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	<title>Grey Panthers</title>
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	<description>il sito per gli over 50</description>
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		<title>I corsi de l&#8217;Universita&#8217; Popolare di Roma: i nostri consigli</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/i-corsi-de-luniversita-popolare-di-roma-i-nostri-consigli/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 20:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ideas]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora pochi giorni per iscriversi ai corsi estivi dell'UPTER]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Universita&#8217; Popolare di Roma propone diversi corsi per ogni gusto, ecco la <a href="http://www.upter.it/index.php/guide-ai-corsi-upter">guida</a>.</p>
<p>Noi segnaliamo un corso di trucco monografico e un corso di Yoga nella suggestiva Villa Borghese.</p>
<p><strong>Trucco monografico: anti-age </strong></p>
<p><strong></strong>(cod. 23188)<br />
Con l&#8217;avanzare dell&#8217;età la pelle ha dei cedimenti, compaiono le prime rughe ed i tessuti iniziano a perdere compattezza. Col make-up non si ottengono miracoli, si riesce a ringiovanire di qualche anno un volto, a renderlo più gradevole, purché il trucco sia eseguito in modo sapiente ed adeguato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il corso</span></p>
<p>3 lezioni per un totale 6 ore a 40 euro</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Quando</span></p>
<p>A partire dal 27 maggio tutti i lunedi&#8217; dalle 17 alle 19</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Dove</span></p>
<p><strong>Palazzo Englefield, </strong>Via Quattro Novembre 157, ROMA</p>
<p><a href="http://www.upter.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=350&amp;Itemid=196&amp;cors=23188">Iscriviti</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Yoga a Villa Borghese </strong><br />
<strong>Benessere psicofisico attraverso l&#8217;integrazione di corpo, mente e spirito</strong><br />
Lo Yoga è nato per essere praticato outdoor. Il vento sulla pelle, i suoni della natura e la luce ci permetteranno di fare il pieno d&#8217;informazioni sensoriali, aiutandoci ad armonizzare il nostro corpo con il mondo che ci circonda. Disciplina antichissima, sarà protagonista di speciali lezioni dedicate a creare in tutti i partecipanti, armonia e benessere. In particolare verranno praticate le sequenza Ashta Karana (gli 8 movimenti di salute della colonna vertebrale) le Asana (posizioni statiche), per migliorare la respirazione, espandere la mente e portare equilibrio al corpo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il corso</span></p>
<p>6 lezioni per un totale di 9 ore a 60 euro</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Quando</span></p>
<p>A partire dal 4 giugno dalle 18 e 30 alle 20</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Dove</span></p>
<p><em id="__mceDel"><strong>Villa Borghese, </strong></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">ingresso Porta di Piazzale Flaminio</em></em></p>
<p><a href="http://http://www.upter.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=350&amp;Itemid=196&amp;cors=23216">Iscriviti</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Mediterraneo attraverso lo sguardo di Roberto Mangù</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/il-mediterraneo-attraverso-lo-sguardo-di-roberto-mangu/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 19:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Fano]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Carifano]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Mangú]]></category>

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		<description><![CDATA[Galleria Carifano, Fano, dal 7 giugno al 24 agosto 2013]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il Mediterraneo, in andaluso il “Mar adentro”, è il protagonista delle grandi tele di Roberto Mangù proposte alla Galleria Carifano, a Fano, dal 7 giugno al 24 agosto 2013. </strong><br />
<i>Mar Adentro</i> evoca anche quel rapporto particolare che l’artista intrattiene con il Mare interiore che è anche il nostro: il Mediterraneo. Il suo lavoro, da tempo, s’iscrive in una mitologia nutrita di coste luminose appartenenti a questo spazio “mitico” che ha ispirato la nostra civiltà. È uno spazio con cui si sono misurati poeti, scrittori, cineasti e che ha dato il titolo a canzoni intense e al non meno intenso film di Alejandro Amenábar.<br />
Aragon scriveva: «Ciò che è stato sarà, purché ce ne ricordiamo».</p>
<p>La mostra propone <strong>un percorso nell’immaginario pittorico di Roberto Mangú</strong>, artista di notorietà europea, tramite un seguito di circa 25 opere di grande formato legate, appunto, al suo rapporto poetico con il Mare Mediterraneo. Di origine andalusa, Mangú ha il Mediterraneo nel sangue. Cresciuto intellettualmente a Parigi, ha saputo far convivere la sua doppia natura di mediterraneo e di figlio dell’“Industria Europea”, nel suo peregrinare giunge a Milano, il posto giusto per lui dove ha infatti vissuto per anni.<br />
Dall’Andalusia riceve la cultura del mare, la cultura dell’oro, la cultura della notte e quella del viaggiare. Dalla cultura del Nord riceve lo spirito e la forza dell’industria.<br />
La somma di queste esperienze e il suo percorso umano, che lo ha portato a toccare i tre paesi mediterranei ha prodotto in lui e nella sua arte una visione poetica fortemente identitaria, nella quale l’Italia riveste la forma di un “Essere in Piedi”.</p>
<p>La pittura di Roberto Mangú si esprime in uno spazio temporale che appartiene al nostro presente, ma si colloca in una prospettiva atemporale, designando un «altro attuale» che – secondo la definizione di Emmanuel Lévinas – interrompe una continuità lineare sia per inserirsi nella memoria che per proiettarsi nel futuro. Questa certezza, profondamente insita nell’artista, di provocare il destino della pittura, data per morta nel secolo passato, ci offre lo spunto per una riflessione estremamente profonda e attuale sulla nostra sorte. I dubbi e le incertezze che incombono ogni giorno sugli uomini ci obbligano a incessanti riferimenti al senso del tempo, come se quest’ultimo progredisse nell’ineluttabile conseguenza dell’istante che lo precede.</p>
<p>Roberto Mangú, per le sue origini, per il suo credo, aderisce a questa eredità luminosa e tragica al tempo stesso, abbagliante e contrastata, veicolo di tanti sogni e speranze e che egli vede come un vasto territorio comprendente l’Africa e il cui centro è l’Italia, ricordandosi dei Girasoli di Van Gogh nei campi di grano della Provenza, di Picasso e di Mirò – che rivolsero il loro sguardo alle altitudini delle loro origini andaluse e catalane – e di Nicolas de Staël, quel russo divenuto mediterraneo che soccombette alla singolarità tragica di questo mare sfracellandosi sulle rocce di Antibes.<br />
