<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Grey Panthers &#187; grey-panthers</title>
	<atom:link href="http://www.grey-panthers.it/tag/grey-panthers/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.grey-panthers.it</link>
	<description>il sito per gli over 50</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 11:20:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il rendiconto che non piace</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/il-rendiconto-che-non-piace/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/il-rendiconto-che-non-piace/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 09:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Il Riformista]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=19145</guid>
		<description><![CDATA["Il governo battutto chiederà la fiducia", "Sotto per un voto per il Rendiconto dello Stato. Tremonti non partecipa, ira del Pdl. La bocciatura diventa anche un rebus giuridico, rischio di paralisi alla Camera". ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" align="center"><strong>Le aperture</strong></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il governo battutto chiederà la fiducia&#8221;, &#8220;Sotto per un voto per il Rendiconto dello Stato. Tremonti non partecipa, ira del Pdl. La bocciatura diventa anche un rebus giuridico, rischio di paralisi alla Camera&#8221;. E poi: &#8220;maggioranza nel caos. Le opposizioni: Berlusconi deve dimettersi. Il premier in Parlamento oggi o domani: una crisi ora è da irresponsabili&#8221;.<br />
In taglio centrale, la foto dell&#8217;ex premier ucraina Yulia Timoshenko: &#8220;Sette anni a Yulia. L&#8217;Europa accusa Kiev&#8221;. E&#8217; il titolo di un commento di Franco Venturini.<br />
E ancora, sulla crisi dell&#8217;Euro: &#8220;Fondo salva Stati bloccato dalla Slovacchia&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Il soldato Shalit sarà liberato. Accordo Hamas-Israele&#8221;. E la scoperta di piani terroristici, per cui Washington prepara nuove sanzioni contro Teheran: &#8220;&#8216;Complotto iraniano in America&#8217;&#8221;. L&#8217;Fbi e la Dea avrebbero sventato un complotto per assassinare l&#8217;ambasciatore saudita negli Usa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Bocciato il rendiconto dello Stato&#8221;, &#8220;Le opposizioni: Berlusconi si dimetta. La replica: vado in Parlamento e chiedo la fiducia&#8221;, &#8220;Per un voto la Camera non approva l&#8217;articolo 1. Tremonti assente: &#8216;Nessuna ragione politica&#8217;&#8221;.<br />
In evidenza in prima un appello di 100 leader europei: &#8220;Un patto diverso per ilfuturo dell&#8217;Euro&#8221;. Lo firmano, tra gli altri, George Soros, Joschka Fischer, Emma Marcegaglia ed Emma Bonino.<br />
In taglio basso: &#8220;Sbloccati i fondi alla Grecia&#8221;. Ci si riferisce alla decisione della trojka Ue, Bce e Fmi. E le parole del governatore Bce Trichet: &#8220;agire in fretta per fermare il contagio&#8221;. Un piano per la ricapitalizzazione delle banche verrà presentato oggi, secondo quanto annunciato dal presidente della Commissione Ue Barroso. Ma c&#8217;è il no slovacco al fondo salva Stati: secondo Il Sole un nuovo voto positivo del Parlamento di Bratislava è atteso per oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Battuto sul bilancio, governo nel caos&#8221;, &#8220;Il Pdl accusa Tremonti e Scajola che non votano. Intercettazioni, rinviata la legge-bavaglio&#8221;. &#8220;Il premier: incidente tecnico, nuovo programma e avrò la fiducia. Bossi: per adesso non cade. I ribelli preparano il documento. le opposizioni: Berlusconi se ne vada&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Salva-stati, no slovacco. Trichet: la crisi è più grave&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Lo sgambetto&#8221;. E nella vignetta in prima pagina è il ministro Tremonti a sgambettare Berlusconi. Spiega il quotidiano: &#8220;Da qui alla fine dell&#8217;anno ogni giorno è buono per far cadere il Cavaliere: sono in azione i fan dell&#8217;esecutivo tecnico. Anche ieri un agguato alla Camera. Ma se il premier resiste fino a gennaio&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Berlusconi tradito da un solo voto&#8221; è il titolo del commento di Giuliano Ferrara, sulla prima pagina de <strong>Il Foglio</strong>. &#8220;Grandi manovre, piccoli incidenti disastrosi. La solita brutta storia&#8221;. Secondo Ferrara Berlusconi è in difficoltà &#8220;non perché è Berlusconi ma perché si comporta come Giuseppe Pella. Viene a patti con il sordido declinismo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bocciatura per il governo, manovra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri alla Camera, per un voto, è stato bocciato il rendiconto dello Stato: <strong>Il Sole 24 Ore</strong> sottolinea che &#8220;è stato il boato sollevatosi dai banchi dell&#8217;opposizione a risvegliare l&#8217;attenzione del governo su due provvedimenti come il rendiconto e l&#8217;assestamento, che fino ad oggi erano considerati due atti dovuti&#8221;. Lo stesso quotidiano sottolinea come essi marcino normalmente di pari passo in Parlamento: il primo fotografa la situazione al 2010, il secondo registra le variazioni intervenute nel bilancio dello Stato a metà dell&#8217;esercizio in corso. Come interpretare la bocciatura dell&#8217;articolo 1? &#8220;E&#8217; preclusivo rispetto al resto del provvedimento, come sostiene l&#8217;opposizione, oppure è solo &#8216;ricognitivo&#8217; come lascerebbe presupporre il dispositivo della norma&#8221;, allorché statuisce che il rendiconto generale dello Stato &#8220;è approvato nelle risultanze di cui ai seguenti articoli&#8221;?<br />
Secondo La Repubblica Berlusconi è pronto a recaresi in Parlamento, visto che il Pdl ha suito deciso &#8220;il contropiede&#8221;, per un voto di fiducia che blindi il governo. E il Cavaliere &#8220;è convinto di avere dalla sua parte Napolitano&#8221;, visto che avrebbe detto ieri, incrociando i cronisti: &#8220;Anche i l Capo dello Stato è preoccupato per i contraccolpi di una crisi sui mercati internazionali. Capirà&#8221;. Molto dipende anche dalla decisione che prenderà questa mattina la giunta del regolamento della Camera, chiamata a dirimere il rebus giuridico nato a seguito della bocciatura dell&#8217;articolo 1 del rendiconto: il presidente della Camera è cauto, ma il quotidiano ricorda che nella giunta sono le opposizioni ad avere la maggioranza. Un parere negativo dellla giunta potrebbe offrire a Napolitano il pretesto per intervenire, &#8220;magari richiamando al Colle il premier per fargli prendere atto della liquefazione della maggioranza&#8221;.<br />
Il quirinalista del <strong>Corriere</strong>, Marzio Breda, sintetizza così l&#8217;atteggiamento del Quirinale sulla vicenda: &#8220;&#8216;Vigile attenzione&#8217;. Il Quirinale attende &#8216;atti istituzionali&#8217;&#8221;.  Del resto, Napolitano &#8220;ha spiegato più volte quali sono i requisiti per durare a Palazzo Chigi: avere la fiducia del Parlamento, com&#8217;è ovvio, e garantire però anche un&#8217;azione di governo operosa ed efficiente&#8221;. Il Capo dello Stato &#8220;non può che restare alla finestra&#8221;, al momento, nonostante il pressing che è subito ricominciato, con il leader di Idv Di Pietro in testa, insieme a quanti gli chiedono di &#8216;mandare a casa&#8217; il governo.<br />
Intanto ieri della manovra ha parlato anche la Corte dei Conti, per bocca del suo presidente Gainmpaolino. <strong>Il Sole 24 Ore</strong> riassume così le sue parole: &#8220;&#8216;Copertura incerta sulla delega fiscale&#8221;, &#8220;Basta colpire lavoro e imprese, ora tassare gli imponibili personali e reali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> spiega così il complotto iraniano di cui si parla su tutte le prime pagine: una trama dell&#8217;Iran per assassinare, con l&#8217;aiuto di narcotrafficanti messicani, l&#8217;ambasciatore saudita negli Usa con una bomba piazzata in un ristorante che avrebbe potuto uccidere 150 cittadini americani. &#8220;E&#8217; la storia raccontata ieri dal ministro della Giustizia Usa Eric Holder davanti ad una stampa attonita&#8221;, scrive il corrispondente da New York. E sottolinea: &#8220;Holder ha ricostruito in modo circostanziato il caso, per poi parlare di coinvolgimento diretto nella trama di &#8216;fazioni del governo iraniano&#8217;&#8221;. Il presidente Obama è impegnato da ieri in una serie di consultazioni per decidere come reagire: suo obiettivo sembra quello di rendere ancora più blindato l&#8217;isolamento di Teheran e, se possibile, far emergere spaccature all&#8217;interno del regime.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> il corrispondente dagli Usa Molinari, in un retroscena, parla delle &#8220;basi in Sud America di Hezbollah e Pasdaran&#8221; e del &#8220;piano Orizzonte&#8221; per infiltrare comunità sciite all&#8217;estero. Il piano sarebbe stato redatto dallo stesso leader di Hezbollah, Nasrallah, per creare centrali operative in Messico, a Cuba e in Venezuela: qui confluirebbero agenti, si recluterebbero nuovi membri e si lavorerebbe per consentire alla &#8220;Forza Al Quds&#8221;, emanazione all&#8217;estero dei Pasdaran, di realizzare azioni spettacolari. A svelare l&#8217;esistenza del piano &#8220;Orizzonte&#8221; sono documenti di servizi di intelligence occidentali che il corrispondente de <strong>La Stampa</strong> ha potuto visionare e che elenca e legge dettagliatamente nell&#8217;articolo, cui rinviamo.<br />
Grazie alla mediazione dell&#8217;Egitto, il cui apporto è stato decisivo, è stato raggiunto un accordo tra Israele e l&#8217;organizzazione Hamas per la liberazione del soldato Shalit, prigioniero dal 2006: &#8220;Mille palestinesi per Shalit&#8221;, titola <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, offrendo ai lettori un&#8217;analisi di Alberto Negri. Dove si legge anche che lo scambio di prigionieri va letto anche nel quadro più ampio dei rivolgimenti intervenuti nella zona all&#8217;indomani della &#8216;Primavera araba&#8217;: sarebbero in crisi, in questo senso, anche i rapporti tra Hamas e il regime siriano, impegnato in una sanguinosissima repressione. E Hamas, in forte disaccordo con questa scelta, si preparerebbe a chiudere la propria sede a Damasco. Considerando che la Siria era portabandiera tradizionale del fronte del rifiuto, si intuisce l&#8217;importanza della svolta. Che Negri attribuisce, parallelamente, alla volontà della giunta militare al potere in Egitto di conseguire un risultato positivo sul piano diplomatico in un momento di difficoltà sul fronte interno, ma anche alla necessità, per Hamas, di ottenere un successo agli occhi dei palestinesi, da contrapporre a quello del presidente Anp Abu Mazen quando ha chiesto la piena adesione della Palestina all&#8217;Onu.</p>
<p><strong>(RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/il-rendiconto-che-non-piace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VIA AL DECRETO SVILUPPO Semplificazioni fiscali, accelerazioni del piano casa, snellimento degli appalti</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/via-al-decreto-sviluppo-semplificazioni-fiscali-accelerazioni-del-piano-casa-snellimento-degli-appalti/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/via-al-decreto-sviluppo-semplificazioni-fiscali-accelerazioni-del-piano-casa-snellimento-degli-appalti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 09:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[over50]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=14519</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;I piani segreti di Bin Laden&#8221;, &#8220;prime rivelazioni dai computer sequestrati nel blitz: mega-attentato ferroviario negli Usa. Obama a Ground Zero&#8221;. &#8220;Così Al Qaeda progettava un nuovo 11 settembre&#8221;. Di spalla: &#8220;Berlusconi: 9 poltrone per i transfughi. Fini: mi fa compassione&#8221;. Poi la promessa del premier: &#8220;&#8216;E faremo altri dieci sottosegretari&#8217;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;I piani segreti di Bin Laden&#8221;, &#8220;prime rivelazioni dai computer sequestrati nel blitz: mega-attentato ferroviario negli Usa. Obama a Ground Zero&#8221;. &#8220;Così Al Qaeda progettava un nuovo 11 settembre&#8221;.<br />
Di spalla: &#8220;Berlusconi: 9 poltrone per i transfughi. Fini: mi fa compassione&#8221;. Poi la promessa del premier: &#8220;&#8216;E faremo altri dieci sottosegretari&#8217;. Deluso Pionati&#8221;.<br />
In taglio basso, il decreto Sviluppo: &#8220;Concessioni di 90 anni nel decreto sviluppo. Meno controlli sulle imprese&#8221;.</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong> apre sul decreto Sviluppo: &#8220;Misure per neoassunti e Sud&#8221;, &#8220;Semplificazioni per le aziende. E Berlusconi agli industriali: non si può solo chiedere&#8221;. &#8220;Sì al decreto Sviluppo. Polemica sui 9 nuovi sottosegretari&#8221;.<br />
In prima le rivelazioni dai computer sequestrati in Pakistan: &#8220;Nel computer di Osama &#8216;un nuovo 11 settembre&#8217;&#8221;. E poi: &#8220;L&#8217;Onu vuole &#8216;chiarezza&#8217; sul blitz in Pakistan&#8221;.<br />
In evidenza anche il richiamo dell&#8217;Agenzi delle Entrate e del suo direttore Befera: &#8220;&#8216;Basta arroganza nei controlli fiscali sui contribuenti&#8217;&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: Così il Cav. e Tremonti sferzano gli spiriti liberi dei capitalisti fiacchi&#8221;, &#8220;Semplificazioni fiscali, accelerazioni del piano casa, snellimento degli appalti. Berlusconi s&#8217;appella agli imprenditori&#8221;.<br />
A centro pagina si torna sulle parole pronunciate  dal capo dello Stato alla commemorazione di Antonio Giolitti: &#8220;La dottrina Napolitano&#8221;, &#8220;Non soltanto stabilizzatore. Il Presidente della Repubblica dà lezioni di politica al Pd, spiega come si fa l&#8217;opposizione responsabile al Cav. e non è estraneo ai richiami del Csm verso i giudici troppo disinvolti&#8221;.<br />
Su Ground Zero e Osama: &#8220;Anche per i liberal uccidere Osama è legale. Ma non citano Bush&#8221;, &#8220;Obama celebra le vittime a New York, e in America cementa il consenso sulla legittimità del raid di Abbottabad&#8221;. &#8220;La solita eccezione dell&#8217;Onu&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Silvio sveglia gli industriali&#8221;, &#8220;Il premier: &#8216;facciamo qualcosa per il Paese&#8217;. E approva il piano sviluppo: stop alle persecuzioni fiscali&#8221;. E in neretto: &#8220;I magistrati falliscono un altro assalto: Scajola esce dall&#8217;inchiesta per il G8&#8243;.<br />
A centro pagina, foto di Marina Berlusconi: &#8220;E Marina smaschera &#8216;Repubblica&#8217;. &#8216;Demagogia pubblica e interessi privati&#8217;&#8221;. Ci si riferisce alle dichiarazioni contenute nell&#8217;intervista al <strong>Corsera</strong> di ieri.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Persecuzioni fiscali: alt&#8221;, &#8220;Sanzioni per chi esagera nei controlli alle aziende, no definitivo all&#8217;ipotesi di aumentare le tasse su Bot e casa. Intanto parte la prima riforma del turismo&#8221;.<br />
In prima una caricatura di Marina Berlusconi, per il riferimento all&#8217;intervista di ieri al <strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Silvio non basta? E&#8217; pronta Marina&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Obama: mantenuta la promessa&#8221;, &#8220;L&#8217;Onu chiede la verità sul blitz. Nel computer di Osama i piani per un attentato con i treni&#8221;.Di spalla: &#8220;Governo, arrivano nove sottosegretari. &#8216;Ne faremo altri&#8217;&#8221;. &#8220;Il premier: sollevato dall&#8217;addio di Fini. La replica: merita solo compassione&#8221;. In taglio basso: &#8220;Sviluppo, decreto con polemiche&#8221;, &#8220;Meno vincoli per l&#8217;edilizia, gli ambientalisti insorgono per le spiagge concesse ai privati per 90 anni&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Casa e fisco più semplici&#8221;. &#8220;Via al decreto sviluppo: silenzio-assenso per costruire, referti medici on-line, polemica per le spiagge&#8221;. &#8220;Credito d&#8217;imposta e bond per il Sud. Nuovi limiti ai controlli&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong> punta sulle nuove nomine e titola: &#8220;All&#8217;incasso&#8221;, &#8220;Dall&#8217;opposizione al sottogoverno. Premiati nove parlamentari per il salvataggio del presidente del Consiglio. Pd: indecente&#8221;. In prima un richiamo anche allo sciopero indetto per oggi dalla Cgil: &#8220;Sciopero generale: per il lavoro&#8221;.</p>
<p>Anche per <strong>Il Riformista</strong> apertura su quella che viene definita la &#8220;grande infornata di poltrone&#8221; al governo: &#8220;Aggiungi un posto a tavola&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong> punta sul vertice del gruppo di contatto sulla Libia, ieri a Roma: &#8220;In Libia senza scadenza, come dicono Usa e Francia&#8221;, &#8220;il vertice di Roma conferma: Pdl e Lega hanno imposto una buffonata al Parlamento&#8221;. Ci si riferisce, ovviamente, alla mozione approvata questa settimana alla Camera, dopo una faticosa opera di mediazione con la Lega. E poi: &#8220;Berlusconi: non volevo la missione militare (intanto la spedisce a Napoli)&#8221;. Per fronteggiare l&#8217;emergenza rifiuti, spiega il quotidiano.</p>
<p><strong>Osama, Obama</strong></p>
