<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Grey Panthers &#187; Comunità Europea</title>
	<atom:link href="http://www.grey-panthers.it/tag/comunita-europea/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.grey-panthers.it</link>
	<description>il sito per gli over 50</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 11:20:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il commento della Comunità Europea sul declassamento Standard &amp; Poor&#8217;s dell&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/il-commento-della-comunita-europea-sul-declassamento-standard-poors-dellitalia/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/il-commento-della-comunita-europea-sul-declassamento-standard-poors-dellitalia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Denaro]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[declassamento Standard & Poor's]]></category>
		<category><![CDATA[talia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=17709</guid>
		<description><![CDATA[ La Commissione europea non non entra nel merito sui giudizi specifici delle agenzie di rating, ma ricorda la precedente valutazione sui due pacchetti di misure economiche e di consolidamento adottati dall'Italia nei mesi di luglio e settembre.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La Commissione europea non non entra nel merito sui giudizi specifici delle agenzie di rating, ma ricorda la precedente valutazione sui due pacchetti di misure economiche e di consolidamento adottati dall&#8217;Italia nei mesi di luglio e settembre.</p>
<p>L&#8217;obiettivo delle misure di consolidamento è quello di raggiungere una posizione di pareggio di bilancio nel 2013, che è più ambizioso di quanto raccomandato dal Consiglio nel luglio scorso nell&#8217;ambito del semestre europeo.</p>
<p>La piena attuazione di queste misure dovrebbe consentire all&#8217;Italia di raggiungere un avanzo primario consistente nel 2013. Ciò sarà determinante per portare il debito pubblico, molto elevato, su un percorso in costante discesa.</p>
<p>Sebbene i pacchetti contengano anche alcune misure per aumentare le prospettive di crescita a medio termine, è essenziale che l&#8217;Italia persegua un ambizioso programma di riforme con interventi globali per affrontare le debolezze strutturali, profondamente radicate, dell&#8217;economia.</p>
<p>C&#8217;è una chiara necessità di costruire un consenso nazionale, a livello politico e tra le parti sociali, per adottare e attuare tale programma con urgenza.</p>
<p>Tutto qui. Ma non è poco.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/il-commento-della-comunita-europea-sul-declassamento-standard-poors-dellitalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OGGI AL VIA IL DECRETO SVILUPPO Fisco semplificato in 20 misure- Serve rigore innanzitutto</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/oggi-al-via-il-decreto-sviluppo-fisco-semplificato-in-20-misure-serve-rigore-innanzitutto/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/oggi-al-via-il-decreto-sviluppo-fisco-semplificato-in-20-misure-serve-rigore-innanzitutto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 13:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Il Riformista]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[over50]]></category>
		<category><![CDATA[Weekend]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=14477</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Stampa apre con &#8220;il racconto&#8221; della figlia dodicenne di Osama Bin Laden: &#8220;La figlia di Osama: &#8216;L&#8217;hanno ucciso a sangue freddo&#8217;&#8221;. Il racconto della ragazzina contraddice la ricostruzione di Washington. Scontro Usa-Pakistan: chi ha protetto Bin Laden? Obama: le foto del corpo resteranno top secret&#8221;: A centro pagina la politica interna: &#8220;Berlusconi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Stampa </strong>apre con &#8220;il racconto&#8221; della figlia dodicenne di Osama Bin Laden: &#8220;La figlia di Osama: &#8216;L&#8217;hanno ucciso a sangue freddo&#8217;&#8221;. Il racconto della ragazzina contraddice la ricostruzione di Washington. Scontro Usa-Pakistan: chi ha protetto Bin Laden? Obama: le foto del corpo resteranno top secret&#8221;: A centro pagina la politica interna: &#8220;Berlusconi: se lascio c&#8217;è Tremonti&#8221;. E poi: &#8220;Via libera della Camera alla mozione Pdl Lega sulla Libia. Oggi il rimpasto di governo&#8221;. &#8220;A giugno manovra da 8 miliardi. Il premier: &#8216;Tasse giù? Impossibile&#8221;</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Non mostrerò la foto di Bin Laden&#8221;. &#8220;Annuncio di Obama che spiega: l&#8217;America non ha bisogno di esultare ed esibire trofei. Ma da Pakistan arrivano le immagini degli altri corpi&#8221;. Il titolo di apertura è dedicato alla politica interna: &#8220;Berlusconi: se lascio Tremonti candidato. Il premier ricuce con la Lega e lancia il ministro. Libia, sì alla mozione della maggioranza&#8221;. A centro pagina si torna ad Osama Bin Laden, e alle &#8220;contraddizioni della versione ufficiale, l&#8217;accusa della figlia dello sceicco&#8221;. &#8220;Preso e poi ucciso. I misteri del raid&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong> mostra una foto in cui Berlusconi abbraccia Tremonti. &#8220;L&#8217;abbraccio fatale&#8221;. Si parla della &#8220;ultima trovata del Cavaliere&#8221;, definita anche &#8220;la contromossa&#8221;: &#8220;Berlusconi indica il nemico alla successione&#8221;. Secondo il quotidiano lo scopo della mossa è quello di &#8220;dividere il Carroccio&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;C&#8217;è una sola guerra in corso: fatto fuori anche Tremonti. Da Berlusconi investitura velenosa, con addosso la paura delle comunali. Sulla Libia votazione farsa alla Camera, Bossi incassa. Pd e Terzo polo sempre uniti&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong> apre con le parole di Obama (&#8220;Non darò le foto di Bin Laden. La diffusione metterebbe a repentaglio la sicurezza nazionale&#8221;. &#8220;L&#8217;America, che oggi si ritrova a Ground Zero, si divide sulla decisione della Casa Bianca&#8221;). &#8220;Il diritto di sapere&#8221; è il titolo del commento di Vittorio Zucconi. A centro pagina: &#8220;Pdl, Berlusconi incorona Tremonti. Napolitano: il Pd sia credibile o resterà all&#8217;opposizione&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Basta alibi, ora si governa. Libia, la maggioranza c&#8217;è. Pdl e Lega superano l&#8217;ennesimo ostacolo. Oggi il Consiglio dei ministri fa partire il piano sviluppo&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Indistruttibile Silvio. La mozione Pdl-Lega sulla Libia stravince, quella del Pd raccoglie meno voti di quella di Casini e Di Pietro e fa flop. L&#8217;opposizione è frantumata. E Fini perde la trebisonda&#8221;. A centro pagina Giampiero Mughini su Bin Laden: &#8220;Che errore nascondere le foto di Osama&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;SputtaNato. Pdl-Lega votano una mozione e subito l&#8217;Alleanza la boccia&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Così Marcegaglia cerca di rilanciarsi mentre prepara il suo addio. Sabato l&#8217;assise di Bergamo senza politici. La sponda dei piccoli e l&#8217;indifferenza dei grandi. Dissidi e mire&#8221;. Si parla della &#8220;assise confindustriale&#8221; prevista per sabato, dove la presidente degli industriali intende &#8220;rilanciare l&#8217;azione di Confindustria&#8221;.<br />
Sulla politica estera: &#8220;Obama sta perdendo due alleati strategici a Islamabad e al Cairo. La crisi con il Pakistan sorpreso con Bin Laden in casa e la fuga dell&#8217;Egitto nelle braccia degli iraniani&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong> dedica il titolo più grande al decreto sviluppo che sarà varato oggi: &#8220;Illecito l&#8217;eccesso di controlli. Fisco semplificato in 20 misure. Bankitalia potrà vietare i dividendi. Oggi il decreto, a giugno manovra da 7 miliardi in due anni. Il premier: il rigore è necessario&#8221;.</p>
<p><strong>Osama</strong><br />
 <br />
Spiega <strong>La Stampa </strong>che il capo della Cia Leon Panetta ha spiegato alle Commissioni intelligence riunite a porte chiuse perché tenere all&#8217;oscuro l&#8217;Isi, i servizi segreti pakistani, è stata la chiave del successo: &#8220;I pakistani o sono stati complici di Bin Laden o sono stati incompetenti&#8221; &#8211; ha detto Panetta. &#8220;In entrambi i casi si trovano in una posizione non molto comoda&#8221;. Il blitz è stato &#8220;una operazione unilaterale&#8221; per scongiurare il rischio che &#8220;qualcuno nel network che proteggeva Bin Laden lo avvertisse in tempo per consentirgli di fuggire&#8221;. Panetta ha trasmesso ai servizi segreti pakistani la richiesta di informazioni su &#8220;chi ha costruito la villa e le sue fortificazioni&#8221; e per &#8220;raccogliere testimonianze tra i vicini su chi entrava e chi vi usciva&#8221;.<br />
La Casa Bianca ha fatto sapere che Obama si riserva il diritto di agire ancora in Pakistan. Il consigliere antiterrorismo della Casa Bianca John Brennan ha fatto sapere all&#8217;ambasciatore pakistano a Washington che gli Usa vogliono sapere &#8220;chi ha protetto Bin Laden nel vostro Paese&#8221;. E il Congresso minaccia di rivedere i tre miliardi di dollari annuali assegnati al Pakistan.<br />
Panetta peraltro ha rimarcato come gli Usa non abbiano ancora potuto contattare i familiari di Bin Laden trovati nella villa e consegnati ai pakistani.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>, tra gli &#8220;approfondimenti&#8221; dedicati alla lotta al terrorismo, offre due pagine dedicate al dibatitto sulla tortura. &#8220;I repubblicani hanno celebrato come un successo degli interrogatori &#8216;rinforzati&#8217; propugnati da Bush&#8221;. Christopher Hitchens, in una analisi pubblicata dal quotidiano, sottolinea come ora sia arrivato il momento della resa dei conti con i militari pakistani. Hitchens qualche anno fa si sottopose al waterboarding e scrisse: &#8220;L&#8217;annegamento non è una sensazione. Stai annegando. O meglio ti stanno affogando&#8221;. Bernard Kouchner, ex ministro degli esteri francese, intervistato, dice che &#8220;Guantanamo e la tortura sono stati un errore, perché ci hanno avvicinato al nemico, hanno ridotto la distanza tra noi e i barbari&#8221;. Obama &#8220;non è riuscito a chiudere Guantanamo, ma sono certo che non lo avrebbe mai aperto. E credo che l&#8217;America avrebbe comunque individuato Bin Laden&#8221;.<br />
E&#8217; lo stesso concetto sottolineato oggi dallo studioso Tzvetan Todorov, intervistato da La Repubblica: &#8220;Non possiamo difendere i diritti dell&#8217;uomo e contemporaneamente non rispettarli&#8221;. Per combattere il terrorismo &#8220;non basta eliminare un simbolo&#8221;, &#8220;è molto più utile sostenere le rivolte nei Paesi arabi&#8221;. Lì i giovani &#8211; dice Todorov &#8211; &#8220;sono mossi dal desiderio di partecipare pienamente alla vita del mondo contemporaneo, rifiutando la logica dello scontro con l&#8217;Occidente che è alla base del terrorismo islamico&#8221;. Ma oltre ad aiutare pacificamente tali rivolte, dovremo rinunciare &#8220;all&#8217;arroganza del vecchio colonialismo che pretendeva di imporre agli altri i propri valori&#8221;.<br />
Ancora su <strong>La Repubblica</strong> si ricorda che &#8211; da candidato, nel 2008 &#8211; Obama definì &#8220;tortura&#8221; il waterboarding, cui si era dato il via nel 2002. Si spianò così la strada &#8211; per esempio &#8211; alle 183 sedute di tortura inflitte dalla Cia a Khalid Sheik Mohamed, considerato la mente dell&#8217;11 settembre. A difendere il via libera di quegli anni è l&#8217;alto consigliere della Casa Bianca di allora, John Yoo: &#8220;Se Obama può prendersi il merito della vittoria contro Bin Laden, lo deve alle decisioni prese da Bush&#8221;.<br />
Per tornare alla decisione della Casa Bianca di non divulgare le foto dell&#8217;uccisione di Bin Laden, segnaliamo una intervista del <strong>Corriere della Sera </strong>all&#8217;avvocato americano Alan Dershowitz che considera questo l&#8217;ultimo atto di una serie di errori commessi nell&#8217;operazione: Dershowitz è convinto che sia un errore occultare i dettagli in un caso simile, che si sarebbe dovuto effettuare una autopsia attraverso cui un medico legale stabilisse con certezza scientifica le circostanze della sua morte, appurando in modo esatto il punto esatto di entrata e uscita delle pallottole, stabilendo se gli hanno sparato di fronte o da dietro, da fermo o in movimento. E fotografando meticolosamente ogni dettaglio del cadavere, come è prassi per tutti i casi criminali. Al fine di prevenire i dubbi dei cospirazionisti.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Oggi si vota in Gran Bretagna per il referendum sul sistema elettorale che spacca il governo. La vittoria del sì permetterebbe &#8211; spiega Europa &#8211; di trasformare definitivamente il sistema bipartitico inglese in un sistema multipartitico in cui anche i partiti minori &#8211; finora marginali &#8211; acquisterebbero nuova rilevanza. Il nuovo sistema avrebbe ricadute non solo sui collegi cosiddetti marginali, ma su quelli considerati sicuri, e costringerebbe tutti i parlamentari a cercare un consenso che va oltre il tradizionale elettorato di partito. Ecco perché il viceprimo ministro LibDem Clegg, sperando che la sua formazione diventi essenziale per qualsiasi vittoria elettorale, preme per il sì, puntando al fatto che i LibDem potrebbero, con il loro secondo voto di preferenza, influenzare il risultato in molti collegi. Il metodo si chiama Alternative Vote: gli elettori potrebbero indicare tutti i candidati in ordine di preferenza, e i voti verrebbero contati fino al raggiungimento della maggioranza assoluta. Contrari i tories di Cameron. Il labour è diviso: il leader Miliband è per il sì, sperando di forzare i LibDem a spostarsi in una alleanza con la sinistra. Sembrano contrari i vecchi leoni del Labour, sembra contraria anche la maggioranza degli elettori labouristi. L&#8217;affluenza è una incognita.<br />
Se ne occupa anche <strong>Stampa</strong>, sottolineando come il LibDem Clegg &#8220;rischia tutto sul &#8216;suo&#8217; referendum&#8221;. E i sondaggi lo danno perdente. Il nuovo sistema copiato dall&#8217;Australia spacca il governo, il voto alternativo, che permette di scegliere più candidati, &#8220;lucra&#8221; sugli esclusi.</p>
<p>&#8220;In Siria chi manifesta proviene dall&#8217;estero&#8221;. Così l&#8217;<strong>Avvenire</strong> sintetizza le dichiarazioni del vescovo caldeo di Aleppo, secondo cui &#8220;in generale il popolo siriano è molto calmo&#8221;, &#8220;non vuole lo sconquasso del Paese, come è avvenuto in Iraq e altrove&#8221;. La minoranza cristiana, ovvero il 10 per cento dei siriani, &#8220;sta dalla parte del Presidente Assad&#8221;, dice Antoine Audo. E aggiunge: &#8220;Quelli che manifestano vengono da fuori, sono prezzolati e asserviti a interessi stranieri&#8221;.</p>
<p>Paolo Scaroni, in una lunga intervista con il direttore de <strong>La Stampa </strong>Mario Calabresi, parla anche della guerra in Libia: &#8220;Noi non temiamo un cambio di governo, la cosa che ci preoccupa di più e l&#8217;instabilità, è il rischio di una somalizzazione della Libia, una situazione in cui sarebbe impossibile per chiunque operare&#8221;. Sui ribelli di Bengasi dice: &#8220;Abbiamo sentito troppi discorsi senza costrutto e troppe chiacchiere da bar, anche se ci sarà un nuovo governo siamo fiduciosi di mantenere le nostre posizioni&#8221;. Perché &#8211; spiega Scaroni &#8211; &#8220;abbiamo buoni rapporti con il Comitato rivoluzionario transitorio&#8221;, e perché &#8220;sulla base dell&#8217;esperienza storica sappiamo che quando c&#8217;è un cambio di regime, chi va al potere vuole ripartire in fretta con le produzioni&#8221;. E poi: &#8220;Io sono stato l&#8217;unico italiano che non ha partecipato alla feste delle tende berbere a Roma, ma mi sento di dire che di Gheddafi nel mondo ce ne sono tanti e che in situazioni analoghe si è scelto di non intervenire. Certo vedo difficile un futuro per lui in Libia&#8221;.</p>
<p><strong>Politica</strong></p>
<p>Secondo <strong>Il Giornale</strong>, dietro le dichiarazioni di Berlusconi sul suo possibile successore, ci sarebbe un aut-aut dello stesso Tremonti. Il premier avrebbe raccontato così, in privato, la prospettiva che aveva di fronte a sé: &#8220;Giulio mi ha detto che è pronto allo sciopero bianco. Che è pronto a non firmare più un decreto, compreso quello sullo Sviluppo, a meno che io non faccia una dichiarazione pubblica in cui lo indico come mio successore. E secondo lui devo anche smorzare i toni e gli entusiasmi su Alfano&#8221;. Secondo il quotidiano l&#8217;investitura esplicitata ieri dal premier in una intervista a Porta a Porta è stata accolta nel Pdl con un entusiasmo paragonabile a quello dei giapponesi di fronte allo tsunami.<br />
Secondo <strong>L&#8217;Unità</strong> &#8220;Silvio fa imbufalire i suoi pasdaran. Alfano china il capo&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong> parla di un &#8220;patto di non aggressione&#8221; tra il Cavaliere e il ministro dell&#8217;Economia, sugellato nel corso di una cena a Palazzo Grazioli. Ma all&#8217;indicazione di Tremonti come successore nessuno nel governo sembra dare eccessivo peso, e da chi lo ha chiamato per spiegzioni il premier ha risposto quasi cadendo dalle nuvole: &#8220;Ho solo detto che c&#8217;è anche Tremonti tra chi può prendere il mio posto, non era una investitura&#8221;. Secondo gli uomini vicini al premier, le dichiarazioni a Porta a Porta sarebbero solo un riconoscimento del ruolo positivo e di mediazione svolto da Tremonti in questi giorni di conflitto con la Lega. Solo in caso di vittoria, nel 2013, con un Berlusconi che andrebbe al Quirinale, si potrà aprire la vera partita della successione tra Tremonti, Alfano e Maroni.<br />