Recentemente Mangú è stato invitato dal Musée Bonnard di Le Cannet ad illustrare in catalogo della mostra <i>Bonnard, dans la lumière de la Méditerranée</i> (Ed. Hazan, 2011), il suo rapporto identitario e pittorico con il maestro francese al quale si riferisce: “Noi pittori, e in particolare noi, i figli di Bonnard, sperimentiamo una singolare situazione che ci conferisce questa duplice condizione di essere, in quanto pittori, i possibili eroi che rendono visibile il mondo in potenza, e allo stesso tempo i più sospettati, per una certa <i>doxa</i> sulla modernità, di utilizzare mezzi retrogradi.”<br />
La mostra Mar Adentro è una riflessione sulla modernità, sull’idea stessa di pittura in un tempo iconoclasta.<b><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></b><br />
<b><br />
Dove<br />
</b>Galleria Carifano, Palazzo Corbelli<br />
Via Arco d’Augusto 47 – Fano<br />
<b><br />
Quando<br />
</b>7 giugno – 24 agosto 2013<br />
<b><br />
Orari e ingressi<br />
</b>Galleria Carifano<br />
da martedì a sabato h. 18.30 – 21.30<br />
chiuso domenica e lunedì – INGRESSO LIBERO</p>
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		<title>Ticino. Novità all’orizzonte.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 18:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Outdoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuove strutture dedicate al benessere e al tempo libero, nuovi hotel e molto altro da scoprire...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><em>In Ticino le novità non mancano mai. Di seguito una carrellata di proposte che vanno ad arricchire l’offerta di svago, relax e per il tempo libero del Cantone più a sud della Svizzera!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’Acquaparco vi attende.</strong></p>
<p><em>Splash and Spa Tamaro | dal 15.06.2013 | www.splashespa.ch</em></p>
<p>Il 15 giugno 2013 il nuovissimo Acquaparco Splash e Spa Tamaro a Rivera è realtà! A dieci minuti da Lugano, apre i battenti il non-plus-ultra in ambito di parchi acquatici. I promo- tori hanno esaminato molteplici cantieri in Svizzera e Germa- nia e hanno fatto confluire il meglio nel proprio progetto. L’acquaparco Splash e Spa Tamaro si presenta come il „più innovativo e spettacolare acquaparco d’Europa.”</p>
<p>Su una superficie pari a 10‘000 metri quadrati si dispiegano cinque scivoli, piscine, onde artificiali, un grande centro well- ness e benessere per rilassarsi. Divertimento assicurato per tutta la famiglia!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Centro Evolution.</strong></p>
<p><em>Centro di arrampicata Evolution | Taverne | www.evolutioncenter.ch</em></p>
<p>Da fine aprile 2013 è stato ufficialmente aperto al pubblico il Centro di arrampicata Evolution: il primo ed unico centro in Canton Ticino e anche uno dei più grandi in Svizzera, intera- mente dedicato all’arrampicata sportiva indoor.</p>
<p>Alpinismo ed arrampicata sono discipline molto amate e prati- cate in Ticino, soprattutto in estate. La morfologia del paesag- gio consente infatti molte possibilità per dilettarsi all’aria aper- ta: dalle classiche pareti verticali ai monoliti per praticare il bouldering. Ora, grazie al Centro Evolution, sarà possibile ar- rampicare tutto l’anno, anche in inverno per prepararsi al me-</p>
<p>glio alla stagione estiva o magari anche solo per avvicinarsi a questa entusiasmante disciplina sporti- va.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>La tradizione&#8230; ritorna con un nuovo look.</strong></p>
<p><em>Kurhaus Cademario Hotel &amp; Spa | Cademario | www.kurhauscademario.com</em></p>
<p>La storia quasi centenaria del Kurhaus Cademario Hotel &amp; Spa si è arricchita di un nuovo importante capitolo: questa primavera l’albergo 4 stelle Superior, dopo una chiusura per restauro durata quattro anni, ha riaperto i battenti!</p>
<p>La tranquillità, il parco di 10 ettari e la spettacolare vi- sta sul Lago di Lugano e sulle montagne circostanti sono rimaste invariate, tutto il resto è completamente nuovo. 82 camere di cui 2 suites, una sala conferen- ze, due ristoranti, un bar e una Spa della superficie di 2&#8217;200 metri quadrati. La cornice ideale per dimentica- re lo stress quotidiano e immergersi in un’oasi di pace in un luogo privilegiato, a 850 metri sul livello del ma- re. Elementi architettonici storici e moderni sono sa- pientemente mescolati, mentre all’interno la scelta dell’arredo segue i principi dell’arte – vicina alla tradi- zione Feng-Shui &#8211; che porta armonia negli spazi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un gioiellino in Città Vecchia.</strong></p>
<p><em>Casa Borgo | Locarno | www.casaborgo.ch</em></p>
<p>La Casa Borgo, collocata nel nucleo della Città Vecchia di Locarno, ha aperto i battenti da pochi mesi ma per molti è già punto di ritrovo fisso per un’uscita in compa- gnia. L’edificio, che risale al 1550, è di per sé già un vali- do motivo per visitarlo: completamente rinnovato, al pri- mo piano propone un Bed &amp; Breakfast con quattro lumi- nosissime stanze. Al piano terra, invece, un Caffè suddi- viso in varie sale, tutte diverse e tutte arredate con origi- nali mobili vintage invita ad una pausa rilassante. Una terrazza esterna completa il suggestivo scenario che d’estate promette di regalare piacevoli tramonti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Villa storica risplende di nuovo.</strong></p>
<p><em>Hotel Rio Garni | Muralto | www.garni-rio.ch</em></p>
<p>L’Hotel Rio Garni a Muralto risplende di nuovo. La Villa, che risale a fine ‘800, è stata ristrutturata tra il 2012 ed il 2013, per adeguarsi alle nuove esigenze alberghiere, mantenendo la struttura esterna nel suo originale splendore. Qualità e storia sono fuse in un unico connubio nelle 20 rinnovate camere di questa Villa del 19.esimo secolo.</p>
<p>Collocato in posizione strategica e centrale, il Garni Rio rima- ne proprio a due passi dalla Stazione di Muralto-Locarno ed è gestito dalla famiglia Carioni.</p>
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<p><strong>100 anni di accoglienza!</strong></p>
<p><em>Esplanade Hotel Resort &amp; Spa | Minusio | www.esplanade.ch</em></p>
<p>Inaugurato nel 1913 come luogo di cure fisico-dietetiche, l’Hotel Esplanade di Minusio, in cento anni di vita è evoluto senza mai tradire il suo carattere originario. Ancora oggi l’albergo propone soggiorni in- centrati sul benessere con un ampio ventaglio di possibilità. In occasione del centenario è stata allestita una mostra &#8211; visitabile a partire dal 22 maggio &#8211; che riper- corre le principali tappe della storia locale e internazionale di questo grande Hotel. Numerosissimi gli ospiti illustri che vi hanno soggiornato: il poeta e scrittore Rainer Maria Rilke, il generale Guisan, il Re del Marocco, nonché la delegazione tedesca, giunta nel 1925 a Locarno, per la Conferenza di Pace.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>E per il futuro? È prevista l’edificazione di 52 appartamenti con il valore aggiunto di una sala congressuale da 320 posti e una capiente auto rimessa sotterranea. Saranno inoltre ampliati uno dei ristoranti, il wellness, e infine è prevista la creazione di una piscina coperta. Tanti auguri Hotel Espla- nade!</p>
