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	<title>Grey Panthers &#187; Internet</title>
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	<description>il sito per gli over 50</description>
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		<title>Osservatorio Multicanalità: nella dieta mediatica degli italiani la Tv supera internet ma per gli approfondimenti il web stravince</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti d'acquisto]]></category>
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		<category><![CDATA[Tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 vede l’esplosione dei gruppi di acquisto e del couponing online (Groupon, Groupalia...), che hanno dato nuova linfa all’eCommerce, come testimonia la crescita dell’881% del buzz in rete su questo tema in un anno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.key4biz.it/Media/">MEDIA</a> - Cinque anni di ricerca, tempo di bilanci per l’<strong>Osservatorio Multicanalità</strong>, il progetto di ricerca di <strong>Nielsen</strong>, <strong>Connexia</strong> e la <strong>School of Management del Politecnico di Milano</strong> che studia l’evoluzione del consumo multicanale e l’approccio strategico delle aziende alla multicanalità.<img class="alignleft" src="http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/admeasure.cgi?i=1" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto emerso dall’edizione 2011, la multicanalità in Italia porta un contributo alla crescita e allo sviluppo economico, sia per le aziende che per i consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Si assiste, infatti, a una maturità dei consumatori multicanale, che continuano a crescere, raggiungendo il 47% della popolazione italiana maggiore di 14 anni per un totale di 24,6 milioni di individui (+7% rispetto al 2010), ma che si avviano a una stabilizzazione: se da un lato la crisi economica ha dato la spinta ai consumatori a essere maggiormente coinvolti nel processo di acquisto, incentivando la migrazione dall’area della tradizione a quella dell’innovazione, dall’altro ha contribuito a fissare alcuni comportamenti maggiormente consolidati sui segmenti Reloaded e Open Minded.</p>
<p style="text-align: justify;">La maturità del consumatore multicanale si evidenzia anche nell’analisi del processo di acquisto che si caratterizza sempre di più come una “de-specializzazione dei canali”: ciascun canale, infatti, non svolge più una funzione specifica, ma risponde a un ventaglio sempre più ampio di esigenze del consumatore.</p>
<p style="text-align: justify;">* Nella <strong>fase di pre-acquisto</strong> cresce del 67% il numero di consumatori che raccolgono informazioni in punto vendita per poi concludere l’acquisto online. Internet rimane comunque la fonte principale di informazioni su prodotti e servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">* Nella <strong>fase di acquisto</strong>, cresce la percentuale di consumatori che considera internet un canale di vendita adeguato alle proprie esigenze, raggiungendo il 34% della popolazione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">* Lo strumento di <strong>pagamento online</strong> più utilizzato rimane la carta di credito prepagata, citata dal 22% degli utenti internet; seguono la carta di credito tradizionale (17%), PayPal (14%) e pagamento alla consegna (9%).</p>
<p style="text-align: justify;">* Nella <strong>fase di post-vendita</strong> rimane centrale il ruolo del punto vendita e del contatto personale, seguiti dall’assistenza telefonica, da internet da parte dell’azienda e infine dall’assistenza internet da parte degli altri consumatori. I segmenti più evoluti tendono a prediligere modalità di assistenza più comode, quali telefono e internet, quest’ultimo nettamente preferito dai Reloaded.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo del buzz online si conferma sempre più importante: cresce il numero di coloro che leggono commenti su prodotti e servizi, ben <strong>20 milioni di italiani</strong>, e al contempo diminuisce la diffidenza verso i giudizi reperiti su blog, forum e community. Il consumatore multicanale è ormai in pieno sviluppo ed è diventato egli stesso un medium. Circa la metà di coloro che partecipano attivamente alle discussioni su internet, lo fa per condividere la propria esperienza o per cercare informazioni su prodotti e servizi, il 36% per fornirle. La comunicazione è indirizzata più ai pari che alle aziende: “solo” il 26% dichiara di farlo per interagire con esse.