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	<title>Grey Panthers &#187; il Corriere della Sera</title>
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		<title>Obiettivo: lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Italia al gelo, allarme per il gas. Ancora vittime e paesi isolati. Freddo record da Nord a Sud. Attivate centrali a olio combustibile, limiti alle industrie. Duello tra il Viminale e Alemanno&#8221;. A centro pagina: &#8220;Fornero e Cancellieri attaccano su posti fisso e &#8216;mammoni&#8217;. Scoppia la protesta via Internet&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Italia al gelo, allarme per il gas. Ancora vittime e paesi isolati. Freddo record da Nord a Sud. Attivate centrali a olio combustibile, limiti alle industrie. Duello tra il Viminale e Alemanno&#8221;. A centro pagina: &#8220;Fornero e Cancellieri attaccano su posti fisso e &#8216;mammoni&#8217;. Scoppia la protesta via Internet&#8221;. Il titolo di apertura è dedicato alla Grecia, che &#8220;taglierà quindicimila statali. Annuncio del governo. La pressione della Ue. Trattativa in extremis per evitare il default&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Italia al gelo, emergenza gas. L&#8217;Eni: tagliamo i rifornimenti alle aziende, attivate le centrali a olio. La neve arriva al sud. Camionista assiderato sul Tir&#8221;. A centro pagina: &#8220;Margherita, 4 anni di bilanci truccati. La Procura indaga sui finanziamenti ai politic. Lusi, espulso dal Pd, ha sottratto altri 600 mila euro&#8221;. In prima pagina anche un titolo sulle dichiarazioni delle ministre Cancellieri e Fornero: &#8220;Basta posto fisso vicino a mamma&#8221;, &#8220;nuova polemica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Gas, scatta il piano d&#8217;emergenza. Consumi record per il gelo, tagli ai flussi per le imprese. Passera: situazione monitorata. Il Governo garantirà le forniture anche con le centrali a olio. Scaroni: tranquilli dal prossimo week end. Altri 7 morti per il freddo&#8221;. A centro pagina: &#8220;Monti: no a esasperazioni sul lavoro&#8221;. &#8220;Marcegaglia: brutto segnale se la riforma non va in porto. Abi: possibile nuova moratoria sui prestiti&#8221;. &#8220;L&#8217;Ocse promuove l&#8217;Italia: liberalizzazioni ambiziose e ben concepite&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Gas, piano d&#8217;emergenza al via. L&#8217;Ad di Eni Scaroni: non ci saranno aumenti per le bollette delle famiglie. Il gelo durerà ancora una settimana. Ripartono le centrali a olio. Ok del governo al taglio delle forniture delle imprese&#8221;. A centro pagina: &#8220;Cancellieri: giovani &#8216;mammoni&#8217;. &#8216;Sono ancora fermi al posto fisso vicino ai genitori&#8217;. E Fornero: è una illusione il lavoro a vita&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;E&#8217; stato Tremonti a dare il colpo di grazia a Silvio. Lettera dal Quirinale: fu il ministro a opporsi al decreto salva Italia. Così il governo fallì la missione sviluppo e il Cavaliere fu costretto a lasciare&#8221;. Il quotidiano torna a ricordare il decreto che fu denominato &#8220;salva Italia&#8221;, che il governo voleva emanare il 2 novembre scorso, con le firme di Romani, Calderoli e Brunetta. &#8220;Non se ne fece nulla perché, versione ufficiosa, il Quirinale si era opposto negando il requisito di urgenza&#8221;, ricorda il direttore del quotidiano Sallusti. Oggi si scopre &#8211; con una lettera inviata dal Quirinale &#8211; che &#8220;non fu Napolitano a opporsi, ma il ministro dell&#8217;economia Giulio Tremonti, che quel pomeriggio era salito inaspettatamente al Colle&#8221;. Tremonti, dice il quotidiano, sconsigliò Napolitano, che dunque &#8220;non se la sentì di andare contro il parere del ministro deputato proprio all&#8217;economia&#8221;. Tremonti insomma &#8220;non è stato leale e trasparente fino in fondo, con suo premier, con la sua maggioranza e con gli italiani&#8221;.<br />
In prima pagina anche una foto di Berlusconi: &#8220;Intervista a un mensile americano. Sfogo di Berlusconi&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Sì al patto con diavolo. I lettori approvano la strate gia del Pdl. A rimetterci le penne sarà il Pd&#8221;. La caricatura del quotidiano mostra Bersani e Berlusconi a letto insieme, mano nella mano. Le pagine interne sono dedicate al &#8220;patto&#8221;, con titolo come &#8220;Il Cavaliere ha sparigliato&#8221;, e &#8220;i lettori vogliono il patto col diavolo&#8221;, perché il 58 per cento dei lettori del sito dicono che Berlusconi fa bene a sedersi al tavolo con Bersani per concordare una &#8220;nuova legge elettorare anti-Fini&#8221;. In prima pagina il quotidiano si occupa anche della inchiesta sulle tangenti per l&#8217;autostrada Serravalle: &#8220;Inchiesta Penati, spuntano 15 milioni. Chiesto il sequestro dei soldi a una società di Gavio. Il Gip rigetta l&#8217;istanza e i pm ricorrono. Decide il riesame&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lavoro, mammoni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> riferisce le dichiarazioni delle due ministre che hanno provocato polemiche. Elsa Fornero, titolare del welfare: &#8220;Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni. Il ministro dell&#8217;Interno Anna Maria Cancellieri: &#8220;Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso, nella stessa città, e magari accanto a mamma e papà&#8221;.<br />
Il quotidiano intervista Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, istituto che sta realizzando in questi giorni una elaborazione che lo stesso Roma definisce &#8220;drammatica&#8221; per quel che riguarda i giovani: &#8220;All&#8217;interno di coloro che hanno tra i 25 e i 29 anni, il 31 per cento è del tutto inattivo&#8221;. In Francia sono il 12,5 per cento, nel Regno Unito il 15, in Germania il 17,5 per cento. Le ragioni? Per Roma ci sono persone più intraprendenti, che sono una minoranza e che cercano il lavoro in un altro Paese europeo; poi c&#8217;è un problema di formazione, poichè magari hanno scelto un liceo senza crederci o una scadente formazione tecnica; oppure non hanno spirito di iniziativa, ma neanche qualcuno a cui rivolgersi, perché un&#8217;altra anomalia italiana è che il 70-80 per cento del lavoro non si trova attraverso canali formali. Inoltre, sottolinea il direttore del Censis, all&#8217;estero la formazione è più legata al lavoro fin dalle elementari. Da noi prevale la formazione generalista, la liceizzazione che poi porta ad università altrettanto generiche. Quanto al ruolo della famiglia che protegge, cita il caso della Francia, dove &#8220;i giovani hanno un sussidio, vengono resi autonomi&#8221;. Insomma, &#8220;quello dei giovani mammoni è un problema drammatico&#8221;, ma durerà ancora poco, perché ad un certo punto i risparmi dei genitori finiranno.<br />
Anche <strong>La Repubblica</strong> si occupa di questo tema, ma sottolineando che in realtà, per i giovani, cambiare città, regione o Paese non è un tabù. Cita le cifre Isfol, secondo cui il 72 per cento dei giovani tra i 20 e i 34 anni è disponibile a spostarsi pur di cambiare lavoro. Il 17 per cento mette in conto di vivere in un altro Paese europeo; quasi il 10 per cento è disponibile anche a cambiare continente. Le resistenze a cambiare città o regione sono basse, &#8220;specie in presenza di un titolo di studio elevato&#8221;.Sarebbero 60 mila i laureati che ogni anno si spostano da sud a nord alla ricerca di lavoro, e il cambio di residenza riguarda tanto il nord che il sud, tanto i maschi che le femmine. Il vicedirettore dello Svimez Bianchi dice che in realtà c&#8217;è disponibilità a muoversi come ad accettare occupazioni non corrispondenti al titolo di studio, ma negli ultimi mesi il fenomeno si è ridimensionato: &#8220;Fra il 2008 e il 2010 ci sono state 15 mila migrazioni in meno, ma questo è un effetto della crisi&#8221;.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong> racconta le reazioni sui blog, improntate soprattutto all&#8217;ironia nei confronti del governo: &#8220;Dal Bagaglino dell&#8217;ex Silvio siamo passati al cabaret della Bocconi&#8221;, per fare un esempio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lavoro, articolo 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Basta con l&#8217;articolo 18&#8243; è il titolo di un articolo del direttore di Libero Maurizio Belpietro: &#8220;Quanto pesa l&#8217;impossibilità di licenziare sulle aziende? I fannulloni fanno calare la produzione, mentre le imprese assumono solo a termine. E&#8217; ora di cambiare&#8221;.<br />
Un &#8220;dietro le quinte&#8221; del <strong>Corriere della Sera</strong> spiega che tra Confindustria, Cisl  e Uil è ormai &#8220;partita la trattativa&#8221; per riformare l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ieri, in una tavola rotonda a porte chiuse, Confindustria, l&#8217;Arel di Enrico Letta, e la Fondazione De Gasperi di Franco Frattini hanno incontrato il segretario generale dell&#8217;Ocse Gurria, alla presenza anche del direttore generale di Bankitalia Saccomanni ed altre personalità di primo piano: l&#8217;Ocse ha ribadito di dare massima importanza alla riforma del mercato del lavoro, ma Gurria ha insistito anche sulla lotta all&#8217;evasione fiscale: &#8220;Se all&#8217;estero leggono che vengono evasi ogni anno 120 miliardi di euro di imposte e contributi, è difficile chiedere solidarietà, perché questa deve cominciare dall&#8217;interno del Paese&#8221;, ha detto. Gurria ha insistito sulla necessità di intervenire sul mercato del lavoro, per ridurre il dualismo tra garantiti e no, ed aiutare i giovani precari, ma ha invitato l&#8217;Italia a &#8220;praticare la legge dell&#8217;Avis, compagnia di autonoleggio che, sapendo di essere seconda alla Hertz, invita i dipendenti con il motto: siamo secondi e per questo dobbiamo fare di più, affinché i mercati abbiano questa percezione dell&#8217;Italia. La segreteria della Cgil si è riunita ieri, però, ed è stata confermata una netta contrarietà a sottoscrivere accordi che prevedano modifiche all&#8217;articolo 18. Secondo il Corriere l&#8217;idea su cui si muoverebbe il governo è la seguente: restringere il diritto al reintegro nel posto di lavoro ai soli licenziamenti discriminatori, mentre per quelli motivati da ragioni economiche, che andrebbero definite in maniera stringente, dovrebbe scattare un sussidio, come succede per i licenziamenti collettivi, disciplinati dalla legge 223. Significa prevedere due anni di mobilità, ma andrebbero accompagnati da efficaci azioni di ricollocamento. La Camusso si muove, però, con i piedi di piombo, sia perché ha da tener conto della sinistra interna, che della Fiom, per cui potrebbe arrivare ad un accordo con Confindustria e gli altri sindacati, su apprendistato e sfoltimento dei contratti. D&#8217;altra parte il problema si ripercuoterà immediatamente sul Pd, che dovrà scegliere, nel caso di un no della Camusso, se stare con la Cgil o con l&#8217;Esecutivo che sostiene. Ieri il vicesegretario del Pd Letta ha detto che non è ipotizzabile una riforma del mercato del lavoro senza il Pd, ma allo stesso tempo nelle sue parole sono riecheggiate quelle di Monti e Fornero: è necessario passare &#8220;dalla difesa del posto alla difesa del lavoratore&#8221;, ovvero, come dice il segretario Ocse, dall&#8217;employment all&#8217;employability.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Partiti, governo e dialogo elettorale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In una intervista a <strong>La Repubblica</strong> il segretario Pd Bersani lamenta che la discussione pubblica sia inchiodata ad anni sull&#8217;articolo 18, anche se riconosce che per Monti la questione &#8220;è molto più complessa della frase sulla monotonia&#8221;. Sull&#8217;articolo 18, in particolare, dice: &#8220;I partiti non possono permettersi di accendere fuochi, noi stiamo zitti e non interferiamo su questo tema, c&#8217;è un tavolo del governo con le parti sociali. Abbiamo le nostre proposte innovative che non toccano l&#8217;articolo 18. Accetteremo qualunque accordo nato in quella sede, ma non escludiamo perfezionamenti nella sua gestione, a cominciare dai percorsi giurisdizionali. Siete tentati da un patto Pdl-Pd sulla legge elettorale? Bersani: &#8220;La premessa è che bisogna parlare con tutti. Le forze che sono in Parlamento, e quelle che sono fuori. Ci interessa una legge che pacifichi il Paese&#8221;, &#8220;la priorità è cancellare il Porcellum&#8221;. Sul caso dell&#8217;ex tesoriere della Margherita Lusi Bersani dice: &#8220;Sulla vicenda in sé il Pd non sa nulla e non c&#8217;entra nulla&#8221;, &#8220;il Pd nasce senza patrimoni e senza debiti altrui, con bilanci certificati&#8221;. Oggi, riferisce La Repubblica, iniziano peraltro gli incontri sulla legge elettorale, con un vertice Pdl-Partito Democratico. L&#8217;ipotesi di partenza sarebbe un sistema di tipo tedesco, con sbarramento al 4 per cento. Scettici i partiti minori, l&#8217;Idv denuncia l&#8217;intento di una riforma che premia i partiti più grandi e penalizza gli altri, i radicali, con Emma Bonino, dicono che &#8220;serve un collegio piccolo, uninominale, in cui il cittadino conosce i suoi due o tre candidati&#8221;.<br />
Su <strong>Il Giornale</strong> è Paolo Guzzanti a firmare una analisi in cui si scrive che Pdl e Pd sono &#8220;costretti alla intesa&#8221;, anche se nessuno la vuole, e il Terzo Polo si trova ormai in un vicolo cieco, perché il bipartitismo è ancora vivo: secondo Guzzanti restano al tavolo solo i due partiti maggiori, che praticano o annunciano di volere le primarie, ma &#8220;senza concedere le preferenze&#8221;. Per Guzzanti &#8220;la logica spinge verso l&#8217;accordo&#8221;. Ed un altro articolo de Il Giornale riferisce dei timori delle forze medio-piccole, preoccupate che i due maggiori partiti abbiano già trovato un accordo di massima sul cosiddetto modello ispano-tedesco: una proposta che ricalcherebbe il Ddl del senatore Pd Ceccanti, che prevede robuste iniezioni di proporzionale con forte sbarramento sul basso. Non a caso il capogruppo dei finiani, Della Vedova, avverte che la legge elettorale non si può cambiare nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti. Preoccupata anche la Lega. Scrive <strong>Il Sole 24 Ore</strong> che la Lega ha già minacciato di far saltare tutte le giunte, se il Cavaliere si accordasse con il Pd. E secondo il quotidiano di Confindustria, in realtà il Terzo Polo non è preoccupato della apertura dell&#8217;ex premier al Pd: &#8220;Ho visto che il Presidente Berlusconi ritiene il Pd un interlocutore di primaria importanza&#8221;, ha detto Fini. Malumore, invece, nel Pdl, soprattutto tra gli ex An, che temono la &#8220;grande alleanza&#8221; fino a ieri impedita dall&#8217;asse Berlusconi Lega. La Stampa intervista il vicepresidente dei senatori Pdl Quagliariello: &#8220;Grande coalizione? Da non escludere&#8221;, &#8220;purché resti il bipolarismo&#8221;. Quagliariello insiste: &#8220;serve un quadro di riforme istituzionali su forma di governo, bicameralismo, numero dei parlamentari. E a queste riforme si dovrà agganciare una nuova legge elettorale che incentivi le aggregazioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thorne</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sul <strong>Corriere della Sera</strong> una lunga intervista all&#8217;ambasciatore americano David Thorne aalla vigilia del viaggio di Mario Monti negli Usa. &#8220;Secondo me l&#8217;Italia è diventato l&#8217;alleato più affidabile degli Stati Uniti in Europa. Lo era dsa tempo, ma aesso c&#8217;è l&#8217;era delle riforme che sta aprendo Mario Monti&#8221;, dice Thorne. &#8220;La sorpresa è che l&#8217;Italia sia cambiata così velocemente. L&#8217;appoggio a Monti, con tutte le sfide che il presidente del consiglio deve affrontare, indica che gli italiani sostengono il cambiamento. La crisi dello spread ha spinto gli italiani a essere molto preoccupati e il governo stava perdendo appoggio&#8221;.<br />
Le altre domande sono dedicate alla politica internazionale. L&#8217;Iran e il sì italiano alle sanzioni dell&#8217;Ue sul greggio: &#8220;Gli Stati Uniti aiuteranno l&#8217;Italia a compensare gli sforzi che derivan dal sì alle sanzioni?&#8221;. Risposta: &#8220;No. Guardi, l&#8217;interesse americano a bloccare le ambizioni nucleari iraniane coincide con quello italiano e di altri Paesi. Siamo tutti sulla stessa piattaforma petrolifera. Esistono altre fonti di approvigionamento. Appoggeremo l&#8217;Italia l&#8217;Italia ad avere accesso ad altre sul mercato internazionale&#8221;. La Siria e il veto russo e cinese: &#8220;Noi e i nostri alleati rimaniamo molto delusi. Non so che cosa accadrà, ma i due paesi che ci hanno deluso sono Russia e Cina, su questo non c&#8217;è dubbio&#8221;. La primavera araba: quali azioni internazionali? &#8220;Insediare sistemi democratici nei Paesi della &#8216;Primavera araba&#8217; sarà un processo lungo e talvolta doloroso, né facile né perfettino. In particolare in Libia, l&#8217;Italia può essere molto influente, in virtù della sua vicinanza e conoscenza del Paese&#8221;. &#8220;Senza scarponi militari sul terreno, sta dicendo?&#8221;. &#8220;Quel checonta di più è migliorare la situazione economica. L&#8217;Egitto ne ha tanto bisogno. La Libia dispone del petrolio, tuttavia la questione è molto complicata: non credo ci sarà alcun impegno militare, percò occorre cercare di aiutarla in vari modi. Per esempio, insegnando a mettere in piedi un sistema giudiziario, un governo rappresentantivo. L&#8217;Italia può fare molto, lo stesso per addestrare la polizia con i carabinieri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Stampa</strong> un ampio articolo dedicato alla decisione di Hamas di accettare la proposta del Qatar di affidare al presidente dell&#8217;Anp Abu Mazen la carica di premier: dovrebbe pilotare un governo di tecnocrati, sostenuto da tutte le forze politiche palestinesi, verso nuove elezioni presidenziali e politiche, da tenersi nei territori a maggio. L&#8217;annuncio della nuova intesa tra il leader di Hamas Meshal ed Abu Mazen, siglato ieri nel Qatar, è stato accolto molto positivamente in Cisgiordania e a Gaza. Il premier uscente dell&#8217;Anp Fayad ha augurato ad Abu Mazen di formare il nuovo governo rapidamente, e anche il capo dell&#8217;esecutivo a Gaza., Haniye, ha assicurato che non metterà i bastoni tra le ruote. Negativo il giudizio del premier israeliano Netanyahu, secondo cui Abu Mazen non può al tempo stesso dirsi interessato a colloqui di pace con Israele e sottoscrivere colloqui con Hamas, una organizzazione terroristica volta alla distruzione di Israele.<br />
Restiamo allo stesso quotidiano per altre due segnalazioni: intanto la svolta del candidato socialista alle presidenziali francesi Hollande, che ha deciso di mettere il fine vita nel suo programma: &#8220;l&#8217;eutanasia è un diritto&#8221;.<br />
Sullo stesso quotidiano, le parole del premier Putin, candidato alle presidenziali russe: sciogliamo la Nato, relitto della guerra fredda&#8221;. E ironie anche sull&#8217;Europa: &#8220;non l&#8217;aiuteremo, sono più ricchi di noi&#8221;. Poi sulla giustizia russa: ci viene chiesto di liberare i detenuti politici, non mi risulta che ce ne siano in Russia.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong> la corrispondenza di Federico Rampini dagli Usa racconta &#8220;la rimonta di Obama&#8221;, che ora &#8220;stacca Romney&#8221;, il candidato alle primarie repubblicane meglio piazzato: secondo Rampini la ripresa dell&#8217;occupazione sta favorendo il presidente, che vola nei sondaggi (51 per cento dei consensi, contro il 46 per cento a Romney).<br />
Su <strong>Il Foglio</strong>, in prima pagina, attenzione per la Siria: &#8220;Tutti inorriditi da Assad, ma nessuno vende armi all&#8217;Esercito libero di Siria&#8221;, &#8220;I ribelli (e i numeri) smentiscono i retroscena sugli aiuti dall&#8217;estero per resistere alle operazioni di repressione&#8221;. E oggi, secondo Il Foglio, per tentare di convincere il presidente siriano a cedere il potere al suo vice, sarà a Damasco il capo dell&#8217;intelligence russa Fradkov.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Responsabilità civile</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Corriere della Sera: &#8220;Sì alla norma sulle toghe. &#8216;Paghino per gli errori&#8217;&#8221;, &#8220;Esecutivo battuto. Alfano: voti anche da sinistra&#8221;, &#8220;Vincono Pld e Lega. Proteste dei magistrati&#8221;. In apertura anche la trattativa sulla riforma del lavoro: &#8220;Il governo: sul lavoro dialoghiamo ma la riforma si farà comunque&#8221;. A centro pagina l&#8217;indagine sull&#8217;ex tesoriere della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Sì alla norma sulle toghe. &#8216;Paghino per gli errori&#8217;&#8221;, &#8220;Esecutivo battuto. Alfano: voti anche da sinistra&#8221;, &#8220;Vincono Pld e Lega. Proteste dei magistrati&#8221;.<br />
In apertura anche la trattativa sulla riforma del lavoro: &#8220;Il governo: sul lavoro dialoghiamo ma la riforma si farà comunque&#8221;.<br />
A centro pagina l&#8217;indagine sull&#8217;ex tesoriere della Margherita Lusi: &#8220;Si indaga su altri fondi&#8221;, &#8220;Un mese fa la Margherita certificò: conti regolari&#8221;, &#8220;La Procura di Roma sentirà gli ex vertici del partito. Rutelli: Lusi dovrà restituire i soldi&#8221;.<br />
