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	<title>Grey Panthers &#187; Europa</title>
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		<title>Erasmus: da 25 anni cambia le vite, apre le menti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per i giovani le opportunità legate all&#8217;istruzione sono sempre maggiori e stimolanti. L&#8217;impatto del programma Erasmus è stato enorme, non solo per i giovani, ma per l&#8217;economia europea nel suo insieme. Vediamo meglio di cosa si tratta, in occasione del suo 25° compleanno. &#8220;Erasmus, il programma di scambi di studenti di maggiore successo al mondo, celebra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Per i giovani le opportunità legate all&#8217;istruzione sono sempre maggiori e stimolanti. L&#8217;impatto del programma Erasmus è stato enorme, non solo per i giovani, ma per l&#8217;economia europea nel suo insieme. Vediamo meglio di cosa si tratta, in occasione del suo 25° compleanno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Erasmus, il programma di scambi di studenti di maggiore successo al mondo, celebra in questi giorni il suo 25° compleanno. Gli eventi coinvolti nei festeggiamenti sono cominciati questa settimana a Bruxelles e continueranno durante tutto l&#8217;anno nei vari Paesi europei che aderiscono al programma. Per quanto riguarda l&#8217;Italia, gli eventi previsti si terranno a maggio a Firenze, presso l&#8217;Università Europea, e a giugno a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati identificati degli &#8220;Ambasciatori Erasmus&#8221;, giovani e professori dei 33 Paesi che aderiscono al programma e incoraggeranno gli altri studenti e gli insegnanti a sfruttare tutte le opportunità che il programma offre, durante gli eventi organizzati in tutta Europa, e a Copenaghen presenteranno il &#8220;Manifesto di Erasmus&#8221; con le idee per il futuro del programma. L&#8217;Ambasciatore italiano è il Professor Maurizio Oliviero dell&#8217;Università di Perugia, che rappresentando il nostro Paese, dà voce a migliaia di giovani che ogni anno spendono dai 3 ai 12 mesi presso istituti esteri. Solamente durante l&#8217;anno accademico 2009/2010, sono stati più di 20 mila gli italiani che hanno partecipato al progetto europeo. L&#8217;Italia si trova al quarto posto per numero di beneficiari ed è una tra le destinazioni più popolari, insieme a Spagna, Francia, Regno Unito e Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;impatto di Erasmus è stato enorme, non solo per i singoli studenti, ma per l&#8217;economia europea nel suo insieme. Il programma ci aiuta a sormontare le carenze di qualifiche e dà ai giovani la fiducia e la capacità di lavorare in altri paesi&#8221;, ha affermato il Presidente della Commissione europea Barroso. Il programma Erasmus è iniziato nel 1987 con la partecipazione di 3.244 giovani e 11 paesi partecipanti; oggi fornisce una borsa di studio media di 254 euro, per un budget totale di 450 milioni di euro l&#8217;anno e si calcola che dalla data della sua creazione, circa tre milioni di studenti hanno vissuto un periodo di studio o di tirocinio all&#8217;estero. Il bilancio complessivo per il periodo 2007-13 è di 3 miliardi di euro e si prevede che durante il 2011/2012, più di 250 000 studenti riceveranno le sovvenzioni Erasmus.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 25 anni il programma ha registrato un costante aumento sia nel numero degli studenti che nella qualità e della diversità delle attività proposte. Gli insegnanti e il personale degli istituti di istruzione possono anch&#8217;essi fruire di un sostegno UE, e circa 40 000 di loro si sono avvalsi delle opportunità di formazione all&#8217;estero nel 2010/2011. A partire dal 2007, Erasmus sostiene anche i collocamenti lavorativi presso imprese all&#8217;estero, che nel 2009/10 sono stati 35 000.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito delle manifestazioni per il 25° anniversario, la Commissaria per l&#8217;educazione, la cultura, il multilinguismo e i giovani, Vassiliou ha presentato il nuovo programma Erasmus for All per il periodo 2014-2020: &#8220;Le richieste di partecipazione superano di gran lunga le risorse disponibili in diversi paesi, questo è uno dei motivi per cui prevediamo di estendere le opportunità di studio e di formazione all&#8217;estero con il nuovo &#8220;. Erasmus for All aumenterà il numero delle opportunità proposte e sostituirà 7 programmi europei e internazionali esistenti nel campo dell&#8217;istruzione, della formazione, della gioventù, aumentandone l&#8217;efficacia e rendendo più facile la richiesta di borse di studio.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"> di <em>Matteo Fornara e Francesca Livoti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rappresentanza a Milano</em></p>
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		<title>L&#8217;Ue punta alla crescita</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Così cambia il valore della laurea&#8221;. &#8220;Oggi il decreto sulle semplificazioni. Nuove regole per ricercatori e atenei telematici. Subito i certificati online&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi: non faccio cadere il governo. Bossi lo insulta: ha paura&#8221;. A centro pagina le trattative sulle riforme del lavoro: &#8220;Vertice Monti-Fornero. Sul lavoro si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture<br />
</strong><br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Così cambia il valore della laurea&#8221;. &#8220;Oggi il decreto sulle semplificazioni. Nuove regole per ricercatori e atenei telematici. Subito i certificati online&#8221;. E poi: &#8220;Berlusconi: non faccio cadere il governo. Bossi lo insulta: ha paura&#8221;. A centro pagina le trattative sulle riforme del lavoro: &#8220;Vertice Monti-Fornero. Sul lavoro si va avani, ma senza un documento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;La rivoluzione dei certificati. Ecco il testo del decreto semplificazioni che oggi andrà al Cdm. Il Cavaliere: non stacco la spina al governo. Il Senatur: sei una mezza cartuccia&#8221;. Nel sottotitolo il quotidiano spiega: &#8220;Basta attese per i documenti pubblici&#8221;, e &#8220;Berlusconi-Bossi, scontro su Monti&#8221;. A centro pagina: &#8220;Cortei no Tav, ventisei arresti nei centri sociali. In manette anche ex militanti Br e Prima Linea&#8221;. In prima pagina anche l&#8217;indagine di Bankitalia sui bilanci familiari: &#8220;Salari a picco, mai così bassi da dodici anni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La &#8220;retata contro i no Tav&#8221; è il titolo di apertura de <strong>La Stampa</strong>: &#8220;Tra gli arrestati ex terroristi e un consigliere comunale&#8221;. Il commento del professor Carlo Federico Grosso è titolato: &#8220;Punite le violenze, non il movimento&#8221;. Il titolo più grande è dedicato al piano europeo per la crescita preparato dagli sherpa francesi e tedeschi, in vista del vertice di luned&#8217; tra Monti, Merkel e Sarkozy: &#8220;Europa, il piano per i giovani. Fondo per lo sviluppo, nuovo apprendistato e ufficio di collocamento comune&#8221;. In prima pagina anche il richiamo ad una intervista ad Emma Marcegaglia: &#8220;Serve una vendita straordinaria di società pubbliche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Addio Pdl. Cavaliere, torni a bordo. Sondaggi impietosi, elettori sconcertati per l&#8217;appoggio al governo: le prossime amministrative rischiano di dare il colpo di grazia alla casa del centrodestra. Bossi attacca Berlusconi: &#8216;Sta con Monti, è una mezza cartuccia&#8217;&#8221;. In evidenza, a centro pagina, con foto, anche un articolo dedicato al viceministro del Lavoro Michel Martone: &#8220;La vera storia del viceministro &#8216;sfigato&#8217;. La fulminea carriera di Martone scatena l&#8217;ironia dei colleghi&#8221;, dove si raccontano i &#8220;dubbi sul concorso da ordinario&#8221; che Martone ha vinto a 29 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong> apre con il titolo del settimanale tedesco Spiegel, che &#8220;ci definisce un popoli di codardi perché &#8216;gli italani non sono una razza&#8217;. Loro sì, invece, e lo hanno dimostrato assieme a Hitler. A noi Schettino, a voi Auschwitz&#8221;. La &#8220;lettera ai tedeschi&#8221; è firmata da Alessandro Sallusti, che scrive tra l&#8217;altro: &#8220;Questi tedeschi sono ancora oggi arroganti e pericolosi per l&#8217;Europa. Se Dio vuole non tuonano più i cannoni, ma l&#8217;arma della moneta non è meno pericolosa. Per questo non dobbiamo vergognarci. Noi avremmo pure uno Schettino, ma a loro Auschwitz non gliela toglierà mai nessuno&#8221;. Di spalla Vittorio Feltri si occupa del confronto Bossi-Berlusconi: &#8220;Bossi, Silvio e la mezza cartuccia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Famiglie e imprese, addio a 330 leggi. Il Governo vara oggi il decreto per la semplificazione. Sul fisco il prossimo provvedimento: meno burocrazia anche per l&#8217;assistenza. Certificati online e in tempo reale. Oneri ridotti per le piccole e medie aziende&#8221;. Di spalla: &#8220;Si allenta la tensione sullo spread Btp-Bund. Il decennale sotto il 6 per cento. Bene le aste dei CTz e dei titoli indicizzati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I quotidiani si occupano ampiamente del Consiglio europeo che si riunirà lunedì prossimo, e spiegano che sarà preceduto da quello che <strong>il Corriere della Sera</strong> definisce un &#8220;prevertice ristretto&#8221; tra la Cancelliera tedesca Merkel, il presidente francese Sarkozy e il presidente del Consiglio Monti. La bozza che già circola viene sintetizzata nei contenuti così: &#8220;L&#8217;Ue: non solo rigore, ora crescita&#8221; (<strong>Corriere</strong>), &#8220;La Ue lancia la sfida della crescita&#8221; (<strong>Il Sole 24 Ore</strong>), &#8220;E ora Francia e Germania sono pronte: piano per la crescita&#8221; (<strong>La Stampa</strong>). &#8220;Ue: austerity ok, ma ora la crescita. Agire subito per dare lavoro ai giovani&#8221; (<strong>La Repubblica)</strong>. Spiega <strong>Il Sole</strong> che nella bozza si mette l&#8217;accento su tre aspetti: l&#8217;occupazione, soprattutto dei più giovani; il rilancio del mercato interno; il finanziamento dell&#8217;economia, e in particolare delle piccole e medie imprese. <strong>La Stampa</strong> sottolinea che sul fronte della lotta alla disoccupazione giovanile si chiede di &#8220;incoraggiare la formazione&#8221;, proponendo al Consiglio europeo di &#8220;adottare un piano per l&#8217;apprendistato&#8221;. In una logica di circolazione dei giovani Francia e Germania sono dell&#8217;idea di &#8220;potenziare il collocamento al lavoro&#8221; oltre i &#8220;confini nazionali&#8221; attraverso un maggior uso dell&#8217;Eures, il portale europeo della mobilità professionale e la sperimentazione delle agenzie comuni di collocamento in aree più vaste. Nella bozza si chiede anche di ridurre l&#8217;onere fiscale sul lavoro; una proposta che sta particolarmente a cuore ai tedeschi è quella di potenziare le relazioni commerciali transatlantiche, attraverso un accordo di libero scambio tra Usa e Ue, attraverso un percorso che porti ad una &#8220;abolizione dei dazi&#8221; e una &#8220;convergenza normativa&#8221;.<br />
Sul fronte dell&#8217;eliminazione delle barriere commerciali la bozza dice che sono necessari &#8220;rapidi progressi&#8221; verso un maggiore e pragmatico coordinamento delle politiche fiscali, evitando &#8220;pratiche fiscali dannose&#8221;.  Il quotidiano di Confindustria ricorda che il nuovo patto sul bilancio, con le nuove regole di disciplina fiscale, dovranno essere sottoscritte con un accordo finale al vertice del 30 gennaio e vanno entro quella data risolti alcuni nodi, a partire dal desiderio della Polonia di partecipare ai vertici della zona euro, pur non avendo ancora adottato la moneta unica: &#8220;La Polonia deve far parte del processo decisionale relativo al funzionamento del patto di bilancio &#8211; ha detto il primo ministro polacco Tusk. &#8220;Se vediamo che le soluzioni prospettate non ci garantiscono un ruolo vero, non firmeremo il trattato&#8221;, ha detto. Ma la Francia per il momento si oppone. Un altro nodo riguarda i poteri della Corte di giustizia di sanzionare i Paesi che non introducono nella loro legislazione la regola del pareggio di Bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa, Davos</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al vertice di Davos ieri è intervenuto il premier britannico David Cameron e &#8211; come riferisce <strong>Il Sole 24 Ore</strong> &#8211; ha definito la Tobin tax &#8220;semplicemente una follia nel momento in cui, invece, l&#8217;Europa dovrebbe crescere&#8221;. Secondo Cameron se passa una tassa sulle transazioni finanziarie, il 90 per cento degli operatori lasceranno i mercati europei&#8221;. La parola su cui ha puntato Cameron è &#8220;audacia&#8221;, per lui la Eurozona ideale è una banca centrale vera, che stia dietro al sistema finanziario e monetario, con eurobond.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong> a Davos ha incontrato il finanziere George Soros, che rilancia la sua proposta, ispirata &#8211; come lui stesso dice &#8211; da Tommaso Padoa Schioppa &#8211; di garantire la Bce dai fondi salvataggi. Si rivolge proprio all&#8217;Italia, spiegando come funzionerebbe il suo piano: &#8220;E&#8217; semplice: tramite la Bce l&#8217;Italia si finanzierebbe pagando almeno il 3 per cento in meno di oggi. Ma non sarebbe finanziamento monetario del debito, che è proibito in Europa, perché eventuali perdite sarebbero garantite dall&#8217;Efsf e dall&#8217;Esm, cioé dai governi&#8221;.<br />