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 vede inoltre l’esplosione dei <strong>gruppi di acquisto</strong> e del <strong>couponing online</strong> (<strong>Groupon</strong>,<strong>Groupalia</strong>, ecc.), che hanno dato nuova linfa all’<strong>eCommerce</strong>, come testimonia la crescita dell’881% del buzz in rete su questo tema in un anno: 10,1 milioni di consumatori dichiarano di conoscere i gruppi di acquisto online e 3,6 milioni dichiarano di averli utilizzati almeno per un acquisto. La quasi totalità degli acquirenti (3,3 milioni) si dichiara soddisfatto dell’acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi non ha, invece, arrestato l’adozione di tecnologie e <strong>device digitali</strong>, che conferma il trend in crescita: aumentano ancora i navigatori attivi nel mese (+12%) e gli utenti attivi nel giorno medio, che ormai raggiungono i 13 milioni. Significativo l’aumento dell’utenza femminile di internet (+13% rispetto al 2010) e quella dei cosiddetti “<strong>silver surfer</strong>” (navigatori con età maggiore di 54 anni) che registra una crescita in un anno dell’11%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo del mobile si conferma ancora centrale nella <strong>dieta mediatica</strong> degli italiani, con una penetrazione capillare di oltre <strong>50 milioni di utenti</strong>, con previsione di sorpasso degli <strong>smartphone</strong> sui cellulari tradizionali già entro la fine del 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 è l’anno dei tablet, che sono prepotentemente entrati nella dotazione tecnologica degli italiani, raggiungendo 1 milione di possessori.</p>
<p style="text-align: justify;">Come rilevato nel processo di acquisto, anche per quanto concerne la dieta mediatica degli italiani si assiste a un nuovo grado di maturità e consapevolezza dei propri bisogni e dei mezzi più adatti a soddisfarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il soddisfacimento dei bisogni di svago e intrattenimento, la <strong>TV domina internet</strong>. Anche per quanto concerne l’aggiornamento sui fatti di attualità, la TV rimane il mezzo migliore ma con un divario rispetto a internet che si assottiglia da 22 punti percentuali nel 2009 a 11 punti percentuali nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internet sorpassa invece la TV</strong> come mezzo migliore per approfondire argomenti di interesse e trovare informazioni utili per gli acquisti. Più in dettaglio, se si analizzano i due segmenti di consumatori più avanzati, si assiste a un sorpasso di internet sulla TV per soddisfare tutti i bisogni, tranne quello di svago.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera novità nella dieta mediatica è rappresentata dal <strong>consumo mediale multitasking</strong>; in particolare il device maggiormente utilizzato in abbinata al consumo televisivo è il PC, seguito dal cellulare e dai tablet:</p>
<p style="text-align: justify;">* 5,4 milioni di individui utilizzano il PC più della metà del tempo che passano davanti alla TV;</p>
<p style="text-align: justify;">* 3,9 milioni di individui utilizzano il cellulare più della metà del tempo che passano davanti alla TV;</p>
<p style="text-align: justify;">* 800.000 individui (l’80% dei possessori) utilizzano il tablet più della metà del tempo passato davanti alla TV.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per quanto concerne le aziende, l’Osservatorio Multicanalità ha dimostrato come le imprese italiane più virtuose, che in questi anni hanno adottato un approccio multicanale strategico e integrato, abbiano ottenuto ottime performance di business sia in termini di fatturato, profittabilità, quota di mercato, che in termini di <em>customer satisfaction</em> e <em>loyalty</em>.</p>
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		<title>Visite mediche in saldo su Internet. Ci si può fidare?</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[checkup]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[offerte online]]></category>
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		<description><![CDATA[Un check up completo offerto insieme a cene al ristorante, weekend sulla neve, messa in piega e manicure: è soprattutto l’accostamento di visite ed esami medici con prodotti di così diversa natura a lasciare perplessi sul modus operandi dei molti gruppi d’acquisto online che hanno seguito l’esempio del popolarissimo Groupon. E un altro punto scottante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un check up completo offerto insieme a cene al ristorante, weekend sulla neve, messa in piega e manicure: è soprattutto l’accostamento di visite ed esami medici con prodotti di così diversa natura a lasciare perplessi sul modus operandi dei molti gruppi d’acquisto online che hanno seguito l’esempio del popolarissimo Groupon. E un altro punto scottante sono le tariffe: è vero che per i medici non c’è più il &#8220;minimo&#8221; di onorario prestabilito, ma i prezzi delle &#8220;offerte&#8221; mediche sono così bassi da far gridare a una concorrenza sleale e da suscitare sospetti sulla qualità e la sicurezza delle prestazioni sanitarie proposte.</p>