<p>L&#8217;Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha chiesto ieri una &#8216;completa diffusione di fatti precisi&#8217; sull&#8217;operazione con cui è stato eliminato il leader di Al Qaeda in Pakistan. Sudafricana di origini indiane -spiega il <strong>Corriere</strong>- la Pillay ha detto: &#8220;non solo il mio ufficio, ma tutto il mondo ha diritto di sapere cosa è successo. L&#8217;Onu condanna il terrorismo, ma ci sono delle regole elementari che devono essere rispettate anche nelle azioni antiterrorismo&#8221;.<br />
Antonio Cassese su <strong>La Repubblica </strong>firma un commento dal titolo: &#8220;Le tre violazioni americane&#8221;. E spiega: aznitutto &#8220;informazioni inziali&#8221; intorno ad un &#8216;corriere&#8217; di Osama sono state acquisite attraverso la tortura, &#8220;autorizzata ufficialmente e mai condannata, neanche ai più alti vertici Usa. La norma che vieta la tortura e non la giustifica mai, dico mai, è diventata un &#8216;principio costituzionale&#8217; della comunità internazionale, e a nessuno dovrebbe essere consentito di infrangerla senza essere deibtamente processato e punito&#8221;.  La seconda violazione &#8220;è consistita nel compiere un&#8217;operazione militare nel territorio pakistano senza il consenso di quello Stato&#8221;. La terza è quella di un principio fondamentale di civiltà giuridica: &#8220;uno Stato democratico non può trasformarsi in assassino&#8221;, tranne che in due casi: nell&#8217;ipotesi di violenza bellica in atto (ma tra Usa e Pakistan non c&#8217;è guerra) o in quella che lo Stato debba &#8216;uccidere legalmente&#8217; per eseguire con la forza ordini legittimi contro persone che deliberatamente si sottraggano all&#8217;arresto. Ma poi lo si processa. Nel caso di Bin Laden tutto fa pensare che l&#8217;ordine fosse di ucciderlo. Perché Obama (&#8220;mettetevi nei suoi panni&#8221;) ha tenuto presente i rischi connessi ad un processo che sarebbe durato almeno due anni, con un Bin Laden detenuto e Al Qaeda che si scatenava in atti terroristici durante il processo.<br />
<strong>Il Corriere</strong> si occupa anche delle tre mogli di Osama e dei suoi tredici bimbi, che i pakistani stanno interrogando. I familiari sono chiusi in una base militare. Mentre il famoso compound in cui si nascondeva Osama verrà forse abbattuto.<br />
I militari pakistani hanno parlato ieri: il capo delle forze armate Kayani ha recapitato quello che <strong>La Stampa </strong>definisce &#8220;un brusco, duplice messaggio a Washington&#8221; chiedendo di &#8220;dimezzare da subito&#8221; i 275 militari Usa presenti in pakistan per partecipare ad attività antiterrorismo e di &#8220;evitare raid sul nostro territorio&#8221;, minaccinado, in caso contrario, di &#8220;rivedere la nostra cooperazione militare e di intelligence con gli Usa a livello minimo&#8221;.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Il vertice di contatto sulla Libia -spiega <strong>Il Sole 24 Ore</strong>- ha varato il fondo &#8216;pro-ribelli&#8217;: Italia e Francia sono nel board, c&#8217;è un&#8217;intesa di massima per fornire agli insorti 350milioni di dollari al mese. Il fondo assorbirà i beni di Gheddafi all&#8217;estero.<br />
Ieri la segretaria di Stato Usa Clinton era a Roma ed ha parlato, ovviamente, anche di Libia con Berlusconi e Frattini. Riassume il <strong>Corriere</strong>: &#8220;L&#8217;Italia alla Clinton: manterremo gli impEGni. Il premier: azione militare decisa dal Parlamento, io non la volevo. Ma non chiede una data finale&#8221;.<br />
<strong>Il Foglio</strong> si occupa in prima dei &#8220;rastrellamenti siriani&#8221;: l&#8217;esercito entra casa per casa a Deraa, Homs e Banias, ma non ferma le proteste contro il regime.<br />
<strong>La Repubblica</strong> considera già bocciato il referendum promosso dal lib-dem britannico Clegg per rivedere il sistema elettorale e dà per tramontata la sua stella. Anche perché pare che neanche le elezioni pare siano andate bene per lui. </p>
<p><strong>Chi sono i nove</strong></p>
<p>Lo leggiamo dal <strong>Corriere. </strong>Aurelio Misiti: ex Mpa, ora gruppo misto, ora sottosegretario alle Infrastrutture. Luca Bellotti: ex Fli, pra Pdl, nominato sottosegretario al Wealfare. Roberto Rosso: ex-Fli, ora Pdl, ora sottosegretario alle Politiche agricole. Catia Polidori: ex-Fli, ora in Azione popolare, diventa sottosegretaria allo Sviluppo economico. Daniela Melchiorre, ex-pd, poi deputata dei liberaldemocratici di Dini, sarà sottosegretario alllo Sviluppo economico.<br />
Bruno Cesario, ex Alleanza per l&#8217;Italia, ora nel gruppo dei Responsabili, diventa sottosegretario all&#8217;Economia. Giampiero Catone, ex Fli, sarà sottosegretario all&#8217;Ambiente. Riccardo Villari, ex Pd poi misto, diventa sottosegretario ai Beni culturali. Antonio Gentile viene da Forza Italia, di cui era deputato. Diventa sottosegretario all&#8217;Economia. Il grande sacrificato è Francesco Pionati, ora leader di Alleanza di centro. Lo intervistano il <strong>Corriere</strong>, <strong>La Stam</strong>pa e <strong>La Repubblica</strong>. (&#8220;Io paziento qualche giorno, poi se mi fregano è guerra&#8221;, dice a <strong>La Repubblica</strong>).<br />
Chi sono e che storia hanno i nuovi nominati: lo si può leggere su una pagina de <strong>La Stampa</strong>.<br />
<strong>Libero</strong>: &#8220;Tensioni nella maggioranza&#8221;, &#8220;Responsabili delusi dal rimpasto del Cav. E minacciano l&#8217;addio&#8221;. &#8220;Alla terza gamba 3 posti non bastano&#8221;.</p>
<p><strong>(Fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/via-al-decreto-sviluppo-semplificazioni-fiscali-accelerazioni-del-piano-casa-snellimento-degli-appalti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OGGI AL VIA IL DECRETO SVILUPPO Fisco semplificato in 20 misure- Serve rigore innanzitutto</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/oggi-al-via-il-decreto-sviluppo-fisco-semplificato-in-20-misure-serve-rigore-innanzitutto/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/oggi-al-via-il-decreto-sviluppo-fisco-semplificato-in-20-misure-serve-rigore-innanzitutto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 13:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Il Riformista]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[over50]]></category>
		<category><![CDATA[Weekend]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=14477</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Stampa apre con &#8220;il racconto&#8221; della figlia dodicenne di Osama Bin Laden: &#8220;La figlia di Osama: &#8216;L&#8217;hanno ucciso a sangue freddo&#8217;&#8221;. Il racconto della ragazzina contraddice la ricostruzione di Washington. Scontro Usa-Pakistan: chi ha protetto Bin Laden? Obama: le foto del corpo resteranno top secret&#8221;: A centro pagina la politica interna: &#8220;Berlusconi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Stampa </strong>apre con &#8220;il racconto&#8221; della figlia dodicenne di Osama Bin Laden: &#8220;La figlia di Osama: &#8216;L&#8217;hanno ucciso a sangue freddo&#8217;&#8221;. Il racconto della ragazzina contraddice la ricostruzione di Washington. Scontro Usa-Pakistan: chi ha protetto Bin Laden? Obama: le foto del corpo resteranno top secret&#8221;: A centro pagina la politica interna: &#8220;Berlusconi: se lascio c&#8217;è Tremonti&#8221;. E poi: &#8220;Via libera della Camera alla mozione Pdl Lega sulla Libia. Oggi il rimpasto di governo&#8221;. &#8220;A giugno manovra da 8 miliardi. Il premier: &#8216;Tasse giù? Impossibile&#8221;</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Non mostrerò la foto di Bin Laden&#8221;. &#8220;Annuncio di Obama che spiega: l&#8217;America non ha bisogno di esultare ed esibire trofei. Ma da Pakistan arrivano le immagini degli altri corpi&#8221;. Il titolo di apertura è dedicato alla politica interna: &#8220;Berlusconi: se lascio Tremonti candidato. Il premier ricuce con la Lega e lancia il ministro. Libia, sì alla mozione della maggioranza&#8221;. A centro pagina si torna ad Osama Bin Laden, e alle &#8220;contraddizioni della versione ufficiale, l&#8217;accusa della figlia dello sceicco&#8221;. &#8220;Preso e poi ucciso. I misteri del raid&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong> mostra una foto in cui Berlusconi abbraccia Tremonti. &#8220;L&#8217;abbraccio fatale&#8221;. Si parla della &#8220;ultima trovata del Cavaliere&#8221;, definita anche &#8220;la contromossa&#8221;: &#8220;Berlusconi indica il nemico alla successione&#8221;. Secondo il quotidiano lo scopo della mossa è quello di &#8220;dividere il Carroccio&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;C&#8217;è una sola guerra in corso: fatto fuori anche Tremonti. Da Berlusconi investitura velenosa, con addosso la paura delle comunali. Sulla Libia votazione farsa alla Camera, Bossi incassa. Pd e Terzo polo sempre uniti&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong> apre con le parole di Obama (&#8220;Non darò le foto di Bin Laden. La diffusione metterebbe a repentaglio la sicurezza nazionale&#8221;. &#8220;L&#8217;America, che oggi si ritrova a Ground Zero, si divide sulla decisione della Casa Bianca&#8221;). &#8220;Il diritto di sapere&#8221; è il titolo del commento di Vittorio Zucconi. A centro pagina: &#8220;Pdl, Berlusconi incorona Tremonti. Napolitano: il Pd sia credibile o resterà all&#8217;opposizione&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Basta alibi, ora si governa. Libia, la maggioranza c&#8217;è. Pdl e Lega superano l&#8217;ennesimo ostacolo. Oggi il Consiglio dei ministri fa partire il piano sviluppo&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Indistruttibile Silvio. La mozione Pdl-Lega sulla Libia stravince, quella del Pd raccoglie meno voti di quella di Casini e Di Pietro e fa flop. L&#8217;opposizione è frantumata. E Fini perde la trebisonda&#8221;. A centro pagina Giampiero Mughini su Bin Laden: &#8220;Che errore nascondere le foto di Osama&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;SputtaNato. Pdl-Lega votano una mozione e subito l&#8217;Alleanza la boccia&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Così Marcegaglia cerca di rilanciarsi mentre prepara il suo addio. Sabato l&#8217;assise di Bergamo senza politici. La sponda dei piccoli e l&#8217;indifferenza dei grandi. Dissidi e mire&#8221;. Si parla della &#8220;assise confindustriale&#8221; prevista per sabato, dove la presidente degli industriali intende &#8220;rilanciare l&#8217;azione di Confindustria&#8221;.<br />
Sulla politica estera: &#8220;Obama sta perdendo due alleati strategici a Islamabad e al Cairo. La crisi con il Pakistan sorpreso con Bin Laden in casa e la fuga dell&#8217;Egitto nelle braccia degli iraniani&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong> dedica il titolo più grande al decreto sviluppo che sarà varato oggi: &#8220;Illecito l&#8217;eccesso di controlli. Fisco semplificato in 20 misure. Bankitalia potrà vietare i dividendi. Oggi il decreto, a giugno manovra da 7 miliardi in due anni. Il premier: il rigore è necessario&#8221;.</p>
<p><strong>Osama</strong><br />
 <br />
Spiega <strong>La Stampa </strong>che il capo della Cia Leon Panetta ha spiegato alle Commissioni intelligence riunite a porte chiuse perché tenere all&#8217;oscuro l&#8217;Isi, i servizi segreti pakistani, è stata la chiave del successo: &#8220;I pakistani o sono stati complici di Bin Laden o sono stati incompetenti&#8221; &#8211; ha detto Panetta. &#8220;In entrambi i casi si trovano in una posizione non molto comoda&#8221;. Il blitz è stato &#8220;una operazione unilaterale&#8221; per scongiurare il rischio che &#8220;qualcuno nel network che proteggeva Bin Laden lo avvertisse in tempo per consentirgli di fuggire&#8221;. Panetta ha trasmesso ai servizi segreti pakistani la richiesta di informazioni su &#8220;chi ha costruito la villa e le sue fortificazioni&#8221; e per &#8220;raccogliere testimonianze tra i vicini su chi entrava e chi vi usciva&#8221;.<br />
La Casa Bianca ha fatto sapere che Obama si riserva il diritto di agire ancora in Pakistan. Il consigliere antiterrorismo della Casa Bianca John Brennan ha fatto sapere all&#8217;ambasciatore pakistano a Washington che gli Usa vogliono sapere &#8220;chi ha protetto Bin Laden nel vostro Paese&#8221;. E il Congresso minaccia di rivedere i tre miliardi di dollari annuali assegnati al Pakistan.<br />
Panetta peraltro ha rimarcato come gli Usa non abbiano ancora potuto contattare i familiari di Bin Laden trovati nella villa e consegnati ai pakistani.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>, tra gli &#8220;approfondimenti&#8221; dedicati alla lotta al terrorismo, offre due pagine dedicate al dibatitto sulla tortura. &#8220;I repubblicani hanno celebrato come un successo degli interrogatori &#8216;rinforzati&#8217; propugnati da Bush&#8221;. Christopher Hitchens, in una analisi pubblicata dal quotidiano, sottolinea come ora sia arrivato il momento della resa dei conti con i militari pakistani. Hitchens qualche anno fa si sottopose al waterboarding e scrisse: &#8220;L&#8217;annegamento non è una sensazione. Stai annegando. O meglio ti stanno affogando&#8221;. Bernard Kouchner, ex ministro degli esteri francese, intervistato, dice che &#8220;Guantanamo e la tortura sono stati un errore, perché ci hanno avvicinato al nemico, hanno ridotto la distanza tra noi e i barbari&#8221;. Obama &#8220;non è riuscito a chiudere Guantanamo, ma sono certo che non lo avrebbe mai aperto. E credo che l&#8217;America avrebbe comunque individuato Bin Laden&#8221;.<br />
E&#8217; lo stesso concetto sottolineato oggi dallo studioso Tzvetan Todorov, intervistato da La Repubblica: &#8220;Non possiamo difendere i diritti dell&#8217;uomo e contemporaneamente non rispettarli&#8221;. Per combattere il terrorismo &#8220;non basta eliminare un simbolo&#8221;, &#8220;è molto più utile sostenere le rivolte nei Paesi arabi&#8221;. Lì i giovani &#8211; dice Todorov &#8211; &#8220;sono mossi dal desiderio di partecipare pienamente alla vita del mondo contemporaneo, rifiutando la logica dello scontro con l&#8217;Occidente che è alla base del terrorismo islamico&#8221;. Ma oltre ad aiutare pacificamente tali rivolte, dovremo rinunciare &#8220;all&#8217;arroganza del vecchio colonialismo che pretendeva di imporre agli altri i propri valori&#8221;.<br />
Ancora su <strong>La Repubblica</strong> si ricorda che &#8211; da candidato, nel 2008 &#8211; Obama definì &#8220;tortura&#8221; il waterboarding, cui si era dato il via nel 2002. Si spianò così la strada &#8211; per esempio &#8211; alle 183 sedute di tortura inflitte dalla Cia a Khalid Sheik Mohamed, considerato la mente dell&#8217;11 settembre. A difendere il via libera di quegli anni è l&#8217;alto consigliere della Casa Bianca di allora, John Yoo: &#8220;Se Obama può prendersi il merito della vittoria contro Bin Laden, lo deve alle decisioni prese da Bush&#8221;.<br />
Per tornare alla decisione della Casa Bianca di non divulgare le foto dell&#8217;uccisione di Bin Laden, segnaliamo una intervista del <strong>Corriere della Sera </strong>all&#8217;avvocato americano Alan Dershowitz che considera questo l&#8217;ultimo atto di una serie di errori commessi nell&#8217;operazione: Dershowitz è convinto che sia un errore occultare i dettagli in un caso simile, che si sarebbe dovuto effettuare una autopsia attraverso cui un medico legale stabilisse con certezza scientifica le circostanze della sua morte, appurando in modo esatto il punto esatto di entrata e uscita delle pallottole, stabilendo se gli hanno sparato di fronte o da dietro, da fermo o in movimento. E fotografando meticolosamente ogni dettaglio del cadavere, come è prassi per tutti i casi criminali. Al fine di prevenire i dubbi dei cospirazionisti.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Oggi si vota in Gran Bretagna per il referendum sul sistema elettorale che spacca il governo. La vittoria del sì permetterebbe &#8211; spiega Europa &#8211; di trasformare definitivamente il sistema bipartitico inglese in un sistema multipartitico in cui anche i partiti minori &#8211; finora marginali &#8211; acquisterebbero nuova rilevanza. Il nuovo sistema avrebbe ricadute non solo sui collegi cosiddetti marginali, ma su quelli considerati sicuri, e costringerebbe tutti i parlamentari a cercare un consenso che va oltre il tradizionale elettorato di partito. Ecco perché il viceprimo ministro LibDem Clegg, sperando che la sua formazione diventi essenziale per qualsiasi vittoria elettorale, preme per il sì, puntando al fatto che i LibDem potrebbero, con il loro secondo voto di preferenza, influenzare il risultato in molti collegi. Il metodo si chiama Alternative Vote: gli elettori potrebbero indicare tutti i candidati in ordine di preferenza, e i voti verrebbero contati fino al raggiungimento della maggioranza assoluta. Contrari i tories di Cameron. Il labour è diviso: il leader Miliband è per il sì, sperando di forzare i LibDem a spostarsi in una alleanza con la sinistra. Sembrano contrari i vecchi leoni del Labour, sembra contraria anche la maggioranza degli elettori labouristi. L&#8217;affluenza è una incognita.<br />
Se ne occupa anche <strong>Stampa</strong>, sottolineando come il LibDem Clegg &#8220;rischia tutto sul &#8216;suo&#8217; referendum&#8221;. E i sondaggi lo danno perdente. Il nuovo sistema copiato dall&#8217;Australia spacca il governo, il voto alternativo, che permette di scegliere più candidati, &#8220;lucra&#8221; sugli esclusi.</p>