Per il <strong>Corriere della Sera </strong>l&#8217;obiettivo del Cavaliere era &#8220;ricucire ed assicurare il ministro, allentando le tensioni con la Lega&#8221;. Secondo il retroscena del quotidiano, il Cavaliere conosce la forza di Tremonti, ed è per cautelarsi da lui, ma anche per esporlo, che lo ha lanciato.</p>
<p>Ieri il Presidente Napolitano ha preso parte ad un incontro su Antonio Giolitti, che <strong>La Repubblica </strong>ricorda come padre nobile dei riformatori italiani, nel primo anniversario della morte. E citando il pensiero di Giolitti, secondo il quotidiano, avrebbe strigliato il centrosinistra. Il quotidiano riassume così le sue dichiarazioni: &#8220;Se non diventa affidabile, la sinistra resterà all&#8217;opposizione&#8221;. Napolitano legge Giolitti e dice: &#8220;Bisogna essere capaci di esercitare l&#8217;azione di governo&#8221;. E poi, sull&#8217;affidabilità: &#8220;Bisogna togliersi di dosso il sospetto di volersi insediare al potere come una alternativa senza alternativa&#8221;.<br />
Il capo dello Stato &#8211; ricorda <strong>Il Sole 24 Ore </strong>- ha citato la definizione che Antonio Giolitti diede dell&#8217;alternativa: &#8220;Credibile, affidabile, praticabile&#8221;. Il capo dello Stato ha anche sottolineato che nel nostro Paese, nel corso degli ultimi anni, c&#8217;è stata &#8220;una drastica sottovalutazione e non conoscenza dell&#8217;esperienza della socialdemocrazia. Ma c&#8217;era il partito socialista di Craxi e qualcuno, con tutti i discorsi sulla socialdemocrazia, avrebbe detto che lì c&#8217;è Craxi&#8221;.<br />
Riassume il <strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il monito di Napolitano alla sinistra: &#8216;sia credibile o resta all&#8217;opposizione&#8217;&#8221;. Peraltro i giornali riferiscono della morte di un amico di vecchia data del Presidente Napolitano, anche in quanto storico esponente della corrente dei miglioristi del Pci napoletano, Andrea Geremicca.</p>
<p>Nella pagina che <strong>La Stampa </strong>dedica alle dichiarazioni di Napolitano trova posto anche una intervista al leader Idv Di Pietro, sollecitato a commentare le parole del Capo dello Stato. Sbaglia Napolitano ad esortare la sinistra ad essere credibile se vuol essere vera alternativa? Di Pietro: &#8220;Diamo a Cesare quel che è di Cesare: l&#8217;Idv è iscritta alla internazionale liberaldemocratica, il Capo dello Stato parla a quella sinistra di cui lui è stato un importante dirigente. Io invece rifiuto di essere iscritto alla categoria della sinistra&#8221;. E poi: &#8220;L&#8217;Idv sta alla sinistra come la Lega sta alla destra. A nessuno viene in mente di dire &#8216;voi della destra&#8217; parlando alla Lega. E io oggi ho scelto di stare in questa coalizione per costruire una difesa delle fasce sociali più deboli. Ma se gli altri dovessero intestardirsi in quello statalismo, dirigismo e centralismo tipici dell&#8217;era brezneviana, noi non ci staremo&#8221;. Sullo stesso quotidiano, si intervista il veltroniano Paolo Gentiloni, il cui pensiero viene riassunto così: &#8220;Guardiamo al terzo polo e lasciamo stare l&#8217;alleanza con Idv e Vendola&#8221;. <strong>La Repubblica </strong>intervista il Democratico Fioroni, che dice: &#8220;Sono alleati come Di Pietro che ci rendono meno autorevoli&#8221;. E ricorda che il Pd è nato proprio per fare ciò che dice il Capo dello Stato. Spera che le parole di Napolitano siano una stella polare per poter vincere le resistenze al cambiamento. Il retroscena del quotidiano descrive come uno shock per i vertici del Pd la dichiarazione di Napolitano. Pierluigi Bersani dice che non credibile è il governo attuale e che il Pd sta lavorando proprio per avere le credenziali di cui parla Napolitano. Non poco ha contato, naturalmente, la divisione verificatasi ieri in Parlamento sulle mozioni sulla Libia.</p>
<p><strong>(Fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/oggi-al-via-il-decreto-sviluppo-fisco-semplificato-in-20-misure-serve-rigore-innanzitutto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SARKOZY SULL&#8217;INTERVENTO IN LIBIA: IL PETROLIO NON C&#8217;ENTRA</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/sarkozy-sullintervento-in-libia-il-petrolio-non-centra/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/sarkozy-sullintervento-in-libia-il-petrolio-non-centra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13509</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;La Ue boccia Roma sui migranti. Maroni: perché stare in Europa? Per Bruxelles il permesso temporaneo ai tunisini &#8216;è prematuro&#8217;. E Sarkozy schiera i gendarmi a Ventimiglia&#8221;. Il titolo più grande è per Berlusconi e il suo &#8220;show anti-pm. Discorsi ai sostenitori dopo il processo. &#8216;Soldi a Ruby per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;La Ue boccia Roma sui migranti. Maroni: perché stare in Europa? Per Bruxelles il permesso temporaneo ai tunisini &#8216;è prematuro&#8217;. E Sarkozy schiera i gendarmi a Ventimiglia&#8221;. Il titolo più grande è per Berlusconi e il suo &#8220;show anti-pm. Discorsi ai sostenitori dopo il processo. &#8216;Soldi a Ruby per non farla prostituire&#8217;. Irritazione dei magistrati&#8221;. &#8220;Il premier al Palazzo di Giustizia: certe toghe contro il Paese&#8221;. In prima pagina anche una foto del presidente uscente della Costa d&#8217;Avorio, Gbagbo: &#8220;Assalto da film in Costa d&#8217;Avorio&#8221;. Ieri infatti le forze speciali francesi hanno arrestato Gbagbo dopo un blitz nella sua residenza e lo hanno consegnato ai lealisti del vincitore delle elezioni, Ouattara.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Lo strappo di Maroni: via dalla Ue. Al vertice europeo non passa la linea italiana sui permessi temporanei. Telefonata tra il premier e Barroso. Lampedusa: rivolta contro i rimpatri. Napolitano: impensabile. Rottura sui profughi dopo il no di Bruxelles&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;Berlusconi show, poi il duello con il pm: &#8216;Pagai Ruby perché non si prostituisse&#8221;. In evidenza in prima pagina anche due commenti: Barbara Spinelli, che scrive di Europa, e Jurgen Habermas (&#8220;La politica senza qualità&#8221;).</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;La verità su Berlusconi. Pm politicizzati, accuse ridicole, tensione alle stelle: il premier non può essere giudicato a Milano. Il Cavaliere, fuori dal tribunale: &#8216;I magistrati tifano contro l&#8217;Italia, non mi permettono di lavorare&#8217;&#8221;. Di spalla sulla &#8220;emergenza immigrati&#8221; un commento dal titolo: &#8220;Egoista e insensibile: uscire da questa Europa non è una bestemmia&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;Le piazzate. Milano. Comizio dell&#8217;imputato davanti al Tribunale. I giudici: &#8216;basta&#8217;. Bruxelles: flop del Ministro leghista che dice: usciamo dall&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Maroni: meglio uscire dalla Ue. Il ministro dell&#8217;Interno d&#8217;accordo con Berlusconi. Calderoli chiede il blocco navale. Parigi: controlli più serrati. Bruxelles boccia la linea italiana sui rifugiati. Napolitano: niente strappi&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il premier: pm contro il Paese. Processo Mediaset, duello in aula tra il Cavaliere e De Pasquale (pm al processo Mediaset, ndr)&#8221;. &#8220;Lei è cattivo&#8221;. &#8220;Si contenga&#8221;.  Sulla prima del quotidiano torinese (e anche su altri quotidiani) la notizia dell&#8217;arresto dell&#8217;ex prefetto di Napoli Ferrigno: &#8220;Sesso e favori&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;Fuori dall&#8217;Europa, dicono i leghisti. Ma ci siamo già. Governo umiliato a Bruxelles, il Carroccio rompe gli argini. Incidenti a Lampedusa. Rottura sull&#8217;immigrazione. Berlusconi contro Maroni, Napolitano in allarme&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Pornoprefetto anti Silvio. E&#8217; uno dei principali accusatori nel caso bunga bunga. Ora è ai domiciliari per aver estorto sesso a donne (anche minorenni) quando era commissario anti-usura. Il drammatico racconto di una delle sue vittime&#8221;. In prima anche &#8211; con caricatura &#8211; un articolo di Maurizio Belpietro sui richiami della presidente di Confindustria: &#8220;Emma senza aiutini (e presto senza posto). Il pianto della Marcegaglia&#8221;. A fondo pagina anche un titolo sull&#8217;Europa: &#8220;Un altro no sugli immigrati. Lasciamo l&#8217;Europa. Ancora una volta ci rifila una sòla. L&#8217;ira di Maroni&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> apre sulla situazione interna al Pdl: &#8220;Cosa abbiamo ascoltato alla cena dei ministri del Pdl, verbale in libertà&#8221;. L&#8217;articolo, sotto la testata &#8220;Il Foglio all&#8217;Hotel Majestic&#8221;, racconta &#8220;l&#8217;incontro segreto&#8221; della scorsa settimana di otto ministri con i capigruppo in Parlamento del Pdl. &#8220;Mano tesa a Tremonti se molla l&#8217;amplesso con la Lega, Verdini coordinatore, Alfano in gran spolvero&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong>: &#8220;Fuga da Silvio. Berlusconi annusa una brutta aria. Si riapre il fronte con Tremonti. Il Pdl è sull&#8217;orlo del collasso. E il riavvicinamento tra Montezemolo e Marcegaglia dimostra che dopo l&#8217;addio di Geronzi le grandi manovre non sono ancora finite. &#8216;Ma se credono di pensionare me e Cesare si sbagliano di grosso&#8221;. L&#8217;altro titolo è per il &#8220;figurone&#8221;: &#8220;Fuga dall&#8217;Europa. Maroni torna a casa a mani vuote&#8221;. A centro pagina, sulla giornata al tribunale di Milano: &#8220;Il primo processo interrotto dagli spot&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Marcegaglia: rischi di una stretta sul credito. No allo Stato in azienda. Produzione quasi ferma nei primi tre mesi&#8221;. La presidente di Confindustria ha parlato ieri a Lecco, e ha detto di ritenere urgente la riforma del fisco. Il titolo più grande del quotidiano di Confindustria è: &#8220;Parmalat, sprint Granarolo. Cordata di Legacoop e allevatori. Il tribunale respinge l&#8217;istanza di Lactalis sul rinvio dell&#8217;assemblea. Nuovo statuto Cdp: sì all&#8217;ingresso in società di interesse nazionale&#8221;.</p>
<p><strong>Immigrazione ed Europa </strong></p>
<p>La cronaca de <strong>La Repubblica </strong>ricostruisce la giornata di ieri a Lussemburgo al vertice dei ministri dell&#8217;Interno, riassume la posizione di principali Paesi europei sulla questione immigrazione (unico alleato dell&#8217;Italia è Malta) e spiega che il presidente di turno del Consiglio, l&#8217;ungherese Pinter, ha chiarito che Maroni ha sostanzialmente approvato le conclusioni concordate per la gestione degli immigrati dal Nord Africa che richiedevano il consenso di tutti i 27 Paesi membri per passare, aggiungendo solo la riserva &#8216;non sono soddisfatto&#8217;&#8221;. Un altro articolo spiega che da Bruxelles la Commissaria Malmstroem ha detto: &#8220;Il decreto italiano sui permessi di soggiorno rispetta Schengen&#8221;. E questa dichiarazione viene considerata &#8220;l&#8217;unica nota positiva&#8221; dal ministro dell&#8217;Interno italiano, visto che per il resto l&#8217;Europa ha suggerito di &#8220;concludere accordi bilaterali più efficaci sulla Tunisia&#8221;.<br />
<strong>La Stampa </strong>spiega che la rottura si è consumata nel dibattito sulle &#8220;migrazioni dal vicinato del sud&#8221;. Nel testo c&#8217;erano le invocazioni di solidarietà e di assistenza ai rifugiati, la richiesta di fondi aggiuntivi e il rafforzamento dell&#8217;agenzia che vigila sulle frontiere comunitarie, la Frontex, anche sotto forma di pattugliamento navale, che ampliasse quello già deciso da Italia e Francia. Ma il quadro &#8211; secondo <strong>La Stampa </strong>- era insufficiente per il ministro Maroni, che ha proposto un emendamento per proporre una grande riallocazione continentale degli immigrati clandestini. Fonti della Commissione lo hanno considerato irricevibile, lo spagnolo Rubacalba l&#8217;ha definita una &#8220;non buona idea&#8221; e ha aggiunto che &#8220;gli immigrati arrivati in Italia sono illegali e devono tornare in Tunisia&#8221;. L&#8217;Italia ha ritirato la proposta, senza però porre il veto, come avrebbe potuto.</p>
<p>Giancarlo Loquenzi, su <strong>Il Giornale</strong>, si sofferma sulla idea di Europa, dell&#8217;Europa politica e di quella economica. Idea che si è rivelata &#8220;per molti versi un fallimento, o quantomeno un vasto insuccesso&#8221;, e che tuttavia è stata trasformata &#8220;dalla sinistra&#8221; in una &#8220;sorta di fede sostitutiva&#8221; dopo &#8220;il tramonto delle ideologie&#8221;. Per questo criticarla è un tabù. E tuttavia &#8220;che non esista una politica europea è arrivato ad ammetterlo persino Romano Prodi, che per anni ne è stato una vestale&#8221;. Dunque &#8220;Berlusconi e Maroni hanno solo colmato un vuoto e detto chiaramente che anche con l&#8217;Italia non si scherza&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong> intervista Hugo Brady, ricercatore del Centre for european reform di Londra. Ricorda che la cifra dell&#8217;esodo, ovvero i 20 mila tunisini, non può paragonarsi con i più di 350 mila profughi provenienti dal Kosovo nel 1999. E aggiunge: &#8220;La Francia in particolare accoglie ogni anno, sia in termini assoluti, sia in termini relativi, molti più rifugiati di quanti ne accolga l&#8217;Italia&#8221;. Sottolinea che l&#8217;Europa ha messo a disposizione dell&#8217;Italia e di Malta risorse e strumenti, dagli aiuti umanitari alle guardie di frontiera. Brady sottolinea anche che ormai l&#8217;immigrazione è diventata &#8220;la principale questione politica in ogni Stato&#8221;. E che i governanti in tutti i Paesi europei si trovano a dover fare i conti con una crescente ondata di populismo e di demagogia. Del resto, la questione immigrazione sarà il grande tema del Consiglio europeo di giugno, ed è quindi necessario secondo Brady iniziare ad affrontare la situazione in modo complessivo.</p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>, con il suo quirinalista, sottolinea lo &#8220;sconcerto&#8221; di Napolitano, che pure nei giorni scorsi aveva ammonito contro posizioni di ritorsione nei confronti dell&#8217;Europa. Anche Il Giornale in un retroscena, parla dell&#8217;invito alla cautela del Capo dello Stato: &#8220;No alle sortite improvvide senza fondamenti&#8221;.</p>
<p><strong>Libia</strong></p>
<p>Marta Dassù su <strong>La Stampa </strong>intervista Dominique Moisi, con cui ha parlato anche della politica interventista del presidente Sarkorzy sulla Libia. Il politologo spiega che il petrolio non c&#8217;entra, e che invece hanno contato tre fattori, per Sarkozy: il primo è la cultura specifica della Francia, assimilabile agli Stati Uniti nell&#8217;idea di avere una missione universale; il secondo è il carattere di Sarkozy, un &#8220;attivista&#8221;, un &#8220;americano&#8221;, che vuol essere giudicato per quello che fa e non per quello che dice, un emozionale che ama i colpi di scena e a cui va benissimo farsi condizionare da Bernard-Henry Levy, l&#8217;intellettuale di sinistra che non lo ha votato; la Francia era inoltre stata colta di sorpresa dalle proteste in Tunisia ed Egitto, e Sarkozy ha colto in Libia l&#8217;occasione per guadagnare terreno. Sarkozy a parte, Moisi analizza la politica dei willing, l&#8217;atteggiamento degli Usa, e sottolinea quanto non sia chiara la situazione in Libia. In particolare &#8220;fino a che punto il consiglio transitorio di Bengasi sia visto dalla maggioranza della popolazione libica come una forza nazionale di opposizione a Gheddafi, o rappresenti solo la Cirenaica&#8221;. &#8220;La verità sta probabilmente nel mezzo&#8221;. Secondo Moisi, gli Usa pensano che Gheddafi finirà per cedere, schiacciato dalle sanzioni, ma i tempi sono lunghi. E &#8220;il dilemma è chiaro: siamo intervenuti per proteggere Bengasi, ma l&#8217;agenda implicita è di liberarsi di Gheddafi. Nel frattempo, l&#8217;Europa si è divisa&#8221;. L&#8217;intervista è molto articolata ma vale la pena di leggerla integralmente.<br />
Su <strong>Il Riformista </strong>le anticipazioni di una intervista al vicepresidente dei Fratelli Musulmani di Libia, Al-Malik, che verrà pubblicata dalla rivista Limes: &#8220;Non abbiate paura di noi Fratelli libici&#8221;, titola il quotidiano, riassumendo che &#8220;il numero due della Fratellanza Musulmana racconta la lotta clandestina contro il rais, &#8216;grazie anche a finanziamenti europei&#8217;. Oggi &#8220;riconosciamo il Cnt&#8217;, ma domani la costruzione della democrazia passerà &#8216;anche da noi&#8217;. E dall&#8217;Islam. Senza epurazioni stile Iraq&#8221;.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>Ieri è entrata in vigore in Francia la legge che proibisce l&#8217;uso del velo integrale e due donne hanno deciso si sfidare il divieto, nel corso di una manifestazione davanti a Notre Dame. Erano una ventina, secondo <strong>La Stampa</strong>, che ricorda come in tutta la Francia siano circa 2000 le donne che hanno scelto di portare il burqa. Ieri ha parlato un sindacalista dei poliziotti, Emmanuelle Roux, espressione di coloro che la legge dovranno applicare, sottolineando come questo sarà il versante più problematico. La legge non prevede l&#8217;uso della forza, ma il ricorso alla persuasione o, in caso non si riesca a convincere la donna a togliersi il burqa, il trasferimento ad un commissariato, per poi chiedere al Procuratore della Repubblica come comportarsi. &#8220;Ancora una volta si chiede alla polizia delle soluzioni che la società, i partiti e il parlamento non sono riusciti a trovare&#8221;, dice il poliziotto. <strong>La Stampa </strong>intervista l&#8217;imam di Drancy, autorevole presidente della conferenza musulmana di Francia, e detestato dagli estremisti per aver detto, tra l&#8217;altro, che la shoah è &#8220;una ingiustizia senza uguali&#8221;. Dice: &#8220;Il burqa non ha senso in Francia, un Paese dove le donne votano dal 1945. E poi il burqa non è l&#8217;islam, l&#8217;islam non obbliga nessuno a coprirsi. Non è una prescrizione religiosa, ma solo una prigione per le donne e uno strumento di dominazione sessista&#8221;. A chi sostiene che deve esserci libertà di indossarlo, risponde: &#8220;E&#8217; inaccettabile la costrizione, ma è inaccettabile anche violare la legge che obbliga tutti a essere riconoscibili&#8221;. Per l&#8217;imam di Drancy i difetti della legge sono la sua difficile applicazione ed il fatto che manchi del tutto l&#8217;aspetto pedagogico, &#8220;di educazione delle giovani musulmane, come si è fatto per il velo a scuola&#8221;. Dal punto di vista politico sottolinea che è chiaro che si sia scelto &#8220;l&#8217;islam come bersaglio&#8221; per recuperare i voti dell&#8217;estrema destra. &#8220;Ma così, paradossalmente, rendono più difficile l&#8217;affermazione dell&#8217;islam moderato e contro ogni integralismo. Per questo non ho partecipato al dibattito sulla laicità organizzato dall&#8217;UMP (il partito di Sarkozy, ndr) che pure mi aveva invitato&#8221;.<br />
