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	<title>Grey Panthers</title>
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		<title>La Rassegna Stampa:&#8221;&#8216;E&#8217; arrivato il momento che l&#8217;Italia si dia una seria politica industriale&#8217;&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Esplode un&#8217;altra piattaforma. Torna la paura dell&#8217;onda nera. Allarme macchia di petrolio nel Golfo del Messico al largo della Lousiana&#8221;. Sotto, più in piccolo, la foto dell&#8217;incontro di ieri a Washington tra palestinesi e israeliani: &#8220;In Medio Oriente pace possibile entro un anno&#8221;. Di spalla si parla delle proteste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera:</strong> &#8220;Esplode un&#8217;altra piattaforma. Torna la paura dell&#8217;onda nera. Allarme macchia di petrolio nel Golfo del Messico al largo della Lousiana&#8221;. Sotto, più in piccolo, la foto dell&#8217;incontro di ieri a Washington tra palestinesi e israeliani: &#8220;In Medio Oriente pace possibile entro un anno&#8221;.<br />
Di spalla si parla delle proteste nella scuola: &#8220;La Gelmini: troppi precari, non c&#8217;è posto. In tutta italia si moltiplicano le proteste degli insegnanti che rischiano di perdere il posto&#8221;. Il commento è affidato a Roger Abravanel (&#8220;Cosa serve davvero agli studenti&#8221;).<br />
 A centro pagina l&#8217;immagine-simbolo di Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione: Bernard-Henry Levy firma una conversazione con il figlio della donna: &#8220;Europa, battiti per mia madre&#8221;. Di spalla: &#8220;Giustizia e processo breve. Alfano va al Quirinale. Il Guardasigilli: avanti con modifiche. Il premier valuta anche altre strade&#8221;.<br />
L&#8217;editoriale del quotidiano milanese è firmato dall&#8217;economista Maurizio Ferrera: &#8220;Meno stato, più società. Le scelte di Cameron, la via italiana&#8221;:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Economia, Napolitano accusa. Il capo dello Stato: &#8216;Servono un ministro e una seria strategia industriale&#8217;. Bossi: federalismo in cassaforte, niente voto&#8221;. E poi: &#8220;Gelo Colle-Alfano. Bersani: il berlusconismo riduce la politica a una fogna&#8221;. A centro pagina la foto della piattaforma della Mariner Energy esplosa ieri nel Golfo del Messico: &#8220;Esplode un&#8217;altra piattaforma, torna l&#8217;incubo in America&#8221;. A centro pagina: &#8220;La Gelmini respinge i precari. &#8216;Siete troppi, bisogna tagliare&#8217;. Il ministro: non li ricevo&#8221;. E poi: &#8220;&#8216;Bocciati a scuola con 50 giorni di assenza&#8221;. In prima anche un nuovo articolo del teologo Vito Mancuso, che alla fine di un dibattito che ha aperto questa estate annuncia che lascerà la Mondadori: &#8220;Cari amici di Mondadori, preferisco la giustizia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Gelmini: i precari sono troppi, non posso assumerli. &#8216;Strumentalizzati dalla politica&#8217;. Il ministro: bocciato chi farà più di 50 assenze&#8221;. Di spalla: &#8220;Golfo del Messico, brucia un&#8217;altra piattaforma. Esplosione di un impianto di proprietà americana, torna la paura di un maxi inquinamento&#8221;. A centro pagina: &#8220;Manca un ministro? Passo la voce. Napolitano ironico sul lungo interim allo Sviluppo Economico. Il Presidente: &#8216;E&#8217; arrivato il momento che l&#8217;Italia si dia una seria politica industriale&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;La scuola di Gelmini. L&#8217;istruzione ridotta a una questione di tagli e di precari. Ma il futuro del Paese dov&#8217;è?&#8221;. L&#8217;editoriale è firmato da Michele Boldrin, che insegna alla Washington University di Saint Louis ed è dedicato alla scuola: &#8220;Forse c&#8217;è un&#8217;altra strada&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Unità</strong>: &#8220;Tagli e ragli. Gelmini a vanvera: i precari? Sono politicizzati e comunque li ho ereditati. Più classi a tempo pieno&#8230; Bocciati con 50 assenze&#8221;. &#8220;La realtà: con la riforma ci saranno meno ore di studio alle superiori. Più costi per le famiglie&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Riformista</strong>: &#8220;Un nuovo Napolitano. Perché il presidente sta alzando i toni. L&#8217;arma del sarcasmo. &#8216;Serve un ministro dell&#8217;industria? Passerò la voce&#8217;. E il capo dello Stato richiama i governo sull&#8217;economia&#8221;. In prima pagina anche una intervista al finiano Carmelo Briguglio: &#8220;Scambio tra scudo e legge elettorale&#8221;.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Serve una seria politica industriale. Nuovo appello di Napolitano al governo sull&#8217;emergenza economica. Il Tesoro studia le linee guida su infrastrutture e Sud. La Bce alza le stime del Pil per l&#8217;Eurozona: quadro più positivo del previsto&#8221;. Sotto la testata una intervista a Tommaso Padoa Schioppa: &#8220;Tremonti è sulla linea di Prodi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong> si occupa della popolarità del Presidente della Camera: &#8220;Fini precipita: vale il 2 per cento. Ultimo sondaggio su Futuro e libertà. A Berlusconi non c&#8217;è alternativa: il silenzio sulla casa di Montecarlo ha tolto qualsiasi credibilità al progetto scissionista. Anche l&#8217;opposizione è nel pallone: Bersani manda nelle fogne gli elettori del centrodestra&#8221;. In prima pagina anche due commenti: Renato Brunetta si occupa della proposta di riforma elettorale, definita &#8220;una trappola&#8221;, mentre Francesco Forte risponde alle critiche del Quirinale sulla mancanza di una politica industriale: &#8220;La politica industriale? E&#8217; questa&#8221;. In prima anche una foto dell&#8217;Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Passera: &#8220;La difficile estate del banchiere Passera. Gli attacchi del Corriere, le ambizioni politiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: &#8220;Fini impose l&#8217;uomo del boss. La cricca alla Camera. Ricordate Di Girolamo, l&#8217;ex senatore arrestato per &#8216;ndrangheta? Davanti al magistrato la finiana Contini rivela che la candidatura fu voluta direttamente da Gianfranco. Che per primo chiamò dopo l&#8217;elezione&#8221;. A centro pagina: &#8220;Napolitano corteggia Bossi sul federalismo&#8221;.<br />
<strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Obama ai negoziati sceglie di puntare su basse aspettative. Per il think tank più vicino al presidente le &#8216;Ave Marie&#8217; bushiane sono finite. Prove di intesa tra Bibi e Abu Mazen. Chi sta sabotando i colloqui&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Su tutti i quotidiani la notizia del licenziamento del socialdemocratico tedesco Sarrazin dalla Bundesbank. In un libro aveva portato accuse molto pesanti al multiculturalismo tedesco e all&#8217;islamizzazione della Germania: la notizia si ritrova commentata sulla prima pagina de <strong>Il Foglio</strong>, che polemicamente sottolinea come alcuni intellettuali ed esponenti delle comunità turche ed ebraiche lo difendano, così come ha fatto l&#8217;ex cancelliere Schmidt. Anche su <strong>Il Riformista</strong> un richiamo in prima pagina con la storia di Sarrazin: si sottolinea peraltro che il suo libro stravende.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Napolitano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>La Repubblica</strong> ai suoi il Cavaliere avrebbe espresso la volontà di non trattare più sul processo breve: &#8220;Se devo scendere a una trattativa con Fini &#8211; avrebbe detto &#8211; allora dico subito che il processo breve non mi interessa più. Mandatelo pure su un binario morto. Perché io con quello non tratto più niente, e nessuno è autorizzato per conto mio a trattare con lui, neppure i leghisti&#8221;. Insomma, le condizioni poste dai finiani avrebbero mandato in bestia il Cavaliere, tanto più che i sondaggi freschi sembrebbero garantirgli un pieno successo della maggioranza anche al Senato, se si andasse a votare subito. Non vale la pena quindi di svenarsi con Fini, tanto vale chiudere e non aspettare neppure il discorso del Presidente della Camera a Mirabello, eliminando l&#8217;ostacolo del processo breve. In quelle stesse ore il ministro della giustizia Alfano saliva al Colle dove avrebbe trovato un Presidente convinto a ribadire la posizione di non condizionare in alcun modo le future scelte del Parlamento.<br />
Anche per <strong>La Stampa</strong> Berlusconi ai collaboratori ieri avrebbe detto che il processo breve non gli interessava più: &#8220;Premier rassegnato, più vicino lo strappo definitivo con Fini&#8221;, sintetizza il quotidiano, scrivendo che &#8220;il Cavaliere mette l&#8217;elmo&#8221; e dal discorso di Fini non si attende nulla di buono. E anche per <strong>La Stampa</strong> al ministro Alfano il Capo dello Stato avrebbe ribadito la sua assoluta neutralità, nessun via libera preventivo alle leggi sulla giustizia.<br />
Su <strong>La Repubblica</strong> è Nadia Urbinati a commentare l&#8217;atteggiamento e lo stile del Presidente Napolitano, che ha deciso di rendere più incisiva la sua fino ad oggi moderata e puntuale loquacità.<br />
Secondo il <strong>Corriere della Sera</strong> Alfano al Quirinale avrebbe portato un progetto di riforma del processo breve precisando anche le possibili soluzioni tecniche: prima di tutto quella che limiterebbe la contestata norma transitoria ai reati commessi prima dell&#8217;indulto del 2006, firmato da Romano Prodi. Escludendo i delitti più gravi, come associazione sovversiva, banda armata, mafia e sequestro di persona, ma non il reato di corruzione, che riguarda i procedimenti che coinvolgono Berlusconi. Per il <strong>Corriere</strong> Alfano sarebbe convinto che Fini all&#8217;inizio si metterà di traverso sul processo breve, ma alla fine farà passare il testo, magari con qualche piccola modifica.<br />
Per lo stesso quotidiano nel discorso di domenica del Presidente Fini non verranno prospettati &#8220;compromessi al ribasso&#8221;.<br />
<strong>Il Giornale</strong> apre con il sondaggio di Euromedia research secondo cui un eventuale partito del presidente della Camera &#8220;viaggerebbe su percentuali da Pli e Psdi delle annate peggiori&#8221;. Se si presentasse da solo, svincolato sia da Pd che da Pdl, otterrebbe un risultato compreso tra l&#8217;1 e il 3 per cento. Se invece si alleasse con il Pd, raggiungerebbe consensi che andrebbero tra l&#8217;1 e il 2 per cento. Il sondaggio è stato realizzato tra il 30 agosto e il 1 settembre su un campione di 1000 intervistati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Economia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Racconta <strong>La Stampa</strong> che agli operai di Marghera, che ieri lo supplicavano di intervenire a difesa del polo chimico, Napolitano ha detto chiaramente che la vacanza al ministero dello Sviluppo economico deve finire: &#8220;Un vuoto che bisogna chiudere&#8221;, ha detto. &#8220;E&#8217; venuto il momento, ha spiegato il Presidente, che l&#8217;Italia si dia una seria politica industriale nel quadro europeo, secondo le grandi coordinate dell&#8217;integrazione europea&#8221;, &#8220;abbiamo bisogno di questo per l&#8217;occupazione e per i giovani&#8221;, &#8220;c&#8217;è una quota assai consistente di giovani che non sono impegnati in processi formativi, né in processi lavorativi, né di addestramento al lavoro&#8221;. Ai giornalisti che lo sollecitano chiedendogli se non serve un ministro per lo sviluppo economico, risponde ironicamente: &#8220;Lei crede? Allora passo la parola&#8221;. Al Quirinale, sottolinea <strong>La Stampa</strong>, fanno notare che quello del Presidente non è stato un intervento politico ma un rigoroso richiamo di carattere istituzionale.<br />