Foto in prima per la cancelliera tedesca in Cina: &#8220;Merkel convince Pechino&#8221;, &#8220;La Cina pensa di sostenere l&#8217;euro&#8221;.<br />
E poi i titoli per una pronuncia della Cassazione, che ha stabilito non essere obbligatorio il carcere nei casi di stupro di gruppo: &#8220;Carcere &#8216;facoltativo&#8217; per lo stupro di gruppo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Passa la legge anti-giudici&#8221;, &#8220;Sì alla responsabilità civile dei magistrati. Palazzo Chigi: rimediamo al Senato. Vertice dei leader da Monti&#8221;, &#8220;Si spacca la maggioranza. Il Pd: così il governo rischia&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Margherita, caccia a nuovi conti. Rutelli: Lusi ci ha fregati tutti&#8221;, &#8220;I pm vogliono allargare l&#8217;inchiesta. Bersani e Casini: nuove norme sulla trasparenza&#8221;.<br />
Sul mercato del lavoro: &#8220;Fornero: avanti sull&#8217;articolo 18 anche da soli&#8221;.<br />
In evidenza il reportage del direttore Ezio Mauro dalla Russia, dove si vota per le presidenziali a marzo: &#8220;Il Cremlino e la rivolta degli innocenti&#8221;.<br />
E poi i titoli sulla Cassazione: &#8220;Stupro, &#8216;salta&#8217; il carcere, si ribellano le donne&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Il maltempo paralizza i trasporti e l&#8217;allerta va verso Sud&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;Monti ai partiti: siate leali&#8221;, &#8220;Il governo va sotto in aula sulla responsabilità civile dei magistrati, asse Lega-Pdl con franchi tiratori Pd. L&#8217;Anm: sciopero&#8221;. &#8220;Dopo il ko alla Camera il premier convoca Alfano, Bersani e Casini per un chiarimento. Lavoro, Fornero: riforma in tre settimane. Alle parti sociali: andremo avanti comunque&#8221;.<br />
Su &#8216;L&#8217;Italia degli scandali&#8217;: &#8220;Lusi, l&#8217;inchiesta sui fondi s&#8217;allarga. In procura gli ex big della Margherita&#8221;.<br />
E poi la Cassazione: &#8220;La Cassazione: per gli stupri di gruppo il carcere è facoltativo&#8221;, &#8220;&#8216;Il giudice può applicare misure cautelari alternative&#8217;, Insorgono le donne dei partiti: sentenza lacerante&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Adesso pagano anche i giudici&#8221;, Primo ok alla responsabilità civile per i magistrati che sbagliano. E&#8217; la volontà popolare. Ma, chissà perché, al governo non piace&#8221; (La &#8216;volontà popolare&#8217; evocata si riferisce al referendum sulla responsabilità dei giudici).<br />
Sull&#8217;inchiesta sulla Margherita: &#8220;Milioni rubati, si indaga anche su altri fondi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Giudici, la pacchia è finita&#8221;, &#8220;Chi sbaglia paga&#8221;, &#8220;Passa un emendamento sulla responsabilità civile die giudici. Le toghe non ci stanno: vogliono restare impunite&#8221;.<br />
E sull&#8217;inchiesta Lusi: &#8220;Scandalo rimborsi: i pm cercano chi coprì il &#8216;buco&#8217; nei bilanci della Margherita&#8221;.<br />
Mario Cervi presenta documenti inediti: &#8220;Quelle lettere del repubblicano condannato a morte da Scalfaro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Magistrati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere</strong> spiega quali cambiamenti potrebbero essere introdotti dall&#8217;emendamento presentato dal leghista Pini in tema di responsabilità civile (ma la norma dovrebbe essere confermata dal Senato, il che sembra improbabile). La legge Vassalli che regola la materia risale al 1988 e fu voluta da una larghissima maggioranza Dc-Psi-Pci che, nelle accuse di Pannella, intendevano sterilizzare l&#8217;esito del referendum vinto dai radicali nel 1987 sull&#8217;onda del caso Tortora (con oltre l&#8217;80 per cento dei consensi). L&#8217;emendamento Pini prevede che chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento di un magistrato &#8220;in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell&#8217;esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia&#8221; possa rivalersi facendo causa allo Stato o al magistrato per ottenere un risarcimento danni. Dunque due le conseguenze: l&#8217;introduzione della manifesta violazione del diritto e la possibilità di una citazione diretta del magistrato: la legge Vassalli prevedeva infatti che il cittadino che si ritenesse danneggiato potesse citare in giudizio lo Stato, che poi poteva rivalersi sul magistrato, ma solo entro il limite di un terzo dello stipendio. In altri Paesi, sottolinea l&#8217;articolo del Corriere, prevalentemente il cittadino chiede il risarcimento allo Stato (Austria, Francia, Germania, Spagna e Svizzera). Nei Paesi di common law c&#8217;è un sistema di bilanciamento per cui per esempio, negli Usa il giudice ha immunità ma può essere rimosso. Il Corriere  ricorda però che dall&#8217;entrata in vigore della legge Vassalli l&#8217;Italia è l&#8217;unico caso al mondo in cui un giudizio nei confronti dei magistrati deve passare per nove gradi: tre per valutare l&#8217;ammissibilità del procedimento, tre per individuare la responsabilità del singolo magistrato, tre per l&#8217;eventuale rivalsa da parte del Ministero della giustizia. Il risultato è che da allora 406 sono le cause avviate dai cittadini nei confronti di un giudice, 34 sono le citazioni dichiarate ammissibili, 4 in tutto le condanne.<br />
<strong>La Repubblica</strong> ricorda che è stato l&#8217;avvocato generale dello Stato Ignazio Caramazza a svelare un anno fa, davanti alla Commissione giustizia della Camera, questi dati sulla legge Vassalli. Il direttore de <strong>Il Giornale</strong> sottolinea come quanto avvenuto ieri alla Camera faccia parte degli &#8220;scherzi della politica&#8221; visto che da 18 anni &#8220;si cerca di mettere argine all&#8217;abuso di potere della magistratura&#8221;, ma &#8220;toccare i giudici era considerato un attacco alla Costituzione&#8221;. Poi, all&#8217;improvviso, ecco arrivare con un voto segreto la responsabilità civile dei magistrati. L&#8217;idea è della Lega, ma &#8220;coperti dal segreto&#8221; l&#8217;hanno sostenuta in massa &#8220;a destra come a sinistra&#8221;. Ieri il ministro della giustizia Severino, commentando la vicenda, ha detto: &#8220;Confido che in seconda lettura si possa discutere di come migliorarlo, perché interventi spot su questa materia possono rendere poco armonioso il quadro generale&#8221;.<br />
A complicare le cose è il fatto che il leghista Pini abbia presentato l&#8217;emendamento in sede di discussione della legge Comunitaria: &#8220;ce lo chiede l&#8217;Europa&#8221;, ha ricordato, facendo riferimento alla decisione della corte di giustizia della Ue che, notificando all&#8217;Italia una procedura di infrazione nel novembre 2011, aveva statuito che era insufficiente la disciplina italiana sul risarcimento del danno, per la parte in cui non prevede anche la violazione di norme comunitarie. Per Pini si poteva ovviare a questa infrazione introducendo, oltre al dolo e colpa grave, anche la &#8220;manifesta violazione del diritto&#8221;. Lo stesso Pini, intervistato da Libero, dice che &#8220;l&#8217;emendamento vuol dare attuazione ai rilievi della Commissione&#8221;, e che &#8220;per una volta i parlamentari hanno agito esattamente al di là degli steccati ideologici&#8221;, e che è stato votato anche dal Pd, perché è una &#8220;vittoria di civiltà&#8221;.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong> intervista Cosimo Ferri, ex consigliere Csm e oggi segretario di Magistratura Indipendente, la corrente delle toghe moderate, che preannuncia forme di sciopero da parte della magistratura, e spiega: &#8220;Introdurre la possibilità di citazione diretta in giudizio dei magistrati da parte delle persone danneggiate mina la terzietà, l&#8217;indipendenza e l&#8217;autonomia dei magistrati e quindi il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. In questo modo, infatti, il giudice sarà esposto e condizionato soprattutto da chi ha mezzi politici ed economici per intraprendere contenziosi contro i magistrati&#8221;. Ma non è l&#8217;Europa, come dicono Pdl e Lega, a chiedere la citazione diretta del magistrato? Risponde Ferri: &#8220;L&#8217;ultima decisione della corte di giustizia Ue specifica che la legge in vigore, la 117 del 1988 (legge Vassalli, ndr) contrasta con il diritto dell&#8217;Unione. Però, nella misura in cui impedisce che lo Stato risponda della violazione del diritto comunitario derivante da &#8216;interpretazione di norme di diritto o da valutazione di fatti e prove effettuate dall&#8217;organo giurisdizionale di ultimo grado&#8217;. E aggiunge un limite: quello del &#8216;dolo e della colpa grave&#8217;&#8221;. Secondo Ferri &#8220;in realtà la Corte dice che in questi casi deve esserci responsabilità dello Stato&#8221;, non responsabilità diretta dei magistrati. Poi ricorda una raccomandazione del Consiglio d&#8217;Europa del 2010, che ha escluso qualsiasi forma di responsabilità civile diretta del magistrato. La medesima raccomandazione, poi, aggiunge che &#8216;soltanto lo Stato, ove abbia a concedere una riparazione, può richiedere l&#8217;accertamento di una responsabilità civile del giudice attraverso una azione innanzi a un tribunale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Caso Lusi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Margherita nel mirino, i pm convocano i big&#8221;, titola <strong>La Stampa</strong> spiegando che la procura di Roma vuole controllare come sono stati spesi i soldi pubblici finiti nelle casse della Margherita almeno dalla seconda metà del 2007 ad oggi. Secondo una prima stima, in 4 anni il partito avrebbe incassato almeno 60 milioni. Ce ne sono a malapena 20. Dove è finito il resto. Lusi è stato il solo che ha approfittato della cassa? Come primo passo le Fiamme Gialle acquisiranno i documenti delle società di Lusi. In Procura saranno ascoltati vari big, da Parisi ad Enzo Carra, da Renzo Lusetti a Giuseppe Fioroni, ovvero coloro che avevano sollevato dubbi sulla gestione Lusi o avevano intentato una causa civile. Ma è presumibile che verranno chiamati Rutelli ed Enzo Bianco, che era presidente della assemblea federale. La Stampa ha letto il verbale del 20 giugno scorso, relativo alla riunione dell&#8217;assemblea federale di Democrazia è libertà- La Margherita. E sintetizza: &#8220;ma a verbale nessuno dentro il partito chiese conto delle spese. Sole proteste sui tempi di convocazione dell&#8217;assemblea&#8221;. Per esempio Luciano Neri lamenta di non aver ricevuto in anticipo il documento, Arturo Parisi vuole vedere la relazione di tesoreria, Pierluigi Castagnetti sollecita &#8220;ulteriori informazioni&#8221;.<br />
Sul <strong>Corriere</strong> si scrive che il 23 dicembre scorso la Margherita &#8220;certificò la regolarità dei bilanci relativi agli anni 2009-2010: lo fece con una memoria depositata al tribunale civile e controfirmata dal rappresentante legale Lusi, che quindi agiva per conto del partito&#8221;. <strong>La Repubblica</strong> intervista Francesco Rutelli, ora leader dell&#8217;Api: &#8220;Quello ci ha fregato, ma la colpa è solo sua, io non potevo controllare&#8221;. Dice che Lusi &#8220;ha dribblato revisori nominati dall&#8217;assemblea, all&#8217;unanimità, il comitato di tesoreria&#8221;. Nella Margherita, ricorda, c&#8217;era un leader politico e una gestione amministrativa separata da quella politica, il segretario politico non controlla gli estratti conto, inoltre &#8220;non è esatto dire che è un partito &#8216;estinto&#8217;, i rimborsi elettorali del 2011 sono per le regionali del Molise, non è che un partito evapora, quando nel 2007 siamo confluiti nel Pd avevamo 100 dipendenti e il quotidiano Europa in edicola&#8221;.<br />
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella pubblicano un approfondimento sui costi della politica: &#8220;Il mondo opaco e senza regole del finanziamento ai partiti. La vera svolta sarebbe sottoporre i bilanci al controllo della Corte dei conti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cassazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010 la Corte Costituzionale statuì che per il singolo stupratore non era obbligatorio il carcere: così facendo, spiega <strong>il Corriere</strong>, la Consulta affossò un decreto presentato nel 2009 dall&#8217;allora ministro degli interni Maroni. In quei mesi c&#8217;era stata una escalation di stupri, e per questo il Decreto stabiliva che per i delitti di violenza sessuale ed atti sessuali con minorenni non era consentito al giudice infliggere misure cautelari diverse o meno afflittive del carcere. Ieri la Cassazione si è pronunciata su uno stupro ai danni di una ragazzina della provincia di Frosinone: il tribunale del riesame aveva confermato il carcere a due autori della violenza sessuale, ma per la Cassazione non necessariamente i ragazzi del branco imputati di stupro devono finire in carcere, si possono applicare misure cautelari alternative. Alessandro Pace, costituzionalista e professore emerito di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, intervistato dal quotidiano, dice: &#8220;La pressione dell&#8217;opinione pubblica non deve far sbagliare chi fa le leggi&#8221;, &#8220;la Costituzione è più importante dei pacchetti sicurezza&#8221;. Spiega Pace che i principi stabiliti dalla Consulta nel 2010 sono stati costantemente affermati nel corso dei decenni dalla giurisprudenza costituzionale: &#8220;la presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva e l&#8217;impossibilità che consegue dall&#8217;articolo 27 secondo comma della Costituzione (che questa presunzione di non colpevolezza prevede)&#8221; per cui &#8220;il carcere preventivo non può essere una anticipazione della pena. Il che vuol dire che la pressione dell&#8217;opinione pubblica non deve indurre il legislatore a mandare il presunto colpevole in carcere senza processo&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong> ricorda l&#8217;ondata di emozione che nel 2009 accompagnò lo stupro della Caffarella a Roma, e la conseguente modifica di legge con il pacchetto sicurezza. Ma adesso, afferma la Suprema corte, sul carcere si dovrà valutare caso per caso. Nel 2010 un giovane accusato di stupro si è rivolto alla Consulta, contestando la norma sul carcere obbligatorio, e l&#8217;Alta corte ha ritenuto la norma in contrasto con gli articoli 3, 13 e 27 (funzione della pena) della Costituzione, dicendo sì alle alternative alla custodia in cella. Ma solo &#8220;nell&#8217;ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure&#8221;. Critica sul quotidiano l&#8217;opinione di Chiara Saraceno: &#8220;E&#8217; difficile comprendere come la Corte di Cassazione abbia potuto equiparare lo stupro di gruppo allo stupro individuale&#8221;, e del resto secondo la sociologa, non è la prima volta che la Corte di Cassazione sottovaluta la violenza sulle donne, in riferimento alla sentenza del 1999, quella della insussistenza dello stupro con i jeans.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore de <strong>La Repubblica</strong> Ezio Mauro offre ai lettori un reportage dalla Russia: &#8220;La rivolta degli innocenti&#8221;, &#8220;Putin li ha definiti i &#8216;criceti del computer&#8217;, Gorbaciov li chiama &#8216;figli della perestroika. Sono blogger, giornalisti, ambientalisti, e sfidano il regime attraverso la rete. Li abbiamo incontrati. Ecco cosa vogliono&#8221;.<br />
C&#8217;è il blogger che ha definito Russia Unita il &#8220;partito dei ladri&#8221; Navalny, il giornalista che accusa il regime, gli ambientalisti che difendono una foresta. Domani torneranno in piazza malgrado il freddo polare. Mauro incontra Victor Erofeev, giornalisti del Kommersant, e lo stesso Navalny.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Il posto fisso di Monti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Monti e il posto fisso: &#8216;una monotonia&#8217;. Lavoro: oggi il vertice governo-parti sociali. Sulle liberalizzazioni primo stop in Senato&#8221;. Il titolo più grande è dedicato alla vicenda Lusi: &#8220;&#8216;Scudo fiscale per i fondi del partito. Così il tesoriere della Margherita riportò in Italia i milioni sottratti. Lusi espulso dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Monti e il posto fisso: &#8216;una monotonia&#8217;. Lavoro: oggi il vertice governo-parti sociali. Sulle liberalizzazioni primo stop in Senato&#8221;. Il titolo più grande è dedicato alla vicenda Lusi: &#8220;&#8216;Scudo fiscale per i fondi del partito. Così il tesoriere della Margherita riportò in Italia i milioni sottratti. Lusi espulso dal grupo del Pd di Palazzo Madama. I Pm rifiutano il patteggiamento di un anno&#8221;. A centro pagina, con foto, il maltempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Monti: il posto fisso non esiste più. &#8216;Ai ragazzi dico: dimenticatelo, è monotono. E l&#8217;articolo 18 può essere pericoloso&#8217;. Volano le Borse, lo spread cala a quota 383. Il premier: il merito è nostro, scenderà ancora. Bankitalia: sì alle liberalizzazioni, ma non basta&#8221;. A centro pagina: &#8220;Gelo record, treni bloccati: &#8216;Veniteci a salvare&#8217;&#8221;. E poi la vicenda Lusi: &#8220;Margherita, il mistero dei 13 milioni. I dubbi dei pm: no al patteggiamento di Lusi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Caccia a 223 milioni, a sinistra si sbranano. Dove sono finiti i rimborsi elettorali ai rutelliani? E&#8217; guerra di accuse con il Pd. Abbracci, denunce, sospetti: il partito non poteva non sapere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Diversamente ladri&#8221;, ovvero &#8220;le mani sporche della sinistra&#8221;. &#8220;Il senatore che si è intascato 13 milioni di finanziamenti pubblici è solo l&#8217;ultimo caso: sempre più spesso gli uomini del Pd finiscono in guai giudiziari. Forse perché non c&#8217;è più Berlusconi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Lo spread Btp-Bund cade a 383. Il rendimenti dei decennali ai minimi da ottobre. Vicina l&#8217;intesa Atene-creditori. Volano le Borse europee: Piazza Affari (+2,7 per cento) la migliore grazie al ritorno degli acquistisui titoli bancari&#8221;. Di spalla il quotidiano si occupa dei conti Fiat: &#8220;Effetto Chrysler sui conti 2011 della Fiat: raddoppiati gli utili&#8221;. Fiat ha guadagato 1,65 miliardi di euro l&#8217;anno scorso, sopratutttgrazie a Chrysler, da dove nel quarto trimestre è arrivato l&#8217;85 per cento dei profitti della azienda. &#8220;Marchionne: &#8216;un anno eccezionale&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche su <strong>Il Foglio</strong> si parla di Marchionne, che &#8220;fa la festa, ma&#8221;, e si scrive che Marchionne, vista la situazione del nostro continente, potrebbe &#8220;scegliere di spostarsi definitivamente al di là dell&#8217;Atlantico&#8221;. Il titolo: &#8220;Quale imprenditore sta pensando di andarsene dall&#8217;Italia ingessata?&#8221;. Il quotidiano parte dalla indiscrezione raccontata da Francesco Guerrera, &#8220;attendibile caporedattore del Wall Street Journal a New York e da qualche tempo firma autorevole de La Stampa, &#8220;quella degli Agnelli&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Stampa</strong> un grande titolo sulla &#8220;follia allo stadio&#8221; in Egitto, dove ci sono stati oltre settanta morti in scontri tra tifosi. Mille feriti, 180 in gravi condizioni. I Fratelli Musulmani accusano: viuolenze scatenate dai sostenitori di Mubarak&#8221;.<br />
<strong><br />
Lavoro</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri, ospite del Tg5 e poi della trasmissione Matrix di Canale 5, il premier Monti ha parlato del suo governo,delle riforme, dell&#8217;appoggio di Berlusconi &#8220;che sento spesso, e ringrazio, è di grande disponibilità verso il Paese e fondamentale venendo da un ex presidente del Consiglio&#8221;;e ancora: &#8220;Se nel 1994 mi sono avvicinato alla cosa pubblica, con la nomina a commissario europeo, quando ero un professore relativamente noto ma nulla di più, fu perché lui me lo chiese&#8221;. Monti ha parlato anche della agenda del governo &#8211; racconta <strong>Il Corriere della Sera</strong> nella sua cronaca. &#8220;I giovani devono abituarsi a non avere un posto fisso nella vita. Diciamo anche che monotonia averlo per tutta la vita. E&#8217; bello cambiare&#8230;&#8221;. La dichiarazione del premier, scrive il quotidiano milanese, &#8220;rischia di essere fraintesa&#8221; in un Paese &#8220;che è abituato, per tradizione, ad un&#8217;altra cultura del lavoro&#8221;. Ma il ragionamento è &#8220;agganciato alle sfide di un mercato dell&#8217;occupazione che sta radicalmente cambiando&#8221;: &#8220;Noi puntiamo a ridurre &#8211; aggiunge Monti &#8211; il divario che esiste tra chi è già nel mercato del lavoro e chi non lo è, fra chi è dentro e chi è fuori&#8221;. In questo contesto si può ribadire che &#8220;l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è un tabù, certamente, anzi può essere pernicioso in taluni contesti, meno in altri, per far trovare lavoro ai giovani&#8221;.<br />
