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	<title>Grey Panthers</title>
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		<title>La rassegna stampa: in piazza, di tutti i colori</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 16:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture
“Arruolano anche in fantasmi”, titola Il Giornale: “Domani la sinistra va in piazza e torna indietro di tre anni: ci sono persino Ferrero e Diliberto..”. E poi: “Berlusconi attacca opposizione e giudici: &#8216;Un disegno contro di noi&#8217;”. A centro pagina la notizia di una sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito che gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p>“Arruolano anche in fantasmi”, titola <strong>Il Giornale</strong>: “Domani la sinistra va in piazza e torna indietro di tre anni: ci sono persino Ferrero e Diliberto..”. E poi: “Berlusconi attacca opposizione e giudici: &#8216;Un disegno contro di noi&#8217;”. A centro pagina la notizia di una sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito che gli immigrati irregolari che abbiano figli che studiano in Italia non hanno per questo il diritto di rimanere nel nostro Paese: “E ora diranno &#8216;Cassazione razzista?”. Su questa notizia il <strong>Corriere della Sera</strong> intervista Roberto Calderoli (“Stop a chi sfrutta i minori per aggirare la legge”). e il cardinal Domenico Mogavero (“I giudici riconducono tutto a una questione di polizia”).</p>
<p>Sul <strong>Corriere</strong> si evidenzia anche i richamo fatto ieri dall&#8217;ambasciatore degli Usa Thorne, che ha sottolineato come gli stranieri devono essere accolti perché “solo così ; aiutano la crescita”. “Invece di essere considerati come un problema, gli immigrati iniziano a partecipare e a contribuire alla crescita del Pese”, se la società li accoglie, ha detto.</p>
<p>“Ci riprovano con l&#8217;ammucchiata” è il titolo di <strong>Libero</strong>, che, con caricature, sottolinea le partecipazioni dei leader del centrosinistra alla manifestazione di domani. “Pd, Idc, comunisti, radicali, verdi, viola: domani in piazza torna l&#8217;Unione. Con una sola idea (fissa): abbasso Berlusconi”. A centro pagina le notizie non incoraggianti che vengono dai sondaggi: “Sondaggi giù per il premier e su per Bossi”.</p>
<p>Il <strong>Riformista</strong> sottolinea “Il sorpassiono”, perché “il centrosinistra è per la prima volta in vantaggio nel Lazio”, dove la coalizione avrebbe il 50 per cento dei voti contro il 49,5 del centrodestra.</p>
<p>Il <strong>Corriere della Sera</strong>: “Ultimo sondaggio, 4 Regioni in bilico. Tre governatori &#8217;sicuri&#8217; per il centrodestra e 6 per il centrosinistra. Incertezza in Piemonte, Liguria, Lazio e Campania. Il 17 per cento ha cambiato idea dopo il caos delle liste. Aumenta l&#8217;astensione”. L&#8217;editoriale di Pierluigi Battista è dedicato all&#8217;impegno del premier nelle ultime due settimane di campagna elettorale: “Il Cavaliere solitario” già nel 2006 “sfiorò una vittoria che sembrava impossibile”. Ma stavolta, pur essendo di nuovo “uno contro tutti”, il Cavaliere si trova ad aver “dilapidato in pochi mesi una condizione che sembrava inattaccabile”.</p>
<p><strong>La Repubblica</strong>: “Berlusconi evoca il complotto. &#8216;Un disegno contro di noi&#8217;. Bersani: disco rotto. Bondi: clima da attentato”. “Ancora accuse ai magistrati: vogliono dettare i tempi della campagna elettorale. L&#8217;Agcom critica i Tg: informazione squilibrata”. A centro pagina la notizia sulla sentenza della Cassazione, con commento di Gad Lerner (“Family day, non per tutti”). Da segnalare anche un commento dell&#8217;economista Luigi Spaventa dedicato alla proposta di costruire un Fondo Monetario Europeo.</p>
<p><strong>La Stampa</strong> si occupa del richiamo di ieri della Banca Centrale Europea: “La Bce: subito tagli alle spese”. E poi: “Il premier: la ripresa è lenta ma c&#8217;è.Il governo rilancia la Banca del Sud: “Non sarà un carrozzone pubblico”. Sulla manifestazione di domani un articolo di Riccardo Barenghi: “L&#8217;Unione fa la forza”. A centro pagina l&#8217;inchiesta sul riciclaggio e sui legami tra la telefonia e la &#8216;ndrangheta: “Di Girolamo accusa e ammette: &#8216;Mi hanno pagato 1,7 milioni. I vertici di Sparkle e Fastweb sapevano”.</p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: “Scontro Ue-Usa su hedge e derivati. Dura reazione di Bruxelles alle accuse del segretario al Tesoro Usa Geithner di voler discriminare i grandi fondi speculativi statunitensi”. E poi: “Merkel, Sarkozy, Junker e Papandreu propongono nuovi limiti per i Cds”, cioé di abolire i credit default swap puramente speculativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare sulla prima pagina de <strong>Il Messaggero</strong> l&#8217;ormai consueto intervento di Romano Prodi, che continua ad occuparsi di economia mondiale e di Cina. L&#8217;ex premier evidenzia l&#8217;esperienza di un consorzio di piccole imprese umbre impegnate nel settore delle eergie rinnovabili e attive in Cina: “Una piccola storia, una grande lezione”.</p>
<p>(<strong>fonte</strong>: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini)</p>
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		<title>I segreti di un orto davvero &#8220;verde&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nell'orto]]></category>
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		<description><![CDATA[D’accordo, queste annotazioni non vi trasformeranno in un giardiniere professionista, ma certamente riusciranno a sorprendervi! Ecco la nostra lista di suggerimenti e consigli per i giardinieri “verdi” davvero, cioè che vogliono coltivare frutta e verdura in modo ecologico (fonte:   The Greening of Rensselaer Initiative- Taking steps toward sustainability)

Pomodori e basilico sono buoni amici. Piantateli vicini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D’accordo, queste annotazioni non vi trasformeranno in un giardiniere professionista, ma certamente riusciranno a sorprendervi! Ecco la nostra lista di suggerimenti e consigli per i giardinieri “verdi” davvero, cioè che vogliono coltivare frutta e verdura in modo ecologico (fonte:   <a href="http://www.rpi.edu/dept/ess/greening/index.html" target="_self">The Greening of Rensselaer Initiative</a>- Taking steps toward sustainability)</p>
<ul>
<li>Pomodori e basilico sono buoni amici. Piantateli vicini e ci staranno bene</li>
<li>I Pomodori tendono a crescere in modo compatto e robusto fin da quando sono piccole piante, ma quando diventano più grandi, diventano piuttosto mostruosi e ingombranti. Molto meglio, quindi, prevenire i danni e risparmiando tempo, se ne guiderete la crescita da subito, regolandoli entro recinti individuali o piccole gabbie</li>
<li>Margherite e nasturzi tengono lontano dalle piante alcuni tipi di parassiti. Sistematene una bella bordura dove pensate che le piante siano più facilmente attaccabili</li>
<li>I  Nasturzi sono commestibili. Mettete alcuni petali nell’insalata per renderla più colorata!</li>
<li>Piantate una varietà di lattughe, per avere insalate migliori. Alcune varietà più amare hanno bisogno di essere abbinate a insalate più dolci per esserne giusto complemento</li>
<li>Lasciar crescere l&#8217;erba tra gli appezzamenti e le colture aiuta a mantenere l&#8217;umidità del suolo.</li>
<li>Un altro modo per tenere l&#8217;umidità nel terreno– ed evitare le erbacce &#8211; è quello di mettere del fieno fra le piante sia quando sono piccole, sia quando sono abbastanza grandi. Assicurarsi che il fieno libero da sementi ed erbe, per evitare di essere infestati. Un consiglio: ottenere il fieno solo quando si è pronti per usarlo. Non lasciarlo all’aperto, scoperto sotto la pioggia o esposto al calore perché ammuffisce facilmente  </li>
<li>Seminate pomodori, peperoni, broccoli all’interno della serra di cui disponete. Mantenete invece i vostri piselli, i fagioli e la lattuga fuori dalla serra. Si possono piantare molto presto all’esterno, nella stagione.</li>
<li>Ruotare le colture, in modo che non prendano ogni anno, le stesse sostanze presenti nel suolo. Ricordate, tutto comincia con un buon terreno.</li>
</ul>
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		<title>Pasqua e sci a Pitztal, nei ghiacciai d&#8217;Austria</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Pitztal la neve non finisce mai! Sci al top a Pasqua e fino al 16 maggio. Ammirando 50 cime sopra i 3000 metri e i 46 ghiacciai dello Gletscherpark!