Su <strong>Il Sole 24 Ore </strong>una intervista all&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia Tommaso Padoa Schioppa. Padoa Schioppa è appena rientrato da una serie di incontri in Asia, e parla della crescita in ripresa nei Paesi emergenti. Spiega perché non lo è nei Paesi avanzati, ricordando che si tratta di due crescite profondamente diverse: mentre nel primo caso si tratta di un processo spesso impetuoso, di uscita dalla povertà, &#8220;connessa al fatto che la gente si compra le scarpe, mentre prima andava a piedi nudi, si fa arrivare l&#8217;acqua corrente a casa, il telefono, compra il frigorifero&#8221;, mentre nei Paesi prosperi &#8220;l&#8217;espansione economica è fondata sulla sostituzione di beni che gà si posseggono. Perciò è fragile. Chiunque può rinviare le scelte di acquisto. E in più è in questi Paesi che si sono registrati gli squilibri finanziari principali, soprattutto con il forte indebitamento delle famiglie negli Stati Uniti&#8221;. Padoa Schioppa sottolinea che gli Usa puntano sullo stimolo della domanda, con strumenti fiscali e monetari, mentre &#8220;l&#8217;Europa guarda più all&#8217;equilibrio monetario e fiscale e non condivide l&#8217;idea che si possa, a qualunque costo, ritornare alla crescita pre-crisi come massima priorità&#8221;. L&#8217;ex ministro si aspetta che le pressioni aumenteranno nei prossimi mesi: &#8220;Gli americani premeranno sugli altri Paesi avanzati perché stimolino la crescita&#8221;, ma è convinto che l&#8217;Europa abbia una linea migliore di quella americana, perché è necessario &#8220;partire da una idea chiara di quale sia una crescita sostenibile&#8221;. Sulla politica economica del governo in carica e sulla richiesta di tagli fiscali dice: &#8220;Parlare di una riduzione generica dell&#8217;imposta  non ha senso, si deve dire dove si recuperano i soldi che verranno a mancare e magari quali altre tasse vanno aumentate&#8221;. Nell&#8217;agire di Tremonti l&#8217;ex ministro vede &#8220;una continuità con la politica del governo Prodi&#8221;, poiché l&#8217;attuale titolare del dicastero dell&#8217;economia &#8220;è stato sin dall&#8217;inizio consapevole del fatto che l&#8217;Italia non aveva margini di manovra&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pd</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fanno discutere le parole del segretario del Pd Bersani, ieri a Firenze: &#8220;Abbiamo visto in questo agosto come il secondo tempo del berlusconismo possa far regredire la politica alla fogna&#8221;. <strong>La Stampa</strong> ritrova in queste parole l&#8217;eco dello slogan anni 70, quello dedicato ai &#8220;fascisti, carogne&#8221;. La destra rispose con una rivista fondata nel 1974 dal titolo &#8220;La voce della fogna&#8221;. Ieri ha parlato anche D&#8217;Alema, alla festa di Torino. <strong>Il Sole 24</strong> Ore sintetizza così il suo pensiero: &#8220;D&#8217;Alema: legittimo il governo tecnico&#8221;. E spiega che &#8220;il presidente del Copasir alza i toni contro il premier e assicura il suo appoggio al progetto del nuovo Ulivo. D&#8217;Alema ha sottolineato che il governo non ha fatto nulla per contrastare la crisi, ha ragione il Presidente Napolitano a insistere perché l&#8217;economia torni nell&#8217;agenda politica: &#8220;Serve una politica industriale, ma da mesi siamo senza il titolare dello Sviluppo economico, è scandaloso&#8221;, &#8220;ci sono problemi seri e si parla di processo breve, bisognerebbe chiamarlo &#8216;prescrizione rapida&#8217;, l&#8217;ennesima leggina sulla giustizia per l&#8217;agenda personale del Presidente del Consiglio&#8221;. Per <strong>Il Corriere della Sera</strong> D&#8217;Alema ha chiarito che il governo si cambia anche senza votare. <strong>La Repubblica</strong> spiega così il pensiero di D&#8217;Alema: &#8220;Il voto si avvicina, prepariamoci&#8221;. L&#8217;ex ministro degli esteri ha avuto modo anche di polemizzare con il sindaco di Firenze Matteo Renzi (Se mi vuole rottamare dovrà inseguirmi per il mondo. Comunque gli consiglio maggiore cautela&#8221;), e con quelli che ha definito i &#8220;metodi squadristi&#8221; usati nei confronti del Presidente della Camera.<br />
Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, firma un intervento su <strong>Il Riformista</strong>: &#8220;Mettiamoci in cerca del popolo&#8221;. Zingaretti scrive che occorre evitare il rischio di cadere nel politicismo. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>La Repubblica</strong> un reportage dalla Somalia dedicato ai pirati che, dopo aver terrorizzato i mari, sono passati alla terraferma. Non hanno una linea precisa, ma aiutano chi li paga di più. Insomma, hanno deciso di fare politica, alcuni stanno con il governo filoUsa, altri con gli estremisti di Al Shabab.<br />
Sullo stesso quotidiano l&#8217;inserto <strong>R2</strong> è dedicato alla &#8220;operazione Quercia&#8221; con cui i nazisti decisero di liberare Mussolini sul Gran Sasso. La vicenda viene raccontata attraverso i telegrammi segreti relativi all&#8217;operazione.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong> si occupa del caso Sakineh con una intervista del filosofo francese Bernard-Herny Levy al figlio della donna condannata alla lapidazione: &#8220;Hanno torturato mia madre Sakineh. Ora l&#8217;Europa non dia tregua all&#8217;Iran&#8221;.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong> ha inviato a Najaf, in Iraq, Alberto Negri, che racconta come la città stia rinascendo grazie ai soldi iraniani. La città santa irachena sembra essere il simbolo della influenza crescente della Repubblica islamica. L&#8217;anno scorso ha raccolto un milione e mezzo di pellegrini sciiti. L&#8217;ottanta per cento viene da Teheran, che con Ankara è il primo partner commerciale di Baghdad&#8221;.<br />
Si parla di Kerbala e  Najaf, cuore religioso e politico della Shia nella rivista <strong>L&#8217;Interprete Internazionale</strong>, oggi all&#8217;interno del <strong>Riformista</strong>. <br />
Sull&#8217;onda del caso Sakineh <strong>Il Sole 24 Ore</strong> si occupa di donne e diritti nei Paesi arabi: &#8220;La misoginia non è imposta dal Corano &#8211; scrive Karima Moual. I Paesi non sono tutti uguali, però: per esempio il Marocco è riuscito a desacralizzare molti tabù e, con il suo codice di famiglia, ha fatto acquisire molti diritti alle donne, impensabili in altri Paesi arabi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>Fine estate in Sardegna, nel Sulcis-Iglesiente, San Pietro e Carloforte (a)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di fronte alle coste sud-occidentali della Sardegna, l’Isola di San Pietro è una piccola perla turistica e rappresenta un caso unico in tutto il Mediterraneo. Qui, nel 1738, trovò rifugio un gruppo di coloni liguri provenienti dall’isola tunisina di Tabarka, sulla quale si erano insediati  nel lontano 1542, partendo da Pegli (Genova), e dalla quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di fronte alle coste sud-occidentali della Sardegna, <strong>l’Isola di San Pietro</strong> è una piccola perla turistica e rappresenta un caso unico in tutto il Mediterraneo. Qui, nel 1738, trovò rifugio un gruppo di coloni liguri provenienti dall’isola tunisina di Tabarka, sulla quale si erano insediati  nel lontano 1542, partendo da Pegli (Genova), e dalla quale avevano dovuto fuggire in seguito alle pressioni musulmane.</p>
<p style="text-align: justify;">Una meta non casuale, questa, come rivela il nome dell’unico centro abitato, <strong>Carloforte</strong>, chiamato così in onore di Carlo Emanuele III, re di Sardegna, che promosse la colonizzazione. Oggi, <strong>sull’Isola di San Pietro</strong>, convivono armoniosamente usi, tradizioni e sapori un po’ liguri e un po’ magrebini. La gente parla dialetto tabarchino, un genovese arcaico che risente di latitudini nordafricane. <strong>Carloforte è un affascinate mix di architetture liguri e atmosfere tunisine</strong>: stradine e viottoli simili ai caruggi genovesi; casine colorate e balconcini sospesi su passaggi e scalinatelle da casbah; sarti e barbieri, che lavorano a porte aperte nelle loro botteghe piccolissime; donne che vendono i prodotti dell’orto sulle porte di casa; anziani che affollano i baruffi, i caratteristici sedili circolari della piazza principale, tra il fitto via vai quotidiano e il gioco spensierato dei bambini. La mattina, impera il rito tutto ligure della focaccia appena sfornata, mentre il profumo del pesto e della cascà (variante vegetariana del classico cous-cous di semola) vanno a braccetto sia nelle case che nei ristoranti. E poi, c’è il pregiato tonno rosso di corsa, che tutti gli anni, tra maggio e giugno, richiama curiosi da tutto il mondo per assistere al rito a tinte forti della mattanza, e fa della cucina carlofortina un piccolo eldorado per gourmet.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma l’Isola di San Pietro è anche natura e ambienti incontaminati,</strong> con morbide spiagge di sabbia dorata, a sud-est e drammatiche falesie, a nord-ovest, ambienti di una bellezza selvaggia e primordiale, avvicinabili solo in barca dal mare. L’interno, svela invece un cuore verdissimo, che profuma di mirto, ginepro e rosmarino, con collinette ricoperte di pini d’Aleppo, case coloniche con vigna e orto, chiamate curiosamente baracche; specchi d’acqua salmastri popolati fa fenicotteri e aironi, e oasi naturalistiche di fama internazionale, dove nidificano il raro falco della regina e altre specie protette.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un’isola dal carattere unico, insomma, separata dalla Sardegna da poco più di mezz’ora di traghetto</strong>, mezzo che consente di guadagnare un altro pezzo di paradiso: le coste tranquille e solitarie del Sulcis-Iglesiente, mosse da spiagge di sabbia candida e imponenti scogliere calcaree, bagnate da un mare che ha tutte le sfumature del turchese e del blu cobalto. Tra le località di Nebida, Masua, Cala Domestica, Buggerru si concentrano numerosi reperti della storia mineraria di questa zona, parte integrante del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. Un Parco che, oggi, si propone come miniera turistico-ambientale, con itinerari suggestivi tra il mare e le miniere incastonate nelle scogliera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carloforte, tutti al mare: i lidi sabbiosi…….</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le spiagge dorate di sabbia fine occupano il versante sud orientale dell’isola di San Pietro e sono comodamente raggiungibili in auto o in motorino, seguendo la strada litoranea che si dipana da Carloforte verso sud. Sono tutte ben segnalate, servite da parcheggi; diverse con chiosco-bar per bibite, panini e gelati, e per il noleggio di sdraio e ombrelloni.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena a sud del capoluogo, oltrepassate le saline, c’è <strong>la spiaggia del Giunco</strong>, battutissima dalle famiglie con bimbi piccoli, per via di quei 30 centimetri d’acqua con fondale sabbioso, che si protraggono per diverse centinaia di metri.</p>