Soros ammonisce che l&#8217;Euro rischia ancora la disintegrazione e sottolinea che le banche comprano solo bond del proprio Paese con i fondi offerti dalla Bce: di conseguenza il mercato finanziario dell&#8217;area euro si segmenta sempre di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> anche oggi offre ai lettori un panorama sullo &#8220;stato dell&#8217;Unione&#8221;, in coordinamento con alcuni quotidiani europei. A Sarkozy è dedicato il ritratto del Guardian (&#8220;Antipatico in patria, statista all&#8217;estero&#8221;, aveva promesso una svolta, ma l&#8217;elettorato è rimasto subito deluso). A Cameron il ritratto di <strong>Le Monde</strong>: &#8220;Il gentleman che diventò un radicale&#8221;, il suo no al Trattato lo ha fatto risalire nei sondaggi e la City lo applaude. La Suddeutsche Zeitung descrive il primo ministro polacco Donald Tusk: &#8220;L&#8217;europeista che ammira la Germania del rigore&#8221;, la stragrande maggioranza dei suoi connazionali è convinta come lui che un buon funzionamento dell&#8217;Ue sia pieno interesse della Polonia, non ha intenzione di intaccare la posizione storicamente molto forte della Chiesa, il suo governo ha tentato di erigere un fronte dei Paesi beneficiari contro i donatori non riscontrando un particolare assenso da Parigi e Berlino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vertice di Davos è anche occasione per due interviste alla presidente di Confindustria Marcegaglia. Su <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Marcegaglia: con Monti il Paese è più credibile, adesso ce la possiamo fare&#8221;. Sul confronto con la ministra Forner dice che ci sono alcuni punti in comune, come sulla &#8220;flessibilità in entrata&#8221;, poiché &#8220;siamo d&#8217;accordo nell&#8217;incentivare l&#8217;apprendistato e il lavoro interinale&#8221;. Sulla riforma degli ammortizzatori dice che il ministro Fornero ha presentato una architettura completamente nuova, &#8220;ma ha detto che è per i prossimi 1 o 2 anni, poiché c&#8217;è la crisi, quindi non bisogna toccare niente&#8221;. Sul salario minimo dice di avere perplessità, perché rischia di disincentivare le persone a cercare lavoro. Sul fronte dell&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dice che non va abolito, ma è necessario definire bene la cosiddetta giusta causa, perché non è possibile che non si possa licenziare un assenteista cronico e, come nel resto del mondo, bisogna poterlo allontanare dandogli una indennità.<br />
Su <strong>La Stampa</strong>, la Marcegaglia, nel corso dell&#8217;intervista, ribadisce che è necessaria &#8220;una straordinaria vendita di asset pubblici&#8221;: &#8220;Le privatizzazioni serviranno a ridurre il debito&#8221;.<br />
<strong><br />
No Tav</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri all&#8217;alba è scattata una operazione della Digos di Torino che ha portato all&#8217;arresto di 26 attivisti noTav, all&#8217;obbligo di dimora per 15 persone, e ad 11 perquisizioni nei confronti di altrettante persone indagate a piede libero. Reati ipotizzati: violenza privata, lesioni, danneggiamento, resistenza aggravata. I fatti &#8211; scrive <strong>La Stampa</strong> &#8211; si riferiscono al 27 giugno, durante lo sgombero del presidio no Tav della Maddalena di Chiomonte, e al 3 luglio, quando il movimento contrario alla linea ferroviaria Torino Lione tentò &#8211; invano &#8211; di assediare il cantiere. Tra le forze dell&#8217;ordine ci furono complessivamente 220 feriti. Tra gli arrestati, vi è uno dei fondatori delle Brigate Rosse, il milanese Paolo Maurizio Ferrari, 66 anni, un irriducibile scarcerato dopo 30 anni nel 2004. A lui è dedicato un ritratto del quotidiano. Come riferisce la Stampa, il Procuratore capo di Torino Caselli ha subito spiegato: &#8220;In questo provvedimento non c&#8217;è niente contro la valle di Susa, contro il dissenso, niente contro la mobilitazione che rimanga, sia pur espressa con modalità vivaci, nel perimetro del rispetto della legge. Le ragioni della mobilitazione dei noTav, giuste o sbagliate che siano, non ci riguardano. Non vogliamo, non dobbiamo, non possiamo occuparcene. La nostra azione è stata limitata agli atti che hanno provato con sicurezza, attraverso testimonianze e immagini, la partecipazione degli indagati, uno per uno, alle violenze culminate in lesioni, danneggiamenti, e resistenza a pubblico ufficiale&#8221;. A chi gli chiede perché non sia stato contestato il reato associativo, Caselli risponde: &#8220;Non avevamo le prove. Lo stesso Gip che si è occupato delle posizioni dei 38 maggiorenni&#8221; parla di &#8220;una organizzazione determinatasi sul momento&#8221;, che non aveva finalità diverse dall&#8217;attacco alla polizia schierata a difesa del cantiere. Tra gli arrestati, due hanno precedenti per terrorismo, ma Caselli ha ribadito: &#8220;il terrorismo qui non c&#8217;entra. Attorno al cantiere della Tav si è formato un crocevia di forze diverse e variegate. Sottolineo che solo 3 dei 41 indagati sono valsusini&#8221;, &#8220;le indagini non sono partite dall&#8217;area anarchica ma dai dati di fatto, cioè gli atti violenti&#8221;. Caselli ha detto anche che da parte dei militanti no tav sono state presentate denunce per le violenze subite: &#8220;La legge è uguale per tutti &#8211; ha detto &#8211; e in forza di questo principio cardine della magistratura le vaglieremo una ad una, e se emergeranno profili di reato, li perseguiremo contro chiunque&#8221;. <strong> Il Corriere</strong> intervista l&#8217;ex governatrice del Piemonte, Mercedes Bresso: &#8220;Errori anche nella sinistra che non ha saputo isolare i violenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il giorno della Memoria</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Stampa</strong> è Abraham Yehoshua a scriverne: &#8220;Ma l&#8217;Olocausto non è misura di tutte le cose&#8221;, &#8220;dobbiamo ricordarci che il fatto di esser stati vittime non è sufficiente a conferirci uno status morale&#8221;. Il quotidiano ricorda anche la battaglia della associazione Garivo &#8211; la foresta dei Giusti &#8211; di Gabriele Nissim, per l&#8217;istituzione di una &#8220;giornata internazionale dei Giusti&#8221;, da celebrare il 6 marzo. Il titolo di &#8220;Giusto tra le Nazioni&#8221; è stato coniato per onorare coloro che &#8211; non ebrei &#8211; durante la Shoah avevano salvato la vita di un ebreo. Tra gli uomini salvati dall&#8217;imprenditore tedesco Schindler, c&#8217;era anche Moshe Bejski, che poi divenne giudice della Corte costituzionale in Israele, e poi fu presidente della Commissione che vagliò la documentazione relativa agli atti di salvataggio in vista dell&#8217;attribuzione del titolo di Giusto.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong> Tzvetan Todorov parla del libro &#8211; testimonianza della etnologa francese Germaine Tillion, deportata nel corso della Seconda guerra mondiale, poi militante per la pace, e impegnata contro la guerra di Algeria: in &#8220;Ravensbruck&#8221; ha descritto nel dettaglio la vita nel campo di prigionia nazista (&#8220;La donna che ha riscritto il lager&#8221;).<br />
Su <strong>Il Giornale</strong> due contributi: Fiamma Nirenstein descrive &#8220;come è fatto l&#8217;antisemita di oggi&#8221;, che &#8220;odia gli ebrei per motivi ideologico-politici, demonizza Israele e ottiene il plauso del mediocre mondo culturale&#8221;; Giorgio Israel recensisce il volume di Valentina Pisanty &#8220;Negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah&#8221;, in cui si accenna anche ai limiti della giornata, &#8220;spesso intrisa di retorica celebrativa, autoconsolatoria e autoindulgente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A leggere il resoconto del <strong>Corriere della Sera</strong> dal vertice di Davos, tra le star del World Economic Forum c&#8217;è stato sicuramente il premier del Qatar, lo sceicco Al Tani: gli onori tributatigli dal Forum sono stati di molto superiori a quelli riconosciuti alla premier danese, presidente di turno dell&#8217;Ue: lei parla a nome di mezzo miliardo di europei ed ha avuto solo qualche comparsa su palchi secondari -sottolinea l&#8217;inviato Fubini &#8211; mentre per il premier qatariota, che amministra un Paese di circa 200 mila sudditi si è assistito ad un monologo in solitaria nella sala principale del centro congressi. &#8220;Non è sorprendente, in fondo i Paesi emergenti sono ormai le grandi potenze di Davos. Il secondo Paese più rappresentato, dopo la Gran Bretagna, è l&#8217;India &#8211; scrive Fubini. &#8220;Ma in cosa Al Tani sia impegnato a migliorare lo stato del mondo&#8217; è risultato meno chiaro&#8221;.  A chi lo ha definito un vero visionario, a chi elogia le sue accuse per la distribuzione sbagliata dei frutti dello sviluppo che hanno portato alle rivoluzioni del mondo arabo, invocando il diritto dei cittadini a scegliere il proprio sistema, il Corriere ricorda che il Paese è una monarchia assoluta di tipo feudale, in cui gli immigrati, 80 per cento del Paese, sono legalmente trattati come schiavi. Senza il consenso dei datori di lavoro non possono lasciare il Paese, né cambiare impiego, guidare, fare la spesa.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong> la vicepresidente della Commissione europea nonchè commissaria alla Giustizia Reding spiega la riforma che questa settimana la Commissione proporrà sull&#8217;utilizzo dei dati inseriti online, che comprende anche un &#8220;diritto all&#8217;oblio&#8221; e nuove norme per il trattamento degli stessi dati, che circolano attraverso i social network o che immettiamo in rete per prenotare un viaggio aereo e via dicendo.<br />
Il Corriere della Sera ha letto la classifica dei migliori think tank stilata ogni anno dall&#8217;Università della Pennsilvanya: i Paesi emergenti sono in ascesa, ma nella &#8220;hit parade&#8221; dei 50 centri di ricerca non statunitensi non c&#8217;è nessun organismo italiano. Nella classifica relativa ai Paesi dell&#8217;Europa occidentale, al 32° posto si trova soltanto l&#8217;Istituto affari internazionali e, al 50°, l&#8217;Istituto Bruno Leoni.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;Torni a bordo !&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Anche oggi, titoli dedicati al disastro dell&#8217;isola del Giglio e, soprattutto, alle accuse al comandante della nave, Francesco Schettino, per cui sono stati disposti gli arresti domiciliari. La Stampa: &#8220;Scarcerato il comandante&#8221;, &#8220;Schettino ai domiciliari: &#8216;Non ho abbandonato la nave&#8217;. Il pm: non capisco. Fa il giro del mondo la telefonata con l&#8217;ufficiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche oggi, titoli dedicati al disastro dell&#8217;isola del Giglio e, soprattutto, alle accuse al comandante della nave, Francesco Schettino, per cui sono stati disposti gli arresti domiciliari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Scarcerato il comandante&#8221;, &#8220;Schettino ai domiciliari: &#8216;Non ho abbandonato la nave&#8217;. Il pm: non capisco. Fa il giro del mondo la telefonata con l&#8217;ufficiale della Capitaneria di Livorno&#8221;.<br />
E proprio il concitato colloquio tra Gregorio De Falco (che guida la sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno) e Schettino, viene sintetizzato in prima. De Falco: &#8220;Mi dica qual è il motivo per cui non sale a bordo! Vada a bordo! Ha dichiarato l&#8217;abbandono nave e adesso comando io. Torni a bordo!&#8221;. Schettino: &#8220;Comandà, per cortesia&#8230;Ma si rende conto che è buio e che qua non vediamo nulla? Io voglio salire a bordo è che&#8230;&#8221;<br />
Sotto la testata: &#8220;Monti: temo più le tensioni europee di quelle italiane&#8221;. E, di fianco: &#8220;I sindacati uniti: &#8216;Il governo cambi politica economica&#8221;.<br />
In prima, un&#8217;analisi di Vladimiro Zagrebelsky: &#8220;Così la giustizia può aiutare l&#8217;economia&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Sicilia in rivolta per il caro gasolio&#8221;, &#8220;Gli agricoltori con i camionisti bloccano strade, ferrovie, porti: &#8216;Siamo affamati&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> punta sulle dichiarazioni che avrebbe reso il capitano Schettino durante l&#8217;interrogatorio: &#8220;&#8216;Sì, ho sbagliato manovra&#8217;, &#8220;Ai domiciliari il comandante. Shock per le telefonate della vergogna&#8221;. &#8220;Interrogato Schettino, il pm contesta il Gip: non capiamo la scarcerazione. Recuperati altri corpi, i dispersi sono 38&#8243;.<br />
A centro pagina: &#8220;Tassisti in rivolta. &#8216;Blocchiamo Roma&#8217;&#8221;. &#8220;Bankitalia: crescita zero. Berlino gela Monti: &#8216;Fate da soli&#8217;&#8221;.<br />
In taglio basso, le inchieste a Milano e gli arresti, in un articolo di Alberto Statera: &#8220;Le amicizie pericolose del celeste Formigoni&#8221;.<br />
In prima anche un richiamo dalla pagina delle &#8216;Idee&#8217;: &#8220;Perché la scuola pubblica è pagata dalle famiglie?&#8221;. Di Mariapia Veladiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Scarcerato il comandante della nave&#8221;, &#8220;La decisione del giudice: arresti domiciliari. Ma la Procura: non capiamo. Esami tossicologici per l&#8217;indagato&#8221;. La foto è per Gregorio De Falco: &#8220;Quell&#8217;ordine di De Falco dal porto di Livorno: vada subito a bordo&#8221;.<br />
E, a centro pagina, &#8220;le carte dell&#8217;accusa&#8221;: &#8220;&#8216;Ha abbandonato anche i disabili&#8217;, &#8220;Il pm: Schettino ha lasciato sulla Costa Concordi 300 passeggeri&#8221;, &#8220;Trovati altri 5 corpi nel relitto. Restano 23 dispersi&#8221;.<br />
In prima l&#8217;editoriale firmato da Aldo Grasso: &#8220;Grazie, capitano&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Corsa alle aste, cadono gli spread&#8221;, &#8220;I tassi dei BTp scendono al 6,5%, il differenziale sul Bond cala a 471 punti&#8221;, &#8220;La Germania gela le richieste di Monti: &#8216;L&#8217;Italia deve farcela da sola&#8217;. Boom di acquisti per i bond del fondo salva-Stati e per i bonus spagnoli&#8221;.<br />
Martin Wolf, editorialista del Financial Times, è in prima per un commento dal titolo: &#8220;L&#8217;Europa aiuti i &#8216;super-Mario&#8217;&#8221;: è il capitolo &#8216;Italia e Bce&#8217;, i &#8220;Mario&#8221; sono Draghi e Monti. Stessa colonna, analisi di Carlo Bastasin dedicata a &#8220;Italia e Germania&#8221;: &#8220;La miope difesa di Berlino&#8221;.<br />
A centro pagina, le dichiarazioni del governatore di Bankitalia: &#8220;Ignazio Visco ai banchieri: ora allentare la stretta&#8221;.<br />
Ma anche i contenuti dei provvedimenti che il governo sta mettendo a punto: &#8220;Benzinai, si tratta sull&#8217;esclusiva&#8221;, &#8220;Fumata nera nell&#8217;incontro Governo-tassisti: cortei e risse a Roma&#8221;. &#8220;Stop alle frequenze tv gratis. I sindacati: meno tasse sul lavoro. Marcegaglia: la Ue si muova&#8221;.<br />
Un&#8217;inchiesta richiamata in prima pagina, firmata da Claudio Gatti, si occupa della Grecia: &#8220;Quei fondi-avvoltoio che spolpano Atene&#8221;. La seconda inchiesta ha altrettanto rilievo: &#8220;Per i signori del rating un miliardo di utili netti&#8221;.<br />
Infine, segnaliamo dalla prima del quotidiano di Confindustria la notizia che &#8220;il fondo sovrano di Abu Dhabi vuole salire al 6,5% in Unicredit&#8221;: gli investitori arabi sono al 14% dopo l&#8217;aumento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Capitan codardo è già a casa&#8221;, &#8220;Il gip manda ai domiciliari il comandante della Concordia che ha provocato la strage ed è fuggito. A 4 giorni dal disastro non si sa quanti sono i disastri&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;Ministri incollati alla doppia poltrona&#8221;, &#8220;Fioccano i casi di incompatibilità&#8221;, &#8220;Incredibile a Milano: l&#8217;indagato Penati indaga sul San Raffaele&#8221;.<br />