Il sole è quasi caraibico, la neve è quella farinosa, naturale, di qualità invernale. Succede a  Pitztal, la stazione sciistica più alta d’Austria e di tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/montagna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2325" title="montagna" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/montagna.jpg" alt="" width="640" height="428" /></a>A Pitztal la neve non finisce mai! Sci al top a Pasqua e fino al 16 maggio. Ammirando 50 cime sopra i 3000 metri e i 46 ghiacciai dello Gletscherpark!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il sole è quasi caraibico, la neve è quella farinosa, naturale, di qualità invernale. Succede a  Pitztal, la stazione sciistica più alta d’Austria e di tutte le Alpi centro orientali (terza in Europa), dove la grande stagione dello sci prosegue durante le vacanze di Pasqua e fino al 16 maggio 2010.   Sul ghiacciaio tirolese si accede con un trenino sotterraneo che porta a 2800 metri. Qui, tra i 3440 m e i 2800 m di quota, si snodano vari impianti ad alta portata per quasi 30 km di  ‘autostrade bianche’ senza ressa (6 km facili, 19 km medi, 5 km difficili).</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo al cospetto di un grandioso ‘show’ di alta montagna con 50 vette sopra i 3000 metri e 46 ghiacciai per un totale di 35 kmq: un ambiente prezioso tutelato dal ‘Gletscherpark’, il Parco tirolese dei ghiacciai, che comprende la parte alta delle vallate di Pitztal e della parallela Kaunertal (da non perdere, per un primo approfondimento, il <a href="http://www.natur.tirol.at/xxl/_lang/en/_season/at1/_area/naturparks/_subArea/981938/index.html" target="_self">Centro Visite Naturparkhaus Kaunergrat</a>, vero gioiello architettonico).</p>
<p style="text-align: justify;">Il ghiacciaio di Pitztal è anche un paradiso del free ride, con diversi percorsi serviti da impianti, liberi da pericoli di crepacci e valanghe (mentre altri richiedono più attenzione). Una vera esperienza è la discesa a valle da Pitztal a Mittelberg (alla base degli impianti) lungo il vallone del Taschachferner. Entusiasmanti anche le possibilità di sci alpinismo, con il classico itinerario del Wildspitze (3774 m, cima più alta del Tirolo).  </p>
<p style="text-align: justify;">Si soggiorna in alberghi perfetti, anche per famiglie e gruppi, a prezzi anticrisi, in paesini ‘presepe’. Insomma: un’area sciistica inedita per il pubblico italiano ma di enormi potenzialità,  a 1 ora e quarto dal Brennero. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Convenienza e qualità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni alberghi di Pitztal si parla italiano! Fino al 16 maggio 2010 si può approfittare delle ‘<strong>Settimane Top Ski’</strong>: 7 giorni  in 3 stelle mezza pensione compreso skipass 6 giorni ghiacciaio Pitztal più zona sciistica Rifflsee, più navetta gratuita, da 595 euro a persona. Oppure ‘Pacchetti  Primavera’ in hotel 4 stelle 3 giorni in mezza pensione, più 3 giorni di skipass Pitztal, da 288 euro a persona. I bambini fino ai 5 anni gratis in camera coi genitori, dai 5 ai 10 pagano la metà e dai 10 ai 15 hanno lo sconto del 20%.Ottima soluzione per nonni sportivi che portano i nipoti sugli sci!</p>
<p style="text-align: justify;">Skipass giornaliero da 36,50 &#8211; 38 euro; 6 giorni 166-181 euro, BAMBINI SOTTO I DIECI ANNI E ACCOMPAGNATI DA UN GENITORE CON DOCUMENTO D’IDENTITA’ SEMPRE GRATIS, 10-15 ANNI sconto circa 30%. Disponibili anche pomeridiani, e mezze giornate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Saperne di più</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella valle di Pitztal i comprensori sciistici sono altri 2 oltre al fiore all’occhiello del ghiacciaio. Sul versante destro di questa laterale della valle dell’Inn, s’incontra prima Hochzeiger, 52 km di piste e ben  1000 m di dislivello continuo tra 1450 e 2450 m, con pista di slittino illuminata di 6 km; in testata della valle, collegate al ghiacciaio c’è poi Rifflsee, 20 km di piste tra  1640 e 2880 m, Per il fondo ci sono invece 70 km di tracciati, tra cui uno di 3 km in altitudine a 2800 m e un altro a 2200 m al Rifflsee.</p>
<p style="text-align: justify;">Pitztal è una delle valli più tradizionali, autentiche e incontaminate del Tirolo – il che non vuol dire ‘chiuse’, poiché qui l’ hi tech degli impianti e il livello degli alberghi e dei servizi sono di prim’ordine. Nel tratto inferiore (paesi di Arzl, Wenns, Jerzens tra 800 e 1100 m) si pratica un’agricoltura sostenibile di montagna in uno scenario da idillio, nella parte alta (Innerpitztal, con centri principali St. Leonhard a 1370 m e Plangeross) è il regno della natura potente e selvaggia, al cospetto di 50 vette sopra i 3000 metri e 46 ghiacciai. In questo contesto di montagna pura il turismo si integra con saggezza, con un equilibrato numero di posti letto e un’area sciistica sviluppata quanto basta, varia ma ‘concentrata’  (quindi con limitato impatto ambientale e visivo), molto ‘tecnica’ e ricca di tracciati…</p>
<p style="text-align: justify;">INFORMAZIONI:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.pitztaler-gletscher.at/; d.benedetti@tirolgletscher.com" target="_self">Pitztaler Gletscherbahn–Rifflseebahn</a>,  cell. 0043-664/8161788 (in italiano), 0043(0)5413/86288-165,</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="www.pitztal.com; www.hochzeiger.com" target="_self">ufficio del turismo  </a></p>
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		<title>La rassegna stampa: il tallone d&#8217;Achille dell&#8217;Europa è la mancanza di cooperazione</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aperture
“Il legittimo impedimento è legge”, titola in prima pagina il Corriere della Sera. “Si&#8217; alle norme, protesta l&#8217;opposizione. Il Csm: il premier denigra i magistrati”. E poi: “Sulla lista del Pdl a Roma duello Berlusconi-Bersani”. A centro pagina le notizie metereologiche (“Notte al gelo sull&#8217;autostrada per L&#8217;Aquila. Automobilisti intrappolati. Emergenza neve e frane dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Il legittimo impedimento è legge”, titola in prima pagina il <strong>Corriere della Sera</strong>. “Si&#8217; alle norme, protesta l&#8217;opposizione. Il Csm: il premier denigra i magistrati”. E poi: “Sulla lista del Pdl a Roma duello Berlusconi-Bersani”. A centro pagina le notizie metereologiche (“Notte al gelo sull&#8217;autostrada per L&#8217;Aquila. Automobilisti intrappolati. Emergenza neve e frane dal Nord al Sud”) mentre a fondo pagina si parla dei casi di abusi nella Chiesa: “Svolta dopo il caso di Ratisbona. L&#8217;arcivescovo di Vienna: ripensare il celibato. La Chiesa tedesca indaga sugli abusi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong>: “Liste, Berlusconi accusa giudici e partito radicale. &#8216;Non ci hanno permesso di presentarle&#8217;. La Replica: fantasie. Bersani ferma i ricorsi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: “Liste, Berlusconi accusa i giudici. Il Cavaliere litiga in conferenza stampa: niente rinvio del voto. Bersani: da lui ricostruzioni fantasiose. A sinistra dubbi sulla manifestazione”. E poi: “Varato il legittimo impedimento. Il Csm: il premier denigra le toghe”. A centro pagina la notizia dello “stop alla cassa integrazione lunga”, ieri preannunciata dai gionali. L&#8217;allungamento di sei mesi della Cassa integrazione ordinaria (da 12 a 18 mesi) non si farà per lo stop della Ragioneria generale dello Stato, che ha spiegato che mancano gli 850 milioni di Euro necessari a garantirla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore:</strong> “Produzione ok, male il Pil”. Si parla della “ripresa a due facce”, con una crescita della produzione (+2,6%) e di un calo del prodotto interno. Sulla Cassa integrazione si dà la parola al Ministro Sacconi, che dice: “Mancano i fondi per assicurare la copertura finanziaria”. In prima pagina anche la campagna elettorale: “Berlusconi: sulle liste nuovo ricorso. Nel Lazio Pdl sotto”. Il confronto Polverini-Bonino vede prevalere la candidata del centrosinistra, sia nel caso di presenza di una lista Pdl che nel caso in cui la lista Pdl non ci sia, spiega un sondaggio Ipsos.</p>
