amp;P declassa l&#8217;Italia&#8221;, titola La Stampa, che aggiunge: &#8220;Il Tesoro: l&#8217;avevamo messo in conto&#8221;.</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Debito, l&#8217;Italia declassata. &#8216;Crescita più debole e coalizione di governo fragile&#8217;. Nella notte il giudizio dell&#8217;agenzia di rating Standard&#8217;s and Poor&#8217;s. Merkel: senza Euro addio Europa&#8221;. A centro pagina: &#8220;Alta tensione su Cipro. Erdogan minaccia: &#8216;Manderò la flotta&#8217;. Contesa sui giacimenti. Atene: pronti ad intervenire&#8221;. L&#8217;editoriale del quotidiano milanese, firmato da Angelo Panebianco, è dedicato al referendum sulla legge elettorale.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Scende ad A da A+ il voto sul debito sovrano. La Merkel: se crolla l&#8217;Euro crolla l&#8217;Europa&#8221;. Sui motivi del declassamento: &#8220;La fragilità di governo limita la capacità di risposta alla crisi, la crescita è debole&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong> dedica buona parte della prima pagina agli approfondimenti sulle inchieste e i processi: &#8220;Più vicina la sentenza Mills, il Pdl insorge&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi-Tarantini, inchiesta sugli appalti&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong> e <strong>Libero</strong> aprono con le inchieste: &#8220;Partito un altro siluro&#8221;, titola il quotidiano di Sallusti. &#8220;Vietato difendere Berlusconi. I giudici del processo Mills cancellano i testimoni della difesa. E a Napoli Lepore fa retromarcia sull&#8217;ultimatum. Caos intercettazioni, per colpire il premier distruggono pure Finmeccanica&#8221;. A centro pagina, un articolo di Nicola Porro sulla situazione economica: &#8220;Se Emma e Susanna bloccano l&#8217;Italia&#8221;. La foto della segretaria della Cgil e della presidente di Confindustria, e poi: &#8220;Basta liturgie, bisogna liberalizzare&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Le escort di Silvio lasciano nudo il Pd. La Procura che indaga su Penati vuole le carte di Bari sugli amici di D&#8217;Alema. Mills, travolti i diritti della difesa: a tutta velocità verso la condanna di Berlusconi&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;Sesso, appalti, malavita. La storia dell&#8217;altro Gianpaolo, procacciatore di ragazze e quindi cercato da B. Tre Papi girl legate a uomini della mala. Si indaga su 10 commesse pubbliche pronte per Tarantini anche grazie al Caimano. Altro che gossip&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Ora anche il Corriere sferza gli industriali e la loro &#8216;patrimoniale&#8217;. Giavazzi e Alesina dubitano della volontà riformatrice di Confindustria: &#8216;Preferisce la patrimoniale alle riforme&#8217;&#8221;. Di spalla: &#8220;Il Cav sotto assedio vuole salvare Milanese e Tremonti, ma butta male&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong> apre con il piano anti deficit del presidente degli Stati Uniti: &#8220;Obama si muove, l&#8217;Europa no&#8221;. &#8220;Metà manovra a carico dei ricchi&#8221;, negli Usa, secondo il quotidiano.</p>
<p><strong>Rating </strong></p>