Sul <strong>Corriere della Sera </strong>Roberto Tottoli sottolinea l&#8217;importanza di un &#8220;principio condivisibile&#8221; a tutti i Paesi europei, che è la necessità di &#8220;rendere riconoscibili&#8221; le proprie generalità in un luogo pubblico, che il burqa rende impossibile. D&#8217;altra parte la legge francese si occupa soltanto di 2000 donne, e si è ottenuto in risposta lo sparuto protagonismo di poche donne, spesso convertite all&#8217;islam, che hanno fatto del burqa una bandiera identitaria. Spetta a coloro che costituiscono la maggioranza, su un fronte e sull&#8217;altro, far sentire la propria voce; gli alfieri del multiculturalismo senza limiti dovrebbero denunciare derive aberranti, e i musulmani, sull&#8217;altro versante, dovrebbero far sentire la propria voce non soltanto per difendere le libertà di chi indossa il burqa, ma anche quella &#8220;delle tante donne che non si mettono nulla, musulmane ed europee come le altre&#8221;.<br />
Sul <strong>Foglio</strong> Nidra Poller racconta cosa è accaduto nel corso del dibattito sulla laicità che si è tenuto a Parigi la scorsa settimana.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> offre ai lettori l&#8217;analisi di Matthew Kaminski, membro dell&#8217;editorial board del Wall Street Journal, che ha interpellato tutta la composita leadership dei Fratelli Musulmani in Egitto: &#8220;Una settimana insieme ai Fratelli musulmani in Egitto. Ecco le loro risposte su Mubarak, Israele, l&#8217;estremismo, il futuro&#8221;.</p>
<p>Su <strong>La Repubblica</strong>, alle pagine R2 cultura, un articolo del direttore di Reset Bosetti recensisce il libro che Renzo Guolo ha dedicato al rapporto tra Lega e Chiesa, dal titolo &#8220;chi impugna la croce&#8221;. Si parte dalla constatazione che, confrontando la geografia elettorale di oggi con quella dell&#8217;era democristiana, si scopre che una trentina di province dove la Dc aveva le sue casseforti di voti, da Treviso a Biella e Cuneo, passando per tutto l&#8217;arco prealpino, sono le stesse dove la Lega tiene ora i suoi forzieri.</p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/sarkozy-sullintervento-in-libia-il-petrolio-non-centra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IMMIGRAZIONE: l&#8217;Europa paga a caro prezzo l&#8217;assenza di una linea comune</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/immigrazione-leuropa-paga-a-caro-prezzo-lassenza-di-una-linea-comune/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/immigrazione-leuropa-paga-a-caro-prezzo-lassenza-di-una-linea-comune/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 08:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Marcegaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13340</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;I timori del Quirinale sull&#8217;Europa. Napolitano chiama Frattini: più cautela, salvaguardare l&#8217;Unione. Bruxelles scrive all&#8217;Italia e frena sui permessi. Maroni: niente di nuovo&#8221;. A centro pagina un messaggio via web diffuso dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: &#8220;Marcegaglia: imprenditori mai lasciati così soli. Confindustria in campo. &#8216;Facciamo sentire la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;I timori del Quirinale sull&#8217;Europa. Napolitano chiama Frattini: più cautela, salvaguardare l&#8217;Unione. Bruxelles scrive all&#8217;Italia e frena sui permessi. Maroni: niente di nuovo&#8221;. A centro pagina un messaggio via web diffuso dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: &#8220;Marcegaglia: imprenditori mai lasciati così soli. Confindustria in campo. &#8216;Facciamo sentire la nostra voce&#8217;&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Ernesto Galli della Loggia, è dedicato alle &#8220;generazioni perdute&#8221;, cioé ai &#8220;tanti talenti costretti ad emigrare&#8221; dall&#8217;Italia.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Profughi, l&#8217;Europa boccia l&#8217;Italia. &#8216;I permessi temporanei non aprono Schengen&#8217;. Duro stop anche da Berlino. La Lega: via i soldati dal Libano, li mettiamo alle nostre frontiere&#8221;. &#8220;Appello di Napolitano: no a dispetti e ritorsioni, serve una visione comune&#8221;. Sotto: &#8220;Marcegaglia: &#8216;Le imprese mai così sole&#8217;&#8221;. In prima pagina anche la notizia che oggi Berlusconi sarà in Aula al Tribunale di Milano per il processo Mediaset: &#8220;Berlusconi dai giudici, è caos nel Pdl. Oggi il premier in aula a Milano per il processo Mediaset. Affondo sulla prescrizione breve, scontro con Fini&#8221;.</p>
<p>Su <strong>Il Giornale</strong>, a centro pagina: &#8220;Quello che Silvio vuole dire ai giudici. Oggi l&#8217;udienza al tribunale di Milano&#8221;, con foto del premier. Il titolo di apertura è dedicato però alle &#8220;cifre riservate su quanto costano i programmi più amati dalla sinistra&#8221;. &#8220;Conto da 35 milioni per la Rai anti-Cav. Giornalisti rossi&#8221;. Dove si spiega che &#8220;spendiamo la bellezza di 7 milioni per Santoro, 8 per la Dandini, 10 per Fazio&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Rifugiati, l&#8217;Europa gela l&#8217;Italia. &#8216;Il decreto sui permessi non fa scattare Schengen&#8217;. Maroni: nulla di nuovo. La Lega: via i soldati dal Libano, servono per gestire l&#8217;emergenza clandestini. Bonino a Berlusconi: l&#8217;Ue non è un taxi&#8221;. In alto: &#8220;La leader di Confindustria: mobilitarsi per dare l&#8217;esempio. &#8216;Noi imprenditori mai soli come ora&#8217;. Marcegaglia: il Paese è troppo diviso&#8221;. In prima pagina anche la foto di due bimbe che giocano su una spiaggia Usa, in Lousiana: &#8220;Rinascono le spiagge della marea nera&#8221;.</p>
<p><strong>Italia</strong></p>
<p>Nel Pdl è &#8220;caos&#8221; secondo <strong>La Repubblica</strong>. <strong>Il Giornale </strong>parla di &#8220;fibrillazioni interne&#8221;. Oggi su tutti i quotidiani troverete eco della cena tra ministri di provenienza Forza Italia a Roma. <strong>La Repubblica </strong>dice che il vero scopo della serata era un attacco studiato a tavolino contro Tremonti. E che a spronare di nascosto i ministri presenti, ovvero Romani, Alfano, Frattini, Prestigiacomo, Gelmini, Fazio, Carfagna e Fitto, sarebbe stato lo stesso Cavaliere, sempre più impaziente di ottenere dal Ministro dell&#8217;Economia quella riforma fiscale che sembra perduta nei cassetti di via XX settembre. Il Cavaliere starebbe organizzando i suoi contro l&#8217;unico possibile rivale e suo successore. Nei cui confronti, peraltro, è cresciuta l&#8217;irritazione, anche per le recenti nomine nelle aziende pubbliche, dove la Lega e lo stesso Tremonti avrebbero &#8220;preso tutto&#8221;, come avrebbe detto un uomo del premier. &#8220;Ormai a me Tremonti nemmeno mi saluta più&#8221;, avrebbe detto il ministro Alfano.<br />
Anche per <strong>La Stampa </strong>Berlusconi vede in Tremonti l&#8217;ostacolo ad una politica di sviluppo e ad una incisiva riforma del fisco. E <strong>Il Giornale </strong>parla del &#8220;gelo delle ultime settimane&#8221; tra il Cav e Tremonti: scrive il quotidiano che secondo molti, il fatto che alla cena fosse presente il fedelissimo Alfano, dimostrerebbe che sull&#8217;incontro c&#8217;era anche il placet del premier, convinto che Tremonti vada ridimensionato.</p>
<p><strong>Europa</strong></p>
<p>Una corrispondenza da Bruxelles sul <strong>Corriere della Sera </strong>spiega la posizione della Commissaria europea Malmstrom, che ha scritto una lettera al nostro ministro dell&#8217;interno per dire che non valgono come passaporti i permessi di soggiorno temporanei che l&#8217;Italia vuole dar agli immigrati tunisini. Oggi i ministri dell&#8217;interno dell&#8217;Europa si incontreranno a Lussemburgo, e si dovrà trovare un compromesso. Sarkozy e la Merkel hanno messo per iscritto il loro no a farsi carico di una quota di immigrati. Ma, scrive il quotidiano, &#8220;i mediatori sono all&#8217;opera&#8221;. Ieri sono rimbalzate voci di contatti &#8220;intesi&#8221; tra Roma e Parigi, per preparare un documento comune in vista del 26 aprile, giorno di un vertice tra Sarkozy e Berlusconi.<br />
Lo stesso quotidiano dà spazio alla replica del ministro Maroni alle posizioni di Bruxelles: &#8220;Mi sembra una posizione scontata, per noi noin cambia assolutamente nulla&#8221;. Maroni spiega che era stato lui a chiedere alla Malmstrom di attivare la direttiva sui permessi temporanei, &#8220;pur nella consapevolezza che molti Strati sono contrari, come ho detto qualche giorno fa in Parlamento. Dunque non mi aspettavo nulla di diverso&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong> riferisce le parole del ministro dell&#8217;Interno tedesco, Hans Peter Friedrich: &#8220;L&#8217;Italia deve risolvere da sola il suo problema&#8221;, &#8220;con 23 mila migranti l&#8217;Italia non è inondata, ma sta violando in modo eclatante il diritto d&#8217;asilo europeo&#8221;, &#8220;la riunione di Lussemburgo deve convincere l&#8217;Italia a smetterla con la sua politica non solidale con l&#8217;Europa e contraria al diritto europeo&#8221;.<br />
<strong>La Stampa</strong> intervista la senatrice Emma Bonino, ex commissaria europea, che spiega come il rifiuto di Francia e Germania di prendersi carico degli immigrati giunti in Italia è &#8220;il prezzo che paga tutta l&#8217;Europa per non avere deciso una linea comune. Anche nell&#8217;ultimo trattato di Lisbona ratificato dai 27 Paesi membri si dice che ognuno decide per sé&#8221;. Secondo la Bonino, inoltre, &#8220;ad indebolire la posizione sull&#8217;Europa c&#8217;è stata la mancata presa di posizione del commissario Cecilia Maelstrom che avrebbe dovuto applicare autonomamente le direttive sui permessi a fini umanitari. Se lo avesse fatto sarebbe bastata una maggioranza qualificata, per prendere una decisione comune. E&#8217; ovvio che ci debba essere una posizione condivisa. Detto qusto mi lascia molto perplessa che l&#8217;Italia non sia in grado di gestire 25 mila migranti. Con la crisi del kosovo nel 99 lo facemmo e ne arrivarono 50 mila&#8221;.<br />
Per tornare al <strong>Corriere</strong>, l&#8217;Osservatorio di Renato Mannheimer sonda gli umori degli italiani, e in particolare degli elettori della Lega, sulla questione immigrazione. &#8220;Migranti, il 48 per cento di chi vota Carroccio pronto ad accettare i perseguitati in patria&#8221;. Le opzioni sono tre: accoglierli tutti, respingerli tutti o accogliere solo i &#8220;perseguitati politici&#8221;. La prima opzione ha il 16 per cento tra tutti gli elettori italiani. La seconda ha il 18 per cento. La terza opzione vede favorevoli il 41 per cento degli italiani, e il 48 per cento degli elettori della Lega.</p>
<p><strong>Il Corriere </strong>e <strong>La Repubblica </strong>riferiscono anche dei &#8220;dubbi del Quirinale&#8221; sul rischio di un ultierore inasprimento nei rapporti tra Roma e Bruxelles. Secondo il quirinalista del <strong>Corriere della Sera</strong>, Napolitano sarebbe &#8220;preoccupato&#8221; dalla &#8220;escalation di segno anti-europeo&#8221; esemplificata dalle dichiarazioni del premier e di alcuni suoi ministri (&#8220;la Ue ci aiuti o è meglio dividerci&#8221;, ha detto Berlusconi; &#8220;se la Francia non si impegna esca da Schengen&#8221;, Maroni; la minaccia di un ritiro del nostro contigente dal Libano per schierare i nostri soldati lungo i confini e fermare i profughi, ipotesi avanzata da Calderoli).</p>
<p>Su <strong>Il Giornale </strong>Magdi Cristiano Allam firma invece un editoriale dal titolo &#8220;Ribelliamoci all&#8217;Europa per evitare l&#8217;invasione&#8221;. &#8220;Bene fa Berlusconi ad ammonire che l&#8217;Italia potrebbe uscire dall&#8217;Unione europea nel momento in cui veniamo abbandonati di fronte alla emergenza clandestini. Confermando che questa Europa è essenzialmente un colosso di materialità asservita ai poteri forti, che si incarnano nell&#8217;Euro&#8221;, scrive Allam; una Europa che si vergogna delle proprie radici giudaico-cristiane. Allam invita a rifondare le Nazioni Unite, che sostengono che coloro che tentano di arrivare in Europa siano tutti &#8220;potenziali profughi&#8221; e avrebbero tutti il diritto di essere accolti in qualsiasi parte del mondo.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>&#8220;Se prevale l&#8217;egoismo dei più forti&#8221; è il titolo dell&#8217;analisi firmata da Enzo Bettiza, che <strong>La Stampa </strong>dedica al consiglio previsto per oggi a Lussemburgo dei 27 ministri dell&#8217;interno: &#8220;Sulla lettura più o meno estensiva degli accordi di Schengen il concilio darà ragione a Roma, oppure subira e approverà l&#8217;interpretazione restrittiva della diarchia di Parigi e Berlino, sostenuta dal satellite di Londra?&#8221;, si chiede retoricamente Bettiza, convinto che avranno la meglio le tesi &#8220;sostanzialmente egoistiche ed anti-europee dei francesi e dei tedeschi&#8221;. Segue una analisi desolata della operazione Odyssey dawn, dove la no-fly zone si è risolta in una serie di &#8220;bombardamenti disordinati e privi di coordinamento&#8221;. &#8220;Si è avuta l&#8217;impressione che, in seguito al colpo di testa del presidente Sarkozy, pressato da tensioni elettoralistiche sul piano interno, tutte le maggiori istituzioni politiche e militari dell&#8217;Occidente, la Nato, l&#8217;Ue, l&#8217;alleanza storica tra europei ed americani, siano entrati in una sorta di panne semi-anarchico&#8221;, sottolinea Bettiza, deprecando anche il fatto che Obama non abbia ascoltato &#8220;il saggio parere contrario del Pentagono e di Robert Gates&#8221;. La Nato ha poi tentato di &#8220;riprendere in mano il filo della matassa imbrogliato dai francesi&#8221;. La storia &#8220;non potrà non ricordare la pessima riuscita dell&#8217;intervento neo-colonialista in Libia, ammantata dalla fraseologia del Tigellino buonista dell&#8217;Eliseo Bernard-Henry Lévy&#8221;. Il paragone che avanza Bettiza è quello dell&#8217;intervento franco-britannico a Suez nel 1956, che fu controproducente, rafforzò il pan-arabista Nasser e fornì a Krusciov un ottimo alibi per stroncare la rivoluzione ungherese e favorire l&#8217;intervento sovietico in Medio Oriente. Allora Eisenhower impose l&#8217;alt a Parigi e Londra, Obama ha fatto l&#8217;opposto&#8221;.</p>
<p>Sul <strong>Corriere </strong>si legge invece che il Presidente Sarkozy &#8220;con una svolta poco pubblicizzata ma forse decisiva&#8221;, sarebbe pronto ad accettare che Gheddafi resti al potere durante una fase di cessate il fuoco che permetta le trattative tra il governo e gli insorti. Secondo lo stesso quotidiano, peraltro, Gheddafi avrebbe detto sì al piano di mediazione, offertogli ieri dall&#8217;Unione Africana. Il Consiglio nazionale di transizione rifiuta ogni trattativa finché al potere ci saranno Gheddafi e i suoi figli: ma la mossa di Sarkozy imporrebbe loro la trattativa.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong> intervista Mustafa Gheriani, portavoce del Consiglio nazionale di transizione libico. Dice che &#8220;avanzare di 20 chilometri e quindi ripiegarsi per altrettanti chilometri è normale&#8221; nel tipo di guerra del deserto, &#8220;molto fluida&#8221;, che si sta combattendo contro le forze di Gheddafi. Sulla utilità di una soluzione che sia politica, oltre che militare, risponde che essa non può che passare per l&#8217;uscita di scena di Gheddafi e dei suoi figli. E, &#8220;se c&#8217;è chi intende giocare la carta dell&#8217;esilio, lo faccia. Non sarà il Cnt a fare da ostacolo&#8221;. Sui barconi dei migranti Gheriani dice: &#8220;Sappiamo che a Misurata le milizie al suo soldo (di Gheddafi, ndr) impongono a forza a centinaia di eritrei, somali, etiopi, gente fuggita dal Corno d&#8217;Africa, di imbarcarsi forzatamente su quei barconi. Chi rifiuta viene passato per le armi. Noi abbiamo assicurato all&#8217;Italia e ai Paesi europei che controlleremo i flussi migratori e che potremo farlo con efficienza&#8221;, poiché si tratta di un&#8217;arma di ricatto e di vendetta adoperata da Gheddafi contro l&#8217;Italia e altri Paesi europei.<br />
Sullo stesso quotidiano un articolo sottolinea che la Lega Araba ha deciso di chiedere all&#8217;Onu una no-fly zone su Gaza, sul modello di quella da poco votata per la Libia, per impedire all&#8217;aviazione israeliana di bombardare l&#8217;area. La scorsa settimana Hamas ha lanciato da Gaza alcuni missili e, in risposta, Israele ha deciso una serie di raid aerei che ha portato alla morte di 18 persone e al ferimento di 70.</p>