<p style="text-align: justify;"> Secondo <strong>Il Riformista</strong> “E&#8217; tornato il Caimano. Berlusconi assolve il Pdl del Lazio: &#8216;Colpa dei giudici e dei Radicali. &#8216;In piazza, vinceremo lo stesso&#8217;. Turbolenta conferenza stampa. La Russa caccia un contestatore. Manifestazione il 21, ma Fini non ci sarà. Approvato con la fiducia il legittimo impedimento”. Di spalla un sondaggio secondo cui tra Caldoro e De Luca in Campania vincerebbe il candidato del centrodestra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero:</strong> “Silvio spara ai ladri di voti. Berlusconi lancia lo sprint elettorale e ci mette faccia e anima: vi racconto io com&#8217;è andata. &#8216;Non abbiamo colpe, siamo stati sabotati. Sono i soliti comunisti: volevano correre da soli”. Una caricatura in prima mostra il premier con la didascalia “la resistenza del premier partigiano”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Foglio</strong>: “Un Cav tosto apre la campagna elettorale e fa tirare il fiato al Pdl. Basta coi tribunali. Confermata la piazza per il 20 marzo. Berlusconi girerà il Lazio e oggi proporrà un patto ai dirigenti locali”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong> dedica al premier un piccolo titolo (“Berlusconi all&#8217;attacco)” e il titolo più grande alla inchiesta sul G8: “350 escort in appalto. Sbalorditivo il numero di squillo usate come tangenti sessuali. In media venivano pagate 500-700 euro, ma qualcuna arrivava a 5mila. Nelle intercettazioni i commenti dei &#8216;beneficati&#8217;”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Politica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Corr<strong>iere della Sera</strong> dedica una pagina alla “babele di ricorsi” che “dal Piemonte alla Calabria vedono impegnati 13 giudici a decidere. Oltre al Pdl a Roma c&#8217;è infatti il Piemonte, dove la Lega ha fatto ricorso contro le “liste truffa” collegate ad un candidato outsider, la Toscana, con un ricorso del candidato radicale alla presidenza, la Calabria e la Puglia, dove è in corso una guerra legale tra due liste che hanno lo stesso nome (Noi Sud, dei fuoriusciti dell&#8217;Mpa, e, con ugual nome, quella di Enzo Maiorana). Sul <strong>Sole 24 Ore</strong> si interpellano giuristi sul ricorso che il Consiglio di Stato esaminerà nella giornata di sabato dopo la bocciatura delle liste Pdl della provincia di Roma da parte del Tar. E nei titoli si sintetizza che per il Consiglio di Stato è difficile correggere il Tar perché “l&#8217;ordinanza è tecnicamente solida”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esteri, Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> intervista l&#8217;ex Presidente della Commissione Europea Jacques Delors, che dice: “Senza una politica economica l&#8217;Europa rischia il declino”. Delors ricorda di non aver mai chiesto un governo economico, “ma un coordinamento delle politiche economiche, quello sì”. Il vero tallone d&#8217;Achille dell&#8217;Europa è la mancanza di cooperazione”. Nel 1997, ricorda, ho proposto che si desse vita a un coordinamento delle politiche economiche che bilanciasse il potere della BCE. Sottolinea che il grande business internazionale, soprattutto quello di matrice anglosassone, non ha mai amato l&#8217;Euro: “Era scettico prima, ostile dopo”. I cittadini sono persi tra la dimensione locale e quella mondiale, “e per molti di loro la risposta identitaria è quella del localismo e del populismo. E i governi li assecondano e li inseguono. Nessuno più ha la capacità culturale di indicare l&#8217;Europa come un modello a cui rifarsi”. Bisogna, insomma, “ristabilire l&#8217;equilibrio tra l&#8217;unione economica e quella monetaria. Sullo stesso quotidiano i lettori troveranno anche un intervento dell&#8217;ex ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer dedicato a “la crisi greca e il futuro dell&#8217;Euro”: l&#8217;Ue non può permettere che Atene precipiti nella bancarotta nazionale né può limitarsi a consegnarlo al Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>Il Sole 24 Ore</strong> il presidente della Bce Trichet ha “aperto” al cantiere Fondo Monetario Europeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong> intervista il premier britannico Gordon Brown, che promette di non deludere chi crede in lui, che entra fiducioso nella volata finale della campagna elettorale: i sondaggi lo danno in rimonta sui conservatori per il 6 maggio prossimo. Chiede un governo globalizzato contro terrorismo e smog: un coordinamento globale a ogni livello, perché il mondo ha globalizzato l&#8217;economia e ora deve globalizzare anche la politica, e perché i problemi sono ormai internazionali e non nazionali. Occorre una supervisione globale, non solo dell&#8217;economia, ma per la proliferazione nucleare, il cambiamento climatico, il terrorismo e la sicurezza. Si rammarica di non esser stato capace di costruire un coordinamento economico mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong> si occupa invece del leader liberal democratico Nick Clegg, che sarà l&#8217;ago della bilancia per la nuova maggioranza: 43 anni, europeista, con antenati aristocratici, guida da due anni il terzo partito inglese. Si definisce liberale, apertissimo ai diritti delle minoranze a cominciare dai gay, che promettono di votare in massa per i lib-dem.</p>
<p style="text-align: justify;">Sullo stesso quotidiano anche una analisi sulla visita in Afghanistan del presidente iraniano Ahmadinejad, che ha incontrato il suo omologo Karzai e ha risposto alle accuse del segretario alla Difesa Usa Gates, appena ripartito dalla stessa Kabul. Ha accusato gli Usa di fare il doppio gioco: combattono i terroristi che hanno creato. Rafforzando i legami con i Paesi vicini, Teheran manda un segnale a Washington: se provate a isolarci, mobilitiamo la nostra rete di alleanze. E Karzai riceve da Teheran un sostegno economico, sia in forma diretta che in termini di petrolio, energia elettrica e redditizi appalti commerciali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> pubblica un articolo del professor Joseph Nye dedicato ai rapporti tra Cina e Stati Uniti in cui si ripercorre l&#8217;ultimo anno di relazioni tra Washington e Pechino, si ricorda che alcuni osservatori parlavano di G2 (“L&#8217;idea del G2 è sempre stata una sciocchezza”), ci si chiede cosa sia stato dei “promettenti segnali di collaborazione” tra i due Paesi. “La Cina sbaglia a sottovalutare gli Stati Uniti”, il titolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla prima pagina de <strong>Il Foglio</strong> si parla della morte dell&#8217;imam Tantawi, guida della Università Al Azhar in Egitto: la star dell&#8217;islam moderato (e la definizione è tra virgolette) viene descritto come persona ambigua che ha ingannato molti, ma non ha mai condannato né il terrorismo né la caccia agli ebrei. Ha dichiarato illegittimo il niqab e il burqa, “ma soltanto perché sono usi etnici, non della sharia”. Fu il presidente Mubarak a designarlo alla guida della più prestigiosa istituzione coranica sunnita, e da questo pulpito Tantawi ha continuato a servire il regime (limitando la pressione sempre più forte dei teologi della fratellanza musulmana dentro l&#8217;università) sempre all&#8217;insegna di una ortodossia