<p style="text-align: justify;">Più a sud, spuntano <strong>Girin e Punta Nera</strong> (così chiamata per il colore scuro delle scogliere di origine vulcanica), che attraggono un pubblico più eterogeneo, fatto anche di comitive e gente di tutte le età.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicina <strong>Guidi</strong> è ritrovo per habitués; mentre la <strong>Bobba</strong>, ancora più a sud, vede un fitto andirivieni di ragazzi, che amano fare tuffi dagli scogli e andare a caccia di gamberi e granchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Bobba si snoda un sentiero a strapiombo, bordato di macchia mediterranea e fichi d’India, che porta alle<strong> Colonne</strong>, due imponenti faraglioni di trachite rossa, dal profilo tormentatissimo, considerate monumento naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Doppiato il promontorio, si profila la <strong>spiaggia Luchese</strong>, un arenile-gioiello affacciato sul Canale di San Pietro. Seguendo la strada interna, si approda alla <strong>Caletta</strong>, nel sud-ovest dell’isola, punto di ritrovo preferito per aperitivi ed happy hours anche al tramonto,  quando è la palla rossa del sole che si tuffa in mare a offrire lo spettacolo più bello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> ……e quelli rocciosi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mosse da promontori e falesie altissimi, con canaloni, anfratti, canyon, grotte e piscine naturali, le coste a nord e a ovest dell’isola sono accessibili solo dal mare. Così è per la selvaggia <strong>Punta delle Oche</strong> con la grotta; per le drammatiche scogliere di <strong>Cala Vinagra</strong>, per l’incredibile orrido di Calafico e le pareti a picco di<strong> Capo Sandalo</strong>, presidiate dal faro più occidentale d’Italia; per il <strong>golfo della Mezzaluna</strong> con le vertiginose pareti di trachite rossa e lo spettacolare anfiteatro della <strong>Conca</strong>, i cui lastroni di pietra digradano a un mare trasparente, come scalinate naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Motoscafi e gommoni si possono noleggiare da <a href="www.marinadicarloforte.com" target="_self">Marinatour</a> a Carloforte, tel. 330.430091   o da Marina Sifredi, tel.0781.857008. Barche a vela si affittano da <a href="www.carlofortesailcherter.it" target="_self">Carloforte Sail Charter</a>, tel.347.2733268  . Si può fare il giro dell’isola a bordo delle motonavi Dea-Cartur, tel. 0781.854331 e Onda, tel. 333.1893826, o l’escursione di una giornata a bordo di una barca d’epoca chiamata “bilancella”, il Ruggero II, tel. 338.2076819, costruita nei cantieri dell’isola, nel 1893: l’unica sopravvissuta alle centinaia, che facevano la spola da Carloforte alle miniere del Sulcis, per caricare preziosi minerali. Tra i pochissimi lidi rocciosi accessibili via terra, ci sono quelli a nord est, sul promontorio di La Punta, di fronte all’antica tonnara, dove il <a href="www.tonnaradive.it" target="_self">Tonnare Diving Center</a>, tel.338.8472415/349.6904969  , organizza immersioni e anche visite guidate agli stabilimenti di lavorazione del tonno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Scoprire l’interno dell’Isola di San Pietro: un cuore mediterraneo rifugio dei migratori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se da Carloforte si percorre verso l’interno la strada che costeggia gli stagni e le saline dismesse, regno di aironi e colonie di fenicotteri, ci si ritrova in pochi minuti in un altro mondo</strong>. Un microcosmo dove la natura regna sovrana; profumato di mirto, di ginepro e rosmarino; mosso da collinette ricoperte di pini d’Aleppo; solcato da stradine poderali dove passa un’auto alla volta e punteggiato dalle cosiddette baracche, tranquille case coloniche bianco calce, con tanto di orto e piccola vigna. Ambienti dove si respira aria di libertà, che custodiscono piccoli tesori naturali, come il suggestivo <strong>Fungo di pietra,</strong> a nord dell’isola, una concrezione rocciosa che si eleva inaspettata e prepotente dal terreno, a cui gli agenti atmosferici hanno impresso un’incredibile forma di fungo. O lo <strong>stagno di Calavinagra</strong> con l’adiacente pineta, a ovest, alle spalle del <strong>faro di Capo Sandalo</strong>, a un tiro di schioppo dall’Oasi Lipu, un’area protetta di fama mondiale, che, nei suoi 236 ettari di estensione, abbraccia anche le scogliere di  Cala Vinagra dove, ogni anno, in estate, un centinaio di coppie del raro Falco della Regina (specie a rischio di estinzione), in arrivo dal Madagascar, si rifugia per nidificare, riempiendo di vita ambienti così aspri e tormentati. All’interno dell’oasi si possono osservare anche altri tipi di rapaci: gheppio, poiana, falco pellegrino, e altre specie di volatili, come il cormorano dal ciuffo o il rarissimo gabbiano corso, dal becco rosso corallo. Informazioni: tel.338.2776307  <a href="mailto:oasi.carloforte@lipu.it">oasi.carloforte@lipu.it</a>.</p>
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		<title>Remise en forme in Val Pusteria, per il dopo vacanze</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[Wellness]]></category>
		<category><![CDATA[dopo vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Hotel Resort Tolder- Famiglia Martin Prugger]]></category>
		<category><![CDATA[Val Pusteria]]></category>
		<category><![CDATA[Vicolo Chiesa/Kirchgasse 6 39030 Valdaora di Sopra- (BZ) T. 0474 496 127; remise en forme]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppi aperitivi in spiaggia? Cene a tarda ora dopo  lunghe giornate al mare… se l’estate lascia qualche chilo di troppo o cattive abitudini alimentari si può recuperare la forma prima di affrontare un lungo inverno con un innovativo programma alimentare, il Metabolic Balance, proposto dall’ &#8220;Hotel Resort Tolder*&#8221;, quattro stelle superior immerso nel contesto deliziosamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Troppi aperitivi in spiaggia? Cene a tarda ora dopo  lunghe giornate al mare… se l’estate lascia qualche chilo di troppo o cattive abitudini alimentari si può recuperare la forma prima di affrontare un lungo inverno con un innovativo programma alimentare, il <strong>Metabolic Balance</strong>, proposto dall’ &#8220;Hotel Resort Tolder*&#8221;, quattro stelle superior immerso nel contesto deliziosamente dolomitico del borgo tirolese di <strong>Valdaora di Sopra, in val Pusteria</strong>. Qui si può vivere al meglio la vacanza in montagna, con un’alimentazione equilibrata per sentirsi tonici, pimpanti e riposati, prima di una giornata di escursioni e gite nell’area vacanze Plan de Corones che in autunno si offre nella sua veste colorata, cielo blu e prati ancora verdi, mentre in quota i larici iniziano a ingiallire…. Chi soggiorna presso l’&#8221;Hotel Resort Tolder,&#8221; oltre a godere della possibilità di innumerevoli escursioni nel territorio – il Resort ha una forte vocazione per il turismo active –<strong> a settembre  può partecipare alle Settimane Metabolic Balance  per modificare la propria alimentazione</strong>, contribuendo ad una equilibrata regolazione del peso, senza perdere il gusto e il piacere di mangiare: tutti gli ingredienti dei piatti della cucina metabolic arrivano da fornitori locali e da coltivazioni biologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In cosa consiste precisamente ?  Il sistema Metabolic Balance si fonda sull’idea che un equilibrato mix di alimenti possa garantire un funzionamento più efficiente del metabolismo, e non debba puntare alla diminuzione delle calorie tout court. Dopo 20 anni di ricerche, lo ha messo a punto il gruppo tedesco Metabolic Balance GmbH, che con l’aiuto di medici, nutrizionisti e informatici ha realizzato un programma di software che elabora, a seconda dei valori di laboratorio e dell’esame del sangue di ciascun paziente, una dieta specifica, secondo un piano personale, per un’alimentazione più sana e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Per partecipare al programma bisogna contattare l’assistente metabolic balance presso l’Hotel, Sieglinde Salvermoser (naturopata &#8211; psicoterapeuta – consulente alimentare), con un po’ di anticipo per organizzare la visita e la stesura del piano personale. Poi si può scegliere tra 3 diverse formule:</p>
<ol>
<li>
<div style="text-align: justify;"><strong>programma breve di 9 giorni</strong> (8 notti) dal 10/09 al 18/09/2010, a 945 euro a persona comprensivo di: 2 giorni di alleggerimento alimentare con piatti a base di verdure e minestre; accompagnamento ‘psicologico’ durante la settimana di adattamento di dieta più rigida; incontri di gruppo quotidiani; esercizi di rilassamento e respirazione, escursioni naturalistiche; 2 colloqui individuali; preparazione per il periodo transitorio e l’integrazione del metodo nella vita quotidiana; serata finale per festeggiare i successi ottenuti.</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">Oppure programma completo di 16 giorni (dal 10/09 al 25/09) al costo di 1.632 euro.</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">O anche una breve introduzione al metodo con il pacchetto “Refresh 4 giorni” (3 notti a scelta durante lo stesso periodo del programma completo ) da 333 euro.</div>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Per chi vuole invece concedersi solo una settimana di relax con gite alla scoperta dei colori dell’autunno c’è il pacchetto “Aria di montagna”, valido dall’11/09 al 24/10/2010, a partire da 525 euro a persona, con 7 giorni in pensione ¾  che prevede ricco buffet di prima colazione, snack pomeridiano, e cena a 5 portate a scelta, 3 escursioni guidate con la guida dell’Hotel Wolfi e utilizzo della zona wellness  con piscina coperta, diverse saune e mondo beauty con bagni Rasul e Hamam, bagni e massaggi (a pagamento).</p>
<p style="text-align: justify;">  *Oltre che nell’Hotel centrale, si può anche soggiornare nel Residence-Hotel Tolderhof, un complesso con tutti i comfort, a poche centinaia di metri dalla struttura principale del Post, a diretto contatto con il maneggio, i boschi e i prati, in prossimità del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies; la soluzione più indicata per chi desidera una maggiore indipendenza, forte di alcune belle novità come la sauna all’aperto Blockhaus (sauna finlandese con assi di legno); in più, area relax, sala fitness, sala massaggi .</p>
<p style="text-align: justify;"> INFO:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="www.hotelresort-tolder.com" target="_self">Hotel  Resort Tolder</a>- Famiglia Martin Prugger, Vicolo Chiesa/Kirchgasse 6 39030 Valdaora di Sopra- (BZ) T. 0474 496 127; </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.hotelresort-tolder.com/"></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Lucca, donna e fotografia al top</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Sesta edizione, dal 20 novembre al 12 dicembre, del LDPF LUCCADigitalPHOTOfest, il festival internazionale dedicato alla fotografia e video arte, uno degli eventi di maggior prestigio in Europa. Tema di questa sesta, attesissima edizione è La Donna, fotografa e artista, soggetto o musa ispiratrice. In più una importante novità: alle già numerose sessioni e proposte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Sesta edizione, dal 20 novembre al 12 dicembre, del LDPF LUCCADigitalPHOTOfest, il festival internazionale dedicato alla fotografia e video arte, uno degli eventi di maggior prestigio in Europa. Tema di questa sesta, attesissima edizione è La Donna, fotografa e artista, soggetto o musa ispiratrice.<br />