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		<title>Qiu Zhijie alla Querini Stampalia Venezia</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/qiu-zhijie-alla-querini-stampalia-venezia/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 18:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale d’Arte di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Qiu Zhijie]]></category>

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		<description><![CDATA[Inaugurazione martedì 28 maggio, ore 18.00,Venezia, Fondazione Querini Stampalia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’artista cinese <strong>Qiu Zhijie</strong>, curatore dell’ultima Biennale di Shanghai, presenterà alla Fondazione Querini Stampalia una selezione di opere inedite in occasione della sua prima mostra personale in Italia durante la <strong>55. edizione della Biennale d’Arte di Venezia</strong>. Attraverso un’articolata ed eterogenea scelta di lavori, l’artista esplorerà le dinamiche complesse che tracciano gli itinerari spaziali e temporali tra Occidente ed Oriente, tra passato e presente. Considerato nel panorama artistico cinese come un vero e proprio intellettuale &#8211; nel senso rinascimentale della parola &#8211; Qiu Zhijie è un pensatore, un attivista, un poeta, un cartografo e persino un archivista del sapere. Nessuno meglio di lui potrebbe esplorare queste storie intricate che si estendono parallelamente nel tempo e nello spazio. Come artista Qiu Zhijie definisce il suo modo di operare come “arte totale”, sostanzialmente una presa di coscienza che la creazione artistica non può essere sradicata e sottratta alla situazione storica e culturale che la circonda e che l’ha innescata.</p>
<p>La mostra di Qiu Zhijie è la prima tappa di <i>New Roads</i>, un progetto triennale di collaborazione internazionale tra Cina e Italia nato dalla volontà di creare una piattaforma di dialogo multiculturale attraverso l’arte contemporanea.<br />
Tre sono le istituzioni coinvolte: <b>Fondazione Querini Stampalia </b>di Venezia e il <b>Museo Aurora </b>di Shanghai che, attraverso il fondamentale intervento di mediazione interculturale e artistica di <b>Arthub Asia</b>, mettono a confronto la loro storia e le loro collezioni, analizzandole e espandendole attraverso progetti commissionati a artisti contemporanei occidentali e orientali.</p>
<p>Le opere <i>site specific </i>di Qiu Zhijie, così come tutti i precedenti progetti di arte contemporanea del programma <i>Conservare il Futuro</i>, sviluppati dal 2000 alla Fondazione Querini Stampalia, sono state pensate in relazione agli oggetti della collezione permanente. In questo caso, il confronto e l’analisi si estenderanno oltre, costruendo dei ponti concettuali e stilistici tra le opere della Fondazione veneziana e la preziosa collezione asiatica d’arte antica del Museo Aurora di Shanghai.<br />
Eludendo la distanza geografica e smascherando quei pregiudizi secolari accumulati nel corso degli scambi culturali tra Oriente e Occidente, l’approccio cartografico di Qiu Zhijie traccia, scopre ed evidenzia le connessioni tra i due musei ma anche tra Shanghai e Venezia, due città accomunate da molteplici aspetti tra cui la loro innata indole all’apertura e allo scambio, tipica dei luoghi che si affacciano sul mare. Guardando le mappe di Qiu Zhijie, viene subito in mente l’organicità e la Fluidità della mappa di Venezia, sinuosa e densa. Qiu Zhijie le costruisce individuando un sistema di cellule tipologiche e simboliche che si aggregano l’una all’altra come nel tessuto urbano della Serenissima, dando vita a straordinarie e organiche cartografie che come grandi arazzi capovolti raccontano dei molti nodi e fili che le tengono insieme.</p>
<p>Il titolo della mostra <strong><i>L’Unicorno e il Dragone. Una cartografia delle collezioni della Fondazione Querini Stampalia, Venezia e del Museo Aurora, Shanghai </i></strong>trova ispirazione nella conferenza di Umberto Eco &#8211; “Cercavano gli unicorni” &#8211; tenuta all’Università di Pechino nel 1993.<br />
Lo studioso, in un’analisi dei meccanismi che scaturiscono dal confronto e dalla scoperta di culture diverse, puntualizza una certa tendenza, protratta attraverso i secoli, a classificare simboli, nozioni e concetti estranei, adattandoli ai propri sistemi di referenze culturali. L’esempio più clamoroso citato da Eco è proprio quello secondo il quale Marco Polo, vedendo un rinoceronte durante i suoi viaggi in Oriente, lo identificò subito come un unicorno, seguendo l’unica possibile classificazione che la tradizione occidentale gli aveva messo a disposizione per definire una creatura con un corno.</p>
<p>La serie inedita di mappe di Qiu Zhijie, alcune impresse su carta con una tecnica secolare cinese di tamponamento con spugne (<i>rubbing</i>), altre disegnate ad inchiostro direttamente sulle pareti, illustrerà proprio questi bizzarri equivoci nati dai rapporti di scambio culturale tra Italia e Cina e, in senso allargato, tra Occidente e Oriente. Attraverso molteplici referenze storiche, filosofiche e figurative, l’artista non solo ci guiderà nella storia ed evoluzione di queste mistificazioni, ma ci aiuterà a scoprire come tali interpretazioni fuorvianti possano rivelarsi basilari nella scoperta di nuove e inaspettate analogie transculturali.</p>
<p>È infatti molto facile identificare l’errore palese di Marco Polo, ma quello che Qiu Zhijie ci sa rivelare è che in realtà, anche nella tradizione cinese è sempre stato presente un unicorno, che non è né un cavallo con un corno in fronte, né un rinoceronte. L’unicorno cinese è infatti una figura mitologica chiamata Qilin o Tianlu, e in alcune raffigurazioni appartenenti alla collezione Aurora, sorprendentemente simile al leone alato di San Marco.<br />
L’opera dell’artista si vuole focalizzare quindi anche sul processo di trasformazione di quelle immagini che, pur strutturate già da antichi innesti di forme, vengono “contaminate” e trasformate dall’interazione e comunicazione tra culture.</p>
<p>Queste commistioni di significati mistici e forme verranno rappresentati da Qiu Zhijie anche attraverso una serie di sculture in vetro di animali mitologici che racchiudono immagini provenienti da due depositi di memoria: le collezioni del Museo veneziano e del Museo Aurora di Shanghai.</p>
<p>Dal 29 maggio al 18 agosto</p>
<p style="text-align: justify;">dalle 10 alle 18, chiuso lunedì<b></p>
<p>Fondazione Querini Stampalia </b>Santa Maria Formosa<br />
Castello 5252, 30122 Venezia<br />
tel. 041 2711411 fax 041 2711445 <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.querinistampalia.org/" target="_blank">www.querinistampalia.org</a><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eccellenze senior</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/eccellenze-senior/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 13:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[In regalo riflessioni e informazioni per capire come sta cambiando, per noi, la società.