totale, ma ammantata di una eccezionale abilità politica sulla scena internazionale. Ha intrattenuto rapporti più che cordiali con la Chiesa e in particolare con il cardinale Jean-Louis Tauran, avallando il dialogo interrereligioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Turchia si occupa <strong>Il Foglio</strong>: “Con la scusa dell&#8217;Europa, Ankara toglie potere ai militari”. E i gulenisti (la confraternita religiosa del pensatore Gulen) aspettano nell&#8217;ombra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> torna ad occuparsi delle reazioni internazionali alla decisione israeliana di estendere un rione ebraico di Gerusalemme est con 1600 nuove abitazioni. Il quotidiano parla dell&#8217;ira del vicepresidente Usa Biden su Israele: “Sta minando la fiducia”. Il quotidiano Maariv ieri scriveva: “Abbiamo perso Biden. L&#8217;uomo ritenuto a Washington il più vicino a Nethanyahu ha ricevuto il solito trattamento. Dopo il quale tornerà nella sua capitale furioso, umiliato, nervoso, assetato di vendetta”. E il reportage è da Gerusalemme est, ultima trincea araba, dove i coloni comperano case alterando la demografia. Richard Murphy, ex ambasciatore Usa a Damasco, intervistato dal quotidiano, parla di “schiaffo agli Usa” perché l&#8217;ultradestra vuole sabotare i negoziati.</p>
<p>(<strong>fonte</strong>: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini)</p>
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		<title>Nei prossimi cinque anni lotta alla disparità retributiva tra uomini e donne</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione europea intende ridurre significativamente la disparità retributiva tra uomini e donne
La Commissione europea prevede di utilizzare una serie di misure volte a ridurre notevolmente la disparità retributiva tra uomini e donne nei prossimi cinque anni. Il divario salariale medio nell&#8217;UE è attualmente del 18%. Per ridurre questo tasso la Commissione intende sensibilizzare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La Commissione europea intende ridurre significativamente la disparità retributiva tra uomini e donne</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione europea prevede di utilizzare una serie di misure volte a ridurre notevolmente la disparità retributiva tra uomini e donne nei prossimi cinque anni. Il divario salariale medio nell&#8217;UE è attualmente del 18%. Per ridurre questo tasso la Commissione intende sensibilizzare i datori di lavoro, incoraggiare iniziative a favore delle pari opportunità e sostenere lo sviluppo di strumenti per misurare il divario salariale tra uomini e donne. Non è neppure da escludere l&#8217;adozione di nuovi provvedimenti legislativi. La Commissione intende consultare le parti sociali europee e analizzare l&#8217;impatto di varie soluzioni, quali il rafforzamento delle sanzioni, l&#8217;introduzione della trasparenza salariale e di obblighi di comunicazione periodica sull&#8217;andamento della disparità retributiva. Dai risultati di un sondaggio di Eurobarometro pubblicati il 5 marzo scorso emerge che <strong>oltre l&#8217;80% degli europei è favorevole a un intervento urgente per colmare il divario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono molto preoccupata per il fatto che il divario salariale fra uomini e donne sia diminuito di poco negli ultimi 15 anni e in alcuni paesi sia addirittura in aumento&#8221; ha affermato la vice presidente Viviane Reding, Commissario per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. &#8220;In questi tempi di crisi, il divario salariale tra i sessi è un costo che l&#8217;Europa non può permettersi e occorre far ricorso a tutti gli strumenti a disposizione per colmarlo. Insieme agli Stati membri, la Commissione cercherà di ridurre significativamente il divario salariale tra uomini e donne nell&#8217;Unione europea entro la fine dell&#8217;attuale mandato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il divario salariale tra uomini e donne – la differenza media nel compenso orario lordo fra uomini e donne nell&#8217;intera economia – è attualmente pari al 18% nell&#8217;Unione europea, con differenze notevoli fra paesi e settori</strong>. Esso riflette le disuguaglianze attualmente esistenti sul mercato del lavoro e che, di fatto, colpiscono soprattutto le donne. Per ridurre il divario occorre intervenire a vari livelli, al fine di affrontarne le molteplici cause.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella seconda metà del 2010, la Commissione presenterà una nuova strategia dell&#8217;UE in materia di pari opportunità per il periodo 2010-2015. Una delle priorità principali sarà affrontare la disparità retributiva fra uomini e donne e la Commissione farà uso di tutti gli strumenti disponibili, sia legislativi che non, per ridurre tale divario.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione, insieme alle parti sociali europee, analizzerà in dettaglio l&#8217;impatto sociale ed economico di alcune soluzioni, come:</p>
<p style="text-align: justify;">-      riferire circa la disparità retributiva fra uomini e donne e <span style="text-decoration: underline;">assicurare la trasparenza salariale a livello di imprese e di singoli</span> o, collettivamente, mediante l&#8217;informazione e la consultazione con i lavoratori;</p>
<p style="text-align: justify;">-      <span style="text-decoration: underline;">consolidare l&#8217;obbligo di garantire classificazioni delle professioni e tabelle salariali neutre</span> da un punto di vista di genere;</p>
<p style="text-align: justify;">-     <span style="text-decoration: underline;"> migliorare le disposizioni relative alle sanzioni in caso di violazione del diritto di parità di retribuzione</span>, per garantire che siano dissuasive e proporzionate (prevedendo, ad esempio, sanzioni più elevate in caso di recidiva).</p>
<p style="text-align: justify;"> Inoltre la Commissione:</p>
<p style="text-align: justify;">-      <span style="text-decoration: underline;">sensibilizzerà i dipendenti, i datori di lavoro e l&#8217;opinione pubblica</span> sulle cause del divario salariale e le soluzioni potenziali;</p>
<p style="text-align: justify;">-     <span style="text-decoration: underline;"> incoraggerà iniziative a favore delle pari opportunità sul lavoro con marchi, attestati e premi relativi alle pari opportunità</span>. <span style="text-decoration: underline;">In Francia, per esempio, è stato introdotto nel 2004 il marchio di parità professionale (&#8220;Label égalité professionnelle&#8221;). Le società possono ottenerlo per un periodo di tre anni se seguono una procedura speciale e dimostrano il loro impegno a favore della parità dei sessi in vari campi fra cui l&#8217;organizzazione dell&#8217;orario di lavoro, l&#8217;evoluzione della carriera e la promozione interna di donne che occupano ruoli chiave;</span></p>
<p style="text-align: justify;">-      <span style="text-decoration: underline;">sosterrà lo sviluppo di strumenti volti a coadiuvare i datori di lavoro nell&#8217;analisi del divario salariale fra uomini e donne</span> esistente nelle loro imprese. Per esempio la Germania ha sviluppato un software che calcola il divario salariale. Tale strumento può aiutare i datori di lavoro a rendersi conto della situazione e ad adottare misure per affrontare la disparità retributiva fra uomini e donne;</p>
<p style="text-align: justify;">-      migliorare l&#8217;offerta e la qualità delle statistiche relative al divario salariale.</p>