Un &#8220;dossier&#8221; de <strong>La Stampa</strong> spiega i tre punti del dibattito sul lavoro: oltre all&#8217;articolo 18, c&#8217;è il nodo del contratto unico e quello delle tutele per chi rimane senza lavoro. &#8220;Fornero: avanti piano per evitare guerriglie. Il ministro punta a una trattativa aperta su quattro tavoli&#8221;, dove ai tre punti si aggiunge quello della formazine. L&#8217;obiettivo: &#8220;semplificare le norme, ridurre le aree di precarietà, rendere più facili le assunzioni, ridurre il divario tra tutelati e non tutelati, porre le basi per una nuova stagione di sviluppo&#8221;. Secondo il quotidiano sul &#8220;tema troppo caldo&#8221; dell&#8217;articolo 18 la soluzione individuata potrebbe essere quella di introdurre delle &#8220;correzioni&#8221;: per esempio &#8220;preveere sezioni specializzate nei tribunali&#8221;, e &#8220;scrivere meglio la norma, per ridurre al massimo i margini di interpretabilità&#8221;, in modo da &#8220;avere tempi più certi per sapere chi ha torto e chi ha ragione tra lavoratore e azienda e soprattutto &#8216;ridurre le incertezze di cui soffrono le imprese, a partire dai costi molto gravosi dovuti al ritardo con cui approvano le sentenze di reintegro&#8217;&#8221;. Sui contratti, si starebbe pensando di ridurre le attuali 46 forme a &#8220;5 o 6&#8243;.<br />
Su <strong>Il Sole 24 Ore</strong> un approfondimento dà conto delle cause davanti al tribunale del lavoro legate all&#8217;articolo 18. &#8220;Articolo 18,cause fino a sei anni&#8221;. Le cause analoghe, negli altri Paesi europoei, durano in media 476 giorni in Francia, 249 in Finlandia, 84 in Spagna. Il numero delle controversie in un anno (dati del 2006, gli ultimi disponibili dall&#8217;Istat) è di oltre 8000 cause. Il 44 per cento circa viene rigettato in primo grado, mentre in secondo grado viene rigettato il 63 per cento delle cause.<br />
Anche secondo Il Sole 24 Ore negli ultimi giorni c&#8217;è stata una parallela convergenza tra imprese e sindacati sul problema del contenzioso giudiziario in materia di lavoro, per via dei tempi lunghi: l&#8217;orientamento sarebbe quello di garantire tempi certi dei processi e mettere un tetto sugli arretrati che il datore deve ai lavoratori. Ieri, rispondendo al question time, il ministro Fornero ha anche fatto riferimento all&#8217;utilizzo dello strumento della conciliazione e dell&#8217;arbitrato: è stato introdoto con il collegato lavoro del 2010 e consente alle parti sociali di dare vita a procedure di conciliazione e di arbitrato irrituale cui i lavoratori si obbligano tramite la sottoscrizione libera e volontaria di una clausola compromissoria, in modo che le controversie (da cui restano esclusi i licenziamenti) possano avere composizione stragiudiziale.<br />
Dario Di Vico sul <strong>Corriere della Sera</strong> sottolinea come il negoziato sia complicato dal fatto che Cgil, Cisl e Uil fino ai primi di marzo sono in campagna elettorale per il rinnovo delle Rsu del pubblico impiego e della scuola, e saranno quindi estremamente prudenti nel fare concessioni. Parallelamente, è aperta in Confindustria la corsa al dopo Marcegaglia.<br />
<strong><br />
Lusi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un articolo del <strong>Corriere della Sera</strong> racconta che gran parte dei soldi accumulati da Lusi sul conto corrente intestato a &#8220;Democrazia è libertà&#8221; e poi finiti nella disponibilità della sua società TTT, erano stati trasferiti in Canada e poi rientrati attraverso lo scudo fiscale. Il quotidiano spiega anche che alcuni parlamentari della Margherita si erano rivolti al tribunale civile per contestare i rendiconti del 2009 e del 2010: nel luglio scorso, dopo aver scoperto che erano stati pubblicati i bilanci degli ultimi due anni, i parlamentari Carra, Lusetti e Piscitello, nonché l&#8217;ex coordinatore lombardo Bonfanti avevano presentato ricorso, citando in giudizio l&#8217;associazione &#8220;Democrazia è libertà-La Margherita&#8221;: &#8220;Nessun rendiconto poteva essere stato approvato &#8211; dicevano &#8211; dal momento che è l&#8217;assemblea federale, per espressa disposizione statutaria. E noi, che ne facciamoparte, non siamo mai stati convocati. Per questo deve essere dichiarata la nullità degli atti&#8221;. Quattro mesi dopo, nel novembre 2011, però, &#8220;Democrazia è libertà&#8221; chiede che vengano dichiarate inammissibili e improcedibili le domande: ora, poiché è il partito ad essere stato citato in giudizio, non può essere stato Lusi a scegliere la linea da seguire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong> pubblica l&#8217;esposto dei deputati Carra e Lusetti al Tribunale civile di Roma: si tratta della memoria presentata contro l&#8217;associazione DL-Margherita. Il quotidiano spiega che la motivazione addotta da Lusi in Tribunale per negare la visione dei bilanci e l&#8217;approvazione da parte di Carra, Lusetti eccetera è stata che non dovevano partecipare alla assemblea federale a questo fine convocata perché ormai erano da considerarsi &#8220;receduti&#8221; dalla associazione in quanto lontani dal centrosinistra (Carra e Lusetti sono poi passati all&#8217;Udc).</p>
<p style="text-align: justify;">Una pagina de <strong>La Stampa</strong> è dedicata all&#8217;utilizzo dei finanziamenti da parte dei partiti: &#8220;Un fiume di soldi aggirando l&#8217;esito del referendum del 1993. I partiti hanno goduto anche di un doppio rimborso tra il 2006 e il 2011. La Corte dei conti ha certificato un aumento del 600 per cento del contributo in 17 anni. E il paradosso dei rimborsi elettorali: nel 2006 Forza Italia ha speso 50 milioni ma ne ha incassati 129 di rimborso; i Democratici di sinistra hanno ricevuto 47 milioni a fronte di uscite per 10. Alleanza Nazionale ha preso 65,5 milioni, e ne ha spesi 6.2. La Margherita non esiste più, eppure ha ricevuto 30,7 milioni e ne ha spesi 10,4.</p>
<p style="text-align: justify;">Un editoriale di Giuliano Ferrara su <strong>Il Foglio</strong> parte dal caso Lusi per ricordare la &#8220;proposta provocatoria&#8221; fatta dal quotidiano al Pd: &#8220;Fate un partito leggero, all&#8217;americana, senza iscritti, gruppi dirigenti pletorici, giornali, altri oneri organizzativi territoriali, apparati vari&#8221;. Ferrara ricorda che la scommessa era lanciata anche a Berlusconi, perchè si abbandonasse la visione tradizionale del partito. &#8220;Il caso del tesorierte della Margherita Lusi dimostra che il problema c&#8217;era&#8221;, &#8220;dalla crisi della Repubblica in cui i partiti perlomeno erano ideologia e cultura istituzionale si era usciti diversi, e un nuovo modello si imponeva. Il centro della faccenda è il problema del finanziamento&#8221;. Secondo Ferrara, in ossequio alla lezione della democrazia americana, i partiti &#8220;hanno un solo vero compito: raccogliere soldi e voti. Il resto devono farlo gli eletti, coloro che guidano le diverse istituzioni&#8221;.<br />
<strong><br />
E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inserto R2 diario de <strong>La Repubblica</strong> si occupa di &#8220;ius soli&#8221;: intervento del presidente della Repubblica ha riacceso la discussione sul diritto dei figli degli immigrati nati nel nostro Paese. Se ne occupa Carlo Galli: &#8220;L&#8217;età globale implica la coesistenza, in dosi massicce, sul medesimo territorio, di diverse culture, etnie, lingue, religioni&#8221;. Ma la prevalenza dello ius sanguinis provoca differenze enormi tra residenti cittadini e residenti non cittadini, molti dei quali nati in Italia, &#8220;che come nuovi meteci condividono la nostra vita quotidiana ma non la nostra cittadinanza. Nasce così una assurda società post-moderna, in cui la diversità culturale è disuguaglianza civile e politica&#8221;.<br />
Poi Maurizio Bettini, che ricostruisce le origini mitologiche della fondazione della patria romana e di quella greca. &#8220;Quando Romolo fondò Roma, accogliendo nel celebre asylum gente di ogni provenienza e condizione, non si limitò a scavare un solco. Al centro del tracciato aprì infatti una fossa, affinché ciascuno degli stranieri potesse gettarvi dentro una zolla della prorpia terra di origine&#8221;. Del tutto diverso il modo in cui gli Ateniesi immaginavano le proprie origini: &#8220;Raccontavano infatti che i primi re &#8211; Cecrope ed Erittonio &#8211; erano venuti su direttamente dalla terra, e che erano addirittura per metà serpenti, le creature più terrestri che esistano. Conformemente a ciò gli Ateniesi consideravano anche sé stessi autochthones&#8221;. Nell&#8217;inserto anche un intervento dello scrittore algerino Amara Lakhous.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> riferisce invece della decisione del Comune di Milano di fare iscrivere agli asili anche i bambini presenti nel comune privi di una residenza anagrafica. E&#8217; il contenuto della nuova circolare Pisapia che permetterà anche ai bambini figli di residenti regolari e irregolari, senza permesso di soggiorno o con permesso scaduto, di iscriversi ai servizi per l&#8217;infanzia. E&#8217; una inversione di rotta rispetto all&#8217;Amministrazione Moratti che, nel 2008, con una circolare, bloccò l&#8217;accesso all&#8217;asilo ai figli di genitori che non avevano ottenuto il permesso di soggiorno entro il mese di febbraio. Per la Lega la decisione della giunta Pisapia è una istigazione alla illegalità, perché la clandestinità, &#8220;come previsto dalle leggi, deve essere punita&#8221;, come dice il capogruppo leghista Matteo Salvini.</p>
<p>DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Disoccupato un giovane su tre</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Lavoro, i numeri dell&#8217;emergenza. Disoccupato un giovane su tre&#8221;. Si tratta dei dati del rapporto Istat sul dicembre 2011. &#8220;Confindustria e sindacati: documento comune per la riforma&#8221;. E poi: &#8220;Ecco i nuovi criteri del Fisco per le verifiche sul tenore di vita&#8221;. A centro pagina: &#8220;Le nomine spaccano la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture<br />
</strong><br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Lavoro, i numeri dell&#8217;emergenza. Disoccupato un giovane su tre&#8221;. Si tratta dei dati del rapporto Istat sul dicembre 2011. &#8220;Confindustria e sindacati: documento comune per la riforma&#8221;. E poi: &#8220;Ecco i nuovi criteri del Fisco per le verifiche sul tenore di vita&#8221;. A centro pagina: &#8220;Le nomine spaccano la Rai- Si dimette un consigliere del centrosinistra. Bersani: distruggono l&#8217;azienda. Tg1 a Maccari, Tr a Casarini con i voti di Pdl e Lega&#8221;. A fondo pagina il quotidiano torna sul &#8220;caso dell&#8217;ex tesoriere&#8221; della Margherita Lusi, accusato di aver utilizzato a fini personali alcuni milioni di euro di finanziamento al suo partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Disoccupato un giovane su tre. Tra gli under 25 senza lavoro al 31 per cento. Il dato totale sale all&#8217;8,9. Imprese e sindacati puntano a tempi rapidi per i contenziosi sui licenziamenti&#8221;. A centro pagina: &#8220;Nuovo redditometro entro giugno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Emergenza lavoro. Monti: i fondi Ue per aiutare i giovani&#8221;. &#8220;Uno su tre è disoccupato. Fornero: primo problema. L&#8217;Ue: agire subito. Napolitano: serve un Paese sobrio&#8221;. &#8220;L&#8217;Istat: il tasso sfiora il 9 per cento. Toccati i livelli record di dieci anni fa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>. &#8220;Nuovo redditometro anti-evasione. Da giugno controlli di massa, un occhi elettronico su 400 milioni di dati. Verifiche su tutti i conti correnti. Senza posto il 31 per cento dei giovani. Disoccupati record, oltre 2,2 milioni. Ecco il piano Ue per il lavoro&#8221;. A centro pagina la Rai, &#8220;si spacca il Cda, Maccari resta al Tg1&#8243;. E poi la vicenda Lusi: &#8220;Ho preso i soldi della Margherita, mi servivano&#8221;, &#8220;i verbaili del tesoriere Lusi&#8221;. In evidenza in prima pagina anche un richiamo alle pagine R2 de La Repubblica: &#8220;Celentano strapagato a Sanremo. Cachet da 750 mila euro. &#8216;Ma darò tutto in beneficienza&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Quanti rubacchioni. Gratta tu che gratto anche io. La Casta finge di ridursi lo stipendio. Il tesoriere della defunta Margherita incassa 13 milioni: tutti per sé? E un senatore Pdl compra un palazzo e lo stesso giorno lo rivende alla Previdenza: cresta di 18 milioni&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;La Guzzanti truffanta: volevo farmi il vitalizio. I rivoluzionari cadono sulla pensione&#8221;. Si parla del processo Lande, il cosiddetto &#8220;Madoff dei Parioli&#8221;, che ha truffato molti vip (&#8220;very ingenyous people&#8221;, scrive il quotidiano di Sallusti).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;La superiorità morale della sinistra. Rubano anche da morti. La Margherita non c&#8217;è più ma prende ancora i rimborsi pubblici e il tesoriere, senatore del Pd, fa sparire 13 milioni di euro. Rutelli cade dalle nuvole, però Parisi accusa: &#8216;Io avevo avvertito&#8221;&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;La Guzzanti speculatrice ora ammette: &#8216;Io, un&#8217;imbecille&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lavoro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> offre una analisi dello studioso Maurizio Ferrera, che si sofferma sulle riforme sul mercato del lavoro approvate in Germania durante il governo Schoreder. Con i quattro pacchetti approvati durante il governo Spd, la Germania &#8220;è riuscita a metter in piedi un sistema robusto ed efficiente di servizi per l&#8217;impiego pubblici e privati che si prende cura di ciascun disoccupato, soprattuto se &#8216;debole&#8217;: ultracinquantenni, giovani e donne con basse qualifiche. Questo sistema si è rivelato preziosissimo quando è scoppiata la crisi. Anche in Germania le imprese hanno fatto ricorso a qualcosa di simile alle integrazioni salariali temporanee, ma solo quelle che avevano (hanno) prospettive rapide di recupero. Le altre hanno chiuso e i loro dipendenti sono entrati nel circuito dell&#8217;attivazione. Le norme sulla cosiddetta &#8216;giusta causa&#8217; esistono anche in Germania ma, oltre ad essere applicate in modo più rapido e ragionevole dalla magistratura, prevedono deroghe concordate con i sindacati&#8221;.<br />
La Germania, con le riforme Haarz, ha &#8220;quasi rivoluzionato il sistema di ammortizzatori sociali&#8221;. La percentuale di disoccupati che percepisce indennità è oggi in Germania tre volte superiore a quella italiana. Ma i soldi si ricevono, fino a un massimo di due anni, solo a patot di rispettare i requisiti di attivazione, anche se questo comporta spostamenti geografici o nuovi tipi di lavoro&#8221;. Infine, la &#8220;prevenzione&#8221;, per rafforzare il raccordo scuola-lavoro. In particolare i cosiddetti neet, persone &#8220;not in education, esployment o training&#8221; che in Italia costituiscono ormai una vera e propria piaga sociale: i giovani che non fanno niente, non vanno a scuola né cercano occupazione.<br />
<strong>La Stampa</strong> intervista Paolo Onofri, esperto di welfare, che lavorò alla prima riforma del mercato del lavoro varata nella seconda metà degli anni 90 dal governo Prodi &#8220;Il costo del lavoro per una impresa non è solo il salario più i contributi, ma anche il licenziamento. E se il costo del lavoro scende, sale la propensione al rischio e all&#8217;assunzione&#8221;. Onofri dice anche che non ritiene possibile sperimentare la proposta Ichino sull&#8217;articolo 18 &#8220;per legge&#8221;, ma &#8220;se ci fosse l&#8217;accordo di sindacati e imprese&#8221; si potrebbe fare, &#8220;e potrebbe essere utile&#8221;.<br />
Lo stesso quotidiano offre una indagine realizzata dalla associazione Manageritalia, che rappresenta oltre 35 mila direttori e capi impresa, con la collaborazione di Astra ricerche. Secondo questa indagine &#8220;due manager su tre affermano che non è l&#8217;articolo 18 a impedire alle imprese di assumere personale (concorda con questa opinione il 61,7 per cento degli interpellati). Il punto critico, secondo l&#8217;86,7 per cento, è la forte competizione e l&#8217;obsolescenza di alcune professionalità, che vanno sostituite rapidamente, ma ciò deve e può avvenire solo con una riforma più ampia e complessiva del mercato del lavoro&#8221;. L&#8221;83,4 per cento degli intervistati ritiene che sia compito di aziende e sindacati aiutare i singoli ad avere cura del loro lavoro professionale. &#8220;L&#8217;articolo 18 è un falso problema, affermano 4 manager su dieci&#8221;. Ma &#8220;due manager su tre affermano di conoscere imprese che, pur di non superare la quota che fa scattare l&#8217;articolo 18, hanno rinunciato ad assumere personale e fanno ricorso a lavoro straordinario, a lavoratori esterni o addirittura hanno creato aziende collaterali&#8221;.<br />
<strong><br />
Lusi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi,spiega <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, sarebbe pronto a restituire i soldi di cui è accusato di essersi appropriato: quasi 13 milioni di euro del partito, investiti in immobili e iniziative imprenditoriali, riconducibili a lui stesso o a persone di sua fiducia. &#8220;Siamo incazzati e addolorati, la Margherita intende recuperare tutto il maltolto. Stiamo verificando i conti del partito, che comunque ha bilanci sani&#8221;, ha commentato l&#8217;ex presidente della Margherita Rutelli, chiamato in causa nella inchiesta come testimone. Il segretario Pd Bersani ha ipotizzato l&#8217;espulsione di Lusi dal partito: &#8220;stiamo raccogliendo tutti gli elementi, poi i nostri organismi decideranno&#8221;. La capogruppo al Senato Finocchiaro ha già chiesto a Lusi di dimettersi dal gruppo. Secondo il quotidiano l&#8217;indagine nasce due mesi da una segnalazione di Bankitalia su una movimentazione sospetta per l&#8217;acquisto di un lussuoso appartamento in via Monferrato, nel centro di Roma: gli accertamenti del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno rivelato che il beneficiario dell&#8217;operazione da 1,9 milioni di Euro era Lusi, e ulteriori approfondimenti hanno fatto emergere il travaso di 12961000 euro, per lo più provenienti da rimborsi elettorali, dalle casse della disciolta Margherita. La maggior parte del denaro, tra il 2008 e il 2011, è passata attraverso un conto intestato a una società di Lusi come corrispettivo per consulenze risultate fittizie. Lusi è stato interrogato il 17 gennaio ed ha ammesso ogni addebito.<br />
Una nota della Margherita di cui riferisce <strong>La Repubblica</strong> puntualizza che &#8220;il potere amministrativo era interamente nelle mani di Lusi, persona da tutti stimata, che aveva iniziato la propria attività come direttore generale degli scout, apprezzato dal sindaco Rutelli ed eletto due volte amministratore del Partito&#8221;. Critico Arturo Parisi: &#8220;Avevo notato opacità nelle voci di spesa e lo avevo denunciato&#8221;. Critici i radicali, che con il segretario Staderini accusano: &#8220;fu Lusi a presentare nel 2010 l&#8217;emendamento per condonare ai partiti oltre 100 milioni di euro di multe per i manifesti illegali. Dal 1994 ad oggi i partiti hanno incassato oltre 2 miliardi e mezzo di euro di rimborsi, pur avendo sostenuto spese per un quinto di quella cifra&#8221;. Secondo un altro articolo del quotidiano, il senatore Lusi ieri sera avrebbe detto che non ha nessuna intenzione &#8220;di andar via dal Pd&#8221;: &#8220;mi hanno buttato un sacco di fango addosso&#8221;, dice. Pierluigi Castagnetti commenta: &#8220;Leggevo voci di bilancio troppo riassuntive, striminzite, evasive&#8221;. Un&#8217;altra dichiarazione di Arturo Parisi, riferita dal quotidiano, in riferimento al fatto che lo scorso anno aveva segnalato all&#8217;assemblea federale chiamata ad approvare il bilancio, &#8220;opacità&#8221;: &#8220;Ricordo voci in uscita per milioni di euro, giustificate come attività di partito. Peccato che la Margherita non esisteva più da 4 anni&#8221;. In tre anni Lusi ha svuotato il tesoretto del partito facendo attenzione a non superare mai, con i 90 bonifici destinati alla sua società, TTT, la soglia dei 150 mila euro ad operazione, cifra entro la quale aveva diritto ad operare senza chiedere autorizzazione al vertice del partito.<br />
<strong>La Stampa</strong>: &#8220;La strana resurrezione di un partito-fantasma. Sciolto nel 2007, ha continuato a vivere con fondi pubblici&#8221;. Secondo il quotidiano la vicenda è esemplare perché offre uno spaccato su come abbiano vissuto alcuni dei più grandi partiti italiani nella seconda Repubblica. Molto trae origine da una norma legislativa in base alla quale i partiti presenti in Parlamento hanno diritto ad un rimborso elettorale annuo per tutta la durata della legislatura, anche se questa si interrompe prematuramente. &#8220;Grazie a questo &#8216;trucchetto&#8217; non solo la Margherita ma anche Ds, Forza Italia e An hanno continuato da intascare denaro pubblico per diversi anni, anche se nel frattempo si erano sciolti&#8221;.<br />
Lusi punterebbe ad un patteggiamento e si è offerto intanto di depositare in Procura una fideiussione di 5 milioni di euro a garanzia della restituzione di una parte del capitale sottratto. Infuriata Linda Lanzillotta, ora nell&#8217;Api con Rutelli che, commentando le dichiarazioni di Lusi, dice: &#8220;sembrano avvertimenti, lascia intendere che sa ma non parla, che è pronto a pagare per altri come il compagno G. Se questa vicenda si chiude con il patteggiamento sarà deleterio, resterà un&#8217;ombra anche su chi non c&#8217;entra nulla&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inserto R2 de <strong>La Repubblica</strong> è dedicato all&#8217;Iran: secondo Israele tra nove mesi Teheran avrà l&#8217;atomica, secondo gli Usa ci vorrà un anno. E Obama è impegnato in campagna elettorale, non può permettersi di non sostenere l&#8217;alleato Israele. Bernardo Valli ricostruisce la vicenda, le ultime rivelazioni, gli omicidi degli scienziati nucleari iraniani. Vanna Vannuccini si occupa dell&#8217;&#8221;uomo misterioso che prepara la bomba&#8221;: si chiama Fakrizadeh, è un fisico nucleare di 50 anni, è generale di brigata dei pasdaran, e secondo l&#8217;intelligence occidentale è il capo di una struttura segreta che sviluppa testate nucleari da utilizzare nei missili Shahab.<br />