<p>I servizi sanitari non possono essere trattati come qualunque altra merce esposta sullo scaffale di un supermercato: i medici possono promuovere la loro attività, ma non in maniera indiscriminata: la pubblicità per sua natura suscita anche consumi impropri, che in altri campi danneggiano solo le tasche, mentre in questo caso c’è in gioco la salute. La visita cardiologica con elettrocardiogramma offerta sotto costo, per esempio, potrebbe innescare una serie di successivi controlli, magari non sempre necessari, magari prenotabili nella stessa struttura privata, questa volta a costo pieno. Un altro rischio è quello di creare ulteriore confusione sul crinale già impervio che separa gli atti propriamente medici dai trattamenti estetici o dalle cosiddette medicine complementari, campi in cui le possibilità di controllo sono ancora più aleatorie. Per questo, con un gesto che non ha precedenti negli altri Paesi del mondo, la Federazione degli Ordini dei medici ha sollecitato le autorità competenti: il Garante della concorrenza per verificare che in questi annunci non ci siano elementi di ingannevolezza; i nuclei ispettivi delle Asl per controllare qualità e sicurezza delle prestazioni e i carabinieri dei NAS per accertare la regolarità degli importi anche nell’emissione delle fatture.</p>
<p>(Da: Corriere della Sera)</p>
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		<title>Mutuo: sul web costa meno</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denaro]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
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		<category><![CDATA[mutuo on line]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai con pc e connessione internet su può fare quasi tutto. Anche un mutuo. Addirittura a prezzo più conveniente che allo sportello bancario. A guardare i dati, in realtà questa pratica è ancora di nicchia: solo il 5%.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai con pc e connessione internet su può fare quasi tutto. Anche un mutuo. Addirittura a prezzo più conveniente che allo sportello bancario. A guardare i dati, in realtà questa pratica è ancora di nicchia: nei primi sei mesi del 2011 il 95% delle erogazioni è avvenuta nella sede di banche. Solo il 5%, quindi, è transitata via web. I dati elaborati da Assofin, l&#8217;Associazione del credito al consumo e immobiliare che rappresenta l&#8217;80% del settore, indicano, però, che il numero delle erogazioni virtuali è in crescita. Se poi consideriamo che l&#8217;anno scorso in Italia sono stati stipulati oltre 700mila mutui, si hanno più chiare le dimensioni di quanto  valga quel 5%. Resta il fatto che si tratta ancora di una nicchia. Motivo per cui il trend ci dice che i mutui stipulati allo sportello dovrebbero essere più convenienti rispetto a chi ricorre all&#8217;intermediazione di un broker online. Nel confronto delle offerte, tuttavia, ci si accorge che spesso è il contrario. È vero che chi va in banca a chiedere il mutuo salta un passaggio rispetto a chi ricorre a un broker su internet, ma non è necessariamente detto che, quando si è nel mondo online, l&#8217;intermediazione comporti automaticamente un costo in più rispetto a quello stesso contratto firmato nella &#8220;banca madre&#8221;. Spesso infatti gli istituti di credito offrono ai broker via internet dei pacchetti da proporre a condizioni scontate riservate alla clientela online; e questo può accadere perché l&#8217;intermediario online effettua anche un processo di screening e back office sul cliente. Un&#8217;operazione di filtro sull&#8217;accessibilità al mutuo che altrimenti avrebbe dovuto sostenere la banca, con costi interni. Per cui, pur essendoci un terzo soggetto tra il cliente e la banca che eroga il mutuo, può accadere che rivolgendosi a un broker online le condizioni finali siano più vantaggiose rispetto a quelle offerte dallo stesso istituto attraverso il suo sportello. Un meccanismo simile si può rilevare anche nel mercato delle prenotazioni di alberghi. Non esistono statistiche ufficiali, ma i dati raccolti negli ultimi mesi dimostrano che un mutuo via web può costare anche lo 0,2-0,3% in meno rispetto allo stesso proposto allo sportello. Ovvero, su un prestito di 150mila euro da rimborsare in 20 anni, circa 4-5mila euro in meno. Uno dei motivi per cui però il mercato è largamente appannaggio del mutuo tradizionale è la diffidenza di molti italiani nei confronti delle operazioni online. Soprattutto se si tratta di un finanziamento importante come può essere un mutuo per l&#8217;acquisto/ristrutturazione della casa, o per chiedere liquidità. Diffidenza psicologica che difficilmente corrisponde a problemi reali di sicurezza. Come si chiede un mutuo via web? Ci sono operatori che consentono di confrontare i preventivi offerti da più istituti sulla base delle condizioni di mutuo richieste. Successivamente si richiede la fattibilità dell&#8217;operazione. A questo punto dipende dall&#8217;accordo commerciale dei singoli istituti con i vari broker. Ci sono banche che delegano all&#8217;intermediario online anche la fase istruttoria (verifica delle condizioni reddituali ai fini della sostenibilità della rata preventivata). Altri, invece, subentrano al broker in questa seconda fase invitando l&#8217;aspirante mutuatario allo sportello per ultimare la pratica.</p>