<p style="text-align: justify;"> Affrontare le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro è anche un elemento chiave di Europa 2020, la strategia dell&#8217;Unione europea per l&#8217;economia e l&#8217;occupazione per il prossimo decennio <strong>Secondo uno studio realizzato durante la presidenza svedese nel 2009, l&#8217;eliminazione delle disparità di genere nell&#8217;occupazione negli Stati membri potrebbe condurre a un incremento potenziale del PIL compreso fra il 15% e il 45%.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, la Commissione sta svolgendo uno studio sulle iniziative a favore delle pari opportunità sul lavoro, i cui risultati saranno presentati il 5 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni generali</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dai risultati di un sondaggio di Eurobarometro emerge che gli europei ritengono che, per affrontare le disuguaglianze fra uomini e donne, colmare il divario salariale tra i sessi sia un&#8217;assoluta priorità, insieme alla lotta contro la violenza sulle donne. L&#8217;82% degli europei crede che sia urgente intervenire per eliminare la disparità retributiva fra uomini e donne. Il 62% degli intervistati ritiene altresì che le disuguaglianze di genere siano diffuse nel proprio paese. Il 66% ha inoltre affermato che la situazione è migliorata nell&#8217;ultimo decennio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla normativa dell&#8217;Unione europea e nazionale sulla parità di retribuzione, i casi di discriminazione diretta – differenze nel compenso fra uomini e donne che svolgono esattamente lo stesso lavoro &#8211; sono diminuiti. Ma la disparità retributiva va ben oltre questo: essa riflette le discriminazioni e le disuguaglianze attualmente esistenti sul mercato del lavoro e che, di fatto, colpiscono soprattutto le donne.</p>
<p><strong>Per effetto della disparità retributiva fra uomini e donne sul reddito percepito nell&#8217;arco della vita attiva, le donne avranno anche pensioni inferiori. Di conseguenza, le donne sono più colpite degli uomini dalla povertà persistente e estrema: il 22% delle donne di oltre 65 anni d’età rischia la povertà, contro il 16% degli uomini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le attività di sensibilizzazione sono fondamentali per informare i datori di lavoro, i dipendenti e le parti interessate sul perché esiste ancora un divario salariale tra uomini e donne e su come si può ridurre. La Commissione sta pertanto avviando la seconda fase di una campagna d&#8217;informazione a livello UE con azioni decentralizzate in tutti i 27 Stati membri. Un nuovo calcolatore online consentirà ai dipendenti e ai datori di lavoro di visualizzare il divario salariale tra uomini e donne.</p>
<p style="text-align: justify;"> (fo<strong>to Matteo Carassale</strong>)</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Lo strumento europeo di microfinanziamento, braccio operativo della Strategia Europa 2020</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un contesto di crisi economica e finanziaria, è particolarmente importante che le istituzioni europee intervengano per aiutare le imprese, specie sul difficile fronte dell&#8217;acceso al credito. La Commissione europea è in prima linea nel tentativo di promuovere strumenti concreti che consentano effettivamente alle piccole e medie imprese e alle microimprese di intraprendere quel processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In un contesto di crisi economica e finanziaria, è particolarmente importante che le istituzioni europee intervengano per aiutare le imprese, specie sul difficile fronte dell&#8217;acceso al credito. La Commissione europea è in prima linea nel tentativo di promuovere strumenti concreti che consentano effettivamente alle piccole e medie imprese e alle microimprese di intraprendere quel processo di innovazione indispensabile per la loro competitività sul mercato globale.</p>
<p>E&#8217; stato lanciato un piano di microfinanziamento finalizzato a garantire e agevolare l’accesso al credito da parte delle microimprese e delle categorie imprenditoriali più vulnerabili. La dotazione iniziale stanziata dalla Commissione è di 100 milioni di euro a cui, grazie all&#8217;intervento di istituzioni finanziarie internazionali come la BEI (Banca europea per gli investimenti) potranno aggiungersi altri 400 milioni di euro di finanziamenti nei prossimi otto anni. Se si pensa che circa il 99% delle nuove attività in corso di realizzazione è rappresentato da microimprese o piccole imprese &#8211; e questo vale in modo particolare per l’Italia dove gran parte delle attività produttive sono a conduzione familiare – si capisce l&#8217;importanza di questo strumento.</p>
<p>Il piano si rivolge, oltre che alle imprese, anche a persone in cerca di occupazione che hanno difficoltà di accesso al credito bancario tradizionale. Sotto questo profilo, svolge ,dunque, anche un&#8217;importante funzione di &#8220;inclusione sociale&#8221; in linea con la nuova strategia Europa 2020. A partire da giugno 2010, momento in cui lo strumento diverrà effettivamente operativo, gli interessati potranno contattare gli enti locali di erogazione di microfinanziamenti per le microimprese, quali banche, piccoli istituti di credito senza fini di lucro e istituti di garanzia. I finanziamenti stanziati saranno integrati con altri dispositivi esistenti, come ad esempio il Fondo sociale europeo (FSE), che sarà incaricato di indirizzare i microimprenditori e aiutarli nei momenti decisionali. Inoltre, il Fondo sociale europeo, è l’unico fondo strutturale in grado di concedere abbuoni di interessi a titolo individuale.</p>
<p>Ancora una volta l’Unione europea parte dal piccolo pur pensando in grande per realizzare obiettivi ambiziosi che richiedono una partecipazione coordinata con le parti sociali e la società civile. Il braccio operativo rappresentato dal nuovo strumento di microfinanziamento è la manifestazione concreta di una volontà reale e pragmatica, volta a superare le inerzie del passato.</p>
<p>Carlo Corazza</p>
<p>Direttore della Rappresentanza a Milano</p>
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		<title>La Tecnologia ha cambiato la medicina? di Claudio Rugarli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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La tecnologia ha sicuramente molto cambiato la medicina e questo è sotto gli occhi di tutti, ma non tutti sono d’accordo sul fatto che l’abbia cambiata in meglio. Generalmente si accusa la moderna medicina tecnologica di avere disumanizzato la pratica clinica e di avere indotto i medici a trattare i pazienti come oggetti, ossia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p>La tecnologia ha sicuramente molto cambiato la medicina e questo è sotto gli occhi di tutti, ma non tutti sono d’accordo sul fatto che l’abbia cambiata in meglio. Generalmente si accusa la moderna medicina tecnologica di avere disumanizzato la pratica clinica e di avere indotto i medici a trattare i pazienti come oggetti, ossia di avere distrutto una secolare tradizione di rapporti tra medici e pazienti. C’è del vero in questo, ma si tratta solo di un aspetto di un problema più complesso, che ha degli aspetti tecnici che sfuggono ai non medici, che addirittura, talvolta, tendono ad aggravarlo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Comincerò con due aneddoti che mi sembrano istruttivi. Il primo riguarda il caso di una ragazza che da più di un anno accusava una febbricola resistente ai comuni antitipiretici (per intenderci farmaci simili all’aspirina) e anche a cicli di antibiotici e di cortisonici. Gli esami di laboratorio e strumentali di questa ragazza, che erano stati praticati ripetutamente e in un largo ambito, erano sempre stati perfettamente normali ed escludevano un’infezione o una malattia immunologica, né davano adito ad alcun sospetto di malattie più gravi. Dopo averla accuratamente visitata, non