<p>Sul taglio del rating italiano, da segnalare anche l&#8217;avvertimento dell&#8217;agenzia Moody&#8217;s, che ieri ha fatto sapere che considera lo sforzo aggiuntivo chiesto a regioni ed enti locali per anticipare al 2013 il pareggio del bilancio pubblico italiano con effetti depressivi, come scrive <strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Influenza negativamente lo sviluppo economico del Paese&#8221;. L&#8217;analisi della agenzia di rating sul &#8220;carico aggiuntivo su bilanci già sotto pressione&#8221;  e sulle &#8220;incertezze nella distribuzione di poteri e responsabilità tra i governi locali&#8221;, punta l&#8217;attenzione sul deterioramento nella capacità dei governi locali di realizzare investimenti. Moody&#8217;s è critica anche sulla questione dell&#8217;abolizione delle province, perché considera accidentato il percorso del disegno di legge approvato dal governo. In termini economici: &#8220;I costi dell&#8217;incertezza che le province passeranno nell&#8217;attesa di una approvazione definitiva, sommato all&#8217;attesa per l&#8217;entrata in campo delle super-unioni di comuni ipotizzate, costano più dei benefici potenziali, in termini di riduzione dei costi. Le modifiche ipotizzate &#8220;limitano le possibilità di pianificazione dei governi locali&#8221;.</p>
<p><strong>Inchieste</strong></p>
<p>&#8220;Appalti pubblici, la torta di Gianpi valeva un miliardo. Dieci gare sospette nel mirino della Procura di Bari&#8221;, titola <strong>La Stampa</strong>. Che comincia dalla fine: gli affari cui miravano Tarantini e i suoi soci non sono andati a buon fine, perché nel maggio 2009, all&#8217;acme del loro lavorio, arrivò il ciclone di Patrizia D&#8217;Addario, uscì fuori la storia della cocaina e la magistratura ordinò una perquisizione sulla connection barese. Le porte di Finmeccanica e della Protezione civile d&#8217;improvviso si serrarono, e i manager si negarono al telefono. La Procura di Bari sta tuttavia indagando per turbativa d&#8217;asta e corruzione. Il grande affare era la società mista SelProc, società di Finmeccanica, che indice, per conto del Dipartimento della Protezione civile, gare ad evidenza pubblica per l&#8217;acquisizione di beni e servizi nel settore. Nel mirino anche il progetto Snipc, sistema nazionale integrato di protezione civile: servivano però delle frequenze radio, e allora due manager di Finmeccanica proponevano a Tarantini di comprare le frequenze di Latte e Miele, o lavoravano per far cedere alla Rai quelle di Isoradio. Poi una quota di lavori per il gasdotto Italia-Albania. E lavori per il G8, più possibili affari sbloccati dall&#8217;emergenza terremoto all&#8217;Aquila.</p>
<p>Le pagine economiche di tutti i quotidiani riferiscono anche del crollo in Borsa di Finmeccanica (-8,63 per cento).</p>
<p><strong>Berlusconi </strong></p>
<p>Secondo un retroscena de<strong> La Repubblica</strong> il Cavaliere starebbe organizzando una &#8220;grande manifestazione&#8221; per &#8220;difendere la libertà&#8221;, &#8220;per una giustizia giusta, per l&#8217;inviolabilità della privacy, per la difesa del voto degli italiani&#8221;. Secondo il quotidiano sarebbe &#8220;una manifestazione che servirà a mobilitare il partito. Berlusconi infatti non è affatto contento per come i ministri e i big del Pdl, con l&#8217;eccezione del fido Alfano, lo hanno fin qui difeso da quello che considera un &#8216;assalto&#8217; dei magistrati. E dunque, anche rinunciando all&#8217;apertura della stagione congressuale, presto a via dell&#8217;Umiltà potrebbe aprirsi il cantiere di una grande manifestazione nazionale contro i pm&#8221;.<br />
Anche secondo un retroscena de <strong>La Stampa</strong> il Cavaliere pensa ad una &#8220;grande manifestazione&#8221; sulla giustizia: &#8220;La parola dimissioni è del tutto estranea al suo lessico, dicevano ieri nell&#8217;entourage. Come al solito, griderà al mondo che è una congiura ordita dai giudici di  sinistra, chiederà al partito di mettergli in piedi una grande manifestazione nazionale &#8216;per la libertà&#8217;, è il titolo da lui pensato. Vorrebbe farla a novembre, comunque entro Natale. Un milione, due milioni, quattro milioni in piazza contro la magistratura. Vuole che il Pdl si scuota dal rotpore, proprio come ai vecchi tempi&#8221;.</p>