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		<title>YouTube: 100 nuovi canali tra programmi originali e informazione</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 06:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[YouTube si lancia verso la televisione con il varo di circa cento canali video che produrranno programmi originali: il primo debutterà il mese prossimo e gli altri arriveranno nel 2012.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino ad ora la maggior parte degli internauti che si sono connessi a YouTube lo hanno fatto per cercare qualche video musicale, o spezzoni di film e programmi tv: insomma, lo hanno utilizzato  soprattutto come un archivio di video. Da tempo, in realtà, YouTube sta sperimentando altre strade: ha lanciato trasmissioni in diretta, per esempio durante le campagne politiche, e di recente ha varato il noleggio di film attraverso la sua piattaforma in Gran Bretagna, scommettendo sulla partecipazione interattiva degli utenti. È in competizione aperta, per esempio, con Facebook e Netflix che hanno unito i loro Social Network con la visione di film e show su Internet.</p>
<p>La novità di questi giorni è che YouTube si lancia verso la televisione con il varo di circa cento canali video che produrranno programmi originali: il primo debutterà il mese prossimo e gli altri arriveranno nel 2012. Il palinsesto è ampio: parteciperanno all’iniziativa alcune star (Madonna, ad esempio, avrà un suo spazio per lezioni di danza) ma anche stelle dello sport come Shaquille O&#8217;Neal, che sarà impegnato in uno show di intrattenimento. Sarà possibile, ad esempio, vedere anche in Italia alcuni volti celebri negli Stati Uniti come Deepak Chopra, specializzato in corsi sul benessere; all&#8217;informazione economica, invece, puntano i canali di Thomson Reuters e del Wall Street Journal. E ancora: musica, istruzione, scienze, natura, salute.</p>
<p>Inoltre YouTube diventa un palcoscenico globale per le produzioni nate su Internet e che hanno avuto successo proprio grazie al pubblico online, come ad esempio la serie di &#8220;eHow&#8221;: corsi per l&#8217;hobbistica e il &#8220;fai-da-te&#8221;, come le riparazioni dei tubi di un lavandino. È prevista una programmazione che arriva in totale a 25 ore di contenuti originali al giorno: i canali, infatti, non trasmetteranno in modo continuativo per 24 ore, come avviene in genere nel palinsesto televisivo tradizionale.</p>
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		<title>Arianna Huffington e il successo del suo &#8220;Post&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 06:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Arianna Hufington]]></category>
		<category><![CDATA[giornale on line]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>

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		<description><![CDATA[Arianna Huffington, giornalista greco-americana di 61 anni, e il successo del suo Post online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un successo senza precedenti che ha portato il suo <em>Post </em>a superare il <em>New York Times online</em> come numero di lettori: Arianna Huffington, giornalista greco-americana di 61 anni, ritiene che quella di Internet sia «l’età dell’oro» del giornalismo. A Milano, in occasione dello IAB Forum non ha nascosto la voglia di aprire un versione del <em>Post</em> anche in Italia.</p>
<p>Quale la formula vincente che sta alla base del suo successo? L’idea per l’<em>Huffington Post </em>è nata dall’osservazione di come molte delle discussioni più importanti su politica e società si stavano spostando sulla Rete, ma tante personalità importanti, con idee forti, erano tagliate fuori dal mondo di Internet. Così ha deciso di creare una piattaforma che permettesse anche a queste voci di partecipare al dialogo online. Il primo invitato a scrivere sul <em>Post</em>, per esempio, è stato lo storico Arthur Schlesinger, che allora lavorava solo con una vecchia macchina per scrivere. E così i suoi primi interventi li ha mandati via fax e la giornalista li ha messi online. Ora il <em>Post </em>conta più di 30 mila collaboratori ed è un punto di aggregazione di punti di vista anche molto diversi, tutti aperti al commento di una community molto vibrante, ma sempre estremamente civile.</p>
<p>In un mondo in cui l’informazione sta cambiando (secondo una ricerca il 40% dei giovani americani si informa solo su Facebook) e le notizie sono diventate “sociali”, cambiano anche i mezzi con cui l’informazione ci raggiunge, ma rimane sempre giornalismo, buono o cattivo. Chi legge però non si accontenta più di assorbire le informazioni ma vuole anche commentarle, mettere il “Like”. I giornali di carta continueranno quindi a esistere, ma in un futuro ibrido dove ci sarà sempre più convergenza con l’online. Con l’acquisizione da parte di Aol, il <em>Post</em> è cambiato, da nave corsara ora sembra più una corazzata, seguendo un percorso molto simile a quello generale di Internet. Il Web è cresciuto e con lui i navigatori, non sono più degli adolescenti ma un pubblico più maturo: non prendono più appuntamenti al buio con centinaia di siti né si accontentano di mangiare “junk food”. Tendono a concentrarsi su pochi siti di qualità per leggere autori e contenuti di valore.</p>
<p>Il <em>Post </em>da luglio è sbarcato in Europa, nel Regno Unito, e in novembre sarà lanciata la versione francese. Poi sarà la volta di Basile e Spagna per un totale di 14 nuovi siti.</p>