</strong>In più una importante novità: alle già numerose sessioni e proposte, LDFP aggiunge un nuovo focus il LUCCAdigitalBOOK Contest dedicato all&#8217;editoria specializzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che nelle edizioni precedenti , il programma del LDPF si presenta ricchissimo: 17 mostre, alcune in anteprima assoluta, workshop, conferenze di grandi autori, incontri al Photocafè e lettura dei portfolio, tutti ambientati in sedi inconsuete ed affascinanti di uno dei centri storici più integri e suggestivi del mondo (il programma della manifestazione è consultabile, aggiornato, su: <a href="http://www.ldpf.it/">www.ldpf.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il festival in sintesi:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE MOSTRE, FOTOGRAFIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;The power of imagination&#8221;</strong> un&#8217;ampia retrospettiva di fotografie, che ripercorre la brillante carriera di Sandy Skoglund, in collaborazione con la galleria PaciArte di Brescia. In mostra anche una delle sue più celebri istallazioni. Autrice di fama internazionale, ha conquistato l&#8217;attenzione della critica e del pubblico con le sue fantastiche messe in scena.<br />
<strong>Villa Bottini fino al 30 gennaio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In anteprima assoluta la mostra <strong>&#8220;Bye bye baby, Marylin&#8221;,</strong> un omaggio al simbolo della femminilità: Marylin Monroe, circa 80 immagini dalla collezione privata di Giuliana Scimé.<br />
La mostra che è dedicata al grande pubblico, nel contempo è anche un impeccabile percorso artistico per i &#8216;palati più raffinati&#8217; della fotografia, è curata da Giuliana Scimé e si suddivide in tre sezioni: i grandi fotografi (Richard Avedon, George Barris, Bruno Bernard Andre de Dienes, John Florea, Philippe Halsman, Tom Kelley, Bert Stern); professione e vita privata (immagini di fotografi professionisti degli studi cinematografici per la pubblicità dei film e immagini che raccontano i vari momenti della vita di Marilyn); &#8216;Marilyn e il desiderio collettivo&#8217; (la riaffermazione del mito attraverso una serie di oggetti rari e divertenti ispirati alla diva).<br />
<strong>Palazzo Ducale fino al 30 gennaio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Horst P. Horst&#8221;,</strong> in collaborazione con la Staley-Wise Gallery di New York, 50 fotografie di Horst P. Horst: moda, ritratti e studi di nudo, tra cui alcune rarissime stampe vintage e platino inedite in Europa. La mostra è a cura di Enrico Stefanelli. Horst P. Horst è stato uno dei più celebrati fotografi di glamour, un genio insuperato per la sapienza delle sue coreografie e per l&#8217;uso delle luci.<br />
<strong>Palazzo Ducale fino al 30 gennaio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Francesca Woodman&#8221;,</strong> l&#8217;inquieta autrice americana, 20 immagini dalla collezione privata di Carla Sozzani. Il suo lavoro è un complesso ed intimo diario delle sue emozioni, ansie, desideri e sogni, pensieri e drammi adolescenziali.<br />
<strong>Palazzo Ducale fino al 12 dicembre</strong><br />
<strong>&#8220;Il dono&#8221;</strong> analisi di Giorgia Fiorio sulla relazione tra l&#8217;individuo e il sacro attraverso le immagini riprese in trentotto missioni in trenta Paesi nei cinque continenti. Il libro &#8220;Il dono&#8221;ha ottenuto il patrocinio dell&#8217;Unesco per la salvaguardia del patrimonio immateriale.<br />
<strong>Palazzo Guinigi fino al 12 dicembre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;10013 &#8211; TriBeCa</strong>&#8221; è l&#8217;ultimissimo progetto di Donna Ferrato, che, con il lavoro &#8220;Living with Enemy&#8221;, denuncia della violenza domestica sulle donne, ha ricevuto nel 1985 &#8220;The W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography&#8221;. &#8220;10013, Tribeca&#8221; è una ricerca in progress condotta nel quartiere di Tribeca a New York che nel corso degli anni ha subito radicali trasformazioni.<br />
<strong>Palazzo Guinigi fino al 12 dicembre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Not only Women&#8221;</strong> di Michel Comte: espone i nudi e i ritratti di donne, (modelle e attrici e registe) più significativi realizzati dall&#8217;autore nel corso della carriera. <strong>LU.C.C.A fino al 23 gennaio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora in collaborazione con il LU.C.C.A. <strong>&#8220;Paralipomeni&#8221;</strong> di Paola Binante, oggetti ripresi su fondo bianco quali simboli dell&#8217;evoluzione sociale ed altri oggetti fotografati su fondo nero quali simboli della perdita della naturalità. I<br />
<strong>LU.C.C.A fino al 12 dicembre</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Consueto l&#8217;appuntamento con il &#8220;<strong>World Press Photo&#8221;,</strong> il grande concorso di fotogiornalismo, le 200 fotografie premiate quest&#8217;anno dalla World Press Foundation.<br />
<strong>Chiesa dei Servi fino al 12 dicembre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il Teatro della Vita&#8221;</strong> di Jan Saudek, fotografie in bianco e nero colorate a mano. Erotismo ed ironia si intrecciano in formule esplosive, in collaborazione con il Museo Ken Dami di Brescia. A cura di Enrico Stefanelli.<br />
<strong>Ex Manifattura Tabacchi fino al 12 dicembre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Cvetana Maneva&#8221;</strong> è il titolo del ritratto-istallazione dei due artisti bulgari Boris Missirkov e Georgi Bogdanov che rendono omaggio a Cvetana Maneva, nota attrice bulgara di teatro e cinema. <strong>Chiesa dell&#8217;Alba fino al 12 dicembre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto questo e molto ancora è </strong><a href="http://www.ldpf.it" target="_self"><strong>LDPF 2010</strong></a><strong>, appuntamento da segnare sin d&#8217;ora in agenda.<br />
</strong></p>
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		<title>La Rassegna Stampa: Economia, i dati positivi sulla congiuntura globale ridanno fiducia ai mercati</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Processo breve, lo stop del Colle. Napolitano: &#8216;Vi ricordate come finì la legge sulle intercettazioni?&#8217;. Il premier: decisivo ciò che dirà Fini a Mirabello. I finiani: &#8216;Squadristi della libertà contro di noi&#8217;. Letta fischiato a Venezia&#8221;. A centro pagina: &#8220;Netanyahu: Abu Mazen è il mio partner per la pace&#8217;&#8221;. A centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Processo breve, lo stop del Colle. Napolitano: &#8216;Vi ricordate come finì la legge sulle intercettazioni?&#8217;. Il premier: decisivo ciò che dirà Fini a Mirabello. I finiani: &#8216;Squadristi della libertà contro di noi&#8217;. Letta fischiato a Venezia&#8221;. A centro pagina: &#8220;Netanyahu: Abu Mazen è il mio partner per la pace&#8217;&#8221;. A centro pagina anche un titolo sull&#8217;andamento del mercato automobilistico: &#8220;Auto, crollano le vendite, mai così in basso da 17 anni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Giustizia, Napolitano frena. Il presidente e il processo breve: la politica si occupi di economia.  &#8216;Sapete dirmi dove è finito il ddl sulle intercettazioni?&#8221;.  E poi: &#8220;Nuovo scontro nel Pdl&#8221;. A centro pagina: &#8220;Migliora il fabbisogno. Auto, crollo nelle vendite: mai così male da 17 anni&#8221;. In evidenza anche il via ai colloqui di Washington tra israeliani e palestinesi: &#8220;La grande occasione di Israele e palestinesi&#8221;. A fondo pagina Gian Antonio Stella si occupa del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Ballaman della Lega Nord, sui cui viaggi in auto blu ha realizzato una inchiesta un quotidiano regionale. &#8220;In vacanza e alla partita con l&#8217;auto blu&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Crisi, appello di Napolitano&#8221;. &#8220;E sul processo breve: &#8216;Ricordate come è finito il ddl intercettazioni?&#8217;&#8221; &#8220;Il Capo dello Stato a Venezia: &#8216;Concentrarsi sull&#8217;economia&#8217;. E Giustizia, pronta la lettera di Berlusconi all&#8217;UE&#8221;. In prima un richiamo sull&#8217;incontro di Washington: &#8220;Entro un anno una intesa di pace in Medio Oriente&#8221;, &#8220;Obama: per Israele e palestinesi una opportunità imperdibile&#8221;. Poi la foto da Venezia, festa del cinema: &#8220;Sul tappeto rosso la protesta dei poliziotti&#8221;. Dell&#8217;inaugurazione definita &#8220;politica&#8221; alla Mostra del cinema si dice: &#8220;Ovazione a Napolitano, fischi a Letta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Riformista</strong> dedica l&#8217;apertura all&#8217;attesa del discorso che Fini terrà a Mirabello: &#8220;Senza tregua&#8221;, &#8220;aspettando Mirabello nel Pdl ci si spara addosso&#8221;. E si spiega: &#8220;Il premier frena i suoi in attesa del discorso di Fini. Ma il capo dello Stato gela le norme ad personam: &#8216;ricordate come è finita la legge sulle intercettazioni?&#8217;&#8221;. Anche in prima pagina, la mostra di Venezia, ovazione a Napolitano e fischi per Letta. In prima anche un richiamo all&#8217;articolo che riguarda la candidatura preannunciata di Stefano Boeri alla carica di sindaco di Milano, indipendente alle primarie del centrosinistra: &#8220;Los Boeros, la famiglia che scala la sinistra&#8221;. Stefano, architetto, è il fratello di Tito, economista. A centro pagina anche l&#8217;arrivo a Roma della mobilitazione contro il regime iraniano: &#8220;La finta esecuzione di Sakineh&#8221;. Sabato scorso, infatti, le hanno preannunciato l&#8217;impiccagione per il giorno seguente, all&#8217;alba.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Foglio</strong> apre con un titolo che riguarda l&#8217;editoria: &#8220;Segnali che smentiscono il declino della stampa (e i suoi profeti), i numeri di Bertelsmann, le previsioni di <strong>Time</strong>, e le ambizioni di Bolloré. Parlano esperti e manager&#8221; (fra cui Vittorio Sabadin, Michele Boroni e Franco Tatò). Si racconta che &#8220;in Francia il mondo cambia pelle, <strong>Libération</strong> e <strong>Figaro </strong>crescono, e si affaccia un inedito Foglio&#8221; francese. Poi &#8220;la lezione di Rupert&#8221; Murdoch, in cui si racconta il modello <strong>Wall Street Journal</strong> e le evoluzioni in stile Ipad, ovvero come Murdoch &#8220;combatte il declino dei giornali&#8221;. La politica internazionale in prima pagina è dedicata alle voci di rimpasto a Parigi e alla lotta dentro il partito Ump di Sarkozy: &#8220;Scandali, finanziaria, pensioni ed espulsioni di rom: nei prossimi 4 mesi si decidono le presidenziali del 2012&#8243;.  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong> si occupa del &#8220;pianto di Fini&#8221;: il presidente della Camera è raffigurato nella vignetta di Benny nelle vesti di un soldato malconcio che sventola bandiera bianca, sotto il titolo &#8220;Cessate il fuoco&#8221;. &#8220;Da giorni Gianfranco manda a dire che se le campagne contro di lui smettessero sarebbe disponibile a votare le leggi di Berlusconi. Chiudere la bocca alla stampa sarà possibile. Ma non ai lettori&#8221;.<br />