ebbi difficoltà a diagnosticare una forma funzionale, ossia legata più a fattori psicologici che a malattie organiche. Forme di questo tipo non sono rare tra i giovani e si trattano piuttosto con un rapporto umano che con farmaci. Quello che mi colpì in questo caso fu che la ragazza, pienamente convinta della mia conclusione e molto disposta a cooperare, mi rese noto che in tutto il tempo della sua malattia io ero stato il primo a visitarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può obiettare che al giorno d’oggi esistono tali e tante indagini cliniche da rendere la visita medica superata, un’anticaglia dei vecchi clinici del passato. Ma è proprio così? Anni fa fu ricoverato nel reparto clinico che allora dirigevo un uomo che era, come si usa dire nel gergo ospedaliero, “in appoggio”, ossia che aveva problemi specialistici che non erano quelli di competenza del mio reparto, ma erano, seppure non gravi, problemi cardiologici e non era andato dritto in cardiologia perché in quel reparto non c’erano posti, ma era destinato a trasferirvisi al più presto. In sostanza, era un ammalato di passaggio. Ma i miei assistenti erano abituati a visitare gli ammalati e così uno di loro fece con quel paziente, trovando la milza ingrandita, reperto del quale fino ad allora nessuno si era reso conto perché, concentrandosi sul cuore, nessuno gli aveva messo una mano sulla pancia. L’ammalato fu trattenuto da noi, furono fatti accertamenti e si constatò che era affetto da un linfoma non Hodgkin, termine tecnico che indica un tumore maligno del sistema linfatico. Furono messe in atto le terapie necessarie e dopo un non breve periodo nel quale alternò trattamenti in regime di ricovero e ambulatoriali (durante i quali furono anche risolti i suoi problemi cardiologici) l’ammalato fu dichiarato guarito. Forse l’esito sarebbe stato differente se la diagnosi avesse tardato a essere fatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho raccontato questi due aneddoti per dire che visitare gli ammalati non è una pratica obsoleta, ma sempre utile e che è importante non solo per stabilire un corretto rapporto tra medico e paziente, ma anche per la diagnosi. Infatti, l’esame fisico, che è il termine tecnico per indicare la visita medica, ha anche il pregio di stabilire una certa familiarità tra curante e curato e di facilitare la comunicazione tra di loro, come avvenne, proficuamente, con quella ragazza della prima storia. E questa non è solo questione di essere gentili e umani, ma anche di svolgere bene la propria professione.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è anche una domanda alla quale rispondere: ma non esistono indagini cliniche che possono supplire all’intervento del medico con l’esame fisico? Per molti reperti è così. Per esempio, un’ecografia addominale avrebbe potuto mettere in evidenza la milza ingrandita dell’ammalato della seconda storia. Ma le indagini strumentali e di laboratorio che si possono eseguire in un ambiente adeguatamente attrezzato sono moltissime e non possono essere eseguite tutte in ogni ammalato. Hanno infatti un costo non solamente economico, ma anche in termini di tempo sprecato e di possibili effetti collaterali (non è questo il caso dell’ecografia), mentre palpare un addome è più rapido e meno dispendioso. Perciò meglio fare in tutti l’esame fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ certamente vero che con le indagini cliniche si possono ottenere una quantità notevole d’informazioni che l’esame fisico non può dare. Ma, come abbiamo detto, non si possono fare tutte le indagini possibili e quindi ci si limita a quelle suggerite da ragionevoli ipotesi. E per fare questo, occorre parlare con gli ammalati e visitarli. Credo che, quando si parla di contenimento delle spese sanitarie non si tenga conto che il problema è anche tecnico e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo problema che ho qui sollevato si collega con un altro più vasto che è quello del ruolo nella pratica medica attuale delle specializzazioni, che sono poi le depositarie della tecnologia. Premetto che queste sono utilissime perché il sapere medico è oggi così vasto che nessuna mente umana può contenerlo in tutti i suoi dettagli, né è immaginabile che vi sia qualcuno in grado di cimentarsi con tutte le attività manuali che occorrono per tecniche chirurgiche o strumentali. Ma il problema è se la medicina nel suo complesso sia solo la somma di tutte le specializzazioni finora esistenti o se le specializzazioni, in realtà, debbano sovrapporsi a una consapevolezza medica di base che le attraversa tutte. Io sono di questa seconda opinione e penso che questo valga per qualsiasi specialista, ma non sono sicuro che tutti gli specialisti e, più ancora, tutti i pazienti condividano questa idea. Io infatti credo che uno specialista che si trova di fronte a un problema che non rientra nella sua specializzazione, non debba limitarsi a dire che questo non è di sua competenza e, eventualmente, indirizzare altrove il paziente, ma debba essere stimolato a pensare e a fare ipotesi. Molti fanno così. Questo, oltre ad essere intellettualmente gratificante, è anche utile per inquadrare l’ambito dei problemi dell’ammalato e a indirizzare il paziente allo specialista appropriato. Sono ben note le storie di ammalati che girano da uno specialista a un altro senza riuscire a risolvere i propri problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente, l’intervento dello specialista va meglio se viene dopo quello di un generalista o di un internista. Vale la pena di ricordare che ci sono ottimi medici di medicina generale (generalisti, non generici) che si dedicano estensivamente a quella conoscenza medica che è alla base di tutte le specializzazioni. E ancora precisare che la medicina interna non è la stessa cosa, ma è una specializzazione che coltiva il metodo clinico ed è specifica per i problemi complicati nei quali non è chiara la specializzazione di competenza. Ma anche per la medicina interna ci sono dei problemi che cercherò di spiegare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1996 fu pubblicata su una rivista americana una position paper dell’American Medical Association nella quale si discuteva del ruolo del general internist. A parte il fatto che questo ruolo veniva valutato positivamente, questo documento spiegava che esiste anche un internista specialista, che cioè dedica particolare attenzione a problemi propri di una certa specializzazione, e che esistono varie posizioni intermedie tra questi due orientamenti. E’ questo sicuramente il caso dei professori universitari che, per lo statuto della loro posizione, si dedicano anche alla ricerca. Ma non è possibile fare ricerca efficace se non in un campo ristretto che è poi quello di una specializzazione. Questo fa sì che questi internisti siano anche specialisti. Il problema che emerge è come fare in modo che la loro sapienza specialistica non vada a detrimento della loro visione panoramica, ossia che non si convertano da internisti in altri specialisti essi stessi. Questo è un problema non ancora risolto e che è una sfida intellettuale della medicina contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Claudio Rugarli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(fonte: <a href="http://www.arcipelagomilano.org/?p=5324" target="_self">Arcipelago Milano</a>)</p>
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		<title>La rassegna stampa: più in alto del Tar</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:01:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le aperture