Scaricate o stampate il librino per leggerlo su carta… anche senza occhiali]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<hr style="clear: both; display: block; visibility: hidden;" />
<p>In regalo per voi &#8220;<a href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_doppia.pdf" target="_blank">Eccellenze Senior</a>&#8220;, una serie di riflessioni e di informazioni per capire come sta cambiando, per noi, la società.</p>
<p>I contenuti:</p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Automotive</h3>
<p><a title="Guidare fino a 100 anni con l’auto self-driving" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=5" target="_blank">Guidare fino a 100 anni con l’auto self-driving</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Salute</h3>
<p><a title="Dall’oriente ‘terapia’ cognitiva contro la demenza senile" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=13" target="_blank">Dall’oriente ‘terapia’ cognitiva contro la demenza senile</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Design</h3>
<p><a title="‘Design Week’ a MI, in cerca di comfort ‘for senior citizen’" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=19" target="_blank">‘Design Week’ a MI, in cerca di comfort ‘for senior citizen’</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Architettura</h3>
<p><a title="Insospettabilmente... Senior" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=23" target="_blank">Insospettabilmente&#8230; Senior</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Robotica</h3>
<p><a title="Per gli elderly tecnologia più friendly, per favore" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=31" target="_blank">Per gli elderly tecnologia più friendly, per favore</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Economia</h3>
<p><a title="Portafogli perduti?" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=35" target="_blank">Portafogli perduti?</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Movie</h3>
<p><a title="Totem e tabù: L’età matura nel cinema moderno" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=41" target="_blank">Totem e tabù: L’età matura nel cinema moderno</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Green</h3>
<p><a title="Fiera delle piante rare a Ordan-Larroque" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=45" target="_blank">Fiera delle piante rare a Ordan-Larroque</a></p>
<h3 style="margin-bottom: 0;">Europa</h3>
<p><a title="Obiettivo nuova solidarietà tra generazioni" href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf#page=49" target="_blank">Obiettivo nuova solidarietà tra generazioni</a></p>
<hr style="clear: both; display: block; visibility: hidden;" />
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_doppia.pdf" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-35449" alt="ico-pdf" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2013/05/ico-pdf.png" width="24" height="24" align="absMiddle" /> Scaricate il librino nella versione a due pagine affiancate</a>.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/pubblicazioni/eccellenze_senior_01_singola.pdf" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-35449" alt="ico-pdf" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2013/05/ico-pdf.png" width="24" height="24" align="absMiddle" /> Stampate, invece, la versione per pagine singole,</a> per leggerlo su carta&#8230; anche senza occhiali.</p>
<p>E poi diteci la vostra a <a href="mailto:grey-panther@grey-panthers.it">grey-panther@grey-panthers.it</a>.</p>
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		<title>Storie di Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 13:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferruccio Nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La mia Musica. Suggerimenti d'ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[canzone napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[musica popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle dolcezze mediterranee ai furori del Vesuvio, Marco Beasley, Guido Morini e Accordone propongono una loro visione, personale ed universale, classica e popolare, della canzone napoletana, dagli anonimi des XVI secolo a Lucio Dalla, con qualche inedita, recentissima sorpresa. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>canzoni di<b> Anonimi, Antichi e Contemporanei<br />
</b>Marco Beasley: voce, Guido Morini: clavicembalo, pianoforte e direzione musicale, Accordone<br />
<b>Alpha &#8211; Les chants de la terre </b>(70&#8217;56&#8243;)</p>
<hr style="clear:both;visibility:hidden;" />
<p>Quante volte, nella nostra vita, abbiamo riscoperto la canzone napoletana? sussurrata, urlata, troppo spesso profanata,  ogni volta questa musica affascinante, volgare e raffinata, sublime e solare, o tragicamente radicata nelle ombre segrete dei vicoli e dei bassi, ci rivela una nuova delle sue mille facce, comiche, nostalgiche, beffarde, assassine…</p>
<p>Da Caruso a Pavarotti (e a quant&#8217;altri effimeri tenori !), da Roberto Murolo agli strimpellatori da pizzeria, sino ai gondolieri sovraccarichi di turisti americani, per i quali &#8216;O sole mio può illuminare indifferentemente il Vesuvio o piazza San Marco, la canzone napoletana è il genere &#8211; credo &#8211; mondialmente più diffuso e conosciuto, anche se molto spesso ridotto a cliché deformati dal luogo comune.</p>
<p><b>Storie di Napoli</b> è il terzo o il quarto disco che Marco Beasley &#8211; napoletano di padre inglese &#8211; dedica a Napoli e alle sue musiche; la sua voce è naturale, spontanea, senza forzature nella caratterizzazione ( giusto un po&#8217; d&#8217;accento quando ci vuole ) né eccessi di buona educazione scolastica.</p>
<p>Il programma è quanto di più variato: dal XVI secolo ad oggi, dalla poesia sospirata di <i>Fenesta vascia</i> alla scatenata <i>Tarantella Tapanella</i>, dal madrigale amoroso <i>Cara è la rosa</i> alle macchiette da caffé concerto &#8211; <i>Tiempe bbelle &#8216;e na vota, Mazza, pezza e pizzo</i> &#8211; e alle canzoni di Lucio Dalla e Pino Daniele, il tutto rivisitato attraverso una strumentazione raffinata e originale e interpretato da musicisti che, malgrado la loro formazione rigorosamente classica, si abbandonano senza complessi alla voluttà liberatoria del ritmo e delle melodie più appassionate.</p>