<p>&#8220;In Siria chi manifesta proviene dall&#8217;estero&#8221;. Così l&#8217;<strong>Avvenire</strong> sintetizza le dichiarazioni del vescovo caldeo di Aleppo, secondo cui &#8220;in generale il popolo siriano è molto calmo&#8221;, &#8220;non vuole lo sconquasso del Paese, come è avvenuto in Iraq e altrove&#8221;. La minoranza cristiana, ovvero il 10 per cento dei siriani, &#8220;sta dalla parte del Presidente Assad&#8221;, dice Antoine Audo. E aggiunge: &#8220;Quelli che manifestano vengono da fuori, sono prezzolati e asserviti a interessi stranieri&#8221;.</p>
<p>Paolo Scaroni, in una lunga intervista con il direttore de <strong>La Stampa </strong>Mario Calabresi, parla anche della guerra in Libia: &#8220;Noi non temiamo un cambio di governo, la cosa che ci preoccupa di più e l&#8217;instabilità, è il rischio di una somalizzazione della Libia, una situazione in cui sarebbe impossibile per chiunque operare&#8221;. Sui ribelli di Bengasi dice: &#8220;Abbiamo sentito troppi discorsi senza costrutto e troppe chiacchiere da bar, anche se ci sarà un nuovo governo siamo fiduciosi di mantenere le nostre posizioni&#8221;. Perché &#8211; spiega Scaroni &#8211; &#8220;abbiamo buoni rapporti con il Comitato rivoluzionario transitorio&#8221;, e perché &#8220;sulla base dell&#8217;esperienza storica sappiamo che quando c&#8217;è un cambio di regime, chi va al potere vuole ripartire in fretta con le produzioni&#8221;. E poi: &#8220;Io sono stato l&#8217;unico italiano che non ha partecipato alla feste delle tende berbere a Roma, ma mi sento di dire che di Gheddafi nel mondo ce ne sono tanti e che in situazioni analoghe si è scelto di non intervenire. Certo vedo difficile un futuro per lui in Libia&#8221;.</p>
<p><strong>Politica</strong></p>
<p>Secondo <strong>Il Giornale</strong>, dietro le dichiarazioni di Berlusconi sul suo possibile successore, ci sarebbe un aut-aut dello stesso Tremonti. Il premier avrebbe raccontato così, in privato, la prospettiva che aveva di fronte a sé: &#8220;Giulio mi ha detto che è pronto allo sciopero bianco. Che è pronto a non firmare più un decreto, compreso quello sullo Sviluppo, a meno che io non faccia una dichiarazione pubblica in cui lo indico come mio successore. E secondo lui devo anche smorzare i toni e gli entusiasmi su Alfano&#8221;. Secondo il quotidiano l&#8217;investitura esplicitata ieri dal premier in una intervista a Porta a Porta è stata accolta nel Pdl con un entusiasmo paragonabile a quello dei giapponesi di fronte allo tsunami.<br />
Secondo <strong>L&#8217;Unità</strong> &#8220;Silvio fa imbufalire i suoi pasdaran. Alfano china il capo&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong> parla di un &#8220;patto di non aggressione&#8221; tra il Cavaliere e il ministro dell&#8217;Economia, sugellato nel corso di una cena a Palazzo Grazioli. Ma all&#8217;indicazione di Tremonti come successore nessuno nel governo sembra dare eccessivo peso, e da chi lo ha chiamato per spiegzioni il premier ha risposto quasi cadendo dalle nuvole: &#8220;Ho solo detto che c&#8217;è anche Tremonti tra chi può prendere il mio posto, non era una investitura&#8221;. Secondo gli uomini vicini al premier, le dichiarazioni a Porta a Porta sarebbero solo un riconoscimento del ruolo positivo e di mediazione svolto da Tremonti in questi giorni di conflitto con la Lega. Solo in caso di vittoria, nel 2013, con un Berlusconi che andrebbe al Quirinale, si potrà aprire la vera partita della successione tra Tremonti, Alfano e Maroni.<br />
Per il <strong>Corriere della Sera </strong>l&#8217;obiettivo del Cavaliere era &#8220;ricucire ed assicurare il ministro, allentando le tensioni con la Lega&#8221;. Secondo il retroscena del quotidiano, il Cavaliere conosce la forza di Tremonti, ed è per cautelarsi da lui, ma anche per esporlo, che lo ha lanciato.</p>
<p>Ieri il Presidente Napolitano ha preso parte ad un incontro su Antonio Giolitti, che <strong>La Repubblica </strong>ricorda come padre nobile dei riformatori italiani, nel primo anniversario della morte. E citando il pensiero di Giolitti, secondo il quotidiano, avrebbe strigliato il centrosinistra. Il quotidiano riassume così le sue dichiarazioni: &#8220;Se non diventa affidabile, la sinistra resterà all&#8217;opposizione&#8221;. Napolitano legge Giolitti e dice: &#8220;Bisogna essere capaci di esercitare l&#8217;azione di governo&#8221;. E poi, sull&#8217;affidabilità: &#8220;Bisogna togliersi di dosso il sospetto di volersi insediare al potere come una alternativa senza alternativa&#8221;.<br />
Il capo dello Stato &#8211; ricorda <strong>Il Sole 24 Ore </strong>- ha citato la definizione che Antonio Giolitti diede dell&#8217;alternativa: &#8220;Credibile, affidabile, praticabile&#8221;. Il capo dello Stato ha anche sottolineato che nel nostro Paese, nel corso degli ultimi anni, c&#8217;è stata &#8220;una drastica sottovalutazione e non conoscenza dell&#8217;esperienza della socialdemocrazia. Ma c&#8217;era il partito socialista di Craxi e qualcuno, con tutti i discorsi sulla socialdemocrazia, avrebbe detto che lì c&#8217;è Craxi&#8221;.<br />
Riassume il <strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il monito di Napolitano alla sinistra: &#8216;sia credibile o resta all&#8217;opposizione&#8217;&#8221;. Peraltro i giornali riferiscono della morte di un amico di vecchia data del Presidente Napolitano, anche in quanto storico esponente della corrente dei miglioristi del Pci napoletano, Andrea Geremicca.</p>
<p>Nella pagina che <strong>La Stampa </strong>dedica alle dichiarazioni di Napolitano trova posto anche una intervista al leader Idv Di Pietro, sollecitato a commentare le parole del Capo dello Stato. Sbaglia Napolitano ad esortare la sinistra ad essere credibile se vuol essere vera alternativa? Di Pietro: &#8220;Diamo a Cesare quel che è di Cesare: l&#8217;Idv è iscritta alla internazionale liberaldemocratica, il Capo dello Stato parla a quella sinistra di cui lui è stato un importante dirigente. Io invece rifiuto di essere iscritto alla categoria della sinistra&#8221;. E poi: &#8220;L&#8217;Idv sta alla sinistra come la Lega sta alla destra. A nessuno viene in mente di dire &#8216;voi della destra&#8217; parlando alla Lega. E io oggi ho scelto di stare in questa coalizione per costruire una difesa delle fasce sociali più deboli. Ma se gli altri dovessero intestardirsi in quello statalismo, dirigismo e centralismo tipici dell&#8217;era brezneviana, noi non ci staremo&#8221;. Sullo stesso quotidiano, si intervista il veltroniano Paolo Gentiloni, il cui pensiero viene riassunto così: &#8220;Guardiamo al terzo polo e lasciamo stare l&#8217;alleanza con Idv e Vendola&#8221;. <strong>La Repubblica </strong>intervista il Democratico Fioroni, che dice: &#8220;Sono alleati come Di Pietro che ci rendono meno autorevoli&#8221;. E ricorda che il Pd è nato proprio per fare ciò che dice il Capo dello Stato. Spera che le parole di Napolitano siano una stella polare per poter vincere le resistenze al cambiamento. Il retroscena del quotidiano descrive come uno shock per i vertici del Pd la dichiarazione di Napolitano. Pierluigi Bersani dice che non credibile è il governo attuale e che il Pd sta lavorando proprio per avere le credenziali di cui parla Napolitano. Non poco ha contato, naturalmente, la divisione verificatasi ieri in Parlamento sulle mozioni sulla Libia.</p>
<p><strong>(Fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/oggi-al-via-il-decreto-sviluppo-fisco-semplificato-in-20-misure-serve-rigore-innanzitutto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ITALIA E FRANCIA CHIEDONO ALL&#8217;EUROPA UNA MODIFICA DI SCHENGEN SUI MIGRANTI</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/italia-e-francia-chiedono-alleuropa-una-modifica-di-schengen-sui-migranti/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/italia-e-francia-chiedono-alleuropa-una-modifica-di-schengen-sui-migranti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 08:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[lactalis]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[parmalat]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=14211</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera. &#8220;Libia, governo sotto pressione. Vertice tra il Cavaliere e Sarkozy: patto per chiedere la modifica di Schengen sui migranti. Via libera di Napolitano. Bossi: Berlusconi si inginocchia davanti a Parigi&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il premier riapre il caso nucleare. &#8216;La gente ora ha paura, entro un paio d&#8217;anni potremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera. </strong>&#8220;Libia, governo sotto pressione. Vertice tra il Cavaliere e Sarkozy: patto per chiedere la modifica di Schengen sui migranti. Via libera di Napolitano. Bossi: Berlusconi si inginocchia davanti a Parigi&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il premier riapre il caso nucleare. &#8216;La gente ora ha paura, entro un paio d&#8217;anni potremo riprendere il discorso&#8217;. &#8216;Lo stop per evitare il referendum&#8217;. L&#8217;opposizione: un imbroglio&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Libia, scontro Bossi &#8211; Berlusconi. Il Senatur nega l&#8217;accordo: no ai bombardamenti. Il Pd: maggioranza finita, verifica in Parlamento. Il leader leghista: ormai siamo una colonia francese. Via libera di Napolitano ai raid&#8221;. &#8220;Lettera alla Ue di Roma e Parigi per rivedere Schengen&#8221;. A centro pagina: &#8220;Parmalat, Lactalis lancia l&#8217;Opa. Il Cavaliere e Sarkozy favorevoli: &#8216;Non è una operazione ostile&#8217;. Bce, dall&#8217;Eliseo ok a Draghi&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong>: &#8220;La Lega araba balla da sola. Dice no ai bombardamenti e la maggioranza si sfalda sulla guerra a Gheddafi. Aria di crisi. Berlusconi dice che con Bossi &#8216;è tutto a posto&#8217;, ma il Senatur lo smentisce platealmente: &#8216;Le guerre non si fanno&#8217;&#8221;. Calderoli annuncia il no in Consiglio dei ministri, dove Tremonti è pronto a chiudere i cordoni della Borsa&#8221;. A centro pagina: &#8220;L&#8217;Italia cede a Sarkò su Schengen e Parmalat&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Governo duro e diviso sulla Libia, ma con Sarkozy tocca fare buon viso&#8221;. &#8220;Il Cav bombardiere cerca di convincere Bossi e trova aiuto in Napolitano. Venerdì un Cdm di guerra (pre-elettorale)&#8221;. E poi: &#8220;Verso una Schengen più stretta. Una lettera alla Ue per rivedere il Trattato. La gestione sottovoce dell&#8217;emergenza&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Lactalis lancia l&#8217;Opa su Parmalat. Berlusconi: atto singolare ma non ostile. La Consob accende un faro sull&#8217;operazione&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Parmalat e Draghi alla Francia. A noi gli immigrati. Che affare&#8221;. &#8220;L&#8217;incontro con Sarkò si conclude tra baci e abbracci ma per l&#8217;Italia pare una solenne fregatura. Intanto il Cav spiega che ha fermato il nucleare solo per sottrarlo al referendum: è il putiferio&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Un libro svela i segreti della macchina del fango&#8221;. &#8220;Giampaolo Pansa rilegge la &#8216;guerra civile&#8217; tra giornali. Tutto inizia con le elezioni del 2008. Berlusconi vince e &#8216;Repubblica&#8217; si vendica con il caso Noemi. Incendiando il clima&#8221;.</p>
<p><strong>Libia, Berlusconi, Sarkozy</strong></p>
<p>L&#8217;editoriale de <strong>Il Foglio </strong>si sofferma sulla conferenza stampa di ieri di Berlusconi con Sarkozy, e spiega che il premier italiano &#8220;non sa dire bugie perché non è un politico professionale&#8221;, e che &#8220;anche l&#8217;ultimo dei politicanti avrebbe detto che la moratoria nucleare si è resa necessaria, magari per una &#8216;pausa di riflessione&#8217; alla luce dell&#8217;incidente di Fukushima, e chiamiamolo incidente. Berlusconi no. Dice come stanno davvero le cose&#8221;. Viceversa, secondo il quotidiano di Giuliano Ferrara, Berlusconi ha sbagliato sulla Libia, &#8220;e non ci sono amabili verità o mezze verità sui bombardamenti mirati che possano cambiare il giudizio&#8221;, scrive, riconfermando di considerare questa guerra &#8220;stolta&#8221;. Anche se mozzassero la testa a Gheddafi, il risultato non cambierebbe, poiché quello vero sarebbe &#8220;l&#8217;insediamento a Tripoli di un potere di cui si sa poco&#8221;, con nuove ondate migratorie selvagge.</p>
<p>&#8220;Il presidente Zelig&#8221; è invece il titolo dell&#8217;editoriale firmato da Lucio Caracciolo, che compare sulla prima pagina de <strong>La Repubblica</strong>, e che inizia così: &#8220;Silvio Berlusconi non delude mai i suoi interlocutori&#8221;. Si sottolinea l&#8217;allineamento italiano sulla posizione francese in Libia, &#8220;poche settimane dopo che il capo del nostro governo si era confessato &#8216;dispiaciuto&#8217; per il disturbo arrecato all&#8217;amico Gheddafi&#8221;; quanto alla gestione dei flussi umani dal nordAfrica, &#8220;bisogna mettere mano a Schengen per ripristinare i controlli alle frontiere &#8216;in circostanze eccezionali&#8217;&#8221;. E mentre Tremonti stava allestendo le barricate contro gli assalti transalpini a Parmalat, ecco arrivare l&#8217;annuncio dell&#8217;Opa di Lactalis: &#8220;Dove lo trovi oggi un leader che ti dice sempre di sì?&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong> intervista All Abd Al Aziz al Isawi, ministro degli esteri del &#8220;governo transitorio&#8221; di Bengasi, che saluta con favore la decisione assunta dall&#8217;Italia di partecipare attivamente ai raid aerei e spiega che è &#8220;pienamente incardinata nella risoluzione 1973 delle Nazioni Unite. Non c&#8217;è nessuna forzatura, nessuno stravolgimento&#8221;. Sul rischio qaedista, dice che &#8220;ad agitare lo spauracchio di Al Qaeda è stato lo stesso Gheddafi, salvo poi minacciare di allearsi con i qaedisti&#8221;. &#8220;In Libia non esiste estremismo, e il Cnt si impegna a contrastare con ogni mezzo gli interventi di Al Qaeda&#8221;.</p>
<p>Il retroscena del <strong>Corriere della Sera </strong>sottolinea che nel vertice italo-francese si è alzata la voce. Testimoni hanno descritto un presidente francese infuriato, che si sarebbe lamentato anche per una copertina di Panorama (&#8220;Sarkofago&#8221;, era il titolo che campeggiava in prima pagina, davanti a un ritratto del capo dell&#8217;Eliseo vestito da Napoleone) e che poi avrebbe elencato una lista di richieste con toni ultimativi.</p>
<p>Secondo <strong>La Repubblica</strong>, che descrive ampiamente &#8220;la rabbia del Carroccio dopo il vertice&#8221;, Bossi avrebbe detto ai suoi: &#8220;Da qui al voto dobbiamo distinguerci su tutto dal Pdl&#8221;. E dietro la Lega, anche in questa occasione, si staglierebbe l&#8217;ombra di Tremonti che, ieri, durante il vertice, se ne sarebbe stato in disparte per tutto il tempo: non deve avergli fatto piacere &#8211; scrive <strong>La Repubblica </strong>- vedere la sua strategia anti-scalate fatta a pezzi in meno di mezz&#8217;ora dal Cavaliere. Una strategia opposta a quella del suo dicastero, dove si stavano già mettendo a punto gli argini giuridici e finanziari per evitare che Parigi si prendesse quel poco che è rimasto dei gioielli italiani. Il decreto che fissa le regole per individuare le società di interesse nazionale, oggetto di possibile partecipazione da parte della Cassa depositi e prestiti, deve essere ancora approvato dalla Camera e rischia di arrivare troppo tardi. E secondo <strong>La Repubblica</strong> Tremonti medita la sua vendetta in accordo con la Lega, poiché il decreto sul rifinanziamento delle missioni all&#8217;estero scade a giugno, e bisognerà trovare le risorse per coprire i costi aggiuntivi della guerra in Libia. Secondo il ministro leghista Calderoli Berlusconi sarà costretto ad aumentare le tasse sulla benzina.</p>
<p>Anche <strong>Il Corriere della Sera </strong>scrive che, &#8220;confidando nella sponda del ministro dell&#8217;economia, Giulio Tremonti, attento ai conti pubblici e in freddo con il premier, Bossi ha calcolato che tre mesi di missioni militari ci costeranno 700 milioni di Euro&#8221;. Già in passato i leghisti hanno chiesto il ritiro dall&#8217;Afghanistan e la riduzione delle truppe italiane in Libano.</p>
<p>Secondo Alessandro Sallusti, che firma l&#8217;editoriale de <strong>Il Giornale</strong>, &#8220;la contraddizione tra Pdl e Lega&#8221; sulla Libia è &#8220;solo apparente&#8221; , visto che il premier &#8220;odia la guerra&#8221; quanto Bossi, ed anzi, &#8220;se francesi e americani non hanno già raso al suolo Tripoli&#8221; è per il ruolo dell&#8217;Italia, che il premier ha rivendicato. Sarkozy per questo &#8220;sarebbe sceso a trattare la pace con Berlusconi, riconoscendo all&#8217;Italia il ruolo e la dignità che le competono&#8221;.</p>
<p><strong>Lactalis </strong></p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore </strong>descrive la &#8220;svolta su Parmalat&#8221;, con la decisione di Lactalis di lanciare l&#8217;Opa. I francesi vogliono il 100 per cento del gruppo con una offerta complessiva di 3,4 miliardi di Euro. &#8220;La cordata italiana si ferma prima di scendere in campo&#8221;, titola il quotidiano di Confindustria, secondo cui una contro-Opa italiana appare una ipotesi velleitaria. Resta la possibilità che la Cassa depositi e prestiti partecipi alla operazione francese con una quota, ma anche questa è una idea difficile da realizzare. I francesi sono stati più veloci, ma l&#8217;Opa è interamente finanziata a debito e &#8211; secondo <strong>Il Sole </strong>- a pagare il conto, almeno in parte, sarà sempre Parmalat. Il gruppo ha un tesoretto da 1,4 miliardi di liquidità, che non è stato in grado di smuovere l&#8217;iniziativa di qualche gruppo tricolore, ma ha attirato le mire di molti operatori esteri: quella cassa sarà impiegata per fare di Collecchio il capoluogo europeo del latte confezionato, facendo confluire in Emilia le attività europee in questo settore. Il gruppo Lactalis ha già un indebitamento netto di 2,3 miliardi.<br />