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		<title>Inps: dal 2012 tutto on line</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 08:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[scelti per voi]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[servizi on line]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta con lunghi moduli da compilare e interminabili code agli sportelli: entro il 30  luglio 2012 tutti i servizi dell’Inps saranno telematizzati. Attualmente è possibile eseguire on line (via web e telefono) solo una parte delle operazioni: domande di disoccupazione, mobilità, ricorsi, accentramento contributivo, variazioni colf, iscrizione alla gestione separata. E il dato di utilizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta con lunghi moduli da compilare e interminabili code agli sportelli: entro il 30  luglio 2012 tutti i servizi dell’Inps saranno telematizzati. Attualmente è possibile eseguire on line (via web e telefono) solo una parte delle operazioni: domande di disoccupazione, mobilità, ricorsi, accentramento contributivo, variazioni colf, iscrizione alla gestione separata. E il dato di utilizzo di questa nuova procedura è decisamente positivo: nei primi sei mesi del 2011 sono state oltre un milione e mezzo le domande on line per richiedere i servizi e le prestazioni dell’istituto.</p>
<p>Per accedere a questi servizi è necessario connettersi al sito internet istituzionale (<a href="http://www.inps.it/">www.inps.it</a>) e cliccare sul bottone “il Pin on line”. È infatti necessario possedere questo codice di sicurezza per effettuare qualsiasi tipo si procedura. Una volta ricevuto il proprio pin personale tramite posta ordinaria, bisogna completare l’attivazione sempre tramite il sito internet.</p>
<p>Entro il mese di luglio saranno disponibili on line le tabelle complete dei servizi a domanda esclusivamente telematizzata, affiancate all’indicazione dei costi relativi ad ogni servizio. La sperimentazione del passaggio totale alle richieste telematiche prenderà il via in settembre.</p>
<p>Per chi non ha dimestichezza con il computer, potrà comunque evitare di ricorrere al sito web istituzionale utilizzando il canale telefonico (numero verde 803 164 – da lunedì a venerdì dalle 8 alle 20; sabato dalle 8 alle 14) o tramite intermediari autorizzati (consulenti del lavoro, patronati, ecc.).</p>
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		<title>Skype: come si fa a telefonare (gratuitamente) utilizzando Internet</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con 170 milioni di utenti connessi e più di 207 miliardi di minuti di conversazioni voce e video nel 2010, Skype è pioniere del Voip (voice over Internet protocol) di massa, ovvero della telefonia via Internet. Dopo le notizie date nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, ora è ufficiale: Microsoft ha acquisito Skype per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Con 170 milioni di utenti connessi e più di 207 miliardi di minuti di conversazioni voce e video nel 2010, Skype è pioniere del Voip (voice over Internet protocol) di massa</strong>, ovvero della telefonia via Internet. Dopo le notizie date nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, ora è ufficiale:<strong> Microsoft ha acquisito Skype per 8.5 miliardi di dollari</strong> sbaragliando la concorrenza sia di Facebook sia di Google. La società, creata nel 2003, non è nuova a questo tipo di cessioni proprietarie: nel 2005 era stata infatti acquisita da eBay, il colosso delle aste online, che nel 2009 ne aveva poi ceduto il 70% a un gruppo di investitori.</p>
<p><strong>Se non rientriamo ancora nel numero dei 663 milioni di utenti registrati, ci saranno sufficienti pochissime e semplici operazioni per attivare questo servizio</strong>, utilissimo per restare in contatto con figli, nipoti e amici in giro per il mondo e senza dover ricevere bollette telefoniche dalle cifre esorbitanti.</p>
<p>La prima cosa da fare è <strong>scaricare gratuitamente il programma dal sito</strong>, seguire le istruzioni per l’installazione, crearci un <strong>nume utente</strong> ed aggiungere alla rubrica dei contatti il nome utente che desideriamo chiamare. E possiamo immediatamente iniziare ad utilizzare il programma, che <strong>funziona in due modalità principali: peer-to-peer e disconnesso</strong>. La prima permette di effettuare telefonate completamente gratuite e funziona solamente se il mittente e il destinatario sono collegati a Internet e connessi tramite il software Skype (è lo stesso principio di funzionamento delle chat). La seconda, invece, permette di effettuare telefonate ad utenze telefoniche fisse o mobili di utenti non collegati tramite computer. Con questa modalità a pagamento (SkypeOut), la comunicazione corre sulla Rete fino alla nazione del destinatario, dove viene instradata sulla normale rete telefonica del Paese. I costi ridotti sono dovuti al fatto che la telefonata sfrutta i normali mezzi della trasmissione telefonica solamente in prossimità della destinazione, per tratte caratterizzate dal basso costo delle telefonate locali. Per pagare questo secondo tipo di telefonate, si può acquistare del credito online direttamente dal sito SkypeOut, oppure si può scegliere un canone fisso mensile.</p>