<p><strong>Milanese</strong></p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong> ricorda che giovedì l&#8217;Aula della Camera vota, forse con il voto segreto, sulla richiesta di arresto per il deputato del Pdl Milanese: &#8220;Maggioranza alla prova Milanese. Ma Berlusconi avverte: comunque vada la votazione io non mi dimetto, vado avanti&#8221;. &#8220;Lega in fibrillazione&#8221;. Il voto di giovedì potrebbe infatti &#8220;essere un nuovo segnale di avvertimento che l&#8217;ala degli scontenti guidata da Maroni invia al grande capo. In altri tempi Bossi ne avrebbe fatto buon uso. Se ne sarebbe servito per mostrare la faccia feroce davanti alla propria base e far saltare la posta con il Cavaliere. Ma adesso? Il sosgno federalista si è infranto di fronte a una manovra che sta mettendo a dura prova la tenuta di comuni, regioni, province, come sentenziato da Moody&#8217;s&#8221;.<br />
<strong>Il Giornale</strong>: &#8220;L&#8217;incubo del voto segreto su Milanese agita il Pdl&#8221;. Il quotidiano ricorda il timore dei deputati del Pdl: &#8220;Se si dovesse decidere a scrutinio segreto Milanese rischia&#8221;. A chiedere il voto segreto, &#8220;nel tentativo di dare un calcio negli stinchi al governo, è Di Pietro, autore di una vera e propria piroetta&#8221;, secondo il quotidiano, che ricorda come il leader dell?idv aveva detto: &#8220;Vogliamo sapere nomi e cognimo di chi impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere&#8221;. Per chiedere il voto segreto servono comunque 30 deputati, e Di Pietro ne ha 22. Ma ieri anche il Pd ha formalizzato la richiesta di voto segreto.<br />
<strong>L&#8217;Unità</strong> ricorda che comunque, &#8220;se giovedì la maggioranza dovesse uscire integra, cioé se Milanese resta libero&#8221;, arriverebbe pochi giorni dopo il &#8220;test Romano&#8221;, il ministro dell&#8217;Agricoltura. Si vota la sfiducia nei suoi confronti (pende su di lui una richiesta di rinvio a giudizio per mafia).</p>
<p><strong>Palestina</strong></p>
<p>&#8220;Palestina, all&#8217;Onu inizia la battaglia&#8221; è il titolo di un articolo del corrispondente de <strong>La Stampa</strong> da New York, dedicato alla annunciata presentazione da parte del leader dell&#8217;Anp Abu Mazen, venerdì prossimo, del ricorso per il riconoscimento dello stato di Palestina. Abu Mazen parlerà dal podio e poi consegnerà al segretario generale dell&#8217;Onu una lettera in cui affermerà che la Palestina riconosce la carta dell&#8217;Onu ed ama la pace. Sarà Ban Ki Moon ad inviare la lettera-richiesta al Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu, che decide l&#8217;ammissione di nuovi Stati. Se il Quartetto, che sta tentando di evitare la mossa unilaterale, non riuscirà ad impedire il passo di Abu Maze, da venerdì inizierà la partita dei voti. Gli Usa dispongono del diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza, ed hanno minacciato di farvi ricorso. Ma prima ancora gli Usa tentano di far mancare il sostegno di almeno 7 dei 15 membri del Consiglio, cosa che significherebbe respingere il testo senza opporre il veto. Sono per il no, con gli Usa, Germania, Francia,. Gran Bretagna, Colombia, Portogallo, e con la Bosnia in bilico. Se la procedura al Consiglio di sicurezza andasse male per i palestinesi, ci sarebbe comunque il voto dell&#8217;Assemblea generale, che potrebbe votare lo status di Stato non membro (come il Vaticano).<br />