Il presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, viene intervistato da<strong> Il Foglio </strong>e non sembra preoccupato. Spiega che non è stato inutile il tentativo di coagulare una cordata italiana, e dice: &#8220;L&#8217;azione della Cassa ha comunque prodotto un buon risultato, l&#8217;Opa di Lactalis garantisce ai risparmiatori &#8211; azionisti un prezzo ben più elevato del corso del titolo degli ultimi mesi&#8221;. Bassanini dice che la Cassa sta lavorando ad un fondo strategico &#8220;alla francese&#8221;, anche se nega che essa abbia intenzione di far risorgere l&#8217;Iri e le partecipazioni statali. Lo stesso ministro Tremonti, secondo <strong>La Repubblica</strong>, avrebbe puntualizzato: &#8220;Senza il nostro intervento, i francesi si sarebbero presi Parmalat con lo sconto. Ora hanno dovuto lanciare l&#8217;Opa totalitaria. Dovranno tirare fuori molti più soldi di quanti ne avevano immaginato.</p>
<p><strong>Politica</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong> si occupa delle Amministrative a Napoli: sono dieci i candidati a sindaco, ed il rinascimento napoletano sembra definitivamente archiviato. E la parola d&#8217;ordine, per il candidato Pdl Lettieri, è &#8220;normalità&#8221;. I sondaggi pubblicati in questi giorni preannunciano una sconfitta per il Pd, con un De Magistris (Italia dei valori) al 26 per cento, ovvero 10 punti in più del candidato Pd Morcone. Quello della Swg attribuisce a Morcone cifre che vanno dal 24 al 28 per cento, e a De Magistris tra il 19 e il 23 per cento. Antonio Bassolino avrebbe deciso di anticipare la sua discesa in campo a sostegno del candidato Morcone.<br />
Secondo il quotidiano il candidato Pdl sarebbe a caccia di voti tra gli avversari. L&#8217;ex presidente di Confindustria D&#8217;Amato, in una intervista, ha bocciato il candidato Pdl Lettieri come &#8220;imposto dal premier e da Nicola Cosentino&#8221;: secondo D&#8217;Amato Lettieri &#8220;sta provando a prendere i voti dei bassoliniani&#8221;. E&#8217; stato per lunghissimo tempo un accanito sostenitore delle politiche di Bassolino. Poi, da vero campione di trasversalismo, si è ricollocato nel centrodestra. Amicizia e contiguità restano.<br />
<strong>L&#8217;Unità</strong>, che lo intervista, ricorda che Morcone è stato prefetto-commissario dei beni confiscati alle mafie. Morcone parla di De Magistris, e dice: &#8220;Intende risolvere tutti i problemi di Napoli con un assalto al Palazzo d&#8217;Inverno&#8221;, una soluzione &#8220;che ha poco a che vedere sia con la democrazia che con la partecipazione&#8221;, &#8220;all&#8217;insegna del &#8216;tutti via, ci penso io&#8217;&#8221;. Il modello di amministrazione di Morcone vuole essere tutto nel segno della trasparenza.<br />
Dell&#8217;endorsement di Bassolino dice: &#8220;Bassolino rappresenta una pagina importantissima della storia della Campania e di Napoli, non solo del centrosinistra&#8221;.<br />
Sulla gestione rifiuti Morcone dice che il centrodestra, dopo averne condizionato pesantemente la gestione del ciclo, con le complicità che hanno tirato in causa lo stesso Cosentino, &#8220;ci tiene le mani sopra da due anni, con Cesaro e Caldoro&#8221;. Morcone accusa l&#8217;assessore all&#8217;ambiente della regione, Romano, chiamandone in causa le responsabilità, denuncia che non c&#8217;è nessuna trasparenza sui flussi, e che i camion di Napoli vengono rimandati indietro.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Una analisi del <strong>Sole 24 Ore</strong> sottolinea che &#8220;anche i nemici temono la sconfitta di Assad&#8221; per la semplice ragione che l&#8217;alternativa è una incognita. La Siria è un calderone multietnico e multireligioso, tenuto insieme con il pugno di ferro da partito Baath, laico, in mano a una minoranza alawita che rappresenta il 15 per cento della popolazione. Agli occhi di Gerusalemme, per esempio, Bashar è un nemico, &#8220;ma un nemico prevedibile&#8221;. Dopo la guerra del Kippur, nel 1973, la Siria non ha aggredito Israele e possiede un pericoloso arsenale di armi chimiche, oltre a missili capaci di infliggere seri danni allo stato ebraico: se dovessero cadere nelle mani sbagliate, &#8220;sarebbero guai&#8221;. Confidano che Assad resti al potere buona parte dei palestinesi (Hamas, che negli anni ha visto rafforzarsi il sodalizio con la Siria, che peraltro ospita il suo leader, Khaled Meshal a Damasco). Ha interesse alla permanenza di Assad al potere il movimento sciita libanese Hezbollah, che riceve armi da Damasco, fortissimo è il legame con l&#8217;Iran, ed anche la Turchia teme che una vittoria dell&#8217;opposizione possa incoraggiare tendenze separatiste della minoranza curda.<br />
Una lunga analisi de <strong>Il Foglio </strong>dedicata alla &#8220;mappa della rivolta che non fa dormire gli Assad&#8221;, con un quadro delle dieci città chiave del Paese, dove si affrontano le forze di sicurezza e gli uomini della rivoluzione.</p>
<p><strong>(Fonte: La Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini) </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/italia-e-francia-chiedono-alleuropa-una-modifica-di-schengen-sui-migranti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IMMIGRATI: LA FRANCIA BLOCCA I TRENI A VENTIMIGLIA. Romano Prodi sull&#8217;Europa: è necessario prendere decisioni collettive</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/immigrati-la-francia-blocca-i-treni-a-ventimiglia-romano-prodi-sulleuropa-e-necessario-prendere-decisioni-collettive/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/immigrati-la-francia-blocca-i-treni-a-ventimiglia-romano-prodi-sulleuropa-e-necessario-prendere-decisioni-collettive/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 08:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13928</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Immigrati, schiaffo francese. Bloccati tutti i treni provenienti da Ventimiglia. Le autorità d&#8217;Oltralpe: timori per l&#8217;ordine pubblico. In serata riprende la circolazione&#8221;. Il titolo di apertura è per Berlusconi, che &#8220;attacca Fini. &#8216;Patto con i magistrati&#8217;. La replica: senza vergogna&#8221;. A centro pagina: &#8220;Boom dei prezzi alimentari&#8221;. Lo ha detto Mario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Immigrati, schiaffo francese. Bloccati tutti i treni provenienti da Ventimiglia. Le autorità d&#8217;Oltralpe: timori per l&#8217;ordine pubblico. In serata riprende la circolazione&#8221;. Il titolo di apertura è per Berlusconi, che &#8220;attacca Fini. &#8216;Patto con i magistrati&#8217;. La replica: senza vergogna&#8221;. A centro pagina: &#8220;Boom dei prezzi alimentari&#8221;. Lo ha detto Mario Draghi, governatore della Banca d&#8217;Italia, a Washington. Siamo vicini ai picchi registrati nel 2008, ma il tono generale dell&#8217;economia mondiale è migliorato, ha detto Draghi.</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;La Francia ferma i treni dall&#8217;Italia. No ai convogli con gli immigrati. Frattini: così si violano i patti. Ore di blocco al confine con Ventimiglia, tunisini sui binari. In serata riprende la circolazione&#8221;. A centro pagina: &#8220;Berlusconi: tra Fini e i Pm c&#8217;è un patto scellerato. Casini: si voti. Montezemolo e Marcegaglia scendano in campo&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Il premier: patto Fini-toghe. L&#8217;Anm: grave calunnia, faccia i nomi. Berlusconi alla convention per la Moratti: le amministrative un test nazionale. &#8216;Ho le prove, me l&#8217;ha detto un giudice. Il leader Fli: senza vergogna&#8221;. In alto: &#8220;Parigi blocca i treni. Frattini protesta: norme violate&#8217;. Ventimiglia, stop ai convogli dei tunisini&#8221;. Il quotidiano offre anche un &#8220;colloquio&#8221; con Romano Prodi, dagli Stati Uniti: &#8220;Prodi: &#8216;Un errore storico cavalcare l&#8217;euroscetticismo&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Ecco il patto Fini-Pm. &#8216;C&#8217;è un testimone&#8217;. Il premier: &#8216;Un  giudice ha assistito all&#8217;accordo politico tra i magistrati e il leader Fli. Ma sulla riforma della giustizia, sulla Costituzione e sul fisco  non mi fermeranno&#8217;&#8221;. A centro pagina una foto di Roberto Lassini, candidato al consiglio comunale di Milano per il Pdl, e &#8220;autore dei manifesti sulle Br in Procura&#8217;&#8221;. &#8220;Liberi di votare il candidato anti-toghe&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;L&#8217;incubo deve finire&#8221;. Sono parole di Carlo Smuraglia, presidente dell&#8217;Anpi, che &#8220;chiama i giovani&#8221;. La foto di prima pagina mostra il premier con Letizia Moratti ieri a Milano.</p>
<p><strong>Europa</strong></p>
<p>Il ministro dell&#8217;Interno francese Guéant e la sua &#8220;strategia&#8221; vengono illustrati dal <strong>Corriere</strong>, che spiega come incarni la linea dura voluta da Sarkozy, di cui è un &#8220;fedelissimo&#8221;, e fa parte dello schieramento dei cosiddetti &#8220;falchi&#8221; che sono impegnati a contrastare, con la linea dura sull&#8217;immigrazione, l&#8217;avanzata del Fronte Nazionale di Marine Le Pen: da una parte c&#8217;è quindi Sarkozy, insieme a Guéant e a Copé, che ha organizzato il dibattito sulla laicità (ovvero sull&#8217;islam). Dall&#8217;altra, le &#8220;colombe&#8221;, come il premier Fillon, che comprende le difficoltà italiane e propone che l&#8217;agenzia europea Frontex non riconduca i clandestini a Lampedusa; o come la ministra dell&#8217;economia Lagarde, che ricorda il bisogno di manodopera straniera. I primi tentano di riconquistare i voti al Front National, gli altri temono che gli elettori francesi abbandonino un governo troppo spinto a destra e si lascino convincere dai candidati più spostati sul centro alle presidenziali del 2012.</p>
<p>Alla &#8220;tenzone&#8221; tra i due populismi, italiano e francese, e dedicata la riflessione di Bernardo Valli su <strong>La Repubblica</strong>. Si ricorda che alle presidenziali Sarkozy ha i peggiori sondaggi, dato che l&#8217;ultimo gli aggiudica il 28 per cento dei consensi. Non si può escludere neanche una umiliante eliminazione al primo turno, nel caso in cui la candidata del Front National Le Pen andasse al voto decisivo al secondo turno con il campione della sinistra, ancora da designare.</p>
<p>Il Ministro degli esteri Frattini, intervistato da <strong>La Repubblica</strong>, commenta lo stop temporaneo dei treni provenienti dall&#8217;Italia al confine francese. Dice: &#8220;Oggettivamente non abbiamo capito perché questo tira e molla, dopo la decisione positiva da parte dell&#8217;Ue di accettare, come previsto dalle leggi comunitarie, i permessi temporanei di soggiorno rilasciati dall&#8217;Italia. Ormai da 48 ore i passaggi, accompagnati dai documenti di identità, venivano accettati dalla Francia&#8221;. Sottolinea che, malgrado la Francia parli di blocco temporaneo, &#8220;su quell&#8217;asse transitano decine di treni con migliaia di persone ogni giorno&#8221;.<br />
Lo stesso quotidiano intervista il costituzionalista Gaetano Azzariti, secondo cui mancavano i presupposti per chiudere i confini: le norme stabiliscono che si possa impedire la libera circolazione solo in situazioni eccezionali&#8221;.</p>
<p>Romano Prodi, in una conversazione con il corrispondente dagli Usa de <strong>La Stampa</strong>, si sofferma sull&#8217;Europa, che &#8220;in questo momento ha paura di tutto, della concorrenza cinese, degli immigrati africani e degli altri Paesi europei&#8221;, della &#8220;non ripresa ed ha anche paura dell&#8217;euro&#8221;. La responsabilità è degli Stati membri, che &#8220;non prendono decisioni collettive, indugiando &#8220;nei riti di questi summit europei in cui Francia e Germania danno la linea, per poi non essere d&#8217;accordo neanche fra loro, come dimostra anche l&#8217;emergenza della Libia, sulla quale l&#8217;Europa è divisa&#8221;. Sulle minacce italiane di uscire dall&#8217;Europa dice che sono minacce fatte da &#8220;leader politici che non hanno il senso della Storia, che preferiscono inseguire le elezioni del giorno dopo o gli opinion polls del giorno stesso che indubbiamente riflettono gli uomori di un populismo che aumenta, creando così una reazione a catena. Ma significa andare verso un suicidio collettivo&#8221;. Critiche anche all&#8217;Europa, di fronte alla questione immigrazione: &#8220;La risposta europerea dovrebbe essere un piano di aiuti massicci per ottenere una rapida normalizzazione delle condizioni economiche di quei Paesi&#8221;. Lo scoppio delle rivolte arabe è per Prodi &#8220;lo scoppio di società fatte di giovani disoccupati colti e incompatibili con i governi tirannici&#8221;. Sottolinea la necessità di studiare &#8220;un piano di aiuto per la Tunisia e l&#8217;Egitto&#8221;. Sulla Libia Prodi è convinto che la mediazione più credibile in atto sia quella dell&#8217;Unione Africana, perché &#8220;non è partigiana e non ha una veste occidentale&#8221;. Del resto Prodi è convinto che si debba &#8220;assegnare un maggior ruolo internazionale all&#8217;Africa&#8221;, e su questo sta preparando per giugno un convegno a Washington.</p>
<p>&#8220;I populisti anti-Ue sfondano in Finlandia&#8221;, titola il <strong>Corriere della Sera</strong>. Sono arrivati al 19 per cento i populisti del partito &#8220;Veri finlandesi&#8221;, contrari ai salvataggi finanziari. Uno spirito euro-critico lo avevano anche i socialdemocratici, favorevoli a una revisione dei meccanismi di finanziamento degli aiuti, anch&#8217;essi al 19 per cento. In testa si confermano i conservatori, con il 20,4 per cento. Almeno una delle due formazioni arrivate seconde dovrà quindi entrare nell&#8217;Esecutivo.<br />
Sul partito dei Veri finlandesi e sul suo leader, Timo Soini, si sofferma anche <strong>La Stampa</strong>, descrivendolo come un europarlamentare scettico sull&#8217;Euro, cattolico in un Paese a maggioranza protestante, politologo con tesi di laurea dedicata al populismo. Il programma: no alle unioni omosessuali, no all&#8217;aborto, no agli immigrati e, soprattutto, agli aiuti agli Stati europei in difficoltà, il tema che ha dominato la campagna elettorale, mobilitando molti più elettori rispetto al 2007. Alle europee del 2009 Soini ottenne 130 mila preferenze, più di qualsiasi altro politico in Finlandia.</p>
<p>Si occupa di Ungheria il <strong>Corriere</strong>, dove il premier ungherese Orban, l&#8217;ex dissidente liberale che guidò la rivoluzione dell&#8217;89, sta per varare una riforma della Carta costituzionale, forte della schiacciante maggioranza in Parlamento, in cui si rafforza il potere nelle mani dell&#8217;Esecutivo e probabilmente si apre la strada a un giro di vite sull&#8217;aborto. Torna anche la questione del diritto di cittadinanza per le persone di etnia ungherese che vivono all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Stati Uniti </strong></p>
<p>Su <strong>La Stampa </strong>una intervista di Marta Dassù a Madeleine Albright, ex Segretario di Stato americano. Si parla del ruolo degli Usa nelle crisi internazionali. La Albright sottolinea come il dibattito sul bilancio negli Usa resti centrale ed influenzi le scelte internazionali. Inoltre fa notare come vi sia nel Paese &#8220;un grado di polarizzazione interna senza precedenti, che rende complicata la definizione di una politica estera&#8221;. E tuttavia &#8211; aggiunge &#8211; &#8220;continuo a pensare che gli Stati Uniti siano la &#8216;nazione indispensabile&#8217; secondo l&#8217;espressione che avevo coniato più di dieci anni fa&#8221;. L&#8217;America non può diventare isolazionista, ma ha bisogno, come ha sottolineato anche Obama, di agire insieme ad altri Paesi, e l&#8217;intervento in Libia è &#8220;un tentativo in questa direzione&#8221;. Per la Albright c&#8217;è una coincidenza tra &#8220;valori e interessi&#8221; degli Stati Uniti. Considera importante il principio della &#8220;responsabilità di proteggere&#8221; avallato dalle Nazioni Unite. Del resto &#8220;la sovranità nazionale non è più un concetto assoluto, la non interferenza negli affari interni degli altri Paesi non è più un principio rigido&#8221;.</p>
<p><strong>Milano</strong></p>
<p>Ieri il Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi ha celebrato la domenica delle Palme davanti a 7000 fedeli. Nel corso dell&#8217;omelia ha posto una serie di domande: &#8220;Perché ci sono uomini che fanno la guerra ma non vogliono si definiscano &#8216;guerra&#8217; le loro decisioni, le scelte e le azioni violente?&#8221;. &#8220;Perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei Paesi poveri ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?&#8221;. &#8220;Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni?&#8221;. Dal <strong>Corriere della Sera</strong>.<br />
&#8220;L&#8217;omelia &#8216;ad personam&#8217; di Tettamanzi&#8221;, titola polemicamente <strong>Il Giornale</strong>, secondo cui &#8220;l&#8217;ultima uscita politica&#8221; dell&#8217;Arcivescovo dimissionario di Milano ha preso di mira, pur non citandolo direttamente, il premier, nel corso della sua omelia. Il quotidiano sottolinea anche come il Cardinale non abbia risparmiato critiche al sindaco di Milano Letizia Moratti: &#8220;Non c&#8217;è una sicurezza che può essere legata anche all&#8217;accoglienza?&#8221;.<br />