A centro pagina: &#8220;Gli appalti della cricca alla Camera&#8221;. Si scrive che imprenditori considerati membri della &#8220;cricca&#8221; avrebbero sottoposto al presidente della Camera la lista degli appalti, un elenco di tutti i bandi con i lavori sul G8 e sull&#8217;anniversario dell&#8217;Unità di Italia. La segretaria di Fini avrebbe sbloccato un pagamento che li riguardava.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Fini litiga anche sui pullman. I suoi uomini accusano la Brambilla di organizzare proteste &#8216;squadriste&#8217; alla festa di Mirabello. Forse temono fischi. E hanno la coda di paglia&#8217;. &#8216;Promemoria di Gianfranco: le domande a cui rispondere sulla casa di Montecarlo&#8221;. Nella vignetta di Forattini una Brambilla in abiti succinti lancia una scarpa tacco a spillo al Presidente Fini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Le Borse alla riscossa. A sorpresa accelera l&#8217;attività industriale in Usa e Cina. I dati positivi sulla congiuntura globale ridanno fiducia ai mercati: Wall Street + 2,9 per cento, Milano +3,2 per cento&#8221;. Sotto la testata la foto del Presidente della Repubblica in borsalino estivo: &#8220;Napolitano: economia la priorità. Giustizia? Come le intercettazioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Fatto quotidiano</strong>: &#8220;Schifani e lo strano cliente. Passera, la banca e l&#8217;hotel. Un accusato di riciclaggio imbarazza il Presidente del Senato. Il conflitto di interessi del numero uno di Banca Intesa&#8221;. Scrive il quotidiano che senza dire di essere azionista di un hotel, Passera avrebbe votato il prestito ad un imprenditore che doveva acquistarlo.  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Blair</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; uscito ieri nelle librerie l&#8217;autobiografia di Tony Blair, in contemporanea in sei Paesi, inclusi Regno Unito ed Italia. In GB mancava proprio lui, impegnato nei negoziati sul Medio Oriente di Washington. La notizia si ritrova sulle prime pagine di gran parte dei quotidiani, ma ognuno la legge a modo suo. <strong>La Repubblica</strong>: &#8220;I ricordi di Blair. Per la guerra avevo anche iniziato a bere&#8221;. &#8220;L&#8217;autobiografia: &#8216;Brown un disastro, ammiro Berlusconi, ci aiutò per i Giochi&#8221;.<br />
Sul <strong>Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Sull&#8217;Iraq la storia mi assolverà&#8221;. <strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Silvio uomo del fare, ecco perché lo ammiro&#8221;. Su <strong>La Stampa</strong>, una foto di Lady D: &#8220;Blair: &#8216;Diana manipolatrice come me&#8217;&#8221;. &#8220;Nelle memorie del leader i rapporti con Lady D. Le Olimpiadi a Londra? Grazie a Berlusconi&#8221;. <strong>Il Riformista</strong> ha in prima pagina un editoriale del direttore Polito: &#8220;Obama ricomincia da dove Blair non partì mai&#8221;. Dove si evidenziano i temi relativi a Iraq e Palestina, e la frase dell&#8217;ex premier britannico: &#8220;Pensano davvero che non mi importi? Che io non abbia sentimenti. Che io non rimpianga con ogni fibra del mio essere la morte di quelle persone?&#8221;. Polito racconta la furia con cui la stampa britannica si è lanciata contro Blair in occasione dell&#8217;uscita del libro: &#8220;E&#8217; senza precedenti, e ha mosso a pietà persino il <strong>Financial Times</strong>&#8220;. Il giornale della city, mai tenero con l&#8217;ex premier, in un recente articolo si è chiesto se tra venti anni (un po&#8217; come accadde alla Thatcher, anche lei uscita di scena tra urla e monetine) l&#8217;età di Blair non sarà invece ricordata per quello che è stata, un&#8217;era di benessere, ottimismo, dinamismo, per la Gran Bretagna e &#8220;aggiungiamo noi, per la sinistra europea&#8221;. Però c&#8217;è di mezzo l&#8217;Iraq, su cui la ricostruzione di Blair appare poco convincente sul tema delle armi di distruzione di massa. La verità è che all&#8217;Onu il casus belli fu costruito su informazioni poi rivelatesi così ingenuamente false da dubitare che possano essere state deliberatamente falsificate. Ma è sul cantiere della pace israelo-palestinese la vera sconfitta incassata in Iraq da Blair: quando spiegò al suo popolo e ai progressisti europei la guerra in Iraq, la giustificò anche come il modo per riaprire il capitolo palestinese: &#8220;Si liberava il Medio Oriente di un pericolo e di un dittatore, e di conseguenza sarebbe stato più agevole convincere Israele ad avviarsi sulla via della pace&#8221;. A Bush però l&#8217;argomento non interessava, in ben due vertici disse di no a Blair, la seconda gamba della operazione pace in Medio Oriente, e cioé la Palestina, non fu mai messa in piedi dalla Casa Bianca. Di qui riparte Obama, che chiude la guerra dell&#8217;Iraq e prova a scrivere la sua storia sulla Palestina. Sul Riformista anche una untervista all&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno laburista Lord Reid, secondo cui il libro di Blair indica il futuro del partito, e dice che se rimarrà fedele al New Labour, il partito tornerà a governare. Il quotidiano racconta anche come &#8211; dopo tre anni di silenzio &#8211; l&#8217;ex premier incoroni come suo erede David Miliband, criticando il suo successore Brown (ci ha condannato alla sconfitta).<br />
<strong>La Repubblica</strong> intervista Alastair Campbell, che di Blair fu direttore delle comunicazioni. Dice: &#8220;E&#8217; stato un vincente, è rimasto al potere più a lungo di ogni altro leader laburista, ha governato in un decennio di crescita e prosperità. Molti pretendono che l&#8217;Iraq sia la sua sola eredità, ma dimenticano la pace in Irlanda del Nord e molto altro. Insomma, la storia lo giudicherà meglio dei suoi contemporanei&#8221;.<br />
Sul <strong>Corriere della Sera</strong>: &#8220;Blair si confessa: &#8216;Ho pianto per l&#8217;Iraq&#8217;. L&#8217;ex premier sottolinea che come cancelliere dello scacchiere Brown fu &#8220;il migliore possibile&#8221;, ma gli subentrò in una staffetta tra accuse di complotto e tradimento: &#8220;Gordon è un tipo strano, forte capace e brillante&#8230; Ma anche difficile, a tratti esasperante. Calcolo politico, sì. Sentimento politico, no. Intelligenza analitica, assolutamente. Intelligenza emotiva, zero. Era chiaro che sarebbe stato un disastro&#8221;.<br />
Andrea Romano, che a Blair dedicò un libro molti anni fa, firma sul <strong>Sole 24 Ore</strong> una analisi che compare sotto il titolo &#8220;Pensando ai Duran Duran&#8221;. &#8220;Ha trasformato l&#8217;idea di sinistra in Occidente, ha interpretetato le domande di sicurezza, mobilità sociale e benessere dei cittadini. Uomo di scelte dure e drastiche&#8221;.<br />
<strong>Il Foglio</strong> si occupa dello stesso argomento con un articolo che compare sotto il titolo: &#8220;Leggere il &#8216;viaggio&#8217; di Blair con Andrea Romano. Bugie ed emozioni di un vero leader&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Napolitano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il quirinalista del <strong>Corriere della Sera</strong> Marzio Breda ha seguito il Presidente anche a Venezia, riferisce delle sue parole sulla ripresa possibile dell&#8217;economia. Napolitano: &#8220;Ci si dovrà concentrare per forza su questi temi. Infatti, anche se è stata approvata la manovra anticrisi, ora tocca alla Finanziaria. Lo stesso quirinalista riferisce del &#8220;rifiuto di essere coinvolto in trattative &#8216;improprie&#8217;&#8221; del capo dello Stato. Così viene letta la notazione di Napolitano &#8220;qualcuno sa dirmi che fine ha fatto la legge sulle intercettazioni?&#8221;. A questo interrogativo retorico è affidata la replica all&#8217;ipotesi, rilanciata da alcune indiscrezioni, di negoziati in corso tra Quirinale e governo sul processo breve. Una replica &#8220;scopertamente infastidita&#8221;, secondo <strong>il Corriere</strong>; &#8220;di chi non accetta, ora come ai tempi del vecchio  e contestatissimo provvedimento poi scomparso dai programmi di palazzo Chigi, di essere coinvolto in trattative per costruire una copertura (stavolta la più salda possibile, nell&#8217;ipotesi di una bocciatura del legittimo impedimento da parte della Consulta in dicembre) allo scudo anti-tribunali che il premier vuole ottenere ad ogni costo dalla sua maggioranza&#8221;. Significa che il Capo dello Stato non intende garantire avalli preventivi o offrire consigli giuridici per un lavoro di rimodulazione dei nodi critici di una legge che rischia di cancellare migliaia di procedimenti trasformandosi in una obliqua amnistia. Non vuole e non può farlo&#8221;.<br />
Oggi peraltro il ministro della giustizia Alfano salirà al Colle per quello che <strong>Il S</strong>ole definisce un &#8220;faccia a faccia sulla giustizia&#8221;. Secondo il quotidano, il capo dello stato vuole capire qual è e se c&#8217;è il progetto del governo per risanare il sistema giustizia, e come mai vengano oggi riesumati i vecchi scudi che rischiano di trasformarsi in scudisciate al sistema giudiziario. Nel Pdl si vocifera anche di un &#8220;piano C&#8221;, secondo Il Sole: una legge bis sul legittimo impedimento (attualmente al vaglio della Corte Costituzionale) che modifichi in parte la precedente, costringendo la Consulta a restituire le carte ai giudici di Milano.  <br />
<strong>Il Corriere</strong> dice che Alfano incontrerà Napolitano per prospettare modifiche al processo breve e i tempi di prescrizione dei processi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pdl</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco di Roma Alemanno, intervistato dal <strong>Corriere della Sera</strong>, invita a sospendere le espulsioni dei finiani, ma a questi chiede che smettano il controcanto al governo. Alemanno invita quindi a fermare i probiviri, ma allo stesso tempo ammonisce: &#8220;O si ricompone la maggioranza o è crisi, e Futuro e libertà sarà fuori dal centrodestra&#8221;. &#8220;Tanto di cappello alla Lega, mediando mostra consistenza politica&#8221;.<br />
Libero intervista invece Teodoro Buontempo, ex An oggi con La Destra di Storace che, per restare al capitolo Montecarlo-Tulliani, dice: &#8220;A Gianfranco vorrei chiedere solo una cosa: dove sono i beni avuti dal Msi, che uso ne è stato fatto&#8221;, racconta di un appartamento intestato al partito da parte di una seguace di Almirante, di cui si sono perse le tracce.<br />
Pino Rauti, intervistato da <strong>Il Foglio</strong>, dice che da Fiuggi in poi il vero leader dei missini è il Cav. Per Rauti resta sbagliata la strada di Fiuggi: &#8220;Non mi pare che Fini si stia rifacendo alla tradizione della destra, neanche missina&#8221;, &#8220;non fa altro che riaffermare la sua antica vocazione allo sfascio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Medio Oriente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> parla di una &#8220;intervista shock&#8221; del ministro della difesa israeliano, il laburista Ehud Barak, riguardante il futuro assetto di Gerusalemme est nel contesto di un accordo di pace definitivo. Al quotidiano Haaretz ha spiegato che Gerusalemme ovest deve rimanere ebraica, e Gerusalemme est deve andare all&#8217;Anp, attraverso una divisione su base demografica. Più precisamente: 12 rioni ebraici, dove oggi abitano 200 mila israeliani, dovranno essere inclusi nel territorio israeliano in via definitiva, mentre i rioni arabi di Gerusalemme est, dove abitano 250 mila persone, passerebbero al futuro stato palestinese. Per la città vecchia, dove si trovano anche i luoghi santi cristiani e islamici, dovrebbe essere messo a punto un regime particolare.<br />