Sulla questione il <strong>Corriere della Sera</strong> intervista Rashid Khalidi, direttore del Middle East Institute della Columbia University. E&#8217; &#8220;scettico&#8221; sulla questione, &#8220;un voto pro Palestina cambia cpoco la situazione sul terreno&#8221;. Certo, un sì dell&#8217;Assemblea Onu darebbe accesso ai palestinesi &#8220;alla Corte Penale Internazionale, all&#8217;Unesco, ad altre istituzioni mondiali. Ma la prospettiva di un popolo palestinese con più peso contrattuale non va giù ad americani e israeliani che vogliono una Palestina debole, divisa, ricattabile, isolata&#8221;. Cosa consiglierebbe alla leadership palestinese? &#8220;Organizzare elezioni vere e una riconciliazione nazionale che nasca in un consenso sull&#8217;approccio da tenere al conflitto. Serve una strategia nonviolenta che mobili le masse palestinesi. Senza questi elementi, il voto all&#8217;Onu è solo un addobbo da vetrina&#8221;.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong> offre un colloquio di Sergio Romano con Amr Moussa, ex segretario della Lega Araba ed ex ministro degli esteri egiziano, oggi &#8220;possibile presidente&#8221; dell&#8217;Egitto del dopo Mubarak. &#8220;Inserire gli islamici nel processo democratico egiziano&#8221; è il titolo dell&#8217;intervista.<br />
4 pagine di approfondimento del <strong>Corriere</strong> sono dedicate ai cattolici italiani, e al fermento da cui sono agitati, alla ricerca di un ruolo. Le riflessioni nascono dall&#8217;atteso appuntamento di lunedì, quando il cardinale Angelo Bagnasco, all&#8217;apertura del consiglio permanente della Cei, terrà un discorso che molti si aspettano incentrato sulla &#8220;deriva etica&#8221; della politica.<br />
&#8220;Cresce l&#8217;attivismo dei cattolici, ma l&#8217;unità è un sogno lontano&#8221;, di Massimo Franco, che si sofferma sulla grande paura di essere travolti dall&#8217;iceberg berlusconiano che si scioglie. Roberto Mazzotta: &#8220;Per le associazioni della base è tempo di tornare protagoniste. Perché non importa la scelta tra stare a destra ed a sinistra&#8221;. Francesco Paolo Casavola: &#8220;Un partito popolare dal basso. La vera centralità è nei valori&#8221;. &#8220;Dobbiamo dire addio al bipolarismo, e non limitarci ad essere ago della bilancia&#8221;. Gianguido Vecchi: &#8220;L&#8217;idea di ripartire da una rete bianca&#8221;.<br />
Ieri il Presidente Obama &#8211; racconta il <strong>Corriere</strong> &#8211; ha presentato la sua proposta al Congresso per ridurre il debito pubblico di 4000 miliardi in dieci anni. I due terzi della manovra verranno dai tagli di spesa, ma una parte consistente dell&#8217;intervento dovrà venire dal prelievo fiscale. In tre mosse: la riduzione delle detrazioni ed esenzioni fiscali già annunciata la scorsa settimana, il mancato rinnovo, alla fine del prossimo anno, degli sgravi fiscali di Bush, e infine la nuova &#8220;tassa sui milionari&#8221;, ribattezzata &#8220;norma Buffett&#8221;.<br />
Il piano, dal nome &#8220;living within our means&#8221;, ovvero &#8220;vivere nelle nostre possibilità&#8221;, prevede una vasta riforma fiscale con maggiori tasse per i ceti più abbienti. E Obama l&#8217;ha giustificata così: &#8220;O sacrifichiamo l&#8217;istruzione e la ricerca medica, o riformiamo il sistema delle aliquote. Non è lotta di classe, è matematica&#8221;. Ricorda <strong>Il Foglio</strong> che la Buffett Rule prende il nome dall&#8217;imprenditore omonimo e prevede che nessun contribuente con un reddito di un milione di dollari possa pagare meno di quanto paga la middle class. Per il quotidiano la Buffett Rule rimane nel testo &#8220;un vago principio&#8221;: a metà agosto il grande finanziere aveva sottolineato le disparità fiscali del sistema americano affermando: &#8220;mentre la middle class stenta ad arrivare a fine mese, noi continuiamo a goderci i nostri sgravi fiscali straordinari&#8221;, &#8220;non è giusto che io paghi circa il 17 per cento di tasse, mentre la mia segretaria paga il 35&#8243;.</p>