Giordano Stabile è l&#8217;inviato de <strong>La Stampa</strong> in Siria: &#8220;Damasco, città della paura. La battaglia è nei sobborghi&#8221;, &#8220;vi sono ovunque soldati e miliziani armati&#8221;. Intanto ieri a New York, il consiglio di sicurezza ha ascoltato la relazione della Lega Araba, all&#8217;indomani della sua missione in Siria. La Lega ha parlato per bocca del premier del Qatar Al Tani, che è tornato ad insistere sulla necessità di un &#8220;trasferimento dei poteri&#8221; in Siria, come racconta La Stampa.<br />
La Russia, spiega <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, ha messo apertamente in guardia contro l&#8217;adozione di una risoluzione che chieda l&#8217;uscita di scena del regime di Assad, perché farebbe precipitare il Paese in una &#8220;guerra civile&#8221;. I ministri degli esteri dei Paesi membri del Consiglio di sicurezza hanno iniziato a discutere la bozza di testo messa a punto dalla Lega Araba e sostenuta dai Paesi occidentali, in cui si invita Assad a lasciare il potere, evitando tuttavia minacce di interventi di forza: &#8220;nella bozza di risoluzione verrebbe precisato che nulla obbliga gli Stati a utilizzare la forza o a minacciare l&#8217;uso della forza&#8221; e, parallelamente, si ribadirebbe il sostegno alla &#8220;sovranità, indipendenza, unità e integrità territoriale&#8221; della Siria. Sullo stesso quotidiano si spiega anche perché il Cremlino continui ad appoggiare Damasco: &#8220;le ragioni di Putin, armi e geopolitica&#8221;, &#8220;un embargo farebbe perdere a Mosca 5 miliardi di dollari, da aggiungere ai 4,5 miliardi sfumati in Libia e ai 13 congelati in Iran&#8221;.<br />
I quotidiani raccolgono i primi risultati degli exit poll relativi alla corsa alle primarie Repubblicane. &#8220;Romney vince in Florida ma Gingrich non molla&#8221;, scrive <strong>La Stampa</strong>. Romney avrebbe ottenuto quasi il 50 per cento dei voti, staccando Gingrich che è rimasto intorno al 30. Il quotidiano si sofferma sul fattore &#8220;voto ispanico&#8221;, decisivo tanto in Florida che in molti stati del sudovest dove Obama spera di vincere a Novembre, come Arizona, Colorado, Nevada. I sondaggi annunciavano che Romney avrebbe battuto Gingrich grazie all&#8217;appoggio non dichiarato del senatore Marco Rubio. Ma, guardando a novembre, per Romney la situazione si complica per via delle posizioni rigide che ha assunto sull&#8217;immigrazione, tentando di soddisfare la base repubblicana. La Florida era tradizionalmente dominata dall&#8217;immigrazione cubana, in genere filo-repubblicana. Ma negli ultimi anni gli abitanti fuggiti da Cuba, che rappresentano il 32 per cento della popolazione ispanica, si sono ritrovati tallonati da portoricani, che sono al 28 per cento, e dai messicani: quel che conta è che i cubani non sono interessati alle politiche sull&#8217;occupazione perché una volta toccato il territorio Usa hanno diritto all&#8217;asilo politico. Gli altri latini sono invece più orientati su questi temi, e quindi orientati al voto democratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sul <strong>Corriere della Sera</strong> il filosofo Bernard-Henry Lévy &#8220;denuncia&#8221; il &#8220;passo falso&#8221; di Marine Le Pen per la sua partecipazione al Burschenschaften, il ballo viennese delle corporazioni studentesche cresciute nell&#8217;odio verso la Francia napoleonica e gli ebrei da essa emancipati, che uniscono gli adepti nel Paese dell&#8217;antisemitismo e del nazismo&#8221;. A questo ballo Marine Le Pen &#8220;era l&#8217;invitata d&#8217;onore&#8221;, scrive il filosofo. &#8220;Che una candidata alle elezioni presidenziali, cui i sondaggi accreditano dal 17 al 20 per cento dei voti possa commettere tali oscenità non è una buona notizia per la democrazia&#8221;.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong> si occupa invece del candidato socialista alle presidenziali Hollande (al momento è al 31 per cento) contro il 24,5 di Sarkozy, il 19 della Le Pen, e l&#8217;11,5 per cento del centrista Bayrou: Hollande ha annunciato che in caso di vittoria chiederà di ridiscutere il nuovo trattato europeo sulla disciplina di bilancio, in modo da privilegiare la crescita e l&#8217;occupazione e rimodulare a questo fine il ruolo della banca centrale. Il responsabile della campagna di Hollande, Moscovici, ha detto che &#8220;dinamica franco-tedesca non vuol dire identità franco-tedesca, non vuol dire imitazione della Germania da parte della Francia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Accordo a 25</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Intesa a 25 sul nuovo Patto Ue. Bruxelles, regole più severe sui conti. Non firmano Gran Bretagna e Repubblica Ceca. Monti soddisfatto: ottenuto quanto auspicavamo&#8221;. &#8220;Esce una intesa a 25 dal vertice di Bruxelles. Il nuovo patto Ue: regole più severe sui conti. Non firmano la Gran Bretagna e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Intesa a 25 sul nuovo Patto Ue. Bruxelles, regole più severe sui conti. Non firmano Gran Bretagna e Repubblica Ceca. Monti soddisfatto: ottenuto quanto auspicavamo&#8221;. &#8220;Esce una intesa a 25 dal vertice di Bruxelles. Il nuovo patto Ue: regole più severe sui conti. Non firmano la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca&#8221; A centro pagina le decisioni della Camera e del governo sugli stipendi dei deputati e dei manager: &#8220;Ridotti di 1300 euro lordi gli stipendi dei deputati. Tetto ai manager pubblici&#8221;. Lo stesso quotidiano dà anche spazio alla notizia dell&#8217;abbandono da parte dei ministri Profumo e Clini del loro incarico precedente. &#8220;I ministri Profumo e Clini lasciano i doppi incarichi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> apre con una conversazione del vicedirettore Giannini con Attilio Befera, a capo della Agenzia delle Entrate: &#8220;Evasione, ecco il piano di primavera. Befera: &#8216;Controlli a tappeto su conti bancari e denunce dei redditi. Fuga di capitali in Svizzera. Fornero: l&#8217;articolo 18 non sia un tabù. Milano: più 44 per cento di scontrini con il blitz&#8221;. E poi: &#8220;Ue, accordo sul patto di bilancio&#8221;. A centro pagina i &#8220;tagli&#8221; per deputati e manager. Un piccolo richiamo anche per le contestazioni a Bologna mentre veniva conferita una laurea ad honorem al Presidente Napolitano</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Tassano anche i malati. Anzichè stanare i falsi invalidi, stangano quelli veri: in arrivo ticket su protesi, ausili per diabetici, alimenti per celiaci, pannoloni e ossigeno domiciliare&#8221;. E poi: &#8220;E deputati annunciano: ci tagliamo 700 euro in busta paga. Ma è una finta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;In piazza per Silvio. Il Pdl pronto a portare 20 mila persone all&#8217;esterno del Tribunale di Milano. Processo Mills, primi dubbi dei giudici: ci può essere persecuzione&#8221;. Anche il quotidiano di Sallusti scrive che il taglio agli stipendi dei parlamentari è un &#8220;trucco&#8221;, e spiega che il taglio deriva dal passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. &#8220;Con questo passaggio ogni deputato avrebbe avuto in busta circa 600 o 700 euro netti in più. Ma un aumento dell&#8217;indennità sarebbe risultato molto sgradevole per gli italiani. Si è deciso quindi di congelare questo denaro in un fondo. Successivi provvedimenti ne determineranno l&#8217;utilizzo. L&#8217;indennità risulta comunque al momento invariata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche su <strong>La Stampa</strong>: &#8220;I deputati si tagliano la paga, ma al netto non cambia niente&#8221;. Il titolo più grande è per il vertice europeo: &#8220;Europa, sì al patto sui bilanci. Accordo anche sul documento per la crescita. Monti: accolti i nostri auspici. Esperti Ue in Italia per i piani anti-disoccupazione. Il vincolo del pareggio entra nelle Costituzioni. Intesa a 25, si sfila Praga&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Accordo Ue sui vincoli di bilancio. Vrato a 25 (senza Londra e Praga) il &#8216;fiscal compact&#8217; e via libera al fondo salva Stati permanente. Monti: sul debito accolti i nostri auspici. Patto per rilanciare la crescita: lavoro ai giovani, fondi alle Pmi e mercato unico&#8221;. Di spalla: &#8220;Napolitano: ora riforme. Gli &#8216;indignati&#8217; in piazza, contestazioni e scontri&#8221;. A centro pagina: &#8220;I deputati &#8216;rinunciano&#8217; a 700 euro&#8221;. &#8220;Tagli di aumenti, non tagli&#8221; è il titolo di un corsivo che spiega che &#8220;di tagli veri all&#8217;indennità mensile di 11200 euro non ce ne sono&#8221;.<br />
<strong><br />
Vertice europeo<br />
</strong><br />
Il nuovo &#8216;trattato&#8217; sul bilancio è stato sottoscritto da 25 Paesi europei. Al &#8216;no&#8217; espresso dalla Gran Bretagna all&#8217;ultimo consiglio europeo, si è aggiunta la Repubblica ceca, esterna anch&#8217;essa alla zona Euro. Spiega<strong> il Corriere</strong> che i 25 si impegnano ad inserire nelle loro Costituzioni la &#8216;regola d&#8217;oro&#8217; dell&#8217;obbligo del pareggio di bilancio, con possibilità di sfondamento non oltre lo 0,5 per cento del Pil. Altro impegno: riduzione del debito al 60 per cento entro 20 anni con sconti in base a quelli che sono stati definiti &#8216;altri fattori rilevanti&#8217;: debito privato, sosteniilità del sistema pensionistico. Non a caso il nostro presidente del Consiglio ha definito l&#8217;impegno sul debito &#8220;assolutamente sostenibile&#8221; per l&#8217;Italia. A surriscaldare il clima del vertice è stato il caso Grecia, dopo la proposta della Germania di commissariarare Atene trasferendo le sue politiche di bilancio a Bruxelles. Il Presidente francese Sarkozy l&#8217;ha però considerata fuori discussione, il presidente dell&#8217;eurogruppo Juncker l&#8217;ha definita &#8220;inaccettabile&#8221;, mentre Olanda e Svezia si sono schierate con la Germania.<br />
Un altra cronaca dal vertice di Bruxelles parla dei malumori diffusi che uniscono sette Paesi: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Finlandia, Austria, Ungheria e Gran Bretagna. Uno schieramento trasversale, dentro e fuori dall&#8217;Eurozona, in frizione con la Merkel, malgrado lo schieramente comprenda Paesi economicamente solidi e altri più fragili.<br />
Su <strong>La Stampa</strong>: &#8220;Merkel paga l&#8217;autogol su Atene. La proposta di commissariare la Grecia fa infuriare tutti. La Cancelliera ha mantenuto un profilo basso&#8221;.<br />
La cronaca parla anche della sfuriata dell&#8217;attuale presidente dell&#8217;Europarlamento, il tedesco e socialista Schulz: non sono mancate le sue critiche al fiscal compact di germanica provenienza, la sua insistenza per misure per la crescita, tanto che, ad un certo punto, la Cancelliera ha sbottato: &#8220;Signor Schulz, prego, allora ci dica lei come cambiare i Trattati&#8221;. Lui ha concluso la giornata con una conferenza stampa in cui ha ribadito gli attacchi, ha ribadito la richiesta di un ruolo più attivo per il Parlamento europeo, ed ha detto che considerava l&#8217;idea di commissariare la Grecia &#8220;una idiozia&#8221;. Finora, scrive La Stampa, l&#8217;unico candidato socialista che angustiava la Merkel era il francese Hollande, che sta facendo capire che in caso di vittoria alle Presidenziali l&#8217;asse franco-tedesco sarebbe molto in bilico, poiché è decisamente favorevole agli euro-bond.<br />
&#8220;Coro di no su Atene commissariata&#8221; titola <strong>Il Sole 24 Ore</strong> che, però, affianca alla cronaca una analisi in cui si sottolinea che la Grecia non fa progressi nel risanamento. Nei giorni scorsi la trojka Bce-Ue-Fmi ha reso noto un drammatico rapporto da cui emergono tutti i ritardi nel risanamento della Grecia, che viaggia con un debito da 357 miliardi. La Trojka ribadisce la richiesta di ridurre i 680 mila dipendenti pubblici, di sostituire i dirigenti della funzione pubblica che non raggiungono gli obiettivi, di rendere automatica una rotazione dei funzionari del fisco per evitare collusioni, di rendere più stringenti le norme anti-corruzione.<br />
Un&#8217;altra analisi del <strong>Corriere della Sera</strong> si occupa della &#8220;partita di Varsavia&#8221; che si è battuta dall&#8217;inizio per chiedere il diritto di partecipare ai summit dell&#8217;eurozona a 17, malgrado non faccia parte dell&#8217;Euro, anche senza diritto di voto: il compromesso finale prevede almeno due incontri annui cui la Polonia parteciperà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ddl anticorruzione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> scrive che nel disegno di legge anticorruzione il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi è pronto ad introdurre due emendamenti di peso: &#8220;Il pubblico dipendente che denuncia condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro &#8211; si legge nell&#8217;emendamento &#8211; non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a una misura discriminatoria diretta o indiretta&#8221; e &#8220;l&#8217;identità del segnalante non può essere rilevata senza il suo consenso&#8221;. Traduce il quotidiano: chi all&#8217;interno della Pubblica Amministrazione svela un reato non solo avrà la garanzia dell&#8217;anonimato ma &#8211; secondo quanto si legge nell&#8217;emendamento &#8211; anche un premio in denaro non inferiore al 15 e non superiore al 30 per cento della somma recuperata dopo la condanna definitiva dei giudici contabili&#8221;. Sul fronte del conflitto di interessi, il rapporto di 41 pagine pubblicato dal Ministro chiede anche una delega al governo per disciplinare i casi in cui non si può dare un incarico dirigenziale a chi &#8220;per un periodo non inferiore a tre anni&#8221; abbia svolto &#8220;incarichi&#8221; o abbia avuto &#8220;cariche&#8221; in imprese sottoposte a regolamentazione, controllo o contribuzione da parte dell&#8217;Amministrazione che a suavolta conferisce l&#8217;incarico. Trasparenza patrimoni: chi detiene cariche elettive a qualsiasi livello &#8220;dovrà rendere del tutto trasparente la sua situazione patrimoniale, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge, dei congiunti fino al secondo grado di parentela&#8221;.<br />
Anche sul<strong> Corriere della Sera</strong>: &#8220;L&#8217;idea anticorruzione: un premio in denaro a chi denuncia i casi. Fino a un terzo della somma recuperata&#8221;. Il Corriere parte dalla constatazione che in Italia la corruzione aumenta ma le denunce diminuiscono, al pari di processi e condanne. Per invertire la tendenza, la proposta che compare come suggerimento nella relazione della &#8220;commissione per lo studio e l&#8217;elaborazione di proposte in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione&#8221; istituita a fine dicembre presso il ministero della Pubblica Amministrazione. Il gruppo di lavoro ha partorito una relazione consegnata ieri al Presidente del Consiglio. Lo stesso quotidiano spiega che ci si è fermati sul fronte della repressione, ovvero di nuove possibili sanzioni penali, per fermarsi al ruolo iniziale, quello della prevenzione, anche perché al ministero della giustizia non avrebbero gradito proposte giunte da una commissione nominata solo dal ministero della Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Processo Mills</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I giudici della prima corte d&#8217;Appello hanno dichiarato ieri ammissibile l&#8217;istanza con la quale Silvio Berlusconi, imputato di corruzione in atti giudiziari, ha ricusato il collegio che lo sta giudicando nel cosiddetto processo Mills. L&#8217;istanza ora dovrà essere discussa nel merito, e ciò non potrà avvenire prima della metà di febbraio, perché il codice stabilisce che l&#8217;udienza può tenersi solo dieci giorni dopo la notifica. Nel frattempo potrebbe scattare la prescrizione: secondo alcuni calcoli, il 14 febbraio. Il processo può andare avanti, anche se i giudici non possono emettere la sentenza. Lo scrive <strong>Il Sole 24 Ore</strong>.<br />
<strong>Il Giornale</strong>: &#8220;I dubbi dei giudici: ci può essere persecuzione&#8221;.<br />
<strong><br />
Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> ha un reportage da Teheran: &#8220;La vita al tempo delle sanzioni&#8221;, al mercato nero tutti chiedono dollari, al Gran bazar si dà la caccia alle monete d&#8217;oro, e sui vagoni della metro le ragazze in chador vendono calze a rete.<br />
Su <strong>La Stampa</strong>, primarie Repubblicane, reportage da Tampa, Florida, dove oggi si vota. E Newt Gingrich tenta la rimonta: si considera un uomo il lotta contro un liberal disonesto e abortista (Romney) per avere il diritto di sfidare un &#8220;aspirante dittatore che ha dichiarato guerra alla religione e vuole trasformare gli Usa in una socialdemocrazia europea&#8221; (Obama). I sondaggi danno Romney avanti di una decina di punti. Anche su <strong>Il Corriere</strong> si scrive che l&#8217;establishment repubblicano è contro Gingrich, mentre Romney vola nei sondaggi.<br />
<strong><br />
E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Stampa</strong> un articolo di Irene Tinagli è dedicato a Israele, Paese delle start up, ovvero una ogni 1844 cittadini. E&#8217; il secondo Paese dopo gli Usa per aziende quotate al Nasdaq, cioé un numero che supera quello di tutte le imprese del continente europeo messe insieme. Irene Tinagli, recensendo un libro dedicato a questo tema firmato Dan Senor e Saul Singer, dal titolo &#8220;Star Up Nation&#8221; (in Italiano &#8220;Laboratorio Israele&#8221;), ricorda che sono in molti ad aver tentato una spiegazione del &#8220;miracolo economico&#8221; di Israele: economisti e studiosi hanno sottolineato che è un Paese che incentiva fortemente la ricerca, avendo il più alto tasso di investimenti in ricerca e sviluppo del mondo; altri attribuiscono il miracolo alle privatizzazioni e liberalizzazioni intraprese nel 2003 da Netanyahu da ministro delle Finanze, in particolare la sua riforma del sistema bancario; altri ancora lo attribuiscono al fatto che il 45 per cento della popolazione è in possesso di istruzione universitaria (in Italia il dato si ferma al 15 per cento). Secondo la Tinagli tutti questi fattori trascurano comunque il contesto storico e culturale di questo Paese, il suo modo di pensare, di lavorare, di affrontare sfide e problemi. Un Paese sotto costante minaccia di attacchi terroristici ha imparato a organizzare la propria vita economica e sociale in modo da non essere intaccato dalle vicende militari. Inoltre, gli alti investimenti nel settore difesa e l&#8217;obbligo di un servizio militare che va dai 2 ai 9 anni per tutti i giovani israeliani (con l&#8217;aggiunta di 20 anni di riserva) è stata trasformata in una straordinaria opportunità di formazione professionale: l&#8217;esercito israeliano, infatti, non soltanto ha tecnologie sofisticatissime, ma ha metodi di selezione, istruzione e formazione dei propri soldati efficaci come quelle di Harvard o Stanford. Anche i boicottaggi di tutte le merci hanno stimolato gli israeliani, che si sono dedicati ad attività e prodotti immateriali come i software e le tecnologie legate a comunicazioni internet. La diaspora, poi, ha reso questi cittadini cosmopoliti, adattabili ed aperti all&#8217;immigrazione: migliaia di rifugiati sono stati accolti in Israele, dagli etiopi in fuga dal regime antisemita di Menghistu, agli ebrei romeni in fuga da Ceausescu, passando per gli 800 mila ebrei russi tornati in Israele dopo il crollo dell&#8217;Urss, che equivalevano a un sesto di tutta la popolazione israeliana dell&#8217;epoca.<br />
Del libro dedicato alla Start Up Nation si occupa anche Gianni Riotta, che vi trova un modello per l&#8217;Europa (e per l&#8217;Italia) che non cresce (&#8220;Il lavoro, la ripresa, la crescita, si creano solo con la collaborazione di Stato, mercato, università, venture capital, scuole e ricerca, progetto, start up, creatività, e tanta, tanta faccia tosta&#8221;, ovvero audacia, &#8220;chutzpah&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>L&#8217;Ue punta alla crescita</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Così cambia il valore della laurea&#8221;. &#8220;Oggi il decreto sulle semplificazioni. Nuove regole per ricercatori e atenei telematici. Subito i certificati online&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi: non faccio cadere il governo. Bossi lo insulta: ha paura&#8221;. A centro pagina le trattative sulle riforme del lavoro: &#8220;Vertice Monti-Fornero. Sul lavoro si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture<br />