<p>Una lunga analisi dello scrittore Tahar Ben Jelloun è dedicata da <strong>La Repubblica </strong>alle rivolte nel mondo arabo: vi si legge che esse hanno seppellito l&#8217;islamismo, essendo soprattuto rivolte laiche, in cui si chiede democrazia, dignità, giustizia, lotta contro la corruzione, e latrocinio. Scomparsa la retorica islamista tra i giovani libici che resistono a Gheddafi, in Egitto i Fratelli Musulmani hanno cercato di salire in corsa sul treno della rivoluzione, e, in seguito, &#8220;si sono ritrovati nella mischia, tra tanti partiti politici, costretti a mettere in sordina un fanatismo divenuto anacronistico&#8221;. Questo non vuol dire che essi scompariranno, ma solo che avranno un loro posto nel contesto democratico: &#8220;L&#8217;islamismo continuerà ad esistere, perché risponde ad una esigenza culturale e identitaria. Ma è l&#8217;assenza di democrazia che ha favorito la sua espansione. Una democrazia ben assimilata terrà conto delle componenti religiose, come terrà conto delle varie correnti laiche. L&#8217;islamismo è stato sconfitto dal popolo&#8221;.</p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/immigrazione-leuropa-paga-a-caro-prezzo-lassenza-di-una-linea-comune/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IMMIGRATI: C&#8217;E&#8217; L&#8217;ACCORDO CON LE REGIONI Chi non ha precedenti penali riceverà un permesso di soggiorno temporaneo</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/immigrati-ce-laccordo-con-le-regioni-chi-non-ha-precedenti-penali-ricevera-un-permesso-di-soggiorno-temporaneo/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/immigrati-ce-laccordo-con-le-regioni-chi-non-ha-precedenti-penali-ricevera-un-permesso-di-soggiorno-temporaneo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 08:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[generali]]></category>
		<category><![CDATA[geronzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[ruby]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=13158</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Ecatombe sulla rotta per l&#8217;Italia. Si rovescia barcone carico di migranti, più di 250 morti. Molti bambini. La tragedia mentre una motovedetta della Marina tentava il soccorso. Il racconto dei sopravvissuti&#8221;. Di spalla: &#8220;Sulle intercettazioni duello tra procura e legali del premier&#8221;. E poi: &#8220;Ruby non sarà parte civile&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Ecatombe sulla rotta per l&#8217;Italia. Si rovescia barcone carico di migranti, più di 250 morti. Molti bambini. La tragedia mentre una motovedetta della Marina tentava il soccorso. Il racconto dei sopravvissuti&#8221;. Di spalla: &#8220;Sulle intercettazioni duello tra procura e legali del premier&#8221;. E poi: &#8220;Ruby non sarà parte civile&#8221;. A centro pagina: &#8220;Generali, drammatico consiglio. Geronzi costretto a dimettersi&#8221;. Il presidente uscente di Generali viene intervistato dal direttore del quotidiano: &#8220;Io lascio. I nuovi? Gioventù anziana&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Strage al largo di Lampedusa. &#8216;Sulla barca 300 immigrati&#8217;. Affondata nel mare in tempesta, anche bimbi a bordo. Salvi in 53&#8243;. In alto: &#8220;Sfiducia dei soci. Geronzi si dimette dalle Generali. La svolta dopo mesi di polemiche&#8221;. Sul processo a Berlusconi: &#8220;Ruby, prima udienza chiusa in 9 minuti. Non sarà parte civile. Scintille procura-Pdl sulle intercettazioni. Processo breve, è battaglia alla Camera&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Chi annega i clandestini. Barcone affonda: un&#8217;altra strage da imputare al governo tunisino, che non fa nulla per fermare il traffico di esseri umani. L&#8217;Italia fronteggia l&#8217;emergenza ma Europa e Francia ci sgambettano&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;Nipote di nessuno. Barcone si inabissa: morti e centinaia di dispersi&#8221;. E poi: &#8220;I messaggi di aiuto inascoltati. Gli sos dei profughi rimpallano in un tratto di mare militarizzato e sotto controllo. Boldrini: subito un corridoio umanitario&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Generali, la caduta di Geronzi. Terremoto al vertice del Leone alato, a sopresa il presidente in minoranza. Della Valle: rinnovare è possibile. Costretto alle dimissioni, anche Mediobanca lo scarica. Il titolo vola&#8221;. &#8220;&#8216;Cambio di regime&#8217; è il titolo del commento di Massimo Giannini&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;Migranti, apocalisse in mare. Lampedusa, affonda un barcone. 250 vittime, molti bambini&#8221;. In prima anche il processo a Berlusconi: &#8220;Udienza lampo, Ruby non sarà parte civile&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Sveltina giudiziaria. Oltre cento giornalisti accreditati e grande attesa mondiale: tutto per un&#8217;udienza di nove minuti. Ruby gela la Boccassini e non si costituisce parte civile: &#8216;Rovinata dai giornali, non da Silvio&#8217;. E sul processo breve il fasciocomunista Fini fa melina in Aula&#8221;. Il titolo di apertura è per Generali: &#8220;stop all&#8217;era Geronzi. Si dimette il banchiere che ha fatto la storia d&#8217;Italia&#8221;:</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Geronzi lascia la presidenza Generali. Dopo le dimissioni dal vertice convocato per domani, cda d&#8217;urgenza. Il banchiere resta alla guida della Fondazione. Il titolo sale del 3 per cento. Per la successione in pole Galateri, ma avanza la candidatura di Mario Monti&#8221;. L&#8217;editoriale, del direttore Napoletano: &#8220;Il tappo saltato, il mercato e le risposte da dare&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong>: &#8220;L&#8217;ultimo Cesare. Poteri (meno) forti: Geronzi si dimette dalla presidenza di Generali&#8221;. A centro pagina: &#8220;Berlusconi prepara l&#8217;assalto finale a Fini&#8221;.</p>
<p>Secondo <strong>Europa</strong> cade Geronzi e &#8220;cambia la mappa del potere. A Tremonti non dispiace&#8221;. &#8220;Generali, vince l&#8217;affondo di Della Valle. Via anche da Rcs&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>, che titola sulle dimissioni di Geronzi &#8220;La caduta degli dei&#8221;, apre con notizie di politica estera. &#8220;La guerra segreta d&#8217;Israele accelera contro il network Hamas-Iran. Un altro attacco dall&#8217;aria in Sudan, un sequestro in Ucraina, armi intercettate per interrompere i traffici con Gaza&#8221;. Di spalla la politica. &#8220;Tra il Cav e il processo breve ci sono Fini e un ostruzionismo lungo&#8221;.</p>
<p><strong>Generali</strong></p>
<p>Con dieci voti di sfiducia su diciasette Cesare Geronzi è stato costetto a dimettersi dalla presidenza di Generali, dopo che un gruppo di consiglieri di amministrazione aveva manifestato sfiducia nei suoi confronti. A Geronzi era contestato un ruolo esorbitante rispetto alla funzione di un presidente senza deleghe. In particolare a contestarlo era l&#8217;imprenditore Della Valle, tra gli azionisti di Generali.<br />
Al ministro Tremonti &#8211; scrive <strong>Europa</strong> &#8211; &#8220;la scossa che arriva dal Leone di Trieste non dispiace, anche se c&#8217;è chi vede dietro le mosse di Della Valle (il vincitore del primo round) le ambizioni politiche non più dissimulate di Montezemolo&#8221;.<br />
Anche per<strong> Il Foglio </strong>&#8220;s&#8217;aggiudica il primo round Diego Della Valle, che ha scosso l&#8217;albero&#8221;. Ne esce ridimensionato &#8220;il sistema relazionale romano del quale Geronzi è stato il primo motore immobile&#8221;. Il quotidiano diretto da Ferrara sottolinea che è necessario seguire con attenzione le mosse di Francesco Gaetano Caltagirone, presidente ad interim.<br />
E ancora secondo <strong>Il Foglio</strong>, il colpo di scena alle Generali ha sorpreso Silvio Berlusconi, che a Geronzi deve un sostegno finanziario importante, nel 1993, quando Finivest era in difficoltà (la Banca di Roma guidò l&#8217;ingresso in Borsa di Mediaset). E non piace nemmeno a Letta, il quale ha sempre mantenuto un rapporto stretto con quel milieu del quale Geronzi è stato il perno. Quanto a Tremonti, un anno fa aveva favorito il passaggio di Mediobanca a Generali, ma in questi mesi era preoccupato dall&#8217;instabilità dal vertice della compagnia di assicurazioni.<br />
Secondo <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, &#8220;l&#8217;attivismo di Geronzi dalla sua posizione non operativa all&#8217;interno della compagnia di Trieste e soprattutto alcune sue prese di posizione contro le Fondazioni hanno avviato un progressivo distacco da Tremonti&#8221;. Distacco che si è allargato dapprima con il rinsaldamento del rapporto di Geronzi con Antonio Fazio &#8211; chiamato alla guida del comitato scientifico della Fondazione Generali &#8211; e poi per ultimo per l&#8217;asse con gli azionisti francesi di Mediobanca &#8211; Generali: &#8220;Un fatto decisivo, in un momento in cui Tremonti e impegnato a bloccare le azioni dei transalpini in Italia&#8221;.<br />
Della vicenda si occupa anche Nicola Porro, su <strong>Il Giornale</strong>, cercando di ricostruire cosa viene rimproverato a Geronzi. Generali è controllata da un 14 per cento di azioni Mediobanca, che da sempre ne determinano le scelte. Strada facendo, il cordone ombelicale si è sfilacciato. Ma  Geronzi viene  accusato di non aver saputo tenere a bada il Consiglio di amministrazione, tanto che il vicepresidente del gruppo si è astenuto dal votare il bilancio. Il secondo peccato mortale che gli viene attribuito è di aver cercato un nuovo fronte di azionisti alternativi a Mediobanca. E se è vero che Diego Della Valle ha dato l&#8217;innesco a tutta l&#8217;operazione, non è certo che una parte dei consiglieri che ieri lo hanno seguito su Geronzi decidano di seguirlo ancora. Certo è che in Generali è stato spazzato via quell&#8217;asse francesi-Geronzi che ha governato un buon pezzo del salotto buono del capitalismo italiano. E in un&#8217;altra analisi de <strong>Il Giornale </strong>si spiega: &#8220;Vincono Tremonti e Della Valle, perde Bolloré ma resta in sella. L&#8217;annuncio delle dimissioni di Geronzi ha comunque spinto il titolo di Generali in crescita a piazza Affari, con un +2,97 per cento.<br />
&#8220;Dal tramonto del &#8216;cesarismo&#8217; al declino di Berlusconi, così è saltato un sistema di potere. Anche Tremonti in campo contro l&#8217;ex banchiere&#8221;, si sintetizza così nell&#8217;analisi di Massimo Giannini su <strong>La Repubblica</strong>.</p>
<p><strong>Immigrazione</strong></p>
<p>Ieri sera a Palazzo Chigi, l&#8217;incontro con le regioni italiane avrebbe partorito un accordo che prevede piccoli insediamenti di immigrati distribuiti in tutta Italia, no alle tendopoli, coinvolgimento in prima battuta della Protezione civile insieme a regioni ed enti locali, applicazione dell&#8217;articolo 20, ovvero del permesso temporaneo di soggiorno, secondo quanto racconta <strong>La Stampa</strong>. Governo, regioni, province e comuni presenteranno l&#8217;accordo al presidente Napolitano. I permessi temporanei saranno possibili solo a chi non ha precedenti penali, anche se non sarà semplice il controllo di questo requisito. Anziché essere accolti in tendopoli, i migranti verranno smistati in gruppi non particolarmente numerosi e in strutture recintate e coperte come le caserme. Il ministro dell&#8217;interno Maroni chiederà al consiglio Ue dei ministri degli interni dell&#8217;11 aprile l&#8217;applicazione della direttiva 55 del 2001, sulla protezione temporanea, anche per i tunisini arrivati in Italia. Ma secondo <strong>La Stampa </strong>l&#8217;Ue vorrebbe escludere dal provvedimento i tunisini, limitando la misura ai migranti dei Paesi subsahariani fuggiti dalla Libia, che non possono rientrare nei loro Paesi d&#8217;origine per motivi politici e umanitari.<br />
Il quotidiano riferisce anche della controffensiva possibile della Francia, che passerà per Bruxelles: potrebbe esser chiesto all&#8217;Italia di esaminare la situazione di ogni migrante, caso per caso, assicurandosi che non sia segnalato dalla polizia. Inoltre, per diventare regolare a tempo, ogni tunisino dovrà avere documenti e dimostrare di avere risorse per viaggiare.<br />
Sul <strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Il governo transalpino considera un escamotage per disfarsi dei &#8220;non regolari&#8221; la soluzione del documento a tempo&#8221;. Per la prima volta il ministro dell&#8217;interno francese Guéant ha messo in discussione l&#8217;accordo di Schengen, dichiarando che non è adatto a una situazione di emergenza.</p>
<p><strong>Esteri</strong></p>
<p>Secondo <strong>La Stampa</strong>, tra le concessioni fatte agli ambienti sunniti integralisti dal regime siriano vi sarebbe il reintegro in tutte le scuole del Paese delle insegnanti che indossano il niqab, maestre e professoresse. Erano state allontanate dalle classi nel giugno scorso, e assegnate a mansioni diverse nei locali del ministero dell&#8217;Istruzione. Parallelamente si sarebbe deciso di chiudere l&#8217;unico casinò della Siria, inaugurato lo scorso dicembre.<br />
Su <strong>La Repubblica </strong>una corrispondenza da Damasco racconta come il presidente Assad abbia ricevuto ad un &#8220;tavolo di dialogo&#8221; oppositori, sceicchi e capo-tribù. Proprio ieri era in visita nel Paese, a sostenere la via delle riforme, il ministro degli esteri turco Davutoglu. Il modello turco &#8211; scrive il quotidiano &#8211; è studiato con attenzione a Damasco, sia dai ribelli che dal governo: i primi vi riconoscono il sistema politico più prossimo ad aspirazioni della primavera araba, i secondi lo ritengono un utile canovaccio su cui imbastire le nuove leggi.<br />
Se ne parla anche su <strong>Libero</strong>: &#8220;Assad ammicca agli islamici: sì al velo nelle scuole&#8221;.</p>
<p>Della visita a sorpresa a Damasco del Ministro degli esteri turco parla anche <strong>Europa</strong>. Il Paese, che già nella questione tunisina, egiziana e yemenita esplicitamente ha invitato i rispettivi capi di Stato ad &#8220;ascoltare le richieste del popolo&#8221;, in Siria è assai più coinvolto, non solo come partner commerciale, le cui merci penetrano sempre di più nel mercato siriano, ma anche come influente attore politico regionale, che a Damasco potrebbe servire come solida sponda amica per bilanciare la sua tradizionale dipendenza strategica dall&#8217;alleato iraniano.<br />
Da lunedì in Francia sarà vietato l&#8217;uso del velo. Se ne occupa l&#8217;inserto R2 de <strong>La Repubblica</strong>, con una corrispondenza dalla Francia che si sofferma sulla vicenda di una giovane donna che ha deciso di sfidare il divieto: nata e cresciuta vicino a Nantes, lavorava come contabile alla Renault e si è convertita. Ma anche con una analisi di Timothy Garton Ash, dal titolo &#8220;in una società libera la politica del divieto non è la soluzione&#8221;, che riferisce di uno studio dell&#8217;Open Society Foundation, con interviste a tutto campo a 32 donne che indossano il velo integrale in Francia: tutte, ad esclusione di due di loro, hanno dichiarato di essere le prime donne della loro famiglia a portarlo.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>Ancora sotto accusa il vicepresidente del Cnr Roberto De Mattei, resosi protagonista di una polemica sullo tsunami giapponese, definito un castigo divino. Secondo quanto riferisce <strong>La Repubblica</strong>, avrebbe collegato il collasso della Roma imperiale e l&#8217;arrivo dei barbari alla &#8220;effeminatezza di pochi a Cartagine, paradiso degli omosessuali, che contagiò tanti&#8221;. </p>
<p><strong>(Fonte: <a title="Rassegna Italiana" href="http://caffeeuropa.it">Rassegna Italiana</a> di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/immigrati-ce-laccordo-con-le-regioni-chi-non-ha-precedenti-penali-ricevera-un-permesso-di-soggiorno-temporaneo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cresce il fronte del &#8220;si&#8221; alla proposta di fornire armi ai ribelli libici</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/cresce-il-fronte-del-si-alla-proposta-di-fornire-armi-ai-ribelli-libici/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/cresce-il-fronte-del-si-alla-proposta-di-fornire-armi-ai-ribelli-libici/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 09:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la russa]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=12838</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Rissa alla Camera, monetine in piazza&#8221;, &#8220;Pdl e Lega accelerano sul processo breve: urla contro La Russa e Santanché&#8221;, &#8220;Duro scontro tra il ministro della Difesa e Fini. Rinviato il provvedimento, torna l&#8217;ipotesi della fiducia&#8221;. A centro pagina: &#8220;Morti 11 immigrati in mare, c&#8217;è anche un bimbo&#8221;, &#8220;Berlusconi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Rissa alla Camera, monetine in piazza&#8221;, &#8220;Pdl e Lega accelerano sul processo breve: urla contro La Russa e Santanché&#8221;, &#8220;Duro scontro tra il ministro della Difesa e Fini. Rinviato il provvedimento, torna l&#8217;ipotesi della fiducia&#8221;. A centro pagina: &#8220;Morti 11 immigrati in mare, c&#8217;è anche un bimbo&#8221;, &#8220;Berlusconi a Lampedusa: libereremo l&#8217;isola. E compra una villla&#8221;, &#8220;La Tunisia frena sui rimpatri. Si dimette il sottosegretario all&#8217;Interno Mantovano&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Prescrizione breve, scoppia la rivolta&#8221;, &#8220;Blitz per salvare Berlusconi: bagarre in aula, in piazza monetine contro i ministri&#8221;, &#8220;Corsa del Pdl per far approvare la legge, anche con la fiducia. L&#8217;Anm: colpo mortale alla giustizia. La Russa insulta Fini. Bersani: è uno sfregio, fronte comune&#8221;. A centro pagina: &#8220;Show del premier: via i profughi da Lampedusa. Affonda gommone, un bimbo tra gli 11 morti&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Riecco Berlusconi&#8221;, &#8220;Lampedusa liberata&#8221;, &#8220;Il premier sull&#8217;isola, via allo spostamento dei clandestini. Per i cittadini niente tasse per un anno&#8221;. E sullo scontro alla Camera: &#8220;Emergenza giustizia, assalto al governo. Pasticcio di La Russa&#8221;. A centro pagina: &#8220;A Prodi tre pensioni al mese&#8221;, &#8220;Il Professore intasca 14mila euro. Tra i miracolati anche Cossutta, Scalfaro e Violante&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Fini perde la testa&#8221;, &#8220;Rissa a Montecitorio&#8221;, &#8220;La Russa prende la parola per denunciare i manifestanti che tirano monetine e l&#8217;opposizione. L&#8217;ex leader di An lo zittisce e poi lo insulta: &#8216;Si faccia curare&#8217;. Non può più presiedere la Camera&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;Silvio spettacolo a Lampedusa&#8221;, &#8220;&#8216;Isola libera in due giorni&#8217;&#8221;. E in basso: &#8220;Mantovano sbatte la porta, &#8216;Ci siamo presi troppi immigrati&#8217;&#8221;, &#8220;Il sottosegretario si dimette&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Il premier: svuoterò Lampedusa&#8221;, &#8220;Berlusconi: in due giorni via gli immigrati. saranno distribuiti in tutta Italia. Nella notte affonda un barcone. I superstiti: undici morti tra cui un bambino&#8221;. E sotto la testata: &#8220;Prescrizione breve. Bagarre in aula, assalto alla Camera&#8221;, &#8220;La Russa insulta Fini. La replica: curatelo&#8221;, &#8220;L&#8217;opposizione insorge, sputi e monetine fuori da Montecitorio&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;Blitz, buffonate, provocazioni. E alla Camera finisce male&#8221;, &#8220;La pagliacciata di Lampedusa scatena la rabbia a Roma, La Russa sbraca&#8221;. A centro pagina: &#8220;Sull&#8217;isola sbarca Silvio La Qualunque&#8221;.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Infuria lo scontro sul diritto dei giudici ad abbattere Berlusconi&#8221;, &#8220;La maggioranza contro il processo Mills, l&#8217;opposizione blocca l&#8217;ingresso di Montecitorio e lancia monetine&#8221;. E poi: &#8220;Ogni volta che Repubblica lo iscrive al proprio partito, Napolitano smentisce pubblicamente. Ecco come  e perché&#8221;.<br />