(Libero ha in prima una caricatura della Merkel su una barchetta, cui viene intimato di tornare a bordo di una nave Europa naufragata)</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Declassamenti nella zona euro da parte dell&#8217;agenzia Standard &amp; Poor&#8217;s</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Vice-Presidente della Commissione europea Olli Rehn, responsabile per gli affari economici e finanziari e per l&#8217;euro, e il Commissario al mercato interno Michel Barnier hanno già risposto nei giorni scorsi (venerdì 13 e sabato 14) alla decisione dell&#8217;agenzia Standard and Poor&#8217;s di declassare alcuni Paesi della zona euro, e parimenti ha fatto il Presidente dell&#8217;Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Queste dichiarazioni riflettono pienamente l&#8217;opinione della Commissione. &#8220;Sulla base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Il Vice-Presidente della Commissione europea Olli Rehn, responsabile per gli affari economici e finanziari e per l&#8217;euro, e il Commissario al mercato interno Michel Barnier hanno già risposto nei giorni scorsi (venerdì 13 e sabato 14) alla decisione dell&#8217;agenzia Standard and Poor&#8217;s di declassare alcuni Paesi della zona euro, e parimenti ha fatto il Presidente dell&#8217;Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Queste dichiarazioni riflettono pienamente l&#8217;opinione della Commissione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sulla base delle analisi della Commissione, riteniamo che l&#8217;Unione europea collettivamente e gli Stati membri dell&#8217;area dell&#8217;euro individualmente stiano prendendo le misure necessarie per affrontare la situazione economica. La Commissione ha sempre sostenuto una strategia in due direzioni, basata da un lato su un consolidamento fiscale sostenibile e su riforme strutturali volte a rilanciare la crescita e l&#8217;occupazione. Questa strategia è in corso di attuazione e sta dando risultati. L&#8217;idea espressa da Standard &amp; Poor&#8217;s che l&#8217;Europa sta perseguendo una strategia <em>&#8220;</em><em>basata sul solo pilastro dell&#8217;austerità fiscale&#8221;</em> è quindi una percezione molto sbagliata.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul <strong>risanamento dei conti pubblici</strong>, le previsioni economiche di autunno della Commissione hanno dimostrato che la media del disavanzo nella zona euro è in calo dal 6,2% del PIL nel 2010 al 3,4% quest&#8217;anno e al 3,0% nel 2013. Sul debito è previsto un picco al 90% del PIL nel 2013, quando esso comincerà a declinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla <strong>crescita</strong>, numerosi Stati membri stanno attuando riforme di vasta portata. Molti di questi programmi sono stati proposti dalla Commissione nelle raccomandazioni specifiche per Paese dello scorso giugno e ci si può aspettare che essi avranno un significativo impatto positivo sulla competitività, la crescita e l&#8217;occupazione nel medio termine. A livello dell&#8217;UE, sono state prese decisioni per velocizzare l&#8217;adozione di legislazione essenziale per stimolare la crescita, anche nel contesto del&#8217;Atto per il mercato unico, così come sono stati compiuti passi per massimizzare l&#8217;impatto a breve termine sulla crescita dei finanziamenti comunitari, tra cui la ri-programmazione dei fondi, laddove necessario.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">(Comunicato da: la Commissione Europea)</p>
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		<title>Dieci anni di euro</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In gennaio, i diciassette paesi della zona euro emettono congiuntamente una moneta commemorativa per celebrare i dieci anni della circolazione di monete e banconote in euro. Il disegno sul lato &#8220;nazionale&#8221; della moneta, che è solitamente dedicato a motivi specifici per ciascun Paese, sarà lo stesso per tutti. È la terza volta che i Paesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>In gennaio, i diciassette paesi della zona euro emettono congiuntamente una moneta commemorativa per celebrare i dieci anni della circolazione di monete e banconote in euro. Il disegno sul lato &#8220;nazionale&#8221; della moneta, che è solitamente dedicato a motivi specifici per ciascun Paese, sarà lo stesso per tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È la terza volta che i Paesi membri dell&#8217;area dell&#8217;euro hanno deciso di emettere una moneta unica anche nel disegno. La prima fu nel 2007, quando si celebrò il 50° anniversario del Trattato di Roma, con il quale nel 1957 sei Paesi, tra cui l&#8217;Italia, diedero il via all&#8217;avventura della costruzione europea. L&#8217;altra ricordò, nel 2009, i 10 anni dell&#8217;Unione Economica e Monetaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i cittadini europei più giovani, l&#8217;euro è l&#8217;unica moneta che abbiano usato. Il disegno dell&#8217;euro commemorativo ricorda non soltanto gli elementi caratterizzanti la moneta, dall&#8217;ormai noto simbolo &#8220;€&#8221; all&#8217;Eurotower, la sede della Banca Centrale Europea a Francoforte, ma anche diversi oggetti che evidenziano il legame tra la moneta e i cittadini europei: case, alberi, navi, fabbriche, pale eoliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta della rappresentazione grafica del ruolo fondamentale dell&#8217;euro e dell&#8217;UEM per lo sviluppo dell&#8217;economia europea. Negli anni precedenti la crisi, tutta la zona euro ha beneficiato della stabilità macroeconomica che ha consentito di mantenere bassi i tassi di interesse, contenere l&#8217;inflazione, rafforzare il mercato unico europeo e crescere per un periodo eccezionalmente lungo. Per i 332 milioni di cittadini che utilizzano l&#8217;euro sono stati eliminati i costi del cambio delle valute, le operazioni transfrontaliere sono più trasparenti e i consumatori possono confrontare i prezzi tra i vari paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la crisi bancaria del 2008 e le sue conseguenze hanno messo a dura prova il sistema. Senza la moneta unica, la crisi finanziaria mondiale avrebbe causato una serie di crisi delle valute molto destabilizzanti in Europa. Gli effetti sulle economie, i governi, le imprese e – in fin dei conti &#8211; sulla vita quotidiana delle persone sarebbero stati pesantissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi è chiaro a tutti che il successo dell&#8217;euro dipende dalla solidità e sostenibilità delle finanze pubbliche e dall&#8217;efficacia delle politiche macroeconomiche. L&#8217;Unione europea, e in particolare la Commissione, sta facendo la sua parte. Grazie alla normativa sulla governance e la vigilanza sui conti pubblici, recentemente rafforzata, esistono i mezzi per realizzare un risanamento in modo coordinato. Il patto di stabilità e crescita è stato rafforzato dal pacchetto di sei norme entrate in vigore nell&#8217;UE il 13 dicembre scorso. Inoltre, il &#8220;pacchetto fiscale&#8221; concordato dai leader dell&#8217;UE alla fine del 2011, contribuisce a rafforzare la disciplina di bilancio, intensificare il coordinamento delle politiche economiche e la governance di tutta l&#8217;area dell&#8217;euro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questi nuovi strumenti garantiscono, ora più che mai, il rispetto delle regole pattuite di comune accordo e contribuiranno a stabilizzare l&#8217;economia dell&#8217;UE e a impedire il ripetersi di una nuova crisi. Oltre alle norme fiscali e a un forte impulso alla riduzione degli elevati livelli di debito, le novità sono un meccanismo sanzionatorio credibile, e un quadro normativo efficiente per impedire e affrontare più ampi squilibri macroeconomici.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, oggi occorre un ulteriore sforzo, in termini di volontà politica e di determinazione,  per rilanciare in tempi brevi la crescita economica, creare posti di lavoro e ripristinare la fiducia degli investitori e dell&#8217;opinione pubblica. È su questo aspetto che la Commissione, le altre istituzioni europee e i Governi nazionali lavoreranno in maniera prioritaria nei prossimi, ravvicinati, appuntamenti istituzionali. Sullo sfondo di questi sforzi c&#8217;è l&#8217;euro che non è solo il risultato di un accordo monetario, ma è soprattutto il simbolo dell&#8217;intenzione di collaborare con uno spirito di solidarietà a livello europeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Matteo Fornara</em><br />
<em>Direttore della Rappresentanza a Milano</em></p>
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		<title>Liberalizzazioni, lenzuolate</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Più soldi al Fondo salva Stati&#8221;. &#8220;Vertice Merkel-Monti sul patto Ue. La cancelliera elogia l&#8217;Italia: passi straordinari&#8221;. Nel sottotitolo: &#8220;Liberalizzazioni, il giallo della bozza sui benzinai&#8221;, dove si parla di una ipotesi di interventi molto pesanti per accrescere la concorrenza e in particolare di addio alla esclusiva per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Ser</strong>a: &#8220;Più soldi al Fondo salva Stati&#8221;. &#8220;Vertice Merkel-Monti sul patto Ue. La cancelliera elogia l&#8217;Italia: passi straordinari&#8221;. Nel sottotitolo: &#8220;Liberalizzazioni, il giallo della bozza sui benzinai&#8221;, dove si parla di una ipotesi di interventi molto pesanti per accrescere la concorrenza e in particolare di addio alla esclusiva per i benzinai e della possibilità che le grandi compagnie siano costrette a cedere una buona parte della loro rete di esercizi. L&#8217;ipotesi è stata smentita dal governo.<br />
In prima pagina anche il voto di oggi sulla richiesta di arresto per Cosentino: &#8220;Lega divisa su Cosentino, Bossi dà libertà di voto. Il leader corregge il suo partito, Maroni per l&#8217;arresto&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;La famiglia Assad va in piazza&#8221;. Ieri il presidente siriano ha parlato di nuovo, da una piazza di Damasco, di &#8220;complotto straniero&#8221;. Sempre ieri è stato ucciso il giornalista francese Gilles Jacquier, a causa di una esplosione avvenuta durante un comizio filo-governativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Liberalizzazioni, ecco il maxi piano. Tutto il testo del decreto legge in arrivo: salta il monopolio della rete ferroviaria. Rivolta delle categorie: bloccheremo il Paese. Via ai vincoli su benzina, farmaci e notai. Fusioni di impresa, niente articolo 18&#8243;. A centro pagina la Siria (&#8220;così muore un reporter nella città proibita&#8221;), e il vertice Merkel Monti (&#8220;Dall&#8217;Italia sforzi straordinari&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Ue, la Merkel apre a Monti. Berlino: più dotazione al fondo salva-Stati e obiettivo la crescita. Il premier: ora giù i tassi, non siamo più un&#8217;infezione. La cancelliera tedesca: straordinario il piano dell&#8217;Italia&#8221;. Di spalla: &#8220;Scatta la deregulation totale: professioni, negozi, imprese, benzina. Sale la soglia per l&#8217;articolo 18 in caso di fusioni. Equitalia, rateizzazioni flessibili e meno costose&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> apre con una foto di Angela Merkel e Mario Monti e titola: &#8220;Merkel promuove l&#8217;Italia. La Cancelliera tedesca: avete fatto sforzi straordinari. E apre all&#8217;aumento del fondo salva Stati. Monti: ora scendano i tassi. Liberalizzazioni: sciopero dei tassisti il 23. Avvocati nel mirino dell&#8217;antitrust. &#8216;Benzinai, via i vincoli alla vendita di carburanti&#8217;. Ma il governo smentisce&#8221;. A centro pagina il quotidiano ricorda che è slittato ad oggi il verdetto della Corte Costituzionale sui referendum elettorali. &#8220;Cresce l&#8217;ipotesi bocciatura&#8221;, dice La Stampa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>:&#8221;Una casa inguaia Monti&#8221;: Si parla di un appartamento comprato dal neoministro alla funzione pubblica Patroni Griffi. &#8220;Si sono inventati pure il &#8216;rischio sismico&#8217; per &#8216;regalare&#8217; un super-appartamento al ministro Patroni Griffi&#8221;. L&#8217;appartamento &#8211; scrive Alessandro Sallusti &#8211; fu pagato 1500 euro al metro quadro. A vendere era l&#8217;Inps. Avvocato di Patroni Griffi nella trattativa era Carlo Malinconico, &#8220;uomo noto come propenso a non pagare i conti attraverso sotterfugi&#8221;, scrive Sallusti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong> offre un &#8220;elenco&#8221; di tutte le &#8220;proprietà&#8221; dei ministri del governo Monti. &#8220;I tesori dei ministri ve li sveliamo noi. Tutti i fabbriati e i terreni posseduti dai membri dell&#8217;esecutivo. In totale sono 292 fabbricati e 156 terreni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Liberalizzazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sui quotidiano i contenuti di una prima bozza del decreto legge che il governo interebbe varare sul fronte liberalizzazioni. &#8220;Professioni, scompaiono le tariffe&#8221;, titola <strong>Il Sole 24 Ore</strong>. A venire cancellati, sono tutti i parametri, sia minimi sia massimi, compresi quelli per la determinazione degli onorari dovuti ai notai, precisa il quotidiano. Si parla anche di un obbligo di concordare con il cliente il preventivo della prestazione. Sul fronte dei notai, il decreto ne amplierebbe la pianta organica di 500 unità, portando a 1500 il totale dei posti da coprire per concorso: spiega Il Sole che in questo modo vi sarà una estensione dell&#8217;esercizio della funzione di notaio anche oltre il territorio del distretto, fino a &#8220;l&#8217;intero ambito territoriale della Corte d&#8217;Appello&#8221; nella quale il distretto è ubicato. Ancora dal Sole: &#8220;Entro febbraio del 2013 saranno aperte forse fino a 2 o 3 mila nuove farmacie e saranno riservate ai farmacisti non titolari e a quelli che risiedono nelle zone disagiate. Altre ne potranno nascere nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti internazionali, sulle autostrade e nei grandi centri commerciali. Ma i farmaci C con obbligo di ricetta continueranno a restare in farmacia: solo nelle regioni in cui non sarà stato assegnato entro il marzo 2013 almeno l&#8217;80 per cento delle nuove farmacie, la vendita di farmaci di classe C con ricetta (ad eccezione di stupefacenti, ormoni, medicinali iniettabili) sarà consentita anche nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione.<br />
Dovrà esserci una farmacia ogni 3mila abitanti.<br />
<strong>La Repubblica</strong> parla di una rivoluzione in arrivo nella distribuzione dei carburanti, poiché i benzinai potranno acquistare carburante presso rivenditori e grossisti diversi dal marchio che campeggia sull&#8217;impianto. E i distributori di benzina potranno trasformarsi in veri e propri minimarket, dai tabacchi ai giornali ad altre tipologie di beni. Sul fronte del demanio marittimo, sulla scia di una necessità di adeguarsi alle normative esistenti dell&#8217;Ue, il decreto impone la concessione dei beni attraverso gare ad evidenza pubblica e trasparenti, pubblicizzati attraverso l&#8217;offerta economicamente più vantaggiosa. Resta per i vecchi gestori un diritto di prelazione, a patto che adeguino la loro offerta a quella risultata vincente nella gara. Le cessioni del demanio non potranno durare più di 4 anni e non potranno essere prorogate automaticamente, ci sarà sempre una gara.<br />