</strong><br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Così cambia il valore della laurea&#8221;. &#8220;Oggi il decreto sulle semplificazioni. Nuove regole per ricercatori e atenei telematici. Subito i certificati online&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi: non faccio cadere il governo. Bossi lo insulta: ha paura&#8221;. A centro pagina le trattative sulle riforme del lavoro: &#8220;Vertice Monti-Fornero. Sul lavoro si va avani, ma senza un documento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;La rivoluzione dei certificati. Ecco il testo del decreto semplificazioni che oggi andrà al Cdm. Il Cavaliere: non stacco la spina al governo. Il Senatur: sei una mezza cartuccia&#8221;. Nel sottotitolo il quotidiano spiega: &#8220;Basta attese per i documenti pubblici&#8221;, e &#8220;Berlusconi-Bossi, scontro su Monti&#8221;. A centro pagina: &#8220;Cortei no Tav, ventisei arresti nei centri sociali. In manette anche ex militanti Br e Prima Linea&#8221;. In prima pagina anche l&#8217;indagine di Bankitalia sui bilanci familiari: &#8220;Salari a picco, mai così bassi da dodici anni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La &#8220;retata contro i no Tav&#8221; è il titolo di apertura de <strong>La Stampa</strong>: &#8220;Tra gli arrestati ex terroristi e un consigliere comunale&#8221;. Il commento del professor Carlo Federico Grosso è titolato: &#8220;Punite le violenze, non il movimento&#8221;. Il titolo più grande è dedicato al piano europeo per la crescita preparato dagli sherpa francesi e tedeschi, in vista del vertice di luned&#8217; tra Monti, Merkel e Sarkozy: &#8220;Europa, il piano per i giovani. Fondo per lo sviluppo, nuovo apprendistato e ufficio di collocamento comune&#8221;. In prima pagina anche il richiamo ad una intervista ad Emma Marcegaglia: &#8220;Serve una vendita straordinaria di società pubbliche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Addio Pdl. Cavaliere, torni a bordo. Sondaggi impietosi, elettori sconcertati per l&#8217;appoggio al governo: le prossime amministrative rischiano di dare il colpo di grazia alla casa del centrodestra. Bossi attacca Berlusconi: &#8216;Sta con Monti, è una mezza cartuccia&#8217;&#8221;. In evidenza, a centro pagina, con foto, anche un articolo dedicato al viceministro del Lavoro Michel Martone: &#8220;La vera storia del viceministro &#8216;sfigato&#8217;. La fulminea carriera di Martone scatena l&#8217;ironia dei colleghi&#8221;, dove si raccontano i &#8220;dubbi sul concorso da ordinario&#8221; che Martone ha vinto a 29 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong> apre con il titolo del settimanale tedesco Spiegel, che &#8220;ci definisce un popoli di codardi perché &#8216;gli italani non sono una razza&#8217;. Loro sì, invece, e lo hanno dimostrato assieme a Hitler. A noi Schettino, a voi Auschwitz&#8221;. La &#8220;lettera ai tedeschi&#8221; è firmata da Alessandro Sallusti, che scrive tra l&#8217;altro: &#8220;Questi tedeschi sono ancora oggi arroganti e pericolosi per l&#8217;Europa. Se Dio vuole non tuonano più i cannoni, ma l&#8217;arma della moneta non è meno pericolosa. Per questo non dobbiamo vergognarci. Noi avremmo pure uno Schettino, ma a loro Auschwitz non gliela toglierà mai nessuno&#8221;. Di spalla Vittorio Feltri si occupa del confronto Bossi-Berlusconi: &#8220;Bossi, Silvio e la mezza cartuccia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Famiglie e imprese, addio a 330 leggi. Il Governo vara oggi il decreto per la semplificazione. Sul fisco il prossimo provvedimento: meno burocrazia anche per l&#8217;assistenza. Certificati online e in tempo reale. Oneri ridotti per le piccole e medie aziende&#8221;. Di spalla: &#8220;Si allenta la tensione sullo spread Btp-Bund. Il decennale sotto il 6 per cento. Bene le aste dei CTz e dei titoli indicizzati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I quotidiani si occupano ampiamente del Consiglio europeo che si riunirà lunedì prossimo, e spiegano che sarà preceduto da quello che <strong>il Corriere della Sera</strong> definisce un &#8220;prevertice ristretto&#8221; tra la Cancelliera tedesca Merkel, il presidente francese Sarkozy e il presidente del Consiglio Monti. La bozza che già circola viene sintetizzata nei contenuti così: &#8220;L&#8217;Ue: non solo rigore, ora crescita&#8221; (<strong>Corriere</strong>), &#8220;La Ue lancia la sfida della crescita&#8221; (<strong>Il Sole 24 Ore</strong>), &#8220;E ora Francia e Germania sono pronte: piano per la crescita&#8221; (<strong>La Stampa</strong>). &#8220;Ue: austerity ok, ma ora la crescita. Agire subito per dare lavoro ai giovani&#8221; (<strong>La Repubblica)</strong>. Spiega <strong>Il Sole</strong> che nella bozza si mette l&#8217;accento su tre aspetti: l&#8217;occupazione, soprattutto dei più giovani; il rilancio del mercato interno; il finanziamento dell&#8217;economia, e in particolare delle piccole e medie imprese. <strong>La Stampa</strong> sottolinea che sul fronte della lotta alla disoccupazione giovanile si chiede di &#8220;incoraggiare la formazione&#8221;, proponendo al Consiglio europeo di &#8220;adottare un piano per l&#8217;apprendistato&#8221;. In una logica di circolazione dei giovani Francia e Germania sono dell&#8217;idea di &#8220;potenziare il collocamento al lavoro&#8221; oltre i &#8220;confini nazionali&#8221; attraverso un maggior uso dell&#8217;Eures, il portale europeo della mobilità professionale e la sperimentazione delle agenzie comuni di collocamento in aree più vaste. Nella bozza si chiede anche di ridurre l&#8217;onere fiscale sul lavoro; una proposta che sta particolarmente a cuore ai tedeschi è quella di potenziare le relazioni commerciali transatlantiche, attraverso un accordo di libero scambio tra Usa e Ue, attraverso un percorso che porti ad una &#8220;abolizione dei dazi&#8221; e una &#8220;convergenza normativa&#8221;.<br />
Sul fronte dell&#8217;eliminazione delle barriere commerciali la bozza dice che sono necessari &#8220;rapidi progressi&#8221; verso un maggiore e pragmatico coordinamento delle politiche fiscali, evitando &#8220;pratiche fiscali dannose&#8221;.  Il quotidiano di Confindustria ricorda che il nuovo patto sul bilancio, con le nuove regole di disciplina fiscale, dovranno essere sottoscritte con un accordo finale al vertice del 30 gennaio e vanno entro quella data risolti alcuni nodi, a partire dal desiderio della Polonia di partecipare ai vertici della zona euro, pur non avendo ancora adottato la moneta unica: &#8220;La Polonia deve far parte del processo decisionale relativo al funzionamento del patto di bilancio &#8211; ha detto il primo ministro polacco Tusk. &#8220;Se vediamo che le soluzioni prospettate non ci garantiscono un ruolo vero, non firmeremo il trattato&#8221;, ha detto. Ma la Francia per il momento si oppone. Un altro nodo riguarda i poteri della Corte di giustizia di sanzionare i Paesi che non introducono nella loro legislazione la regola del pareggio di Bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa, Davos</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al vertice di Davos ieri è intervenuto il premier britannico David Cameron e &#8211; come riferisce <strong>Il Sole 24 Ore</strong> &#8211; ha definito la Tobin tax &#8220;semplicemente una follia nel momento in cui, invece, l&#8217;Europa dovrebbe crescere&#8221;. Secondo Cameron se passa una tassa sulle transazioni finanziarie, il 90 per cento degli operatori lasceranno i mercati europei&#8221;. La parola su cui ha puntato Cameron è &#8220;audacia&#8221;, per lui la Eurozona ideale è una banca centrale vera, che stia dietro al sistema finanziario e monetario, con eurobond.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong> a Davos ha incontrato il finanziere George Soros, che rilancia la sua proposta, ispirata &#8211; come lui stesso dice &#8211; da Tommaso Padoa Schioppa &#8211; di garantire la Bce dai fondi salvataggi. Si rivolge proprio all&#8217;Italia, spiegando come funzionerebbe il suo piano: &#8220;E&#8217; semplice: tramite la Bce l&#8217;Italia si finanzierebbe pagando almeno il 3 per cento in meno di oggi. Ma non sarebbe finanziamento monetario del debito, che è proibito in Europa, perché eventuali perdite sarebbero garantite dall&#8217;Efsf e dall&#8217;Esm, cioé dai governi&#8221;.<br />
Soros ammonisce che l&#8217;Euro rischia ancora la disintegrazione e sottolinea che le banche comprano solo bond del proprio Paese con i fondi offerti dalla Bce: di conseguenza il mercato finanziario dell&#8217;area euro si segmenta sempre di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> anche oggi offre ai lettori un panorama sullo &#8220;stato dell&#8217;Unione&#8221;, in coordinamento con alcuni quotidiani europei. A Sarkozy è dedicato il ritratto del Guardian (&#8220;Antipatico in patria, statista all&#8217;estero&#8221;, aveva promesso una svolta, ma l&#8217;elettorato è rimasto subito deluso). A Cameron il ritratto di <strong>Le Monde</strong>: &#8220;Il gentleman che diventò un radicale&#8221;, il suo no al Trattato lo ha fatto risalire nei sondaggi e la City lo applaude. La Suddeutsche Zeitung descrive il primo ministro polacco Donald Tusk: &#8220;L&#8217;europeista che ammira la Germania del rigore&#8221;, la stragrande maggioranza dei suoi connazionali è convinta come lui che un buon funzionamento dell&#8217;Ue sia pieno interesse della Polonia, non ha intenzione di intaccare la posizione storicamente molto forte della Chiesa, il suo governo ha tentato di erigere un fronte dei Paesi beneficiari contro i donatori non riscontrando un particolare assenso da Parigi e Berlino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vertice di Davos è anche occasione per due interviste alla presidente di Confindustria Marcegaglia. Su <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Marcegaglia: con Monti il Paese è più credibile, adesso ce la possiamo fare&#8221;. Sul confronto con la ministra Forner dice che ci sono alcuni punti in comune, come sulla &#8220;flessibilità in entrata&#8221;, poiché &#8220;siamo d&#8217;accordo nell&#8217;incentivare l&#8217;apprendistato e il lavoro interinale&#8221;. Sulla riforma degli ammortizzatori dice che il ministro Fornero ha presentato una architettura completamente nuova, &#8220;ma ha detto che è per i prossimi 1 o 2 anni, poiché c&#8217;è la crisi, quindi non bisogna toccare niente&#8221;. Sul salario minimo dice di avere perplessità, perché rischia di disincentivare le persone a cercare lavoro. Sul fronte dell&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dice che non va abolito, ma è necessario definire bene la cosiddetta giusta causa, perché non è possibile che non si possa licenziare un assenteista cronico e, come nel resto del mondo, bisogna poterlo allontanare dandogli una indennità.<br />
Su <strong>La Stampa</strong>, la Marcegaglia, nel corso dell&#8217;intervista, ribadisce che è necessaria &#8220;una straordinaria vendita di asset pubblici&#8221;: &#8220;Le privatizzazioni serviranno a ridurre il debito&#8221;.<br />
<strong><br />
No Tav</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri all&#8217;alba è scattata una operazione della Digos di Torino che ha portato all&#8217;arresto di 26 attivisti noTav, all&#8217;obbligo di dimora per 15 persone, e ad 11 perquisizioni nei confronti di altrettante persone indagate a piede libero. Reati ipotizzati: violenza privata, lesioni, danneggiamento, resistenza aggravata. I fatti &#8211; scrive <strong>La Stampa</strong> &#8211; si riferiscono al 27 giugno, durante lo sgombero del presidio no Tav della Maddalena di Chiomonte, e al 3 luglio, quando il movimento contrario alla linea ferroviaria Torino Lione tentò &#8211; invano &#8211; di assediare il cantiere. Tra le forze dell&#8217;ordine ci furono complessivamente 220 feriti. Tra gli arrestati, vi è uno dei fondatori delle Brigate Rosse, il milanese Paolo Maurizio Ferrari, 66 anni, un irriducibile scarcerato dopo 30 anni nel 2004. A lui è dedicato un ritratto del quotidiano. Come riferisce la Stampa, il Procuratore capo di Torino Caselli ha subito spiegato: &#8220;In questo provvedimento non c&#8217;è niente contro la valle di Susa, contro il dissenso, niente contro la mobilitazione che rimanga, sia pur espressa con modalità vivaci, nel perimetro del rispetto della legge. Le ragioni della mobilitazione dei noTav, giuste o sbagliate che siano, non ci riguardano. Non vogliamo, non dobbiamo, non possiamo occuparcene. La nostra azione è stata limitata agli atti che hanno provato con sicurezza, attraverso testimonianze e immagini, la partecipazione degli indagati, uno per uno, alle violenze culminate in lesioni, danneggiamenti, e resistenza a pubblico ufficiale&#8221;. A chi gli chiede perché non sia stato contestato il reato associativo, Caselli risponde: &#8220;Non avevamo le prove. Lo stesso Gip che si è occupato delle posizioni dei 38 maggiorenni&#8221; parla di &#8220;una organizzazione determinatasi sul momento&#8221;, che non aveva finalità diverse dall&#8217;attacco alla polizia schierata a difesa del cantiere. Tra gli arrestati, due hanno precedenti per terrorismo, ma Caselli ha ribadito: &#8220;il terrorismo qui non c&#8217;entra. Attorno al cantiere della Tav si è formato un crocevia di forze diverse e variegate. Sottolineo che solo 3 dei 41 indagati sono valsusini&#8221;, &#8220;le indagini non sono partite dall&#8217;area anarchica ma dai dati di fatto, cioè gli atti violenti&#8221;. Caselli ha detto anche che da parte dei militanti no tav sono state presentate denunce per le violenze subite: &#8220;La legge è uguale per tutti &#8211; ha detto &#8211; e in forza di questo principio cardine della magistratura le vaglieremo una ad una, e se emergeranno profili di reato, li perseguiremo contro chiunque&#8221;. <strong> Il Corriere</strong> intervista l&#8217;ex governatrice del Piemonte, Mercedes Bresso: &#8220;Errori anche nella sinistra che non ha saputo isolare i violenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il giorno della Memoria</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Stampa</strong> è Abraham Yehoshua a scriverne: &#8220;Ma l&#8217;Olocausto non è misura di tutte le cose&#8221;, &#8220;dobbiamo ricordarci che il fatto di esser stati vittime non è sufficiente a conferirci uno status morale&#8221;. Il quotidiano ricorda anche la battaglia della associazione Garivo &#8211; la foresta dei Giusti &#8211; di Gabriele Nissim, per l&#8217;istituzione di una &#8220;giornata internazionale dei Giusti&#8221;, da celebrare il 6 marzo. Il titolo di &#8220;Giusto tra le Nazioni&#8221; è stato coniato per onorare coloro che &#8211; non ebrei &#8211; durante la Shoah avevano salvato la vita di un ebreo. Tra gli uomini salvati dall&#8217;imprenditore tedesco Schindler, c&#8217;era anche Moshe Bejski, che poi divenne giudice della Corte costituzionale in Israele, e poi fu presidente della Commissione che vagliò la documentazione relativa agli atti di salvataggio in vista dell&#8217;attribuzione del titolo di Giusto.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong> Tzvetan Todorov parla del libro &#8211; testimonianza della etnologa francese Germaine Tillion, deportata nel corso della Seconda guerra mondiale, poi militante per la pace, e impegnata contro la guerra di Algeria: in &#8220;Ravensbruck&#8221; ha descritto nel dettaglio la vita nel campo di prigionia nazista (&#8220;La donna che ha riscritto il lager&#8221;).<br />
Su <strong>Il Giornale</strong> due contributi: Fiamma Nirenstein descrive &#8220;come è fatto l&#8217;antisemita di oggi&#8221;, che &#8220;odia gli ebrei per motivi ideologico-politici, demonizza Israele e ottiene il plauso del mediocre mondo culturale&#8221;; Giorgio Israel recensisce il volume di Valentina Pisanty &#8220;Negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah&#8221;, in cui si accenna anche ai limiti della giornata, &#8220;spesso intrisa di retorica celebrativa, autoconsolatoria e autoindulgente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A leggere il resoconto del <strong>Corriere della Sera</strong> dal vertice di Davos, tra le star del World Economic Forum c&#8217;è stato sicuramente il premier del Qatar, lo sceicco Al Tani: gli onori tributatigli dal Forum sono stati di molto superiori a quelli riconosciuti alla premier danese, presidente di turno dell&#8217;Ue: lei parla a nome di mezzo miliardo di europei ed ha avuto solo qualche comparsa su palchi secondari -sottolinea l&#8217;inviato Fubini &#8211; mentre per il premier qatariota, che amministra un Paese di circa 200 mila sudditi si è assistito ad un monologo in solitaria nella sala principale del centro congressi. &#8220;Non è sorprendente, in fondo i Paesi emergenti sono ormai le grandi potenze di Davos. Il secondo Paese più rappresentato, dopo la Gran Bretagna, è l&#8217;India &#8211; scrive Fubini. &#8220;Ma in cosa Al Tani sia impegnato a migliorare lo stato del mondo&#8217; è risultato meno chiaro&#8221;.  A chi lo ha definito un vero visionario, a chi elogia le sue accuse per la distribuzione sbagliata dei frutti dello sviluppo che hanno portato alle rivoluzioni del mondo arabo, invocando il diritto dei cittadini a scegliere il proprio sistema, il Corriere ricorda che il Paese è una monarchia assoluta di tipo feudale, in cui gli immigrati, 80 per cento del Paese, sono legalmente trattati come schiavi. Senza il consenso dei datori di lavoro non possono lasciare il Paese, né cambiare impiego, guidare, fare la spesa.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong> la vicepresidente della Commissione europea nonchè commissaria alla Giustizia Reding spiega la riforma che questa settimana la Commissione proporrà sull&#8217;utilizzo dei dati inseriti online, che comprende anche un &#8220;diritto all&#8217;oblio&#8221; e nuove norme per il trattamento degli stessi dati, che circolano attraverso i social network o che immettiamo in rete per prenotare un viaggio aereo e via dicendo.<br />
Il Corriere della Sera ha letto la classifica dei migliori think tank stilata ogni anno dall&#8217;Università della Pennsilvanya: i Paesi emergenti sono in ascesa, ma nella &#8220;hit parade&#8221; dei 50 centri di ricerca non statunitensi non c&#8217;è nessun organismo italiano. Nella classifica relativa ai Paesi dell&#8217;Europa occidentale, al 32° posto si trova soltanto l&#8217;Istituto affari internazionali e, al 50°, l&#8217;Istituto Bruno Leoni.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La fantasia degli evasori</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Fisco, i 18mila supertruffatori&#8221;, &#8220;Ecco il dossier della Guardia di Finanza: rubano allo Stato. Monti e Merkel: ce la faremo&#8221;. Nell&#8217;occhiello: &#8220;Napolitano: il lavoro non deve essere un privilegio. Rapporto di Bankitalia: famiglie sempre più povere, undici anni di stipendio per comprare casa&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;Terremoto spaventa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Fisco, i 18mila supertruffatori&#8221;, &#8220;Ecco il dossier della Guardia di Finanza: rubano allo Stato. Monti e Merkel: ce la faremo&#8221;. Nell&#8217;occhiello: &#8220;Napolitano: il lavoro non deve essere un privilegio. Rapporto di Bankitalia: famiglie sempre più povere, undici anni di stipendio per comprare casa&#8221;.<br />
A centro pagina, con foto: &#8220;Terremoto spaventa il Nord, tutti in strada, scuole evacuate&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;La protesta continua, scontri e feriti a Roma&#8221;, &#8220;Dopo i Tir, la rivolta dei pescatori davanti alla Camera. Penalisti in sciopero&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Gli scrocconi&#8221;, &#8220;10.525 Imprenditori che frodavano lo Stato. 4.358 Finti poveri che chiedevano sussidi. 1.440 impiegati pubblici con il doppio lavoro. 2 miliardi Il danno per i cittadini&#8221;.<br />
A centro pagina, con foto di un pescatore ferito ieri durante gli scontri: &#8220;E ora s&#8217;inventano pure l&#8217;eurosciopero&#8221;, &#8220;Primi scontri dell&#8217;era Monti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;pensioni, intesa su più fondi&#8221;, &#8220;Prorogati i crediti d&#8217;impresa al Sud. Verso ticket progressivi&#8221;.<br />
Anche qui un richiamo agli accertamenti della Gurdia di Finanza: &#8220;Nel 2011 scoperti 18mila truffatori&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Merkel: riforme per crescere&#8221;, &#8220;Il leader tedesco: non solo rigore, ora azioni per creare lavoro. Monti: si vede l&#8217;uscita dalla crisi&#8221;. E poi: &#8220;Draghi: l&#8217;Italia completi le misure per il rilancio. Fed: i tassi restano fermi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> si presenta oggi in edicola con una copertina che avvolge il quotidiano ed è dedicata a &#8220;Lo Stato dell&#8217;Unione&#8221; (europea). Insieme ad altri cinque giornali del continente, inzia &#8220;un viaggio per capire cosa ci unisce e cosa ci divide&#8221;.<br />
L&#8217;apertura del giornale ha una foto da Verona, colpita dal terremoto ed il richiamo ad un&#8217;intervista alla cancelliera tedesca che viene così sintetizzata: &#8220;Merkel e l&#8217;Europa, &#8216;Nel futuro vedo l&#8217;Unione politica&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;Sanità, rivoluzione per i ticket&#8221;, &#8220;Piano delle Regioni: previsti rincari e nuove esenzioni. Decreto Milleproroghe: aumentano le sigarette&#8221;.<br />
Sotto la testata, una foto del presidente Usa e il richiamo al suo discorso dello Stato dell&#8217;Unione: &#8220;Obama apre agli indignati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> ha un titolo sul terremoto al Nord: &#8220;Scossa di otto secondi. La paura arriva al Nord&#8221;.<br />
