<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Grey Panthers &#187; design</title>
	<atom:link href="http://www.grey-panthers.it/tag/design/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.grey-panthers.it</link>
	<description>il sito per gli over 50</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 11:20:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Gio Ponti, l’elegante versatilità di un maestro contemporaneo</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/gio-ponti-l%e2%80%99elegante-versatilita-di-un-maestro-contemporaneo/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/gio-ponti-l%e2%80%99elegante-versatilita-di-un-maestro-contemporaneo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 08:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[gio ponti]]></category>
		<category><![CDATA[grattacielo pirelli]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[triennale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=14687</guid>
		<description><![CDATA[Milano riscopre Gio Ponti con due mostre:  fino al 31 luglio 2011, l’esposizione al Grattacielo Pirelli (anch&#8217;esso firmato G.P.) ospita  “Il fascino della ceramica”, una raffinata collezione di ceramiche realizzate in particolare tra il 1923 e il 1930 per la manifattura Richard Ginori. Fino al 24 luglio, in Triennale si snoda, invece, un percorso di opere del grande maestro contemporaneo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Milano riscopre Gio Ponti con due mostre: </strong> fino al 31 luglio 2011, l’esposizione al Grattacielo Pirelli (anch&#8217;esso firmato G.P.) ospita  <strong>“Il fascino della ceramica”</strong>, <strong>una raffinata collezione di ceramiche</strong> <strong>realizzate in particolare tra il 1923 e il 1930 per la manifattura Richard Ginori</strong>. Fino al 24 luglio, in Triennale si snoda, invece, un percorso di opere del grande maestro contemporaneo: <strong>&#8220;Espressioni di Gio Ponti&#8221;.</strong></p>
<p>Gio Ponti (1891 – 1979)  assunse nel 1923 la direzione artistica della Manifattura Richard Ginori, stabilendo il suo ufficio nello stabilimento milanese di S. Cristoforo. Risale al 1923 la prima occasione pubblica di esporre le opere (ceramiche e maioliche) nella Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza. Successivamente Ponti presenterà le sue ceramiche per la Richard Ginori alla “Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes” a Parigi nel 1925, vincendo il “Gran Prix&#8221; .</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/vaso-ponti.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14693" title="vaso ponti" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/vaso-ponti-136x150.jpg" alt="" width="136" height="150" /></a>Nelle ceramiche di Ponti, si trovano elementi ispirati all’antichità greca, etrusca e romana e ad altri riferimenti culturali, quali la prospettiva rinascimentale, la teatralità e il gusto antiquario di derivazione palladiana, l’eleganza neoclassica. Vasi ornamentali, grandi ciste, urne, piatti mostrano nella produzione immaginata da Ponti figure isolate che si contrappongono a fondi di natura geometrica, o tali da evocare scene cittadine e vedute urbane. E ancora in questo universo sfilano donne tornite, sospese su architetture classiche, avvolte da sbuffi di nuvole, animali in corsa, clown e pierrot, barche che veleggiano su mari agitati. Ponti guarda con attenzione anche alle esperienze contemporanee con riferimenti alla metafisica, al Novecento, al futurismo: e si aggiunge fin dagli esordi una sottile vena di ironia.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/villa-caracas.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14697" title="villa caracas" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/villa-caracas-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ma <strong>Gio Ponti è stato un artista poliedrico e versatile</strong>: <strong>un architetto </strong>(con edifici realizzati e progettati in Italia e in Europa, ma anche in paesi extraeuropei, da Hong Kong a Denver, a Bagdad a Caracas, a San Paolo, a New York), <strong>un designer di fama mondiale, un noto teorico e critico dell’architettura</strong>: alla sua curiosità e al suo genio si devono le nascite della rivista “Domus” e della storica pubblicazione “Stile”, come un largo impegno nella ricerca dei legami tra l’architettura e le arti, compresa la loro promozione ed esposizione, che portò alla creazione della Prima Mostra Triennale di Milano nel 1933 e nel coordinamento di molte delle edizioni successive. È proprio per questo motivo che la <strong>Triennale gli dedica  una esposizione, “Espressioni di Gio Ponti”, fino al 24 luglio.</strong> </p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/sedia-gio-ponti.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14695" title="sedia gio ponti" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/sedia-gio-ponti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Attraverso<strong> oltre 250 tra disegni e dipinti, ceramiche e maioliche, mobili e oggetti, studi e modelli di architettura</strong>, l’esposizione vuole portare all’attenzione la ricca e complessa creatività pontiana che ha inizio negli anni Venti con la direzione artistica della società Richard-Ginori e si dipana per circa settant’anni nel campo dell’architettura, del design industriale, della produzione artigianale e artistica, senza dimenticare la ricerca e la comunicazione svolte nel campo delle arti.</p>
<p>In questo composito universo, si è voluto rendere simbolicamente esplicita la presenza di Ponti a Milano, attraverso alcuni modelli di studio e/o disegni relativi al primo edificio per la società Montecatini (1936), al grattacielo Pirelli (1956-1960), alla Chiesa progettata per l’ospedale San Carlo (1966), tra gli altri.</p>
<p><strong>L’apporto dell’architetto alla sua città si completa con la rassegna di progetti italiani e internazionali </strong>con un focus particolare sull’asse Italia-America, sia attraverso il lavoro di Ponti dedicato agli arredi delle navi transoceaniche, sia attraverso la citazione della Finestra arredata, un nuovo tipo di serramento realizzato tra il 1953 e il 1954, inteso come un omaggio a Philip Johnson e prodotto in forma di prototipo dalla società newyorchese Altamira.</p>
<p>I legami con gli Stati Uniti sono significativamente presenti nell’Auditorium del Time &amp; Life Building di New York (1959), nel Denver Art Museum (1971), nella cattedrale di Los Angeles (1967), che in mostra si aggiungono a noti progetti quali l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma (1954), la chiesa di San Carlo Borromeo a Milano (1966) e la Cattedrale della Gran Madre di Dio a Taranto (1970).</p>
<p>L’esposizione si completa con il display del modo di comunicare di Ponti attuato in scritti, dipinti, disegni raccolti in uno studio simbolico in cui si colgono i rimandi ai progetti realizzati e una dimensione intima e della persona, attraverso <strong>i filmati e le interviste</strong>.</p>
<p><strong>Gio Ponti, Il fascino della ceramica</strong>, presso il Grattacielo Pirelli, Via Fabio Filzi 22, dal 6 maggio al 31 luglio 2011; Ingresso gratuito; <strong>Orari: da martedì a venerdì 15.00 – 19.00; sabato e domenica 10.00 – 19.00; ultimo ingresso 18.30; chiuso il lunedì.</strong></p>
<p><strong>Espressioni di Gio Ponti, </strong>presso la Triennale di Milano, dal 6 maggio al 24 luglio 2011; Ingresso euro 8,00/6,50/5,50; <strong>Orari: martedì-domenica 10.30-20.30; giovedì e venerdì 10.30-23.00</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>In città, in cerca di Gio Ponti</strong></h3>
<p><strong>In occasione della mostra, la Triennale di Milano e il Politecnico di Milano in collaborazione con il Comune di Milano e con ATM, hanno predisposto la visita ad alcuni edifici noti di Ponti nella sua città con la possibilità unica di potervi entrare, guidati da esperti di architettura. </strong></p>
<p><strong>Calendario Itinerari:</strong></p>
<p><strong>Sabato 21 Maggio:</strong>1°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Grattacielo Pirelli, Montecatini 1 e Montecatini 2; 2°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Via Dezza, case tipiche in via Letizia e Chiesa di San Francesco al Fopponino.</p>
<p><strong>Sabato 28 Maggio</strong>: 1°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Grattacielo Pirelli e Politecnico (Nave + Trifoglio); 2°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Politecnico (Nave + Trifoglio), Montecatini 1 e 2, Palazzo Montedoria e casa Rasini (visita solo esterna con spiegazione);</p>
<p><strong>Sabato 11 Giugno: </strong>1°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Politecnico (Nave + Trifoglio) e Chiesa di San Luca Evangelista; 2°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Casa in via Domenichino, casa in via Brin, Casa Dessiè, Chiesa di San Carlo Borromeo.</p>
<p><strong>Sabato 18 Giugno</strong>: 1°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Grattacielo Pirelli, Montecatini 1 e Montecatini 2; 2°. &#8211; Ore 11.30 e ore 15.30 &#8211; Via Dezza, case tipiche in via Letizia e Chiesa di San Francesco al Fopponino.</p>
<p>Sul <a href="http://www.triennale.org">sito della Triennale</a>, tutte le indicazioni</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/gio-ponti-l%e2%80%99elegante-versatilita-di-un-maestro-contemporaneo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa dice: Ecodesign &amp; Energy Label</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/leuropa-dice-ecodesign-energy-label/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/leuropa-dice-ecodesign-energy-label/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 14:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Green News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Eco Design]]></category>
		<category><![CDATA[Energy Label]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[green economy]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=5375</guid>
		<description><![CDATA[LE NUOVE DIRETTIVE EUROPEE: ECODESIGN &#38; ENERGY LABEL La green economy aumenta la competitività europea- E&#8217; necessario divulgare i nuovi principi verdi sull&#8217;etichettatura Milano, 9 luglio 2010 &#8211; Una vera e propria rivoluzione del modo di produrre e consumare, per la crescita economica, l&#8217;occupazione e una migliore qualità di vita. A quest&#8217;approccio innovativo contribuiscono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>LE NUOVE DIRETTIVE EUROPEE: ECODESIGN &amp; ENERGY LABEL</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La green economy aumenta la competitività europea- E&#8217; necessario divulgare i nuovi principi verdi sull&#8217;etichettatura</p>