L&#8217;articolo 2 della bozza, concernente la libertà di praticare sconti, prevede che ogni impresa commerciale, anche al dettaglio, in qualunque settore merceologico, potrà decidere in autonomia il periodo in cui effettuare sconti, saldi, e vendite straordinarie, nonché la durata delle promozioni e l&#8217;entità delle riduzioni. Sarebbero quindi eliminati anche gli obblighi preventivi di comunicazione all&#8217;amministrazione.<br />
<strong>La Repubblica</strong> intervista il presidente dell&#8217;Autorità garante della concorrenza, Giovanni Pitruzzella. Si dice convinto che l&#8217;Italia sia davanti ad una &#8220;svolta storica&#8221;, poiché la crisi impone modifiche nei comportamenti collettivi ed individuali, e può essere una opportunità per modernizzarci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Referendum</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>il Corriere della Sera</strong> il ritardo nella decisione della Corte Costituzionale sui referendum elettorali risiede nella necessità di motivare con la dovuta precisione il doppio no (l&#8217;accoglimento non va motivato) ai quesiti. E dunque l&#8217;ipotesi più accreditata prevede il doppio no ai referendum accompagnato da un &#8220;ammonimento rivolto al Parlamento sulla natura del super premio di maggioranza concepito dalla legge Calderoli. Scatterebbe dunque un nuovo avvertimento alla Consulta sugli &#8216;aspetti problematici di una legislazione che non subordina l&#8217;attribuzione del premier di maggioranza al raggiungimento, sia pure a livelo regionale, di una soglia minima di voti e/o seggi&#8221;. E&#8217; un richiamo proposto dalla Corte 4 anni fa e rimasto &#8220;inascoltato&#8221;. Altra possibilità &#8211; citata dal quotidiano &#8211; è quella di un no e un sì. La Corte ammetterebbe uno dei due quesiti indicando però i criteri per modificare i collegi elettorali (e consentire dunque alla legge &#8220;Mattarellum&#8221; di &#8220;rivivere).<br />
Secondo un retroscena de <strong>La Stampa</strong>, i giudici della Corte Costituzionale oggi potrebbero bocciare i quesiti referendari ma invitare il parlamento a cambiare la legge elettorale. Scrive il quotidiano che &#8220;non è dato dalla giurisprudenza della Consulta un referendum che lasci un vuoto normativo in materie così delicate come quelle elettorali&#8221;. Per ammettere i referendum &#8220;sarebbe occorsa una rivoluzione copernicana&#8221;. &#8220;Tra chi spinge per l&#8217;ammissibilità, consapevoli di essere in minoranza, c&#8217;è chi ha avanzato una ipotesi di mediazione. Ovvero: perché non accantonare il problema se ammettere o no i quesiti e passare ad una bocciatura sostanziale della legge?&#8221;. Uno dei precedenti a cui rifarsi, aggiunge il quotidiano, è una sentenza del 2008, quando &#8211; ancora in materia elettorale- la Corte lanciò una esortazione al Parlamento. &#8220;Ora i giudici potrebbero rinnovare l&#8217;appello al Parlamento (ipotesi di minima) o lanciare alle Camere un vero e proprio ultimatum (ipotesi di massima) attraverso una raffica di quesiti di incostituzionalità che rinvierebbero ad una udienza pubblica tra sei mesi. Nel frattempo, ovviamente, il Parlamento potrebbe sempre intervenire&#8221;. Un altro articolo è titolato: &#8220;I partiti convinti: &#8216;la bocciatura totale aiuta Monti&#8217;. La legge da riscrivere distrarrebbe le Camere. Con l&#8217;ammissione c&#8217;è chi teme per il governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosentino</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la Camera dei Deputati dovrà decidere sull&#8217;autorizzazione all&#8217;arresto del coordinatore campano del Pdl Cosentino, dopo che la Giunta per le autorizzazioni si era espressa per il sì all&#8217;arresto. <strong>Il Giornale</strong> scrive: &#8220;Bossi frena: non rompo con Berlusconi. Il leader leghista evita una frattura e lascia libertà di coscienza oggi sul voto sul deputato campano&#8221;. Secondo un retroscena dello stesso quotidiano resta la tensione nella Lega e in 25 sarebbero pronti a respingere le manette alla Camera. E&#8217; una sfida interna e potrebbe essere &#8220;una trappola a Maroni&#8221;, colui che si è esposto di più sulla linea del sì all&#8217;arresto: il voto su Cosentino sarà quindi un modo per contare le forze nel Carroccio. Se si salverà, magari con una ventina o una trentina di voti leghisti, il risultato in termini di lotta intestina sarà che nella Lega non conta quel che dice Maroni. Filippo Facci su Libero scrive che su Cosentino i partiti giocano sporco, senza neppure aver letto le carte relative all&#8217;indagine. E per il quotidiano Cosentino teme anche il voto favorevole all&#8217;arresto di una manciata di colleghi azzurri. Ieri Berlusconi ha incontrato lo stesso Cosentino. Gli avrebbe detto, puntando dritto contro il governo: noi siamo l&#8217;azionista di maggioranza in Parlamento, se ci fanno un torto non staremo a guardare. La voce che gira è che il Cavaliere, &#8220;per lisciarsi il senatur&#8221;, abbia promesso di staccare la spina al governo in primavera, per arrivare al voto anticipato in giugno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro degli esteri Terzi viene intervistato da <strong>La Stampa</strong>. Dice che la Francia è stupita dalla rapidità con cui abbiamo riformato le pensioni, dato che loro ne parlano da sette-otto anni.<br />
Ce la farà l&#8217;Italia a convincere la Merkel a superare le rigidità di bilancio e a favorire la crescita? &#8220;L&#8217;Italia è protagonista in questo negoziato&#8221;, e Terzi dice di aver avvertito solidarietà in Europa. Terzi ricorda che il punto più delicato per l&#8217;Italia è quello relativo al ritmo di riduzione del debito pubblico. L&#8217;obiettivo di abbattere di un ventesimo all&#8217;anno la parte eccedente il 60 per cento del debito in rapporto al Pil già esiste, ma se si interpreta la norma in modo meccanico e rigido, non tarderebbero a prodursi effetti recessivi molto pesanti.<br />
Secondo Andrea Bonanni, su <strong>La Repubblica</strong>, sul fronte del Trattato europeo il governo italiano ha ottenuto qualche vittoria o ha scongiurato qualche minaccia che sarebbe stata letale, poiché la nuova formulazione su cui si discute offre margini di ragionevole elasticità nei ritmi imposti alla riduzione del debito pubblico. Promette cioè di tenere in considerazioni i &#8220;fattori rilevanti&#8221; come la solidità del sistema pensionistico e la scarsa esposizione debitoria delle famiglie. E concede un anno di proroga, fino al 2014, prima di imporre un taglio del 5 per cento annuo sulla parte eccedente il 60 per cento del Pil. Insomma, allontana lo spettro di sanzioni automatiche se la sanzione del debito non raggiunge gli obiettivi prefissati.<br />
<strong>Libero</strong> titola: &#8220;Monti inguaia il suo successore&#8221;. &#8220;L&#8217;accordo con la Merkel per ritardare di un anno il piano di rientro sul debito pubblico porta il problema sul prossimo capo del governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri e&#8217; stato ucciso a Teheran un altro scienziato iraniano che lavorava all&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio nell&#8217;impianto di Natans. Scrive <strong>La Stampa</strong> che faceva parte dell&#8217;organizzazione di studenti &#8220;basiji&#8221;, la task force di miliziani civili leale al regime. L&#8217;agenzia atomica di Stato l&#8217;ha definito un &#8220;martire&#8221;. Il governo nega di avere l&#8217;obiettivo di produrre un ordigno atomico con l&#8217;uranio trattato a Natans, e accusa Israele e Usa.<br />
Decisa la smentita della segretaria di Stato Usa Clinton. &#8220;Nego categoricamente qualunque coinvolgimento degli usa in qualunque atto di violenza all&#8217;interno dell&#8217;Iran&#8221;. Il quotidiano ricorda che da due anni gli scienziati iraniani sono vittima di attentati simili a quello di ieri. E riporta anche le analisi del quotidiano francese <strong>Le Figaro</strong> (si tratta in realtà di un articolo di Georges Malbrunot, ndr), secondo cui gli agenti del Mossad starebbero addestrando dissidenti iraniani in esilio nella regione iraniana del kurdistan affinché lavorino contro il regime di Teheran. Anche il retroscena firmato su <strong>La Stampa</strong> da Maurizio Molinari parla di accordi tra intelligence per la &#8220;guerra segreta&#8221; all&#8217;Iran: &#8220;Ma la guerra contro il programma nucleare starebbe bersagliando computer, impianti e scienziati, con un metodo che lascerebbe intendere una cooperazione senza prcedenti tra i servizi di intelligence di più nazioni. Sul piano delle tecnologie e dei sabotaggi, sarebbero satelliti e droni di Washington e Londra a guidarli.<br />
Sullo stesso quotidiano, una lunga analisi con copyright &#8220;Tomdispatch.com&#8221; di Michael Klare: &#8220;Il prossimo conflitto scoppierà lungo le rotte di gas e petrolio&#8221;, perché lo Stretto di Hormuz, il Mar Caspio e il Mar meridionale cinese sono le &#8220;zone esplosive&#8221;. L&#8217;obiettivo Usa è la protezione delle reti mondiali per il commercio energetico, Pechino è pronta a ricorrere alla forza per imporre il suo dominio nel Pacifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Libero</strong> la notizia diffusa dal quotidiano della Corea del Sud Daily NK, secondo cui i cittadini che non hanno preso parte agli incontri tenuti nel periodo di lutto in occasione della scomparsa del &#8216;caro leader&#8217; Nord Coreano Kim Jong Il, coloro che vi hanno preso parte senza piangere o che lo hanno fatto sembrando poco convincenti, rischierebbero sei mesi nei campi di formazione &#8211; lavoro. Sarebbero addirittura iniziati processi pubblici in una provincia del nord a fine 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Farmacie e notai liberi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Farmacie e notai, si cambia&#8221;. &#8220;Catricalà: misure sulle liberalizzazioni entro 10 giorni. Patto Ue, la Merkel accelera. Un altro tonfo in Borsa per Unicredit: perde il 12,8 per cento&#8221;. A centro pagina si parla del voto della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che oggi deve decidere sulla richiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Farmacie e notai, si cambia&#8221;. &#8220;Catricalà: misure sulle liberalizzazioni entro 10 giorni. Patto Ue, la Merkel accelera. Un altro tonfo in Borsa per Unicredit: perde il 12,8 per cento&#8221;. A centro pagina si parla del voto della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che oggi deve decidere sulla richiesta di arresto per l&#8217;ex sottosegretario Pdl Cosentino: &#8220;La Lega voterà sì all&#8217;arresto di Cosentino. Il Pdl: ripensateci&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>, identico titolo di apertura: &#8220;Farmacie e notai, si cambia. &#8216;Il piano di liberalizzazioni sarà varato tra dieci giorni&#8217;. Catricalà: subito il decreto&#8221;. E poi: &#8220;La Fornero negli incontri con Cisl e Uil non parla di articolo 18&#8243;. E ancora: &#8220;Merkel-Sarkozy: entro marzo il nuovo batto&#8221;. A centro pagina: &#8220;Governo, bufera su Malinconico. &#8216;Deve spiegare o si dimetta&#8217;&#8221;. Ancora a centro pagina: &#8220;Arresto di Cosentino, la Lega voterà sì. Il Pdl all&#8217;attacco: Bossi ci ripensi. Maroni: non creo un mio movimento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Ecco le telefonate che turbano Monti&#8221;. Si parla del sottosegretario Malinconico e delle conversazioni con il &#8220;faccendiere&#8221; Piscicelli. Malinconico sarebbe &#8220;a un passo dalle dimissioni&#8221;. In prima pagina l&#8217;editoriale di Vittorio Feltri è titolato: &#8220;Perché stiamo con farmacie, taxi ed edicole&#8221;. &#8220;Liberalizzazioni sbagliate&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Unicredit, via all&#8217;aumento di azioni e diritti sotto tiro. Parte la ricapitalizzazione, ma il titolo cede il 12,8 per cento e i diritti il 65,4 per cento. Giù anche Mps e Mediobanca. Ghizzoni: calo inatteso, ma l&#8217;operazione avrà successo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;I partiti fanno soldi con le nostre tasse. In barba al referendum, si sono ridati il finanziamento pubblico: 300 milioni all&#8217;anno che usano per i loro affari. Il Prof fermi questo scandalo&#8221;. A centro pagina, con caricatura di Bossi: &#8220;Macché Padania, la Lega investe in Tanzania&#8221;; dove si parla degli investimenti dei fondi leghisti in Africa. La notizia è anche sulla prima de <strong>Il Giornale</strong>, con un articolo di Alessandro Sallusti: &#8220;Lega di Tanzania e di Campania. Dai fondi neri a Cosentino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Liberalizzazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I titoli dedicati alle liberalizzazioni annunciate sono tutti tratti dalle parole che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha pronunciato ieri sera a &#8220;Porta a porta&#8221;. &#8220;Bisogna consentire ai nostri cittadini di ottenere i giusti sconti: sulle farmacie non si tratta di ampliare il mercato ma di ridurre i prezzi&#8221;, e anche per i notai &#8220;serve un ampliamento della pianta organica particolarmente rilevante&#8221;. &#8220;Per i prezzi della benzina vogliamo creare una situazione in cui i gestori abbiano la possibilità di vendere la benzina insieme ad altri beni di consumo&#8221;. Poi si interverrà anche sui servizi pubblici locali, con una misura e con modifiche che però &#8220;non andranno in contrasto con i risultati del referendum. <strong>La Stampa</strong> spiega che Catricalà ha elencato così le priorità: &#8220;Più notai, farmacisti, interventi per frenare il caro benzina in cima alla lista delle priorità., E poi trasporti, ferrovie, assicurazioni, banche, professioni. Più avanti si affronterà un dossier delicato come quello della Rai&#8221;.<br />
Il decreto potrebbe essere varato il 20 gennaio, ha spiegato ieri Catricalà. E sarà basato sostanzialmente sulle &#8220;indicazioni dell&#8217;Antitrust&#8221;, che ha inviato al governo il 5 gennaio scorso una segnalazione con un lungo elenco di interventi &#8220;urgenti per rilanciare l&#8217;economia e lo sviluppo&#8221;, come ricorda<strong> il Corriere della Sera</strong>. Il presidente dell&#8217;Autorità Pitruzzella ha spiegato: &#8220;Noi abbiamo indicato i tappi che è necessario far saltare per dare nuovi stimoli all&#8217;economia, ma è difficile indicare le priorità.<br />
<strong><br />