E a centro pagina, in grande evidenza: &#8220;Fisco più facile con un decreto&#8221;, &#8220;Il governo prepara le misure: meno agevolazioni&#8221;. &#8220;E domani il provvedimento che cancellerà 430 mila norme. Pane fresco anche la domenica&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Merkel: &#8216;Ora riforme, non altri soldi&#8217;. Monti vede una via d&#8217;uscita alla crisi&#8221;.<br />
In prima anche un articolo di Gian Antonio Stella dedicato al ministro Profumo: &#8220;La doppia poltrona del ministro&#8221;, &#8220;Dopo più di due mesi Profumo è ancora presidente del Cnr, che controlla&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong> parla di un &#8220;sondaggio choc&#8221;: &#8220;Monti si fuma il Pdl&#8221;. E spiega: &#8220;Il Prof mette una tassa anche sul tabacco. Il popolo di sinistra lo indica come suo vero leader, lui ricambia cassando le riforme sgradite al Pd. Che aspetta il centrodestra a mandarlo a casa? Pescatori contro il governo con le bombe carta: scontri e feriti. Sette arresti per i blocchi dei Tir&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Evasione</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le pagine 2 e 3 de <strong>La Repubblica</strong> sono dedicate agli &#8216;identikit&#8217; degli &#8216;evasori-parassiti&#8217; scovati dalla Guardia di Finanza e scrive che nel 2011 hanno causato allo Stato un danno da 2 miliardi. Smascherati 4.300 falsi indigenti e più di mille doppi lavori nella Pubblica Amministrazione. Esempi: una parruchiera di Ravenna che si fingeva cieca totale per incassare l&#8217;invalidità dal 1997; in provincia di Frosinone 90 medici e 21 funzionari Asl passavano la mutua a 1500 persone già morte da anni e ai defunti venivano anche pagate le rette per i farmaci; a Lamezia Terme tre società e tre persone fisiche percepivano contributi europei per il fotovoltaico mai realizzato con documentazione falsa, 7 milioni di euro indebitamente percepiti. E via di seguito.<br />
Anche <strong>Il Sole 24 Ore</strong> dedica un&#8217;intera pagina alle truffe al Fisco ed evidenzia i dati relativi agli illeciti finanziamenti comunitari per 700 milioni. Esempio: i fondi per il fotovoltaico finivano ad una cartiera (Lamezia Terme). La migliore: &#8220;Farmaci per la prostata prescritti a due donne&#8221; (Puglia). Oppure: &#8220;falsi ciechi al volante o con le forbici in mano&#8221; perché parrucchieri (Lugo di Romagna).<br />
Anche su <strong>La Stampa</strong> un&#8217;intera pagina: &#8220;Pensioni ai morti e finti poveri. La nuova frontiera della truffa&#8221;.<br />
E sul <strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;i professionisti delle frodi&#8221;, &#8220;così sono stati rubati due miliardi allo Stato&#8221;. Il quotidiano sottolinea il fatto che non si tratta davvero di &#8216;rubagalline&#8217; che lucrano sulle piante di fagioli seminati: sono &#8216;professionisti del crimine&#8217; capaci di vendere pacchetti chiavi in mano, progetti, piani di investimenti, formazione del personale. Dal rapporto della Guardia di Finanza emerge il profilo dei ladri comunitari e non solo: sono quelli che non solo evadono le tasse, ma prendono i contributi e scappano, rubando anche lo sviluppo a territori disagiati. Ci si riferisce, ad esempio, ad un call center fasullo di Lamezia Terme: autore della truffa è un imprenditore torinese al di sopra di ogni sospetto, figlio di un esponente della Confindustria di quella regione, nonché proprietario di uno yacht reso noto per esser stato la location di un film con Nicole Kidman (&#8220;Ore 10: calma piatta&#8221;). Aveva ottenuto 20 milioni di euro per finanziare un software patacca di gestione del call center.<br />
Su<strong> Il Giornale</strong>: &#8220;non saremo un popolo di Schettini, in compenso siamo un Paese pieno di scrocconi&#8221;.<br />
<strong>La Stampa</strong> riferisce delle linee portanti del nuovo &#8220;Patto per la salute 2013-2015&#8243;, discusso ieri dagli assessori regionali italiani alla sanità. In un documento tecnico di 51 pagine si ipotizza la rimodulazione dei ticket su più fasce di reddito e in rapporto alla composizione del nucleo familare, tenendo conto del numero dei componenti della famiglia e della presenza di anziani o persone non autosufficienti a carico. Verrebbe innalzata da 65 a 70 anni l&#8217;età di esenzione per il ticket e verrebbe ridotto il tetto di 36 mila euro di reddito. Le Regioni sarebbero anche favorevoli alla tassa sul cibo spazzatura proposta dal ministro Balduzzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Redditi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I quotidiani dedicano altrettanta attenzione ad una indagine campionaria della Banca d&#8217;Italia sui bilanci familiari del 2010. Il &#8220;dossier&#8221; offerto ai lettori da <strong>La Repubblica</strong> focalizza l&#8217;attenzione sul potere di acquisto degli italiani e sintetizza, per quel che riguarda le famiglie: &#8220;11 anni di stipendio per comprare casa, redditi al palo dal 1990, salgono i poveri&#8221;.  Scrive il quotidiano che per comprare casa ci si mette quasi il doppio del tempo rispetto a dieci anni fa. Aumenta la popolazione convinta che le entrate siano insufficienti a coprire le spese: rappresenta il 30 per cento. Si risparmia di meno: il 27 per cento delle famiglie fa i conti con debiti da pagare (44 mila euro in media, mutui inclusi).<br />
Sul <strong>Corriere della Sera</strong>, ancora in riferimento ai dati Bankitalia: &#8220;Il reddito familiare più magro. Poveri e ricchi, sale il divario&#8221;. Il periodo analizzato è il 1991-2010: il reddito medio familiare è risultato inferiore in termini reali, cioé depurato dall&#8217;effetto corrosivo dell&#8217;inflazione, del 2,4 per cento nel 2010, rispetto a quello riscontrato nel 1991. Nel 2010 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato pari a 32.714 euro: nel 1991 era di 37.2 milioni di lire. Gli ultimi due anni, dal punto di vista del reddito, sono stati più favorevoli ai lavoratori indipendenti o autonomi. La quota di individui che vengono definiti &#8220;a basso reddito&#8221; è risultata nel 2010 pari al 14,4 per cento, ovvero un punto in più del 2008. E la concentrazione di ricchezza è così articolata: il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della intera ricchezza del Paese, contro il 44,3 per cento registrato due anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzo Cremonesi è l&#8217;inviato del <strong>Corriere della Sera</strong> in Siria, e si occupa della comunità cristiana, e della sua paura. Finora ha goduto della protezione degli alauiti, al potere con gli Assad: &#8220;Meglio il regime di Assad delle vendette islamiche&#8221;. Ieri peraltro nel corso delle violenze è stato ucciso un sacerdote cristiano ortodosso mentre soccorreva i feriti.</p>
<p style="text-align: justify;">Reportages dall&#8217;Egitto, ad un anno dall&#8217;inizio della rivolta: ne troverete uno su <strong>La Repubblica</strong>, alle pagine R2, firmato da Bernardo Valli (&#8220;Un anno dopo la rivolta di piazza Tahrir, la sensazione è che la svolta sia ancora incompiuta, come se fosse imprigionata in una camicia di forza dalla quale cerca di liberarsi, tra l&#8217;ingombrante presenza dei generali e i partiti islamisti che hanno fatto il pieno di voti&#8221;). Con intervista al regista Yousry Nasrallah, che ha appena finito di girare un film sulle proteste. L&#8217;altro reportage è quello de <strong>La Stampa</strong>, a firma di Domenico Quirico: &#8220;Un milione a Tahrir, al Cairo la rivolta non è ancora finita. 11 cortei hanno marciato per ore dalle periferie al centro, la rabbia anti Mubarak del 2011 è ora tutta contro i generali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sulla prima pagina del <strong>Corriere della Sera</strong> il politologo Giovanni Sartori si occupa della proposta di cittadinanza agli immigrati. Propone, sulla scia delle polemiche nate intorno al concetto di ius soli (diventi cittadino lì dove nasci) il ricorso ad un principio che è &#8220;la concessione della residenza permanente&#8221;, trasferibile ai figli, ma revocabile. Non avrebbero diritto di voto, &#8220;il che non mi sembra terribile, a meno che i residenti in questione vogliano condizionare o controllare un Paese creando un loro partito (islamico o altro)&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla prima pagina de <strong>La Repubblica</strong>, Vito Mancuso racconta la sua esperienza di spettatore al teatro Parenti di Milano, dove si rappresenta l&#8217;opera, contestatissima dal Vaticano, &#8220;Il concetto di volto nel figlio di Dio&#8221;, del regista Castellucci. Mancuso non ha apprezzato: fatta salva la libertà di espressione, &#8220;come si reagirebbe se qualcuno mettesse in scena uno spettacolo con tesi negazioniste sulle camere a gas?&#8221;. Dal punto di vista artistico gli è parsa una opera mediocre. Ma sul profilo religioso sostiene che non si tratti affatto di una opera blasfema: &#8220;La presenza di riferimenti alla religione ne fa piuttosto un&#8217;opera anti-religiosa&#8221;. Tuttavia, come cattolico, non si sente affatto offeso: quei cattolici che sono giunti a minacce violente verso il teatro e il regista,  sono persone che covano dentro di sé odio verso la modernità e un enorme complesso di inferiorità verso l&#8217;Islam per la sua capacità di presa sulle masse&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo che <strong>La Stampa</strong> ha un grande inserto dedicato allo &#8220;Stato dell&#8217;Unione&#8221; europea, con contributi da tutti i Paesi e con puntate su tutti i temi più attuali, dal&#8217;euroscetticismo britannico alla Corte Costituzionale tedesca che frena l&#8217;integrazione.<br />
<strong>La Repubblica</strong> riproduce l&#8217;intervento che la cancelliera Merkel ha pronunicato ieri al vertice di Davos, che così sintetizza: &#8220;Lavoro ai giovani e credibilità, così l&#8217;Europa resterà unita, ma sui debiti niente sconti&#8221;, &#8220;La Merkel ai partner Ue: imitate la Germania&#8221;.<br />
Su <strong>La Stampa</strong>, invece, troverete l&#8217;intervista alla stessa Merkel realizzata da El Pais, la Suddeutsche Zeitung e la Gazeta Wyborcza: &#8220;La mia visione per l&#8217;Europa è l&#8217;Unione politica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>La PA e i suoi creditori</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Tir, si muovono i prefetti. Ancora blocchi sulle strade, disagi per le forniture. Monti promette fermezza alla Ue. Travolge manifestante, arrestata camionista tedesca&#8221;. &#8220;Lo Stato paga gli arretrati. Alle imprese 5,7 miliardi. E una parte sarà in titoli&#8221;. In taglio basso, le intercettazioni del comandante della nave Concordia, Schettino: &#8220;La nave si inclinava, sono sceso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Chi sono i nuovi evasori fiscali&#8221;, &#8220;ecco l&#8217;identikit della Finanza. Fmi: bene l&#8217;Italia ma la Ue l&#8217;aiuti&#8221;. A centro pagina, lo sciopero dei Tir: &#8220;Un morto nella protesta dei Tir, si allenta il blocco&#8221;.<br />
In prima pagina anche le dichiarazioni del viceministro del Lavoro Michel Martone, su cui si è abbattuta una &#8220;bufera&#8221;: &#8220;Da sfigati la laurea a 28 anni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Via i blocchi, merci ancora ferme&#8221;, &#8220;il governo: interverremo&#8221;. &#8220;Continua lo sciopero: mercati deserti, allarme prezzi. Camionista ucciso nella notte ad Asti, arrestata l&#8217;investitrice, una camionista tedesca&#8221;. In taglio basso, il Fmi: &#8220;Roma ok, ma non basta&#8221;, &#8220;&#8216;ha bisogno dell&#8217;Europa&#8217;. Monti: nel pacchetto roba vera&#8221;. In prima anche un richiamo al discorso sullo stato dell&#8217;Unione di Obama: &#8220;Ricostruiamo insieme una America più equa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Un Paese in ostaggio&#8221;, &#8220;il blocco dei Tir comincia a far sentire i suoi effetti. Distributori senza benzina, nei negozi scarseggiano i prodotti. Il governo fa la voce grossa ma non interviene, la protesta continua&#8221;. La caricatura è per il ministro del Lavoro Fornero, succube della segretaria Cgil, dalla quale è &#8220;terrorizzata&#8221;: &#8220;La Fornero si rimangia la cosa giusta&#8221;.<br />
&#8220;Dalla parte di Martone&#8221;, titola il quotidiano, che riprende le dichiarazioni del viceministro con un commento di Filippo Facci: &#8220;Quegli studenti vecchi e sfigati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Si fermano le auto&#8221;, &#8220;consumi di benzina giù dell&#8217;11 per cento a causa delle tasse. Molta gente va a piedi. Il Fondo Monetario ci gela: &#8216;l&#8217;Italia da sola non ce la farà&#8217;&#8221;. Foto della ministra dell&#8217;Interno: &#8220;La lady di ferro piega i camionisti&#8221;.<br />
Della &#8220;bufera sul viceministro Martone&#8221; scrive Stefano Zecchi: &#8220;Elogio (giusto) dei secchioni, sfigato se ti laurei a 28 anni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Scatta lo stop alle tariffe professionali&#8221;, Napolitano firma il decreto, &#8220;la deregulation è legge: pronti gli sconti sui farmaci e sulle polizze RcAuto&#8221;. Di spalla: &#8220;Fmi: &#8216;L&#8217;Italia non può fare tutto da sola, occorre il sostegno Ue&#8217;&#8221;. In taglio basso: &#8220;Blocco dei Tir, intervengono i prefetti&#8221;, &#8220;Il governo a Bruxelles: faremo rispettare la legalità. Cancellieri: linea dura&#8221;.<br />
<strong><br />
Governo: Pubblica amministrazione e debiti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> dedica un approfondimento al decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che impone allo Stato di pagare gli arretrati alle imprese per una cifra di 4,7 miliardi: &#8220;Alla fine, nella legge sulle liberalizzazioni, c&#8217;è una prima risposta alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione, che lamentano non solo il ritardo con il quale vengono pagate, ma anche i pesanti arretrati, stimati in 70-80 miliardi di euro. Queste aziende, se vorranno, potranno chiedere il pagamento in titoli di Stato. A tal fine l&#8217;articolo 35 del decreto legge prevede un limite massimo per questa modalità di estinzione del credito di 2 miliardi di euro, precisando che tale cifra non verrà computata nell&#8217;ammontare delle emissioni dei titoli di Stato. L&#8217;onere per gli interessi valutati in 235 milioni di euro l&#8217;anno dal 2012 verrà coperto da un maggior concorso della finanza pubblica delle accise delle energia delle regioni a Statuto speciale. Oltre a questi due miliardi ci sono altre risorse per l&#8217;estinzione dei crediti maturati per altri 5,7 miliardi.<br />
Se ne occupa anche<strong> Il Fatto</strong>: &#8220;Lo Stato deve 70 miliardi, ma nel decreto solo spiccioli&#8221;. Per il quotidiano arriverà qualche briciola, con quei 4,7 miliardi di euro in arrivo grazie al decreto liberalizzazioni che aggira l&#8217;ostacolo dei vincoli comunitari: la &#8220;tagliola comunitaria&#8221; è infatti pronta a scattare se il debito pubblico torna a salire, proprio a causa dei pagamenti alle imprese creditrici. Per via dei Trattati europei, i 70 miliardi dovuti alle imprese creditrici non vengono conteggiati perché &#8220;debiti commerciali&#8221;, e per questo il governo non può andare oltre. Lo sa bene, secondo Il Fatto, Corrado Passera che, a fine 2011, aveva lanciato la proposta del pagamento in Btp e che ora sta facendo i conti con la realtà, tanto da dichiarare in commissione Industria del Senato che &#8220;emettere nuovi titoli per pagare i debiti è per definizione un aumento del debito pubblico. Quindi occorre procedere al pagamento dello scaduto senza mettere in discussione il pareggio nel 2013, e quindi dobbiamo trovare dei modi, per ora abbiamo trovato cinque miliardi per procedere ai debiti contratti nel passato, senza rimettere in discussione gli obiettivi del pareggio&#8221;. Passera ha escluso l&#8217;intervento della Cassa depositi e prestiti, che potrebbe anch&#8217;esso non essere compatibile con gli obiettivi di pareggio di bilancio. Per quanto riguarda il pregresso, il ministro promette il recepimento anticipato della direttiva comunitaria che impone alla Pubblica amministrazione i pagamenti entro 30 giorni, con alti interessi sui ritardi: anticipato rispetto alla scadenza del 2013, e sanità esclusa. Ma quest&#8217;ultimo settore rappresenta oggi circa 40 miliardi dell&#8217;impagato, ovvero più della metà del totale.<br />
<strong><br />
Liberalizzazioni e lavoro </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri il presidente del Consiglio Monti, al termine del vertice Ecofin a Bruxelles, è tornato a parlare delle liberalizzazioni: &#8220;Siamo ben consapevoli che le liberalizzazioni destano opposizioni, preoccupazioni ed ansie. Ci possono essere cose da guardare più attentamente, ma le misure presentate sono in buona sostanza quelle necessarie&#8221;, ha detto. Ha poi sottolineato che le riforme chiedono &#8220;nell&#8217;immediato un contributo importante di tutti i settori e le professioni interessate. Tutti gli italiani stanno facendo degli sforzi, ma se li facciamo tutti insieme il sacrificio sarà minore e l&#8217;impatto sulla crescita maggiore&#8221;. <strong>Il Corriere della Sera</strong> sottolinea che alle riunioni Ecofin e dell&#8217;Eurogruppo Monti ha incassato unanimi apprezzamenti dopo la manovra, per il decreto sull&#8217;apertura della concorrenza dove &#8211; ha detto &#8211; c&#8217;è roba vera. Monti ha citato uno studio di Bankitalia secondo cui il margine di profitto del settore dei servizi italiani è più alto per la mancanza di concorrenza: se fosse portato a livello medio dell&#8217;eurozona &#8220;ci sarebbe un aumento del Pil&#8221; nel lungo periodo dell&#8217;11 per cento, di cui un buon cinque per cento nei primi tre anni. Quanto al tavolo con le parti sociali, Monti ha promesso una riforma del mercato del lavoro in tempi &#8220;più lunghi&#8221; di quelli molto pressanti che hanno condotto alla riforma delle pensioni, ma più brevi di quelli necessari in passato per le altre riforme del mercato del lavoro.<br />
Il quotidiano dà anche conto della &#8220;cautela&#8221; scelta dal ministro del Lavoro Elsa Fornero sulla riduzione della Cassa Integrazione. Titola <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Fornero frena su Cigs e contratto unico&#8221;: &#8220;Non è scritto nel documento &#8211; ha detto in una audizione &#8211; ne parleremo con i sindacati&#8221;. Il quotidiano riferisce anche delle parole dello stesso Monti su questi argomenti: &#8220;I temi sui quali il governo insisterà sono quelli che il ministro Fornero ha comunicato&#8221;. Compie così una doppia operazione: non sconfessa il ministro Fornero, anzi la protegge dalle possibili invasioni di campo degli altri colleghi, come il titolare allo Sviluppo Passera e, per altro verso, viene incontro alla richiesta dei sindacati, della Confindustria e del Pd di ripartire da una agenda condivisa e non dal documento Fornero.<br />
Il quotidiano sottolinea che Passera, in questa fase di tensione della Fornero con le parti sociali, è diventato il primo interlocutore tanto della segretaria Cgil Camusso che della leader degli industriali Marcegaglia: &#8220;Passera è il vero ministro &#8216;politico&#8217; del governo Monti, conosce bene le dinamiche sindacali, dopo aver gestito, a cavallo tra gli anni 90 e il 2000, il processo di ristrutturazione delle Poste; e da banchiere ha visto da vicino debolezze e virtù dell&#8217;apparato industriale italiano&#8221;. La Repubblica ricorda che è nelle stanze del suo dicastero che si stanno scaricando i primi effetti della recessione, con più di 200 tavoli di crisi aperti per circa 300 mila posti di lavoro a rischio&#8221;. Il quotidiano sottolinea anche le inquietudini di aziende come la Fincantieri o la Fiat di Termini Imerese, per cui la Cassa straordinaria resta indispensabile. &#8220;Passera sta nel mondo reale, la Fornero è rimasta ancora nelle aule universitarie&#8221;, ha detto un industriale del direttivo di Confindustria. Ed è proprio in Confindustria che si starebbe elaborando una sorta di svolta sull&#8217;articolo 18, che prevede il reintegro sul posto di lavoro. Gli industriali potrebbero insistere per una definizione più certa dei tempi entro i quali il giudice deve decidere, tanto più che nella stragrande maggioranza dei casi alla fine imprenditore e lavoratore si accordano su una transazione economica e non sul reintegro del dipendente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Evasori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> dedica due intere pagine alle indagini delle Fiamme Gialle sugli evasori totali, per comporre un &#8220;dossier&#8221; focalizzando l&#8217;attenzione su dieci casi emblematici: evasori totali, lo scorso anno la Gdf ne ha individuati 7500, hanno sottratto all&#8217;erario circa 21 miliardi di tasse. Quanti siano in realtà nessuno lo sa. Quel che è certo è che si tratta della categoria più spregiudicata degli evasori fiscali, quelli che scelgono la clandestinità totale. Non esistono, spesso non hanno neppure il numero di telefono, aprono e chiudono aziende. Ma spesso commettono un errore, godendosi i guadagni con macchine di lusso, yacht e ville.<br />