Ieri a Milano è arrivato Silvio Berlusconi, a sostenere la candidatura della Moratti. Secondo <strong>La Repubblica </strong>il voto amministrativo di maggio a Milano è diventato per il premier &#8220;la madre di tutte le battaglie&#8221;. Lo stesso premier, intervenendo ieri, ha sottolineato come sia necessario &#8220;vincere alla grande al primo turno&#8221;. E le amministrative, per il Cavaliere, dovranno essere &#8220;una conferma che il berlusconismo non è al tramonto&#8221;. Lui sarà capolista del Pdl e punta a superare le 53 mila preferenze conquistate nel 2006. Sullo stesso quotidiano si scrive che una sconfitta nel capoluogo lombardo potrebbe spingere la Lega ad accorciare la vita al governo. Il Carroccio &#8211; scrive il quotidiano &#8211; ha mal digerito la conferma di Letizia Moratti.<br />
<strong>L&#8217;Unità</strong> intervista il candidato sindaco del centrosinistra a Milano, Pisapia, che commenta così le dichiarazioni del premier a MIlano: &#8220;E&#8217; consapevole del fatto che il sindaco Moratti si trova in gravi difficoltà. E quando il premier dice che le elezioni amministrative a Milano sono elezioni nazionali &#8220;vuole radicalizzare il dibattito politico&#8221; &#8220;perché sa benissimo che questa volta può perdere la sua città&#8221;. &#8220;Se la Moratti esce sconfitta dal voto, se Berlusconi perde il controllo di Milano, le conseguenze politiche saranno enormi&#8221;, secondo Pisapia.</p>
<p>Per tornare a Tettamanzi, al successore dell&#8217;Arcivescovo di Milano è dedicata una intera pagina de <strong>La Stampa</strong>. Il nuovo arcivescovo si insedierà ai primi di settembre. C&#8217;è una novità, nella designazione, perché da oltre 80 anni il vertice della Diocesi ambrosiana è stato deciso dal Pontefice con pochissimi collaboratori. Ma questa volta il Papa si affiderà al &#8220;congresso&#8221; della Congregazione dei vescovi. Ratzinger ha ascoltato moltissimi pareri, vista l&#8217;importanza della diocesi.</p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/immigrati-la-francia-blocca-i-treni-a-ventimiglia-romano-prodi-sulleuropa-e-necessario-prendere-decisioni-collettive/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GAZA: UCCISO VOLONTARIO ITALIANO Responsabile un gruppo salafita anti-Hamas</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/gaza-ucciso-volontario-italiano-responsabile-un-gruppo-salafita-anti-hamas/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/gaza-ucciso-volontario-italiano-responsabile-un-gruppo-salafita-anti-hamas/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 11:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Il Riformista]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[over50]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13817</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Processo breve, interviene il Colle. Napolitano: valuterò la legge. Berlusconi rilancia: ora le intercettazioni&#8221;. E poi: &#8220;Rivolta nella maggioranza contro l&#8217;investitura Alfano. Ruby: pressing Pdl per un&#8217;ispezione ai pm di Milano. Intervista a Casini: il Cavaliere è finito&#8221;. A centro pagina, la foto di Vittorio Arrigoni: &#8220;Gaza, volontario italiano rapito e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Processo breve, interviene il Colle. Napolitano: valuterò la legge. Berlusconi rilancia: ora le intercettazioni&#8221;. E poi: &#8220;Rivolta nella maggioranza contro l&#8217;investitura Alfano. Ruby: pressing Pdl per un&#8217;ispezione ai pm di Milano. Intervista a Casini: il Cavaliere è finito&#8221;.<br />
A centro pagina, la foto di Vittorio Arrigoni: &#8220;Gaza, volontario italiano rapito e ucciso da un gruppo salafita anti-Hamas&#8221;.<br />
E&#8217; l&#8217;unico quotidiano ad avere la notizia dell&#8217;uccisione, nella notte, di Arrigoni, avvenuta in connessione con un blitz tentato da Hamas per liberarlo.<br />
In taglio basso: &#8220;Montezemolo accusa: &#8216;Tremonti inefficace&#8221;. In prima il quotidiano ha anche un&#8217;inchiesta: &#8220;Flop del digitale terrestre, cos&#8217; è scomparsa la tv&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Sparano alle gambe&#8221;, &#8220;Clima da anni di piombo&#8221;. &#8220;Esponente della Destra ferito in un agguato in stile brigatista nel centro di Roma&#8221;, &#8220;Rapito dagli integralisti islamici un italiano a Gaza&#8221;. A centro pagina, una foto del governatore della Lombardia Formigoni sotto il titolo: &#8220;Colpo di coda dei magistrati: vogliono azzerare la Lombardia&#8221;, &#8220;I pm: firme false nella lista Formigoni&#8221;.</p>
<p><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Napolitano sulla giustizia: valuterò&#8221;, &#8220;&#8216;Verificherò i termini del processo breve&#8217;. Il premier: chiarirò&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi: avanti con la riforma, ora le intercettazioni. I magistrati: rischio di amnisitia permanente&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Italiano rapito a Gaza, &#8216;Trattate o sarà ucciso&#8217;&#8221;., &#8220;Faida tra Hamas e un altro gruppo islamico&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong> ha in prima una foto del premier che mima una telefonata: &#8220;Intercetto la qualunque&#8221;.&#8221;Incassata la prescrizione breve, il premier rilancia la legge bavaglio. E a pranzo promette posti e poltrone&#8221;. &#8220;Il Colle &#8216;valuterà&#8217;. Da Praga Napolitano fa sapere di attendere l&#8217;iter parlamentare. L&#8217;Anm: è un&#8217;amnistia permanente. Le critiche della Cei&#8221;. E poi un titolo sul neo-ministro Saverio Romano, dei Responsabili: &#8220;Il gip no archivia le accuse di mafia contro il ministro dell&#8217;Agricoltura e chiede altre indagini&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Milano, firme false per Formigoni. Indagati dieci consiglieri del Pdl&#8221;, &#8220;Centinaia di casi scoperti dalla procura: prove granitiche&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Accerchiato Silvio&#8221;. Il quotidiano parla di &#8220;movimenti sotterranei&#8221; e spiega: &#8220;Due alti ufficiali di polizia rivelano:da Trani a Milano, si muovono almeno 15 procure, mai visto nulla di simile&#8221;, &#8220;Non riuzcendo ad incastrare Berlusconi, mirano ai suoi: ci sono indagini su Letta, Schifani e persino Alfano&#8221;, &#8220;Intanto Asor Rosa teorizza il golpe e a Roma si spara: bossoli al sindaco, gambizzato un consigliere di destra&#8221;.<br />
Il direttore del quotidiano firma in prima un editoriale dedicato alle elezioni a Milano e ammonisce: &#8220;Occhio, se cade la capitale del centrodestra&#8230;&#8221;. In taglio basso: &#8220;Pacifista italiano rapito dagli islamici a Gaza&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa:</strong> &#8220;Intercettazioni, il premier rilancia. Napolitano: valuterò&#8221;, &#8220;Processo breve, tensioni governo-Quirinale. I magistrati attaccano: un&#8217;amnistia permanente&#8221;.<br />
Un richiamo sulle dichiarazioni di Montezemolo che &#8220;attacca Tremonti, &#8216;Più risultati&#8217;&#8221;. A centro pagina la foto di Vittorio Arrigoni, il volontario italiano rapito a Gaza. &#8220;E&#8217; di Lecco, rivendicazione di un gruppo islamico: Hamas liberi i nostri&#8221;.<br />
In basso: &#8220;&#8221;Centomila pronti a sbarcare in Italia&#8217;&#8221;. Si sintetizza così l&#8217;allarme lanciato dai nostri servizi segreti.  &#8220;L&#8217;allarme di Bruxelles&#8221;, titola ancora <strong>La Stampa</strong>, che poi riferisce le parole del ministro dell&#8217;Interno Maroni: &#8220;finita la fase acuta da Tunisi, Libia sotto osservazione. I servizi: temiano attentati&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong> ha in prima quattro foto: Alberto Asor Rosa, Marco Travaglio, Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. E il titolo recita: &#8220;Silvio, vivi serebo&#8221;, &#8220;Questa opposizione non vincerà mai&#8221;. Il capitolo ha come titolo &#8220;Facciamoci del male&#8221; e si spiega: &#8220;Asor Rosa propone un golpe, un governo militare d&#8217;emergenza per liberare il Paese da Berlusconi. Non è uno scherzo. E nemmeno una pazzìa isolata. E&#8217; solo l&#8217;ultimo atto di mutazione antropologica di una sinistra, o pseudo-tale, che ha seppellito la questione sociale e trasfomato l&#8217;alternativa al Cavaliere in una faccenda di manette e tribunali. Che alza lo share e la tiratura. Ma non riempie le urne&#8221;. In prima il richiamo ad una intervista a Luciano Violante: &#8220;Basta con la politica che delega ai pm&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> dedica il titolo in rosso alle dichiarazioni di Alberto Asor Rosa: &#8220;L&#8217;imbecille e la cricca di Scalfari&#8221;, &#8220;Il golpismo di <strong>Repubblica</strong> e l&#8217;anticostituzionale &#8216;progetto Spinelli&#8217;&#8221; (inteso come Barbara, ndr).<br />
E si domanda, in blu: &#8220;Golpe, che fare?&#8221;, &#8220;Il Pdl prepara la controffensiva politico-mediatica per non soccombere alle pulsioni eversive del club azionista. Un anti-Palasharp, una manifestazione di piazza a Milano, una battaglia sull&#8217;articolo 68&#8243;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore:</strong> &#8220;Super-holding per Parmalat&#8221;, &#8220;Un prestito per rilevare la quota Lactalis. Al vaglio un socio estero&#8221;. Secondo Il Sole &#8220;la cordata italiana lavora sull&#8217;unione degli asset Granarolo-Collecchio in una newco &#8216;aperta&#8217;&#8221;. &#8220;Finmeccanica e le sue favorite&#8221; è invece il richiamo in prima di un&#8217;inchiesta firmata da Claudio Gatti sulle indagini che riguardano il gruppo.<br />
A centro pagina: &#8220;In discesa la spesa per gli investimenti, il fisco peserà di più&#8221;. La conferma del calo degli investimenti arriverebbe, secondo il quotidiano, dalle stime contenute nel documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei ministri mercoledì scorso. In diminuzione anche i contributi alle imprese, &#8220;opposto l&#8217;andamento della pressione fiscale che, nel 2012, salirà al 42,7 per cento del Pil, con un aumento dello 0,2% rispetto al 2010&#8243;.</p>
<p>(<strong>Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/gaza-ucciso-volontario-italiano-responsabile-un-gruppo-salafita-anti-hamas/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>COOPERAZIONE A RISCHIO? Il Pakistan chiede a Obama di rimpatriare gli agenti della Cia e i militari delle Forze speciali americane</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/cooperazione-a-rischio-il-pakistan-chiede-a-obama-di-rimpatriare-gli-agenti-della-cia-e-i-militari-delle-forze-speciali-americane/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/cooperazione-a-rischio-il-pakistan-chiede-a-obama-di-rimpatriare-gli-agenti-della-cia-e-i-militari-delle-forze-speciali-americane/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 08:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13638</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Sfida finale sul processo breve. Ministri in Aula, la maggioranza punta al voto entro stasera. Tensione alla Camera fino a tarda notte, il Pd per protesta legge gli articoli della Costituzione&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Sergio Romano, è dedicato invece al dibattito sull&#8217;Europa: &#8220;Euroscettici autolesionisti&#8221;. In prima anche le notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Sfida finale sul processo breve. Ministri in Aula, la maggioranza punta al voto entro stasera. Tensione alla Camera fino a tarda notte, il Pd per protesta legge gli articoli della Costituzione&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Sergio Romano, è dedicato invece al dibattito sull&#8217;Europa: &#8220;Euroscettici autolesionisti&#8221;. In prima anche le notizie da Fukushima: &#8220;Le autorità comunicano con ritardo che la gravità dell&#8217;incidente nella centrale ha raggiunto il livello massimo&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;L&#8217;Europa vada all&#8217;inferno. Ha ragione Maroni. Dalla Ue solo fregature e umiliazioni, dal cambio capestro lira-euro alla gestione degli immigrati. Possiamo uscirne, però dobbiamo dimezzare il debito pubblico&#8221;. In prima pagina anche un articolo di Maurizio Belpietro, che parla della archiviazione da parte dei magistrati milanesi sul presunto tentato attentato subito nel settembre scorso a Milano. &#8220;Poteva uccidermi, ma non era un attentato&#8230;&#8221;, il titolo.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;Sull&#8217;Europa la Lega abbassa la cresta, Tremonti manovra. Oggi il ministro dell&#8217;Economia presenta il piano che dovrà superare l&#8217;esame di Bruxelles. Frattini ridimensiona Maroni. E i tunisini andranno anche al Nord&#8221;:</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Prescrizione breve, scontro finale. Letta: giorni di fuoco, difficili e amari. I leader del Pd in aula leggono la Costituzione. I magistrati: il governo cancella i processi. Oggi il voto alla Camera&#8221;. E poi: &#8220;Castelli sui profughi: bisognerebbe sparare&#8221;. A centro pagina: &#8220;Tokyo ammette: Fukushima come Chernobyl&#8221;. In prima pagina il quotidiano diretto da Ezio Mauro torna anche sull&#8217;inchiesta sul caso Ruby: &#8220;Notti da incubo ad Arcore. La verità sul Bunga bunga. Due ragazze diciottenni vanno dai pm: non potevamo più tacere&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Battaglia sul processo breve. Alla Camera i deputati Pd leggono la Costituzione &#8216;contro lo sfregio delle regole&#8217;. Gianni Letta: giornate difficili e amare. Alfano: a rischio solo lo 0,2 per cento dei procedimenti. Stasera il voto finale&#8221;. In prima anche la &#8220;bufera&#8221; sul sottosegretario Castelli sulla immigrazione: &#8220;Non possiamo sparare, almeno per ora&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto quotidiano</strong> apre con la &#8220;battaglia alla Camera&#8221; sul processo breve, e titola: &#8220;Bruciati vivi, qualcuno pagherà?&#8221;. La nuova legge &#8220;per salvare B farà saltare anche il processo per la strage di Viareggio. Alfano nega, ma questa prescrizione breve è una amnistia&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;In difesa della storia&#8221;, con foto del primo aprile 1945, comizio di Pertini a Milano. &#8220;Alla Camera la resistenza del Pd con la Costituzione mentre il Pdl vuole mettere al bando i testi &#8216;scomodi&#8217;&#8221;. 19 parlamentari del Pdl hanno chiesto una commissione di inchiesta sui libri di testo. &#8220;Ok di Gelmini&#8221;, scrive il quotidiano.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Fermate il partito dei giudici. Oggi alla Camera il voto sulla prescrizione breve agli incensurati, osteggiata da pm e sinistra. Alfano: incide solo sullo 0.2 per cento dei processi. E la strage di Viareggio non resterà impunita&#8221;. A centro pagina, con una grande foto, la battaglia politica a Milano, dove si celebra &#8220;il derby delle &#8216;sciure&#8217; Moratti. La radical chic Milly fa la lista di disturbo&#8221;. Di spalla una intervista sul Pdl: &#8220;L&#8217;ex ministro Martino: &#8216;Berlusconi torni allo spirito del 94&#8242;&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> apre sulla politica internazionale: &#8220;Colpi duri sul fronte che conta per Obama (che non è la Libia)&#8221;. Il fronte che conta è &#8220;il Pakistan&#8221;, che &#8220;vuole cacciare gli agenti della Cia e vuole fermare i raid dei droni. Cresce l&#8217;ostilità a Kabul. I guai con l&#8217;Arabia Saudita&#8221;. Di spalla il processo breve, che &#8220;va, ma prima della fase due c&#8217;è l&#8217;incognita Napolitano. La maggioranza conta di approvare entro stasera (poi al Senato) e cerca già di rassicurare il Quirinale&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Fiat sale al 30 per cento in Chrysler. Marchionne: la nostra quota potrebbe superare il 51 per cento. Il fondo sindacale e il Tesoro Usa cedono partecipazioni. Lieve flessione del Lingotto in piazza Affari&#8221;. In prima anche un richiamo all&#8217;andamento dei mercati valutari: &#8220;Euro a 1,45 dollari, massimo da 15 mesi. In forte ribasso Borse, petrolio, oro e altre materie prime&#8221;. </p>
<p><strong>Italia</strong></p>
<p>Il piano delle riforme di Tremonti, che oggi sarà illustrato al Consiglio dei ministri, entro fine aprile &#8211; ricorda <strong>Europa</strong> &#8211; dovrà superare l&#8217;esame di Bruxelles, che dovrà anche dare il suo via libera al fondo &#8220;strategico&#8221; statale partecipato della &#8220;nuova Cassa depositi e prestiti, che presto parteciperà alla difesa dell&#8217;italianità di Parmalat&#8221;. Il piano dovrebbe contenere misure per il sud, per il lavoro, ma anche per l&#8217;energia, visto che il precedente era tutto basato sul nucleare.<br />
Secondo <strong>La Repubblica </strong>il piano prevede stanziamenti per il sud, riduzione del carico fiscale con due aliquote, opere pubbliche, modifica dell&#8217;articolo 41 della Costituzione.<br />