<p style="text-align: justify;">Milano, 9 luglio 2010 &#8211; Una vera e propria rivoluzione del modo di produrre e consumare, per la crescita economica, l&#8217;occupazione e una migliore qualità di vita. A quest&#8217;approccio innovativo contribuiscono le nuove direttive europee sul sistema di etichettatura &#8220;Ecolabelling&#8221; ed &#8220;Eco design&#8221;, che portano il mercato verso standard di eccellenza per efficienza e risparmio energetico. <strong>Le norme sono obbligatorie per tutti i prodotti che consumano elettricità come lampadine, lavatrici, ferri da stiro e apparecchi elettrodomestici in genere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se ne è parlato nel corso dell&#8217;evento &#8220;Le nuove direttive europee Ecodesign ed Energy Label&#8221; tenutosi a Milano venerdì 9 luglio 2010 e promosso dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea e dalla Fondazione EnergyLab, in collaborazione con l&#8217;Ufficio del Parlamento europeo. L&#8217;appuntamento fa parte del ciclo di seminari sulla green economy, avviato lo scorso aprile dalla Commissione europea ed EnergyLab.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Direttore della Rappresentanza della Commissione europea Carlo Corazza ha presentato le due direttive sottolineando non soltanto il loro impatto ambientale, ma anche le opportunità di mercato per le imprese europee: &#8220;Con misure come queste, l&#8217;Unione europea si pone all&#8217;avanguardia nei settori della green economy. L&#8217;influenza del mercato interno, il più grande al mondo, stimolerà i nostri concorrenti extraeuropei ad adeguarsi ai nostri standard&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvio Bosetti, Direttore generale di EnergyLab, sostiene con convinzione il nuovo approccio: &#8220;sarà un impegno della nostra Fondazione collaborare nella divulgazione dei principi di progettazione ed etichettatura così intelligentemente voluti e promossi dall&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche il Parlamento europeo ha voluto sottolineare l&#8217;importanza del nuovo sistema di etichettature ecocompatibili</strong>. Secondo Lara Comi, vicepresidente della Commissione mercato interno e consumatori e Licia Ronzulli della Commissione ambiente al Parlamento di Strasburgo, &#8220;la rivoluzione nei consumi deve partire dal basso, dai consumatori. <strong>Il cittadino informato è più consapevole della necessità di migliorare e ridurre i consumi</strong>&#8220;. Hanno poi discusso i dettagli delle nuove norme i rappresentanti delle imprese e associazioni di settore degli apparecchi domestici (EEPCA, Electrolux, Ceced, Aires e Philips) e dei consumatori (Consiglio europeo dei consumatori, Altroconsumo, Legambiente e Federconsumatori).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per informazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Commissione europea- Rappresentanza a Milano: tel: + 39 02 4675 141- <a href="mailto:matteo.fornara@ec.europa.eu">comm-rep-mil@ec.europa.eu</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/leuropa-dice-ecodesign-energy-label/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un &#8220;Rinascimento&#8221; per Milano: dalla stagnazione al declino?</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/un-rinascimento-per-milano-dalla-stagnazione-al-declino/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/un-rinascimento-per-milano-dalla-stagnazione-al-declino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 16:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[rinascimento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=3634</guid>
		<description><![CDATA[Milano e la Lombardia registrano da tempo una situazione di difficoltà. Mentre alcun gruppi di aziende hanno avviato processi d’innovazione che hanno consentito di migliorare le loro quote nell’export, e di reggere meglio la crisi dell’ultimo biennio, complessivamente si registra un arretramento della Lombardia nelle graduatorie internazionali per regioni. Naturalmente Milano resta comunque una piazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Milano e la Lombardia</strong> registrano da tempo una situazione di difficoltà. Mentre alcun gruppi di aziende hanno avviato processi d’innovazione che hanno consentito di migliorare le loro quote nell’export, e di reggere meglio la crisi dell’ultimo biennio, complessivamente si registra un arretramento della Lombardia nelle graduatorie internazionali per regioni. Naturalmente Milano resta comunque una piazza finanziaria importante. Vi sono situazioni di eccellenza in campo sanitario, in quello delle biotecnologie o della robotica. Ma il dato complessivo è di ristagno, di mancanza di slancio, di scarsa fiducia nel futuro. La crisi di funzionamento delle P.A. a cominciare dal Comune, ostacola lo sviluppo di iniziative innovative… Le lentezze dei processi decisionali condivisi hanno determinato ritardi incredibili per il decollo di infrastrutture stradali di cui si parla da venti o trent’anni: Brebemi, Pedemontana e TEM. Ma sul sistema del ferro regionale di FS e FNM le novità sono state pochissime e non rilevanti. Faticoso è anche lo sviluppo della rete metropolitana come dimostra l’ansiogena vicenda dei finanziamenti alle infrastrutture MM per l’Expo 2015. La rete del trasporto di superficie, largamente senza protezione è progressivamente sempre più inaffidabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi del sistema del trasporto dei pendolari non vede soluzioni a breve, mentre l’accessibilità della nuova Fiera di Rho/Pero e soprattutto di Malpensa, è ancora assai precaria. E quell’aeroporto stenta a uscire dalla crisi connessa alla vicenda Alitalia, dolorosa per il nord e anche per i contribuenti. Milano non è governata. Crisi di leadership del Sindaco e sfrangiamento della sua coalizione. La vicenda del PGT sta divenendo grottesca e pare che anche quella del bilancio 2010 sia male avviata (soprattutto per l’inaffidabilità della presenza in Consiglio della maggioranza). Il centro destra: l’illusione immobiliare e la perdita di autonomia della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Il centrodestra milanese affida tutte le sue speranze a quella che potremmo definire “l’illusione immobiliare”. La speranza cioè che alcuni grossi progetti immobiliari, come City Life o quello di Garibaldi/Repubblica, possano risolvere il rilancio di Milano. Illusione appunto come purtroppo dimostra la vicenda Santa Giulia dove non si capisce se la responsabilità sia più dell’operatore immobiliare o delle banche finanziatrici. Un’illusione culturalmente vecchia, arretrata e provinciale. Come l’idea di fare un tunnel autostradale di 14 Km. sotto la città! Delle innumerevoli riflessioni, della produzione culturale e anche i programmi elaborati in sede di Unione europea, a Milano non si è avuta eco alcuna nel dibattito politico. Ma Milano ha anche perso la sua autonomia. Non c’è scelta seppur minima che non venga rinviata alle decisioni di Palazzo Grazioli o di Arcore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per riqualificare la città occorre un “rinascimento”.</strong> La città ha bisogno di una complessiva e generale riqualificazione che deve essere sostenibile, ambientalmente e socialmente. Deve attuare processi di riqualificazione e trasformazione senza aumentare la pressione sull’ambiente. Deve garantire il raggiungimento di obiettivi con la condivisione dei fini e dei mezzi. Deve assegnare al Comune un ruolo di leadership per sviluppare politiche di coesione, integrazione e collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Milano ha bisogno di rinascere,</strong> ha bisogno di un sussulto di rinnovamento culturale, di crescita della coesione sociale, di una revisione della base economica urbana per fronteggiare la recessione in atto, della rivalutazione del patrimonio naturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le risorse per il “rinascimento”.</strong> Le risorse umane anzitutto, che significa dare priorità al principio della creatività promuovendo nuove forme di ricerca, organizzare piattaforme tematiche di connessione tra il mondo della ricerca, delle Università, della produzione, della commercializzazione, delle professioni. Se siamo entrati nella “economia della conoscenza” occorre usare il sapere per innovare. Organizzare spazi per la creatività: questo è il primo compito del Comune, per sollecitare una vera e propria rivoluzione culturale della società milanese. Non manca il patrimonio immobiliare pubblico per ospitare le sedi della creatività milanese. Basti pensare alle numerose sedi scolastiche chiuse per mancanza di bambini e ragazzi. Occorre quindi con la regia del Comune, sviluppare un’iniziativa corale di tutte le istituzioni culturali ed economiche, per promuovere la creatività, cioè il rinnovamento della classe dirigente della città. Questa è la prospettiva della nuova occupazione dei giovani e degli immigrati, oltre alla riconversione degli storici “blue and white collars” falcidiati dalla crisi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le risorse naturali, inoltre.</strong>Occorre avere un quadro delle risorse naturali disponibili, conoscere il “metabolismo urbano” di Milano: quanta acqua si consuma (e quanta se ne spreca), quanta energia si consuma e come si può ridurne il consumo (efficienza energetica urbana) come si può produrre energia da fonti rinnovabili, come ridurre le emissioni e i rifiuti, quanto verde va sviluppato nei processi di riqualificazione. Insomma conoscere l’”impronta” della città nel rapporto con le risorse naturali. Sapere come stanno le cose è la condizione per cambiare i comportamenti dei cittadini e della classe dirigente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le risorse fisiche.</strong> La riconversione urbana deve essere processo continuo che attivi i numerosi soggetti che sono di fatto coinvolti: la grande proprietà immobiliare a cominciare da Comune e Aler, i condominii, le società e gli operatori della grande distribuzione, le professioni e il sistema imprenditoriale. L’incremento dell’efficienza energetica degli edifici e delle infrastrutture è un fattore strategico della riconversione urbana, come pure la produzione di energia e di calore da fonti rinnovabili. Quanti pannelli fotovoltaici è possibile collocare sopra i gradi super e iper mercati della città? Non sarebbero investimenti a rapidissimo ammortamento?