L&#8217;argomento viene ripreso anche da <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, che racconta come siano stati scoperti 30 mila evasori totali. E&#8217; il bilancio di 4 anni relativo alle indagini della Guardia di Finanza. Il Sole 24 Ore analizza anche gli studi di questi anni che sono stati recentemente rilanciati dal tavolo sulla riforma fiscale presieduto dal Presidente dell&#8217;Istat Giovannini, incaricato di studiare l&#8217;economia non osservata. Il ritratto che ne esce, secondo il quotidiano, è quello di un evasore giovane, di età inferiore ai 44 anni, di sesso maschile, prevalentemente residente al centro: la fotografia sembra più legata ad una indagine statistica fondata sui bilanci delle famiglie di Bankitalia, mentre, secondo Giovannini, l&#8217;evasore risiederebbe prevalentemente al sud.<br />
<strong><br />
Appalti in Vaticano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sul <strong>Corriere della Sera</strong> e su <strong>Libero</strong> si danno anticipazioni da una trasmissione che verrà messa in onda stasera su La7, riguardo agli appalti in Vaticano. Sul <strong>Corriere della Sera</strong> è Sergio Rizzo ad occuparsene: tutto ruota intorno a Carlo Maria Viganò, che fino a qualche mese fa era segretario generale del Governatorato del Vaticano, ovvero la struttura che gestisce appalti e forniture. In una lettera a Benedetto XVI parlava esplicitamente di &#8220;corruzione&#8221; e considerava un suo trasferimento (che poi effettamente c&#8217;è stato, poiché è Nunzio apostolico a Washington), come un danno che avrebbe generato smarrimento in quanti credevano possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione. Spiega Rizzo che le rivelazioni di Viganò fanno capire che in Vaticano opera una cordata di fornitori, senza alcuna gara: dentro le mura dello Stato della Chiesa lavorano sempre le stesse ditte, a costi doppi rispetto all&#8217;esterno, anche perché non esiste alcuna trasparenza nella gestione degli appalti di edilizia e impiantistica. L&#8217;inchiesta viene presentata su <strong>Libero</strong> dallo stesso autore, Gian Luigi Nuzzi: &#8220;Monsignor Viganò denuncia di esser stato allontanato dalla Santa Sede perché aveva scoperto gli altarini e iniziato un&#8217;opera di pulizia e tagli&#8221;. Viganò aveva tentato di tagliare i costi ed aveva dato fastidio. Un caso su tutti, il presepe di piazza  San Pietro, che nel 2009 era costato 550 mila euro, mentre quello del 2010 scese a 300 mila.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Usa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri il Presidente Obama ha pronunciato il suo ultimo discorso sullo Stato dell&#8217;Unione, quello che inaugura la campagna per la rielezione. Ne dà conto ampiamente <strong>La Stampa</strong>: &#8220;Ricostruiamo insieme una america più giusta per farla durare nel tempo&#8221;, ha detto Obama, sottolineando che è necessario &#8220;mantenere viva la promessa americana&#8221;, per scongiurare il rischio di diventare un Paese &#8220;dove un numero ristretto di persone vive davvero bene, mentre una crescente quantità di cittadini a malapena ce la fa&#8221;. Per riuscirci l&#8217;imperativo è &#8220;restaurare una economia dove ognuno ha una opportunità&#8221;. L&#8217;agenda di Obama ha 4 pilastri: l&#8217;industria delle manifatture, l&#8217;energia, la qualità della manodopera nazionale e i valori americani. I dati positivi che l&#8217;economia ha espresso negli ultimi mesi gli fanno affermare che &#8220;la ricostruzione è iniziata&#8221;, e, a dimostrazione di ciò, il fatto che da 20 mesi il settore privato crea posti di lavoro. Ma perché il rilancio possa durare &#8220;è necessaria una società più giusta, basata sull&#8217;uguaglianza, che garantisca opportunità a tutti&#8221;. Obama ha ribadito il sostegno alla proposta del finanziere Buffet di stabilire una aliquota fiscale minima per chi guadagna oltre un milione di dollari annui.<br />
<strong><br />
Turchia, Francia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sulla <strong>Stampa</strong> ci si sofferma sulle ripercussioni in Turchia della legge approvata anche dal Senato francese che punisce la negazione del genocidio armeno. Era già stata approvata a dicembre dalla assemblea nazionale. Parlando ieri ad Ankara ai parlamentari del suo partito, l&#8217;Akp, il primo ministro turco Erdogan ha definito la legge &#8220;discriminatoria&#8221; e &#8220;razzista&#8221;. Il ministro degli esteri francese Juppe non fa mistero di considerare &#8220;inopportuna&#8221; la legge, ma ha invitato i turchi a mantenere &#8220;il sangue freddo&#8221;. I turchi ce l&#8217;hanno soprattutto con il presidente Sarkozy, accusato di sacrificare le relazioni franco-turche sull&#8217;altare delle elezioni presidenziali e del voto dei 600 francesi di origine armena. Considera una legge sbagliata quella approvata in Francia sul genocidio armeno Timothy Garton Ash, che se ne occupa con un commento su <strong>La Repubblica</strong>: il Senato francese ha approvato la legge che rende reato negare il genocidio armeno del 1915, &#8220;ma in nome della libertà di parola, di ricerca storica&#8221; e dell&#8217;articolo 11 della dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo sulla libertà di opinione, &#8220;avrebbe dovuto invece bocciarla&#8221;. Spiega Garton Ash: &#8220;Non si tratta di stabilire il livello di atrocità degli atti compiuti ai danni degli armeni negli ultimi anni dell&#8217;impero ottomano, né se meritino un posto nella memoria dei turchi o degli europei. Su questo non vi è dubbio. Il problema è se debba essere considerato reato il fatto di contestare la natura di genocidio di tali terribili eventi nella accezione del termine in uso nel diritto internazionale&#8221;. Secondo l&#8217;analista il Parlamento francese non è competente né autorizzato ad ergersi a giudice della storia mondiale, pronunciando sentenze sulla condotta passata di altre nazioni. Peraltro uno sviluppo della legge è che essa renderà reato non solo l&#8217;atto di contestare il genocidio, ma anche ogni azione tesa a &#8220;sminuirlo oltraggiosamente&#8221;. Un concetto che molti considerano vago: &#8220;Se i turchi fissano il numero delle vittime armene a circa 500 mila e gli armeni parlano di 1 milione e mezzo di morti, quando scatta il reato? A quota 547 mila?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Islam europeo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sull&#8217;<strong>International Herald Tribune</strong>, un intervento di Jonathan Laurence, docente del Boston College ed autore di un libro dedicato all&#8217;emancipazione dei musulmani europei e al ruolo dello Stato nell&#8217;integrazione delle minoranze: il fallimento della loro integrazione viene attribuito spesso ad un eccesso di tolleranza ma, al contario, gli europei non dovrebbero avere  paura di consentire agli studenti musulmani di seguire corsi di Islam in scuole ed università finanziate dallo Stato. Secondo Laurence, al contrario, &#8220;solo rafforzando i diritti democratici dei cittadini musulmani a formare associazioni, ad aggregarsi a partiti politici, ad impegnarsi in altri campi della vita civica&#8221; permetterà all&#8217;Europa di integrarli e dar &#8220;pieno significato&#8221; ad una &#8220;astratta promessa di libertà religiosa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>La paralisi dei Tir</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Blocco dei Tir, strade nel caos. Il Garante: valutare la precettazione. Il Viminale: attenzione, la protesta potrebbe degenerare&#8221;. &#8220;A rischio la consegna dei prodotti. Fiat ferma le fabbriche&#8221;. Il titolo di apertura è dedicata alle linee guida che il governo ha presentato ieri alle parti sociali: &#8220;La stretta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Blocco dei Tir, strade nel caos. Il Garante: valutare la precettazione. Il Viminale: attenzione, la protesta potrebbe degenerare&#8221;. &#8220;A rischio la consegna dei prodotti. Fiat ferma le fabbriche&#8221;. Il titolo di apertura è dedicata alle linee guida che il governo ha presentato ieri alle parti sociali: &#8220;La stretta del governo sulla cassa integrazione. La Cgil dice no, dubbi della Confindustria&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Monti ne fa una giusta. Il governo annuncia che eliminirà la cassa integrazione straordinaria, con la quale si nasconde la disoccupazione e si crea &#8216;nero&#8217;. Evviva: basta che poi non si faccia intimorire dai sindacati&#8221;. A centro pagina: &#8220;Ma adesso il Prof finisce sotto i tir&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Tir selvaggio paralizza l&#8217;Italia. Dal Nord al Sud una giornata di caos nei trasporti. Il Viminale: non tolleriamo altri stop. Cominciano a scarseggiare le merci, oggi la Fiat chiude gli impianti&#8221;. &#8220;Blocchi in autostrada, il garante chiede la precettazione. Fisco, scovati 7500 evasori totali&#8221;. A centro pagina: &#8220;Tagli alla cassa integrazione, ma i sindacati dicono no&#8221;. Secondo il quotidiano a &#8220;frenare&#8221; sull&#8217;argomento sarebbero però anche alcuni ministri del governo: &#8220;Il governo frena il ministro del Welfare&#8221;. A fondo pagina in evidenza una intervista al segretario generale Nato Rasmussen: &#8220;Perché sono giuste le sanzoni contro Teheran&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Tassati e mazziati. La rivolta dei tir blocca l&#8217;Italia. I camionisti protestano e paralizzano le autostrade. E dopo il fisco vampiro, i cittadini si beccano i disagi&#8221;. E poi: &#8220;Scovati 7500 evasori totali, recuperati 50 miliardi. Il merito? Di Berlusconi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong> dedica il titolo d&#8217;apertura alla economia europea: &#8220;Lo spread scende a quota 413. Sì al nuovo fondo salva Stati. Btp decennali al 6,1 per cento, in calo anche le scedenze brevi. Bene l&#8217;asta in Francia, ottimismo sul debito greco. Borse su contro le banche&#8221;. A centro pagina &#8220;la protesta dei Tir blocca l&#8217;Italia&#8221;. Il quotidiano spiega in un corsivo che nel decreto liberalizzazioni del governo sono già state &#8220;accolte di fatto tutte le richieste&#8221; di chi protesta, e si chiede: &#8220;Fanno finta di non vederlo per mettere in ginocchio il Paese? Non l&#8217;hanno visto? Leggano il Sole 24 Ore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tir</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;editoriale del <strong>Sole 24 Ore</strong>, firmato da Alberto Orioli, si sofferma sulle richieste degli autotrasportatori: &#8220;chiedono sconti sul gasolio e sui premi RcAuto&#8221;, e protestano contro il decreto liberalizzazioni. &#8220;L&#8217;incredibile è che proprio il decreto contestato prevede il rimborso trimestrale delle accise sul gasolio , il taglio del premio RcAuto, il rimborso dei crediti. O non sanno o fanno finta di non sapere. E ciò fa addirittura pensare che dietro la protesta ci possa essere dell&#8217;altro. Non manca neppure, a ragione, che invoca una più puntuale analisi della agitazione dei forconi in Sicilia e chiede rispose chiare: è vero o no che sarebbero state rilevate diverse infiltrazioni di personaggi vicini alla mafia?&#8221;.<br />
Attilio Bolzoni, su <strong>La Repubblica</strong>, evidenzia &#8220;il lato oscuro della rivolta&#8221;: &#8220;E&#8217; la solita Sicilia che cambia e non cambia mai&#8221; gattopardescamente, poiché &#8220;con un Pdl allo sbando, un Berlusconi che non è più garante e non è più condottiero, il ventre molle dell&#8217;isola ha la necessità di una sua rappresentanza&#8221;: per questo si rivolge a &#8220;vecchi arnesi del sottobosco politico siciliano&#8221;, come Mariano Ferro, allevatore di cavalli di Avola, ex Forza Italia, ex Movimento per l&#8217;Autonomia, in buoni rapporti con l&#8217;ex ministro dell&#8217;Agricoltura Saverio Romano, sotto inchiesta per mafia; come Giuseppe Richichi, quello di Tir selvaggio, consulente di Totò Cuffaro quando era il padreterno della Regione prima di finire a Rebibbia, o come Martino Morsello, ora nell&#8217;estrema destra di Forza Nuova. Sono personaggi cresciuti anche all&#8217;ombra del governatore Raffaele Lombardo: quando nel 2008, alla vigilia della sua trionfale elezione, si trovava a Caltagirone, sua patria, davanti a lui un coloratissimo carrettino siciliano innalzava il grande cartello &#8220;benzina a metà prezzo in Sicilia&#8221;. Qualche giorno fa, un altro slogan che girava era &#8220;vogliamo una moneta siciliana&#8221;. E il governatore non è solo in questa battaglia secessionista, poichè c&#8217;è anche l&#8217;uomo immagine di Berlusconi nell&#8217;isola Micciché.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrive Vittorio Feltri su <strong>Il Giornale</strong> che gli autostrasportatori sono &#8220;imbufaliti per gli aumenti insostenibili del gasolio, dei pedaggi autostradali, dell&#8217;Irpef. A causa di questi, spiegano, la categoria non ce la farà a tirare avanti. In effetti se i costi gestionali superano gli incassi, neanche il padreterno riesce a far quadrare i conti.<br />
Sul <strong>Corriere della Sera</strong> Dario Di Vico analizza &#8220;le ragioni del malcontento&#8221;, e le sigle sindacali dell&#8217;autostrasporto. Spiega che l&#8217;agitazione di questi giorni era stata pianificata a dicembre, prima del decreto sulle liberalizzazioni, ed andava di fatto a rompere un atteggiamento di tregua che ha caratterizzato il mondo dell&#8217;autotrasporto ai tempi del governo Berlusconi. Con il centrodestra al governo le sigle sindacali della categoria avevano infatti instaurato un filo-diretto, grazie all&#8217;asse Uggé Giachino. &#8220;Il primo è la vecchia volpe di questo mondo, è stato sottosegretario di due governi Berlusconi, capeggia la Fai, una delle organizzazioni più rappresentative, ed ha la fortuna di avere come vicepresidente addirittura Fabrizio Palenzona, e già questo basta a capire la caratura del personaggio&#8221;. Giachino anche è stato sottosegretario ai trasporti, ed è l&#8217;uomo che negli ultimi tre anni &#8220;ha garantito la pace sociale&#8221;. Quanto alla situazione della categoria, chiudono 10 mila imprese di trasporti ogni anno, chi lavora con il pubblico &#8220;è ancora lì ad aspettare che lo paghino&#8221;, il prezzo del gasolio è crescito del 24 per cento l&#8217;anno, ed è una voce che incide per un terzo sul fatturato. 110 mila aziende proprietarie di camion, altre 40 mila almeno che non hanno mezzi e operano solo come broker. Sul fronte sindacale, infine: la sigla di Uggè e Palenzona (Fai) è &#8220;decisamente&#8221; contraria a Monti, TrasportoUnito, di un ex leader della Cna (Maurizio Longo), poche migliaia di iscritti ma capacità di tessere alleanze organizza le iniziative di questi giorni, e la Fina Cna, più moderata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lavoro</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;economista Maurizio Ferrera firma l&#8217;editoriale del <strong>Corriere della Sera</strong>, si spiega che dagli anni 70 la Cassa integrazione è stata &#8220;l&#8217;ammortizzatore sociale per eccellenza, molto apprezzato sia dalle imprese che dai sindacati&#8221;, e dopo la crisi del 2008 i suoi &#8220;cancelli&#8221; sono stati aperti anche alle piccole imprese e ad alcune fasce di lavoratori atipici&#8221;. Durante la crisi nessun Paese europeo ha investito tanto su questo tipo di schema e così poco sulle tradizionali indennità di disoccupazione. Il sistema delle deroghe ha tamponato le crisi occupazionali, &#8220;ma non può durare a lungo&#8221;, visto che costa troppo e può diventare inefficiente ed iniquo, perché da un lato congela l&#8217;occupazione esistente anche in aziende e settori senza prospettive, e dall&#8217;altro continua a lasciare scoperti molti outsider. Il governo vorrebbe far tornare la cassa integrazione alla sua funzione originaria: sostegno temporaneo a crisi aziendali temporane, e inserire un &#8220;secondo pilastro&#8221; che eroghi prestazioni &#8220;di importo e durata europea&#8221; a tutti i lavoratori che perdono l&#8217;impiego. I sindacati temono un ridimensionamento della Cig perché sarebbe ridimensionato anche il loro ruolo nella gestione delle crisi. Ma questo ruolo potrebbe essere recuperato ed accresciuto attraverso la contrattazione decentrata e la sperimentazione di schemi integrativi di welfare, scrive Ferrera.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong> sintetizza così le dichiarazioni della presidente di Confindustria Marcegaglia sulle ipotesi di riforma della cassa integrazione: &#8220;Riformare la cassa? Non ora&#8221;. Ieri mattina, al tavolo a Palazzo Chigi, la Marcegaglia ha sottolineato che è necessario andar cauti sulle modifiche a un sistema che &#8220;tutto sommato ha funzionato&#8221;, e più che puntare a grandi cambiamenti &#8220;per il momento occorre migliorare ciò che abbiamo, magari incentivando chi è in cassa integrazione ad accettare un lavoro il prima possibile&#8221;. E&#8217; lo stesso quotidiano a sottolineare che l&#8217;atteggiamento di Confindustria, su questo tema, è in sintonia con le preoccupazioni espresse dai sindacati.<br />
Dando conto dell&#8217;esito del primo incontro tra le parti sociali ieri a Palazzo Chigi <strong>Il Sole 24 Ore</strong> riferisce che il governo è intenzionato a non ricorrere alla formula del decreto, anche se i tempi dovranno essere brevi, tre o quattro settimane al massimo al centro del dibattito le nuove norme sui contratti ma anche sugli ammortizzatori sociali. Base di partenza per la riforma, secondo il ministro del Lavoro Fornero, è l&#8217;approdo ad un &#8220;contratto che evolva con l&#8217;età dei lavoratori piuttosto che contratti nazionali specifici che evolvono per tutte le età&#8221;: spiega il quotidiano che è l&#8217;idea del contratto &#8220;graduale&#8221;, con l&#8217;aggancio al &#8220;ciclo di vita&#8221; dei lavoratori caro al premio Nobel Franco Modigliani, capace di garantire con flessibilità in entrata e in uscita l amassima partecipazione di giovani, donne e over-55. Il ministro Fornero ha anche parlato di flessibilità più costosa e di conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato attraverso la graduazione degli sgravi contributivi, anche in rapporto alla formazione svolta. Per quel che riguarda gli ammortizzatori sociali, si punterebbe ad un &#8220;sistema&#8221; integrato su due pilastri: &#8220;La cassa integrazione per le riduzioni temporanee di attività, e un sostegno al reddito per chi ha perso il lavoro, esteso su una platea più ampia di lavoratori. Graduale abbandono della Cassa Straordinaria e riproposizione dello strumento del reddito minimo, magari da prevedere in un momento in cui saremo fuori dalla recessione&#8221;.<br />
Il giuslavorista e senatore del Pd Pietro Ichino racconta sul <strong>Corriere</strong>, con una lettera al direttore, la sua visita agli stabilimenti di Pomigliano, che considera &#8220;il bersaglio sbagliato della sinistra&#8221;, convinto che, al contrario, al sud servano altre fabbriche così. &#8220;Tutto è strutturato in funzione della persona che lavora: è la scocca ad abbassarsi o rovesciarsi, non le braccia ad alzarsi&#8221;; &#8220;tutti mi dicono che la nuova organizzazione è meno pesante della precedente. La paga base mensile lorda di un quinto livello qui è sopra ai 1700 euro, quasi 1550 per un terzo livello; poi ci sono il premio e gli scatti. Quando entrerà in funzione il terzo turno, a questi si aggiungerà il compenso per l&#8217;ora e mezzo media settimanale di straordinario e la maggiorazione per il lavoro notturno&#8221;. Il senatore ricorda che due anni fa, quando si discuteva di questo stabilimento e del progetto Fabbrica Italia, si diceva che era necessario fosse una eccezione. Oggi l&#8217;obiezione è che a Pomigliano si viola la democrazia sindacale, perché non viene riconosciuto il diritto della Fiom Cgil ad una rappresentanza in fabbrica. Questo è il risultato, conforme peraltro alla legge vigente, del rifiuto opposto dalla stessa Fiom alla firma di qualsiasi contratto collettivo applicato dalla Fiat. Cambiamo questa norma, però l&#8217;attacco violentissimo contro il piano Fabbrica italia è venuto molto prima che sorgesse il problema della rappresentanza sindacale&#8221;. Quanto alle accuse alla Fiat di non aver chiarito il suo piano industriale, Ichino sottolinea che a Pomigliano ci sia un investimento colossale che sta dando lavoro per almeno 4 anni a migliaia di persone: stiamo disprezzando il presente, senza neppure degnarlo di uno sguardo, ricorda Ichino, sottolineando che il sindaco di Napoli De Magistris ha rifiutato di visitare lo stabilimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il segretario generale della Nato Rasmussen, in una intervista a <strong>La Repubblica</strong>, parla delle sanzioni europee nei confronti dell&#8217;Iran: ieri i 27 hanno deciso l&#8217;embargo petrolifero totale contro Teheran, nella speranza che rinuncino ai loro progetti nucleari. Teheran ha risposto con la minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz e fermare quel flusso del 20 per cento del petrolio mondiale che esce dal Golfo Persico. Le sanzioni prevedono che i contratti già in essere con aziende europee debbano essere esauriti entro il 1 luglio. Compagnie come l&#8217;italiana Eni potranno ricevere versamenti già previsti da accordi con l&#8217;Iran per lavori già effettuati. L&#8217;Iran deve pagare ancora due miliardi di dollari ad Eni per lo sviluppo di due giacimenti. Rasmussen dice: &#8220;No, non interverremo militarmente in Iran perché sono convinto che la migliore soluzione resti quella politica, quindi ben venga l&#8217;inasprimento delle sanzioni economiche&#8221;, &#8220;sono convinto che il rafforzamento delle sanzioni economiche avrà un impatto significativo sulla economia iraniana e anche sulla leadership iraniana. Poi, interpellato su una possibile azione Nato sul fronte siriano, dice: &#8220;Non interverremo in Siria perché pensiamo che il conflitto debba essere risolto da attori locali. Anche se l&#8217;operato della Lega Araba non ha ancora portato i suoi frutti, sono certo che la soluzione al problema la troveranno i Paesi di quella regione&#8221;. E allora perché siete intervenuti in Libia?  &#8220;Perché in Libia avevamo ricevuto un chiaro mandato da parte del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu e un attivo sostegno da parte della Regione&#8221;. Sull&#8217;Afghanistan, alla domanda se i taliban abbiano la possibilità di vincere la guerra, risponde: &#8220;No, non al momento&#8221;, ma anche in quel caso &#8220;dobbiamo cercare una soluzione politica&#8221;.<br />