Referendum</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Domani la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla ammissibilità dei referendum sulla legge elettorale. L&#8217;ex presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky, intervistato da <strong>La Repubblica</strong>, risponde alle obiezioni di chi considera inammissibile il quesito perché si creerebbe un vuoto normativo e sarebbe impossibile la cosiddetta riviviscenza. Spiega Zagrebelsky:  &#8220;Si dice: &#8216;la vecchia legge&#8217; (il Mattarellum) è stata definitivamente uccisa dalla nuova (il Porcellum). Se viene eliminata questa non rinasce quella. Ma la vita o la morte di una legge non sono fenomeni biologici, siamo noi a dover stabilire cosa accade, sono i principi giuridici a doverceli dare&#8221;. E ancora: &#8220;Quando gli elettori chiedono l&#8217;abrogazione di una nuova legge, lo fanno perché vogliono rimanere come erano. Preferiscono la vecchia alla nuova&#8221;. Secondo Zagrebelky nella giurisprudenza dela Consulta è prevalsa finora l&#8217;idea del referendum come &#8220;legislazione negativa&#8221;, ovvero si sono modificate leggi attraverso il referendum con l&#8217;eliminazione di frasi, parole, commi: &#8220;Non è mai accaduto finora che il referendum sia stato presentato al puro scopo di eliminare una legge elettorale, cioé &#8211; dicono i giuristi &#8211; come contrarius actus, atto di resistenza&#8221;. Zagrebelsky sottolinea che il referendum viene da una fase di mobilitazione politica dei cittadini che chiedono di contare, e che una decisione negativa della Corte &#8220;suonerebbe come frustrazione, e le frustrazioni politiche, in democrazia, sono molto pericolose&#8221;.<br />
<strong><br />
Lega</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la Giunta per le autorizzazioni della Camera dovrà decidere sulla autorizzazione all&#8217;arresto nei confronti dell&#8217;ex sottosegretario all&#8217;economia e coordinatore del Pdl in Campania Nicola Cosentino. La novità più importante sta nel fatto che la Lega voterà sì all&#8217;arresto. <strong>Il Corriere della Sera</strong> sintetizza: &#8220;La Lega isola il Pdl&#8221;, e racconta indiscrezioni sulla riunione della segreteria leghista di ieri. L&#8217;ex ministro Roberto Maroni chiede all&#8217;uomo del Carroccio in Giunta, Paolini, se nelle carte con cui la magistratura chiede l&#8217;arresto ci sia o meno il cosiddetto fumus persecutionis. E quando il deputato leghista risponde &#8220;no&#8221;, il dado è tratto. All&#8217;interno del gruppo c&#8217;è chi chiede libertà di coscienza, come il presidente dei deputati Marco Reguzzoni, ma l&#8217;ex ministro Calderoli sottolinea che sarebbe un segnale ambiguo. A chi fa notare che il voto non piacerà a Berlusconi, Bossi avrebbe risposto: tanto Berlusconi sostiene Monti.<br />
L&#8217;analisi del Corriere della Sera sottolinea come questa scelta sia significativa di un allontamento progressivo del Carroccio dal centrodestra, e &#8211; contemporaneamente &#8211; dei contrasti tra il cosiddetto cerchio magico di Bossi e l&#8217;ex ministro Maroni. Il quotidiano sottolinea come a dare la comunicazione sulla decisione della Lega sia stato proprio Maroni, cui viene attribuita la linea dura; i due componenti leghisti della Giunta per le autorizzazioni a procedere sono sempre stati piuttosto tiepidi verso il sì, riflettendo l&#8217;orientamento di Bossi: a questo punto un comporamento parlamentare diverso da quello annunciato significherebbe lo scontro con Maroni. Il contrasto negli ultimi mesi si consumato anche sull&#8217;eventuale adesione alla Lega di Tremonti, fortemente voluta da Bossi. Maroni si è sempre opposto alla sua cooptazione, e l&#8217;ha spuntata.</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Sallusti, direttore de <strong>Il Giornale</strong>, è molto polemico sul comportamento della Lega, cui rimprovera anche oggi il fatto che il Carroccio abbia investito otto milioni di euro all&#8217;estero, 4 dei quali in un fondo della Tanzania, con un rendimento del 4,5 per cento, ovvero quasi due punti meno dei nostri Bot che servono anche a pagare pensionati e cassintegrati del nord: &#8220;Il gruzzolo dei padani affidato agli immigrati&#8221;, un mistero, al pari della poco comprensibile decisione di votare a favore dell&#8217;arresto di Cosentino: &#8220;le motivazioni offerte da Maroni sono deboli e la mossa appare più politica che etica&#8221;: &#8220;Forse sulla pelle di Cosentino si sta giocando il futuro dell&#8217;allenza storica Pdl &#8211; Lega&#8221;, &#8220;la Lega vuole liberarsi di Monti e andare al voto il prima possibile per uscire dal vicolo cieco nel quale si è messa&#8221;.<br />
Una intera pagina de <strong>Il Giornale</strong>  è dedicata anche alla rissa che si è sfiorata sulla questione degli investimenti in Tanzania, questioe sulla quale Maroni ha chiesto la convocazione del consiglio federale, che può decidere sanzioni disciplinari: Bossi l&#8217;avrebbe difeso come un investimento sensato, ed avrebbe zittito Maroni. Sulla stessa pagina, le anticipazioni di un libro di un giornalista dello stesso quotidiano,Paolo Bracalini, dal titolo  &#8220;Partiti Spa&#8221;: &#8220;Ecco il vero tesoro dei lumbard: 170 milioni di rimborsi elettorali, gli immobili sono la cassaforte&#8221;.<br />
<strong>La Stampa</strong> scrive che &#8220;nel Carroccio scoppia il caso Belsito&#8221;; in riferimento al Tesoriere, di cui, secondo il quotidiano, Maroni vorrebbe l&#8217;espulsione&#8221;.<br />
<strong><br />
Europa </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri, racconta <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, a Berlino si è tenuto il primo vertice dell&#8217;anno del direttorio franco-tedesco. Pur ribadendo che Atene non uscirà dall&#8217;Euro, la cancelliera tedesca Merkel ha lanciato l&#8217;ennesimo allarme, per i timori di Atene di rispettare gli impegni di riduzione del deficit e del debito. Il secondo pacchetto di sostegno, ha detto la Merkel, deve essere messo a punto rapidamente. In caso contrario, mi sembra impossibile che venga sbloccata la prossima tranche di aiuti. Atene sarà al centro degli incontri che la direttrice dell&#8217;FMi Lagarde avrà oggi a Berlino e domani a Parigi con Merkel e Sarkozy. Ieri la Cancelliera tedesca e il presidente francese hanno annunciato l&#8217;intenzione di accelerare sull&#8217;accordo del 9 dicembre dei 26 Paesi (la Gran Bretagna è fuori) sul coordinamento delle politiche di bilancio e sulla maggiore disciplina dei conti pubblici. Entro la fine di gennaio verranno definiti gli ultimi dettagli, in modo che si arrivi alla firma per il primo marzo. <strong>Il Sole 24 Ore</strong> si occupa poi estesamente dell&#8217;atteggiamento che la Francia ha tenuto in questi anni sulla Tobin tax: da segretario del partito Ump Sarkozy la definì &#8220;una assurdità&#8221;, una &#8220;iniziativa che &#8211; se limitata alla Francia &#8211; provocherebbe decine di migliaia di disoccupati in più&#8221;. Il giudizio si basava sull&#8217;esperienza della Svezia dove la tassa, varata nel 1984, provocò una fuga di capitali verso altre piazze finanziarie e venne cancellata nel 1990. Ma il Sarkozy diventato presidente si è servito della crisi ed ha capito l&#8217;utilità politica di indicare nella finanza un nemico: nel settembre 2010 ha deciso di fare della tassa sulle transazioni finanziarie un obiettivo prioritario della politica francese al G8 e G20. Grazie all&#8217;appoggio della Germania, che ne condivide il principio, si è arrivati nel settembre scorso ad una bozza di direttiva europea: la bozza prevede un prelievo dello 0,1 per cento sugli scambi di azioni e dello 0,01 per cento su quelli di derivati. Se l&#8217;adottasse tutta l&#8217;Ue l&#8217;incasso sarebbe di circa 57 miliardi l&#8217;anno. La Gran Bretagna ha sempre bocciato l&#8217;idea, a meno che il prelievo non diventi globale. La Merkel l&#8217;ha ieri definita &#8220;una buona risposta alla situazione&#8221;, che funzionerà solo se adottata &#8220;almeno&#8221; da tutti i Paesi dell&#8217;eurozona, anche se &#8220;sarebbe meglio se fosse estesa ai 27&#8243; (leggi Londra). Secondo il quotidiano la posizione della Merkel è quella condivisa dal premier italiano Monti. Ma Sarkozy intende andare avanti anche da solo, in vista delle elezioni presidenziali di aprile: &#8220;Se non diamo l&#8217;esempio non si farà mai&#8221;, ha detto ieri.<br />
Un&#8217;altra analisi del quotidiano ricorda che siamo ormai a 100 giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi: il presidente sarebbe in recupero sullo sfidante socialista Hollande.<br />
Alle presidenziali in Francia e all&#8217;iperattivismo del presidente Sarkozy è dedicata la corrispondenza de <strong>La Stampa</strong>. L&#8217;economia continua ad andare male, ma i sondaggi di Sarko sono migliori, o almeno meno peggio, ma resta da capire se sia merito suo o demerito dello sfidante socialista Hollande: i sondaggi danno al primo turno Hollande al 28 per cento, e Sarkozy al 26. Mai il distacco tra i due è stato tanto piccolo. Ha fatto effetto poi il sondaggio di Liberation, secondo cui il 30 per cento dei francesi &#8220;non esclude&#8221; di poter votare per il Front National, che candida Marine Le Pen. Sarkozy sta puntando molto sulla Tobin Tax e su quella che viene definita &#8220;Iva sociale&#8221; per spostare il finanziamento della previdenza dalla tassazione sul lavoro a quella sui consumi (idea non molto popolare, secondo La Stampa), ma di fronte all&#8217;iperattivismo dilagante di Sarko Hollande sembra poco incisivo. Tutti gli riconoscono di essere serio, ma scarseggia il carisma e manca &#8211; finora &#8211; l&#8217;idea vincente. &#8220;Sembra che Hollande non pensi a vincere le elezioni, ma si limiti ad aspettare che Sarkozy le perda&#8221;, scrive il corrispondente da Parigi. Domenica è andato a Jarnac, il paese dell&#8217;ex presidente socialista Mitterand. Si è fatto fotografare con i superstiti cacicchi di Mitterand, ha ricordato il comizio nel quale lo ascoltò la prima volta, ha parlato della sua &#8220;marcia tranquilla&#8221;, che riecheggia un po&#8217; quella &#8220;forza tranquilla&#8221; che fu uno degli slogan di Mitterand.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si occupa di Nigeria oggi <strong>La Stampa</strong>, all&#8217;indomani degli attentati che il gruppo islamista Boko Haram ha effettuato nei confronti dei cristiani. Da alcuni giorni il Paese è letteralmente in fiamme per le proteste, ma quel che porta i rivoltosi nelle strade è la decisione del Presidente cristiano Jonathan GoodLuck di alzare il prezzo della benzina, in un Paese in cui due terzi delle persone vivono con meno di due dollari al giorno. Il presidente ieri in tv ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a decidere l&#8217;aumento dei carburanti, ha spiegato la decisione con la crisi economica che impediva di mantenere i sussidi sui carburanti, ha promesso una lotta senza quartiere alla corruzione, ma ha anche puntato il dito contro alcuni &#8220;esponenti governativi&#8221;, accusandoli di essere &#8220;membri segreti&#8221; del gruppo terrorista islamista Boko Haram.<br />
La storia è sulla prima pagina dell&#8217;<strong>International Herald Tribune</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Malissimo le borse, lo spread risale</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:27:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Sole 24 Ore: &#8220;Cade Milano, torna a volare lo spread. Il tonfo di Unicredit (-17,3) e delle altre banche trascina Piazza Affari (-3,6)&#8221;. &#8220;Risale la tensione sui debiti europei. BtP-Bund a 522, Ungheria a rischio default. Napolitano: Italia affidabile, Monti lo può dimostrare&#8221;. Di spalla: &#8220;Riforma del Trattato: il nuovo testo Ue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Cade Milano, torna a volare lo spread. Il tonfo di Unicredit (-17,3) e delle altre banche trascina Piazza Affari (-3,6)&#8221;. &#8220;Risale la tensione sui debiti europei. BtP-Bund a 522, Ungheria a rischio default. Napolitano: Italia affidabile, Monti lo può dimostrare&#8221;. Di spalla: &#8220;Riforma del Trattato: il nuovo testo Ue apre alle richieste di Roma. Attenuati gli obblighi di ridurre il debito&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>. &#8220;Cade la Borsa, allarme spread. Il piano dell&#8217;Antitrust: fare le liberalizzazioni con equità&#8221;. Di spalla i fatti di cronaca nella Capitale. &#8220;Roma violenta, caccia al killer. Il Viminale: ora più agenti&#8221;. A centro pagina: &#8220;Fisco, sono 190 mila i &#8216;poveri&#8217; con il Suv. La Finanza: Cortina è stato solo l&#8217;inizio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;I mercati crollano, Monti vola a Bruxelles. Le Borse europee al tracollo, Piazza Affari perde il 3,6 per cento. Spread ancora da record. E il premier va in missione segreta per cercare una soluzione. La &#8216;sobrietà&#8217; non basta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> dedica il titolo di apertura alla cronaca: &#8220;A Roma più pattuglie e perquisizioni &#8216;libere&#8217;. Vertice dopo la tragedia della famiglia cinese. Un unico colpo ha ucciso la bimba e il papà&#8221;. Il titolo più grande è per le &#8220;Borse in caduta&#8221;, mentre a centro pagina spazio per il &#8220;dossier&#8221; della autorità Antitrust: &#8220;L&#8217;Antitrust al governo: liberalizzare Poste, energia e professioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;La casta si dà l&#8217;aumento. Anziché tagliare gli stipendi dei parlamentari, la politica alza ancora le sue spese. Più soldi a Stato, giudici, ministri. Costi su del 2,7 per cento pure per Palazzo Chigi, malgrado il sobrio Mario&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una analisi del <strong>Corriere della Sera</strong> spiega &#8220;cosa è successo&#8221; ai mercati &#8220;dopo che la fase peggiore sembrava superata&#8221;. Se le Borse hanno iniziato bene il 2012, ciò è stato causato dai dati manifatturieri provenienti da Europa e Asia, dalla &#8216;liberazione&#8217; dei bilanci dopo la contabilizzazione di fine anno, e &#8220;l&#8217;ottimismo tipico dell&#8217;investitore quando comincia il nuvo anno&#8221;. Il &#8220;sentiment&#8221; però si è scontrato con le condizioni dei governi dell&#8217;eurozona, che avranno bisogno di attingere ad oltre 1000 miliardi di euro per rifinanziare titoli di Stato a breve e lungo periodo.<br />