</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le infrastrutture debbono essere integrate. Occorre realizzare la telemedicina e la teledidattica. L’intermodalità dei sistemi di trasporto delle persone e delle merci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le risorse immateriali.</strong> Mentre le città giapponesi e coreane puntano, già da anni, sull’iperconnettività delle nuove reti a 100 Mb, qui siamo ancora alla faticosa diffusione dell’impiego delle linee di trasmissione via cavo. Eppure a Lisbona si era detto che bisogna puntare sulla e-society se si vuole rinnovare i saperi e i diritti di cittadinanza. Ad Helsinki e a Saragozza lo stanno facendo. Milano deve recuperare il tempo perduto. L’intera società milanese e lombarda deve essere coinvolta a questo fine, ridimensionando tutta la spesa improduttiva a cominciare dai mille cda di società fantomatiche che hanno il solo scopo di sottrarre potere decisionale alle Istituzioni democratiche e creare sistemi di potere alternativi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le risorse finanziarie.</strong>Lo sviluppo di un “green new deal” dedicato alla riconversione sostenibile della città richiede l’attivazione d’ingenti risorse ma che sono finalizzate a ridurre costi attuali non meno rilevanti. Si tratta quindi di sviluppare strumenti finanziari innovativi, frutto della collaborazione tra pubblico e privato, e finalizzato allo sviluppo di nuovi saperi e nuove infrastrutture, alla riduzione dei consumi. A Milano non mancano le competenze ma occorre che siano mobilitate in un rapporto con i matematici e statistici, che pure non mancano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le risorse quindi non mancano. Bisogna stimolarle per il “rinascimento di Milano. La sinistra deve avere grandi ambizioni se vuole tornare ad avere un ruolo di guida a Milano e in Lombardia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Maurizio Mottini</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da Arcipelago Milano n. 19 anno II</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/un-rinascimento-per-milano-dalla-stagnazione-al-declino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conversazione sul Design- 4 puntata</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-4-puntata/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-4-puntata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 06:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Dell'Acqua Bellavitis]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[ultima puntata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=900</guid>
		<description><![CDATA[Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. In questa quarta e ultima puntata, i temi attuali della sostenibilità, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. In questa quarta e ultima puntata, <strong>i temi attuali della sostenibilità, e molte idee che vengono dall&#8217;esperienza di altri Paesi, dalle quali forse sarebbe opportuno trarre ispirazione!</strong></strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">“In futuro avremo una società multietnica; cambieranno i parametri cromatici, cambierà il gusto, saremo meno minimal e più decorativi. Chi esporta  verso i Paesi dai quali provengono i nostri immigrati, per esempio nel settore dell’oreficeria, ha già una grande attenzione etnica nelle nuove collezioni: oro di un titolo molto più alto, molte pietre colorate, perché solo in Europa e in America si apprezzano e si usano i diamanti. Chi deve esportare verso quei Paesi ha già attivato alcune innovazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra qualche anno i figli di seconda generazione degli immigrati saranno un interessante mix, con un legame di esperienze personali in Italia e tradizioni familiari del Paese d’origine.</p>
<p style="text-align: justify;">La moda guarda da sempre al mercato globale, identifica così quali sono i trend da seguire: i pantaloni a vita bassa e larghi sono stati ispirati dalle popolazioni ispaniche degli Usa e dalle popolazioni islamiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche chi fa poltrone dovrebbe capire di un tessuto quale è la tattilità che è più apprezzata secondo i trend più nuovi. Guardando ad altri mondi, punto sul cuoio o sul tessuto? E che tipo di tessuto? Non è casuale che a un certo punto si diffondano certi colori. Pensiamo alle porcellane di corda intrecciata, pensiamo ai pizzi… si vedono oggi, ma sono stati decisi da tempo”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Un elemento che si diffonderà sarà è la trasformabilità dell’abito. Il vestito da ufficio che con poche varianti diventa elegante, la borsa da giorno che si trasforma in pochette. Così nell’arredo si svilupperanno elementi indoor,  che si possono portare outdoor nella bella stagione, perché hanno le rotelle e ci danno la possibilità di avere lo stesso tavolo, dentro e fuori, come serve”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale interpretazione dare, dal suo punto di vista, alla sostenibilità e al suo futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Dovrà essere una sostenibilità non di facciata, ma reale. Per intenderci, bisognerà vedere qual è l’intero impatto del ciclo produttivo e di manutenzione di un prodotto. Spesso si dice che sono processi sostenibili, ma poi non è vero. Faccio un esempio che viene dalla Germania: qui la coloritura della biancheria da letto non sbiancata, con colori naturali, è sicuramente di grande immagine ecologica. Però, per pulire i telai, occorrono degli acidi che sono più inquinanti della stampa tradizionale, del candeggio e degli altri processi. E va valutato anche il consumo di energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in tema di sostenibilità penso anche a società in cui la copresenza di minoranze etniche in totale contrapposizione può rappresentare una vera bomba inesplosa. Basta aver seguito la campagna elettorale in India, per capire che è una realtà di cui noi non riusciamo neppure a capire la portata. E pensare che c’è chi sposta i propri centri di produzione laggiù pensando di semplificare…La sostenibilità non è solo ambientale, ma è anche politica”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per finire, quali servizi ha visto funzionare qua e là nel mondo, che avrebbe voluto portare nel nostro Paese?</strong></p>
<ul>
<li>Da Hong Kong, il sistema aeroportuale: dall’aeroporto al centro città c’è un treno velocissimo, a totale sicurezza, con vagoni a doppia porta; la vettura si ferma e si apre dove hanno detto di posizionarsi. E quando si deve ripartire, si può fare il check-out  già in città, e trovare il bagaglio nello scalo d’arrivo. Un sogno.</li>
<li>A Madrid, la stazione ferroviaria di Atocha: non è un  suk commerciale, ma sembra la Gare de Paris Musée d&#8217;Orsay, a Parigi; si entra da un piano alto, dove c’è un parco di banane, palme e piante esotiche, poi si scende ai  treni e a tutti i servizi. Stazione funzionale e molto ben pensata</li>
<li>A Cordoba, in Spagna, i treni superveloci: qui si proiettano i film in lingua inglese e in castigliano; la cappelliera è trasparente, così si vede subito se si dimentica qualcosa; e c’è uno spazio molto  funzionale per disporre le valigie.</li>
<li>Dalla Gran Bretagna, la possibilità di prendere cittadinanza britannica. Si capisce davvero cosa vuol dire integrarsi in una società diversa: devi studiare e sapere le regole; cosa si paga per la televisione, se il tuo titolo di studio vale, come si ottiene la mutua; oltre a una minima conoscenza della storia e dei valori condivisi, come devi educare i tuoi figli e con quali libertà, come devi portar rispetto a tua moglie, come trattare gli animali domestici;.</li>
<li>Stati Uniti e Israele, come accogliere gli immigrati: quando arrivano li portano in città campione dove li istruiscono sulle regole del Paese che li ospiterà.</li>
<li>Spagna (sperimentale), la nettezza urbana. E’ un sistema tutto pneumatico sotto la città. Non c’è più la raccolta classica, ma bocchette differenziate, come da noi le acque bianche e nere.</li>
<li>Nord Europa, i marciapiedi smontabili e ispezionabili; come accade in Italia con le canaline elettriche. Si evitano continui lavori in corso.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Quante volte diciamo che basterebbe copiare. Forse si può.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-4-puntata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conversazione sul Design- 3 puntata</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-3-puntata/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-3-puntata/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 15:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Dell'Acqua Bellavitis]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=882</guid>
		<description><![CDATA[Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. In questa terza puntata, come sarà la casa del prossimo futuro. Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. In questa terza puntata, come sarà la casa del prossimo futuro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>Oggi c’è un modo diverso e consapevole di vivere la casa, utilizzando media e tecnologie capaci di soddisfare bisogni culturali e di wellness. Home Theather, pareti attrezzate come vere palestre, saune, bagni con piscina… cos’altro segnerà questo modo intenso di stare in casa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“La casa sta diventando sempre più fresca, flessibile, casa rifugio, di buon gusto, specie per chi può permetterselo. Per ‘volersi bene’, però, può bastare una cabina doccia con bagno turco che ormai costa anche meno di un piatto doccia e di una serie di rubinetti di buona marca. Nei prossimi anni non avremo tutti il mito della Spa, ma avremo una serie di prodotti accessibili che ci permetteranno di considerare anche il momento del relax, in bagno, come tempo dedicato a se stessi. E chi non potrà dilatare lo spazio, sceglierà dotazioni giuste anche per un bagno piccolo”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Stanno cambiando anche gli spazi luce. Cresce l’attenzione per i corpi illuminanti, per l’effetto luce; la casa diventa palcoscenico del proprio umore; cambierò colore, atmosfera (gioiosa se ci sono amici, rilassante e soffusa, la sera, per essere indotti alla lettura). Non cambierà tanto a livello di struttura, ma sarà profondamente diversa nei diversi spazi della casa, docile alle nostre diverse attività. Spariranno le lampadine tradizionali, dovremo avere nuovi corpi illuminanti a risparmio energetico, che si adattano già in buona parte ai nostri lampadari, con un effetto