Due colonne centrali del quotidiano sono dedicate ad una polemica dell&#8217;Elefantino-Ferrara contro Ugo Stille, che contesta la rubrica tenuta dal direttore de Il Foglio in Rai.<br />
Sulla politica internazionale, la Libia: &#8220;Quanto è difficile vincere una guerra con i ribelli che si sparano sui piedi&#8221;, &#8220;Le forze contro Gheddafi sono divise e inesperte, l&#8217;addestramento richiede tempo&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Basilea 3, crescita a rischio&#8221;, &#8220;Minori prestiti a imprese e famiglie italiane per 346 miliardi&#8221;. Si citano i dati di una ricerca Ambrosetti secondo cui &#8220;le nuove norme possono ridurre di circa un quarto le somme erogate dalle banche&#8221;. A centro pagina, la rissa alla Camera: &#8220;Giustizia e immigrati. Alta tensione nel Governo&#8221;. E l&#8217;analisi di Stefano Folli: &#8220;Il timore che la rissa si prolunghi fino al 2013&#8243;.</p>
<p><strong>Politica</strong></p>
<p>Il Pd si divide &#8211; secondo <strong>La Repubblica</strong> &#8211; sulla &#8220;ipotesi Aventino&#8221;. Ieri, nel corso del duro scontro tra Governo e centrosinistra, il senatore Ignazio Marino invocava la necessità di un &#8220;gesto eclatante&#8221;, come l&#8217;abbandono dell&#8217;Aula: &#8220;O anche dimetterci tutti, in modo da provocare nuove elezioni&#8221;. Racconta il quotidiano che a Montecitorio c&#8217;era stato in precedenza un battibecco tra Rosy Bindi, che proponeva di lasciare l&#8217;Aula, e D&#8217;Alema, che aveva ironizzato: &#8220;Cosa vuoi? Che mi tolga gli occhiali e vada a menarli?&#8221;. Il segretario Pd Bersani ha invece bocciato l&#8217;Aventino: &#8220;Abbandonare l&#8217;Aula? Si può sempre discutere di questo, ma con i numeri che hanno decidono in un&#8217;ora&#8221;. Rosy Bindi viene intervistata dal quotidiano e conferma che la non partecipazione ai lavori dell&#8217;Aula &#8220;può essere più chiara, più diretta, di una partecipazione che non incide e spesso si rivela inutile&#8221;. Pierluigi Battista sul <strong>Corriere della Sera </strong>avverte che &#8220;l&#8217;orlo del precipizio è vicino&#8221; e scrive che dalla &#8220;caotica follia&#8221; che ha avvilito ieri il Parlamento e la piazza antistante nessuno esce &#8220;con un profilo di decoro&#8221;. Non la maggioranza di governo, &#8220;che non ha esitato a svilire la riforma della giustizia riducendola con un escamotage parlamentare a scudo per le vicende del premier&#8221;, non l&#8217;opposizione, tentata addirittura da velleità aventiniane, e che sembra succube di una frenesia da megafono, che trasferisce l&#8217;opposizione parlamentare nell&#8217;incandescenza del comizio.<br />
Stefano Folli sul <strong>Sole 24 Ore </strong>scrive che il caos che si è scatenato sulla prescrizione breve lascia intendere che non avremo mai (almeno in questa legislatura) &#8220;alcuna riforma generale e convincente dell&#8217;ordinamento giudiziario&#8221;: &#8220;fin dall&#8217;inizio è apparso chiaro che in Parlamento mancano ormai tutte le condizioni politiche per procedere ad una riforma tanto ambiziosa&#8221;. Le opposte tifoserie sono ancor più agguerrite: da una parte &#8220;una maggioranza risicata e perciò arroccata attorno al suo leader, dall&#8217;altra una opposizione debole e divisa, che in questa battaglia trova la sua identità (peraltro sempre più condizionata da Di Pietro e dal Popolo viola)&#8221;.<br />
Proprio ieri, come racconta lo stesso quotidiano, il Presidente Napolitano aveva chiesto sulla riforma della giustizia &#8220;iniziative condivise tese a migliorare la funzionalità del sistema&#8221;.<br />
Secondo <strong>Il Corriere della Sera </strong>il premier sarebbe &#8220;irritato&#8221; perché l&#8217;operazione Lampedusa è stata oscurata dalla bagarre a Montecitorio: sarebbe stato rovinato il &#8220;piano rilancio&#8221;. E parlando di &#8220;crepe nel Pdl&#8221; il quotidiano scrive che il &#8220;vaffa&#8221; del ministro della Difesa La Russa ha creato una profonda crepa in An, facendo risaltare la distanza tra gli ex An e gli ex Forzisti. Anche per <strong>La Repubblica </strong>&#8220;l&#8217;ira di Berlusconi sul ministro, &#8216;hai sbagliato, sei caduto nella trappola&#8217;&#8221;. E le parole dell&#8217;ex ministro Scajola a La Russa: &#8220;Hai combinato un casino&#8221;.<br />
Per <strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Scivolone di La Russa, tensione nel Pdl&#8221;. Berlusconi furibondo con il titolare della Difesa: il suo &#8220;vaffa&#8221; contro il Presidente della Camera blocca l&#8217;approvazione del processo breve. L&#8217;ira di Alfano. Già partita una raccolta di firme interna per farlo dimettere&#8221;. Il quotidiano parla anche di un dietrofront, e spiega che il ministro ha dovuto telefonare a Fini per chiedere scusa. Poi, sotto il capitolo &#8220;Scajola &amp; Co&#8221;, si parla dei &#8220;maldipancia&#8221; degli ex di Forza Italia. Attorno all&#8217;ex titolare dello Sviluppo economico si concentra il malumore contro gli ex di An e lo strapotere dei Responsabili. Secondo <strong>Libero</strong> sarebbero già 100 le firme raccolte dagli azzurri per chiedere le dimissioni del Ministro della Difesa.</p>
<p><strong>Politica internazionale</strong></p>
<p>Su <strong>La Stampa</strong>, a proposito delle divisioni in Europa sulle operazioni in Libia, l&#8217;inviata a New York racconta la visita del Capo dello Stato negli Usa. Si riassumono così le sue parole: &#8220;Non capisco la decisione della Merkel&#8221;, &#8220;forse pensava alle elezioni&#8221;.<br />
Secondo <strong>La Repubblica </strong>&#8220;cresce il fronte dei sì&#8221; alla proposta di fornire armi ai ribelli libici. Sembra contrario il Segretario generale della Nato Rasmussen, secondo cui &#8220;l&#8217;Alleanza è impegnata in Libia per proteggere la popolazione e non per armarla&#8221;. I primi a ventilare l&#8217;ipotesi di fornire armi al consiglio di transizione sono stati, martedì a Londra, i francesi. Obama ha firmato un ordine esecutivo che autorizza operazioni sotto copertura Cia per aiutare i ribelli, e la Segretaria di Stato Clinton si è spinta a dire che la risoluzione Onu 1973 &#8220;potrebbe consentire&#8221; di fornire legittimamente armi agli insorti. Anche per il premier britannico Cameron &#8220;nulla è escluso&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;ordine segreto dato da Obama agli agenti della Cia&#8221; è anche il titolo di una analisi che compare sul <strong>Corriere della Sera. </strong><br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong> ha intervistato Mohamed El Senussi, erede di re Idris, che vive in esilio a Londra. Dice che Gheddafi non lascerà, se ne andrà solo con la forza &#8220;per mano di chi oggi lo sostiene&#8221;. E rilancia la proposta di fornire armi agli insorti. Intanto, &#8220;Gheddafi avanza verso Bengasi&#8221;, come scrive una corrispondenza dello stesso quotidiano: dopo aver finto la ritirata, le forze del Colonnello riguadagnano terreno in Cirenaica. Si è ripreso Ras Lanouf e i terminali petroliferi.<br />
Intanto, il ministro degli esteri di Gheddafi, Musa Kussa, è fuggito a Londra, come raccontano tanto <strong>La Repubblica </strong>che il <strong>Corriere della Sera</strong>. Su <strong>La Stampa </strong>la notizia è in grand evidenza: &#8220;L&#8217;uomo dei segreti abbandona Gheddafi. Il ministro degli esteri ed ex capo degli 007 fugge a Londra&#8221;. E anche qui si spiegano le divisioni sulla ipotesi di fornire armi alle forze anti-regime. Sullo stesso quotidiano una pagina sul discorso tenuto ieri dal Presidente siriano Bashar Al Assad davanti ad un Parlamento omaggiante: &#8220;Prima la stabilità, poi le riforme&#8221;, ha detto Assad, che non ha fatto le attese aperture ed ha denunciato gli stranieri come istigatori degli scontri. Con un reportage da Hamaa, la città del grande massacro del 1982, dove gli islamisti sono ancora forti e aspettano la vendetta, dagli anni della repressione del defunto presidente Hafez Al Assad. Sul <strong>Foglio</strong>: &#8220;Assad parla, il fratello generale che spara sulla folla comanda&#8221;. Anche sul <strong>Corriere della Sera</strong>, il racconto dell&#8217;inviato: &#8220;I 20 mila spettri di Hamaa che attendono giustizia. Nella città della strage ordinata dal defunto Hafez nel 1982 contro i Fratelli Musulmani. Sul <strong>Foglio</strong> anche una analisi sul fermento che cresce in Giordania, dove c&#8217;è insofferenza verso la corte di Abdullah e dove è stato accusa anche la regina Rania.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>Sulla prima de<strong> Il Sole 24 Ore</strong> un intervento di quello che viene definito &#8220;l&#8217;ideologo&#8221; del presidente cinese Hu, sotto il titolo &#8220;Pechino si apre all&#8217;Occidente&#8221;.<br />
In prima su <strong>Libero</strong> un richiamo all&#8217;articolo di Roberto De Mattei, vicepresidente del Cnr, criticato per le dichiarazioni rilasciate a Radio Maria, nel corso delle quali ha commentato lo tsunami giapponese &#8220;citando la Divina Provvidenza&#8221;, come spiega il quotidiano: &#8220;Ho parlato di Dio alla radio e volgiono le mie dimissioni&#8221;.<br />
Sul <strong>Sole 24 Ore</strong>, modelli di welfare e l&#8217;esempio della Germania: &#8220;fabbrica a misura di lavoratore anziano&#8221;. La società Borg Warner, nella Renania Palatinato, è diventata ergonomica, si è dotata di sollevatori e tapis roulant per venire incontro alla salute di dipendenti sempre più anziani.<br />
&#8220;Neo-ecologismo&#8221; è il titolo dell&#8217;approfondimento del Diario de <strong>La Repubblica </strong>dedicato alla &#8220;ripresa della sensibilità per i temi verdi&#8221;, a partire dalla vittoria dei Verdi in Germania e dalla mobilitazione per i referendum in Italia. Libri consigliati, definizioni, articoli di Stefano Rodotà, Guido Viale e Carlo Petrini.<br />
Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, ha tenuto ha chat con i lettori de <strong>L&#8217;Espresso</strong>, che viene riassunta dai lettori de La Repubblica: &#8220;Così Wikileaks ha contato nella rivolta dei popoli arabi&#8221;.</p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/cresce-il-fronte-del-si-alla-proposta-di-fornire-armi-ai-ribelli-libici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>INIZIA L&#8217;EVACUAZIONE Mille immigrati rimandati in Tunisia, Napolitano chiede solidarietà nei confronti di chi resta sull&#8217;isola</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/inizia-levacuazione-mille-immigrati-rimandati-in-tunisia-napolitano-chiede-solidarieta-nei-confronti-di-chi-resta-sullisola/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/inizia-levacuazione-mille-immigrati-rimandati-in-tunisia-napolitano-chiede-solidarieta-nei-confronti-di-chi-resta-sullisola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 09:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=12734</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Mille rimpatri verso la Tunisia. Le navi inviate dal governo cominciano l&#8217;evacuazione. Bossi: fuori dalle balle. Napolitano: serve solidarietà. A Lampedusa senza cibo un terzo dei migrannti. Oggi Berlusconi nell&#8217;isola&#8221;. A centro pagina: &#8220;Gheddafi riprende terreno. Il piano degli alleati: raid aerei finché non vede&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Mille rimpatri verso la Tunisia. Le navi inviate dal governo cominciano l&#8217;evacuazione. Bossi: fuori dalle balle. Napolitano: serve solidarietà. A Lampedusa senza cibo un terzo dei migrannti. Oggi Berlusconi nell&#8217;isola&#8221;. A centro pagina: &#8220;Gheddafi riprende terreno. Il piano degli alleati: raid aerei finché non vede&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Francesco Giavazzi: &#8220;Le illusioni su Parmalat&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Caos profughi, piano anti-sbarchi. Slitta il Consiglio dei Ministri, pressing sulla Tunisia per rimpatri di massa. Vertice a Londra su Gheddafi. &#8216;Esilio senza condizioni per il Colonnello&#8217;. L&#8217;affondo di Bossi: &#8216;Immigrati, fora di ball&#8217;. Oggi Berlusconi a Lampedusa&#8221;. A centro pagina: &#8220;Processo al premier, in aula Ruby e 136 testi. Tra i convoncati anche Clooney, la Canalis, Cristiano Ronaldo e la Carfagna. Il Cavaliere: mi perseguitano&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>, con caricatura di Bossi: &#8220;&#8216;Fuori dalle balle&#8217;. La ricetta di Bossi per i clandestini. L&#8217;emergenza dimostra che il buonismo è un errore. Il Senatur vara la &#8216;tolleranza sottozero&#8217;. Ma Berlusconi ha un piano: oggi un blitz a Lampedusa&#8221;. A centro pagina: &#8220;Venti milioni per un processo a Silvio. Le spese delle Procure alle spalle dei contribuenti&#8221;:</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;La grana degli immigrati colpa di Prodi e Napolitano&#8221;. &#8220;I francesi rispediscono in Italia migliaia di tunisini grazie a un accordo firmato dalla sinistra. Sull&#8217;isola siciliana è il caos. Bossi: &#8216;Foeura di ball&#8217;&#8221;. A centro pagina, con foto di Ruby: &#8220;Duecento testimoni per confessare Ruby. Citati anche Clooney e Ronaldo&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;Profughi senza cibo. Bossi: fuori dalle balle. Il ministro leghista cerca di coprire l&#8217;inettitudine del governo con una frase vergognosa. E Lampedusa scoppia&#8221;. A centro pagina: &#8220;Il braccio destro di Romano in affari con un mafioso. Il neoministro inquisito per mafia si sceglie un degno collaboratore&#8221;. &#8220;Giovanni Randazzo, capo della segreteria tecnica del dicastero all&#8217;Agricoltura, è stato indagato a lungo per corruzione. Di lui ha parlato il pentito Campanella, raccontando dei rapporti tra cosche e politica&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;L&#8217;Onu: Gheddafi in esilio. Gli alleati pronti ad armare i ribelli. Frattini: manca l&#8217;Unione africana. Le truppe del colonnello bloccano gli insorti a Sirte. Francia e Inghilterra: raid fino a che non se ne andrà. Il rais: siete come Hitler&#8221;. A centro pagina: &#8220;Caos Lampedusa, 2000 senza cibo. Napolitano: &#8216;situazione inaccettabile&#8217;. Bossi: &#8216;Fora da i ball&#8217;. Oggi visita di Berlusconi&#8221;:</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>. &#8220;La sindrome libica. A Londra, gli alleati stringono i rapporti con i ribelli. Turchia e Francia scippano il ruolo all&#8217;Italia. Il piano Maroni per Lampedusa è pronto per il Cdm di domani, ma al Cav serviva un po&#8217; prima&#8221;. Di spalla: &#8220;Il governo cambia strategia e cerca il blitz sulla giustizia. La maggioranza prova a far votare la Camera su Ruby e processo breve entro domani. E la comunitaria?&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Il martedì nero delle banche. Titoli giù in Borsa dopo l&#8217;annuncio di Ubi Banca su un aumento di capitale da un miliardo. Attesa per Bpm e Monte dei Paschi&#8221;. &#8220;S&amp;P declassa Grecia e Portogallo. Lisbona deve ricorrere al fondo salva-stati&#8221;. A centro pagina l&#8217;emergenza immigrati: &#8220;A Lampedusa 6200 presenze, governo diviso&#8221;.<br />
<strong><br />
Libia</strong></p>
<p>Su <strong>La Stampa </strong>la corrispondenza dal vertice di Londra sulla Libia racconta che la coalizione continuerà &#8220;a sparare finché Gheddafi non se ne sarà andato. In esilio. O meglio ancora davanti alla Corte dell&#8217;Aja. Processato come Milosevic. Su questo l&#8217;accordo dei trentacinque ministri degli esteri del cosiddetto Gruppo di Contatto guidato da Inghilterra e Francia è unanime. &#8216;Il tempo del rais è finito, il suo popolo lo ha delegittimato, la Libia merita altro&#8221;, ha detto ieri la Clinton, che ha aggiunto che un inviato Onu andrà a Tripoli presto per &#8220;chiedere a Gheddafi un vero cessate il fuoco e discutere con lui la sua uscita di scena&#8221;.<br />
<strong>Il Foglio </strong>spiega che i capi delle trenta diplomazie convocate a Londra non hanno idee simili sul futuro. &#8220;Nessuno pensa che il colonnello possa restare al potere, ma gli alleati hanno soluzioni diverse per raggiungere l&#8217;obiettivo&#8221;. Il capo della Farnesina Frattini ha sostenuto l&#8217;ipotesi dell&#8217;esilio, una strada che impegna il governo già da alcune settimane. Secondo fonti diplomatiche il ministro degli esteri di Tripoli, Musa Kusa, sarebbe volato ieri in Tunisia per vedere alcuni funzionari italiani e discutere la possibile &#8216;via d&#8217;uscita&#8217; per Gheddafi&#8221;. Il quotidiano aggiunge che ieri l&#8217;ambasciatrice Usa all&#8217;Onu non ha escluso che il suo Paese possa armare i ribelli<br />