<p><strong> (Fonte: La Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>Lo &#8220;spirito anticomunitario&#8221; di Merkel e Sarkozy: euro messo a rischio</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Braccio di ferro pm-Berlusconi&#8221;. &#8220;I giudici di Napoli: &#8216;si presenti subito&#8217; o accompagnamento coatto. Oggi interrogatorio per Tarantini&#8221;. E poi: &#8220;Di Caterina: ho dato tre milioni a Penati&#8217;&#8221;. Nel sottotitolo: &#8220;Alfano blinda il premier: Bossi: &#8216;Referendum per la Padania&#8217;&#8221;. A centro pagina: &#8220;Obama tassa i ricchi per risanare i conti.- Il presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Braccio di ferro pm-Berlusconi&#8221;. &#8220;I giudici di Napoli: &#8216;si presenti subito&#8217; o accompagnamento coatto. Oggi interrogatorio per Tarantini&#8221;. E poi: &#8220;Di Caterina: ho dato tre milioni a Penati&#8217;&#8221;. Nel sottotitolo: &#8220;Alfano blinda il premier: Bossi: &#8216;Referendum per la Padania&#8217;&#8221;. A centro pagina: &#8220;Obama tassa i ricchi per risanare i conti.- Il presidente Usa proporrà la &#8216;Buffett Rule&#8217;&#8221;. Accanto, l&#8217;intervista che ieri l&#8217;ex capo del Fondo Monetario Internazionale Dominque Strauss-Kahn ha concesso a TF1: &#8220;Nessuna violenza, ma non mi candido all&#8217;Eliseo&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong> apre con l&#8217;intervista dell&#8217;imprenditore Piero Di Caterina a Lucia Annunziata: &#8220;In diretta tv le tangenti Pd. Di Caterina su Raitre: in dieci anni ho dato 3 milioni a Penati. E ho visto pagare mazzette alle Coop&#8221;. Sotto: &#8220;Sesso e appalti: ecco le intercettazioni (anche hard) degli uomini di D&#8217;Alema&#8221;. A centro pagina, con foto, il comizio di ieri di Bossi a Venezia: &#8220;Ci mancava solo la secessione. La Lega torna al passato&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;Berlusconi, tempo scaduto. Schiaffo ai giudici. Il premier ignora l&#8217;ultimatum e non si presenta a Napoli&#8221;. In evidenza, con foto, &#8220;I Padani della domenica&#8221;. Si racconta delle parole di Bossi (&#8220;Referendum per la secessione&#8221;) e si aggiunge che il popolo della Lega &#8220;è in crisi&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Bossi rilancia la secessione&#8221;. &#8220;Un referendum per la Padania&#8221;. E poi: &#8220;Alfano: con Berlusconi fino alla fine&#8221;. &#8220;Pdl e Carroccio chiudono all&#8217;Udc: la maggioranza non cambia. Ma intanto il premier studia una riforma elettorale&#8221;. In evidenza, di spalla, un articolo sulla Turchia e l&#8217;Europa: &#8220;Diktat turco: &#8216;Se Cipro guiderà i 27, addio Ue&#8221;. Il commento, firmato da Vittorio Emanuele Parsi, è titolato: &#8220;Ma l&#8217;Europa non può perdere Ankara&#8221;.</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Bossi e Alfano: avanti da soli. Il Pdl frena sull&#8217;Udc. Il Carroccio: niente inciuci. Inchiesta di Bari, la rete politica di Tarantini&#8221;. &#8220;La Lega rilancia sulla secessione e parla di referendum&#8221;. A centro pagina, spazio per una intervista con Jacques Delors, ex presidente della Commissione Europea, molto critico nei confronti dello &#8220;spirito anticomunitario&#8221; di Merkel e Sarkozy: &#8220;Euro messo a rischio da Merkel e Sarkozy&#8221;, è il titolo. L&#8217;editoriale è firmato da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: &#8220;Perché non sia tutto inutile&#8221;, &#8220;la vera emergenza è la crescita&#8221;.</p>