luminoso diverso”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Avremo sempre più impianti domotici in casa, quindi modificheremo il consumo della luce, la moduleremo meglio. Avremo un pulsante che stacca tutti gli elettrodomestici in stand by, per ottenere maggior di risparmio. Negli anni 60 quando si parlava di casa domotica si pensava a realtà quasi spaziali, oggi sappiamo che è una casa apparentemente normale, che ha tutti gli impianti nascosti, regolabili con intelligenza. Ma non è tutto: oggi ci sono realtà geografiche dove ancora si deve usare la stufa: ce ne sono di nuovi tipi a pallet, che, caricata una volta al giorno, regolano il consumo del carburante e assicurano il calore anche attraverso termosifoni. Rivisitato completamente anche il mondo dei camini, oggi riscaldanti, che permettono di spendere 200 euro l’anno a Sud e 800  a Nord per scaldare una casa monofamiliare”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La tendenza più sentita e comunque emergente, in questi anni, è vivere outdoor, stare fuori casa, frequentare la città come territorio che comunica, che permette esperienze. Spesso, però, occorre fare una valutazione critica degli spazi urbani: servizi pubblici insufficienti, poco verde, aria pessima, poche panchine e aree pedonalizzate…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Solo la dimensione medio piccola di città come Genova, Parma, Siena facilita un rapporto giusto con l’esterno e quindi con la natura. Milano non è rappresentativa della realtà italiana. A Milano, Torino, Venezia, c’è un grosso ritardo nel rinnovamento infrastrutturale: le autostrade non reggono il peso dei trasporti, quindi occorrerebbe fare inversione di tendenza e portare tutto su rotaia, o davvero accelerare il potenziamento autostradale. A livello urbano, ci sono troppe auto, ma non ci sono reti metropolitane sufficienti e mezzi di trasporto efficienti. Oggi la vita a Milano è molto scomoda; si parcheggia male, ma spesso non ci sono alternative; i costi delle multe sono molto elevati, e le multe spesso vengono date anche con severità eccessiva. E’ una città non pensata e non curata. La metropolitana, ad esempio, non accetta i flussi quando c’è una fiera.</p>
<p style="text-align: justify;">La città va compartimentata, pensata non solo in funzione del centro, ma di tutta la sua estensione, anche nelle aeree collaterali di sosta, che vanno opportunamente individuate, pensando che ormai è antistorico credere che le persone rinuncino alle automobili. Si potrebbe pensare, però, a licenze di taxi e costi agevolati così da facilitarne l’uso. Va ribaltato il modo di pensare all’auto. A NY c’è gente che non ha l’auto, e la usa solo per uscire dalla città durante il fine settimana, con la formula car sharing. L’auto non è più proprietà, ma servizio. A Milano, per esempio, funziona bene l’autobus prenotabile per la sera.  Occorre pensare a una politica di design dei servizi, Una politica sinceramente friendly.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è proprio una delle frontiere cui guardiamo noi architetti: il design dei servizi e il design del suono”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Tra le Mostre prodotte dalla Fondazione Museo del Design ce n’è una che fa riflettere sul rumore degli oggetti: quando si apre Windows sul computer, lo si sente e lo si riconosce anche dalla stanza accanto; quando si chiude la portiera dell’auto il suo secco rumore fa pensare di aver speso bene i propri soldi. Al Politecnico lavoriamo con grandi aziende su vari tipi di scenari futuri, per esempio per progettare lavatrici più ergonomiche per anziani; studiamo anche il rumore della ruota dei programmi: un rumore che oggi si potrebbe anche evitare.  Andiamo verso un mondo di modulazione del rumore. C’è una progettazione consapevole di messaggio sonoro, che è uno strumento di comunicazione. Così per il messaggio olfattivo. Entrambi arrivano prima del messaggio visivo. Se penso alla lavatrice per gli anziani, non richiederà che mi inforco gli occhiali per selezionare il programma, ma sarà la lavatrice intelligente a capire, dalla tipologia del tessuto inserito in lavaggio, quale programma selezionare. Rispetto ai nuovi trend sono più sensibili i produttori di elettrodomestici, per esempio, rispetto a quelli degli imbottiti, che producono ancora divani sicuramente non adatti a un pubblico di anziani”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*Arturo Dell’Acqua Bellavitis</strong></p>
<address style="text-align: justify;"><em>Un curriculum difficile da sintetizzare e una mobilità operativa, in Italia e all’estero, senza limiti. È appena tornato dal Brasile, parte per l’Australia, quando rientrerà sarà la volta dell’India (e dappertutto sono convegni, lezioni, seminari, accordi per promuovere le attività istituzionali di cui si occupa) e, poi, di nuovo a Milano, tra lezioni, discussioni di laurea, rapporti con studenti e design stranieri arrivati nel nostro Paese, alla conquista di quel gusto (quello dei bravi artigiani italiani) che ha conquistato il mondo…</em></address>
<address style="text-align: justify;"><em>Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Presidente del corso di laurea in Fashion Design e professore ordinario di Disegno Industriale, nonché Direttore del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, è anche Vicepresidente della Fondazione Triennale di Milano ed estensore del progetto del Museo del Design (della cui Fondazione è oggi Presidente). Inevitabile chiedergli in quale di questi ruoli si destreggia con maggior passione“Essere Presidente nella Fondazione Museo del Design significa confrontarmi sulla progettazione, ma soprattutto assumere una carica onorifica. In Triennale ci sono un Direttore scientifico del Museo, un Direttore della Fondazione, ci sono autorevoli curatori scientifici… a me spetta anche la delicatezza di valorizzare e salvaguardare i ruoli di tutte queste persone e quindi spesso di fare anche qualche passo indietro”“Al Politecnico, essere Direttore di Indaco è soprattutto una qualifica di operatività, una carica per cui sono stato eletto da tanta gente. Se il consenso può essere considerato un parametro del mio impegno, quella universitaria è certamente un’operatività oggi più pressante, che richiede scelte culturali e di strategia, in cui credo molto.Nel Dipartimento, sono indotto a prendere posizione, a volte anche in modo impopolare. Personalmente, però, sono un interventista, e questo è un aspetto del mio carattere che mi piace. Non risolvo i problemi del mondo, ma quando me ne andrò dall’Università, so che lascerò un Dipartimento più strutturato, più legato all’Ateneo, più produttivo in termini di ricerca e di valorizzazione delle risorse umane”.</em></address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-3-puntata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conversazione sul Design- 2 puntata</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-2-puntata/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-2-puntata/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 05:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Dell'Acqua Bellavitis]]></category>
		<category><![CDATA[Conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=873</guid>
		<description><![CDATA[Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. In questa seconda puntata, la responsabilità di creativi e aziende]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. In questa seconda puntata, la responsabilità di creativi e aziende</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nuovo allestimento in Triennale, nel Museo del Design, può aiutare a capire meglio anche le aziende che producono Design?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Serie &#8211; fuori Serie è la metafora della stretta connessione che esiste tra la produzione seriale e il pezzo speciale, unico. Spesso un pezzo originale e unico è stato alla base di una produzione diventata seriale. Molte aziende italiane sono nate così. La Lualdi, per esempio, top di gamma per le porte, produceva arredi su misura; a un certo punto, con l’architetto Caccia Dominioni, ha costruito un tipo di porta per  casa Pirelli, che poi è stata messa in produzione e ha avuto successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la Serie tende ad andare verso il fuori Serie, cioè verso il prodotto personalizzato. Bisazza, ad esempio, produce tesserine in mosaico vetroso che hanno una gamma di oltre 180 colori; ognuno sceglie la percentuale delle tonalità preferite: verde smeraldo, verde giada, una punta di turchese; dopo 15 giorni trova in negozio un metro quadro del ‘proprio’ rivestimento. Piastrelle prodotte industrialmente, ma assemblate in modo che ciascun rivestimento diventa unico. Così la Serie diventa fuori Serie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella moda succede già: si chiede una marca e poi si sceglie una soluzione decorativa per un paio di scarpe assolutamente personalizzate. Anche qui un processo seriale per una produzione ad personam. Serie &#8211; fuori Serie convivono per fasce di mercato diverse”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Sembrerebbe che anche i negozi debbano assecondare questa variabilità e diventare più duttili…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Certamente. Lo vediamo nei corsi che teniamo in Università per le nuove generazioni di proprietari di negozi d’arredamento: è un corso molto professionalizzante, che permette di scoprire scenari interessantissimi di nuovi concept di negozio. Ma lo abbiamo visto anche al Salone del Mobile di Milano di quest’anno, dove, per esempio, l’Azienda Lago, del Veneto (che ogni anno fa + 15% di fatturato, nonostante i tempi difficili), ha presentato una nuova formula distributiva, che risolve il problema del campionario, che di solito resta in esposizione un anno. Questa azienda garantisce ai propri rivenditori monomarca ogni sei mesi un rinnovo completo di arredi, con una spesa di 7000 euro l’anno per un negozio di 200 metri quadri. I mobili ritirati finiscono in un outlet e il rivenditore ha il negozio rinnovato due volte l’anno. E’ sicuramente una formula intelligente. Al Salone è stato proposto anche un appartamento-negozio, una sorta di casa vera, tipo reality, dove si mangiava in cucina…, si chiacchierava in salotto… È un’idea nuova di negozio non su strada. Altro modo nuovo di vendere: a Pollenzo, c’è un gruppo di acquisto, Arredanet. Sono quasi 50 negozi in Italia. Hanno un bellissimo catalogo, con mobili non griffati, bianchi, a costi competitivi, con qualche pezzo di design. Sono case reali, accattivanti. E sono arredi che crescono ed evolvono durante la vita della famiglia. Andare incontro alla gente, insomma, funziona; e funziona la politica dell’informazione, dei servizi, non degli sconti. Le aziende devono formare i rivenditori, dare strumenti di dialogo con il cliente”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Mobilità, rinnovamento… di cos’altro dovrebbero tener conto oggi i produttori?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Non dovrebbero pensare, nell’arredo, a un prodotto come singolo pezzo, ma in termini di sistema, come famiglia di pezzi, dunque. Per esempio, si può produrre industrialmente la scocca di una seduta e poi le parti che poggiano a terra possono avere una gamma di soluzioni diverse. La stessa scocca può diventare sgabello, seduta, seduta da ufficio, poltroncina, con piedi diversi, con carattere diversi. Molti produttori pensano troppo spesso a oggetti singoli, oggetti scultorei. In certe fasce di mercato questo può andar bene, ma non in tutte”.</p>