Su <strong>Le Monde</strong>: &#8220;L&#8217;embargo europeo sul petrolio iraniano è stato ottenuto intense trattative: &#8216;la Grecia, l&#8217;Italia e la Spagna sono preoccupate dall&#8217;impatto delle sanzioni sulla loro economia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull&#8217;<strong>International Herald Tribun</strong>e ci si occupa ampiamente del nuovo Parlamento egiziano, riunito per la sua prima seduta dopo le elezioni legislative e largamente dominato dagli islamisti. Fuori, proteste di chi chiede la riduzioni dei poteri del consiglio militare poiché, come ricorda il quotidiano, il Parlamento rimane subordinato al consiglio dell&#8217;esercito e i manifestanti chiedono che l&#8217;Assemblea abbia piena autorità, fuori da ogni influenza dell&#8217;esercito stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Le Monde</strong> ci si occupa della Lega Araba e della sua missione in Siria. L&#8217;Organizzazione ha presentato la sua road map per la transizione. Il testo prevede che il vicepresidente Al-Shaara assicuri l&#8217;interim prima di elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Le Monde</strong> 4 intere pagine sono dedicate all&#8217;anniversario della morte del sociologo Pierre Bourdieu (&#8220;Cosa resta dei lavori del sociologo del dominio sociale e della miseria del mondo? Dalla mondializzazione al femminismo, fino al futuro dell&#8217;Europa, riflessioni sull&#8217;attualità di un pensiero indignato&#8221;).<br />
Un nome che torna anche attraverso la recensione che <strong>La Stampa</strong> dedica all&#8217;ultimo libro del politologo riformista francese Rosanvallon, uno dei padri spirituali del social-liberismo e protagonista di una serie di scontri furibondi con gli esponenti della sinistra radicale, primo tra tutti proprio Bourdieu.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Oggi il vertice Governo-parti sociali</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Una società per ridurre il debito. Ecco il piano per intervenire sui conti pubblici. Il ruolo della Cassa depositi e prestiti. Il premier e l&#8217;articolo 18: sul lavoro trattativa senza tabù&#8221;. A centro pagina le tensioni nella Lega Nord: &#8220;Bossi insulta Monti e avverte il Pdl: via i tecnici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture<br />
</strong><br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Una società per ridurre il debito. Ecco il piano per intervenire sui conti pubblici. Il ruolo della Cassa depositi e prestiti. Il premier e l&#8217;articolo 18: sul lavoro trattativa senza tabù&#8221;. A centro pagina le tensioni nella Lega Nord: &#8220;Bossi insulta Monti e avverte il Pdl: via i tecnici, o cade Formigoni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Lavoro, scontro sull&#8217;articolo 18. Monti: &#8216;Basta con questo tabù&#8217;. Camusso: &#8216;Vietato toccarlo&#8217;. Palazzo Chigi, al via il tavolo sulla riforma del welfare con i sindacati. Oggi scioperano taxi e tir. Eurogruppo, Fondo salva Stati da 1000 miliardi&#8221;. A cnetro pagina: &#8220;Bossi: &#8216;Berlusconi apra la crisi di governo&#8217;. La piazza lo fischia. Manifestazione della Lega  Milano. Maroni non parla dal palco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche<strong> La Stampa</strong> apre con le parole di Monti sull&#8217;articolo 18. &#8220;Oggi prima riunione del tavolo sull&#8217;occupazione. Via alle proteste contro i provvedimenti dell&#8217;esecutivo, si fermano taxi e tir&#8221;. In evidenza anche il richiamo ad una intervista a Susanna Camusso: &#8220;Non serve un nuovo contratto&#8221;. A centro pagina, con una grande foto: &#8220;Gingich crea il caos tra gli anti Obama. Romney traovlto nelle primarie in South Carolina, ora tocca alal Florida, la corsa è aperta&#8221;.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> dedica due pagine alle primarie Repubblicane, ed offre un &#8220;colloquio&#8221; con Gingrich: &#8220;Europa socialista  e burocratica. Difendo la mia America diversa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Monti occupa la tv. Il premier videodipendente. Aveva detto che non amava i riflettori. Ora passa da una trasmissione all&#8217;altra. E nessuno gli fa le domande. Intanto avverte: &#8216;L&#8217;articolo 18 non è un tabù&#8217;. Il Pdl vuole ritoccare le liberalizzazioni&#8221;. A centro pagina, con foto di Maroni: &#8220;Fischi a Bossi, ma il capo resta lui&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Liberalizzazioni e lavoro </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> e <strong>il Corriere della Sera</strong> riferiscono anche delle ipotesi che potrebbe vagliare il governo nella sua riunione del consiglio dei ministri venerdì prossimo sulla questione della abolizione del valore legale del titolo di studio: secondo <strong>La Stampa</strong> non tutti sarebbero d&#8217;accordo all&#8217;interno del governo, e già nell&#8217;ultima riunione ci sarebbe stato un lungo dibattito, che avrebbe visto contrapposti da una parte il presidente del consiglio e dall&#8217;altra, per una maggiore gradualità, il ministro dell&#8217;interno Cancellieri e quello della Giustizia Severino. Il voto di laurea vedrebbe diminuire il proprio peso nella selezione, a vantaggio dell&#8217;Ateneo in cui ci si è laureati. Un titolo conquistato anche a pieni voti in una certa università non avrebbe valore quanto quello conquistato, anche con una valutazione non brillante, in un&#8217;altra università che abbia requisiti particolari. Tali requisiti potrebbero essere definiti sulla base dei parametri individuati dall&#8217;Anvur, agenzia per la valutazione cui il governo Monti ha attribuito la scorsa settimana i compiti di certificazione della qualità dei corsi e delle sedi universitarie, &#8220;una sorta di bollino per far capire dove si studia meglio&#8221;. <strong>Il Corriere della Sera</strong> dà conto dei dubbi dei rettori su quello che chiama il &#8220;federalismo&#8221; delle lauree. E spiega che le ipotesi sono due: l&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio per cui sarebbe la reputazione delle università a fare la differenza sulla laurea in sé, e &#8220;un piano B&#8221; che, più semplicemente, eliminerebbe il voto di laurea dal calcolo del punteggio nei concorsi pubblici. Il quotidiano ricorda anche che esiste un appello sottoscritto &#8211; tra gli altri &#8211; dagli editorialisti di punta del quotidiano, Francesco Giavazzi ed Alberto Alesina e promosso dai Radicali.</p>
<p style="text-align: justify;">Raffaele Bonanni viene intervistato dal <strong>Corriere della Sera</strong>, e risponde sul &#8220;tabù&#8221; dell&#8217;articolo 18: &#8220;Questa storia non può diventare una ossessione. E infatti, lo capiscono tutti, se usato ideologicamente per alimentare contrapposizioni non si arriva da nessuna parte, fa solo il gioco di chi vuole una piazza arroventata&#8221;. Bonanni spiega che lo strumento da usare è quello del contratto di apprendistato: per i primi tre anni di assunzione di un giovane non si applica l&#8217;articolo 18. Spiega il leader della Cisl che comunque &#8220;il contratto a tempo indeterminato deve essere lo strumento più diffuso&#8221;.<br />
Il giornalista chiede se anche la Cgil sia d&#8217;accordo sulla licenziabilità per l&#8217;apprendistato: Bonanni risponde che &#8220;ha firmato anche la Cgil&#8221;. Ricorda che &#8220;per le donne e gli ultracinquantenni, figure in grande difficoltà, esiste da tempo il contratto di re-inserimento che va fortificato con incentivi fiscali e contributivi&#8221;. Poi speriamo di arrivare al part time agevolato per i pensionandi che sono costretti a rimanere sul lavoro più a lungo per effetto della riforma Fornero.</p>
<p style="text-align: justify;">Susanna Camusso, intervistata da <strong>La Stampa</strong>, ribadisce il suo no a modifiche dell&#8217;articolo 18. &#8220;Se la media delle imprese italiane avesse 14 addetti&#8221; condividerebbe l&#8217;opinione di chi ritiene l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori un elemento di rigidità del mercato del lavoro. Invece i numeri ci dicono che sta tra i tre e i nove. Il problema delle imprese si chiamano credito e capitalizzazione., A giudicare dalle misure prese mi pare l&#8217;abbia capito anche il govenro Monti&#8221;. &#8220;Ipotizziamo che io, imprenditore, assuma un dipendente a tempo indeterminato e che poi quel lavoratore abbia comportamenti che ne meritino il licenziamento. Per ottere ragione da un giudice devo aspettare in media cinque anni&#8221;, chiede il quotidiano. Risponde il segretario della Cgil:  &#8220;Questa è l&#8217;unica questione sulla quale sono d&#8217;accordo con le imprese. Di soluzioni al problema ce ne possono essere diverse. Una può essere creare una corsia preferenziale. Per le dispute previdenziali c&#8217;è una proposta interessante elaborata dall&#8217;Inps&#8221;. &#8220;Direste no anche ad una riforma sul modello danese?&#8221;. &#8220;Abbiamo fatto una simulazione di quel sistema in Lombardia. Costa troppo, non si può fare. Stiamo coi piedi per terra: qui il problema è evitare abusi e rendere il sistema più giusto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Susanna Camusso viene intervistata anche su <strong>La Repubblica</strong> e dice di aver avuto l&#8217;impressione che non fosse l&#8217;articolo 18 la priorità del presidente Monti. La segretaria Cgil lo considera &#8220;una norma di civiltà&#8221;, sottolinea che è necessario incentivare &#8220;sul piano fiscale e contributivo, le assunzioni attraverso il contratto di apprendistato e il contratto di inserimento per le donne e gli over 50&#8243;. Sulle liberalizzazioni dice che non si può intervenire &#8220;scaricando gli effetti sulle condizioni di lavoro&#8221;, e cita l&#8217;allungamento degli orari dei negozi, la cancellazione per legge del contratto nazionale delle ferrovie, ma anche la questione dei tassisti, poiché non è detto che un orario di lavoro più lungo dia un servizio migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lega </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Il Giornale</strong> un &#8220;retroscena&#8221; parla delle decisioni prese dal consiglio federale della Lega: &#8220;Congressi provinciali entro tre mesi, congressi nazionali entro giugno, tutti quanti, nessuno escluso&#8221;. &#8220;La conta interna richiesta da tempo si farà e a guidare il partito dal Veneto al Piemonte, dalla Toscana all&#8217;Umbria, sarà chi avrà i voti della base. Almeno così sperano i maroniani&#8221;, scrive il quotidiano, secondo cui il &#8220;regolamento dei conti&#8221; è alle porte. Ma nel corso del consiglio federale tenutosi ieri si è parlato, alla presenza di Bossi, di altre due questioni: l&#8217;alleanza con il Pdl in Lombardia, che Bossi ha messo in discussione perché Berlusconi sostiene Monti, è stata oggetto di analisi, anche dopo le vicende giudiziarie che riguardano la giunta lombarda. Il governatore Zaia ha fatto presente che, se la Lega stacca la spina a Formigoni, il Pdl potrebbe fare altrettanto nella regione Veneto. Secondo il quotidiano l&#8217;altro fronte è stato quello dei soldi del partito: nella riunione ci sarebbe stato un vero e proprio processo al tesoriere Francesco Belsito, vigorosamente invitato a spiegare gli investimenti a Cipro e in Tanzania fatti con i soldi del rimborso elettorale.<br />
La fotografia  dal comizio della Lega a Milano ieri che <strong>La Stampa</strong> riproduce, ha in primo piano un cartello dei militanti che recita: &#8220;Maroni in Padania, Cosentino in Tanzania&#8221;. La cronaca del quotidiano racconta la &#8220;piazza difficile&#8221; affrontata ieri da Umberto Bossi: &#8220;Piovono fischi sul &#8216;cerchio magico&#8217;&#8221; e persino sullo stesso capo della Lega. Piovono fischi quando arrivano i &#8220;barbari sognanti&#8221;, termine che indica i fedeli dell&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno, che invocano Maroni sul palco, restandone delusi perché, alla fine del discorso di Bossi, la festa finisce e Maroni non parla. Il senatur ha raccolto applausi quando ha sparato su Mario Monti e il suo governo &#8220;infame&#8221;; quando chiama in causa Berlusconi scattano di nuovo i fischi e qualcuno grida anche &#8220;mafioso&#8221;. L&#8217;attenzione è tutta per le beghe interne e le divisioni. Bossi assicura che la contrapposizione Maroni-cerchio magico è montata dai giornali di regime, invita lo stesso Maroni e il capogruppo leghista contestato Reguzzoni a scendere dal palco abbracciandosi e dandosi la mano, ma l&#8217;ex ministro ignora quelli del cerchio magico. Un cartello la vede così: &#8220;Cerchio, se sei davvero magico sparisci&#8221;.<br />
<strong>La Stampa</strong> intervista proprio il governatore della Lombardia Formigoni, che dice basta alla &#8220;logica del ricatto&#8221;, e spiega che &#8220;non è interesse di nessuno innescare reazioni a catena che metterebbero a rischio diverse amministrazioni nel Nord. Abbiamo valutazioni diverse in sede nazionale sul governo Monti ma in Lombardia, Veneto e Piemonte abbiamo fatto accordi elettorali davanti ai cittadini e abbiamo tutti il dovere di rispettarli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> intervista il Presidente afghano Karzai. La data prevista per il ritiro delle forze Nato è il 2014. Preferirebbe che gli occidentali se ne andassero prima? &#8220;Se il processo viene accelerato e il ritiro viene prima non c&#8217;è problema&#8221;, dice Karzai. &#8220;Noi siamo pronti. Se viene completato entro il tempo previsto, va bene lo stesso. Il popolo afghano non perderà le conquiste ottenute. Non sono preoccupato del ritorno del talebani in armi. Se torneranno grazie al processo di pace sono i benvenuti&#8221;. Del video che mostra un gruppo di marines orinare su un gruppo di talebani, dice: &#8220;questi abusi, come anche i raid e le perquisizioni notturne o le vittime civili, sono causa degli attriti più gravi con gli Stati Uniti&#8221;. Il giornalista ricorda che all&#8217;inizio Karzai si è opposto alla creazione di una sede per i talebani in Qatar per avviare le trattative con Washington, e chiede al presidente afghano se teme che i negoziati gli vengano sottratti: &#8220;Avremmo preferito che quell&#8217;ufficio venisse aperto in Afghanistan, i talebani appartengono a questo Paese, perché dobbiamo incontrarci da un&#8217;altra parte? Il dialogo tra Usa e talebani non è il processo di pace. Quello può essere solo una iniziativa afghana&#8221;. A coloro che temono che le donne e i loro diritti possano essere svenduti in cambio di un accordo con i fondamentalisti, Karzai risponde: &#8220;non succederà mai. Anche se il governo afghano lo volesse, la gente si opporrebbe&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I quotidiani dedicano ampio spazio alle primarie repubblicane e alla rimonta, imprevista, del candidato Newt Gingrich, soprattutto grazie al South Carolina. Si dà conto di un incontro in South Carolina in cui, parlando dell&#8217;Europa, dice che questo continente ha &#8220;un sistema sclerotizzato&#8221;, un &#8220;modello sociale che fa trionfare la burocrazia&#8221;: &#8220;Non dobbiamo permettere a Obama di ridurci allo stesso modo&#8221;. <strong>Il Corriere</strong> intervista Michael Walzer, filosofo liberal americano: si dice convinto che la crisi economica favorisca l&#8217;ala dura del movimento, e parla di un &#8220;partito dentro al partito&#8221;, riferendosi alla &#8220;coalizione del Tea Party&#8221;, degli evangelici, dei cultori dei cosiddetti valori, della &#8220;National rifle association&#8221; fautrice della libertà di armarsi. Spiega che a livello locale è una coalizione ben organizzata, e che ora si sta organizzando anche a livello nazionale. Questa ala dura potrebbe far perdere all&#8217;altra anima dei Repubblicani, quella moderata, la leadership. Può quantificare i consensi di quest&#8217;area? &#8220;Alle primarie chiuse, dove possono votare solo i repubblicani, penso che superi il 50 per cento. Qualche volta arrivi al 60 nel profondo sud o nell&#8217;America del Texas, perché è la più impegnata e combattiva. A queste primarie, un candidato moderato come Romney non raccoglie più del 25 o 30 per cento dei voti.<br />
La percentuale di questa coalizione è inferiore alle primarie aperte, dove possono votare anche gli indipendenti, specialmente nel nord-est.<br />
Altrettanta attenzione dal quotidiano viene dedicata al candidato sconfitto in South Carolina, Mitt Romney, attaccato anche perché non ha svelato i suoi redditi. E per Newt Gingrich, che ha riaperto la corsa repubblicana e che difficilmente arriverà alla nomination: ma nel frattempo già parla da sfidante di Obama e gli uomini della sua campagna si preparano ad una &#8220;lunga guerra di attrito&#8221;. Il rischio per Romney è che l&#8217;establishment del partito, che lo ha considerato finora il più eleggibile dei candidati, prenda atto che anche lui è un aspirante troppo pallido rispetto ad Obama. Una convention senza un chiaro vincitore potrebbe tirare fuori dal cilindro un &#8220;outsider&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong> dice che il GOP teme una corsa al massacro tra i candidati, e ricorda che la prossima tappa è la Florida, il 31 gennaio: &#8220;Il profondo sud dà una sferzata a destra alla corsa per la nomination repubblicana, parlando della rimonta di Gingrich. Federico Rampini lo descrive così: &#8220;Gingrich è l&#8217;uomo delle definizioni bomba, come &#8216;i palestinesi sono un popolo inventanto&#8217;, un estremista che alla Casa Bianca farebbe tremare il mondo&#8221;. Il guitto rancoroso che calca la scena politica dai tempi di Ronald Reagan, che fa a capo dell&#8217;establishment repubblicano come presidente della Camera ai tempi di Clinton, che fu cacciato dai suoi colleghi parlamentari dopo un ammutinamento contro la sua leadership disastrosa, che fu multato di 300 mila dollari per violazione del codice etico, oggi èl&#8217;artefice della propria resurrezione come capopopol anti-establishment. &#8216;Hanno paura di me &#8211; dice dei notabili del suo partito &#8211; perché io cambierò Washington&#8221;.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> il corrispondente Molinari scrive che i Repubblicani temono una convention senza un vincitore, e che per questo potrebbe spuntare l&#8217;ipotesi di un nuovo candidato. &#8220;. Il quotidiano mette a confronto i due uomini, che sono agli antipodi per il titolo di anti-Obama: il preferito del partit Romney e l&#8217;idolo della base, Gingrich, analizzandone la politica, la fede, i soldi, il carattere.</p>
<p style="text-align: justify;">Restiamo a <strong>La Repubblica</strong> per segnalare una corrispondenza dalla Francia, dove si dà conto del grande comizio elettorale tenuto dal candidato socialista in testa a tutti i sondaggi, Hollande, di fronte a 20 mila militanti entusiasti. Scrive il quotidiano che Hollande si è rivolto soprattutto all&#8217;elettorato di sinistra, accentuando alcuni suoi temi come la riforma fiscale o l&#8217;attacco al mondo della finanza, definendolo &#8220;il vero avversario, che ha preso il controllo dell&#8217;economia<br />
Su <strong>La Stampa</strong>: &#8220;Hollande attacca la finanza&#8221;, &#8220;il primo comizio del candidato socialista: la pensione resta a 60 anni&#8221;. Hollande ha promesso che la sua prima visita sarà alla Cancelliera Merkel per un nuovo trattato franco-tedesco. I sondaggi lo danno al 30 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> offre ai lettori anche un reportage dalla Siria, e precisamente dalla città di Deraa, il luogo da cui è partita la rivolta il 18 marzo scorso. A firmarlo è Alberto Stabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Su<strong> La Stampa</strong> in un riquadro si spiega invece che la Lega Araba ha chiesto un prolungamento della missione degli osservatori in Siria per un mese, ma anche che l&#8217;Arabia Saudita ha deciso di ritirare i propri, poiché, come ha spiegato il ministro degli esteri Al Faysal, il governo siriano non ha rispettato nessuna delle clausole dell&#8217;accordo per uscire dalla crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Stampa</strong> anche una analisi della situazione in Russia, e sulla campagna del primo ministro Putin per tornare al Cremlino: &#8220;Ma dopo le proteste sarà difficile, con i brogli elettorali, senza infiammare la piazza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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