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		<title>Arriva la Smart Tv: televisione e Internet in un unico apparecchio</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 10:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tv e Satellite]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[smart tv]]></category>
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		<description><![CDATA[Ultimamente capita spesso di leggere su un giornale o di sentire in televisione questa frase: "Il mercato delle Smart Tv è in continua espansione". Ma noi sappiamo che cos'è una Smart Tv o quali sono le sue potenzialità? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente capita spesso di leggere su un giornale o di sentire in televisione questa frase: &#8220;Il mercato delle Smart Tv è in continua espansione&#8221;. Ma noi sappiamo che cos&#8217;è una Smart Tv o quali sono le sue potenzialità? A tutti i grey-panthers amanti della tecnologia, ma che non si sono ancora documentati su questa novità, offriamo quindi questo piccolo manuale d&#8217;istruzioni. </p>
<p><strong>La Smart Tv è un moderno apparecchio televisivo che consente allo spettatore di navigare in Rete con la tv. Il termine, coniato negli Stati Uniti, significa letteralmente &#8220;tv intelligente&#8221;, cioè capace di combinare e integrare le funzionalità tradizionali del broadcasting con le risorse del Web e della Rete. L&#8217;accesso a numerose applicazioni la rende di fatto simile allo smartphone: oltre a guardare i propri programmi tv preferiti è infatti possibile avere un accesso immediato a diversi contenuti di intrattenimento: musica, giochi, film, immagini, video, informazioni, social networking e qualsiasi altro contenuto on-line. A pagamento o gratuiti, anche in alta definizione e in 3D, i contenuti vengono visualizzati sul televisore scaricandoli direttamente dalla Rete.</strong></p>
<p>Quale dunque il vantaggio immediato di un dispositivo di questo tipo? Sicuramente quello di essere <strong>integrato</strong>, cioè di riunire in un unico oggetto le funzioni e le potenzialità del televisore e del computer: se stiamo guardando un programma televisivo che ci annoia e decidiamo quindi di controllare se qualcuno dei nostri amici è connesso su Facebook o su Twitter, non dobbiamo per forza alzarci dal divano, prendere il nostro pc, e connetterci. Basta semplicemente, con lo stesso unico telecomando (o in alcuni casi addrittura con un comando vocale), aprire sul nostro schermo televisivo l&#8217;applicazione del Social Network. La Smart Tv è quindi uno strumento <strong>interattivo</strong>, che ci permette di cercare e trovare istantaneamente tutto ciò che ci interessa e che vogliamo vedere: non ci limiteremo a guardarla in modo passivo, ma ci costruiremo da soli il nostro palinsesto.</p>
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		<title>Web Analytics Strategies 2011: il futuro della comunicazione è nei Social Media</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 11:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[20 aprile]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è tenuto a Milano il WAS 2011 (Web Analytics Strategies), l’evento italiano di riferimento per la misurazione di Internet, Mobile e Social Media. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Si è tenuto a Milano il 20 aprile scorso, il <strong>WAS 2011 (Web Analytics Strategies)</strong>, <strong>l’evento italiano di riferimento per la misurazione di Internet, Mobile e Social Media</strong>. Giunta ormai alla terza edizione, la giornata di conferenze e seminari organizzata presso la sede del Sole 24 Ore ha avuto come tema principale quello dello sguardo al futuro: cosa ci aspetta nei prossimi anni, in considerazione del fatto che nel giro di pochissimo tempo i nuovi media si sono quasi del tutto integrati con i vecchi (e li stanno forse lentamente soppiantando)? È sufficiente pensare che in soli otto mesi tutte le testate giornalistiche principali sono entrate nell’I-pad con piattaforme e redazioni autonome, o che sono in vendita delle nuove smart tv che permettono di gestire numerose applicazioni (ricerca di contenuti on line o di programmi televisivi, accesso ad applicazioni scaricabili, collegamento a Social Network durante la visione di programmi o film preferiti), tutto dalla stessa interfaccia tv.</p>
<p>Come allora <strong>le aziende</strong> devono muoversi in questo nuovo e mutevole scenario? <strong>Devono, prima di tutto, essere in grado di sfruttare il potenziale comunicativo che i social media offrono, primi fra tutti i Social Network</strong> (sui quali è presente l’83,5% della popolazione Internet italiana – dati fine 2010): Facebook, Twitter, LinkedIn permettono, infatti, di fornire maggior traffico e visibilità; un miglior posizionamento sui motori di ricerca; la possibilità di aumentare le proprie partnership; riducono, infine, le spese di marketing.</p>