<p style="text-align: justify;">“I produttori dovrebbero pensare in termini di servizio lungo tutta la filiera: da come si costruisce il pezzo, a che arrivi in fretta in negozio, nei giusti modi, che venga montato a regola d’arte… ma anche in termini di servizio post vendita. Facciamo un esempio: poltrona Frau. Fa il top di gamma; i suoi salotti sono talmente buoni che in una vita se ne compra uno, oppure se ne compra un altro per la seconda casa, per un matrimonio del figlio… allora, per fidelizzare la clientela, hanno inventato dei set di cere, in dotazione all’acquisto, per la manutenzione. Ciò crea un rapporto tattile tra chi acquista il prodotto e la manutenzione stessa del prodotto. La cera finisce, si torna al punto vendita e nel negozio si trovano oggettistica, cornici, cesti per la legna, oggetti che stanno nei dintorni del divano. E poi fanno eventi, in co-brand. Il negozio diventa propulsore di iniziative mondane o culturali, che fidelizzano e gratificano la clientela. Non tutti, certo, sono Frau. A livello più semplice, allora, i negozi inventano eventi legati alla festa di paese, a un’occasione cittadina. A Trento, per segnare il legame con la tradizione, un negozio di arredi ha seguito la festa delle mele, non prefigurando scenari effimeri, ma ‘quinte’ ricche di sentiment”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Pensando alle case di primo impianto i produttori dovrebbero realizzare sistemi d’arredo che durino nel tempo e che siano flessibili, anche senza essere fortemente specializzati; una parete attrezzata nella prima casa può diventare libreria nella camera dei figli, anni dopo. Pensano già così Doimo e il friulano Calligaris”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*Arturo Dell’Acqua Bellavitis</strong></p>
<address style="text-align: justify;"><em>Un curriculum difficile da sintetizzare e una mobilità operativa, in Italia e all’estero, senza limiti. È appena tornato dal Brasile, parte per l’Australia, quando rientrerà sarà la volta dell’India (e dappertutto sono convegni, lezioni, seminari, accordi per promuovere le attività istituzionali di cui si occupa) e, poi, di nuovo a Milano, tra lezioni, discussioni di laurea, rapporti con studenti e design stranieri arrivati nel nostro Paese, alla conquista di quel gusto (quello dei bravi artigiani italiani) che ha conquistato il mondo…</em></address>
<address style="text-align: justify;"><em>Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Presidente del corso di laurea in Fashion Design e professore ordinario di Disegno Industriale, nonché Direttore del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, è anche Vicepresidente della Fondazione Triennale di Milano ed estensore del progetto del Museo del Design (della cui Fondazione è oggi Presidente). Inevitabile chiedergli in quale di questi ruoli si destreggia con maggior passione“Essere Presidente nella Fondazione Museo del Design significa confrontarmi sulla progettazione, ma soprattutto assumere una carica onorifica. In Triennale ci sono un Direttore scientifico del Museo, un Direttore della Fondazione, ci sono autorevoli curatori scientifici… a me spetta anche la delicatezza di valorizzare e salvaguardare i ruoli di tutte queste persone e quindi spesso di fare anche qualche passo indietro”“Al Politecnico, essere Direttore di Indaco è soprattutto una qualifica di operatività, una carica per cui sono stato eletto da tanta gente. Se il consenso può essere considerato un parametro del mio impegno, quella universitaria è certamente un’operatività oggi più pressante, che richiede scelte culturali e di strategia, in cui credo molto.Nel Dipartimento, sono indotto a prendere posizione, a volte anche in modo impopolare. Personalmente, però, sono un interventista, e questo è un aspetto del mio carattere che mi piace. Non risolvo i problemi del mondo, ma quando me ne andrò dall’Università, so che lascerò un Dipartimento più strutturato, più legato all’Ateneo, più produttivo in termini di ricerca e di valorizzazione delle risorse umane”.</em></address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-2-puntata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conversazione sul Design- 1 puntata</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-1-puntata/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-1-puntata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
		<category><![CDATA[architetto]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Dell'Acqua Bellavitis]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[prima puntata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=863</guid>
		<description><![CDATA[Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. Ed è anche l’occasione per capire finalmente come mai in Italia la popolazione media, quella che oggi sente in sofferenza il proprio potere d’acquisto, sia refrattaria al Design, lo percepisca come freddo e cerebrale, poco pratico, troppo caro, talvolta persino non ergonomico…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Design, Casa, Ambiente… argomenti interessanti per grey panther che stanno al passo con i tempi e vogliono capire nuovi trend e tendenze. E, allora, ecco una chiacchierata con un architetto d’eccezione: Arturo Dell’Acqua Bellavitis*, che di questi argomenti conosce tutte le possibili accezioni. Ed è anche l’occasione per capire finalmente come mai in Italia la popolazione media, quella che oggi sente in sofferenza il proprio potere d’acquisto, sia refrattaria al Design, lo percepisca come freddo e cerebrale, poco pratico, troppo caro, talvolta persino non ergonomico…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“La maggior parte delle persone considera il Design solo relativamente all’arredo e agli apparecchi illuminotecnici, ne valuta unicamente le componenti espressive, estetiche, i fatti morfologici. Il messaggio da veicolare è un altro: il Design ci coinvolge in toto, in ogni momento. Da quando al mattino facciamo colazione: ad esempio, la forma del biscotto, l’impasto stesso, sono progetti codificati. La confezione Tetrapac del latte ha richiesto un intervento di ideazione preciso, in funzione di un processo produttivo. In ogni momento il Design è intorno a noi, molto più a portata di mano di quanto pensiamo, più ‘facile’, più economico. Quello che noi pensiamo come Design è un settore limitatissimo di tutto il comparto, di grande immagine, certamente, ma che non esaurisce il tema.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Design, invece, è una catena di lavoro, che parte dal Progetto (che permette di prefigurare i bisogni futuri degli utenti, e i bisogni reali che talvolta non vengono neppure espressi), si compie in una Soluzione di Progetto, quindi richiede un dialogo con un produttore che ci creda, e con l’impiego di una vasta serie di professionisti: il modellista, i tecnici legati all’ingegnerizzazione del prodotto, alla loro distribuzione. La distribuzione, per esempio, è importantissima: circa 20 anni fa Nanni Strada progettò i vestiti ‘stropicciati’. Non aveva una rete distributiva efficace e così questi abiti sono arrivati solo a pochi happy few. Issey Miyake, dodici anni dopo, ha preso lo stesso progetto e ne ha fatto un successo mondiale. Grazie alla distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">I giovani non devono puntare a fare il Designer e diventare stilista, ma con un’attenta lettura delle proprie capacità possono inserirsi in modo efficace nella filiera produttiva, che dà lavoro e molte soddisfazioni. L’immagine falsa e superficiale del Designer serve forse solo ad alimentare un mito.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo settore di fatto si regge gran parte della nostra economia, perché noi siamo fondamentalmente un Paese manifatturiero: Il Brand Italia e soprattutto il Brand Milano, all’estero, è sinonimo di buon gusto, di Moda e Design. Questo successo indirettamente aiuta una serie di realtà. Chi produce macchinari per fabbricare le piastrelle italiane, per il solo fatto di contribuire a questa produzione di qualità, vede i suoi impianti i richiesti in Cina e in Giappone”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il messaggio arriva forte e chiaro, eppure resta difficile credere a un Design democratico…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“La mostra scelta quest’anno dalla Triennale a Milano &#8211; Serie &#8211; fuori Serie &#8211; intende proprio far capire cos’è il Design democratico; e si comprende anche come i grandi brand italiani, per riuscire a vendere il prodotto italiano ai costi di produzione, si siano posizionati su quotazioni sempre più alte. Il Design della Ricostruzione, dagli anni Cinquanta in poi, aveva un’ideologia forte: quella di offrire un buon prodotto per tutte le tasche. Pensiamo alla superleggera di Ponti: era  una seduta che la buona borghesia poteva permettersi. Oggi una superleggera costa 1200 euro, ed è evidente che non è per tutti. Le materie plastiche, nate con Moplen, innovative dal punto di vista tecnologico, si presentavano come un buon prodotto di larga diffusione, che poteva alimentare una produzione popolare. Poi il materiale è stato sfruttato a livello industriale ed è diventato un marchio prezioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tradito per i costi elevati della nostra mano d’opera, non valorizzato nella catena distributiva in Italia (troppi negozi e troppo piccoli) il Design popolare italiano non è cresciuto come avrebbe potuto. E d’altra parte, nel contempo, c’era sempre un segmento del mercato mondiale che comprava i nostri prodotti a qualsiasi prezzo”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*Arturo Dell’Acqua Bellavitis</strong></p>