Il <strong>Sole 24 Ore</strong> focalizza l&#8217;attenzione sulla &#8220;inquietudine&#8221; della Lega: &#8220;Fosse per loro di processo breve neanche parlerebbero, figurarsi votarlo. Perdipiù, mentre la campagna per le amministrative entra nel vivo, e c&#8217;è da gestire anche l&#8217;emergenza immigrazione&#8221;. Tuttavia i leghisti sanno che l&#8217;approvazione del processo breve è &#8220;un prezzo da pagare&#8221;. Per parlare delle amministrative, ad esempio, si pensi al candidato leghista alla presidenza della provincia di Mantova, Gianni Fava, che al <strong>Sole </strong>dice: &#8220;Il processo breve non viene percepito come priorità ma come una legge che interessa al premier. Ormai è passata così. E allora la gente ci chiede di approvarlo in fretta, e poi di occuparci di cose serie. Di immigrazione, certo, ma la linea di Maroni è condivisa. Il vero fronte scoperto è l&#8217;economia, il fisco. I nostri elettori sono artigiani, partite Iva, piccole imprese&#8221;. Ribadisce il capogruppo leghista alla Camera Reguzzoni: &#8220;L&#8217;economia è il grande tema. Il ministro Tremonti ha fatto bene, ha tenuto i conti in ordine, ha seguito la strada del rigore, ma prima o poi la riforma del fisco bisognerà farla&#8221;. Insomma &#8211; chiosa<strong> Il Sole </strong>- non sarà solo Berlusconi a chiedere al ministro dell&#8217;Economia di aprire i cordoni della borsa, ma sarà pure il Carroccio a fare pressing per spuntare un allegerimento del carico fiscale.<br />
Nel suo editoriale sul <strong>Corriere della Sera</strong>, dedicato ai rischi di euroscetticismo nel nostro Paese, Sergio Romano allude proprio al piano nazionale delle riforme, cui hanno lavorato Tremonti e Maurizio Sacconi, ed auspica che questa sia &#8220;una buona occasione per dimosrtratrre che l&#8217;Italia non vuole lasciarsi distanziare dai suoi maggiori partner europei&#8221;.<br />
&#8220;Cosa accadrebbe se uscissimo dalla Ue&#8221;, visto che l&#8217;Europa potrebbe anche gradire il nostro allontanamento, è il titolo di una analisi su <strong>L&#8217;Unità</strong> firmata dal deputato Pd Sandro Gozi.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Ieri il ministro degli esteri francese Alain Juppé ha criticato la Nato sostenendo che &#8220;non fa abbastanza&#8221; per fermare gli attacchi delle truppe di Gheddafi in Libia. Ha sottolineato la necessità di &#8220;fare di più&#8221; anche il suo collega britannico Hague, che ha chiesto ai partner europei &#8211; riferisce <strong>La Repubblica </strong>- di mettere a disposizione più aerei da bombardamento. La Nato ha respinto seccamente le critiche, e per bocca del generale responsabile delle operazioni aeree sulla Libia, Mark Van Uhm, ha fatto sapere: &#8220;Considerando i mezzi a disposizione, stiamo facendo un gran lavoro e mantenendo un ritmo operativo elevato&#8221;. In realtà &#8211; sottolinea il quotidiano &#8211; dopo il ritiro degli americani dalle operazioni attive, l&#8217;Alleanza deve far fronte ad una netta riduzione dei mezzi a disposizione. E avrebbe bisogno di più aerei da bombardamento. L&#8217;Italia, che sinora fornisce solo aerei Ecr, per il disturbo radar e caccia, per la protezione dei bombardieri, è uno dei Paesi cui è stato chiesto di fornire anche Tornado per missioni di bombardamento. Ma il governo appare perplesso. E il nostro ministro degli esteri Frattini dice: &#8220;Con il trattato di amicizia ci siamo scusati per la morte dei libici per mano dei fascisti colonizzatori: non vorremmo un secolo dopo a trovarci per errore ad uccidere di nuovo dei civili libici&#8221;. Frattini è perplesso anche sull&#8217;ipotesi di accompagnare con armi sul terreno una missione umanitaria&#8221;.<br />
Su <strong>La Stampa </strong>una intera pagina: &#8220;Pressing sull&#8217;Italia. Ora bombardi&#8221;. La pressione sarebbe venuta direttamente dal capo del Pentagono, Gates. E ancora: &#8220;Parigi e Londra ancora all&#8217;attacco, &#8216;la Nato deve intensificare i raid&#8221;. Il quotidiano scrive che le missioni della Nato sui cieli della Libia hanno raggiunto quota 2000, e il conto delle azioni di attacco ha superato quota 800. La Francia ritiene siano insufficienti e mostra una evidente frustrazione causata da carenti risultati in termini di gestione dell&#8217;opinione pubblica. Gli inglesi sono d&#8217;accordo.<br />
Della questione si occupa anche <strong>Il Foglio</strong>, che prova a spiegare cosa significhi &#8220;fare di più&#8221; per la Francia. Significa, secondo Juppé, evitare che il colonnello Gheddafi utilizzi armi pesanti per bombardare la popolazione. Una fonte diplomatica rivela a <strong>Il Foglio </strong>che i ribelli sono convinti che la Nato non basti, e chiedono mezzi per proteggersi e difendersi. Secondo il quotidiano la risoluzione 1973 non vieta il rifornimento di armi a Bengasi, ed alcuni Paesi vorrebbero oggi affrontare la questione a Doha, durante la riunione del gruppo di contatto, perché ci vuole una decisione politica, secondo il diplomatico che ha parlato al quotidiano. Secondo altri invece, è meglio non parlarne e farlo con discrezione. I ribelli, insomma, vogliono armi e soldi. Il consiglio di Bengasi ha peraltro chiesto si scongelare alcuni asset  bloccati dalle sanzioni Onu, per far fronte alle difficoltà finanziarie: hanno un deficit di risorse del 60 per cento e &#8211; se non pagano gli stipendi &#8211; rischiano di perdere credibilità.</p>
<p>Ancora <strong>Il Foglio</strong>, in prima pagina, si occupa della richiesta delle autorità pakistane agli Usa affinché ritirino gran parte dei loro agenti e contractor della Cia e dei militari delle forze speciali presenti nel Paese. Islamabad ha chiesto anche la fine dei raid dei droni sulle aree tribali, ed ha protestato perché il numero degli attacchi dall&#8217;aria è troppo alto, è &#8220;fuori controllo&#8221;. Islamabad sostiene che gli americani ormai stanno usando i missili non come ultima risorsa, ma piuttosto come routine di comodo: &#8220;In sostanza, i pakistani sono furiosi perché Obama bombarda troppo rispetto ai tempi di George W. Bush&#8221;, chiosa sarcasticamente <strong>Il Foglio</strong>.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong> ha un richiamo in prima sulla proposta della deputata Pdl Gabriella Carlucci, ma che finora ha raccolto le firme di 19 suoi colleghi, per l&#8217;istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla &#8220;imparzialità dei libri scolastici&#8221; perché &#8211; dicono &#8211; &#8220;la scuola non può trasformarsi in una fabbrica di pensiero partigiano&#8221;. La proposta è stata assegnata alla Commissione cultura della Camera, e il capogruppo Pdl Emerenzio Barbieri, spera di poter verificare &#8220;quali siano i testi faziosi, dare loro il tempo di adeguarsi prima di ritirarli dal mercato&#8221;. La ministra Gelmini dice: &#8220;Il tema dei libri di testo ricorre spesso&#8221;. <strong>Il Corriere</strong> fa notare che tra i volumi sotto accusa c&#8217;è &#8220;La Storia&#8221;, curata da Della Peruta, Chittolini e Capra. Edito da Le Monnier, che è un marchio del gruppo Mondadori education, di proprietà di Berlusconi.<br />
Tra i passi incriminati il giudizio su Togliatti: &#8220;fu un uomo politico intelligente, duttile, capace di ampie visioni generali&#8221;. Berlinguer: &#8220;Un uomo di profonda onestà morale e intellettuale&#8221;. Reagisce lo stesso Della Peruta: &#8220;Questa attività censoria ricorda tempi di infausta memoria&#8221;. Alla vicenda è dedicato l&#8217;editoriale del direttore de <strong>L&#8217;Unità </strong>Concita de Gregorio. &#8220;L&#8217;indice della destra&#8221;. Uno dei passaggi incriminati &#8211; racconta<strong> L&#8217;Unità </strong>- è contenuto nel manuale firmato da De Bernardi e Guarracino. Si legge che dal 1948 &#8220;l&#8217;attuazione della Costituzione sarebbe diventato uno degli obiettivi della azione politica delle forze di sinistra e democratiche&#8221;. <strong>L&#8217;Unità</strong> intervista lo stesso Alberto De Bernardi, che ricorda come nella comunità degli storici sia stato classificato molte volte come revisionista: &#8220;Ho studiato anche il fascismo, proprio per rivedere un paradigma classico. E il titolo del mio libro &#8216;Una dittatura moderna&#8217;, è eloquente&#8221;. Sullo stesso quotidiano &#8211; dove compaiono foto di roghi di libri &#8211; si intervista un altro storico sotto accusa, Franco della Peruta. Perché dal 1994 i manuali di storia hanno ricevuto ricorrenti attacchi? Risponde Della Peruta: &#8220;Insegnare storia non è come insegnare latino o matematica. Insegna un modo di ragionare, trasmette parametri intellettuali&#8221;.</p>
<p>(<strong>Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/cooperazione-a-rischio-il-pakistan-chiede-a-obama-di-rimpatriare-gli-agenti-della-cia-e-i-militari-delle-forze-speciali-americane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SARKOZY SULL&#8217;INTERVENTO IN LIBIA: IL PETROLIO NON C&#8217;ENTRA</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/sarkozy-sullintervento-in-libia-il-petrolio-non-centra/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/sarkozy-sullintervento-in-libia-il-petrolio-non-centra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13509</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;La Ue boccia Roma sui migranti. Maroni: perché stare in Europa? Per Bruxelles il permesso temporaneo ai tunisini &#8216;è prematuro&#8217;. E Sarkozy schiera i gendarmi a Ventimiglia&#8221;. Il titolo più grande è per Berlusconi e il suo &#8220;show anti-pm. Discorsi ai sostenitori dopo il processo. &#8216;Soldi a Ruby per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;La Ue boccia Roma sui migranti. Maroni: perché stare in Europa? Per Bruxelles il permesso temporaneo ai tunisini &#8216;è prematuro&#8217;. E Sarkozy schiera i gendarmi a Ventimiglia&#8221;. Il titolo più grande è per Berlusconi e il suo &#8220;show anti-pm. Discorsi ai sostenitori dopo il processo. &#8216;Soldi a Ruby per non farla prostituire&#8217;. Irritazione dei magistrati&#8221;. &#8220;Il premier al Palazzo di Giustizia: certe toghe contro il Paese&#8221;. In prima pagina anche una foto del presidente uscente della Costa d&#8217;Avorio, Gbagbo: &#8220;Assalto da film in Costa d&#8217;Avorio&#8221;. Ieri infatti le forze speciali francesi hanno arrestato Gbagbo dopo un blitz nella sua residenza e lo hanno consegnato ai lealisti del vincitore delle elezioni, Ouattara.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Lo strappo di Maroni: via dalla Ue. Al vertice europeo non passa la linea italiana sui permessi temporanei. Telefonata tra il premier e Barroso. Lampedusa: rivolta contro i rimpatri. Napolitano: impensabile. Rottura sui profughi dopo il no di Bruxelles&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;Berlusconi show, poi il duello con il pm: &#8216;Pagai Ruby perché non si prostituisse&#8221;. In evidenza in prima pagina anche due commenti: Barbara Spinelli, che scrive di Europa, e Jurgen Habermas (&#8220;La politica senza qualità&#8221;).</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;La verità su Berlusconi. Pm politicizzati, accuse ridicole, tensione alle stelle: il premier non può essere giudicato a Milano. Il Cavaliere, fuori dal tribunale: &#8216;I magistrati tifano contro l&#8217;Italia, non mi permettono di lavorare&#8217;&#8221;. Di spalla sulla &#8220;emergenza immigrati&#8221; un commento dal titolo: &#8220;Egoista e insensibile: uscire da questa Europa non è una bestemmia&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;Le piazzate. Milano. Comizio dell&#8217;imputato davanti al Tribunale. I giudici: &#8216;basta&#8217;. Bruxelles: flop del Ministro leghista che dice: usciamo dall&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Maroni: meglio uscire dalla Ue. Il ministro dell&#8217;Interno d&#8217;accordo con Berlusconi. Calderoli chiede il blocco navale. Parigi: controlli più serrati. Bruxelles boccia la linea italiana sui rifugiati. Napolitano: niente strappi&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il premier: pm contro il Paese. Processo Mediaset, duello in aula tra il Cavaliere e De Pasquale (pm al processo Mediaset, ndr)&#8221;. &#8220;Lei è cattivo&#8221;. &#8220;Si contenga&#8221;.  Sulla prima del quotidiano torinese (e anche su altri quotidiani) la notizia dell&#8217;arresto dell&#8217;ex prefetto di Napoli Ferrigno: &#8220;Sesso e favori&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;Fuori dall&#8217;Europa, dicono i leghisti. Ma ci siamo già. Governo umiliato a Bruxelles, il Carroccio rompe gli argini. Incidenti a Lampedusa. Rottura sull&#8217;immigrazione. Berlusconi contro Maroni, Napolitano in allarme&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Pornoprefetto anti Silvio. E&#8217; uno dei principali accusatori nel caso bunga bunga. Ora è ai domiciliari per aver estorto sesso a donne (anche minorenni) quando era commissario anti-usura. Il drammatico racconto di una delle sue vittime&#8221;. In prima anche &#8211; con caricatura &#8211; un articolo di Maurizio Belpietro sui richiami della presidente di Confindustria: &#8220;Emma senza aiutini (e presto senza posto). Il pianto della Marcegaglia&#8221;. A fondo pagina anche un titolo sull&#8217;Europa: &#8220;Un altro no sugli immigrati. Lasciamo l&#8217;Europa. Ancora una volta ci rifila una sòla. L&#8217;ira di Maroni&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> apre sulla situazione interna al Pdl: &#8220;Cosa abbiamo ascoltato alla cena dei ministri del Pdl, verbale in libertà&#8221;. L&#8217;articolo, sotto la testata &#8220;Il Foglio all&#8217;Hotel Majestic&#8221;, racconta &#8220;l&#8217;incontro segreto&#8221; della scorsa settimana di otto ministri con i capigruppo in Parlamento del Pdl. &#8220;Mano tesa a Tremonti se molla l&#8217;amplesso con la Lega, Verdini coordinatore, Alfano in gran spolvero&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong>: &#8220;Fuga da Silvio. Berlusconi annusa una brutta aria. Si riapre il fronte con Tremonti. Il Pdl è sull&#8217;orlo del collasso. E il riavvicinamento tra Montezemolo e Marcegaglia dimostra che dopo l&#8217;addio di Geronzi le grandi manovre non sono ancora finite. &#8216;Ma se credono di pensionare me e Cesare si sbagliano di grosso&#8221;. L&#8217;altro titolo è per il &#8220;figurone&#8221;: &#8220;Fuga dall&#8217;Europa. Maroni torna a casa a mani vuote&#8221;. A centro pagina, sulla giornata al tribunale di Milano: &#8220;Il primo processo interrotto dagli spot&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Marcegaglia: rischi di una stretta sul credito. No allo Stato in azienda. Produzione quasi ferma nei primi tre mesi&#8221;. La presidente di Confindustria ha parlato ieri a Lecco, e ha detto di ritenere urgente la riforma del fisco. Il titolo più grande del quotidiano di Confindustria è: &#8220;Parmalat, sprint Granarolo. Cordata di Legacoop e allevatori. Il tribunale respinge l&#8217;istanza di Lactalis sul rinvio dell&#8217;assemblea. Nuovo statuto Cdp: sì all&#8217;ingresso in società di interesse nazionale&#8221;.</p>
<p><strong>Immigrazione ed Europa </strong></p>
<p>La cronaca de <strong>La Repubblica </strong>ricostruisce la giornata di ieri a Lussemburgo al vertice dei ministri dell&#8217;Interno, riassume la posizione di principali Paesi europei sulla questione immigrazione (unico alleato dell&#8217;Italia è Malta) e spiega che il presidente di turno del Consiglio, l&#8217;ungherese Pinter, ha chiarito che Maroni ha sostanzialmente approvato le conclusioni concordate per la gestione degli immigrati dal Nord Africa che richiedevano il consenso di tutti i 27 Paesi membri per passare, aggiungendo solo la riserva &#8216;non sono soddisfatto&#8217;&#8221;. Un altro articolo spiega che da Bruxelles la Commissaria Malmstroem ha detto: &#8220;Il decreto italiano sui permessi di soggiorno rispetta Schengen&#8221;. E questa dichiarazione viene considerata &#8220;l&#8217;unica nota positiva&#8221; dal ministro dell&#8217;Interno italiano, visto che per il resto l&#8217;Europa ha suggerito di &#8220;concludere accordi bilaterali più efficaci sulla Tunisia&#8221;.<br />
<strong>La Stampa </strong>spiega che la rottura si è consumata nel dibattito sulle &#8220;migrazioni dal vicinato del sud&#8221;. Nel testo c&#8217;erano le invocazioni di solidarietà e di assistenza ai rifugiati, la richiesta di fondi aggiuntivi e il rafforzamento dell&#8217;agenzia che vigila sulle frontiere comunitarie, la Frontex, anche sotto forma di pattugliamento navale, che ampliasse quello già deciso da Italia e Francia. Ma il quadro &#8211; secondo <strong>La Stampa </strong>- era insufficiente per il ministro Maroni, che ha proposto un emendamento per proporre una grande riallocazione continentale degli immigrati clandestini. Fonti della Commissione lo hanno considerato irricevibile, lo spagnolo Rubacalba l&#8217;ha definita una &#8220;non buona idea&#8221; e ha aggiunto che &#8220;gli immigrati arrivati in Italia sono illegali e devono tornare in Tunisia&#8221;. L&#8217;Italia ha ritirato la proposta, senza però porre il veto, come avrebbe potuto.</p>