Corriere della Sera: “Il Tar non riammette la lista Pdl nel Lazio”, “Il tribunale amministrativo: il decreto non può essere applicato. Il Colle: le sentenze vanno rispettate”. E poi: “Oggi una nuova decisione. L&#8217;ipotesi di rinviare le elezioni nel Lazio”. Di spalla, la morte di Alberto Ronchey, ricordato da Pierluigi Battista: “Il rigore e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le aperture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corriere della Sera:</strong> “Il Tar non riammette la lista Pdl nel Lazio”, “Il tribunale amministrativo: il decreto non può essere applicato. Il Colle: le sentenze vanno rispettate”. E poi: “Oggi una nuova decisione. L&#8217;ipotesi di rinviare le elezioni nel Lazio”. Di spalla, la morte di Alberto Ronchey, ricordato da Pierluigi Battista: “Il rigore e la passione di un uomo libero”. A centro pagina: “Un fondo monetario dell&#8217;Unione europea” dopo la crisi che ha investito Atene. A fondo pagina l&#8217;inchiesta sulla Protezione civile: “I soldi del G8 per arredarsi la casa”, “Una ditta dei Granci eventi pagò la tappezzeria al figlio di Baducci”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong>: “Vaffa dei giudici al Pdl”, “Magistrati anti-Napolitano”. Secondo il quotidiano “Il Tar ignora il Quirinale e il diritto di voto degli italiani: esclusa la lista del centrodestra a Roma. Silvio tentato di non fare ricorso: meglio la piazza e una campagna contro sinistra e tribunali”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong>: “Manicomio Italia”, “Il Tar del Lazio snobba il decreto legge firmato da Napolitano e boccia il centrodestra. Oggi tocca all&#8217;ufficio elettorale che può capovolgere la decisione. Poi la pratica al Tar: quindi al Consiglio di Stato&#8230;Non si capisce più niente”. A centro pagina: “Firme in Lombardia, ecco le prove del lavergogna”. Il titolo illustra la riproduzione di due modili di raccolta firme messi a confronto: secondo il quotidiano a identica irregolarità la commissione elettorale ha risposto annullando le firme del centrodestra ma ammettendo quelle del centrosinistra. E poi una foto di uno dei giudici di Roma che ha bocciato la lista del Pdl e che in ufficio avrebbe la foto del “Che”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Repubblica</strong>: “Il Tar boccia il decreto salva-liste”, “Lazio, respinto il ricorso Pdl: &#8216;E&#8217; materia regionale, il governo non può intervenire&#8217;”. “La Polverini spera ancora: aspettiamo Corte d&#8217;Appello e Consiglio di Stato. Bonino: una boccata di legalità. Berlusconi: visto? Non era un golpe”. A centro pagina la notizia del via libera di Angela Merkel alla creazione di un Fondo monetario europeo per far fronte alla crisi dell&#8217;Euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>: “Un Fondo per Eurolandia”, “Bruxelles studia uno strumento per stabilizzare le crisi-Paese”. Sule Regionali: “Bocciatura del Tar, la lista Pdl resta fuori” e, accanto, un sondaggio Ipsos-Il Sole 24 Ore secondo cui in Puglia Nicki Vendola sarebbe avanti di 4 punti sull&#8217;avversario Palese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa:</strong> “Il Pdl fuori gioco a Roma”, “Inutile il decreto interpretativo. Il Pd: ostruzionismo e sabato in piazza”. In prima pagina anche un retroscena che si sofferma sul Pdl e spiega che oggi Berlusconi riunirà capigruppo e coordinatori per mettere a punto una risposta. Questa volta, però, sarebbe d&#8217;accordo anche il Presidente della Camera Fini: “Berlusconi e Fini d&#8217;accordo: alzare il livello dello scontro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Riformista</strong>: “Il decretino fa flop” e, a centro pagina, “Il Tar riunifica il centrosinistra” e Bersani convince Di Pietro a togliere l&#8217;assedio a Napolitano.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>Il Foglio</strong> evidenzia che “il Tar boccia Polverini e il Pd (un po&#8217;) respira”: “Tutti contro il governo, nessuno contro Napolitano. E&#8217; la Maginot di Bersani”. “Bonino tiene tutti sulla corda”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Unità</strong>: “Bocciati”, titola raffigurando delle orecchie d&#8217;asino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tar</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spiega il <strong>Corriere</strong> che il Tar ha considerato inapplicabile il decreto legge varato dal governo perché “la materia elettorale è disciplinata da legge regionale”. E comunque, secondo il Presidente della sezione che ha così deliberato, “il decreto non sarebbe sufficiente, perché non è dimostrabile che i due rappresentanti del Pdl, alle ore 12.00 di sabato 27 febbraio fossero presenti nel tribunale con tutta la documentazione necessaria”.</p>
<p style="text-align: justify;">Stefano Rodotà, su <strong>La Repubblica</strong>, analizza la sentenza e scrive che “se il primo rilievo sottolinea l&#8217;approssimazione di chi ha scritto il decreto, il secondo svela la volontà di usare il decreto per coprire il pasticcio”. L&#8217;ex presidente della Consulta Valerio Onida, intervistato dal <strong>Corriere,</strong> conferma che la competenza in materia elettorale è passata alle Regioni con le modifiche costituzionali introdotte nel 2001 (federalismo, titolo V) e ricorda che l&#8217;ordinanza del Tar non è entrata nel merito: “il giudizio di merito avverrà solo dopo le elezioni. In questo modo il risultato elettorale rimarrebbe sub iudice e potrebbe essere annullato successivamente allo svolgimento delle elezioni stesse, come è avvenuto qualche tempo fa per le elezioni in Molise”. Per questo, secondo Onida, sarebbe forse più saggio rinviare le elezioni nel Lazio. Nella stessa pagina si scrive che il Viminale sarebbe pronto a rinviare il voto nel Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Corriere</strong> in un “dietro le quinte” racconta il malumore nel Pdl “dopo la norma autogol” e dice che tutte le speranze ora si concentrano sul Consiglio di Stato. E riferisce così il commento di Fini: “che figura”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Più politici e meno avvocati” è il titolo dell&#8217;editoriale di Marcello Sorgi sulla prima de <strong>La Stampa</strong>, mentre quello del <strong>Corriere</strong> è firmato da Massimo Franco (“Pasticcio (parte seconda)”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un editoriale de<strong> Il Foglio</strong> (“Pessimo formalismo giudiziario”) critica aspramente i giudici del Tar che “spingono il loro diritto a interpretare le leggi fino al limite di capovolgerle e non osservarle. I cavilli procedurali ai quali si sono appellati, il gioco di sponda formalistico con la Corte costituzionale, il derisorio rinvio alla decisione definitiva a dopo lo svolgimento delle elezioni, sono lampanti esempi di una arrogante volontà di far prevalere le formaità sulla sostanza”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libero</strong> si occupa delle conseguenze di quello che definisce “il golpe delle toghe”. E sonda gli umori dell&#8217;elettorato Pdl: “Allarme indecisi. Il Pdl rischia in tre Regioni” (Piemonte, Lazio e Puglia). E, ancora, secondo Libero: “Cuori azzurri delusi. Il nemico è l&#8217;astensione”. Il direttore Belpietro scrive : “noi abbiamo la sensazione che gli esperti di rilevazioni demoscopiche non stiano calcolando il rischio astensionismo, ovvero la volgia di molti elettori del centrodestra di disertare le urne per mandare ai vertici un segnale di scontento per quel che è successo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iraq</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Stampa</strong> intervista l&#8217;ex primo ministro iracheno Iyad Allawi, che ha ottenuto un buon risultato alle legislative irachene (anche se i dati definitivi arriveranno nei prossimi giorni). Allawi dice di essere disposto ad allearsi con la formazione guidata dall&#8217;attuale primo ministro sciita Al Maliki se quest&#8217;ultimo gli cederà la poltrona.</p>