<p><strong>Berlusconi</strong></p>
<p>Oggi Berlusconi sarà presente alla ripresa del processo Mills. Ieri, domenica, era l&#8217;ultima data utile offerta invece dai magistrati di Napoli a Berlusconi, altrimenti non resterà che l&#8217;accompagnamento coatto. L&#8217;altra data che probabilmente si dovrà aspettare è quella di mercoledì, quando il tribunale del riesame dovrà pronunciarsi sulla competenza territoriale, su cui hanno sollevato obiezioni i difensori del presidente del consiglio. L&#8217;accompagnamento coatto &#8211; ricorda <strong>La Stampa</strong> &#8211; dovrebbe comunque ottenere prima il via libera della Camera. Il 26 settembre, poi, riprende anche il processo Mediaset, in cui Berlusconi risponde anche di frode fiscale per presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi. E lunedì 3 ottobre ripartirà il processo Ruby, dove Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. Su questo processo, però, Camera e Senato hanno sollevato il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale, sostenendo che possa essere solo il tribunale dei ministri a occuparsi della questione. Il 18 ottobre il Gup Mario Vicidomini dovrà invece decidere su un suo eventuale rinvio a giudizio sulla vicenda MediaTrade.<br />
Nel Pdl studiano intanto una nuova legge elettorale, secondo un retroscena de <strong>La Repubblica</strong>. Se la Corte costituzionale dovesse ammettere il referendum, potrebbe tornare il vita la legge precedente, ovvero il maggioritario con collegio uninominale, e nel Pdl temono che gli elettori leghisti, quando si troveranno nel collegio un candidato berlusconiano, non lo voteranno. Ecco perché, secondo il quotidiano, nel Pdl si pensa a un sistema proporzionale senza premio di maggioranza per evitare il referendum e riagganciare Casini.</p>
<p><strong>Finmeccanica</strong></p>
<p>Su<strong> La Repubblica</strong> ampio spazio per gli affari che il tandem Tarantini-Enrico Intini ha cercato di mettere in piedi ottenendo appalti attraverso Guido Bertolaso, da Finmeccanica: &#8220;&#8216;Guarguaglini è a disposizione&#8217;, ecco come furono pilotati gli appalti. Finmeccanica, bandi di gara su misura per Tarantini&#8221;. Questa è almeno la versione dei pm che indagano.<br />
Sul<strong> Corriere della Sera</strong> un approfondimento di Massimo Mucchetti che parte dall&#8217;allarme sulle inchieste di Napoli e Bari, che hanno messo a dura prova la reputazione di Finmeccanica. Si ricorda che anche l&#8217;ex ufficiale della finanza Milanese, consigliere politico di Tremonti, è accusato di promettere cariche in società del gruppo, dietro compenso. Ricorda Mucchetti che, come altre società quotate, Finmeccanica ha un servizio di internal audit, e un comitato per il controllo interno del Cda: &#8220;E&#8217; il momento di usarli in modo convincente&#8221;. Finmeccanica è controllata dal tesoro al 32 per cento, il resto del capitale è in Borsa. Rappresenta una doppia ricchezza, poiché è una delle due principali multinazionali manifatturiere (l&#8217;altra è Fiat) ancora capaci di importanti spese in ricerca e sviluppo. Ed è una delle due multinazionali (l&#8217;altra è l&#8217;Eni) con cui il governo può fare politica estera. Ricorda ancora Mucchetti che nel 2000 il governo D&#8217;Alema ha deciso di ridurre la partecipazione pubblica, ma non di privatizzare del tutto Finmeccanica, per evitare che fosse poi rivenduta pezzo per pezzo ai concorrenti europei, magari con grande profitto per gli speculatori. Mucchetti ammonisce contro la sottile tentazione di &#8220;sciogliere i mediocri intrecci politico-affaristici di Palazzo Grazioli grazie al colpo di spada di una subitanea privatizzazione&#8221;, che sarebbe un errore.</p>