<p>Proprio al marketing e agli investimenti pubblicitari è stato dedicato il primo intervento della mattinata: <strong>Nereo Sciutto, del Consiglio di Amministrazione di IAB Italia</strong> (Associazione internazionale dedicata allo sviluppo della comunicazione pubblicitaria interattiva), ha ricordato come i manager italiani dichiarino di investire il 5% del loro budget pubblicitario complessivo sui social media. In realtà, ha precisato Sciutto, investono una cifra prossima allo zero. Eppure il trend attuale lascia presagire che a fine 2011 l’investimento pubblicitario complessivo su Internet sarà di oltre un miliardo di euro. Non solo, quindi, attualmente si investe poco, ma lo si fa anche male: Internet è infatti fitto di pubblicità anonime, che non sono rivolte, cioè, a uno specifico target.</p>
<p>Un’ulteriore criticità che riguarda la pubblicità su Internet è stata affrontata da <strong>Andreina Mandelli, docente di marketing e comunicazione presso SDA Bocconi e professore aggiunto presso USI (Università Svizzera Italiana) di Lugano</strong>: come mantenere un controllo sul management della marca? Con un approccio di tipo comunicativo, basato, cioè, sulla propria capacità di essere leader credibili e autorevoli nella comunicazione. Solo in questo modo sarà possibile far acquisire alla propria marca un valore all’interno delle diverse comunità sociali presenti sul web. Vale dunque la pena applicare questa strategia comunicativa anche se, come ha poi ricordato <strong>Luca Conti (CEO Web &amp; Media Life)</strong>, solo l’11% di chi usa un Social Network lo fa per cercare informazioni sui prodotti o per il loro acquisto.</p>
<p>Davvero interessante è stato l’intervento di <strong>Livia Iacolare, Social Media Coordinator di Current Tv</strong>, network globale di notizie e informazioni create dalla gente che lo guardano, che per primo ha tentato l’esperimento della Social Tv: il 4 novembre 2008, in corrispondenza delle elezioni presidenziali americane, l’emittente ha infatti dato la possibilità al proprio pubblico di commentare in tempo reale lo spoglio delle schede elettorali. Grazie ad un accordo con Twitter e Digg, gli internauti hanno avuto, per la prima volta, la possibilità di confrontarsi e di condividere le proprie opinioni con altri telespettatori del canale satellitare, dato che i tweet comparivano in tempo reale sullo schermo televisivo.</p>
<p>Questo sarà il futuro? Pare di si. Addio vecchio tubo catodico: la Social Tv sta arrivando. </p>
<p>G.P.</p>
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		<title>GAZA: UCCISO VOLONTARIO ITALIANO Responsabile un gruppo salafita anti-Hamas</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 11:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Processo breve, interviene il Colle. Napolitano: valuterò la legge. Berlusconi rilancia: ora le intercettazioni&#8221;. E poi: &#8220;Rivolta nella maggioranza contro l&#8217;investitura Alfano. Ruby: pressing Pdl per un&#8217;ispezione ai pm di Milano. Intervista a Casini: il Cavaliere è finito&#8221;. A centro pagina, la foto di Vittorio Arrigoni: &#8220;Gaza, volontario italiano rapito e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Processo breve, interviene il Colle. Napolitano: valuterò la legge. Berlusconi rilancia: ora le intercettazioni&#8221;. E poi: &#8220;Rivolta nella maggioranza contro l&#8217;investitura Alfano. Ruby: pressing Pdl per un&#8217;ispezione ai pm di Milano. Intervista a Casini: il Cavaliere è finito&#8221;.<br />
A centro pagina, la foto di Vittorio Arrigoni: &#8220;Gaza, volontario italiano rapito e ucciso da un gruppo salafita anti-Hamas&#8221;.<br />
E&#8217; l&#8217;unico quotidiano ad avere la notizia dell&#8217;uccisione, nella notte, di Arrigoni, avvenuta in connessione con un blitz tentato da Hamas per liberarlo.<br />
In taglio basso: &#8220;Montezemolo accusa: &#8216;Tremonti inefficace&#8221;. In prima il quotidiano ha anche un&#8217;inchiesta: &#8220;Flop del digitale terrestre, cos&#8217; è scomparsa la tv&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Sparano alle gambe&#8221;, &#8220;Clima da anni di piombo&#8221;. &#8220;Esponente della Destra ferito in un agguato in stile brigatista nel centro di Roma&#8221;, &#8220;Rapito dagli integralisti islamici un italiano a Gaza&#8221;. A centro pagina, una foto del governatore della Lombardia Formigoni sotto il titolo: &#8220;Colpo di coda dei magistrati: vogliono azzerare la Lombardia&#8221;, &#8220;I pm: firme false nella lista Formigoni&#8221;.</p>