<address style="text-align: justify;"><em>Un curriculum difficile da sintetizzare e una mobilità operativa, in Italia e all’estero, senza limiti. È appena tornato dal Brasile, parte per l’Australia, quando rientrerà sarà la volta dell’India (e dappertutto sono convegni, lezioni, seminari, accordi per promuovere le attività istituzionali di cui si occupa) e, poi, di nuovo a Milano, tra lezioni, discussioni di laurea, rapporti con studenti e design stranieri arrivati nel nostro Paese, alla conquista di quel gusto (quello dei bravi artigiani italiani) che ha conquistato il mondo…</em></address>
<address style="text-align: justify;"><em>Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Presidente del corso di laurea in Fashion Design e professore ordinario di Disegno Industriale, nonché Direttore del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, è anche Vicepresidente della Fondazione Triennale di Milano ed estensore del progetto del Museo del Design (della cui Fondazione è oggi Presidente). Inevitabile chiedergli in quale di questi ruoli si destreggia con maggior passione“Essere Presidente nella Fondazione Museo del Design significa confrontarmi sulla progettazione, ma soprattutto assumere una carica onorifica. In Triennale ci sono un Direttore scientifico del Museo, un Direttore della Fondazione, ci sono autorevoli curatori scientifici… a me spetta anche la delicatezza di valorizzare e salvaguardare i ruoli di tutte queste persone e quindi spesso di fare anche qualche passo indietro”“Al Politecnico, essere Direttore di Indaco è soprattutto una qualifica di operatività, una carica per cui sono stato eletto da tanta gente. Se il consenso può essere considerato un parametro del mio impegno, quella universitaria è certamente un’operatività oggi più pressante, che richiede scelte culturali e di strategia, in cui credo molto.Nel Dipartimento, sono indotto a prendere posizione, a volte anche in modo impopolare. Personalmente, però, sono un interventista, e questo è un aspetto del mio carattere che mi piace. Non risolvo i problemi del mondo, ma quando me ne andrò dall’Università, so che lascerò un Dipartimento più strutturato, più legato all’Ateneo, più produttivo in termini di ricerca e di valorizzazione delle risorse umane”.</em></address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/conversazione-sul-design-1-puntata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Venezia contemporanea &#8211; la guida</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/venezia-contemporanea-la-guida/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/venezia-contemporanea-la-guida/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 12:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[alberghi]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[over50]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=409</guid>
		<description><![CDATA[Ristoranti Avogaria -Indirizzo: Dorsoduro 1629 &#8211; Tel. 041.2960491- Chiusura: martedì- Coperti: 80- Carte di credito: tutte -Conto: 35 euro, bevande escluse Centrale - indirizzo: Piscina Frezzeria, San Marco 1659/b- tel. 041.2960664 Fax 041.2417644- Coperti: 80 &#8211; Chiusura: sempre aperto- Carte di credito: tutte- Conto: 55 euro, bevande escluse Bacaro- Indirizzo San Marco 1345 &#8211; Tel. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong>Ristoranti</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong><a href="www.avogaria.com" target="_self">Avogaria</a> -</strong>Indirizzo: Dorsoduro 1629 &#8211; Tel. 041.2960491- Chiusura: martedì- Coperti: 80- Carte di credito: tutte -Conto: 35 euro, bevande escluse</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong>Centrale -</strong> indirizzo: Piscina Frezzeria, San Marco 1659/b- tel. 041.2960664</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Fax 041.2417644- Coperti: 80 &#8211; Chiusura: sempre aperto- Carte di credito: tutte- Conto: 55 euro, bevande escluse</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong>Bacaro</strong>- Indirizzo San Marco 1345 &#8211; Tel. 0412960687- Coperti: 120 -Chiusura: sempre aperto &#8211; Carte di credito: tutte &#8211; Conto: 55 euro, bevande escluse</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong>Alberghi</strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong><a href="www.capozzovenice.com" target="_self">Ca’ Pozzo</a><br />
</strong>L’edificio, defilato e tranquillo, si trova a breve distanza dalla stazione ferroviaria, nella pittoresca zona del Ghetto Vecchio rivolta verso Cannaregio. Composto da vari stabili affacciati su una corte e su alcuni cortiletti interni, è stato ristrutturato e adattato per l’accoglienza dei turisti, secondo una versione moderna e raffinata del concetto di affittacamere (prima categoria). L’esercizio opera dal dicembre del 2003 e offre agli ospiti il servizio di pernottamento e colazione. Lo stile del complesso è moderno e minimalista, ma la ristrutturazione ha mantenuto inalterati alcuni particolari architettonici degli ambienti, disposti su vari livelli, alcuni con travi a vista. Nelle camere, i toni pastello delle pareti e dei tessuti, le luci moderne e gli arredi lineari in legno wengé si armonizzano con grandi quadri astratti e sculture di giovani artisti italiani. Curati gli ambienti dei bagni, ben accessoriate le stanze, ciascuna con aria condizionata, tv satellitare, schermo ultrapiatto lcd e connessione a internet.<br />
Indirizzo: Sottoportego Ca’ Pozzo, 1279 Cannaregio- Tel. 041.524.0504<br />
Fax 041.524.4099 &#8211; Email info@capozzovenice.com<span style="color: #000000;">- </span>Stanze 16- Disabili sì- animali sì- carte di credito tutte tranne Diners- prezzo: 150 euro la doppia con colazione</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong><a href="www.hotelsantelena.com" target="_self">Sant&#8217;Elena</a></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">L’hotel è situato nel quartiere residenziale di Sant’Elena, sulla punta est della città, adiacente ai Giardini della Biennale. La zona, tranquilla e immersa nel verde, è di recente urbanizzazione (primi decenni del Novecento); l’edificio, nato come istituto religioso, conserva i tratti razionali e puliti dell’architettura del Ventennio. La ristrutturazione ha mantenuto gli ampi volumi originari, il romantico giardino interno (a disposizione degli ospiti), i marmi e le decorazioni dell’epoca. Le stanze sono spaziose e piene di luce, con arredi moderni e rigorosi; i mobili sono in legno scuro e i tessuti nei toni delicati dell’avorio e del grigio. Opere di arte contemporanea decorano camere e ambienti comuni. Il servizio è di ottimo livello, il personale attento e professionale. San Marco si raggiunge in dieci minuti di vaporetto o con una piacevole passeggiata di venti minuti; a breve distanza anche il Lido.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Indirizzo: Calle Buccari 10, Sant’Elena- Tel. 041.2717811- Fax 041.2771569</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Email <a href="mailto:mailbox@hotelsantelena.com">mailbox@hotelsantelena.com</a>- Stanze 76- Disabili sì- Animali sì- Carte di Credito: tutte- Prezzo: 210 euro per la doppia con colazione</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong><a href="www.dd724.it" target="_self">DD.724</a></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">La sigla di questa locanda non è altro che l’abbreviazione dell’indirizzo; ma già questo è un indizio del carattere riservato ed esclusivo del luogo. Chiara Bocchini, volitiva ideatrice e attenta titolare, ne vuole mantenere lo spirito di “casa per gli amici”, con l’intimità e la familiarità indispensabili all’atmosfera. L’edificio, una antica casa veneziana, è situato nel silenzioso e raccolto quartiere degli artisti, adiacente alla Collezione Guggenheim e a pochi isolati dall’Accademia e dalla Chiesa della Salute. Strutture, spazi e materiali hanno mantenuto il sapore della storia (come le travi a vista e il labirintico percorso dei corridoi), ma l’aura degli interni è ispirata al più composto minimalismo, non senza tocchi di charme nelle luci soffuse, negli arredi giocati sul beige e sul marrone, nelle opere di arte contemporanea scelte con gusto e disposte come in una piccola galleria domestica. Discrezione e classe sono le cifre distintive della piccola locanda, a cui si aggiungono l’informalità rispettosa e la disponibilità del personale. Indirizzo: Dorsoduro 724- Tel. 041.2770262</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Fax 041.2960633- Email <a href="mailto:info@dd724.it">info@dd724.it</a>- Stanze 7- Animali sì- Carte di Credito: tutte- Prezzo: 220 euro per la doppia standard con colazione</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong><a href="www.camariaadele.it" target="_self">Ca Maria Adele</a></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Un sogno contemporaneo alla veneziana: così può essere definita questa recentissima (marzo 2004) e lussuosa locanda, nata dalla determinazione dei giovani fratelli Nicola e Alessio Campa, muranesi doc (il nonno possedeva una nota fornace), che hanno realizzato un luogo magico e insolito nel cuore della Venezia più incantata. La posizione è straordinaria, a fianco della chiesa della Salute, a Dorsoduro, tra signorili e quiete residenze; l’edificio ha un’entrata d’acqua e una di terra e dalle finestre la vista si apre sia sul Canal Grande, sia su quello della Giudecca. La casa risale al Cinquecento e la ristrutturazione ha richiesto un notevole lavoro di risanamento: gli spazi ricavati non hanno perso l’antico fascino, arredati e decorati secondo uno stile eclettico che mescola memorie antiche (broccati e lampadari di Murano) con tratti moderni e lineari (come l’ambiente della reception, affacciato sull’entrata d’acqua, in pietra e marmo, o i bei mobili in legno africano). Tra le stanze, tutte intime e accoglienti, alcune (più costose) sviluppano temi storici (i Dogi, i Mori) e spunti coloristici (il bianco dei marmi, il blu dell’Oriente, il nero). Notevoli l’attenzione e la cortesia del personale nei riguardi degli ospiti.- Indirizzo: Dorsoduro 111- Tel. 041.5203078- Fax 041.5289013- <span style="color: #000000;">Email <a href="mailto:info@camariaadele.it">info@camariaadele.it</a> &#8211; </span>Stanze 14- Animali sì- Carte di Credito: tutte- Prezzo: 308 euro per la doppia (double classic) con colazione</p>