<p><strong>Pd</strong></p>
<p>Ieri Piero Di Caterina, imprenditore dei trasporti lombardo, ha detto a Lucia Annunziata, intervistato dalla trasmissione In Mezz&#8217;ora, di aver dato a Penati &#8220;tra i 3 e i 3,5 milioni di euro. Mazzette? No, finanziamenti. Lo finanzio, non lo corrompo. Il vero corrotto è Oldrini&#8221;. Oldrini gli avrebbe tolto la gestione di una linea di trasporto, per assegnarla alla Atm milanese. Oldrini, insieme ad un altro sindaco e alla Atm stessa, annunciano querele&#8221;, scrive il <strong>Corriere</strong>. Anche secondo <strong>La Repubblica</strong> il vero bersaglio della ricostruzione di Di Caterina sembra non essere Penati, bensì il suo successore a  Sesto, Oldrini, con la cui giunta &#8220;si è avuta una degenerazione del sistema, che è continuato e si è radicalizzato&#8221;. Di Caterina sottolinea che il vizio della mazzetta &#8220;è trasversale&#8221; e funziona con gli stessi crismi anche nel comune di Segrate (Sindaco Alessandrini, Pdl), e si attua anche per mano del vertice dell&#8217;azienda dei trasporti milanese, Atm. Se il sistema servisse anche per foraggiare le casse del Pd nazionale: Di Caterina dice che non ne ha prova anche se &#8220;lo escluderei&#8221;. Ma afferma di esser stato testimone di mazzette da parte dell&#8217;imprenditore Giuseppe Pasini (altro indagato a Monza) e &#8220;dirigenti delle coop emiliane&#8221; per sbloccare le pratiche edilizie sull&#8217;area ex Falck.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Ieri l&#8217;ex direttore del Fondo Monetario Intrernazionale Dominque Strauss-Kahn ha fatto la sua prima comparsa sulla Tf1, la prima rete tv francese, chiedendo scusa per gli errori commessi. <strong>La Repubblica</strong> riproduce parte della intervista realizzata dall&#8217;emittente, in cui Strauss Kahn ha annunciato che non si presenterà alle elezioni presidenziali nel suo Paese. Riassume nel titolo <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;&#8216;Con la cameriera un rapporto immorale, ma al Sofitel non ho commesso reati&#8217;, &#8216;Ho deluso i francesi, non mi candido all&#8217;Eliseo&#8217;&#8221;. Sul <strong>Corriere</strong>: &#8220;Strauss Kahn si confessa in tv: &#8216;Moralmente sono colpevole&#8217;&#8221;. Dice: &#8220;Quel che è accaduto non comprende né violenza, né costrizione, né aggressione, né qualsiasi atto delittuoso. E&#8217; il procuratore di New York a dirlo, non io. Quel che è successo è non solo una relazione inappropriata ma, direi di più, una colpa&#8221;. Dice che quello con la cameriera dell&#8217;albergo non è stato un rapporto a pagamento, anche se lo considera una colpa morale.</p>