<p>Gli strumenti sono, per lo più, barocchi &#8211; ma c&#8217;è anche uno scacciapensieri, ed il liuto si alterna alla chitarra &#8211; con una sonorità che si adatta perfettamente a questa musica di gioia e di lacrime, di rivolta e di ironica accettazione.</p>
<p>Marco Beasley è il protagonista di questa entusiasmante raccolta. Aprendo a nuovi orizzonti la sua già affermata reputazione di «crooner barocco» egli traccia i sorprendenti ponti del «crossover» tra generi spesso musicologicamente opposti, con la valorosa collaborazione di Guido Morini &#8211; autore delle trascrizioni, clavicembalista e direttore musicale &#8211; e di <a href="http://www.accordone.it/it/#/BIOGRAFIA/Accordone">Accordone</a></p>
<p>ps: avete visto Passione, di John Turturro ? in film e in DVD, un divertentissimo affresco che della canzone napoletana dà una visione veramente «panoramica», nella prospettiva inedita della memoria più o meno inconscia del figlio di emigrati che riscopre questo mondo affascinante con occhio americano ma cuore italiano (se non proprio partenopeo…)</p>
<p><a href="http://www.outhere-music.com/fr/albums/storie-di-napoli-alpha-532" target="_blank">Ascolta storie di napoli</a><br />
<a href="http://youtu.be/P-2VcpkOmbM" target="_blank">Guarda l&#8217;integrale del concerto</a></p>
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		<title>I dischi del mese &#8211; maggio 2013</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/i-dischi-del-mese-maggio-2013/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 10:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferruccio Nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La mia Musica. Suggerimenti d'ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[A.Tamestit]]></category>
		<category><![CDATA[Brahms]]></category>
		<category><![CDATA[Couperin]]></category>
		<category><![CDATA[J. S. Bach]]></category>
		<category><![CDATA[musica classica]]></category>
		<category><![CDATA[O.Gaillard]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Sonate per violoncello di Brahms associate al Trio con clarinetto in una intensa interpretazione di Ophélie Gaillard ; l'integrale delle Sonate per vari strumenti di François Couperin - che comprende la prima mondiale de La Convalescente, il cui manoscritto è stato trovato di recente in Germania - e una trascrizione - per la viola, questa volta - di tre Suites per violoncello di J.S. Bach.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>J. Brahms</h2>
<p><strong>Sonate per violoncello e pianoforte, Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte - </strong>Ophélie Gaillard: violoncello, Louis Schwizgebel-Wang: pianoforte, Fabio Di Casola: clarinetto<br />
<b>Aparté</b> (75&#8217;25&#8243;)</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35358" style="margin-right: 10px;" alt="Brahms_Gabetta" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2013/05/Brahms_Gabetta-150x150.jpg" width="150" height="150" /> Ophélie Gaillard &#8211; che alterna le registrazioni di musiche barocche a quelle del repertorio romantico &#8211; illumina delle sue sonorità dense e impone con il suo fraseggio scultoreo i due monumenti del repertorio cameristico di Brahms per violoncello ed il Trio op.114 in cui il violoncello è protagonista assieme al clarinetto.</p>
<p>La Sonata op.38 è dedicata all&#8217;amico Gänsbacher, giurista di formazione, professore di canto e dilettante di violoncello (si racconta che durante una prima lettura dello spartito, assieme a Brahms, il povero Gänsbacher si lamentasse di esser sopraffatto dal pianoforte, e di non riuscire a sentirsi; «siete veramente fortunato», sembra sia stata la risposta del compositore …).</p>
<p>Non è qui il caso. Tra Ophélie Gaillard e Louis Schwizgebel-Wang equilibrio e complicità sono perfetti nel decifrare le complesse tessiture polifoniche e nello slancio di una rara intensità espressiva, ancor più evidenti nella più «difficile» Sonata op.99, di un Brahms maturo e affermato, che, vent&#8217;anni dopo il successo della prima, non esita a disturbare il pubblico e la critica per il suo procedere al di là delle convenzioni.</p>
<p>Conclude questa preziosa registrazione il Trio op.114 per clarinetto, violoncello e pianoforte, frutto dell&#8217;incontro di Brahms &#8211; che già meditava di abbandonare la composizione &#8211; con Richard Mühlfeld, un virtuoso de clarinetto che lo convinse della forza espressiva del suo strumento e delle sue capacità ad evocare le voci umane in una molteplicità di registri. Nascono quindi le due Sonate, il Quintetto e questo Trio, capolavoro della letteratura romantica per il clarinetto, qui ammirevolmente interpretato dallo svizzero Fabio Di Casola.</p>
<p><a href="http://www.amazon.fr/Brahms/dp/B00C4OSEZ8" target="_blank">Ascolta Brahms</a></p>
<div>
<hr />
<h2>F. Couperin</h2>
</div>
<p><strong>Complete Sonatas - </strong>Les Dominos, F. Malgoire</p>
<p><b>Ricercar</b> (69&#8217;47&#8243;)</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35356" style="margin-right: 10px;" alt="Couperin_Dominos" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2013/05/Couperin_Dominos-150x150.jpg" width="150" height="150" /></p>
<p>Con queste sette Sonate, François Couperin inaugura il &#8217;700 musicale francese; Lulli &#8211; ormai divenuto Lully ed assimilato alla corte del Re Sole &#8211; trionfa cercando di far dimenticare le sue origini italiane, mentre Arcangelo Corelli è ascoltato nella quasi clandestinità dal giovane Couperin che solennemente dichiara «amerò le sue opere sin tanto che avrò vita». Soltanto 35 anni più tardi &#8211; ormai divenuto «Le Grand» &#8211; Couperin confesserà la «piccola menzogna ufficiosa» con cui aveva presentato le sue <i>Sonades</i> come composte da un «nuovo Autore italiano», convinto che questo travestimento gli avrebbe procurato la benevolenza di un pubblico &#8211; già allora, e forse ancor più di oggi &#8211; sensibile all&#8217;esotismo e alle <i>tendances</i>, ma reticente ad accettare la musica puramente strumentale e che considera il violino «appena adatto a far ballare»…</p>