<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; color: #000000;"> </span></h1>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong>Per partire</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong>Muoversi in città</strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">L’ACTV (Azienda Consorzio Trasporti Veneziano) gestisce il trasporto pubblico cittadino con una flotta di vaporetti e motoscafi. Il biglietto di corsa semplice (escluso il tragitto sul Canal Grande) costa 3,50 euro e può essere acquistato anche a bordo. Il traghetto sul Canal Grande da approdo ad approdo successivo con attraversamento del Canale costa 1,80 euro. Per i turisti sono convenienti i titoli di viaggio per uno o più giorni, che permettono la libera circolazione su tutte le linee della navigazione (isole comprese): il biglietto “24 ore” al prezzo di 10,50 euro  (valido 24 ore dalla timbratura) o il biglietto “3 giorni”  al prezzo di 22 euro (valido 72 ore dalla timbratura). I biglietti si acquistano negli uffici di informazioni turistiche, alle fermate principali e nelle tabaccherie.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Informazioni</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a href="www.venicetouristboard.com" target="_self">Azienda di Promozione Turistica di Venezia</a>, Castello 5050, tel. 041.5298711, fax 041.5230399. Gli uffici informazioni <a href="www.turismovenezia.it" target="_self">APT</a>si trovano a San Marco (San Marco 71.f, Ascensione; Palazzina dei Santi, Giardini ex Reali), alla stazione FS Santa Lucia (nell’atrio), al parcheggio per le auto di Piazzale Roma (Garage ASM), all’Aeroporto Marco Polo (sala arrivi).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span><a href="www.actv.it" target="_self">Azienda Consorzio Trasporti Veneziano ACTV</a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Il sito è di grande utilità e chiarezza; fornisce tutte le informazioni per spostarsi a Venezia, gli orari e i percorsi dei vaporetti, una cartina dettagliata delle linee.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/venezia-contemporanea-la-guida/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viaggio ad Anversa, città del design</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/viaggio-ad-anversa/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/viaggio-ad-anversa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 17:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia delle Belle arti]]></category>
		<category><![CDATA[Anversa]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[brasseirie]]></category>
		<category><![CDATA[brasserie Dôme sur mer]]></category>
		<category><![CDATA[cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di San Carlo Borromeo]]></category>
		<category><![CDATA[Conscienceplein]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[groenplats]]></category>
		<category><![CDATA[Grote markt]]></category>
		<category><![CDATA[Het Eilandje]]></category>
		<category><![CDATA[Het Pomphuis]]></category>
		<category><![CDATA[i sei di anversa]]></category>
		<category><![CDATA[intensa vita culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Julien Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Lux]]></category>
		<category><![CDATA[Modenatie]]></category>
		<category><![CDATA[Muhka]]></category>
		<category><![CDATA[Museum Aan de Stroom]]></category>
		<category><![CDATA[negozi]]></category>
		<category><![CDATA[quartieri]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante Dôme]]></category>
		<category><![CDATA[Rubens]]></category>
		<category><![CDATA[Schelda]]></category>
		<category><![CDATA[Zuiderterras]]></category>
		<category><![CDATA[Zuremborg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=96</guid>
		<description><![CDATA[La città sulla Schelda attraversa un periodo di frizzante vitalità: nuovi quartieri crescono nei luoghi delle vecchie banchine portuali, giovani creativi si raccolgono attorno alle tante gallerie e alla prestigiosa Accademia di Belle Arti, i negozi di design, artigianato, gioielli fioriscono nei multiformi quartieri cittadini, veri e propri villaggi nella città. A ciò corrisponde un’intensa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"></span></span></div>
<p><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;"></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2008/06/anversa-zuiderterras.jpg"></a><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2008/06/ianversastock_000003777967xsmall.jpg"></a><a href="URL articolo"></a></em></span></span></p>
<div></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"></span></span></div>
<p><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;"></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em><a href="URL articolo"></a></em></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><em></em></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><em></em></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"><em>La città sulla Schelda attraversa un periodo di frizzante vitalità: nuovi quartieri crescono nei luoghi delle vecchie banchine portuali, giovani creativi si raccolgono attorno alle tante gallerie e alla prestigiosa Accademia di Belle Arti, i negozi di design, artigianato, gioielli fioriscono nei multiformi quartieri cittadini, veri e propri villaggi nella città. A ciò corrisponde un’intensa vita culturale e tanti invitanti locali dove gustare raffinate preparazioni con pesci pregiati, molluschi e frutti di mare</em></span></span></p>
<p> </p>
<div></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"></span></span></div>
<p><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;"> </span></span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Una città in movimento: così si potrebbe definire Anversa</strong></span>, secondo centro del Belgio dopo Bruxelles e secondo porto d’Europa dopo Rotterdam. Lo scambio di merci, il passaggio di persone, l’intreccio di etnie, lingue e culture è alla base della sua secolare prosperità. Centro mondiale della lavorazione del diamante e sede di importanti comunità (ebraica, turca, africana, cinese), sorge poco distante dal grande estuario della Schelda, uno dei principali fiumi navigabili d’Europa. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Sin dal IX secolo Anversa ha stretto un legame indissolubile con il fiume</span></strong>, sfruttando inoltre la sua strategica collocazione territoriale (è a poche ore da Amsterdam, Londra, Parigi, Düsseldorf); tuttavia, lo spirito profondamente fiammingo della città non è stato soffocato dall’incessante fluire di merci e persone, di cui la città vive da sempre. Anversa ha mantenuto la sua natura di ricco borgo di provincia, piacevole da vivere e visitare, camminando a piedi e gustandola quartiere per quartiere, via per via. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Oggi l’attività del porto è stata dislocata all’esterno della città</span></strong>, che si è trasformata in fulcro catalizzatore per una nuova “borghesia delle idee”. Gli abitanti di Anversa hanno dalla loro una natura intraprendente e pratica, aperta alla sperimentazione, che favorì negli anni Ottanta la nascita e lo sviluppo di un movimento creativo capitanato dai ‘<strong><span style="color: #ff0000;">Sei di Anversa’</span></strong>, giovani stilisti usciti dall’Accademia di Belle Arti cittadina e divenuti grandi nomi nel mondo della moda (tra essi <a href="http://www.driesvannoten.be/movie.html" target="_self"><span style="color: #ff0000;">Dries Van Noten</span></a>, <a href="http://www.bikkembergs.it/site.htm" target="_self"><span style="color: #ff0000;">Dirk Bikkembergs</span></a>, Marina Yee). Dopo quel successo, la città non si è più fermata: la creatività è oggi uno dei valori aggiunti di Anversa, e un popolo dinamico di designer, architetti e artisti ha scelto Anversa come scenario per promuovere idee nuove. Se da un lato la città ha mantenuto intatta la sua piacevolezza di centro d’arte e cultura fiamminga, dall’altro questo recente fermento l’ha resa meta intrigante per chi è in cerca di novità. Il modo migliore per entrare in contatto con il suo variegato universo è di entrare nei musei, nei negozi, nelle brasseries e nei ristoranti e sostare nelle piazzette, piacevolmente seduti ai tavoli dei tanti bar all’aperto. È utile tenere presente che Anversa è un agglomerato di quartieri, piccoli “villaggi” con una vocazione e una personalità ben definite, separati tra loro da linee invisibili ma nette, tanto che l’aspetto di una strada può cambiare improvvisamente se la linea immaginaria ne segna l’appartenenza a una zona piuttosto che a un’altra (a questo proposito una guida illuminante è il volumetto “Twelve Adventures in Antwerp” dedicato alla visita di dodici quartieri, distribuito dall’Ufficio turistico).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span><span style="color: #000000;">Il cuore della città è la sua Cattedrale, la basilica di Nostra Signora, di impianto gotico cinquecentesco; impossibile non vederne svettare la torre sopra i tetti, dovunque ci si trovi: con i suoi 123 metri di altezza e la sua sagoma ornata come un merletto, il campanile è da secoli il simbolo della città. Nelle immediate vicinanze, tra lo snodarsi di vicoli lastricati in cui si aprono i negozi più disparati (fiori, fotografie, vini e liquori, bonbons, vasellame cinese, gioielli, libri antichi, guanti), si raggiungono a piedi la bella piazza del Municipio (Grote Markt), la Groenplaats con la statua di Rubens (il grande artista fu per lungo tempo legato alla città), e la più piccola e affascinante Conscienceplein, la piazza con la chiesa barocca di San Carlo Borromeo. Le tre piazze nella bella stagione (e già a maggio il sole tramonta dopo le nove di sera) si trasformano in un salotto con i tavolini all’aperto, dove è piacevole sedersi a gustare una delle birre tipiche della città, come la ‘bolleke’, dal colore ambrato e servita in un bicchiere a forma di palloncino, o una delle ottime ‘blonde’, o ancora un bicchierino dell’aromatico ‘Elixir d’Anvers’, un liquore preparato con 32 erbe secondo una ricetta risalente al 1863. Dalla Cattedrale il tragitto per raggiungere le rive della Schelda è breve; il lungofiume è tornato alla città dopo il decentramento degli stabilimenti portuali e oggi è luogo di gradevoli passeggiate, mentre si osserva il costante viavai delle chiatte e le nuove costruzioni affacciate sulla Schelda. Per gli architetti sono state una piccola palestra di stile contemporaneo: molti edifici richiamano nella forma le prue delle navi, i camini, le sagome degli scafi, come a mantenere un legame ideale con la storica vocazione portuale del lungofiume. Tra questi vi è anche lo Zuiderterras, una moderna ed elegante costruzione che ospita un