<strong>Il Corriere della Sera </strong>spiega in un &#8220;retroscena&#8221; i &#8220;movimenti discreti per &#8216;aiutare&#8217; il Rais a lasciare la Libia&#8221;, e si chiede come possa il Colonnello decidere di lasciare il Paese &#8220;se la risoluzione 1970 dell&#8217;Onu, la prima delle due precedenti sulla Libia, lo indirizza di fatto alla Corte Penale internazionale per i crimini commessi ordinando di bombardare il suo popolo&#8221;, e racconta di una notizia data da Al Jazeera, che ha raccontato che ieri si trovava in Tunisia il ministro degli esteri libico Musa Kusa. &#8220;La Farnesina ha smentito subito le voci secondo le quali Kusa si preparava a fuggire in Italia. Ma che cosa spingeva oltre frontiera un ministro che deve avere una certa fatica a girare adesso per il mondo. Defezione individuale? Consegna di messaggi? Ricerca di un salvacondotto per il leader?. &#8216;Queste cose per avere successo devono essere fatte con discrezione&#8217;, diceva a Londra sull&#8217;esilio il ministro degli esteri Franco Frattini, uno dei più attivi a dichiararsi favorevole a una partenza del Colonnello, appena le domande dei giornalisti entravano nei dettagli&#8221;, conclude il quotidiano.<br />
Al vertice di Londra &#8211; scrive<strong> il Corriere </strong>-  erano presenti anche tre rappresentanti del Consiglio nazionale provvisorio libico: spiegano che la loro Libia sarà &#8220;moderna, pluralista, tollerante&#8221;. E che Sarkozy a Bengasi ormai è un eroe. Ma puntualizzano: &#8220;Ci siamo visti anche con il ministro tedesco, abbiamo capito la loro posizione e riteniamo che Berlino potrà avere un ruolo fondamentale nella ricostruzione&#8221;. Ma non vogliono che siano le potenze occidentali o i vicini arabi a decidere del loro futuro: &#8220;La liberazione è compito nostro&#8221;. Con Gheddafi non ci può essere &#8220;alcun tipo di mediazione&#8221;, e giusto che venga processato, &#8220;da noi o in subordine dalla Corte Internazionale&#8221;. Cosa serve? Armi? &#8220;Non ne abbiamo parlato, ma se serviranno, bene, saranno benvenute&#8221;. Libertà religiosa? &#8220;Siamo musulmani al 100 per 100, comunque la Costituzione cancellata da Gheddafi sanciva la libertà di fede e lo spirito sarà quello&#8221;. Con il governo di Roma, dicono, &#8220;c&#8217;è un grosso problema: &#8216;il vostro premier ha avuto rapporti personali troppo stretti con Gheddafi e la sua famiglia, indubbiamente questo è un ostacolo al ruolo che l&#8217;Italia potrà svolgere&#8221;. Bernardo Valli, su <strong>La Repubblica</strong>, da Bengasi, sintetizza così la situazione: &#8220;Deboli al fronte, forti nel mondo, i ribelli accolgono i primi ambasciatori&#8221;. Sullo stesso quotidiano, un&#8217;analisi del generale Fabio Mini, sottolinea invece che &#8220;il pattugliamento umanitario&#8221; in Libia &#8220;è una favola&#8221;: &#8220;ora le azioni militari si avvicinano sempre più al terreno&#8221;. E spiegando la strategia dell&#8217;operazione, &#8220;Attacchi a terra e forze speciali, la vera guerra degli alleati per liberare la Libia da Gheddafi&#8221;, &#8220;Non solo no-fly zone: così combatte l&#8217;Occidente&#8221;.<br />
Per <strong>Il Giornale </strong>l&#8217;Occidente è diviso sulla ipotesi di un esilio per Gheddafi: &#8220;Alla conferenza di Londra in primo piano la proposta italiana, ma non tutti i &#8216;volenterosi&#8217; sono d&#8217;accordo. Irritato con Francia e Ue, Berlusconi ipotizza il ritiro: se non ci aiutano con gli immigrati, niente più basi&#8221;. Sullo stesso quotidiano compare anche un commento firmato da Alain de Benoist: &#8220;perché Sarkò sta giocando (male) la sua crociata libica&#8221;. In sintesi: Sarkozy &#8220;sta facendo la sua piccola crociata&#8221; per risalire nei sondaggi e per far dimenticare il suo comportamento &#8220;quantomeno equivoco&#8221; sulle rivolte in Tunisia e in egitto. Ma è poco probabile che i francesi siano favorevoli al nuovo conflitto e comunque non posssono certo dimenticare come il presidente accogliesse con tutti gli onori Gheddafi solo nel 2007. Per spiegare il comportamento di Sarkozy &#8220;il gremlin dell&#8217;Eliseo&#8221;, non si può escludere una terza ipotesi: che sia diventato completamente pazzo.<br />
Su <strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Roma preme: Gheddafi in esilio&#8221;, &#8220;Francia pronta ad armare gli insorti. Clinton: la risoluzione Onu lo consente&#8221;.<br />
Secondo <strong>La Stampa</strong>, Frattini, a microfoni spenti, avrebbe considerato che il vertice è stato &#8220;un fallimento&#8221;. Al nostro ministro degli Esteri è sembrato particolarmente preoccupante il forfait dell&#8217;Unione Africana, per di più accompagnata all&#8217;esistenza di quello che considera &#8220;un direttorio ristretto&#8221;.</p>
<p><strong>Siria</strong></p>
<p>A Damasco, intanto, dopo giorni di proteste, il governo si è dimesso. E&#8217; atteso per oggi il discorso del presidente Bashar Al Assad in Parlamento, come scrive <strong>La Stampa</strong>. Ma l&#8217;opposizione continua a non fidarsi, anche perché decine di persone sono state arrestate. Il quotidiano ha una inviata, Francesca Paci, che si trova ad Homs, città industriale a 200 chilometri da Damasco, &#8220;devota al riformismo, se non altro economico, del Presidente&#8221;. Qui hanno sfilato i fedelissimi di Assad, anche perché la gente teme di perdere ciò che ha avuto con le aperture economiche del giovane leader. Lo sviluppo economico di questa città è il fiore all&#8217;occhiello di Assad: due milioni di abitanti, ha beneficiato parecchio dell&#8217;apertura ai privati concessa fin dal 2000. I dissidenti ci sono, ma si nascondono, perché convinti che gli agenti siano mescolati alla gente. </p>
<p><strong>Primavera araba</strong></p>
<p>Sulla primavera araba da segnalare su <strong>Il Corriere della Sera </strong>due analisi. La prima di Robert D. Kaplan, che sottolinea quanto lo scompaginamento del Medio Oriente sia appena all&#8217;inizio: nello Yemen, in Giordania, in Bahrein e in Arabia Saudita le rivolte democratiche potrebbero rivelarsi nefaste per gli Usa. Si può criticare la monarchia saudita fino a che si vuole, ma chi e cosa potrà sostituirla? Recare aiuto agli sciiti in Bahrein o agli oppositori del regime nello Yemen rischia di alienare alleati chiave. E così l&#8217;America non muove un dito per fermare quelle stragi. Se non si può correre in aiuto in ogni angolo del pianeta, ciò non significa non farlo in qualche punto specifico. Kaplan loda la prudenza di Obama sulla Libia, ma la sua conclusione è che &#8220;l&#8217;ordine è preferibile al disordine. Ricordiamo cosa è accaduto in Iraq quando è caduto Saddam Hussein&#8221;. La seconda è quella di André Glucksmann: &#8220;L&#8217;intervento internazionale in Libia &#8211; scrive &#8211; è cruciale, una parte del nostro futuro si rischia qui e adesso. Se è vero che qualsiasi guerra è spietata, &#8220;è per evitare il peggio che si autorizza il meno peggio&#8221;. E la posta in gioco della risoluzione 1973 dell&#8217;Onu è fondamentale perché &#8220;delimitata molto precisamente&#8221;: l&#8217;intervento armato &#8220;mira soltanto a proteggere, non a invadere un Paese, a instaurare una democrazia o a costruire una nazione&#8221;.<br />
<strong>Europa</strong> intervista Shashank Joshi, del Royal United Service Institute di Londra. E&#8217; convinto che l&#8217;unica via al dopo Gheddafi passi per un accordo con l&#8217;elite oggi al potere a Tripoli. Sull&#8217;ipotesi di esilio, dice che il problema è che solo un ridotto numero di Paesi sarebbe adatto ad accoglierlo: l&#8217;Arabia Saudita, per esempio, non ha intenzione di offrirgli riparo perché Gheddafi era coinvolto in un tentativo di assassinare il re saudita Abdullah. Il problema è che non basta un Paese che lo ospiti, serve anche che esso non abbia ratificato il trattato che istituisce la Corte Penale Internazionale. Anche se il ministro degli esteri spagnolo, favorevole all&#8217;esilio, ha ricordato che la Corte non ha ancora completato le indagini contro Gheddafi, che sarebbe quindi libero di espatriare. </p>
<p>Delle rivolte arabe parla anche la leader dell&#8217;opposizione birmana Aung San Su Kyi<strong>,</strong> intervistata da Raimondo Bultrini per <strong>La Repubblica</strong>, nella storica sede del suo partito. San Su Kyi denuncia la situazione nel suo Paese, dove teoricamente esiste un Parlamento, ma &#8211; come sottolinea &#8211; &#8220;la parodia della democrazia è peggio della dittatura, perché la gente ha la scusa per non fare niente. Pensano: c&#8217;è il Parlamento, c&#8217;è la democrazia&#8221;.<br />
Sullo stesso quotidiano, alle pagine R2 della cultura, compare invece una intervista allo storico americano Francis Fukuyama, secondo cui la primavera araba è una conferma delle tesi relative alla fine della storia: &#8220;Quello che sta succendendo oggi dimostra ciò che sostenevo dopo l&#8217;89: tutti aspirano ad una democrazia liberale&#8221;. Abbiamo ora la prova che i valori della liberal-democrazia non sono esclusivi, non appartengono a un solo tipo di cultura. Quel che vogliono nei Paesi arabi non è molto diverso dalla democrazia intesa in senso occidentale.</p>
<p><strong>Lampedusa</strong></p>
<p>Sull&#8217;immigrazione e Lampedusa, Stefano Folli sul <strong>Sole 24 Ore</strong> scrive che &#8220;il nodo è che la Lega esprime due indirizzi. Uno moderato, di governo, con Maroni che chiede aiuto alle regioni (senza grande successo); e un altro elettoralistico con Bossi che in dialetto milanese auspica una prova di forza contro i migranti. Sullo sfondo qualcuno minaccia ritorsioni contro la Tunisia, non si sa quanto verosimili. A questo punto Berlusconi ha il dovere di recuperare una &#8216;leadership&#8217; convincente. Oggi a Lampedusa dovrà farsi capire e sanare varie contraddizioni&#8221;. Scrive <strong>Libero</strong> che Berlusconi arriverà oggi alle 13 a Lampedusa, incontrerà il commissario straordinario, il sindaco, gli albergatori, gli operatori umanitari, le mamme lampedusane, e parteciperà alla seduta straordinaria del consiglio comunale. Nelle pagine successive lo stesso quotidiano spiega che la Francia &#8220;ci manda i clandestini&#8221; che, in arrivo dalla Tunisia, sono diretti oltralpe. E che lo fa &#8220;grazie a un accordo di reciprocità firmato nel 1997: governava il Professore (Prodi, ndr) e al Viminale c&#8217;era l&#8217;attuale presidente&#8221;. <br />
Secondo &#8220;la nota&#8221; politica del <strong>Corriere della Sera </strong>è proprio questa la preoccupazione della Lega, che per questo vorrebbe &#8220;impedire che pattuglie di tunisini fuggano e vadano al confine con la Francia: anche perché resterebbero bloccati in Italia&#8221;. Il governo sarebbe per questo tentato dalla &#8220;prova di forza&#8221;: &#8220;La polizia che carica su sei navi i tunisini sbarcati nelle ultime settimane e si prepara a riportarli nel Maghreb. Sarebbe quel &#8216;rimpatrio forzato&#8217; del quale parlava ieri<strong> La Padania</strong>, il giornale di Bossi. In questo caso, il premier e il suo ministro (Maroni) offrirebbero due facce complementari della guerra ad una emergenza inaspettata, e tale da far paura a una Lega che su questi temi ha costruito una parte cospicua delle sue fortune elettorali&#8221;.</p>
<p><strong>Giustizia</strong></p>
<p>Secondo <strong>Il Sole 24 Ore </strong>ieri, in una riunione di tecnici Pdl, presente il ministro della giustizia Alfano, si è convenuto di prender tempo per trovare una formulazione diversa alla norma legata al cosiddetto emendamento Pini per allargare la responsabilità civile dei magistrati ai casi di &#8220;manifesta violazione del diritto&#8221;. Il Csm si accinge a bocciare quella norma. L&#8217;impasse sulla norma Pini restituisce invece la scena al &#8220;processo breve&#8221;, con annessa &#8220;prescrizione breve&#8221;. Ieri ai deputati della maggioranza è arrivato un sms con la raccomandazione ad essere presenti in Aula perché si comincerà a votare il testo. Il relatore Paniz non escluderebbe qualche modifica, in parte recependo proposte dell&#8217;opposizione, come quella sulla &#8220;tenuità del fatto&#8221; che consentirebbe al giudice di archiviare il procedimento. O quella secondo cui la segnalazione dello sforamento dei termini del processo andrebbe fatta al Csm anziché al Pg della Cassazione. In teoria il processo breve potrebbe essere licenziato già in settimana, al massimo la prossima. Giovedì arriverà infatti in Aula il conflitto di attribuzione tra poteri contro i magistrati di Milano nel processo Ruby.<br />
Ieri la Giunta per il regolamento (senza votare) ha ecluso che la parola spetti all&#8217;Aula. Ma oggi si pronuncerà l&#8217;Ufficio di presidenza della Camera, e per <strong>Il Sole 24 Ore </strong>è pressoché scontato che Fini manderà in Aula il conflitto. Sulla stessa pagina utile confronto tra i principali ordinamenti europei sulla questione della responsabilità civile dei magistrati: nei Paesi Ue prevale la responsabilità indiretta, ovvero il cittadino non può rivalersi direttamente sul magistrato che ha sbagliato. E&#8217; invece possibile in Spagna, purché sia prima stato accertato il dolo o la colpa grave. Che naturalmente deve essere accertato passando per il &#8220;filtro&#8221; di un Tribunale che verifica se tali presupposti esistano. Nei Paesi di common law c&#8217;è invece immunità totale, per tutelare l&#8217;indipendenza della magistratura. In Francia la responsabilità civile dello Stato scatta per &#8220;funzionamento difettoso del servizio giudiziario&#8221;, dovuto a &#8220;mancanza grave&#8221;, &#8220;diniego di giustizia&#8221; o &#8220;mancanza personale&#8221; dei magistrati (faute personnelle).<br />
Anche su <strong>La Stampa</strong>: &#8220;Il Pdl pensa di fare retromarcia sulla responsabilità civile&#8221;. Sarebbe una &#8220;fuga in avanti&#8221; che rischia di innescare processi e reazioni poco desiderate.</p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/inizia-levacuazione-mille-immigrati-rimandati-in-tunisia-napolitano-chiede-solidarieta-nei-confronti-di-chi-resta-sullisola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LAMPEDUSA: ABITANTI IN RIVOLTA Domani Consiglio dei Ministri straordinario per far fronte all&#8217;emergenza profughi</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/lampedusa-abitanti-in-rivolta-domani-consiglio-dei-ministri-straordinario-per-far-fronte-allemergenza-profughi/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/lampedusa-abitanti-in-rivolta-domani-consiglio-dei-ministri-straordinario-per-far-fronte-allemergenza-profughi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 09:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=12702</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Immigrati via da Lampedusa con le navi. Videoconferenza a 4 sulla Libia senza l&#8217;Italia. Frattini: non ci sentiamo esclusi&#8221;. E poi: &#8220;Nell&#8217;isola rivolta contro gli sbarchi. Per gli stranieri 13 aree, ma può scattare anche il respingimento in massa in Tunisia&#8221;. A centro pagina: &#8220;Berlusconi, processo e show. &#8216;Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Immigrati via da Lampedusa con le navi. Videoconferenza a 4 sulla Libia senza l&#8217;Italia. Frattini: non ci sentiamo esclusi&#8221;. E poi: &#8220;Nell&#8217;isola rivolta contro gli sbarchi. Per gli stranieri 13 aree, ma può scattare anche il respingimento in massa in Tunisia&#8221;. A centro pagina: &#8220;Berlusconi, processo e show. &#8216;Il più imputato della storia&#8217;&#8221;. La foto è quella del premier ieri a Milano dopo un&#8217;ora e mezzo di presenza in aula di Tribunale&#8221;. Il &#8220;racconto&#8221;, firmato da Aldo Cazzullo, è titolato &#8220;Il premier risale sul predellino&#8221;.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Libia, profughi in tutta Italia. Il piano di emergenza prevede l&#8217;utilizzo di caserme e tendopoli. Il cardinale Bagnasco: serve una soluzione europea&#8221;. &#8220;Lampedusa in rivolta, sei navi per trasferire gli immigrati&#8221;. Il titolo di apertura è dedicato alla giustizia, con l&#8217;immagine di Berlusconi ieri a Milano. &#8220;Responsabilità dei giudici, i dubbi di Napolitano. Berlusconi, predellino bis. Il premier in tribunale per Mediatrade, poi il bagno di folla&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Ezio Mauro, è titolato: &#8220;L&#8217;invenzione della realtà&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Berlusconi in tribunale, poi è show con i fan. In udienza dopo otto anni al processo Mediatrade. Tifoserie contro. Il premier: tornerò&#8221;. Anche per <strong>La Stampa </strong>quello di ieri è il &#8220;terzo predellino&#8221; del premier. Il titolo più grande, con foto di un immigrato in fuga da un centro di accoglienza, parla di Lampedusa. &#8220;Sbarchi, Lampedusa in rivolta. Domani parte il piano di evacuazione, sei navi per imbarcare i clandestini. Emergenza sanitaria, Fazio invia gli ispettori. Arrivati duemila immigrati in 24 ore. Gli abianti bloccano il porto. Libia, summit Usa-Francia-Germania-Gran Bretagna senza l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;L&#8217;asse ce lo diamo in testa, Merkel con Sarko e Obama&#8221;, &#8220;Berlusconi tagliato fuori alla vigilia del vertice di Lomdra. Gheddafi in ritirata&#8221;. &#8220;Sulla Libia si forma un quartetto politico, all&#8217;Italia restano i profughi&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong>: &#8220;Lampedusa in rivolta. Gli isolani non sopportano più di essere invasi: bisogna intervenire prima che ci scappi il morto. Vi sveliamo i trucchi dei francesi per rispedire in Italia i tunisini. E l&#8217;Europa resta a guardare&#8221;. A centro pagina l&#8217;immagine di Berlusconi ieri davanti al palazzo di giustizia di Milano: &#8220;Silvio dai giudici con la borsa antiproiettile. Berlusconi show in tribunale&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Salviamo gli italiani. L&#8217;invasione dei clandestini. A Lampedusa gli abitanti costretti a subire un&#8217;enorme tragedia tra sporcizia, furti e rivolte. Il governo vara il piano di liberazione dall&#8217;isola: 11 mila immigrati saranno evacuati con 6 navi&#8221;. Il titolo di apertura è per il &#8220;ciclone Berlusconi, prima dai giudici, poi show sul predellino&#8221; per il processo a Milano. L&#8217;editoriale di Alessandro Sallusti è ttiolato &#8220;Sfascismo di sinistra&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;Il governo affonda a Lampedusa. Arrivano a migliaia. L&#8217;isola è in rivolta. Maroni scarica i suoi errori sulla Tunisia. Tremonti scopre gli aiuti &#8216;creativi&#8217;. Situazione fuori controllo&#8221;. A centro pagina: &#8220;Pdl e Lega all&#8217;attacco contro le poche trasmissioni scomode. &#8216;Annozero e Ballarò devono tacere, alla Rai ritorna il bavaglio vergogna&#8221;. In evidenza in prima anche la notizia della finta terremotata alla trasmissione tv Forum, con intervista a Carlo Freccero: &#8220;La tv italiana, uno scenario libico&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Generali, l&#8217;ora della verità. Geronzi convoca il consiglio straordinario il 6 aprile. La lettera di oltre un terzo del board: subito chiarimento e sanzioni a Bolloré&#8221;, che nella contesa della compagnia assicurativa è avversario del presidente della compagnia. Generali ieri ha anche risposto alla Consob su una richiesta di chiarimenti sulla alleanza con la compagnia ceca Ppf, e su un presunto obbligo di acquisto incondizionato su una opzione di uscita prevista nell&#8217;accordo.</p>