<p>Florence Malgoire e i suoi Dominos coltivano intensamente questa ispirazione corelliana, con il tessuto voluttuoso delle sonorità raffinate ed un&#8217;intelligenza retorica ed espressiva che riscatta l&#8217;apparente monotonia del programma. (È da segnalare la presenza di una prima mondiale: <i>La Convalescente, </i>da una copia manoscritta recentemente trovata in Germania).</p>
<p>ps: mi capita raramente di essere affascinato dal libretto che accompagna il disco altrettanto che dalla musica registrata; in questo, il testo di Catherine Cessac illumina la poetica e la storia di queste 7 Sonate con una quantità di preziose informazioni.</p>
<p><a href="http://www.outhere-music.com/fr/albums/complete-sonatas-ric-330" target="_blank">Ascolta Couperin</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h2>J.S. Bach</h2>
<p><strong>Suites per violoncello (trascritte per viola) BWV1007-1009-1011 - </strong>Antoine Tamestit</p>
<p><em id="__mceDel"><b>Naïve</b> (59&#8217;00&#8243;)</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35360" style="margin-right: 10px;" alt="Bach_Cello Suites #1,3,5" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2013/05/Bach_Cello-Suites-135-150x150.png" width="150" height="150" /></p>
<p>Ancora una trascrizione delle Suites per violoncello di Bach, questa volta per la viola, strumento ingrato e che soltanto pochi virtuosi osano presentare sotto le luci inesorabili del repertorio solistico &#8211; ed, in questo programma la viola è veramente sola, senza neanche il sostegno del pianoforte, e in un programma dei più difficili e complessi.</p>
<p>Ma Antoine Tamestit è un virtuoso straordinario e un interprete profondo ed elegante, a suo agio nel repertorio cameristico e solistico contemporaneo (Shostakovich, Ligeti, Schnittke) e in quel po&#8217; che i romantici (Schumann, Berlioz) si son degnati di concedere alla viola solista.</p>
<p>Non è la prima volta, d&#8217;altronde, che Tamestit ricorre alle trascrizioni, dal violoncello (Schubert, Arpeggione) ma anche dal violino, con una vertiginosa Partita n°2 di Bach (quella con la famosa Ciaccona), offrendoci delle interpretazioni memorabili.</p>
<p><a href="http://www.naive.fr/artiste/antoine-tamestit" target="_blank">Ascolta Bach</a></p>
<div>
<hr />
</div>
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		<title>Inaugurazione Terrazza delle Protee</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/inaugurazione-terrazza-delle-protee/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Lago Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[protee]]></category>

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		<description><![CDATA[Sede della coltivazione sono i giardini dell’Isola Madre sul Lago Maggiore che, per varietà di specie botaniche, sono uno dei più ricchi parchi botanici in Italia.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sono voluti tre decenni e infiniti tentativi per arrivare al grande annuncio: la prima collezione ampia di protee a cielo aperto in Italia.<br />
Il primato lo annunciano i Principi Borromeo che in questi trent’anni di tentativi hanno sostenuto il capo giardiniere dei loro Domini sul <strong>Lago Maggiore</strong>, il signor Gianfranco Giustina.<br />
Sede della coltivazione sono i <strong>giardini dell’Isola Madre</strong> che, per varietà di specie botaniche, sono uno dei più ricchi parchi botanici in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Parco Botanico dell’Isola Madre vanta una plurisecolare tradizione di acclimatamento e inserimento di specie provenienti da altri continenti e che qui hanno trovato un habitat ideale. Basti pensare a palme ed agrumi e al “Grande Vecchio dell’Isola Madre”, il celeberrimo Cipresso dell’Himalaya, oggi simbolo dell’Isola e della passione della Famiglia Borromeo per la botanica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>protee</strong>, arbusto dalla meravigliosa fioritura fiammeggiate, è simbolo del Sud Africa. Le specie sino ad oggi censite tra Africa Australe, Australia, Nuova Zelanda e Sud America sono 117. Danno il meglio di se in ambienti caldi e secchi. Condizioni molto diverse da quelle offerte dal clima del settentrione italiano e soprattutto della zona lacustre.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro paese tentativi di inserimento sono noti, a livello di ricerca universitaria, in Sicilia e da qualche privato collezionista.<b><br />
</b>Che la<b> </b>coltivazione delle protee alle nostre latitudini si presentasse un’impresa ardua se ne trovò conferma anche trent’anni orsono quando all’isola Madre si diede il via ai primi tentativi di piantumazione ed acclimatazione di questa specie.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea era che in un giardino che si stava avviando a diventare uno dei più completi in ambito botanico dei più famosi della penisola, non potesse mancare una zona dedicata alla Flora Australe.<br />
“Fu durante i primissimi anni ottanta – ricorda il signor Giustina, capo giardiniere di Casa Borromeo &#8211; che iniziò una corrispondenza con alcuni vivaisti Sud Africani che permise l’arrivo di semi freschi di protea. I tentativi di far germogliare questi semi tuttavia si mostrarono ben presto vani, le giovani e delicatissime plantule malgrado le amorevoli cure morivano inesorabilmente.<br />
Si tentò quindi di percorrere un’altra strada e fu così che attorno al 1985 attraverso il famoso cacciatore di piante e vivaista inglese Sir Harold Hillier arrivarono all’isola Madre alcune giovani piante di protea e di Banksia serrata, un’altra proteacea questa volta australiana, molto decorativa.<br />
Era questa la strada giusta, avere delle piccole piante da coltivare permetteva infatti di saltare la delicata fase della germinazione, come confermò la prima fioritura di una Protea cynaroides e di una Protea nerifolia che avvennero con grande soddisfazione nel 1988.<br />
Ben presto si ebbe conferma che il clima ed il terreno dell’Isola Madre permettevano l’inserimento di questo arbusto ma ci si rese tuttavia anche conto che i grandi picchi di umidità tipici di questa area del Piemonte facevano morire le protee.<br />