<strong>La Stampa</strong> scrive che l&#8217;intervista di Barak potrebbe essere un ballon d&#8217;essai. Anche perché sono state offerte varie letture della reazione del Likud. Ci sarebbero due correnti di pensiero. La prima si basa sulla teoria del &#8220;balagan&#8221;, ossia della disorganizzazione endemica anche ai vertici di governo. Se il ministro degli esteri Lieberman non crede nelle trattative di pace, ma resta al suo posto, si può immaginare che anche Barak possa lavorare alla spartizione di Gerusalemme, malgrado la contrarietà del premier. La seconda teoria è quella &#8220;machiavellica&#8221;, e ipotizza che Barak sia stato mandato avanti da Netanyahu. A rafforzare questa seconda ipotesi il fatto che alcuni giorni fa il premier ha inviato in missione segreta BArak in Giordania, dove ha incontrato Abdallah e Abu MAzen. Il che significa che il premier ha totale fiducia in lui. Si nota altresì che Netanyahu non ha commentato in alcun modo l&#8217;intervista di Barak ad Haaretz.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;La proposta di Barak su Gerusalemme divisa spacca lo stato ebraico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong> racconta &#8220;la rincorsa di Obama alla &#8216;America di mezzo&#8217;. Il presidente insegue il fantasma di un ceto medio che non c&#8217;è più, poiché si tratta di una classe indebolita da trent&#8217;anni di polarizzazione del reddito&#8221;.<br />
<strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Moschee, da Ground Zero a Sant&#8217;Agabio, così l&#8217;Islam lotta per i minareti&#8221;. &#8220;La nuova via italiana alla Mecca passa da Novara, dove ha aperto la più grande sala di culto, approvata dalla Lega. I musulmani si sono arricchiti e ora chiedono spazi di preghiera sicuri e condivisi. Ecco la mappa delle soluzioni&#8221;. Il decalogo voluto dal sindaco di Novara prevede che non si preghi in arabo.<br />
Sullo stesso quotidiano, pagine <strong>R2 de La Repubblica</strong> dedicate ai tea party, e all&#8217;icona Sarah Palin.<br />
<strong>Il Foglio</strong> dedica una intera pagina alla &#8220;leggenda del grande cucitore&#8221;. Che poi sarebbe il premier palestinese Salam Fayyad, di cui si illustra la dottrina per dare ai palestinesi lo stato e il boom, senza vittimismi (e senza Hamas, che ora lo vuole morto). La presenza di Fayyad al governo è quasi una presenza fondamentale per l&#8217;arrivo di aiuti internazionali.<br />
<strong>La Stampa</strong> ha un reportage dal Burkina Faso assediato dagli islamisti, dove la popolazione locale tenta di resistere: &#8220;Siamo l&#8217;Africa dei Sufi, Al Qaeda non passerà&#8221;.</p>
<div style="text-align: justify;"><strong>(fonte RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></div>
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		<title>La Rassegna Stampa: &#8220;Il potere di chi vota. Maggioritario: sì, a doppio turno&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 16:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Obama: gli Usa via dall&#8217;Iraq, ma non è stata una vittoria. Discorso del presidente dallo Studio Ovale: ho mantenuto la parola sul ritiro, la lotta sarà ancora dura&#8221;. Il titolo sulla politica interna è per il &#8220;nuovo stop dei finiani sul processo breve. Berlusconi: lettera alla Ue per spiegare la riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Obama: gli Usa via dall&#8217;Iraq, ma non è stata una vittoria. Discorso del presidente dallo Studio Ovale: ho mantenuto la parola sul ritiro, la lotta sarà ancora dura&#8221;. Il titolo sulla politica interna è per il &#8220;nuovo stop dei finiani sul processo breve. Berlusconi: lettera alla Ue per spiegare la riforma della giustizia&#8221;.<br />
<strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Obama, la missione in Iraq non è compiuta. La guerra Usa è finita ma nessuna vittoria e &#8216;la lotta resta dura&#8217; anche in Afghanistan&#8221;. E poi: &#8220;Parte male il negoziato di pace sul Medio Oriente: Hamas uccide quattro israeliani in Cisgiordania&#8221;. A centro pagina tre richiami alle pagine interne rimandano ai &#8220;tre fronti&#8221;, quello mediorientale, quello iracheno e quello afghano. In evidenza anche la inaugurazione sulla Quinta strada a New York del nuovo locale Eataly, megastore enogastronomico di qualità italiano.<br />
Su <strong>Il Foglio</strong>, di spalla: &#8220;Contro i negoziati quattro settlers israeliani uccisi a Hebron. Incontro segreto ad Amman tra Abu Mazen e il ministro della difesa Barak sulle tre grandi questioni&#8221;. Il titolo di apertura è dedicato all&#8217;Europa: &#8220;Sul motore eurotedesco incombe l&#8217;incognita degli aumenti salariali&#8221;, secondo il quotidiano. &#8220;Ripresa senza nuovi posti in Europa. Disoccupazione ferma al 10 per cento. Bene la Germania. Buffetto di Ft all&#8217;Italia&#8221;. Il quotidiano britannico ha ricordato all&#8217;Italia il suo costo del lavoro e la sua scarsa competitività rispetto ad altri Paesi europei</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> dedica una grande foto a Carla Bruni, minacciata da Teheran per essersi schierata per la vita della condannata alla lapidazione Sakineh: &#8220;Teheran: Carla Bruni deve morire. Campagna su giornali e blog. Il governo smentisce. Parigi: inaccettabile&#8221;. A centro pagina le parole di Obama ieri: &#8220;La guerra è finita, voltiamo pagina. Obama parla alla nazione e chiude il conflitto in Iraq: la priorità del Paese ora è l&#8217;economia. Israele: sangue sul negoziato. Hamas stermina famiglia di coloni&#8221;. Il titolo di apertura è per le critiche che la Chiesa ha indirizzato al governo: &#8220;I vescovi e Gheddafi: &#8216;visita boomerang&#8217;. &#8216;In due giorni scene incresciose&#8217;.  L&#8217;Europa: a quell&#8217;uomo non rispondiamo mai&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Mario Deaglio, è titolato: &#8220;Ma sul futuro il colonnello ha ragione&#8221;. Richiamo in prima anche per una intervista al sindaco di Verona Tosi: &#8220;Chi critica pensi alla Cina. Basta ipocriti dell&#8217;etica&#8221;. </p>
<p style="text-align: justify;">Su Sakineh da segnalare sul <strong>Messagger</strong>o una intervista al suo avvocato, Mohammad Mostafai, che ripercorre la storia della donna e spiega perché è diventato un caso internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Processo breve, si accelera. Vertice a Palazzo Grazioli: misure per tutelare il premier e ridurre l&#8217;impatto sui giudizi in corso. Berlusconi ai suoi: adesso basta con gli attacchi a Fini&#8221;. A centro pagina: &#8220;Gheddafi, gelo dei cattolici. Frattini difende i colloqui: legittimo chiedere l&#8217;aiuto dell&#8217;Europa. I vescovi: a Roma una incresciosa messa in scena&#8221;. In evidenza sul quotidiano milanese anche un corsivo di Franco Venturini dal titolo: &#8220;Nessuna informazione al Quirinale sulla visita&#8221;. &#8220;Perché fino alla partenza di Gheddafi da Ciampino il Presidente Giorgio Napolitano non ha ricevuto la minima informazione sulla sua visita né da Palazzo Chigi né dalla Farnesina?&#8221;. Un semplice incidente di percorso, forse, che però offre a Venturini lo spunto per &#8220;affrontare una questione più ampia e sempre meno eludibile&#8221;, sulla politica estera italiana. L&#8217;editoriale del quotidiano milanese è dedicato alla riforma elettorale, ed è firmato da Giovanni Sartori: &#8220;Il potere di chi vota. Maggioritario: sì, a doppio turno&#8221;. A fondo pagina la situazione della scuola, con le proteste dei precari e &#8220;cinquantamila cattedre ancora vuote&#8221;. Nelle pagine interne il quotidiano spiega quanti posti in meno ci sono e quanti precari senza cattedra. E poi offre la lettera di una insegnante &#8220;sottopagata, sottostimata (e brava)&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A Gheddafi è dedicato il titolo di apertura de <strong>Il Fatto</strong>: &#8220;Quanti soldi in Libia per le gheddafine. Avrete dei grandi vantaggi come sanno le ragazze profumatamente pagate a Tripoli&#8217;. Nelle mail dei reclutatori la verità sul mercato delle hostess a Roma. L&#8217;ira della Chiesa contro le sortite del Colonnello: &#8216;In quale altro Paese poteva realizzarsi uno show così penoso?, si chiede <strong>Avvenire</strong>, che aggiunge: la visita sarà un boomerang&#8221;. L&#8217;editoriale del quotidiano di Padellaro oggi è firmato da Marco Pannella, ed ha la forma di una lettera aperta al Presidente del consiglio Berluscojni. Titolo: &#8220;Verso il baratro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Fini prepara l&#8217;assalto finale&#8221;, è il titolo del <strong>Giornale</strong>. &#8220;Il doppio gioco dell&#8217;ex leader di An. Nuovi no al piano per fermare l&#8217;accanimento giudiziario contro Berlusconi. L&#8217;obiettivo è fare fuori il premier. Intervista al politologo Tarchi: &#8216;Il Cavaliere deve stanare il presidente della Camera o ne resterà vittima&#8217;&#8221;. A centro pagina, con foto: &#8220;L&#8217;Iran condanna a morte Carlà&#8221;.<br />
Secondo <strong>Il Riformista</strong> &#8220;Berlusconi tratta. Due nuove soluzioni ad personam per evitare il processo Mills. Per avere il sì di Fini sul processo breve. Ghedini propone modifiche sulla prescrizione. Ma l&#8217;ex leader di An per ora tira dritto verso Mirabello&#8221;. A centro pagina: &#8220;Lite Avvenire-Frattini per Gheddafi. Per il gioornale dei vescovi la visita è stata un boomerang, per il ministro no&#8221;.<br />
<strong>Libero</strong>: &#8220;Fini, la lettera salvacricca. Le pressioni della segretaria. La piscina, finanziata con i soldi &#8216;sbloccati&#8217; alla Camera non passa il collaudo del Comune. Così il Commissario ai mondiali di nuoto firma un documento per giustificarne il pagamento&#8221;. Fini ha annunciato querele, e il direttore Belpietro oggi risponde: &#8220;Gianfranco ci querela, ma noi gli facciamo soltanto un favore&#8221;. In evidenza anche la notizia su Melfi: ieri le rappresentanze sindacali interne hanno detto no alla proposta di una assemblea con gli operai organizzata dalla Fiom: &#8220;Gli operai licenziano la Cgil. I lavoratori di Melfi vietano l&#8217;assemblea Fiom&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un giovane su quattro è senza lavoro, dice <strong>La Stampa</strong> in un dossier dedicato ai temi che ci preoccuperanno in autunno, su due pagine. La disoccupazione cala, &#8220;ma solo grazie a chi smette di cercare&#8221;, e anche il <strong>Financial Times</strong> sottolinea che &#8220;la bella figura&#8221; rappresentata dal fatto che l&#8217;Italia &#8220;sopravvive&#8221; alla crisi sbiadisce di fronte al fatto che il nostro Paese cresce molto meno degli altri partner europei.<br />
Nelle pagine <strong>R2 La Repubblica</strong> oggi si sofferma sulla apertura degli archivi della Nasa, che mette in rete il suo &#8220;album dei ricordi: molte foto mai viste, un grande affresco dell&#8217;avventura spaziale. I segreti della Nasa&#8221;, spiega il quotidiano.<br />