Si guarda all&#8217;Europa, in vista dell&#8217;incontro di Monti con Sarkozy e del vertice del 9 gennaio. Lo stesso quotidiano scrive: &#8220;Debito, Monti anticipa il tour europeo. Ieri a Bruxelles, oggi a Parigi&#8221;, per quella che la nota di Massimo Franco definisce &#8220;missione insidiosa con il sostegno del Quirinale&#8221;. Monti andrebbe a tentare di &#8220;addolcire il vincolo&#8221; dei Trattati, e per questo avrebbe già avuto ieri un incontro con l&#8217;ambasciatore italiano alla Ue Nelli Feroci. Il governo italiano &#8220;ha già presentato un pacchetto di emendamenti al testo che dovrà tradurre l&#8217;intesa del 9 dicembre in vincoli giuridici. Ma il presidente del Consiglio voleva capire da dove possono arrivare le insidie e quali alleanze, invece, si possono costruire&#8221;. L&#8217;Italia punta a cambiare l&#8217;articolo 4 della bozza, laddove è scritto che i Paesi con una percentuale di indebitamento superiore al 60 per cento del Pul dovranno ridurre ogni anno di un ventisimo l&#8217;extra debito, cioé la differenza tra lo stock di partenza e la soglia del 60 per cento. Per l&#8217;Italia la norma così com&#8217;è sarebbe semplicemente letale, poché imporrebbe manovre di almeno 40 miliardi di euro all&#8217;anno&#8221;. Questo vincolo è già previsto nel cosiddetto six pack, il pacchetto di riforme della governance economica Ue entrato in vigore il 13 dicembre 2011. In questo caso, però, il ministro Tremonti aveva ottenuto due correttivi: il calcolo del debito deve considerare anche altri fattori rilevanti, cioé il risparmio privato, la sostenibilità del sistema pensionistico ed altri. E poi il nuovo sistema sarebbe entrato in vigore solo dal 2014. Il governo Monti ha presentato un documento proprio per ripristinare questi due passaggi anche nel nuovo accordo&#8221;. Monti può contare sul possibile sostegno del Parlamento europeo, che ha votato un emendamento abbastanza simile a quello italiano, e poi può saldare il fronte degli &#8220;indebitati&#8221;: Grecia, Belgio, Spagna, Portogallo, Irlanda. Sicuramente l&#8217;Italia avrà contro i Paesi del Nord, a partire dalla Germania. La vera incognita è la Francia, vero punto sensibile e &#8220;varco&#8221; da cui possono transitare i cambiamenti al Trattato &#8220;indispensabili per l&#8217;Italia&#8221;.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Nella bozza di  Trattato aperture a Roma&#8221;. Secondo il quotidiano di Confindustria la nuova bozza di Trattato citerebbe alcuni regolamenti europei che accolgono la richiesta di &#8220;ammorbidimento&#8221; degli impegni, tenendo in considerazione eventuali &#8220;fattori rilevanti&#8221; come attenuante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Usa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Stampa</strong> due pagine sono dedicate al &#8220;Defense strategic review&#8221; presentata ieri al Pentagono dal Presidente Usa e dal ministro della Difesa Panetta. &#8220;Pentagono, Obama tagli i fondi ma sfida la Cina. Il Presidente e Panetta delineano la nuova dottrina strategica. Esercito più snello, avremo ancora la superiorità militare&#8221;. L&#8217;esercito Usa, ha detto Obama, sarà &#8220;più snello&#8221;, ma &#8220;il mondo deve sapere che gli Stati Uniti manterranno la superiorità militare con forze armate agili, flessibili e pronte ad affrontare ogni tipo di situazione e minaccia&#8221;. Nel concreto, significa far scendere gli effettivi delle Forze Armate Usa a 490 mila unità, ridurre anche i marines, ridurre le spese di 450 miliardi di dollari in dieci anni. Il corrisponde del quotidiano torinese da New York scrive anche che &#8220;sebbene il testo del Pentagono faccia attenzione a non identificare la Cina come un avversario&#8221;, le caratteristiche della nuova &#8220;Joint Force&#8221; sono tali da preannunciare maggiore attività nel contenere l&#8217;espansione strategica di Pechino. Sicuramente i &#8220;pesanti tagli al bilancio investiranno lo schieramento Usa in Europa&#8221;, a cominciare, secondo recenti indiscrezioni pubblicate dal New York Times, dal rinvio dell&#8217;acquisizione degli F35, avveniristici aerei &#8220;divenuti il programma militare più costoso, nel quale sono coinvolte anche Gran Bretagna e Italia&#8221;.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong> sottolinea che il presidente Usa è comparso davanti alle telecamere nella sala stampa del Pentagono, evento raro per la Casa Bianca. Obama, impegnato in un anno elettorale che vedrà anche la politica estera al centro della battaglia politica, insieme all&#8217;economia, deve anche difendersi dagli attacchi dei Repubblicani che lo accusano di debolezza nella Difesa. Obama ieri ha spiegato che in realtà, nonostante i risparmi, il budget della difesa continuerà a crescere. Rallenterà il passo, ma sarà comunque superiore al bilancio della fine della Presidenza Bush, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Repubblica</strong> si parla del processo ai &#8220;giornalisti anti-governo&#8221;: tra di loro Nedim Saner, che stava indagando su una &#8220;misteriosa rete terroristica che secondo gli inquirenti punta a rovesciare il governo di orientamento islamico al potere in Turchia&#8221; e che è oggi accusato di &#8220;far parte di quel complotto&#8221; ed è in carcere. I gruppi per la difesa dei diritti umani la considerano una purga politica contro chi contesta il governo. Secondo il sindacato dei giornalisti, sono 97 i reporter e gli editori in carcere nel Pese &#8220;celebrato come modello di democrazia islamica&#8221;.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> un articolo dal Cairo fa il punto sul processo all&#8217;ex presidente egiziano Mubarak: ieri la pubblica accusa ha chiesto la pena di morte, perché Mubarak è considerato responsabile di aver ordinato i massacri in piazza. Chiesa la pena capitale anche per l&#8217;ex ministro degli interni e per sei collaboratori del regime. &#8220;I Fratelli musulmani esultano. &#8216;E&#8217; la vittoria della rivoluzione, giustizia per i martiri&#8221;.<br />
Pierluigi Battista, sul <strong>Corriere della Sera</strong>, parla della &#8220;sindrome magiara&#8221;, dove si sta vivendo la &#8220;più radicale regressione democratica dai tempi della caduta del comunismo&#8221;, dove si fa un confronto tra l&#8217;anticomunismo di Orban e quello di Vaclav Havel.<br />
Su <strong>Libero</strong>: &#8220;Le banche tentano il golpe in Ungheria. L&#8217;asta dei titoli di Stato va malissimo, il premier Orban costretto a implorare l&#8217;intervento del Fondo Monetario Internazionale&#8221;.<br />
Sul <strong>Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Ungheria sull&#8217;orlo del default. A vuoto le emissioni di titoli pubblici che schizzano al 10 per cento, fiorino ai minimi&#8221;.<br />
Su La Stampa un articolo da Hong Kong parla della Birmania, dove si voterà ad aprile. La leader dell&#8217;opposizione democratica Suu Kiy ha detto: &#8220;comincio ad intravedere un futuro democratico&#8221;. Ma molti dissidenti sono ancora in prigione.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</p>
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		<title>Un italiano a Parigi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 11:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Italia, sfida europea sul debito. Il premier: non possono decidere in due su 27. E sul lavoro: &#8216;Mai cercato di dividere i sindacati&#8217;. La linea di Monti: Berlino: vincoli stretti o niente soldi&#8221;. In prima anche la notizia di cronaca da Roma: &#8220;Reagisce ai rapinatori in strada a Roma. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Italia, sfida europea sul debito. Il premier: non possono decidere in due su 27. E sul lavoro: &#8216;Mai cercato di dividere i sindacati&#8217;. La linea di Monti: Berlino: vincoli stretti o niente soldi&#8221;. In prima anche la notizia di cronaca da Roma: &#8220;Reagisce ai rapinatori in strada a Roma. Lo uccidono con la figlia di pochi mesi. L&#8217;uomo, un commerciante cinese, ha rifiutato di consegnare la borsa con l&#8217;incasso. Colpita anche la moglie&#8221;. A centro pagina &#8220;A Cortina con l&#8217;auto di lusso. Ma dichiarano 30 mila euro. Incassi dei negozi su del 400 per cento quando ci sono i controlli&#8221;. In evidenza anche l&#8217;esito delle primarie Repubblicane Usa: &#8220;Romney vince per 8 voti. La sorpresa è Santorum&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;La Cgil: pronti a trattare sul lavoro. Il leader sindacale: &#8216;Vogliamo un accordo&#8217;. L&#8217;inflazione al 2.8 per cento. Monti mercoledì vedrà la Merkel. &#8216;L&#8217;Europa non deve temerci più&#8217;. Primo incontro con la Fornero. Camusso: ma l&#8217;articolo 18 non si discute&#8221;. Di spalla: &#8220;Usa, la sorpresa dell&#8217;ultrà nelle primarie repubblicane&#8221;. A centro pagina: &#8220;Cortina, il &#8216;miracolo&#8217; della Finanza, con il blitz 400 per cento di scontrini in più&#8221;. Francesco Merlo firma un commento dal titolo: &#8220;La Gomorra delle Dolomiti&#8221;. In prima anche la &#8220;rapina shock&#8221; di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale:</strong> &#8220;Quanti poveri in Mercedes. A Cortina raduno di furbetti. Intanto il governo abbassa le tasse. Ma solo agli immigrati&#8221;. Il quotidiano offre anche un servizio esclusivo di Gian Micalessin: &#8220;Sono entrato a casa Gheddafi. Ecco cosa ho visto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> dedica il titolo di apertura alle misure del governo: &#8220;Sviluppo, i nuovi incentivi&#8221;. E poi: &#8220;Fornero vede Camusso, Cgil resta fredda. Monti: non cerco di dividere i sindacati. Il premier prepara il tuor europeo. Incontrerà Merkel: l&#8217;Ue non deve temere l&#8217;Italia&#8221;. In alto: &#8220;Cortina, il blitz svela poveri su auto di lusso e scontrini fantasma&#8221;. Commento di Massimo Gramellini: &#8220;Se il cinepanettone diventa realtà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Sfidiamo Monti. Se vuole, il premier può sconfiggere la rivolta dei parlamentari e sforbiciare i loro lussi subito. Basta ridurre i soldi che il Tesoro gira al Palazzo: dipende solo da lui e risparmieremmo 1,3 miliardi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Unicredit ricapitalizza con uno sconto record. L&#8217;aumento di 7,5 miliardi (terzo di sempre in Italia) dal 9 gennnaio. Prezzo a -43 per cento sul listino. Il titolo perde il 14 per cento e trascina al ribasso Piazza Affari (-2 per cento)&#8221;. Il quotidiano intervista Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit.<br />
<strong><br />
Monti in Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Due pagine del <strong>Corriere della sera</strong> sono dedicate alla missione di Monti in Europa. Il quotidiano parla di &#8220;partita europea&#8221; per il Primo ministro, che domani arriverà a Parigi, convinto che gli interessi e i problemi dei due Paesi coincidono: &#8220;I nostri approcci sulla governance economica sono largamente concordanti&#8221;, ha detto Monti. Il primo ministro, in una intervista a Le Figaro, ha lanciato un monito per allentare l&#8217;asse franco-tedesco. L&#8217;armonia fra Francia e Germania è &#8220;condizione assolutamente necessaria&#8221;, ma &#8220;non sufficiente&#8221;. Due Paesi su 27, anche se sono i più grandi, non possono decidere per tutti gli altri. Secondo il quotidiano, Monti si batterà perché siano lasciati spazi di manovra sulla disciplina di bilancio. Su debito e deficit, l&#8217;Italia chiede che si tenga conto delle &#8220;esigenze di investimenti pubblici&#8221; e, rispetto all&#8217;obbligo di ridurre di un ventesimo all&#8217;anno il debito eccedente rispetto al 60 per cento del Pil, che si valuti l&#8217;influenza del ciclo economico. Sullo stesso quotidiano, si legge così l&#8217;atteggiamento della cancelliera Merkel: &#8220;La Germania vuole la linea dura: rigore e poi aiuti&#8221;.<br />
<strong><br />
Carcere</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Scontro polizia-governo sulle carceri&#8221;, titola <strong>il Corriere della Sera</strong>, in riferimento alle audizioni in Senato sul decreto cosiddetto svuotacarceri proposto dal ministro della giustizia Severino. Ad accendere la polemica sono state le parole del vicecapo della polizia Francesco Cirillo, critico verso la misura proposta nel pacchetto della Severino che vorrebbe portare nelle Camere di sicurezza, a disposizione di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, i detenuti in attesa di processo per direttissima. &#8220;Le celle di sicurezza sono troppo poche e non rispettano la dignità dei detenuti&#8221;, ha detto il vicecapo della Polizia. Il decreto prevede un transito nelle camere di sicurezza per coloro che sono colti in flagranza di reato. Cirillo ha snocciolato alcune cifre: &#8220;Le camere di sicurezza oggi disponibili in Italia sono in tutto 1057. In base alle norme del decreto, dovrebbero ospitare, entro 48 ore dal fermo, persone arrestate per reati non gravi e in attesa del processo per direttissima. Ma non bastano. E, oltre a questo, le forze di polizia non sono organizzate né attrezzate per la custodia degli arrestati. Il Corriere ricorda che Cirillo ha guidato in passato uffici e Questure importanti come quelle di Palermo e di Bologna. Lo descrive come un dirigente esperto, dall&#8217;approccio pragmatico, che probabilmente conosce più da vicino, rispetto ad un prefetto, un avvocato o ad altri tecnici degli uffici legislativi la situazione.<br />
Per quel che riguarda l&#8217;inadeguatezza delle camere di sicurezza, basta pensare ai servizi igienici, al vitto, al personale che dovrebbe sorvegliare o assistere i fermati, sottratto ad altre incombenze. Insomma, secondo Cirillo, il detenuto &#8220;sta meglio in carcere&#8221;.<br />
Hanno avuto anche una certa eco le parole di Cirillo sull&#8217;utilizzo del braccialetto elettronico: &#8220;Costano 5000 euro l&#8217;uno, fossimo andati da Bulgari avremmo speso meno&#8221;.<br />
Secondo <strong>La Stampa</strong>, che pure riferisce delle critiche della polizia al decreto svuotacarceri, il piano del governo punterebbe anche sull&#8217;aumento delle concessioni di arresti domiciliari: una nota ispirata dal ministero di via Arenula ha rilanciato un pacchetto di misure alternative, tra le quali la sospensione del processo per gli irreperibili, l&#8217;introduzione della messa in prova oggi previsto solo per i minori, la non procedibilità per l&#8217;irrilevanza del fatto. Ma soprattuto, per i processi in direttissima entro 48 ore, la possibilità che la Polizia giudiziaria conceda arresti domiciliari, prima ancora di decidere per le celle di sicurezza o per il carcere.<br />