<p>Giancarlo Loquenzi, su <strong>Il Giornale</strong>, si sofferma sulla idea di Europa, dell&#8217;Europa politica e di quella economica. Idea che si è rivelata &#8220;per molti versi un fallimento, o quantomeno un vasto insuccesso&#8221;, e che tuttavia è stata trasformata &#8220;dalla sinistra&#8221; in una &#8220;sorta di fede sostitutiva&#8221; dopo &#8220;il tramonto delle ideologie&#8221;. Per questo criticarla è un tabù. E tuttavia &#8220;che non esista una politica europea è arrivato ad ammetterlo persino Romano Prodi, che per anni ne è stato una vestale&#8221;. Dunque &#8220;Berlusconi e Maroni hanno solo colmato un vuoto e detto chiaramente che anche con l&#8217;Italia non si scherza&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong> intervista Hugo Brady, ricercatore del Centre for european reform di Londra. Ricorda che la cifra dell&#8217;esodo, ovvero i 20 mila tunisini, non può paragonarsi con i più di 350 mila profughi provenienti dal Kosovo nel 1999. E aggiunge: &#8220;La Francia in particolare accoglie ogni anno, sia in termini assoluti, sia in termini relativi, molti più rifugiati di quanti ne accolga l&#8217;Italia&#8221;. Sottolinea che l&#8217;Europa ha messo a disposizione dell&#8217;Italia e di Malta risorse e strumenti, dagli aiuti umanitari alle guardie di frontiera. Brady sottolinea anche che ormai l&#8217;immigrazione è diventata &#8220;la principale questione politica in ogni Stato&#8221;. E che i governanti in tutti i Paesi europei si trovano a dover fare i conti con una crescente ondata di populismo e di demagogia. Del resto, la questione immigrazione sarà il grande tema del Consiglio europeo di giugno, ed è quindi necessario secondo Brady iniziare ad affrontare la situazione in modo complessivo.</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>, con il suo quirinalista, sottolinea lo &#8220;sconcerto&#8221; di Napolitano, che pure nei giorni scorsi aveva ammonito contro posizioni di ritorsione nei confronti dell&#8217;Europa. Anche Il Giornale in un retroscena, parla dell&#8217;invito alla cautela del Capo dello Stato: &#8220;No alle sortite improvvide senza fondamenti&#8221;.</p>
<p><strong>Libia</strong></p>
<p>Marta Dassù su <strong>La Stampa </strong>intervista Dominique Moisi, con cui ha parlato anche della politica interventista del presidente Sarkorzy sulla Libia. Il politologo spiega che il petrolio non c&#8217;entra, e che invece hanno contato tre fattori, per Sarkozy: il primo è la cultura specifica della Francia, assimilabile agli Stati Uniti nell&#8217;idea di avere una missione universale; il secondo è il carattere di Sarkozy, un &#8220;attivista&#8221;, un &#8220;americano&#8221;, che vuol essere giudicato per quello che fa e non per quello che dice, un emozionale che ama i colpi di scena e a cui va benissimo farsi condizionare da Bernard-Henry Levy, l&#8217;intellettuale di sinistra che non lo ha votato; la Francia era inoltre stata colta di sorpresa dalle proteste in Tunisia ed Egitto, e Sarkozy ha colto in Libia l&#8217;occasione per guadagnare terreno. Sarkozy a parte, Moisi analizza la politica dei willing, l&#8217;atteggiamento degli Usa, e sottolinea quanto non sia chiara la situazione in Libia. In particolare &#8220;fino a che punto il consiglio transitorio di Bengasi sia visto dalla maggioranza della popolazione libica come una forza nazionale di opposizione a Gheddafi, o rappresenti solo la Cirenaica&#8221;. &#8220;La verità sta probabilmente nel mezzo&#8221;. Secondo Moisi, gli Usa pensano che Gheddafi finirà per cedere, schiacciato dalle sanzioni, ma i tempi sono lunghi. E &#8220;il dilemma è chiaro: siamo intervenuti per proteggere Bengasi, ma l&#8217;agenda implicita è di liberarsi di Gheddafi. Nel frattempo, l&#8217;Europa si è divisa&#8221;. L&#8217;intervista è molto articolata ma vale la pena di leggerla integralmente.<br />
Su <strong>Il Riformista </strong>le anticipazioni di una intervista al vicepresidente dei Fratelli Musulmani di Libia, Al-Malik, che verrà pubblicata dalla rivista Limes: &#8220;Non abbiate paura di noi Fratelli libici&#8221;, titola il quotidiano, riassumendo che &#8220;il numero due della Fratellanza Musulmana racconta la lotta clandestina contro il rais, &#8216;grazie anche a finanziamenti europei&#8217;. Oggi &#8220;riconosciamo il Cnt&#8217;, ma domani la costruzione della democrazia passerà &#8216;anche da noi&#8217;. E dall&#8217;Islam. Senza epurazioni stile Iraq&#8221;.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>Ieri è entrata in vigore in Francia la legge che proibisce l&#8217;uso del velo integrale e due donne hanno deciso si sfidare il divieto, nel corso di una manifestazione davanti a Notre Dame. Erano una ventina, secondo <strong>La Stampa</strong>, che ricorda come in tutta la Francia siano circa 2000 le donne che hanno scelto di portare il burqa. Ieri ha parlato un sindacalista dei poliziotti, Emmanuelle Roux, espressione di coloro che la legge dovranno applicare, sottolineando come questo sarà il versante più problematico. La legge non prevede l&#8217;uso della forza, ma il ricorso alla persuasione o, in caso non si riesca a convincere la donna a togliersi il burqa, il trasferimento ad un commissariato, per poi chiedere al Procuratore della Repubblica come comportarsi. &#8220;Ancora una volta si chiede alla polizia delle soluzioni che la società, i partiti e il parlamento non sono riusciti a trovare&#8221;, dice il poliziotto. <strong>La Stampa </strong>intervista l&#8217;imam di Drancy, autorevole presidente della conferenza musulmana di Francia, e detestato dagli estremisti per aver detto, tra l&#8217;altro, che la shoah è &#8220;una ingiustizia senza uguali&#8221;. Dice: &#8220;Il burqa non ha senso in Francia, un Paese dove le donne votano dal 1945. E poi il burqa non è l&#8217;islam, l&#8217;islam non obbliga nessuno a coprirsi. Non è una prescrizione religiosa, ma solo una prigione per le donne e uno strumento di dominazione sessista&#8221;. A chi sostiene che deve esserci libertà di indossarlo, risponde: &#8220;E&#8217; inaccettabile la costrizione, ma è inaccettabile anche violare la legge che obbliga tutti a essere riconoscibili&#8221;. Per l&#8217;imam di Drancy i difetti della legge sono la sua difficile applicazione ed il fatto che manchi del tutto l&#8217;aspetto pedagogico, &#8220;di educazione delle giovani musulmane, come si è fatto per il velo a scuola&#8221;. Dal punto di vista politico sottolinea che è chiaro che si sia scelto &#8220;l&#8217;islam come bersaglio&#8221; per recuperare i voti dell&#8217;estrema destra. &#8220;Ma così, paradossalmente, rendono più difficile l&#8217;affermazione dell&#8217;islam moderato e contro ogni integralismo. Per questo non ho partecipato al dibattito sulla laicità organizzato dall&#8217;UMP (il partito di Sarkozy, ndr) che pure mi aveva invitato&#8221;.<br />
Sul <strong>Corriere della Sera </strong>Roberto Tottoli sottolinea l&#8217;importanza di un &#8220;principio condivisibile&#8221; a tutti i Paesi europei, che è la necessità di &#8220;rendere riconoscibili&#8221; le proprie generalità in un luogo pubblico, che il burqa rende impossibile. D&#8217;altra parte la legge francese si occupa soltanto di 2000 donne, e si è ottenuto in risposta lo sparuto protagonismo di poche donne, spesso convertite all&#8217;islam, che hanno fatto del burqa una bandiera identitaria. Spetta a coloro che costituiscono la maggioranza, su un fronte e sull&#8217;altro, far sentire la propria voce; gli alfieri del multiculturalismo senza limiti dovrebbero denunciare derive aberranti, e i musulmani, sull&#8217;altro versante, dovrebbero far sentire la propria voce non soltanto per difendere le libertà di chi indossa il burqa, ma anche quella &#8220;delle tante donne che non si mettono nulla, musulmane ed europee come le altre&#8221;.<br />
Sul <strong>Foglio</strong> Nidra Poller racconta cosa è accaduto nel corso del dibattito sulla laicità che si è tenuto a Parigi la scorsa settimana.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> offre ai lettori l&#8217;analisi di Matthew Kaminski, membro dell&#8217;editorial board del Wall Street Journal, che ha interpellato tutta la composita leadership dei Fratelli Musulmani in Egitto: &#8220;Una settimana insieme ai Fratelli musulmani in Egitto. Ecco le loro risposte su Mubarak, Israele, l&#8217;estremismo, il futuro&#8221;.</p>
<p>Su <strong>La Repubblica</strong>, alle pagine R2 cultura, un articolo del direttore di Reset Bosetti recensisce il libro che Renzo Guolo ha dedicato al rapporto tra Lega e Chiesa, dal titolo &#8220;chi impugna la croce&#8221;. Si parte dalla constatazione che, confrontando la geografia elettorale di oggi con quella dell&#8217;era democristiana, si scopre che una trentina di province dove la Dc aveva le sue casseforti di voti, da Treviso a Biella e Cuneo, passando per tutto l&#8217;arco prealpino, sono le stesse dove la Lega tiene ora i suoi forzieri.</p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/sarkozy-sullintervento-in-libia-il-petrolio-non-centra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FRANCIA-ITALIA: Nell&#8217;Europa di Schengen rispuntano le frontiere</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/francia-italia-nelleuropa-di-schengen-rispuntano-le-frontiere/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/francia-italia-nelleuropa-di-schengen-rispuntano-le-frontiere/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 08:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[generali]]></category>
		<category><![CDATA[geronzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[LE PEN]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[SCHENGEN]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13187</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Migranti, crisi Italia-Francia. Diventano un caso i permessi temporanei. Berlusconi e il ministro da Napolitano&#8221;. &#8220;La linea di Sarkozy: bloccare i profughi. Ira di Maroni&#8221;. Il titolo di apertura è per la decisione della Bce di alzare il costo del denaro: &#8220;Il denaro costa di più: primo rialzo dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Migranti, crisi Italia-Francia. Diventano un caso i permessi temporanei. Berlusconi e il ministro da Napolitano&#8221;. &#8220;La linea di Sarkozy: bloccare i profughi. Ira di Maroni&#8221;. Il titolo di apertura è per la decisione della Bce di alzare il costo del denaro: &#8220;Il denaro costa di più: primo rialzo dal 2008. La mossa di Trichet per frenare l&#8217;inflazione&#8221;. &#8220;La banca centrale europea porta i tassi all&#8217;1,25 per cento&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Francesco Giavazzi, è titolato: &#8220;I veri nemici dell&#8217;euro&#8221;: sono quei politici che stanno costruendo la loro fortuna sulla critica all&#8217;Euro, e che non capiscono che è la mancata crescita europea a determinare la disoccupazione.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Immigrati, guerra Parigi-Roma. Bagarre alla Camera per un cartello dell&#8217;Idv: &#8216;Maroni assassino&#8217;. Libia, la Nato chiede all&#8217;Italia di bombardare. La Francia: li respingeremo. Il Viminale: siete ostili, uscite da Schengen&#8221;. A centro pagina la vicenda Generali: &#8220;Galateri verso la presidenza. Oggi il successore di Geronzi. Intervista con Rampl: da rivedere anche gli equilibri in Mediobanca&#8221;. Di spalla. &#8220;La terra trema ancora, torna la paura a Tokyo&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Immigrati, scontro Italia-Francia. Parigi li respinge. Maroni: siete ostili, se lo fate uscite da Schengen. Accordo governo-regioni, c&#8217;è il decreto. Berlusconi sale al Colle, Napolitano soddisfatto. Tunisi ferma il primo barcone&#8221;. A centro pagina: &#8220;Caldo record, in montagna è già estate. Scatta l&#8217;allerta valanghe&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;La Francia abbaia e l&#8217;Italia non morde. Parigi straccia i nostri permessi temporanei e respinge i nordafricani&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Vittorio Feltri, si sofferma su Generali: &#8220;Così i padroni vogliono prendersi la politica&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;I capricci francesi fanno traballare anche i patti del governo sui migranti. Parigi sbarra i confini agli africani con permesso di soggiorno italiano, proprio mentre l&#8217;esecutivo convince le regioni&#8221;. Di spalla, la crisi europea: &#8220;Per salvare le banche francesi e tedesche, l&#8217;Ue cura male il Portoghgallo. Gli speculatori che hanno portato Lisbona al tracollo stanno negli istituti di Parigi, Berlino, Londra&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong>, con foto del Presidente francese: &#8220;Sarkoznò&#8221;. &#8220;Migranti, loro navigano verso l&#8217;Italia, noi navighiamo a vista&#8221;. Di spalla: &#8220;Cavaliere senza Geronzi. Perdere un banchiere amico&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong>, con foto di Maroni: &#8220;Vù scappà? Condono e un foglio di via per l&#8217;Europa a 20 mila tunisini. Et voilà il decreto: i migranti restano per sei mesi con l&#8217;invito ad andarsene. Per far digerire la resa alla base padana. Parigi non mangia la foglia. &#8216;Pronti a respingere l&#8217;ondata&#8217;&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;Anche sugli immigrati l&#8217;unico garante è Napolitano. Il governo deve mediare con le Regioni. Via ai permessi, ma non si sa a chi darli&#8221;. &#8220;Decreto caos, Maroni in guerra con la Francia non convince la Camera&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Il piano di Mediobanca. L&#8217;obiettivo è una progressiva discesa al 30 per cento del patto di sindacato che controlla l&#8217;istituto&#8221;. &#8220;Generali, si tratta nella notte: favorito Galateri, in corsa Berger&#8221;. L&#8217;editoriale è sulla crisi e il debito (&#8220;Lezioni europee per l&#8217;Italia&#8221;), mentre di spalla si parla della Francia, &#8220;pronta a bloccare l&#8217;ingresso dei tunisini. Maroni: Parigi esca da Schengen&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Boccassini sotto inchiesta. Dopo le telefonate del Cavaliere sbattute sui giornali, la Cassazione indaga sui Pm milanesi: quelle conversazioni non dovevano finire nel fascicolo. Ora vedremo se qualcuno pagherà&#8221;. A centro pagina: &#8220;Immigrati, Sarkozy ci fa la guerra&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Alessandro Sallusti, parla di Generali.</p>
<p><strong>Immigrati</strong></p>
<p>Una corrispondenza da Parigi del <strong>Sole 24 Ore </strong>riferisce le parole del ministro dell&#8217;interno francese Guéant: &#8220;La Francia non ha alcuna intenzione di subire una ondata di immigrati provenienti dall&#8217;Italia. Per circolare liberamente all&#8217;interno dello spazio Schengen non è sufficiente avere una autorizzazione di soggiorno rilasciata da uno degli Stati membri. Bisogna avere dei documenti di identità e soprattutto dimostrare di possedere risorse finanziare adeguate. In caso contrario la Francia ha il diritto di riaccompagnare gli immigrati in Italia, ed è quello che farà&#8221;.<br />
Mercoledì scorso ai prefetti e alle gendarmerie francesi è stata inviata una circolare in cui si precisano i requisiti necessari per l&#8217;ingresso in Francia: bisogna tra l&#8217;altro dimostrare di non esser già entrato nel Paese nei tre mesi precedenti, ma soprattutto dimostrare di disporre di risorse sufficienti, dichiarare quanto tempo si prevede di rimanere in Francia, e per rimanervi si deve dar prova di possedere 31 euro al giorno qualora abbia qualcuno in grado di ospitarlo o 62 in caso contrario. Guéant ha chiuso così: &#8220;La Francia non può che rallegrarsi che la Tunisia entri in un&#8217;era di libertà e democrazia, ma non è assolutamente disposta ad accettare un flusso migratorio motivato esclusivamente da ragioni economiche&#8221;.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore </strong>spiega anche come funziona il permesso di soggiorno previsto ieri da un decreto del presidente del consiglio ai fini di protezione umanitaria. E&#8217; di sei mesi, e garantisce comunque tre mesi di libera circolazione negli stati dell&#8217;area Schengen. Dopo i primi tre mesi l&#8217;immigrato che ha valicato i nostri confini può tornare in Italia e continuare a godere della protezione umanitaria o invece rimanere nello stato in cui risiede, se rispetta una serie di condizioni. La Francia ha ribadito ieri queste condizioni (possesso di un documento di identità, dimora dignitosa, reddito sufficiente, assenza di rilievi di tipo penale). Nei fatti la pretesa di far rispettare queste condizioni e di espellere gli immigrati, in caso di assenza dei requisiti, è sempre stata considerata con grande difficoltà. La domanda di attivazione del meccanismo di protezione temporanea &#8211; spiega <strong>Il Sole </strong>- deve essere rivolta alla Commissione europea, che ha il compito di presentare una proposta formale ai ministri Ue. Dopodiché deve essere approvata dal Consiglio a maggioranza. Il fatto è che la maggioranza degli stati è contraria, perché il provvedimento è l&#8217;affermazione del principio della condivisioni degli oneri, il cosiddetto burden sharing.<br />
A quella che definisce &#8220;l&#8217;internazionale del cinismo&#8221; è dedicato un  commento su <strong>La Repubblica </strong>di Chiara Saraceno. Sotto accusa non solo l&#8217;Italia, ma anche Malta (che da un lato rivendica il controllo di un&#8217;ampia zona di mare, ma respinge le imbarcazioni che accostano). E la Francia, &#8220;in prima fila quando si trattava di bombardare la Libia, anche al di là del mandato dell&#8217;Onu, ma altrettanto in prima fila a pattugliare i confini, perché nessuno di coloro di cui &#8216;difende la lotta per libertà&#8217; bombardando più o meno indiscriminatamente il loro Paese eserciti questa libertà duramente conquistata anche a rischio di vita cercando di entrare in territorio francese&#8221;.<br />
Alle parole del ministro Guéant, che esclude ogni possibile apertura umanitaria, è dedicata anche l&#8217;analisi di Cesare Martinetti su <strong>La Stampa</strong>: soffia &#8220;il vento di Le Pen&#8221;, è l&#8217;effetto di quella che nel dibattito francese si chiama la &#8220;lepenizzazione degli spiriti&#8221;, visto che tra un anno ci sono le presidenziali e i sondaggi per Sarkozy sono spietati. Se il presidente ha indossato il &#8220;kepì blanc&#8221; e scommette sulla grandeur perduta per ricollocare la Francia sullo scenario internazionale, riconoscendo per primo i ribelli di Bengasi, sul piano interno il suo fronte è &#8220;in difesa&#8221;. E sull&#8217;incontro previsto oggi tra Maroni e il suo omologo francese c&#8217;è poco da illudersi. Il trattato bilaterale Italia Francia del 1997 prevede la restituzione dei clandestini. Peraltro tra Francia e Italia è in corso da tempo una guerra fredda che ha per teatro la finanza. In Edison, dove Edf vorrebbe la mano libera, in Parmalat, dove è in corso la scalata Lactalis, nelle assicurazioni, sia Generali che Premafin Fonsai, dove si muove il guascone supersarkozista Bolloré.<br />