Malgrado questa constatazione i nostri abili giardinieri non si arresero e spronati nelle ricerche dalla Famiglia Borromeo cercarono nuove soluzioni per sormontare questi ostacoli.<br />
Intanto sempre attraverso Sir Hillier, negli anni ottanta arrivò dal Cile un&#8217;altra proteacea, l’Embothrium coccineum lanceolatum, chiamato “solforito” in onore della foggia a fiammiferi delle infiorescenze. Era veramente impensabile scommettere sull’acclimatazione di questa pianta ma il clima speciale dell’isola permise anche questo felice inserimento. L’albero di solforito divenne così grande (circa 6/8 metri d’altezza), che gruppi di persone si fermavano durante la fioritura ad ammirare i rami di fuoco di questa pianta addirittura visibile dalla costa durante la fioritura.<br />
Parallelamente arrivano anche alcuni semi freschi dall’Inghilterra di un’altra protea tipica questa volta della Nuova Zelanda, la Telopea speciosa. Questi semi divenuti giovani piante furono messi a dimora in piena terra dove fiorirono per la prima volta nel giugno del 1992 in una calda terrazza esposta a sud. Un altro traguardo era stato raggiunto con grande soddisfazione, la via dell’acclimatazione sembrava ben intrapresa.<br />
Tutto sembrava deporre al meglio ma come una potente scure la tromba d’aria che devasta l’isola Madre nel 2006 strappò e distrusse ad una ad una le protee, l’Embotthrium coccineum lanceolatum e la Telopea speciosa. Tanti anni di lavoro studio e ricerca vengono vanificati in una notte quando la furia dei venti del lago si abbattè sull’isola.<br />
Si decide allora di risistemare alcune aree del giardino dedicando una terrazza, in un punto particolarmente caldo ed assolato, alla protee e ad altre piante tipiche della flora Australe forti dell’esperienza ventennale acquisita nella coltivazione di queste piante.<br />
Per ovviare al freddo vento di tramontana che spira generalmente sull’isola dalle 7 alle 9 del mattino sull’ isola si decide di creare una barriera frangivento composta da allori e da un filare di querce da sughero arrivate dalla Spagna. Si costruiscono quindi 8 aiole rettangolari e nel 2009 si piantumato finalmente le prime protee in piena terra. Grazie poi al felice incontro con alcuni esperti ed appassionati alcuni segreti sulla coltivazione delle protee vengono svelati ai nostri giardinieri che gelosamente li custodiscono”.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ così che oggi questo splendido fiore, multiforme come il dio greco da cui prende il nome, ha trovato finalmente un luogo ideale dove crescere e fiorire, portando una scheggia di vegetazione proveniente dall’altro emisfero alle nostre latitudini. <em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></p>
<p><b>PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: </b>Isola Bella e Isola Madre Tel. 0323 30556 <a href="mailto:info@isoleborromee.it" target="_blank">info@isoleborromee.it</a> <a href="http://www.borromeoturismo.it/" target="_blank">www.borromeoturismo.it</a> </em></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alla Ca&#8217; d&#8217;Oro di Venezia &#8220;da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti&#8221;</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/alla-ca-doro-di-venezia-da-giorgio-franchetti-a-giorgio-franchetti/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grey-panthers.it/?p=35550</guid>
		<description><![CDATA[Open-day in anteprima della mostra “da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti. Collezionismi alla Ca’ d’Oro” mercoledì 29 maggio, dalle ore 11 alle ore 16, nella Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro a Venezia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>L</b><b>e opere, meglio i capolavori, di due straordinari collezionisti, nonno e nipote, vengono per la prima volta riuniti alla Ca’ d’Oro, la dimora che il primo, il barone Giorgio Franchetti, scelse per contenere i suoi tesori poi messi a disposizione di tutti. Accanto alle raccolte antiche del nonno, per la durata della mostra, viene esposta la non meno rara collezione di Giorgio jr che documenta, in modo esemplare, il nuovo dell’arte italiana del secondo dopoguerra.<br />
</b></p>
<p><b>Dal 30 maggio al 24 novembre, questo accade nella mostra “<i>da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti. Collezionismi alla Ca’ d’Oro” </i>proposta dalla Soprintendenza per il Polo Museale Veneziano, Soprintendente Giovanna Damiani, nell’ambito delle iniziative istituzionali del Ministero per i Beni e le Attività culturali, promosse dal Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione Generale PaBAAC, in occasione della 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2013, in collaborazione con MondoMostre, a cura di Claudia Cremonini e Flavio Fergonzi.<br />
</b></p>
<p>Non è ancora stato dimostrato che tra i geni trasmessi ci sia anche quello per il collezionismo d’arte. Ma questa tesi trova sicuramente una conferma nel caso di due collezionisti, nonno e nipote, uniti dalla stessa passione oltre che dal nome: Giorgio Franchetti. Diversissime le loro collezioni di opere d’arte, diversissimo del resto era anche il momento storico e le condizioni in cui vissero e operarono.</p>
<p>Il barone Franchetti sr. amava l’arte antica, i maestri minori, le opere rare e non ancora famose. Il nipote, Giorgio jr, l’arte del suo tempo e del suo ambiente, ovvero la Roma degli anni ’50 e ’60 del ‘900, momento di innovazione e nuovi fermenti, da lui colti e persino stimolati. In entrambi emerge sempre il rapporto intimo e intuitivo con l’opera d’arte, profondamente personale, anticonformista e refrattario alle mode imposte dal mercato, che è ciò che lega geneticamente i due protagonisti della mostra. Della competente passione del primo per l’arte antica, soprattutto rinascimentale, è frutto una collezione originalissima di maestri toscani e centro italiani, veneti e fiamminghi, da Giambono a Mantegna, da Tiziano, Tintoretto, Paris Bordon sino a Guardi, ma anche van Eyck e van Dyck, Paul Brill o Joachim Patinier.</p>