Anche su <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Svuotacarceri, la polizia sconfessa il ministro&#8221;. Scrive il quotidiano che il transito nelle camere di sicurezza eviterebbe a circa 18 mila persone di entrare in un penitenziario. Ma le celle agibili, per il vicecapo della polizia, sono senza servizi igienici, prive della necessaria separazione tra uomini e donne, e adattarle costa troppo, i posti di polizia non sono attrezzati nemmeno per l&#8217;ora d&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ricerca</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;editoriale del <strong>Sole 24 Ore</strong>, firmato da Guido Tabellini, commenta le parole del ministro dell&#8217;Istruzione Profumo, che ieri veniva intervistato dallo stesso quotidiano. Tabellini commenta le affermazioni di Profumo sulle nuove procedure per l&#8217;assegnazione dei fondi per la ricerca di base (i cosiddetti Prin) e per l&#8217;inserimento dei giovani nelle università, che prevedono &#8220;stringenti limiti numerici alle proposte che possono essere presentate da ogni ateneo, in proporzione al suo organico. Inoltre, sono ammessi al finanziamento esclusivamente progetti che prevedono la collaborazione di almeno cinque &#8216;unità di ricerca&#8217;, cioé almeno cinque distinti gruppi di ricercatori appartenenti a dipartimenti diversi. Sono invece esclusi dal finanziamento i progetti di ricerca individuali o promossi da un numero più basso di ricercatori&#8221;. Per il ministro Profumo il senso della norma è quello di premiare la capacità di fare squadra del sistema universitario italiano. Tra i problemi segnalati da Tabellini vi è il fatto che in Italia i finanziamenti per la ricerca sono erogati dal Ministero dell&#8217;Istruzione, università e ricerca: &#8220;Regole e procedure sono scelte dalla burocrazia del ministero, che a sua volta è organizzata secondo criteri arcaici e poco flessibili, e spesso è poco consapevole di quali sono le esigenze e le migliori prassi della comunità scientifica internazionale. In altri Paesi avanzati, invece, i finanziamenti alla ricerca sono erogati da una agenzia indipendente, organizzata per settori disciplinari e con forti legami con la comunità scientifica.<br />
<strong><br />
Pdl </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Il Giornale</strong> si dà conto della intervista di ieri a Tremonti sul <strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;L&#8217;autoanalisi di Tremonti non fa impazzire il Pdl: &#8216;Giulio? E&#8217; solo e confuso. L&#8217;ex ministro si sfoga sul Corriere e si scaglia contro il Cav. Il partito resta tiepido. &#8216;Non ci ha mai ascoltati abbastanza&#8217;&#8221;. Incriminata in particolare la frase &#8220;Non è più tempo di one man company e liste antropomorfe&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ungheria</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Giuliano Ferrara firma un editoriale su <strong>Il Foglio</strong>: &#8220;C’è il sospetto, che non è l’anticamera della verità, gravante su Viktor Orban, premier ungherese di destra, già leader del dissenso anticomunista, eletto con una maggioranza parlamentare dei due terzi nell’aprile del 2010, dopo un decennio di bancarotta di socialisti, progressisti e verdi incollati insieme dagli ex comunisti di Kádár e compagnia. Il sospetto è che sia autoritario o comunque troppo decisionista, che voglia cambiare le regole politiche nel suo paese, che non sia entusiasta dei valori cosiddetti dell’Europa unionista, che attribuisca un peso diverso da quello mainstream alla tradizione, alla nazione, alla religione, alla tormentata storia ungherese, a un’etica controcorrente (matrimonio tra maschio e femmina, diffidenza verso l’aborto), e che per di più il cattivo soggetto tenti di arginare lo strapotere sovranazionale dei mercati finanziari facendo un poco da sé, ma senza soldi abbastanza per fare veramente da sé (come spiegava bene il Foglio di ieri in prima pagina). <strong>Il Manifesto</strong> ieri spiegava che ci vogliono i tecnici, per estirpare quel governo della maggioranza dei due terzi&#8221;.<br />
Ferrara prosegue con un &#8220;altro sospetto&#8221;: che il governo eletto in Ungheria intenda &#8220;cambiare regime&#8221;, con misure sulla banca centrale, una &#8220;legge quadro di concordato che elimina sovvenzioni per alcune sette religiose e mantiene un rapporto pattizio con cristiani ed ebrei&#8221;, &#8220;un nuovo quadro costituzionale&#8221;. E poi rivolge una &#8220;domanda a chi &#8220;partecipa in modo spesso un po’ troppo fanatico alla confusione orchestrata intorno ai conflitti della società ungherese&#8221;: &#8220;Siete certi che l’Europa debba comportarsi, quando si tratta di valori politici, in modo giacobino anziché liberale, magari con venature progressiste e conservatrici? Chi o che cosa ci autorizza a giudicare con tanta sussiegosa severità, senza prove se non vocalizzi o argomenti per lo meno controversi, una maggioranza schiacciante di ungheresi, con le sue libere scelte politiche?&#8221;.<br />
Antonio Socci, su <strong>Libero</strong>, parla dell&#8217;Ungheria e ricorda che il presidente Napolitano difese l&#8217;intervento sovietico a Budapest nel 1956: &#8220;Con Napolitano sull&#8217;Ungheria dobbiamo tacere. Il presidente ha appoggiato l&#8217;invasione russa del 56. Per questo oggi è inopportuno chi parla di rischio regime a Budapest&#8221;.<br />
Molto critico invece il commento che Vladimiro Zagrebelsky firma sulla Ungheria di Orban alle pagine de <strong>La Stampa</strong>. Il giurista ricorda che nel Trattato dell&#8217;Unione è scritto che essa &#8220;si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell&#8217;uguaglianza, dello stato di diritto&#8221;. L&#8217;Ungheria ha aderito all&#8217;UE nel 2004, superando test di democraticità. Ma alle critiche provenienti dall&#8217;Unione, il primo ministro ungherese Orban reagisce proclamando che nessuno può dettare al suo Paese ciò che deve fare: &#8220;Con ciò sollecita il suo elettorato, ma nega l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione, dove le vicende degli Stati membri riguardano tutti. Zagrebelsky ricorda che nelle modifiche alla Costituzione e nelle leggi approvate sono stati fatti &#8220;inquietanti richiami&#8221; alla &#8220;ungheresità etnica&#8221;, è stata abolita l&#8217;indipendenza della banca centrale, è stata ridotta drasticamente l&#8217;indipendenza della magistratura e la libertà della stampa. Il governo ha poi operato per l&#8217;attribuzione ad un organo amministrativo legato al governo della possibilità di obbligare i giornalisti a svelare l&#8217;identità delle loro fonti. La Corte Costituzionale, prima della modifica della sua composizione, ne ha contestato la costituzionalità, rilevando che solo il giudice può obbligare, in casi eccezionali, il giornalista a rivelare le sue fonti. E questo orientamento è in linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iran</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong> parla di una &#8220;prima intesa europea&#8221; sulla possibilità di ricorrere all&#8217;arma estrema per isolare economicamente l&#8217;Iran e dissuaderlo a proseguire il suo programma nucleare: un embargo petrolifero sull&#8217;import di greggio iraniano. Quando si terrà a Lisbona, il 30 gennaio, il Consiglio europeo, l&#8217;annuncio potrebbe arrivare. In una intervista al Figaro il primo ministro Monti ieri ha detto che l&#8217;Italia sarà pronta a partecipare ad ogni nuova sanzione imposta dall&#8217;Europa, ma sull&#8217;embargo ha precisato: &#8220;Può esser preso in considerazione a condizizione che sia graduale e che ne vengano escluse le forniture che servono a rimborsare il miliardo di debiti che l&#8217;Iran ha contratto con l&#8217;Eni&#8221;. Italia, Spagna e Grecia sono i Paesi che importano più greggio dall&#8217;Iran, da cui deriva il 13 per cento dell&#8217;import complessivo di greggio. <strong>Il Corriere della Sera</strong> sottolinea che la Francia è stato il Paese che ha spinto di più per arrivare al blocco: ma importa dall&#8217;Iran solo il 3 per cento delle proprie necessità petrolifere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Usa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i quotidiani offrono cronache e analisi sulle primarie Repubblicane in Iowa, vinte da Mitt Romney per soli otto voti di vantaggio su Rick Santorum. Federico Rampini su <strong>La Repubblica</strong> sottolinea proprio quanto abbia rappresentanto una sorpresa il successo di Santorum, ex senatore della Pennsylvanya con origini italiane. Santorum ha compiuto un &#8220;miracolo fatto di politica all&#8217;antica&#8221;, con &#8220;360 incontri in assemblee di quartiere, un lavoro porta a porta fatto di olio di gomito, ascolto paziente e suole di scarpe, quasi un anacronismo nell&#8217;era di Facebook e Twitter&#8221;. Per Rampini ha l&#8217;identikit perfetto per fare il pieno di voti nella base più integralista della destra ed è riuscito nell&#8217;exploit di conquistare lui, cattolicissimo, la destra protestante. Nella sua campagna da senatore, nel 2006, gli furono fatali le parole sul caso Schiavo, allora in stato vegetativo, allorché invocò una intubazione ad oltranza della donna. Secondo Rampini &#8220;compattare la base dei fondamentalisti cristiani può servire a vincere le primarie (o alcune di queste) e ritorcersi nella elezione finale alla Casa Bianca, quando bisogna fare il pieno di voti tra gli incerti che affollano il centro. Santorum è antiabortista, antigay, ed è contrario ai programmi di assistenza federale, come Medicaid.<br />
Secondo <strong>il Corriere della Sera</strong> (Massimo Gaggi) dall&#8217;Iowa esce un fronte conservatore più che mai spaccato: da un lato i pragmatici che puntano sulla eleggibilità di Romney, unico leader capace di rassicurare centristi e indiepndenti, dall&#8217;altro una base conservatrice più ideologica, che vuole mandare avanti un &#8220;crociato&#8221;, che si tratti dell&#8217;antiabortista omofobo Santorum o del libertario antimilitarista Paul, campione dell&#8217;antistatalismo fino al punto da promettere di radere al suolo la Federal Reserve, ripristinare la convertibilità del dollaro in oro e spingere l&#8217;America verso l&#8217;isolazionismo.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong> (Christian Rocca) sottolinea come Santorum sia il vincitore morale dei caucus dell&#8217;Iowa: senza soldi, senza consulenti, largamente ignorato dai media nazionali, ha grande capacità di farsi ascoltare da gente comune, operai, classe lavoratrice, è genuino e non è ricco. Insomma, con lui non c&#8217;è soltanto la destra religiosa: amico di Bono degli U2, con cui è alleato nella lotta contro la povertà globale, Santorum non è un fanatico religioso, &#8220;semmai l&#8217;ultimo esponente del conservatorismo compassionevole e di una destra solidale favorevole all&#8217;interento dello Stato per diminuire le disuguaglianze sociali&#8221;.<br />
Propone politiche familiari per rafforzare l&#8217;elemento chiave della società e &#8211; in questo modo &#8211; ridurre la sua dipendenza dallo Stato. Sul piano internazionale è in sintonia con la freedom agenda di Bush.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> attenzione per le origini italiane di Santorum: &#8220;A mio nonno &#8211; dice in un comizio &#8211; il fascismo non piaceva. Quando Mussolini arrivò al potere decise di costruirsi il futuro in un Paese che credesse nelle sue potenzialità. Perciò venne negli Stati Uniti&#8221;. Il nonno Pietro aveva trovato lavoro in una miniera: &#8220;Ha lavorato in quella miniera fino a 72 anni, costruendo il futuro della sua famiglia. Quando il nonno morì ero piccolo, ma ricordo che mi affacciai sulla bara e vidi le sue mani: erano enormi. Pensai che quelle mani avevano scavato la mia libertà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La prossima tappa per i Repubblicani sono le primarie del New Hampshire, su cui, come scrive l&#8217;<strong>International Herald Tribune</strong>, pone le speranze Mitt Romney.</p>
<p style="text-align: justify;">Per restare a questo quotidiano, segnaliamo in prima un analisi che sottolinea come gli Usa abbiano intrapreso un cammino inverso rispetto a decenni di diffidenza e ostilità nei confronti dell&#8217;organizzazione della Fratellanza musulmana in Egitto, a lungo vista come in conflitto con gli interessi americani. Il processo va di pari passo con la frustrazione di Washington nei confronti del governo dei militari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora dalla prima pagina dell&#8217;International Herald Tribune, grande attenzione per le inchieste che in Turchia stanno coinvolgendo i media. Una lunga analisi è poi dedicata al ruolo emergente della Turchia dopo le primavere arabe, e una corrispondenza dal Kurdistan racconta l&#8217;inquietudine di questa regione dopo la riesplosione dei conflitti tra sunniti e sciiti nel governo presieduto da Maliki, che ha spiccato un mandato di arresto nei confronti del vicepresidente sunnita.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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		<title>Lavoro, tensioni</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 10:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Sole 24 Ore:&#8221;Liberalizzazioni, i cantieri del sud. Monti vede Visco e i ministri e mette a punto la fase 2: più mercato per tutti e un Cipe sulle grandi opere. Napolitano: rivedere gli ammortizzatori&#8221;. E poi: &#8220;Scontro premier-Cgil sulla concertazione. Confindustria: pronti al dialogo&#8221;. Il Corriere della Sera: &#8220;Lavoro, tensione governo-Cgil. Camusso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>:&#8221;Liberalizzazioni, i cantieri del sud. Monti vede Visco e i ministri e mette a punto la fase 2: più mercato per tutti e un Cipe sulle grandi opere. Napolitano: rivedere gli ammortizzatori&#8221;. E poi: &#8220;Scontro premier-Cgil sulla concertazione. Confindustria: pronti al dialogo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Lavoro, tensione governo-Cgil. Camusso contraria a incontri separati sulle riforme. Monti, vertice con il Governatore di Bankitalia&#8221;. &#8220;Napolitano: ripensare gli ammortizzatori sociali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Articolo 18, il governo ci riprova&#8221;, &#8220;la norma anti-licenziamento sospesa per tre categorie di neoassunti&#8221;. In taglio basso, la richiesta della Procura di Roma: &#8220;P3, processate Verdini e Dell&#8217;Utri&#8221;.<br />
In prima anche un richiamo all&#8217;inserto R2: &#8220;gli indignati di Budapest che si ribellano al regime&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Fase 2, ecco i piani di Monti&#8221;, &#8220;Napolitano: ammortizzatori sociali da rivedere: i sindacati non stiano in difesa. Stipendi, la rivolta dei parlamentari: non guadagniamo 16 mila euro, ma 5000. In taglio basso, foto dall&#8217;Ungheria: &#8220;Budapest sfida la nuova costituzione&#8221;, &#8220;in migliaia in piazza contro le leggi e i bavagli del governo contestati anche da Ue e Usa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Uccisi dalle tasse. Ieri ancora un suicidio, e fanno 13. Gli imprenditori sono disperati, ma nessuno li difende. E&#8217; lo Stato il vero evasore, deve alle aziende 90 miliardi. Dipendenti pubblici a rischio taglio, sono 3,5 milioni e costano 165 miliardi l&#8217;anno&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;Monti, porta in faccia alla Camusso&#8221;, &#8220;il premier non cede ai diktat della Cgil&#8221;.<br />