Esce l&#8217;atteso libro di Tony Blair, e ne parlano diversi quotidiani. &#8220;Mi spiace per i morti&#8221; scrive <strong>La Stampa</strong>, spiegando che l&#8217;ex premier britannico tuttavia &#8220;non chiede scusa&#8221; per aver deciso la guerra in Iraq. Il quotidiano torinese spiega che al Guardian è stato concesso di pubblicarne qualche anticipazione.<strong> Il Riformista</strong> spiega che il titolo (A Journey) è stato cambiato all&#8217;ultimo momento, e che ci sarebbe il record di prenotazioni su Amazon. Blair sarà in libreria l&#8217;8 settembre a Londra per firmare copie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>A Cesena, tutto il cibo del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[6° Festival Internazionale del Cibo di Strada- Cesena 1 &#8211; 3 ottobre 2010 Il 6° Festival Internazionale del Cibo di Strada si terrà come nelle precedenti edizioni nel centro storico di Cesena, da venerdì 1 a domenica 3 ottobre, sabato 2 ottobre si svolgerà in concomitanza con la Notte Bianca per la Cultura di Cesena. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>6° Festival Internazionale del Cibo di Strada- Cesena 1 &#8211; 3 ottobre 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 6° Festival Internazionale del Cibo di Strada si terrà come nelle precedenti edizioni nel centro storico di Cesena, da venerdì 1 a domenica 3 ottobre, sabato 2 ottobre si svolgerà in concomitanza con la Notte Bianca per la Cultura di Cesena</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo lo straordinario successo delle edizioni precedenti il Festival biennale, organizzato con la consulenza del giornalista  Vittorio Castellani curatore della sezione internazionale, torna con una ventina di isole gastronomiche che proporranno <strong>i cibi di strada d’Italia e del mondo</strong>: dal Messico all’India, senza dimenticare Grecia e Kurdistan,  Venezuela e Provenza, Perù e Marocco, Brasile e Spagna, e  numerose regioni italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Festival ospita anche le Officine Gastronomiche di world food, laboratori sul cibo di strada nel Mediterraneo e nel mondo, esposizioni, incontri, animazioni, musica, teatro di strada. <strong>Una apposita sezione sarà dedicata allo street coffee con la degustazione dei caffé del mondo.</strong> </p>
<p style="text-align: justify;">Con la nascita delle città nella civiltà mediterranea, prende forma l’idea di cibo di strada (street food) che – servito nei caratteristici chioschi o offerto da venditori ambulanti – costituisce la più antica e autentica forma di ristorazione. Semplice nella preparazione, legato alle tradizioni agro-alimentari del territorio a cui appartiene, il cibo di strada è probabilmente la più onesta tra le diverse forme di offerta gastronomica, quella meno soggetto all’influenza di mode passeggere, quella che maggiormente consente di leggere la storia (non solo gastronomica) di una città e dei suoi abitanti. E dalle rive del Mediterraneo la tradizione del cibo di strada si è estesa col tempo a tutti quei luoghi del pianeta in cui il clima e lo sviluppo delle relazioni sociali ne consentivano la realizzazione: lontano Oriente, Africa, America Latina, per non parlare dei paesi “nuovi” come l’Australia e gli Stati Uniti che hanno assorbito e fatto propri i più diversi cibi di strada importati in seguito alle diverse ondate immigratorie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cibi di Strada, Regioni e Paesi presenti al Festival</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dall’Italia… </strong>Romagna : piadina e crescioni, pesce fritto al cono,  tortello nella lastra- Emilia : torta fritta e salumi da Parma- Liguria : fugassa e fainà da Genova- Toscana : lampredotto bollito e trippa alla fiorentina da Firenze- Sicilia : pani ca’ meusa, sfincioni, panelle, arancine di riso e cannoli da Palermo- Puglia : bombette da Alberobello e panzarotti da Manfredonia- Campania : mangiamaccheroni, zeppole, crocchè, scagliuozzi, brodo di polpo e la  vera pizza- Alto Adige : münchner weißwurst, brezel e senape dolce; meraner hauswurst, ur-paarl, senape e gekochtes vinschger sauerkraut da Merano</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal Mondo</strong> - Brasile : acarajé, abarà, empada, coxinhas, cocada de forno, bolo de tapioca- Venezuela : arepas- Spagna : churros- Argentina : choripan, empanadas &#8211; Provenza : pissaladière, panisse, tielle setoise da Arles- Kurdistan : doner kebap, shish panir, falafel, kirkuk kebap, arak, cay- Grecia : souvlaky e gyros pita- Marocco : tajin, cous cous, brewat, shai bi naanaa- India : mix pakora, byriani, samosa, chay masala- Perù : tamales de chancho, papas à la huancayna, tortillas de qinua, arroz chaufa- Messico : tacos, burritos, enchiladas, guacamole, tortillas, fajita</p>
<p style="text-align: justify;"> Vini e bevande provenienti da ogni territorio, gelati con i prodotti dei Presidi Slow Food, il gelato al latte e panna di Cesena…e tanto altro ancora&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Officine Gastronomiche sul cibo di strada: </strong>Durata dei laboratori: 60 minuti circa- Il costo per partecipare a ogni singolo laboratorio è di 10 euro.- È vivamente consigliata la prenotazione al numero 348 8601886 &#8211; 348.7517095</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Sabato 2 ottobre- Ore 17,30 / Arepas, le &#8220;tigelle&#8221; di mais bianco targate Venezuela .</strong>Vendute ad ogni ora del giorno e della notte per le strade del Venezuela e in Colombia, queste deliziose focaccine di farina di mais bianco vengono farcite con i più svariati ripieni: salse, carne, verdure o formaggio. In questa Officina scopriamo la ricetta più raffinata: la arepa reina pepiada. Degustazione di arepas.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Domenica 3 ottobre Ore 11,30 / Street Couscous: quando la semola scende in strada</strong> - Benché il cous cous rappresenti il piatto delle feste nei paesi del Maghreb, da qualche tempo viene servito sempre più comunemente anche per strada, specie in piazza djema el Fna a Marrakech. Scopriamone la ricetta in questa singolare Officina. Degustazione di cous cous.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Domenica 3 ottobre Ore 17,30 / Acarajè, il simbolo della tradizione afro-brasiliana di Bahia </strong>Acarajé è un piatto tipico della cucina afro-brasiliana, composto da un impasto di fagioli del tipo feijão-fradinho. Nonostante sia venduto nelle strade dello stato di Bahia, l&#8217;acarajé viene ancora considerato, dalle baiane adepte  del condomble, un cibo sacro agli dei. Per questo motivo, la sua ricetta può essere preparata solo dagli adepti della comunità: i filhos-de-santo. Degustazione di acarajé.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Le cucine di strada del Mediterraneo su Google Maps</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della nuova edizione del Festival Internazionale, verrà presentata la prima mappatura virtuale sui cibi di strada dei paesi del Mediterraneo consultabile su Google Maps, frutto di un lavoro di ricerca curato in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Master di I livello &#8211; Viaggi Mediterranei e con la supervisione del giornalista  Vittorio Castellani. Tutte le specialità, con foto, curiosità e ricette verranno presentate attraverso un apposito sito; i contenuti saranno consultabili gratuitamente</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle stesse giornate si terrà l’iniziativa, a cura del Comune di Cesena e l’associazione Aidoru, « Passaggi Culturali, Musica – arte – teatro », con un intenso programma di spettacoli, manifestazioni con l’apice ne La Notte della Cultura di sabato 2 ottobre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 2 ottobre, alle ore 11,30 si terrà il Convegno incontro,  « Cibo di Strada e prodotti locali –</strong> Qualità e tipicità, un binomio da difendere », interverranno Corrado Barberis, professore emerito di Sociologia, grande studioso delle trasformazioni delle campagne italiane e presedente dell’Istituto nazionale di sociologia rurale, e Silvio Barbero, vicepresidente Slow Food Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Per chi giungerà a Cesena ci sarà la possibilità di conoscere la Città Malatestiana e il suo territorio attraverso visite guidate e tour messi a punto dallo Iat. Per informazioni: Iat tel. 0547.356327</strong></p>
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		<title>Le Marche, un paradiso per i pensionati Usa</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 11:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[John Williams, un chiropratico 62enne della Pennsylvania, si è trasferito in un casolare con un ettaro e mezzo di uliveto centenario alla periferia di Senigallia, a due passi dal mare, dove produce olio e conserve di frutta insieme alla moglie e ai due figli teenager. &#8220;Sono arrivato nelle Marche in vacanza e ho deciso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">John Williams, un chiropratico 62enne della Pennsylvania, si è trasferito in un casolare con un ettaro e mezzo di uliveto centenario alla periferia di Senigallia, a due passi dal mare, dove produce olio e conserve di frutta insieme alla moglie e ai due figli teenager. &#8220;Sono arrivato nelle Marche in vacanza e ho deciso di restarci&#8221; — racconta il medico — &#8220;oggi non vivrei in nessun altro posto della terra&#8221;. A tenergli compagnia potrebbe essere presto un esercito di connazionali, dopo che l&#8217;influente bibbia dei pensionati americani AARP (35,6 milioni di abbonati) ha scelto la regione italiana tra i &#8220;cinque paradisi terrestri&#8221; dove andare a vivere dopo la pensione, insieme a Puerto Vallarta (Messico), regione Linguadoca-Rossiglione (Francia), Boquete (Panama) e Cascais (Portogallo). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il motivo: &#8220;Le Marche hanno tutto: splendide spiagge, vigneti ridenti, arte e architettura a non finire, alcuni dei migliori piatti di pesce della cucina italiana e persino montagne nevose dove praticare sport invernali&#8221;. Se tutto ciò non bastasse, spiega il giornalista di AARP Barry Golson, autore di <strong>Retirement without Borders e Gringos in Paradise</strong>, &#8220;Le Marche hanno un ottimo clima, un buon sistema sanitario pubblico, festival operistici all&#8217;aperto e prezzi abbordabili&#8221;. Per milioni di baby-boomer italofili che hanno visto i propri risparmi evaporare con la crisi di Wall Street, sono l&#8217;alternativa intelligente alla costosissima Toscana, &#8220;ormai proibitiva tutto l&#8217;anno&#8221;, punta il dito AARP, e all&#8217;Umbria, &#8220;analogamente carissima&#8221;. Sembra quasi uno spot per una nuova Florida. Un&#8217;ironica coincidenza dopo le roventi polemiche scoppiate in Italia all&#8217;inizio dell&#8217;anno per il costosissimo commercial di Dustin Hoffman testimonial della Regione Marche che legge l<strong>&#8216;Infinit</strong>o di Giacomo Leopardi, sbagliando metrica e parole e distorcendolo al punto da indurre persino Mina a uscire dal suo leggendario esilio per denunciarlo. Visto dall&#8217;America, anche quel flop ha finito per aiutare l&#8217;immagine di una regione &#8220;sufficientemente trendy — scrive AARP — da acchiappare Hoffman come testimonial&#8221;. La star di <strong>Un uomo da marciapiede</strong> e <strong>Rain Man</strong> non è certo l&#8217;unico a dichiararsi &#8220;innamorato di quella terra senza pari&#8221;. Il primo a «scoprirla» è stato lo scrittore John Moretti che nel suo libro del 2004 <strong>Living Abroad in Italy</strong> dedicò un intero capitolo alle Marche, con consigli pratici su come aprirvi un agriturismo e una lista di agenti immobiliari. Un anno più tardi il New York Times ha pubblicato un lungo servizio intitolato <strong>Is Le Marche the Next Tuscany</strong>?, rimasto per giorni in cima alla classifica dei pezzi più letti del suo sito web. E a cavalcare la nuova passione degli americani è anche la superchef di origine italiana Lidia Bastianich, che alla cucina marchigiana ha dedicato numerose puntate del suo popolarissimo show <strong>Lidia&#8217;s Italy</strong>. Per il chiropratico Williams è soprattutto una questione di numeri: &#8220;Se si esclude il costo della casa, bastano 20 mila dollari all&#8217;anno per viverci, anche se con un reddito più alto si vive meglio&#8221;. Sembra quasi impossibile: 40 dollari per cenare in due, affitti da 600 dollari e case in vendita per 150 mila dollari. Il problema, semmai, è sbrigarsi. Prima che le Marche diventino &#8220;la nuova Umbria&#8221;.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="/quotidiano/archivio/alessandra_farkas.shtml"><span style="color: #000000;">Letto per voi, da Corriere.it</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Alessandra Farkas</span><span style="color: #000000;"><br />