<p>I quotidiani parlano oggi anche dell&#8217;ultimatum di Ankara a Bruxelles: &#8220;Se Cipro guida i 27, rompiamo con l&#8217;Ue&#8221;. Il calendario istituzionale europeo prevede infatti che Cipro assuma la presidenza di turno nel secondo semestre del 2012. <strong>La Stampa</strong> ricorda che la domanda di adesione all&#8217;Ue da parte della Turchia è stata presentata nel 1987 e i negoziati sono decollati nell&#8217;autunno 2005. Da allora, soltanto uno dei 35 capitoli della trattativa è stato chiuso, mentre 18 sono stati congelati per l&#8217;opposizione di alcuni Stati, principalmente Francia e Cipro. Alla frustrazione turca per lo stato, si aggiunge ora l&#8217;annuncio di imminenti perforazioni sottomarine per la ricerca di petrolio e gas che il governo di Cipro Sud ha deciso, anche sfruttando in qualche modo la crisi nei rapporti bilaterali tra la Turchia e gli ex amici di Israele. Il ministro degli esteri turco bolla le perforazioni cipriote come una &#8220;provocazione&#8221; e preannuncia che se i lavori inizieranno, anche la Turchia avvierà analoghe perforazioni nel mare settentrionale, sotto controllo turco. Su <strong>La Repubblica</strong> Marco Ansaldo scrive: &#8220;E&#8217; il momento del &#8216;redde rationem&#8217; tra Turchia ed Europa. Ieri il vicepremier Atalay ha annunciato che Ankara è pronta a congelare le relazioni con l&#8217;Ue, se la presidenza a rotazione passerà alla repubblica di Cipro senza che via stata una soluzione sull&#8217;isola divisa. La situazione si fa incandescente, ora che Erdogan ha terminato il suo viaggio in trionfo nei Paesi della primavera araba e in tono anti-israeliano: la Turchia ha rafforzato la propria flotta navale ed ha tolto dagli aerei il dispositivo che segnala Israele tra i velivoli amici.<br />
Scrive Vittorio Emanuele Parsi, su <strong>La Stampa</strong>, che Erdogan pensa di non dover pagare un prezzo tanto elevato alle sue minacce: i turchi sono piuttosto scettici sulla possibilità che possano entrare prima o poi nell&#8217;Unione, poiché forti sono le opposizioni francesi e tedesche, destinate a rafforzarsi in un&#8217;epoca di crisi economica, di continui insuccessi elettorali del partito della Merkel e di presidenziali francesi. Ma Erdogan sa anche che l&#8217;Europa non può permettersi, proprio ora, di perdere la Turchia, poiché la possibilità che regimi che nasceranno dalle rivoluzioni arabe siano &#8220;conservatori ma non per questo radicali e anti-occidentali&#8221;, dipende anche dal successo di Erdogan nel vendere il suo progetto politico di un &#8220;Islam politicamente attivo e rilevante, ma nell&#8217;ambito di uno Stato che si mantiene laico&#8221;.</p>
<p>Due pagine de <strong>La Repubblica</strong> sono dedicate alle elezioni a Berlino, dove si è registrata una nuova sconfitta per la Merkel, e dove l&#8217;attuale sindaco Wowereit, il politico gay dichiarato più famoso del mondo, è stato confermato sindaco per la terza volta. Crescono anche le due anime della sinistra incarnate dai verdi e &#8211; soprattutto &#8211; dai &#8220;pirati&#8221;, il movimento giovanile della libertà internettiana, che chiede libertà totale sulla rete, trasporti pubblici gratis, legalizzazione delle droghe leggere. Cala invece la Linke, la sinistra radicale, e calano &#8211; anzi crollano, secondo <strong>La Repubblica</strong> -  liberali, alleati di governo della Merkel. La Spd di Wowereit è scesa dal 30,8 al 28,6, ma rimane il primo partito della città. Legge i risultati il direttore del TagesSpiegel, quotidiano liberal di Berlino, Maroldt: dice che il sindaco di Berlino non ha vinto abbastanza da potersi candidare a cancelliere, ma può sperare in un futuro da ministro federale Spd. Maroldt commenta anche il pessimo risultato liberale, ed esclude che ci sia spazio in Germania per un grande partito euroscettico e populista. Berlino ne è in qualche modo il segno, poiché l&#8217;attuale sindaco ha saputo farne il simbolo di una metropoli globale.</p>
<p><strong>(Fonte: La Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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