<p style="text-align: justify;">Su<strong> La Repubblica</strong> anche oggi il reportage di Bernardo Valli sotto il titolo: “Allawi, l&#8217;uomo del dialogo, &#8216;Le etnie per me non contano, in Iraq siamo tutti cittadini”&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche<strong> Il Sole 24 Ore</strong> ha un inviato: “Alle urne il 62 per cento. Al-Maliki in vantaggio”.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi</p>
<p style="text-align: justify;">Il focus del <strong>Corriere</strong> è dedicato a “Fede e politica”: “Duecento milioni di cristiani discriminati” (Rastrellamenti in Iraq, conversioni forzate nel Laos, la minoranza religiosa più perseguitata nel mondo”). Intervista a Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, che ricorda come in Nigeria le stragi non siano da attribuirsi a divisioni religiose, bensì a contrasti di tipo economico e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Nigeria si occupa <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, con un articolo sull&#8217;uccisione dei 500 cristiani e un&#8217;analisi sul Paese in cui si è arrivati ad “uccidere in nome di Dio”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giornale</strong> intervista l&#8217;ex primo ministro spagnolo Aznar: “La Spagna di Zapatero è un eterno Carnevale”, distratto sulla crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">André Glucksmann critica il presidente Sarkozy per l&#8217;accoglienza riservata al suo omologo russo Medvedev nell corso della visita a Parigi (<strong>Corriere della Sera</strong>).</p>
<p>(<strong>fonte</strong>: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini)</p>
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		<title>Archeologia: gli appuntamenti di marzo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Cecchetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Le più recenti scoperte archeologiche
LA PRIMA VENERE DELL’UMANITA’
Alta sei centimetri, seno florido, fianchi e ventre spiccati…. la Venere di Hohle Fels, il più antico esempio di arte figurativa femminile.
E’ il settembre 2008, quando il team di archeologi tedeschi dell’Istituto di Studi Preistorici dell’Università di Tubingen, impegnati nell’esplorazione della Grotta di Hohle Fels, riporta alla luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/Inca.jpg"></a>Le più recenti scoperte archeologiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA PRIMA VENERE DELL’UMANITA’</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alta sei centimetri, seno florido, fianchi e ventre spiccati…. la <strong>Venere di Hohle Fels</strong>, il più antico esempio di arte figurativa femminile.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ il settembre 2008, quando il team di archeologi tedeschi dell’Istituto di Studi Preistorici dell’Università di Tubingen, impegnati nell’esplorazione della Grotta di Hohle Fels, riporta alla luce sei piccoli frammenti in avorio, che, studiati e assemblati tra loro, restituiscono quella che oggi si ritiene essere la prima Venere dell’umanità, una piccola figura dai tratti spiccatamente femminili, la rappresentazione umana più remota della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Datata tra i 40.000 e i 31.000 anni fa, la piccola Venere presenta alcune caratteristiche molto singolari, quali il seno quasi eccessivo, il ventre largo &#8211; simbolo di fertilità -, la testa mancante, al posto della quale vi è un anello con cui forse veniva appesa; sul suo utilizzo e significato, diverse le interpretazioni, ma, tra le più accreditate, la possibilità che avesse un valore propiziatorio come talismano per la fertilità o che rappresentasse la divinità stessa della fecondità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CURIOSITA’- UN NUOVO TESORO DA POMPEI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Uno smottamento prodotto dalle piogge torrenziali del 14 e 15 gennaio scorsi nell’area di scavi di Pompei ha riportato alla luce qualcosa di straordinario: dai lapilli e dalla cenere franata lungo una zona non sottoposta ancora a scavi, sono emerse sette colonne di una parete lunga di un peristilio    - perfettamente conservate -, più tre altre colonne del lato corto. Il crollo ha restituito inoltre alcune pareti affrescate dei triclinii che si aprivano sul giardino di una domus a oggi ancora ignota. E ora…si lavora allo scavo e al recupero dell’edificio!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UN PREZIOSO SORRISO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/Riso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2272" title="Riso" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/Riso-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tacche, incisioni e pietre dure incastonate nei denti per impreziosire il proprio sorriso. Le analisi condotte su centinaia di denti di mesoamericani vissuti 2.500 anni fa hanno dimostrato la particolare e diffusa usanza di questi popoli di abbellire e decorare il personale “riso” per puro vezzo estetico. Gli antichi dentisti infatti, erano in grado di incidere lo smalto con una punta di pietra o di applicare con una colla di resina naturale e osso tritato le pietre decorative.…..all’epoca nessun timore del dentista!<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE PRIME ARMI CHIMICHE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I persani Sassanidi furono i primi ad utilizzare armi chimiche nella storia. L’indagine condotta sul sito di Dura Europos nella regione siriana ha restituito gli scheletri di venti soldati romani che, impegnati a difendere la città dall’assedio dei Sassanidi avvenuto nel 256 a.C., morirono nel combattimento. L’attenta analisi dei corpi rivelò ai ricercatori una morte per asfissia, conseguenza proprio dell’utilizzo di gas velenosi &#8211; catrame, zolfo &#8211; da parte dei Persiani, per aprirsi una breccia nelle mura cittadine e sorprendere il nemico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>APPUNTAMENTO …</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/Inca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2270" title="Inca" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/Inca-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>A BRESCIA con  “Inca. Origine e misteri delle civiltà dell’oro”- </strong>Oltre duecentocinquanta reperti per un’emozionante incontro con le gloriose civiltà succedutesi in Perù dal XV secolo a.C. fino agli Inca; un viaggio tra i suoni e le musiche che le hanno caratterizzate, per scoprirne i misteri, i riti, i costumi.  <strong>Museo di Santa Giulia, fino al 27.06.10</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A TREVISO con  “I SEGRETI DELLA CITTA’ PROIBITA”- </strong>Statue d’oro, tessuti preziosi, mobili, giade, splendidi vestiti di seta, e tanti altri oggetti, per    ripercorrere il florido periodo che ha caratterizzato la Cina dei Ming. <strong>Ca dei Carraresi, fino al 09.05.10 </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/Cina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2268" title="Cina" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/Cina-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
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<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Contributo di<strong> Alice Cecchetti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Femme, mon amour</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da un&#8217;amica grey- panther e volentieri pubblichiamo. vp<a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/8-marzo.pps">8 marzo</a></p>
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