19 agosto 2010</span></p>
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		<title>La Rassegna Stampa: Gheddafi, con lui affari a qualunque prezzo?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture Il Corriere della Sera: &#8220;Gheddaf a Roma provoca l&#8217;Europa. Show anche sulle denunce e il colonialismo. Scontro politico. Il Cavaliere: sbaglia chi critica l&#8217;amicizia con Tripoli&#8221;. &#8220;Alla Libia cinque miliardi l&#8217;anno o sarete invasi dagli immigrati e diventerete Africa&#8221;. L&#8217;editoriale è firmato da Franco Venturini: &#8220;Oltre il limite&#8221;, dove ci si riferisce appunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p><strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Gheddaf a Roma provoca l&#8217;Europa. Show anche sulle denunce e il colonialismo. Scontro politico. Il Cavaliere: sbaglia chi critica l&#8217;amicizia con Tripoli&#8221;. &#8220;Alla Libia cinque miliardi l&#8217;anno o sarete invasi dagli immigrati e diventerete Africa&#8221;. L&#8217;editoriale è firmato da Franco Venturini: &#8220;Oltre il limite&#8221;, dove ci si riferisce appunto alle dichiarazioni del leader libico. A centro pagina: &#8220;Berlusconi vuole fare un intervento in tv sui &#8216;processi ingiusti&#8217;. L&#8217;ipotesi di rivedere le norme sulla prescrizione&#8221;. A fondo pagina la notizia di una contestazione subita da Marcello Dell&#8217;Utri, a Como a presentare i suoi Diari di Mussolini. Ne scrive Pierluigi Battista.</p>
<p><strong>La Stampa</strong>: &#8220;Gheddafi minaccia l&#8217;Europa. &#8216;Può diventare come l&#8217;Africa&#8217;. &#8216;Per fermare l&#8217;immigrazione datemi cinque miliardi l&#8217;anno&#8217;. L&#8217;imbarazzo di Berlusconi. Finiani e Pd attaccano: smettiamola con questa pagliacciata&#8221;. Richiami in prima pagina per una intervista al ministro Giorgia Meloni (&#8220;Che fastidio per quell&#8217;appello alle ragazze&#8221;) e per una lettera di due parlamentari cattolici del Pdl (Maurizio Lupi e Mauro Mauro).</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Gheddafi show, è scontro. Finiani e Lega attaccano la visita del leader di Tripoli. Berlusconi: dobbiamo rallegrarci della sua amicizia&#8221;. &#8220;Il Colonnello: cinque miliardi alla Libia o l&#8217;Europa sarà nera&#8221;. In prima pagina due commenti: Gad Lerner (&#8220;Le velina islamica&#8221;) e il racconto di Sara Grattoggi (&#8220;Io, hostess con il Corano&#8221;). A centro pagina: &#8220;Bracci di ferro sul processo breve. Legge elettorale, il Pd si divide&#8221;. Massimo Giannini, con una ampia analisi, si occupa della mancanza di un ministro per lo sviluppo economico da quattro mesi: &#8220;Il ministro che manca da 119 giorni&#8221;.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: &#8220;Tokyo non ferma lo yen. Le misure monetarie espansive non convincono i mercati e la valuta risale verso il record da 15 anni&#8221;. &#8220;Bene l&#8217;asta dei Btp: collocati 10 miliardi, tassi decennali in calo&#8221;. In prima pagina anche un richiamo per la visita di Gheddafi (&#8220;Con le aziende italiane altre commesse nella Difesa&#8221;), e per le questioni sindacali, con una intervista al Presidente di Federmeccanica (&#8220;Ceccardi: non solo auto, deroghe a contratto per tutta la meccanica&#8221;).</p>
<p><strong>Il Foglio</strong>: &#8220;Così i colossi industriali festeggiano l&#8217;amicizia tra il Cav e Gheddafi. Bel suo d&#8217;affari. Le commesse di Finmeccanica, i piani Eni e Fincantieri, l&#8217;autostrada per Impregilo e le mire di Astaldi&#8221;. In prima pagina anche articoli su Gheddafi, con la cronaca dal titolo &#8220;L&#8217;Islam scollacciato&#8221;, e sul dibattito nel Pd: &#8220;Perché D&#8217;Alema sogna Casini alla guida del centrosinistra&#8221;.</p>
<p><strong>Il Riformista</strong>: &#8220;Radici cristiane. Tra Berlusconi e Gheddafi va in scena &#8216;Amici miei atto II&#8221;. &#8220;Nuovo show del colonnello. &#8216;Care ragazze, trovatevi un marito libico, nell&#8217;Islam le donne sono più rispettate. Il premier alla celebrazione comune. Imbarazzo nel governo. I finiani: &#8216;Una Disneyland&#8221;. Sui finiani il quotidiano si sofferma a centro pagina, in vista del discorso di Fini a Mirabello: &#8220;Fini spariglierà sulla legge elettorale. A Mirabello linea dura anche su processo breve e conflitto di interessi&#8221;. In evidenza sul quotidiano di Polito, ma anche su tutti gli altri giornali, il debutto del tg di Mentana a La7: &#8220;Mentana, il telegiornale c&#8217;est moi&#8221;.</p>
<p><strong>Il Giornale:</strong> &#8220;Anche L&#8217;Unità caccia il compagno Fini. L&#8217;estate nera di Gianfranco. La scoperta dell&#8217;organo del Pd: &#8216;Non può più fare il Presidente della Camera&#8217;. Ogni tanto i quotidiani progressisti si accorgono che l&#8217;ex leader di An è nei guai fino al collo. Poi si pensono. Ma ora i nodi stanno per venire al pettine&#8221;. In prima anche un richiamo per Gheddafi, con foto: &#8220;Gheddafi? Per la sinistra era un fratello&#8221;, dove si ricorda che l&#8217;opposizione oggi processa Berlusconi, ma erano amici del leader libico anche D&#8217;Alema e Prodi.</p>
<p><strong>(fonte. RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)</strong></p>
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		<title>La rassegna Stampa: è il momento di pensare alla riforma elettorale, un appello per l&#8217;uninominale maggioritario</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 12:32:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le aperture La Repubblica: &#8220;Processo breve, scontro Pdl-finiani&#8221;. &#8220;Dura replica a Bocchino: &#8216;Sulla giustizia nessun passo indietro, vogliamo un sì o sarà rottura&#8217;. Bersani: il nord non è dei leghisti&#8221;. &#8220;D&#8217;Alema: nuova legge elettorale per mandare a casa Berlusconi&#8221;. In prima pagina anche una foto di Gheddafi: &#8220;Show di Gheddafi, imbarazzo nel governo. &#8216;L&#8217;Europa deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: &#8220;Processo breve, scontro Pdl-finiani&#8221;. &#8220;Dura replica a Bocchino: &#8216;Sulla giustizia nessun passo indietro, vogliamo un sì o sarà rottura&#8217;. Bersani: il nord non è dei leghisti&#8221;. &#8220;D&#8217;Alema: nuova legge elettorale per mandare a casa Berlusconi&#8221;. In prima pagina anche una foto di Gheddafi: &#8220;Show di Gheddafi, imbarazzo nel governo. &#8216;L&#8217;Europa deve convertirsi all&#8217;Islam&#8217;. Incontro con 500 hostess. La Lega: parole pericolosee&#8221;. L&#8217;analisi è affidata a Francesco Merlo: &#8220;un circo che ci umilia&#8221;. Da segnalare nelle pagine interne una intervista all&#8217;orientalista Oliver Roy, che spiega come l&#8217;attendibilità teologica del leader libico sia piuttosto bassa: &#8220;E&#8217; il solito teatro del colonnello. Il suo è un islam da caricatura&#8221;.<br />
<strong>Il Corriere della Sera</strong>: &#8220;Gheddafi: l&#8217;Europa sia islamica. Visita a Roma e appello alla conversione. Il Pdl: donne umiliate. Critiche anche dalla Lega. Show del colonnello con 500 hostess. Protesta l&#8217;opposizione&#8221;. A centro pagina le parole di ieri del Presidente della Cei Bagnasco: &#8220;Sulla Fiat ascoltate Napolitano&#8221;. &#8220;Il richiamo di Bagnasco: dialogo e soluzione equa&#8221;.<br />
<strong>L&#8217;Unità,</strong> con foto di Gheddafi: &#8220;Quello che non dice&#8230;&#8221;. &#8220;I dossier scomodi: i diritti umani calpestati, la mancata firma della Convenzione di Ginevra, la vicenda degli eritrei&#8221;. Nelle pagine interne una intervista a Laura Boldrini, dell&#8217;Alto commissariato Onu sui rifugiati&#8221;. In evidenza sul quotidiano del Pd anche le adesioni all&#8217;appello &#8220;voglio decidere&#8221;, che promuove le primarie. &#8220;Le adesioni sono già 6000&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: &#8220;L&#8217;Europa scelga l&#8217;Islam. Il leader libico a Roma: &#8216;Primo passo la Turchia nella Ue&#8217;. La Lega: è solo un mercante di tappeti&#8217;&#8221;. &#8220;Gheddafi incontra 500 hostess, 3 si convertono: oggi vedrà Berlusconi&#8221;. E poi: &#8220;Bagnasco: i politici siano cristiani nei fatti. Melfi, ascoltare Napolitano&#8221;.<br />
In evidenza la notizia del &#8220;risveglio&#8221; di un vulcano a Sumatra, che non si manifestava da 400 anni. Di spalla la politica interna: &#8220;Finiani, ecco le condizioni per la tregua. Divisioni Pdl, settimana decisiva&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: &#8220;Fini e gli aiutini agli amici. Dopo il cognato, la cricca&#8221;. &#8220;Si scopre che la sua segretaria riceveva alla Camera l&#8217;imprenditore che rideva durante il terremoto e si adoperava per sbloccargli i pagamenti. Ma l&#8217;ex leader di An tace: così come fa sui Tulliani in Rai e sulla casa di Montecarlo&#8221;. L&#8217;editoriale, firmato da Vittorio Feltri, si sofferma a lungo su questi temi. Di spalla si legge anche: &#8220;Riparte la caccia dei pm al Cavaliere&#8221;. In evidenza anche una foto di Gheddafi (&#8220;Amazzoni e tendoni per il colonnello&#8221;) e una intervista a Daniela Santanchè: &#8220;Una legge anti burqa nel nome di Sakineh&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riforme</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Massimo D&#8217;Alema, a colloquio con Massimo Giannini su <strong>La Repubblica</strong>, si occupa della crisi della maggioranza, e spiega che &#8220;quello della legge elettorale e&#8217; il nodo di fondo, non possiamo rischiare di tornare al voto con questo sistema&#8221;. La preferenza dell&#8217;ex ministro degli esteri è per il sistema tredesco, &#8220;non riesco a immaginare uno schema migliore per un Paese come il nostro&#8221;.<br />
Di riforma elettorale scrive anche, sul <strong>Corriere della Sera</strong>, Angelo Panebianco, tra i firmatari di un appello per l&#8217;uninominale maggioritario pubblicato dallo stesso quotidiano sabato scorso. Da segnalare anche un commento di Ilvo Diamanti su <strong>La Repubblica</strong>, in cui si sottolinea l&#8217;importanza delle leggi elettorali e si esprime l&#8217;auspicio di un maggiore coinvolgimento dei cittadini su questi argomenti, come fu alla fine degli anni 80.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pietro Citati su <strong>La Repubblica</strong> si sofferma su Turgenev, l&#8217;autore di Padri e Figli (&#8220;La magica arte di raccontare a bassa voce&#8221;).<br />
Sulle pagine culturali de<strong> Il Corriere della Sera</strong> un articolo di Susanna Tamaro si sofferma sulla famiglia: &#8220;Padri e figli, il grande abbandono. Addio a famiglia, scuola, Chiesa, tradizione: i ragazzi sono soli&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini</strong></p>
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