<p>Il nipote Giorgio Franchetti, deceduto da pochi anni (2006), collezionò Tano Festa, Cy Twombly, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Ceroli, Fabro, Luigi Ontani&#8230; e se fece qualche concessione allo “storico” fu per Balla. Queste opere vengono riunite dopo la dispersione che è seguita alla scomparsa del collezionista, nel “portego” del secondo piano di Cà d’Oro. Ad essere coinvolti nella grande esposizione dedicata ai due Franchetti sono tutti gli spazi della Ca’ d’Oro, lungo un percorso che prende avvio dalla suggestiva corte interna del palazzo, ove riposano le ceneri di Giorgio sr., e prosegue al primo piano con una sezione tutta dedicata al fondatore del Museo, alla sua famiglia (di grande interesse i ritratti di Franz von Lenbach, per la prima volta esposti) e alla munifica donazione della Ca’ d’Oro e della sua collezione allo Stato, nel 1916.</p>
<p>Cuore sacralizzato e affettivo della collezione del barone è la cosiddetta Cappella del Mantegna da lui ideata per accogliere il dolente San Sebastiano. Il capolavoro di Andrea Mantegna assurge a simbolo dell’impegno tenace e ostinato del nobiluomo di fare della Ca&#8217; d&#8217;Oro un luogo eletto di bellezza e arte, alla sua stessa vicenda umana, segnata da un &#8220;sogno di universalità del bello&#8221; spinto spesso fino alla ricerca sofferta e sfibrante della perfezione: «In basso, ai piedi del santo, il Mantegna ha dipinto un torcetto acceso che, sotto quello spasimo imprigionato in tanto poco spazio, fumiga come sotto un vento d&#8217;uragano. Franchetti lo indicò, con un mesto sorriso: &#8211; Vedi questo piccolo cero. Sono io. E m&#8217;illudo di fare un poco di luce», dice Giorgio Franchetti accompagnando in visita l’amico Ugo Ojetti.</p>
<p>In una vita di ricerche, Franchetti sr. aveva collezionato e riunito nella rinata Ca’ d’Oro una considerevole sequenza di opere d’arte. Tra le opere di maggior prestigio della pinacoteca &#8211; che vanta anche una interessante sezione di pittura fiamminga e olandese del Cinque-Seicento, ilRitratto di Marcello Durazzo di Van Dyck, la Venere allo specchio di Tiziano, le due Vedute veneziane di Francesco Guardi. Non meno importanti le sculture rinascimentali andatesi ad aggregare successivamente (tra cui spicca il Doppio ritratto di Tullio Lombardo) e le collezioni di medaglie, bronzetti, tappeti, arazzi, affreschi staccati e arredi lignei di diversa epoca e provenienza, cui si aggiunge una vasta sezione di ceramiche acclusa al museo nel 1992.</p>
<p>La sezione, curata da Flavio Fergonzi, dedicata al nipote (secondo piano), ne evidenzia la passione, e la competenza, come collezionista di pittura moderna negli anni Sessanta e Settanta in area romana. Senza il sostegno, l’azione e la presenza stessa nel mondo degli ateliers e delle gallerie di questo insolito e geniale collezionista non sarebbe esistita, di fatto, la Scuola romana di Piazza del Popolo. Cuore di questa parte della mostra sono le opere di grande formato di Twombly Rotella, Boetti e Paolini, oltre a capolavori come La creazione dell’uomo, La grande Odalisca di Tano Festa,Futurismo rivisitato a colori di Mario Schifano. Poi opere di scultura, tra le più significative del periodo, di Pascali, Ceroli, Fabro. Un percorso preceduto dall’esposizione di autori, da Balla a Manzoni, che il Franchetti considerava come prodromi del nuovo maturato negli anni Sessanta.<br />
L’esempio del nonno e l’impegno che dedicò a Ca’ d’Oro erano ben presenti nel ricordo di Giorgio jr, come testimonia un articolo di Repubblica del 1984 sulla riapertura di Ca’ d’Oro, dopo i pluriennali lavori di riallestimento:<br />
&lt;&lt; (&#8230;) l&#8217;operazione è piaciuta al nipote di Giorgio Franchetti, che porta il suo stesso nome (è figlio di Carlo, figlio del barone), ha 64 anni, vive a Roma, è ingegnere ed uno dei maggiori collezionisti di arte contemporanea. <b>&#8220;</b><b>E</b><b>&#8216;</b><b> un sogno che rivive, </b>il sogno della mia famiglia, e anche un esempio che l&#8217;Italia può vantare nel mondo della potenzialità dei privati. Il risultato è affascinante: Ci sono dentro tutti i valori che erano cari a mio nonno, e ci sono anche gli oggetti del suo grande sogno dell&#8217; estetica e della bellezza&#8221;. &gt;&gt;<br />
Ora, grazie a questa mostra, quel sogno si completa, nel segno della passione per l’arte che accomunò nonno e nipote.<br />
<b><br />
</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una giornata di attività tessili con i vostri nipotini</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ideas]]></category>

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		<description><![CDATA[L'appuntamento e' per domenica 26 maggio all'HUB di Milano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;HUB domenica 26 maggio organizza il Textile Workshop per bambini dai </strong><strong>7 ai 97 anni per giocare con tessuti e tintura naturale.</strong><br />
Sconto del <strong>10%</strong> se si partecipa ai due workshop, <strong>nonni e nipoti </strong>sono i benvenuti!<br />
Ecco il programma della giornata.</p>
<h3>Mattina: La Stilista</h3>
<p><strong>Adatto dai 9 ai 90 anni e passa.</strong><br />
Orario: 11-12:30, costo € 20.<br />
A ognuno viene data una scheda con il disegno di un figurino e un kit di tessuti e accessori: si gioca sui modelli, con il tessuto, con i bottoni, con i nastri. <a href="http://lastilista.com/" target="_self">Angela Toso</a> sarà presente a L&#8217;HUB tutto il giorno per presentare il suo gioco <a href="http://lastilista.com/" target="_self">La Stilista</a>.</p>
<h3>Pomeriggio:<br />
tingiamo con l&#8217;Indaco (e lo zucchero)</h3>
<p><strong>Adatto dai 7 ai 97 anni. </strong><br />
Orario: 14:30-16:00. Costo € 20<br />
<a href="http://dragonfly-bellomi-pinto.blogspot.it/2013/05/tingere-per-fermentazione-con-lindaco.html" target="_self">Con fruttosio e gesso</a>, anche i bambini possono avvicinarsi alla tintura con l&#8217;indaco, un colore entusiasmante!<br />
Cristiana Bellomi di <a href="http://dragonfly-bellomi-pinto.blogspot.it/" target="_self">Dragonfly</a> sarà presente dopo il workshop con i suoi filati.</p>
<p>L&#8217;appuntamento e&#8217;per questa domenica in Via Paolo Sarpi, 8 a Milano.</p>
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