&#8220;Promesse e paure del voto francese, quella doppiezza nel segno di Le Pen&#8221; è il titolo del commento di Massimo Nava sul <strong>Corriere della Sera</strong>, dedicata all&#8217;atteggiamento francese, che chiede una interpretazione più restrittiva delle regole di Schengen: &#8220;Parigi sembra non accorgersi che &#8211; così facendo &#8211; rimette in discussione lo spirito del trattato e uno dei caposaldi della Costituzione europea&#8221;. La doppiezza francese si spiega in estrema sintesi con un nome, Marine Le Pen, che miete consensi negli strati popolari agitando le questioni dell&#8217;immigrazione e della sicurezza: meno inelegante di Bossi, ma più elettoralmente penetrante. A confronto, va invece dato atto al ministro Maroni &#8211; scrive Nava -di aver sfidato l&#8217;impopolarità e la sua stessa base cercando soluzioni praticabili e sollecitando collaborazione all&#8217;Europa e alla Francia.<br />
Su <strong>La Stampa</strong>: &#8220;L&#8217;incubo Marocco e Algeria fa alzare la voce a Parigi&#8221;. Con una ricostruzione del percorso politico del ministro Guéant, gran burocrate ed eminenza grigia scoperto da Charles Pasqua. Lo stesso quotidiano intervista l&#8217;ex direttore di Le Monde Jean Marie Colombani: Guéant è un portavoce del presidente, che se ne serve per i bassi servizi della politique politicienne.</p>
<p><strong>Generali</strong></p>
<p>Nel suo editoriale su <strong>Il Giornale </strong>Alessandro Sallusti spiega che &#8220;in effetti DellaValle ha urlato molto contro Geronzi, ma non credo, con tutto il rispetto verso uno dei nostri migliori imprenditori, che il padrone delle Tod&#8217;s e non solo abbia tutto questo potere. In effetti lui e il suo amico Luca Montezemolo stanno scalpitando, il primo nel mondo della finanza, il secondo in quello della politica&#8221;, ma la verità è che &#8220;in Generali si stanno giocando due partite diverse&#8221;. La prima è quella di chi deve gestire la montagna di miliardi che gestisce, la seconda, &#8220;di più modesto profilo&#8221;, riguarda &#8220;alcune cosette italiane&#8221;, come il controllo del Corriere della Sera.<br />
Vittorio Feltri, su <strong>Libero</strong>, legge il versante italiano e spiega che far fuori Geronzi vuol dire che &#8220;muterebbero gli assetti proprietari del Corriere della Sera e di conseguenza la linea editoriale del medesimo. La 7 si affiancherebbe al Corriere, &#8220;La Stampa si adeguerebbe, il Messaggero di Caltagirone è già lì a disposizione&#8221;. I &#8220;nuovi padroni del vapore&#8221; avrebbero dunque un ovvio candidato a Palazzo Chigi in Luca di Montezemolo. Ma il piano &#8220;sottovaluta le capacità reattive di Cesare Geronzi e di Silvio Berlusconi&#8221;. Il primo tenterà di &#8220;rovesciare il tavolo&#8221; in Mediobanca, il secondo &#8220;troppe volte è stato dato per morto, e si è mangiato i becchini&#8221;.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Ieri sono morti per fuoco amico nel corso delle operazioni Nato in Libia tredici persone. E i ribelli &#8211; scrive<strong> Il Riformista</strong> &#8211; hanno comunque chiesto alla Nato di colpire più duro. L&#8217;incidente di ieri conferma i rischi sempre più alti degli strike dal cielo, oltre che la loro indaguatezza. Rilancia i sostenitori di una escalation sul terreno, magari con istruttori per i ribelli. Tanto che si è parlato di possibii &#8220;mercenari&#8221; che fronteggino quelli di Gheddafi. Mettere le armi nelle mani degli insorti è considerata una mossa rischiosa, poiché poco addestrati. Quando si parla degli addestratori ci si ispira al modello afghano quando le forze speciali della Cia infiltrate nel Paese prima ancora dell&#8217;attacco, operavano in stretto coordinamento con le forze dell&#8217;Alleanza del Nord, che erano però guidati da signori della guerra assai esperti. Gli alleati preferirebbero affidare le operazioni agli arabi già impegnati nella missione, come Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Qualcuno pensa invece alla Giordania, che ha i migliori servizi di intelligence tra i Paesi arabi.<br />
La Repubblica riferisce che ieri il segretario generale della Nato Rasmussen, in una telefonata con Frattini, ha formalmente chiesto l&#8217;impiego da parte dell&#8217;Italia della sua capacità air to ground, ovvero di bombardare come fanno gli altri.<br />
Alla mancanza di una leadership chiara sul fronte dei ribelli libici è dedicata una analisi di <strong>Europa</strong>. Manca una figura carismatica. I capi dell&#8217;opposizione sottolineano che la rivolta è stata spontanea, che le strutture e le strategie hanno preso corpo in modo casuale e caotico, e che non c&#8217;è background organizzativo poiché Gheddafi ha sempre vietato qualsiasi manifestazione politica, controllato il flusso delle informazioni e messo al bando ogni associazione.<br />
Il Foglio si occupa invece dei militari che hanno abbandonato Gheddafi e che stanno tentando di dare forma ai &#8220;ribelli fai da te&#8221;.<br />
Sullo stesso quotidiano ci si occupa dell&#8217;Iran e di come abbia individuato quattro Paesi in cui la primavera araba può diventare &#8220;riscossa sciita&#8221;: Teheran concentra i suoi sforzi su Egitto, Siria, Yemen, Bahrein.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>&#8220;La Consulta boccia i sindaci sceriffi&#8221;, titola il <strong>Corriere della Sera</strong>: ieri la Corte Costituzionale ha ridotto notevolmente i poteri &#8211; &#8220;straordinari&#8221; &#8211; concessi agli amministratori locali dal pacchetto sicurezza del 2008, varato dal Ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni. La Consulta ha dichiarato illegittima la parte della legge in cui permette ai sindaci di adottare, anche al di fuori dei casi di contingibilità e urgenza, provvedimenti a contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato. Il <strong>Corriere</strong> ripercorre la lista dei provvedimenti dei sindaci in questi anni in fatto di sicurezza, che vanno dalle ordinanze anti-accattonaggio e anti-lucciole a Roma e Milano, ai provvedimenti contro i lavavetri e i vu cumprà a Firenze o Trieste, dai vigili urbani muniti di spray al peperoncino a Modena, alle ronde di Chiarano, in provincia di Treviso. Il ministro Maroni considera un errore la bocciatura della Corte e si domanda se si tratti di un rilievo formale, ovvero la necessità di una legge in luogo di un decreto amministrativo. Di diverso parere Sergio Chiamparino, presidente dell&#8217;Anci, che ricorda come l&#8217;Associazione &#8220;evidenziò subito la necessità che l&#8217;ampliamento degli strumenti e dei poteri per fronteggiare la crescente domanda di sicurezza fosse disciplinata dalla legge in un quadro organico&#8221;.<br />
Su <strong>Il Giornale </strong>si parla di &#8220;colpo al pacchetto sicurezza&#8221;: &#8220;i superpoteri dei sindaci aboliti per sentenza&#8221;, &#8220;bocciate le norme che ampliavano le facoltà degli amministratori locali. Nel mirino le ordinanze da sceriffi, come quelle contro accattonaggio e prostituzione, &#8216;legittime solo se urgenti&#8217;. Maroni: &#8216;Errore della Consulta, rimedieremo con una legge&#8217;&#8221;. Il quotidiano pubblica uno specchietto che riepiloga i contenuti del pacchetto sicurezza del 2008, con le facoltà che erano concesse agli amministratori locali.<br />
Renata Pisu su <strong>La Repubblica </strong>spiega chi sia Ai Wei Wei, il più famoso artista e architetto cinese, autore dello stadio &#8220;Nido d&#8217;uccello&#8221;, incriminato per crimini finanziari ed arrestato.<br />
<strong>Europa </strong>racconta che il magnate kazako israeliano Alexandr Mashkevitch ha deciso di lanciare una &#8220;all news&#8221; israeliana in stile Al Jazeera: &#8220;Ogni giorno le popolazioni mondiali ricevono informazioni negative su Israele&#8221;, ha detto. Ora la cosa più importante da fare &#8220;è riuscire a rappresentare Israele, a livello internazionale, in maniera diversa&#8221;. Ha promesso che non sarà un canale di propaganda, &#8220;e per questo indipendente da qualsiasi governo&#8221;.</p>
<p><strong>(Fonte: <a title="Rassegna Stampa" href="http://www.caffeeuropa.it">Rassegna Italiana </a>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/francia-italia-nelleuropa-di-schengen-rispuntano-le-frontiere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IMMIGRAZIONE: PERMESSO TEMPORANEO DI PROTEZIONE UMANITARIA per chi è già stato identificato</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/immigrazione-permesso-temporaneo-di-protezione-umanitaria-per-chi-e-gia-stato-identificato/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/immigrazione-permesso-temporaneo-di-protezione-umanitaria-per-chi-e-gia-stato-identificato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 08:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=12914</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Profughi, vertice Italia-Francia&#8221;, &#8220;Oggi il premier a Tunisi in cerca di un accordo. Rivolta a Lampedusa, ancora fughe dalle tendopoli&#8221;, &#8220;Sarkozy chiama Berlusconi. Nuova strage in mare: 70 morti&#8221;. A centro pagina, il richiamo ad una intervista al segretario Pd Bersani: &#8220;Il Pd in pizza per la giustizia&#8221;. Domani a Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Profughi, vertice Italia-Francia&#8221;, &#8220;Oggi il premier a Tunisi in cerca di un accordo. Rivolta a Lampedusa, ancora fughe dalle tendopoli&#8221;, &#8220;Sarkozy chiama Berlusconi. Nuova strage in mare: 70 morti&#8221;.<br />
A centro pagina, il richiamo ad una intervista al segretario Pd Bersani: &#8220;Il Pd in pizza per la giustizia&#8221;. Domani a Roma si teranno infatti tre manifestazioni contro il pacchetto giustizia.<br />
In prima anche spazio per le nomine ai vertici di Enel ed Eni, dove arrivano come presidenti rispettivamente Paolo Andrea Colombo e Giuseppe Recchi.</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il piano italiano per i migranti&#8221;. Ci si riferisce a quello che oggi Berlusconi proporrà a Tunisi. E poi &#8220;Tragedia di fronte alla Libia: trovati in mare 68 corpi&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;Accordo sulle nomine. Eni ed Enel cambiano presidenti&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong> ha in prima una grande foto di Massimo D&#8217;Alema e parla del &#8220;&#8216;tesoro&#8217; della Quercia&#8221;: &#8220;Le carte sui fondi esteri fanno tremare D&#8217;Alema&#8221;, &#8220;Diventano pubblici i documenti sugli affari dei Ds: i pm li hanno ignorati per anni. Un vortice di denaro, prestanome e misteriose &#8216;raccomandazioni&#8217; di silenzio&#8221;.<br />
In prima anche il viaggio di Berlusconi in Tunisia e la questione immigrazione: &#8220;Emergenza immigrati, presto il vertice Cav-Sarkò&#8221;. E poi: &#8220;Quando Fini e Casini volevano sparare ai barconi&#8221;.</p>
<p><strong>Il Messaggero</strong>: &#8220;Italia-Francia, torna il dialogo&#8221;, &#8220;Sarkozy telefona a Berlusconi, presto un vertice. Via alla missione a Tunisi&#8221;. A centro pagina: &#8220;Eni e Enel, ecco i nuovi nomi&#8221;, e poi si dice della conferma di Scaroni e Conti come ammnistratori delegati, mentre a Finmeccanica Guartguaglini resterebbe solo come presidente.</p>
<p><strong>Immigrazione<br />
</strong><br />
&#8220;Il Cavaliere teme lo strappo con Bossi sulle tendopoli&#8221;, titola il <strong>Corriere della Sera </strong>in un&#8217;analisi secondo cui il premier è preoccupato per la linea leghista, che rifiuta l&#8217;attivazione di un meccanismo di distribuzione dei clandestini nei Paesi europei e la considera una sanatoria. Oggi in Tunisia Berlusconi sarà accompagnato dal ministro Maroni e, secondo il quotidiano, il piano che illustreranno al governo provvisorio prevede aiuti alle piccole e medie imprese locali (sino a 75 milioni di euro), aiuti per la costruzione di un sistema radar di monitoraggio delle coste (35 milioni di euro), azioni di sostegno alla bilancia dei pagamenti (100 milioni), finanziamenti per corsi di formazione, disponibilità ad allargare la quota che spetta a Tunisi di flussi autorizzati dal governo italiano. Oltre a circa 70 milioni di euro per il contrasto dei flussi migratori illegali.<br />
Il piano prevede una quota fissa giornaliera di persone da rimpatriare in Tunisia, ma le autorità locali hanno già fatto sapere di non essere disponibili ad accettare il rimpatrio di coloro che sono arrivati nel nostro Paese. Al Viminale si ipotizza anche il rilascio di un &#8220;permesso temporaneo di protezione umanitaria&#8221; per coloro che sono già in Italia e sono stati già identificati. Ma il ministro Bossi è tornato ad evocare i rimpatri forzati.<br />
&#8220;Berlusconi a Tunisi: pronti 150 milioni&#8221;, spiega <strong>La Repubblica</strong>. Si punterebbe al rimpatrio di cento immigrati al giorno, anziché i 4 previsti finora, per riportare in Tunisia circa 1500 persone in 15 giorni.</p>
<p><strong>Giustizia<br />
</strong><br />
&#8220;Il premier: politica nell&#8217;angolo, i giudici sono un contropotere&#8221;, titola il <strong>Corriere</strong> dando conto delle dichiarazioni di Berlusconi all&#8217;incontro di Rete Italia, circuito cattolico del Pdl che si riunisce intorno al presidente della Regione Lombardia Formigoni: per il Cavaliere l&#8217;esecutivo è &#8220;sovrastato da Camere, toghe e Corte Costituzionale&#8221;. &#8220;La politica è debole -ha detto Berlusconi- impotente e spesso all&#8217;angoplo. Noi diventiamo spesso i parafulmini del disagio della società: i veri poteri che contano sono quelli economici, finanziari, ma soprattutto quello giudiziario, un vero contropotere che però non ha una legittimazione popolare&#8221;.<br />
In una intervista a <strong>La Repubblica </strong>il segretario Pd Bersani dice: &#8220;Alfano è arrogante e servile, saremo contro la sua riforma in piazza e in Parlamento&#8221;. E poi: &#8220;governo tecnico tramontato, si deve votare&#8221;. &#8220;Non siamo il partito dei giudici -dice Bersani- Anzi, siamo pronti a disturbare i magistrati in nome di un servizio più efficiente per i cittadini&#8221;, &#8220;ma la riforma costituzionale ha un punto essenziale che è inaccettabile: dà alla politica un potere improprio nell&#8217;esercizio della giustizia&#8221;.<br />
Martedì la Camera deve votare sul conflitto di attribuzione sollevato dal Pdl nei confronti del Tribunale di Milano per il caso Ruby e mercoledì torna in aula il processo breve (su cui, secondo il <strong>Corriere</strong>, Berlusconi non vuol porre la fiducia, anche per dimostrare la tenuta della maggioranza). <strong>La Repubblica </strong>ricorda a Bersani che martedì il Senato dovrà pronunciarsi anche sull&#8217;arresto del senatore Pd Tedesco: &#8220;ho detto ai senatori: leggete bene le carte e fatevi un vostro legittimo convincimento perché in ballo c&#8217;è la libertà personale. E sappiate che il partito non ha nulla da tutelare&#8221;. Lei come voterebbe? &#8220;Bisognerebbe conoscere bene gli atti giudiziari. Ma posso dire che il Pd ha a cuore un profilo di assoluto rigore&#8221;.</p>
<p><strong>Libia<br />
</strong><br />
Antonio Cassese su <strong>La Repubblica </strong>si occupa della possibile exit strategy per la Libia: &#8220;giusto salvare il Dittatore? Per l&#8217;Occidente il rebus dell&#8217;esilio&#8221;. L&#8217;ipotesi di un esilio confligge infatti con il contenuto della risoluzione 1970 dell&#8217;Onu: il Consiglio di Sicurezza per Cassese fu &#8220;precipitoso&#8221; -e con il passare del tempo questo appare sempre più chiaro-  quando chiese alla Corte penale internazionale di indagare eventuali crimini di guerra o contro l&#8217;umanità commessi da Gheddafi dal 15 febbraio in poi. Si sottovalutò però la forza militare del dittatore e l&#8217;inefficienza degli insorti e si pensò che ventilando una sua possibile incriminazione dell&#8217;Aja, lo si potesse indurre a porre termine ai suoi misfatti.</p>
<p><strong>E poi<br />
</strong><br />
In prima su <strong>Il Giornale </strong>un editoriale di Magdi Cristiano Allam, che torna a riproporre la necessità di istituire in Italia un ministero della Integrazione, dell&#8217;Identità nazionale e della Cittadinanza. Ricorda di aver dato la propria disponibilità a Berlusconi ad assumerne la responsabilità in un incontro tenutosi nel 2005 a Palazzo Grazioli. Racconta che al premier la proposta piacque e che si manifestò disponibile ad attuarla: ma si scontrò con l&#8217;opposizione dell&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Beppe Pisanu.<br />
&#8220;I compromessi e il metodo Aspen&#8221; è il titolo di una riflessione di Dario di Vico che il <strong>Corriere</strong> dedica alla partita sulle nomine ai vertici delle grandi società pubbliche quotate.</p>
<p><strong> (Fonte: <a title="Rassegna Italiana" href="http://www.caffeeuropa.it/">Rassegna Italiana </a>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/immigrazione-permesso-temporaneo-di-protezione-umanitaria-per-chi-e-gia-stato-identificato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