<strong><br />
Articolo 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>La Repubblica</strong>, la questione del superamento dell&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori era stato solo sapientemente accantonato dopo la bufera provocata dalle parole del Ministro del Lavoro Fornero. Ma l&#8217;Europa, ovvero Commissione e Banca centrale &#8211; ricorda il quotidiano &#8211; hanno chiesto all&#8217;Italia di cambiare le regole sui licenziamenti individuali, ed il premier è intenzionato ad andare avanti anche senza l&#8217;accordo di tutti: leggi veti della Cgil e dei sindacati, ma anche di alcuni settori dei partiti che sostengono il governo. Questo spiega il crescente nervosismo con cui ci si avvicina agli appuntamenti della prossima settimana tra la Fornero e i rappresentanti di tutte le parti sociali: il governo ha deciso di incontrare separatamente le singole organizzazioni, facendo imbufalire la Camusso, che vi legge l&#8217;intenzione di non voler aprire alcuna trattativa. Questo è il percorso individuato dal governo, su uno schema che viene definito dal quotidiano di &#8220;dialogo sociale europeo&#8221;: si ascoltano le opinioni di tutti, ma poi si procede con i provvedimenti, senza negoziati. Secondo il quotidiano formalmente l&#8217;articolo 18 dello Statuto non sarà toccato: continuerà ad esser valido per i lavoratori a cui già si applica, ovvero quelli delle imprese con più di 15 dipendenti. Ma per i nuovi assunti, per i disoccupati, e per quanti lavoreranno per nuove aggregazioni aziendali, si seguirà la proposta del &#8220;contratto unico&#8221; presentata dal senatore e giuslavorista Pd Pietro Ichino: licenziamento individuale possibile per motivi economici, tecnici o organizzativi, ma al posto del reintegro nel posto di lavoro l&#8217;impresa corrisponderà al lavoratore una indennità economica decrescente nell&#8217;arco di un triennio durante il quale questi sarà impegnato in un piano di ricollococazione.<br />
Spiega <strong>il Corriere della Sera</strong> che la proposta di Ichino prevede per i neoassunti il contratto di lavoro unico a tempo indeterminato: punta quindi alla eliminazione di tutte le forme di contratto a tempo determinato &#8211; esclusi gli stagionali, le sostituzioni e pochi altri. In caso di licenziamento discriminatorio per motivi disciplinari, tutto rimarrebbe come oggi è previsto dall&#8217;articolo 18. Ma per la prima volta, verrebbe considerato giusta causa di licenziamento il &#8220;motivo economico&#8221; debitamente documentato. I lavoratori licenziati riceverebbero indennità di disoccupazione molto alte: 90 per cento del salario al primo anno, fino a decrescere fino al 70 per cento. Le indennità dovrebbero essere garantite in parte dalle casse dello Stato (Inps), in parte dalle stesse aziende: a queste ultime Ichino chiede un coinvolgimento diretto per il finanziamento di programmi di formazione professionale ai licenziati, finalizzato a riconversione e reinserimento nel mondo del lavoro.<br />
Ichino illustra la sua proposta sulle colonne del <strong>Sole 24 Ore</strong> (&#8220;La riforma è matura sul piano tecnico e politico&#8221;). Sullo stesso quotidiano anche un altro contributo, quello di Giuliano Cazzola e di Maurizio Castro.<br />
Una intera pagina del <strong>Corriere</strong> èdedicata proprio alle diverse proposte sulla questione: Sacconi (apprendistato fino a 3 e negoziazione decentrata), Cesare Damiano (niente modifiche all&#8217;articolo 18 e contratto prevalente per i giovani), proposta Boeri Nerozzi (percorso unico di inserimento e licenziamento veloce nei 36 mesi), proposta Marianna Madia (salario progressivo, a partire dal 65 per cento, e accordo misto su posto e formazione).<br />
Sullo stesso quotidiano il quirinalista Marzio Breda analizza le parole pronunciate ieri dal Presidente Napolitano a Napoli: &#8220;Vedo che c&#8217;è una necessità, ampiamente riconosciuta come comune, che è quella di ripensare tutto il tema degli ammortizzatori sociali e delle forme di sicurezza sociale&#8221;. Per Napolitano sarebbe utile &#8220;affrontare i nodi dell&#8217;accordo del 28 giugno tra le Confederazioni sindacali&#8221;, &#8220;sottoscritto da tutte le parti, nessuna esclusa&#8221;. Ed è &#8220;su quella strada&#8221; che secondo il capo dello Stato bisogna andare avanti: insomma, Napolitano &#8211; scrive Breda &#8211; si appella di nuovo alla responsabilità e cita l&#8217;intesa dell&#8217;estate scorsa per scongiurare l&#8217;eterna strategia dello stop and go e quei tenaci distinguo sui negoziati prima ancora che comincino. Per Napolitano è importante che si affermi uno slancio di iniziativa, anche perché dei sindacati ha detto: &#8220;non sono organizzazioni che difendono solo gli interessi della categoria, ma difendono insieme una certa visione dell&#8217;interesse generale del Paese&#8221;.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> un articolo sulla decisione del governo Monti di abolire ogni restrizione all&#8217;ingresso di lavoratori bulgari e romeni: si potranno stipulare i contratti di lavoro direttamente, per tutti gli ambiti professionali. Finora non avevano limiti particolari settori professionali come agricoltura, turistico-alberghiero, domestico, edile o stagionali. In tutti gli altri casi, per l&#8217;assunzione di un romeno  o di un bulgaro, si doveva chiedere l&#8217;autorizzazione allo sportello unico per l&#8217;immigrazione. In sintesi il governo non ha rinnovato le deroghe prima esistenti.<br />
<strong><br />
Tremonti, Profumo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intervistato dal <strong>Corriere della Sera</strong>, l&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti parla del governo Monti, delle manovra che ha varato, del suo rapporto con la politica. Dice: &#8220;Abbiamo avuto due tipi di berlusconismo: quello propriamente detto e l&#8217;antiberlusconismo&#8221;, ora &#8220;si attiverà un processo di disgregazione-riaggregazione creatrice&#8221;. Della situazione economica in Italia pensa che la crescita stia virando in recessione, anche per effetto del decreto &#8220;salva Italia&#8221;, troppo &#8220;fiscale e regressivo&#8221;; quanto alla credibilità del nostro Paese, &#8220;si vede, ma solo in Europa, non sul mercato finanziario, infatti lo spread è a quota 500&#8243;. Del governo di cui faceva parte e delle accuse di non aver saputo stimolare la crescita, dice che nel 2010 quella italiana &#8220;è stata certo inferiore a quella della Germania, ma pari a quella della Francia e superiore a quella della Gran Bretagna, e poi la crescita dipende da un complesso di fattori: tra questi c&#8217;è il governo, ma non solo il governo. Dipende dalla demografia, dalla geografia, dalla curva della storia. L&#8217;Italia ha una demografia avversa&#8221;, e &#8220;siamo un Paese duale&#8221;, in cui il nord cresce più della media e il sud cresce meno. Ricorda che tra il 2008 e io 2010 il governo Berlusconi &#8220;ha sfidato la fatale legge di gravità che spingeva in caduta tutti gli altri governi europei, ma a metà del 2010 è iniziato l&#8217;annus horribilis: per Tremonti è quello della rottura con Fini, della &#8220;illusione dei responsabili&#8221; (&#8220;pensando che per una maggioranza di governo basti un voto in un giorno su di un ramo del Parlamento su di un atto&#8221;). Il suo futuro politico è nel Pdl? &#8220;Sto riflettendo con serietà&#8221;, &#8220;non credo che la crisi consenta più formule one man company o liste antropomorfe&#8221;.<br />
Del comportamento della Lega dice che &#8220;fa opposizione&#8221; e che &#8220;non sarebbe salutare per la democrazia un consenso del 100 per cento&#8221;.<br />
Il Ministro dell&#8217;Istruzione Profumo viene intervistato dal <strong>Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Ricerca, motore di sviluppo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Costi della politica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scrive <strong>La Stampa</strong> che è scoppiata una bufera dopo la pubblicazione della relazione messa a punto dalla Commissione presieduta dal presidente dell&#8217;Istat Giovannini: era chiamata a confrontare i compensi dei parlamentari di sette Paesi dell&#8217;Unione europea, ed ha statuito che senatori e deputati italiani percepiscono l&#8217;indennità mensile lorda più alta d&#8217;Europa, ovvero 16 mila euro. Tuttavia, un altro dato emerso dal dossier è che il costo complessivo degli eletti al Parlamento non vede quelli italiani al vertice della classifica, poiché in Francia e in Germania è più alto. Vengono presi in considerazione altri fattori, come il prelievo fiscale (più basso) e il contributo per collaboratori e spese di rappresentanza (più alto). In difesa dei deputati è intervenuta la presidenza della Camera che &#8211; con una nota &#8211; ha fissato l&#8217;importo netto dell&#8217;indennità parlamentare a 5000 euro, tenuto conto delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali. Lo stesso quotidiano intervista il presidente Giovannini: &#8220;Il punto chiave &#8211; dice &#8211; è che il mandato dato alla Commissione era molto ampio, dovevamo esaminare 31 enti. La comparabilità dei datièstata inferiore rispetto alle attese. Pensare che si potesse fare una media con valori immediatamente confrontabili si è rivelata una illusione&#8221;. Ricorda ancora Giovannini: &#8220;Il Parlamento europeo, anni fa, aveva realizzato un approfondito lavoro di confronto delle indennità dei parlamentari europei di diverse nazionalità, ed ha impiegato due anni per terminarlo. Lo stesso vale per l&#8217;Ocse, che ha compiuto uno studio di confrontabilità tra i Ministeri.<br />
<strong><br />
Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inserto R2 de <strong>La Repubblica</strong> è dedicato all&#8217;Ungheria del premier conservatore Viktor Orban e alla protesta degli &#8220;indignati di Budapest&#8221;. Sarebbero in 100 mila a protestare contro quella che considerano la svolta autoritaria del premier. Secondo molti analisti il governo sta isolando il Paese dalla Unione Europea. Con reportage, in cui si spiega come venga considerata autoritaria la nuova Costituzione e quante leggi liberticide siano state approvate da una solida maggioranza di due terzi in Parlamento. Il quotidiano intervista la filosofa ungherese Agnes Heller: &#8220;L&#8217;Europa deve aiutarci, aiutando i media indipendenti poveri ostacolati dal regime&#8221;. Accusa il governo di aver abolito il sistema di check and balance costitutivo della democrazia.<br />
&#8220;Hey Europe, sorry about my prime minister&#8221;, &#8220;scusa Europa per il nostro primo ministro&#8221;, recitano i cartelloni immortalati dal <strong>Corriere della Sera</strong> durante le manifestazioni di protesta ungheresi. Nei giorni scorsi la segretaria Usa Clinton aveva duramente criticato il governo Orban ma i &#8220;70 mila di Budapest&#8221;, scrive il Corriere, si aspettano un passo dall&#8217;Europa. Un commento di Pierluigi Battista sottolinea come &#8220;ci siamo lasciati scavalcare dalla reazione di Hillary Clinton&#8221;: e Battista ricorda quanta &#8220;isteria del politicamente corretto&#8221; l&#8217;Europa abbia mostrato nei confronti di Haider. Poi Battista ricorda quanto sia stato burocratico, sciatto, il dossier Turchia sul rispetto dei diritti umani, che ha provocato il catastrofico risultato dell&#8217;allontanamento ritorsivo di Ankara dal modello europeo. E persino con Berlusconi parte della sinistra europea decise di giocare una partita politica che avesse nel rispetto delle procedure democratiche come nucleo di una battaglia contro la &#8220;destra&#8221;.<br />
Su <strong>La Stampa</strong> è Bruno Ventavoli a firmare l&#8217;analisi dedicata all&#8217;Ungheria, passando in rassegna il pacchetto di riforme previsto dalla nuova Costituzione, che prevede, tra l&#8217;altro,una Banca centrale sottomessa al potere politico al pari di Corte Costituzionale e media. Ventavoli ricorda che i dirigenti dell&#8217;attuale partito socialista possono essere processati retrospettivamente per crimini comunisti. E&#8217; l&#8217;antico morbo ungherese a prender piede: nei momenti di difficoltà l&#8217;Ungheria, &#8220;più che sentirsi parte del continente, rimarca la sua fiera alterità suicida, corroborata da quella lingua dolce e altaica che nessuno in Europa capisce&#8221;. Le riforme, la modernità, il mercato possono attendere: meglio affidarsi a miti imprecisi di purezza, di sacralità della terra, di uomini forti al comando.<br />
Su <strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Al premier Orban mancano troppi soldi per fare il duce magiaro&#8221;, dove si ricorda che tra pochi giorni è previsto un nuovo incontro informale tra il governo ungherese e il Fondo Monetario Internazionale, che fa pensare &#8220;molti&#8221; che il governo &#8220;finirà per rivedere alcune leggi&#8221;.<br />
<strong><br />
Mondo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Repubblica</strong> ampio spazio per le tensioni legate alle esercitazioni della marina iraniana nel golfo Persico. L&#8217;Iran ha minacciato di agire nel caso gli Usa decidano di rimandare nel Golfo Persico una portaerei, come era avvenuto in questi giorni. A Teheran intanto si è abbattuta una scure sul dissenso interno, nell&#8217;ambito di una lotta senza quartiere tra fautori del leader supremo Khamenei e sostenitori del presidente Ahmadinejad. Ieri è stata condannata a sei mesi di carcere e al divieto di attività politica per cinque anni la figlia dell&#8217;ex presidente Rafsanjani che, nelle presidenziali del 2009, era stata vicina ai &#8220;riformatori&#8221;. Sullo stesso quotidiano, la notizia che i taliban hanno deciso di aprire un ufficio in Qatar: &#8220;la trattativa con l&#8217;America alla luce del sole&#8221;, è la chiave di interpretazione de La Repubblica.<br />
Sul <strong>Sole 24 Ore</strong> è Roberto Bongiorni a dedicare una analisi a questa notizia: ieri sembra essersi aperto uno spiraglio, con l&#8217;annuncio da parte degli insorti legati ai talebani di aver raggiunto un accordo preliminare per la creazione di un ufficio politico i Qatar. In cambio si chiede la liberazione di alcuni detenuti di Guantanamo e questa ipotesi &#8211; secondo Bongiorni &#8211; sarebbe sostenuta da Washington ma osteggiata dal governo afghano. L&#8217;apertura di un ufficio fuori dall&#8217;afghanistan è ben visto dai funzionari occidentali, soprattutto dalle diplomazie di Germania e Usa, ed è considerato un passaggio chiave per progredire nella trattativa di pace. Ma la scelta del Qatar risponde all&#8217;esigenza di aprire un canale senza l&#8217;intermediazione del governo di Kabul.</p>
<p style="text-align: justify;">DA RASSEGNA ITALIANA, <em>di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</em></p>
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