<p>La situazione a Lampedusa in prima sul <strong>Foglio</strong>: &#8220;Così il Cav e Maroni cercano di disinnescare la bomba di Lampedusa&#8221;, titola il quotidiano, ricordando che sul tema si terrà domani un consiglio dei ministri straordinario. E sul vertice di Londra: &#8220;Il ministro Frattini cerca una sponda nella cauta Germania, ma senza deludere gli insorti libici&#8221;.</p>
<p>In prima pagina su <strong>Europa</strong> si riproduce l&#8217;intervento che ieri il presidente Napolitano ha pronunciato all&#8217;Onu, sotto il titolo: &#8220;Il mondo doveva reagire a Gheddafi&#8221;.</p>
<p><strong>Libia </strong></p>
<p>Ieri il presidente Usa Obama ha tenuto il primo discorso sulla guerra in Libia. Ha detto &#8211; sottolinea <strong>il Corriere della Sera</strong> &#8211; che l&#8217;intervento non sarà un altro Iraq, &#8220;dove il cambio di regime è costato otto anni, migliaia di vite americane e mille miliardi di dollari&#8221;. Ha rivendicato la correttezza della sua azione militare, presa dopo aver consultato i leader del Congresso Democratici e Repubblicani. Ha spiegato che l&#8217;offensiva in Libia è finalizzata a &#8220;evitare un massacro&#8221;. Secondo <strong>il Corriere </strong>Obama ha tentato di sottolineare che non si tratta di una iniziativa solo americana, e che d&#8217;ora in poi la leadership Usa verrà esercitata in modo da convincere la comunità internazionale a esercitare uno sforzo comune.<br />
<strong>La Stampa</strong> intervista Dov Zackeim, che è stato vicecapo del Pentagono fino al 2004. La sua previsione è che le difficoltà dell&#8217;operazione in Libia potrebbero portare la Francia a mandare truppe di terra. L&#8217;esperto sottolinea, tra le debolezze dei ribelli libici, il fatto che &#8220;non sappiamo chi sono, cosa vogliono e come operano&#8221;. Dice che &#8220;stiamo facendo un intervento militare a sostegno di un alleato che non conosciamo, e questo ci espone a molti rischi&#8221;. Sottolinea che i ribelli possono vincere solo con il sostegno politico della Lega Araba, ma che finora soltanto due Stati arabi hanno aderito alla no-fly zone. Il ministro della Difesa americano Gates, ricorda, per settimane ha continuato a spiegare che cosa avrebbe significato bombardare, instaurando la no-fly zone, ma &#8220;non lo hanno voluto ascoltare&#8221;. Bisogna credere a Gheddafi, quando dice che combatterà fino alla fine, anche perché sa che, se dovesse lasciare il potere e andare in esilio, rischierebbe di essere arrestato su mandato del Tribunale penale Internazionale.<br />
Due pagine de <strong>Il Foglio </strong>sono dedicate alla missione in Libia e compaiono sotto il titolo &#8220;Una guerra non necessaria&#8221;. Si sintetizza che l&#8217;operazione in quel Paese &#8220;stravolge l&#8217;idea di ingerenza umanitaria partita con il Kosovo&#8221;. Si tratta di un Forum tra Giuliano Zincone, Stefano Menichini e Massimo Boffa. <br />
All&#8217;Onu ieri ha preso la parola il Presidente Napolitano, il cui intervento &#8211; come scrivevamo &#8211; è riprodotto integralmente da Europa: &#8220;Dobbiamo rinnovare il nostro impegno per un sistema multilaterale di relazioni internazionali&#8221;, ha detto Napolitano. Ha ammesso che &#8220;nessuno gradisce l&#8217;instabilità alla propria porta di casa&#8221;, e tuttavia in alcuni casi &#8220;la stabilità era più fragile e precaria di quanto non apparisse&#8221; e noi stessi avremmo dovuto essere &#8220;maggiormente consapevoli delle possibili conseguenze di forme autoritarie di governo e della corruzione diffusa nei circoli ristretti al potere&#8221;. &#8220;La democrazia avanzerà, dall&#8217;interno e senza essere imposta da fuori&#8221;, ha sottolineato il capo dello Stato. E sull&#8217;intervento in Libia: &#8220;il mondo non poteva assistere senza reagire alle molte vittime e alle distruzioni massicce&#8221;.<br />
<strong><br />
Esteri</strong></p>
<p>&#8220;Così al Cairo militari e islamisti ipotecano il futuro egiziano&#8221;, è il titolo di una analisi che compare su <strong>Il Foglio</strong>, dove si ricorda che i militari hanno deciso che si voterà a settembre per il Parlamento. Si sottolinea che il referendum sugli emendamenti costituzionali ha svelato la debolezza del popolo di Facebook e il potere delle moschee, e che il pericolo di una eventuale salita al potere dei Fratelli Musulmani spaventa i cristiani copti, che hanno inviato una lettera al segretario di Stato Usa Clinton, in cui sottolineano che la Fratellanza costituisce una minaccia non solo per l&#8217;Egitto, il Medio Oriente e Israele ma anche &#8220;per gli Stati Uniti e tutta la civiltà occidentale&#8221;. L&#8217;analisi riferisce di un editoriale del <em>New York Times</em> di venerdì scorso piuttosto preoccupato. E riproduce le parole di un analista dell&#8217;International Crisis Group Elijah Zarwan: ci sono  &#8220;prove sempre più evidenti di un patto fra i Fratelli Musulmani e la Giunta Militare&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong> ha due corrispondenze. Una dalla Siria: &#8220;Tra i dissidenti di Damasco, &#8216;per Assad l&#8217;ultima chance, libertà o sarà il disastro&#8217;&#8221; (Alix Van Buren) e una dalla Libia con i ribelli verso Sirte (Bernardo Valli).</p>
<p><strong>Giustizia </strong></p>
<p>Secondo <strong>La Repubblica</strong> ci sarebbe uno &#8220;stop&#8221; del Quirinale sulla responsabilità dei giudici, ovvero sull&#8217;emendamento accolto dalla Commissione giustizia della Camera alla legge Comunitaria, che prevede la responsabilità civile dei magistrati anche per manifesta violazione del diritto. Secondo il quotidiano il Colle pensa che si tratti di un emendamento sbagliato nel metodo, nel merito e nei tempi, destinato solo ad alimentare un gratuito scontro con la magistratura, nel senso che &#8211; secondo il quotidiano &#8211; l&#8217;argomento per il Quirinale non si può liquidare nella legge Comunitaria, senza dibattito, tanto più che c&#8217;è una riforma costituzionale Alfano che già contiene questo argomento. Il <strong>Sole 24 Ore</strong> sottolinea che nel 2008 il governo Berlusconi escluse che la legge sulla responsabilità civile in vigore in Italia fosse in contrasto con la decisione della Corte di giustizia, che ci aveva condannato nel 2006: il quotidiano ricostruisce la vicenda, con un articolo dal titolo &#8220;governo bifronte sulla  modifica&#8221;, in cui si ricorda che tutto nacque dalla interrogazione di un deputato radicale, Matteo Mecacci. Ieri il sottosegretario alla giustizia Caliendo non ha escluso la possibilità di mitigare in qualche modo la norma contenuta nell&#8217;emendamento contestato.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>&#8220;La comunicazione fai da te&#8221;. Sulle pagine R2 de <strong>La Repubblica </strong>i lettori troveranno sotto questo titolo una anticipazione della intervista che la rivista <em>Reset</em> ha realizzato con il sociologo Manuel Castells, ovvero come i social network aiutano la democrazia. In Europa la politica è in crisi, non ha più rapporti con la base popolare, il mondo arabo ci dà una lezione. Sulla stessa pagina si riferisce anche del dibattito sulle pagine di <em>Foreign Affairs </em>sul potere sociale dei media. Malcom Gladwell è tutt&#8217;altro che convinto che senza i social media non ci sarebbero state le rivolte nel mondo arabo.</p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana a cura di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/lampedusa-abitanti-in-rivolta-domani-consiglio-dei-ministri-straordinario-per-far-fronte-allemergenza-profughi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CONTINUANO GLI SBARCHI A LAMPEDUSA Le Regioni saranno coinvolte nell&#8217;accoglienza dei profughi</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/continuano-gli-sbarchi-a-lampedusa-le-regioni-saranno-coinvolte-nellaccoglienza-dei-profughi/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/continuano-gli-sbarchi-a-lampedusa-le-regioni-saranno-coinvolte-nellaccoglienza-dei-profughi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 08:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[grey-panthers]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[la Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=12680</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Immigrati, inferno a Lampedusa&#8221;, &#8220;arrivano a migliaia, Lombardo a Berlusconi: fate tendopoli in Val Padana&#8221;, &#8220;gli sbarchi aumentano, l&#8217;isola esplode: il governatore al telefono con il Cavaliere: rischio epidemie. Emergenza all&#8217;esame del Consiglio dei ministri&#8221;. A centro pagina, la Libia: &#8220;In Libia comando Nato, Gheddafi si ritira da Sirte. I ribelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><strong>Le aperture</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Immigrati, inferno a Lampedusa&#8221;, &#8220;arrivano a migliaia, Lombardo a Berlusconi: fate tendopoli in Val Padana&#8221;, &#8220;gli sbarchi aumentano, l&#8217;isola esplode: il governatore al telefono con il Cavaliere: rischio epidemie. Emergenza all&#8217;esame del Consiglio dei ministri&#8221;. A centro pagina, la Libia: &#8220;In Libia comando Nato, Gheddafi si ritira da Sirte. I ribelli avanzano: &#8216;Controlliamo il petrolio&#8217;&#8221;. E poi: &#8220;Berlino frena sul piano annunciato da Frattini&#8221;. </span><span style="font-size: small;">Di spalla, le elezioni amministrative in Germania: &#8220;Svolta in Germania, disfatta Merkel alle Regionali&#8221;, &#8220;la Cdu crolla, trionfo dei Verdi&#8221;. Ancora in prima, la giustizia: &#8220;Responsabilità civile, l&#8217;offensiva del Csm&#8221;, </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Gli insorti puntano sulla città del rais&#8221;. A centro pagina, un richiamo ad una intervista con il ministro dell&#8217;Interno: &#8220;&#8216;Immigrati, rimpatri forzosi&#8217;, &#8220;Maroni avverte la Tunisia, e alle Regioni: &#8216;Devono accettare i profughi&#8217;&#8221;. Maroni dice: un errore partecipare alla guerra, usciamo dal pantano libico. E ancora in taglio basso: &#8220;La Merkel sconfitta dai Verdi&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;La Sicilia dice basta, &#8216;immigrati al nord&#8217;&#8221;, &#8220;Lombardo: fate le tendopoli in Val Padana. Berlusconi lo chiama&#8221;. In taglio basso: &#8220;Germania, il tonfo della Merkel&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;Gheddafi perde il petrolio&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Clandestini, Tremonti taglia&#8221;, titola, parlando di &#8220;invasione di immigrati&#8221;. E si riportano le dichiarazioni del Ministro dell&#8217;Economia: &#8220;Aiutiamoli, ma a casa loro&#8221;. &#8220;E&#8217; inutile dare quattrini ai governi locali, finirebbero in armi. Missione in Libia, vittoria italiana: il comando passa alla Nato&#8221;. </span></p>
<p> <span style="font-size: small;"><strong>Immigrazione</strong></span></p>
<p> <span style="font-size: small;">Il Ministro dell&#8217;Interno Maroni<strong>,</strong> intervistato dal <strong>Corriere</strong>, dice: &#8220;La Tunisia aveva promesso un impegno immediato per fermare i flussi migratori, ma le barche continuano ad arrivare. Se non ci sarà un segnale concreto nei prossimi giorni, procederemo con i rimpatri forzati&#8221;. Venerdì, al rientro da Tunisi, Maroni si era dimostrato fiducioso sulla collaborazione con le autorità tunisine. Ma poi sono arrivate altre mille persone, &#8220;che dicono di essere tunisine&#8221;, e, a bordo di due barconi provenienti dalla Libia, &#8220;circa 1000 tra somali ed eritrei&#8221;. Maroni dice che questi ultimi &#8220;non possono essere rimpatriati perché scappano dalla guerra e hanno diritto alla protezione internazionale&#8221;. Ma questo non può valere per i tunisini, dice. Maroni conferma che l&#8217;unica regione esclusa dall&#8217;accoglienza sarà l&#8217;Abruzzo, mentre nelle altre regioni è previsto un tetto massimo di 1000 profughi per ogni milione di abitanti. Sul piano ventilato da Frattini che prevederebbe un accordo con la Germania: &#8220;Sin dall&#8217;inizio la Lega era contraria alla partecipazione dell&#8217;Italia alla guerra, e avevamo chiesto di comportarci come la Germania. E&#8217; stato un errore&#8221;, e la soluzione diplomatica ipotizzata da Frattini gli appare &#8220;l&#8217;unica possibile&#8221;. Anche perché la situazione è molto pericolosa: &#8220;Secondo le ultime informazioni, Gheddafi è riuscito a portare dalla sua parte anche la tribù che gli era più ostile, quella dei beduini&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Scrive <strong>La Stampa </strong>che ieri è stato &#8220;il giorno della rabbia&#8221;, del governatore della regione Sicilia Raffaele Lombardo, che ha definito &#8220;inadeguata e incredibile&#8221; la risposta del governo nazionale all&#8217;emergenza. Dice Lombardo: le tendopoli le possiamo fare anche in Sicilia, ma perché non in Val Padana o in Piemonte, se siamo un Paese unito. Al governo chiede &#8220;sistemi di accoglienza su apposite navi&#8221;, ponti aerei per liberare un&#8217;isola che scoppia, in cui si rischiano le epidemie. Nel corso della visita a Lampedusa lo chiama Berlusconi, che dice di aver avuto da un armatore la disponibilità di alcune navi. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Libia</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ieri il ministro Frattini, anche in risposta alle dichiarazioni del presidente francese Sarkozy, che aveva parlato di un piano diplomatico franco britannico sulla Libia, aveva parlato di una proposta italo-tedesca. <strong>La Repubblica </strong>titola polemicamente: &#8220;il piano Frattini imbarazza i tedeschi, &#8216;nessun asse, parliamo con tutti&#8217;. L&#8217;annuncio italiano spiazza la Germania alla vigilia del vertice di Londra&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Domani, spiega <strong>La Stampa</strong>, a Londra ci sarà un vertice che sancirà il passaggio di consegne ufficiale dalla coalizione dei volenterosi al patto Atlantico. Tesi sono i rapporti Roma-Parigi, e intanto la Turchia si è offerta come mediatore sulla Libia per raggiungere al più presto possibile un cessate il fuoco tra le parti. Si discuterà anche del futuro possibile e vi è anche l&#8217;ipotesi di convincere Gheddafi a cedere il potere ed accettare l&#8217;esilio. La proposta potrebbe anche far parte del piano anglo-francese, di cui poco si sa.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Scrive<strong> Il Corriere </strong>che l&#8217;Italia guarda al governo tedesco per costruire consenso intorno ad una proposta per il cessate il fuoco in Libia, da accompagnare con un &#8220;dialogo di riconciliazione nazionale&#8221;: in pratica, si tratterebbe di gettare le basi di una sede di confronto tra il Consiglio nazionale transitorio di Bengasi e rappresentanti di tribù libiche, oltre ad altri soggetti politici.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Sullo stesso quotidiano un approfondimento sulla guerra in Libia, sotto il titolo: &#8220;Il &#8216;piano B&#8217; degli alleati, la destinazione è Tripoli?&#8221;. La segretaria di Stato Clinton sostiene che crescono le defezioni all&#8217;interno del regime, il Segretario alla Difesa Usa Gates, che avrebbe fatto a meno della guerra, ha avvertito che &#8220;il cambio di regime è complicato&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Su <strong>La Stampa </strong>un “retroscena” dedicato all&#8217;auspicio e alla ipotesi, avanzate tanto da Gates che dalla Clinton, di una “frana dall&#8217;interno” del regime libico. Gates dice di aver letto “documenti che descrivono come le forze del regime spostino i cadaveri dei civili uccisi per far credere che la loro morte sia causata dalla coalizione”. Hillary si rivolge direttamente alle “persone che stanno intorno a Gheddafi”: “Siete sicuri di voler diventare dei paria e di voler finire davanti al tribunale penale internazionale?”. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Su <strong>La Repubblica </strong>troverete l&#8217;intervista doppia della Cbs alla Clinton e a Gates, da cui sono tratte le dichiarazioni importanti che si ritrovano sparse sui quotidiani. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Oggi, all&#8217;1.30 di notte ora italiana, Obama parlerà alla nazione, e probabilmente dovrà rispondere alle obiezioni dei leader del Congresso, che gli contestano la mancata autorizzazione all&#8217;uso delle truppe: i repubblicani lo aspettano al varco, il senatore dell&#8217;Indiana Lugar lo accusa di non aver ancora illustrato un piano sugli obiettivi in Libia. Difende Obama l&#8217;indipendente Lieberman. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Non volendo schierare truppe di terra &#8211; scrive il <strong>Corriere</strong> &#8211; l&#8217;Alleanza usa la tecnica della tenaglia: da un lato apre la strada ai ribelli (che avrebbero bisogno di armi), dall&#8217;altro continua i raid.