ristorante, situata lungo la passeggiata che dal castello Het Steen (il più antico palazzo di Anversa, risalente al medioevo) conduce al tunnel pedonale di Sant’Anna. Dotato di una bella terrazza affacciata sull’acqua, lo Zuiderterras è stato progettato nel 1984 dall’architetto fiammingo Bob Van Reeth. La sagoma esterna richiama quella di una nave, con ampie vetrate che lasciano entrare tanta luce e regalano a chi pranza una bella panoramica sul fiume. L’ambiente è informale, raffinato e piacevole; la proposta è fantasiosa e consente sia un gustoso spuntino, sia un pranzo completo. In carta, ad esempio, l’“insalata con chele di granchio reale, salsa ai fagiolini verdi e mango” e il “thon3”, un divertissement sul tema del ‘tonno al cubo’: su un piatto di forma allungata sono accostati tre assaggi: un cubetto di tonno saltato con germogli di soia, un trancio di tonno crudo con salsa di cetriolo e pompelmo, infine una tartare sempre di tonno con granita di pomodoro. Per una scelta più classica, infine, una saporita “sogliola alla mugnaia con insalatina verde” e le immancabili patate fritte (piatto nazionale belga). </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span><span style="color: #000000;">A nord del centro storico, sempre affacciato sulla Schelda, c’è il quartiere che ospitava i vecchi magazzini portuali, chiamato Het Eilandje, ovvero ‘l’isola’, un’area di canali e piccoli bacini. La fama di luogo poco raccomandabile è svanita allorché le attività portuali sono state insediate altrove; a quel punto, l’Eilandje si è trovata al centro di un processo di recupero che l’ha trasformata in uno dei quartieri più ambiti della città. Loft e abitazioni, uffici, negozi e ristoranti sono sorti all’interno degli ottocenteschi magazzini in mattoni rossi, affacciati sulle acque tranquille dei canali. Anche Dries Van Noten, il re della moda di Anversa, ha collocato qui il suo quartier generale; e la città intera è in attesa di vedere completato al centro dell’Eilandje il MAS, il Museum Aan de Stroom (“museo sull’acqua”) dedicato alla storia della città, in una futuristica e leggera costruzione in vetro progettata dai Neutelings &amp; Riedijk Architecten di Rotterdam. Nel frattempo, mentre leggere barche da diporto attraccano là dove un tempo sostavano le navi cargo e i transatlantici che trasportavano gli emigranti negli States, la dolce vita di Anversa si anima nei locali dal tocco sofisticato e moderno. È il caso di Het Pomphuis, un ristorante che ha occupa uno spettacolare stabilimento degli anni Venti, in cui sono collocate gigantesche pompe di prosciugamento. L’arredo minimale del ristorante ha trovato posto nell’alta navata sostenuta da slanciate campate in ferro; da una balconata interna ci si può affacciare al piano sotterraneo, in cui sono stati lasciati a vista i potenti macchinari. L’ambiente è elegante e pieno di fascino, la scelta della cucina si orienta alla scuola francese, senza dimenticare ingredienti e piatti della tradizione belga. Come gli “asparagi alla fiamminga”, con asparagi bianchi (tipici durante la primavera) guarniti da un uovo strapazzato e foglie di prezzemolo, o le “coquilles St.Jacques su asparagi bianchi guarnite da peperoni e salsa tzatziki”; saporito e sostanzioso anche il “branzino con purea di cipolline, gamberetti e mousse di astice”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span><span style="color: #000000;">Sempre nell’Eilandje si trova il Lux, uno dei ristoranti più piacevoli e accoglienti della città, sempre molto richiesto; lo ospita una antica casa della ricca borghesia commerciale affacciata anch’essa sugli ex-bacini portuali. Gli ambienti interni hanno conservato l’originaria struttura: lo scalone con la ringhiera in ferro, le boiseries in legno scuro intagliate, le grandi finestre rettangolari da cui penetra fino a tarda sera la luce del tramonto, le semi-colonne rastremate in stile neoclassico. Delicati giochi di luce e un’attenta scelta di mobili e decori minimalisti, che puntano sul contrasto tra bianco e nero, si inseriscono come elementi moderni sia nella sala a pianterreno, sia al suggestivo primo piano, che al centro si apre con una balconata sul piano inferiore, illuminato dalla grande sfera in filo d’alluminio di Catellani &amp; Smith. Anche al Lux l’indirizzo gastronomico è quello classico franco-belga; merito della cucina è di prestare particolare attenzione alla scelta di ingredienti, pregiati e sempre stagionali, provenienti da tutta Europa, come il foie gras francese, il salmone scozzese, il prosciutto crudo spagnolo Olmos di Segovia, la carne di manzo nazionale (beuf blanc-bleu). Vasta è la scelta di piatti a base di pesce, con scampi, aragoste, astici, capesante, tranci di luccio-perca e merluzzo, ma sono invitanti anche le preparazioni di carne, come il “crostino con fegato d’oca e lomo iberico, con contorno di verdure” o il delicato “filetto di maialino da latte delle Ardenne con favette verdi e patate saltate”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span><span style="color: #000000;">Esemplare è anche la vicenda dello Zuremborg, quartiere a sud-est del centro storico: a fine Ottocento divenne zona residenziale sia per la ricca borghesia, sia per la classe media, che si stabilirono in due distinte aree divise dalla ferrovia. Le famiglie benestanti lungo il viale Cogels-Oyslei fecero a gara a chi costruiva la casa più spettacolare (il viale è un vero manifesto dell’Art Nouveau e dell’Eclettismo), mentre la middle-class prese dimora in caratteristiche palazzine decorate da stucchi bianchi intorno alla Dageraadsplats. Quando negli anni Cinquanta l’intero Zuremborg rischiò di essere demolito, vennero in soccorso artisti e intellettuali che vi si stabilirono, salvandolo. Oggi è una delle più romantiche zone di Anversa, ed è qui che ha scelto di aprire la brasserie Dôme sur mer, sorella minore del lussuoso ristorante Dôme, situato nella via accanto. Il bianco è il colore che predomina negli interni: al centro della piccola sala con vetrate ad angolo affacciate sulla via si trova un bancone semicircolare, dietro a cui lavora rapido lo chef Julien Bobichon. Una lunga striscia di vetro sulla parete mostra pesci rossi che nuotano tranquilli nell’acquario retrostante: è il richiamo al mare, che per Bobichon è la fonte di principale ispirazione. Chi prenota qui, infatti, sa di poter gustare i classici plateaux, sontuosi vassoi con crostacei appena scottati insieme a frutti di mare e ostriche freschissimi, che Bobichon sceglie dalle cassette immerse nel ghiaccio esposte in vetrina. Vengono preparate al momento anche “cozze gratinate e aromatizzate al curry”, oltre a gamberi, scampi, calamari alla griglia, da accompagnare con un calice di Champagne o con un bianco fermo aromatico, di cui è possibile una scelta al bicchiere. In questa piccola e raffinata brasserie c’è tutto lo spirito di Anversa, città vitale e amante del buon gusto, dove sperimentare, senza ostentazione e frenesia, la dolce vita alla fiamminga. </span></span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></span> </p>
<p></span></span></span> </p>
<p></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/viaggio-ad-anversa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Torino per il design</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/a-torino-per-il-design/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/a-torino-per-il-design/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[fiere]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=145</guid>
		<description><![CDATA[Dal 29 giugno al 3 luglio 2008 a Torino si svolgerà la XXIII edizione del Congresso Mondiale degli Architetti..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 29 giugno al 3 luglio 2008 a Torino si svolgerà la XXIII edizione del Congresso Mondiale degli Architetti.</strong><br />
La manifestazione, nata nel 1948 e per la prima volta assegnata a una città italiana, rappresenta il punto d&#8217;incontro e di dibattito sul futuro dell&#8217;architettura nel mondo del XXI secolo, in una società sempre più complessa e globalizzata.<br />
Il tema del congresso 2008 è <strong>&#8220;Comunicare l&#8217;Architettura&#8221;</strong>, ovvero la capacità e la forza che ha l’architettura di esprimere e trasmettere nel tempo valori, emozioni e culture diverse. Un titolo che racchiude due significati: l’architettura comunica la sua azione, progettuale e sociale, ma contemporaneamente raccoglie le energie positive e i fenomeni emergenti espressi dalla società. Farsi conoscere e apprezzare non solo per quello che produce, ma soprattutto, per i valori che comunica.<br />
Personaggi di fama internazionale si riuniranno a Torino per discutere sul futuro dell’architettura, tra questi <strong>Mario Bellini</strong>, Gary Chang, Michele De Lucchi, Peter Eisenman, <strong>Massimiliano Fuksas</strong>, Thomas Herzog, Knafo e Klimor, Kengo Kuma, Dominique Perrault, <strong>Renzo Piano</strong>, Hani Rashid, John Rykwert, Alvaro Siza, Muhammad Yunus.</p>
<p>Il Congresso Mondiale degli Architetti avrà sede presso il Centro Multifunzionale Lingotto di Torino.<br />
<strong> Nell&#8217;arco dei cinque giorni numerose e diverse sono le iniziative culturali, scientifiche, artistiche che coinvolgeranno tutta la città.</strong> I lavori del congresso ruotano intorno ai tre temi della <strong>Cultura</strong>, della <strong>Democrazia urbana</strong> e della <strong>Speranza</strong>.</p>
<p>Dal 30 giugno al 3 luglio, contemporaneamente al congresso, si svolgerà una <strong>fiera internazionale di prodotti per l&#8217;architettura, l&#8217;edilizia e la compatibilità ambientale</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><strong>Architeknonika</strong></span> accessibile a tutti i partecipanti e aperta al pubblico.<br />
Chi vuol conoscere come saranno le nostre città e le nostre case, sa dove trovare informazioni di primissima qualità.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Come raggiungere la sede espositiva</span><a title="trenitalia" href="http://www.ferroviedellostato.it/"><br />
www.trenitalia.com</a><br />
<a href="http://www.turin-airport.com/IT/voli/default.php">www.turin-airport.com</a><br />
<a href="http://www.comune.torino.it/">www.comune.torino.it</a><br />
<a href="http://www.autostrade.it/">www.autostrade.it</a><br />
<span style="text-decoration: underline;"><br />
Iscrizioni e prenotazioni alberghiere</span><br />
Jumbo Grandi Eventi<br />
Tel. + 39.011.50.91.250 Fax +39.011.50.91.260</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/a-torino-per-il-design/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