<p><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Napolitano sulla giustizia: valuterò&#8221;, &#8220;&#8216;Verificherò i termini del processo breve&#8217;. Il premier: chiarirò&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi: avanti con la riforma, ora le intercettazioni. I magistrati: rischio di amnisitia permanente&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Italiano rapito a Gaza, &#8216;Trattate o sarà ucciso&#8217;&#8221;., &#8220;Faida tra Hamas e un altro gruppo islamico&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong> ha in prima una foto del premier che mima una telefonata: &#8220;Intercetto la qualunque&#8221;.&#8221;Incassata la prescrizione breve, il premier rilancia la legge bavaglio. E a pranzo promette posti e poltrone&#8221;. &#8220;Il Colle &#8216;valuterà&#8217;. Da Praga Napolitano fa sapere di attendere l&#8217;iter parlamentare. L&#8217;Anm: è un&#8217;amnistia permanente. Le critiche della Cei&#8221;. E poi un titolo sul neo-ministro Saverio Romano, dei Responsabili: &#8220;Il gip no archivia le accuse di mafia contro il ministro dell&#8217;Agricoltura e chiede altre indagini&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Milano, firme false per Formigoni. Indagati dieci consiglieri del Pdl&#8221;, &#8220;Centinaia di casi scoperti dalla procura: prove granitiche&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Accerchiato Silvio&#8221;. Il quotidiano parla di &#8220;movimenti sotterranei&#8221; e spiega: &#8220;Due alti ufficiali di polizia rivelano:da Trani a Milano, si muovono almeno 15 procure, mai visto nulla di simile&#8221;, &#8220;Non riuzcendo ad incastrare Berlusconi, mirano ai suoi: ci sono indagini su Letta, Schifani e persino Alfano&#8221;, &#8220;Intanto Asor Rosa teorizza il golpe e a Roma si spara: bossoli al sindaco, gambizzato un consigliere di destra&#8221;.<br />
Il direttore del quotidiano firma in prima un editoriale dedicato alle elezioni a Milano e ammonisce: &#8220;Occhio, se cade la capitale del centrodestra&#8230;&#8221;. In taglio basso: &#8220;Pacifista italiano rapito dagli islamici a Gaza&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa:</strong> &#8220;Intercettazioni, il premier rilancia. Napolitano: valuterò&#8221;, &#8220;Processo breve, tensioni governo-Quirinale. I magistrati attaccano: un&#8217;amnistia permanente&#8221;.<br />
Un richiamo sulle dichiarazioni di Montezemolo che &#8220;attacca Tremonti, &#8216;Più risultati&#8217;&#8221;. A centro pagina la foto di Vittorio Arrigoni, il volontario italiano rapito a Gaza. &#8220;E&#8217; di Lecco, rivendicazione di un gruppo islamico: Hamas liberi i nostri&#8221;.<br />
In basso: &#8220;&#8221;Centomila pronti a sbarcare in Italia&#8217;&#8221;. Si sintetizza così l&#8217;allarme lanciato dai nostri servizi segreti.  &#8220;L&#8217;allarme di Bruxelles&#8221;, titola ancora <strong>La Stampa</strong>, che poi riferisce le parole del ministro dell&#8217;Interno Maroni: &#8220;finita la fase acuta da Tunisi, Libia sotto osservazione. I servizi: temiano attentati&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong> ha in prima quattro foto: Alberto Asor Rosa, Marco Travaglio, Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. E il titolo recita: &#8220;Silvio, vivi serebo&#8221;, &#8220;Questa opposizione non vincerà mai&#8221;. Il capitolo ha come titolo &#8220;Facciamoci del male&#8221; e si spiega: &#8220;Asor Rosa propone un golpe, un governo militare d&#8217;emergenza per liberare il Paese da Berlusconi. Non è uno scherzo. E nemmeno una pazzìa isolata. E&#8217; solo l&#8217;ultimo atto di mutazione antropologica di una sinistra, o pseudo-tale, che ha seppellito la questione sociale e trasfomato l&#8217;alternativa al Cavaliere in una faccenda di manette e tribunali. Che alza lo share e la tiratura. Ma non riempie le urne&#8221;. In prima il richiamo ad una intervista a Luciano Violante: &#8220;Basta con la politica che delega ai pm&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> dedica il titolo in rosso alle dichiarazioni di Alberto Asor Rosa: &#8220;L&#8217;imbecille e la cricca di Scalfari&#8221;, &#8220;Il golpismo di <strong>Repubblica</strong> e l&#8217;anticostituzionale &#8216;progetto Spinelli&#8217;&#8221; (inteso come Barbara, ndr).<br />
E si domanda, in blu: &#8220;Golpe, che fare?&#8221;, &#8220;Il Pdl prepara la controffensiva politico-mediatica per non soccombere alle pulsioni eversive del club azionista. Un anti-Palasharp, una manifestazione di piazza a Milano, una battaglia sull&#8217;articolo 68&#8243;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore:</strong> &#8220;Super-holding per Parmalat&#8221;, &#8220;Un prestito per rilevare la quota Lactalis. Al vaglio un socio estero&#8221;. Secondo Il Sole &#8220;la cordata italiana lavora sull&#8217;unione degli asset Granarolo-Collecchio in una newco &#8216;aperta&#8217;&#8221;. &#8220;Finmeccanica e le sue favorite&#8221; è invece il richiamo in prima di un&#8217;inchiesta firmata da Claudio Gatti sulle indagini che riguardano il gruppo.<br />
A centro pagina: &#8220;In discesa la spesa per gli investimenti, il fisco peserà di più&#8221;. La conferma del calo degli investimenti arriverebbe, secondo il quotidiano, dalle stime contenute nel documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei ministri mercoledì scorso. In diminuzione anche i contributi alle imprese, &#8220;opposto l&#8217;andamento della pressione fiscale che, nel 2012, salirà al 42,7 per cento del Pil, con un aumento dello 0,2% rispetto al 2010&#8243;.</p>
<p>(<strong>Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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