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Un quadro della situazione è offerto da <strong>L&#8217;Unità</strong>, che scrive: “I ribelli contrattaccano. Gheddafi perde il petrolio”, “Ripreso dalle forze antigovernative l&#8217;importante terminal petrolifero di Ras Lanuf”. Sono quindi tornati sotto il loro controllo tutti i maggiori terminali petroliferi del settore orientale dellla Libia. E il portavoce dei ribelli dice che entro una settimana saranno in grado di produrre dai 100 mila ai 130 mila barili al giorno. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Sullo stesso quotidiano, si intervista padre Giulio Albanese, direttore dele riviste missionarie della Cei. Racconta la storia di un ex bambino soldato e del suo addestramento nel centro per la rivoluzione mondiale (WRC) istituito da Gheddafi. Ne esce una legione di mercenari: in 42 anni il leader libico si è coltivato una sua legione straniera – dice Albanese – e “se si voleva fermare Gheddafi, la no-fly zone sarebbe dovuta scattare subito”. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Sulla opportunità di intervenire prima di quanto sia stato fatto, torna anche, intervistato dallo stesso quotidiano, il vicepresidente del Consiglio nazionale di transizione libico, Hafiz Al Ghogha, che mostra anche le maschere antigas trovate nell&#8217;equipaggiamento dei miliziani al soldo del dittatore: “Gheddafi, &#8216;era pronto ad usare armi chimiche”. Della ventilata mediazione italiana non sa nulla, “per noi Gheddafi è un criminale di guerra che va giudicato da un tribunale internazionale”. Non è pregiudizialmente contrario all&#8217;esilio del rais, purché non gli vengano garantite le ricchezze accumulate. Risponde anche all&#8217;accusa di essere pilotati dalla Francia: “è falso. Non diamo atto al presidente Sarkozy di esser stato tra i più determinati, ma nessuno &#8216;ci pilota&#8217;”. E&#8217; chiaro che “i rapporti economici” in futuro non potranno “prescindere dagli eventi di queste settimane”. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Siria</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il regime del presidente siriano Assad – racconta il <strong>Corriere</strong> – ha deciso di accelerare sulle riforme, dopo i violenti scontri, che ieri hanno colpito anche la città portuale di Latakia. Ieri il Presidente ha rivolto un discorso alla nazione, si ipotizzano le dimissioni del governo per domani. Il regime ha promesso la fine delle leggi speciali e dello stato di emergenza, in vigore dal 1963: mantenute per 48 anni, con la scusa della minaccia israeliana, le leggi speciali consentono arresti preventivi e detenzioni abusive. Filtrano voci di divisioni crescenti ai vertici, che significa soprattutto “consiglio di famiglia”: l&#8217;anima nera sarebbe Maher, fratello di Bashar e capo della Guardia Repubblicana, che vorrebbe reprimere ogni protesta, e che controlla gruppi salafiti già attivi in Libano, come il JUND Al Shamm. Dalla sua parte ci sarebbe il cugino Nmer, i cui sgherri da sabato impazzano a Latakia. Bashar, invece, vorrebbe tirare in lungo, promettendo riforme in attesa che tutto si calmi. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Un ritratto della consigliera di Assad che si è vista in questi giorni spesso fare annunci, Bouthaina Shaaban, è offerto dal <strong>Corriere</strong>, che la considera la “cassaforte” dei segreti di famiglia. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nessun intervento in Siria, ha fatto sapere ieri Hillary<strong> Clinton</strong>: “La Siria non è la Libia. Quello che è avvenuto nelle ultime settimane è preoccupante. Tuttavia c&#8217;è una differenza tra attaccare indiscriminatamente, bombardando le tue stesse città, e le azioni della polizia siriana”, come riferisce <strong>La Stampa</strong>. Il quotidiano peraltro ha un inviato a Latakia, porto ribelle dove ieri è stato schierato l&#8217;esercito, e che è considerato un bastione degli Assad, essendo la città di origine del defunto presidente Hafez. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Giustizia</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Domani e giovedì il Consiglio superiore della magistratura ha previsto di riunirsi per un plenum straordinario, per varare un documento contro l&#8217;emendamento che è stato approvato dalle Commissioni politiche dell&#8217;unione europea e giustizia della Camera, in cui si apre la possibilità che i magistrati rispondano non più solo “per dolo o colpa grave”, in sede di responsabilità civile, ma anche per “manifesta violazione del diritto”. In adempimento alle sentenze della Corte europea di Strasburgo. Ne parla ampiamente <strong>La Repubblica</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Intanto oggi Berlusconi torna in tribunale dopo otto anni. La chiave, secondo il <strong>Corriere della Sera</strong>, è che tenterà di mostrare che è “costretto a governare per lungo tempo”. Il senatore Mario Mantovani, coordinatore lombardo del Pdl, ha inviato 600 sms ai militanti del partito e a simpatizzanti, per invitarli a tenere una manifestazione di sostegno davanti al tribunale. <strong>Il Corriere della Sera </strong>lo intervista. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Anche<strong> Il Giornale </strong>dà rilievo alla notizia: “Berlusconi va in aula dai giudici. Parte la controffensiva al golpe. Oggi il premier si presenta all&#8217;udienza a porte chiuse del processo Mediatrade”. Il quotidiano spiega “la svolta nella strategia” in vista dell&#8217;assedio su Ruby e delle amministrative. A Palazzo di Giustizia è previsto l&#8217;arrivo di un pullman con un migliaia di supporter, si legge. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>E poi</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;inserto R2 de <strong>La Repubblica </strong>è dedicato a “il potere dei blogger: ritratto dei nuovi padroni dell&#8217;informazione made in Usa, che oggi riescono ad influenzare i giornali ma anche la Casa Bianca”. Con attenzione anche agli attivisti blogger arabi, cyberdissidenti anima delle rivolte: “Il futuro siamo noi”, dice ad esempio un blogger tunisino del portale Nawaat, che ha raccontato la rivoluzione dei gelsomini. </span></p>
<p><strong>(Fonte: Rassegna Italiana di Ada Pagliarulo e Paolo Martini) </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/continuano-gli-sbarchi-a-lampedusa-le-regioni-saranno-coinvolte-nellaccoglienza-dei-profughi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LIBIA: SI&#8217; AL COMANDO NATO L&#8217;alleanza farà rispettare la no fly zone e proteggerà i civili.</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/libia-si-al-comando-nato-lalleanza-fara-rispettare-la-no-fly-zone-e-proteggera-i-civili/</link>
		<comments>http://www.grey-panthers.it/libia-si-al-comando-nato-lalleanza-fara-rispettare-la-no-fly-zone-e-proteggera-i-civili/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 10:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[il Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=12641</guid>
		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Attacco alla Libia, Nato al comando&#8221;, &#8220;Battaglia a Misurata, almeno cento morti . Abbattutto jet di Gheddafi&#8221;. In taglio basso: &#8220;Giustizia, affondo contro i magistrati&#8221;, &#8220;Passa l&#8217;emendamento sulla responsabilità civile. L&#8217;Anm: il governo ci vuole intimidire. Sì al federalismo regionale&#8221;. La Stampa:&#8221;Libia, sì al comando Nato&#8221;, &#8220;Gli Usa: &#8216;L&#8217;alleanza farà rispettare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Attacco alla Libia, Nato al comando&#8221;, &#8220;Battaglia a Misurata, almeno cento morti . Abbattutto jet di Gheddafi&#8221;.<br />
In taglio basso: &#8220;Giustizia, affondo contro i magistrati&#8221;, &#8220;Passa l&#8217;emendamento sulla responsabilità civile. L&#8217;Anm: il governo ci vuole intimidire. Sì al federalismo regionale&#8221;.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>:&#8221;Libia, sì al comando Nato&#8221;, &#8220;Gli Usa: &#8216;L&#8217;alleanza farà rispettare la no fly zone e proteggerà i civili. Piano entro 48 ore&#8217;. La Camera approva l&#8217;operazione per 7 voti. Il premier: Gheddafi farà una carneficina&#8221;.</p>
<p><strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Comando Nato per proteggere i civili&#8221;, &#8220;Intesa a metà: per gli attacchi resta in campo anche la vecchia coalizione&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;Maxi-piano dell&#8217;Europa per salvare il Portogallo&#8221;, &#8220;La condizione: Lisbona deve accettare misure severe&#8221;. In prima anche un richiamo per le proteste in Siria: &#8220;Strage e proteste. Assad promette riforme&#8221;.</p>
<p><strong>Europa</strong>: &#8220;Finalmente comanda la Nato. Ora in Libia si può fare presto&#8221;, &#8220;Sì anche della Turchia: nuova guida entro duie giorni. I francesi abbattono un aereo libico&#8221;. &#8220;Le operazioni ora saranno gestite da Napoli&#8221;, spiega un altro titolo.<br />
&#8220;Protezione umanitaria in salsa leghista&#8221; è il titolo di un intervento che compare in prima, firmato dal demografo e senatore Pd Massimo Livi Bacci e dedicato alla immigrazione &#8220;usata come spauracchio politico&#8221;.</p>
<p><strong>Libero</strong> apre su quello che definisce l&#8217;&#8221;allarme immigrazione&#8221;: &#8220;I disperati? Tutti al Nord&#8221;, &#8220;I nordafricani che sbarcano a Lampedusa saranno distribuiti solo in alcune Regioni. Maroni esclude Roma e grazia Sicilia, Calabria, Puglia e Abruzzo. Alla faccia dell&#8217;unità d&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale</strong> punta sugli insulti indirizzati ieri dal leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro, nei confronti del presidente del Consiglio, nel corso del dibattito ieri alla Camera. Nel momento in cui presiedeva i lavori Gianfranco Fini. Titolo: &#8220;Il coniglio Fini&#8221;, &#8220;Di PIetro dà del codardo a Berlusconi in aula. Il presidente della Camera se la ride. E domani apre a Milano la campagna elettorale per i suoi: altro che &#8216;super partes&#8217;&#8221;. E una vignetta raffigura un Di Pietro da circo che estrae dal cappello un Fini-coniglio.</p>
<p><strong>Il Foglio</strong> ha un grande titolo rosso sulla Libia: &#8220;L&#8217;asse Roma-Mosca-Ankara lavora alla mediazione con il regime di Gheddafi&#8221;. Spiega il quotidiano che i tre Paesi in questione &#8220;cooperano con la comunità internazionale, ma hanno aperto la pista diplomatica&#8221;. Parallelamente, Il Foglio punta l&#8217;attenzione su quelli che il New York Times ha definito gli &#8220;shady dealings&#8221;, ovvero i &#8220;loschi affari&#8221; che hanno contribuito alla fortuna del regime libico: &#8220;Non solo interessi italiani in Libia: le richieste minacciose ai manager americani e i traffici di Gheddafi&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Tre nuovi patti per l&#8217;Europa&#8221;, &#8220;Al vertice dei 27 le intese su competitività, regole antideficit e aiuti d&#8217;emergenza da 500 miliardi&#8221;, &#8220;Ma il salvataggio di Lisbona cambia l&#8217;agenda del summit&#8221;.<br />
A centro pagina, foto dell&#8217;ammiraglio Rinadlo Vieri: &#8220;La guerra in LIbia. Deciso il comando Nato, con base a Napoli. Pronte altre sanzioni petrolifere&#8221;.</p>
<p><strong>Il Fatto</strong> torna ancora sulla nomina a ministro di Saverio Romano, &#8220;inquisito per mafia, è solo l&#8217;ultimo atto. Dalla Lombardia alla Sicilia, il centrodestra è inquinato da personaggi vicini ai boss&#8221;. Ancora su Romano: &#8220;Le parole del pentito Campanella e le intercettazioni raccontano di come Cosa Nostra, nelle elezioni del 2001, puntasse sull&#8217;esponente voluto dal premier&#8221;.<br />
In taglio basso, i verbali della procura di Milano sul caso Ruby: &#8220;&#8216;Ruby non deve parlare&#8217;, la ragazza controllata a vista&#8221;: sarebbe questa la &#8220;rete preparata dagli avvocati&#8221; del premier. &#8220;Blindata, interrogata, ricoperta di milioni. e in una conversazione dice: &#8216;I miei legali? Sono Di Noia e Ghedini&#8217;&#8221;.</p>
<p><strong>Libia e Siria</strong></p>
<p><strong>Il Corriere</strong> tenta di illustrare il compromesso raggiunto sull&#8217;intervento in Libia: la Nato conserva il controllo delle operazioni navali, ma dalla settimana prossima prenderà il controllo anche di quelle aeree, almeno in parte, per far rispettare la no fly zone. Le ambiguità no nmancano, sottolinea il quotidiano, riferendo delle dichiarazioni del segretario generale Nato Rasmussen, che dice: &#8220;ci sarà ancora un&#8217;operazione della coaliaizone (i volenterosi) ed una della Nato&#8221;. Che potrebbe significare: attacchi mirati ai convogli di terra e alle caserme delle città, o ai bunker di Gheddafi verranno lasciati ai singoli Paesi che vogliono compierli. Quel che è certo è che il quartier generale della operazioni verrà trasferito da Stoccarda, dove ora è sotto controllo Usa, a Napoi, sede del comando Nato.<br />
Un retroscena racconta dello scontro verificatosi ieri tra il premier turco Erdogan e il presidente francese Sarkozy, accusato di mirare al petrolio libico. E, ancora, il Corriere si sofferma sui &#8220;dubbi di Berlusconi sui ribelli&#8221; libici, oltre che sul suo assenso alla proposta Merkel per un embrago totale su petrolio e gas: ma vuole che sia adottato attarverso una risoluzione Onu.<br />
Anche <strong>La Stampa</strong> racconta &#8220;l&#8217;angoscia di Berlusconi&#8221;, &#8216;trascinato in guerra&#8217;&#8221;: si legge che sarebbero ancora in piedi, e passerebbero attraverso quadri intermedi della nostra diplomazia, contatti con Tripoli: una finestra di mediazione si sarebbe aperta nella notte del varo della risoluzione Onu, ma l&#8217;occasione si è persa e il Cavaliere sarebbe angosciato per la scarsa conoscenza dei leader dei ribelli, alcuni dei quali, fino a qualche gionro fa, erano con il Colonnello: il riferimento è a figure come Mustapha Abdel Jalil, ex ministro della Giustizia di Gheddafi e ora presidente del Consiglio di transizione libico oppure Addel Fatah Junis, ex ministro degli Interni.<br />
Scrive <strong>Il Foglio</strong> che di entusiamo tra i volenterosi ce n&#8217;è poco: &#8220;cresce, al contrario&#8221;, il numero dei governi che si preparano a mediare con Gheddafi o che hanno già cominciato a farlo, perché gli impegni assunti con la Nato non impediscono, per esempio, all&#8217;Italia, di cercare una soluzione diplomatica alla crisi. Il premier turco Erdogan ha compreso che l&#8217;unico modo per avere influenza in questa fase è ridurre il peso dei francesi trasferendo il comando delle operazioni al Patto atlantico. Con Italia e Turchia si muove la Russia, che si astenne sulle risoluzioni Onu: pur accogliendo le decisioni della comunità internazionale, il presidente russo Medvedev avrebbe anche lui un canale aperto per la mediazione.<br />
In prima su <strong>Il Giornale</strong> un&#8217;analisi di Francesco Forte: &#8220;L&#8217;embargo alla Libia costerà caro all&#8217;Italia&#8221;. Ci si riferisce alla proposta della cancelliera Merkel, che torna ad insistere proprio su un embargo totale sul petrolio: secondo Forte la misura non colpirà Gheddafi (&#8220;che si arrangerà diversamente&#8221;), ma l&#8217;Italia: dalla Libia importiamo il 28 per cento del nostro fabbisogno di petrolio.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong>, il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle spiega perché &#8220;la Germania vuole l&#8217;embargo del petrolio, non i raid&#8221;. E in questo la Germania non sarebbe isolata, dice il ministro, sottolineando i rischi di una escalation che potrebbe sfociare in un intervento di truppe di terra.<br />
Su <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, l&#8217;inviato a Bengasi Alberto Negri firma un&#8217;analisi in cui si evidenzia come la Cirenaica ribelle voglia riprendersi il proprio petrolio: nella regione si estrae il 75 per cento del greggio prodotto e il sottosuolo custodisce metà delle riserve di gas della Libia.<br />
&#8220;Ma non dovevano essere 330?&#8221;, si chiede in prima un editoriale di Europa: sono stati 300, infatti, i voti della maggioranza alla risoluzione sulla Libia. Ma solo per 7 voti la maggioranza ha retto, confermando una sua &#8220;debolezza politica&#8221;, secondo Mario Lavia, che firma l&#8217;analisi.<br />
Sul <strong>Sole 24 Ore</strong>: &#8220;La Camera approva la missione per soli sette voti&#8221;, &#8220;L&#8217;ira di Berlusconi per il sì sul filo di lana&#8221;.<br />
Una lunga analisi su <strong>La Stampa </strong>spiega come il presidente siriano Assad abbia deciso di &#8220;piegarsi&#8221; e di &#8220;aprire alle riforme&#8221;: dopo le voci di un centinaio di morti causate dalla repressione delle scorse settimane, a seguito delle proteste che hanno avuto come epicentro la città di Daraa, nel sud del Paese, Assad ha inviato in tv la sua consigliera, che ha annunciato riforme e sussidi alla poplazione, una nuova legge sui media, l&#8217;innalzamento dei salari ai dipendenti pubblici. Nessun cenno ai prigionieri politici: questo ha causato la bocciatura delle proposte da parte dell&#8217;opposizione.<br />
Anche su La Repubblica si riferisce ampiamente della situazione in Siria: si ricorda anche che per la giornata di oggi, venerdì di preghiera, è stata indetta una giornata di mobilitazione denominata &#8220;Venerdì della dignità&#8221;.</p>
<p><strong>E poi</strong></p>
<p>In prima sul <strong>Corriere</strong> due foto dal Giappone: illustrano i danni causati ad un&#8217;autostrada. Rifatta in 6 giorni.<br />
La <strong>Stampa</strong> intervista il neoministro dei Beni culturali Galan, che dice: solo a Venezia il festival del cinema, &#8220;stravagante la concorrenza di Roma&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grey-panthers.it/libia-si-al-comando-nato-lalleanza-fara-rispettare-la-no-fly-zone-e-proteggera-i-civili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

