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	<title>Grey Panthers &#187; Letture</title>
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	<description>il sito per gli over 50</description>
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		<title>Un libro sui ricordi o una vera provocazione?</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro da leggere, un pensiero che provoca stati d'animo e reazioni diverse. Accettate la provocazione? E allora eccovi la storia di Christine. Da leggere in un pomeriggio gelido d'inverno, accanto a una buona tazza di te, pensando che in fondo è solo un romanzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro da leggere, un pensiero che provoca stati d&#8217;animo e reazioni diverse. Accettate la provocazione? E allora eccovi la storia di Christine. Da leggere in un pomeriggio gelido d&#8217;inverno, accanto a una buona tazza di te, pensando che in fondo è solo un romanzo.</p>
<p>I ricordi ci definiscono. Che cosa succederebbe se li perdessimo ogni notte, mentre dormiamo? Nome, identità, passato, persino le persone che amiamo&#8230;tutto dimenticato durante il sonno. Senza contare che l&#8217;unica persona di cui ci fidiamo forse non ci sta raccontando tutta la storia! Un romanzo che vi lascerà senza respiro &#8212; Ogni mattina Christine si sveglia senza ricordi. Non sa a chi appartenga<em> [leggi tutto ...]</em> la casa in cui si trova, l&#8217;uomo che le dorme accanto le è totalmente estraneo, e anche il suo viso, riflesso nello specchio del bagno, non solo non le è familiare, ma le sembra molto meno giovane di quanto secondo lei dovrebbe essere. È suo marito a darle quotidianamente le coordinate della sua vita, a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima, un incidente che ha modificato radicalmente la sua vita, privandola dei ricordi e costringendola a ricominciare ogni giorno in un difficile apprendimento dell&#8217;esistere. Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto &#8220;non fidarti di Ben&#8221;? Giorno dopo giorno, con l&#8217;aiuto del dottor Nash, lampi di memoria attraversano la mente di Christine, tessere baluginanti di un mosaico che fatica a ricomporsi nella sua interezza e che, con il passare del tempo, le sembra sempre più minaccioso e inquietante. Finché dal passato emergerà il vero pericolo, quello che senza che lei ne sia consapevole si è appropriato della sua vita.</p>
<p>Titolo del Libro: <strong>Non ti addormentare- </strong>Autore: Watson S. J.- Editore: Piemme</p>
<p>Data di Pubblicazione:  gennaio 2012- <strong><span style="text-decoration: line-through;">Prezzo di copertina: € 19,00- </span></strong><strong>Prezzo scontato: € 16,15- </strong><strong>Risparmio: € 2,85</strong></p>
<p><strong>per acquistarlo on line cliccare <a href="http://http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-watson_s_j_/isbn-9788856617986/non_ti_addormentare_.htm">qui</a></strong></p>
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		<title>2011, un anno di scienza</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 11:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
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		<category><![CDATA[programma Space Shuttle]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dai neutrini alla particella di Dio il 2011 sara' ricordato senz'altro come l'anno della fisica o addirittura come l'anno di nascita di una 'nuova fisica' ma tante sono state le scoperte e le ricerche anche negli altri campi dall'astronomia al nanotech.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Cominciamo il nuovo anno con i dovuti resoconti. Di alcuni andiamo poco orgogliosi, di altri invece possiamo essere fieri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FISICA</strong> - Dalle ricerche sui neutrini a quelle sul bosone di Higgs la fisica e&#8217; stata la grande protagonista dell&#8217;anno. La presentazione degli ultimi dati scientifici, su cui gli scienziati stanno ancora lavorando per trovare conferme, promettono di cambiare il volto della disciplina aprendo le porte a una nuova fisica. A settembre arrivano i primi risultati dall&#8217;esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern verso i Laboratori del Gran Sasso dell&#8217;Infn: la velocita&#8217; della luce e&#8217; stata superata, i neutrini sono piu&#8217; rapidi di circa 60 nanosecondi. A dicembre vengono presentati nuovi importantissimi dati, che potrebbero aprire la strada a percorsi e concezioni scientifiche completamente nuovi: per la prima volta e&#8217; stata &#8216;avvistata&#8217; la particella di Dio, ossia il bosone di Higgs, grazie al quale esiste la massa. Da segnalare infine l&#8217;uscita di scena dell&#8217;acceleratore Usa Tevatron, che ha dato un contributo fondamentale allo studio dei quark. Ora a dare la &#8216;caccia&#8217; al bosone rimane soltanto il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2012/01/sapce-shuttle.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-22012" title="USA Shuttle Atlantis Lands at Kennedy Space Center Florida" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2012/01/sapce-shuttle-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SPAZIO</strong> - Uno anno da ricordare anche per la ricerca aerospaziale: il 2011 ha segnato la fine del trentennale programma Space Shuttle della Nasa che ha raggiunto obiettivi scientifici e tecnologici senza precedenti, compresa la costruzione della Iss. Si apre dunque una nuova era. Da una parte gli Usa che si concentrano sullo sviluppo e sul futuro lancio del nuovo veicolo Nasa Mpcv (Multi purpose crew vehicle), basato sulla capsula Orion e destinato alle esplorazioni dello spazio piu&#8217; profondo e al programma di lanci commerciali in collaborazione con partner industriali. Dall&#8217;altra la Russia  a cui per i prossimi anni gli Stati Uniti saranno costretti a chiedere &#8216;passaggi&#8217; a bordo della Soyuz per poter raggiungere la Stazione Spaziale. Intanto e&#8217; continuata la missione virtuale su Marte della navetta Mars 500, organizzata dall&#8217;Esa per simulare il lungo viaggio verso il pianeta rosso. Ma quest&#8217;anno anche l&#8217;Italia ha ottenuto grandissimi riconoscimenti. A maggio due astronauti italiani sono stati contemporaneamente sulla Iss: finora era accaduto solo ad americani e russi. Paolo Vittori e&#8217; arrivato con lo shuttle Endeavour e ha incontrato Paolo Nespoli, sbarcato a dicembre con la Soyuz. Tre giorni dopo Benedetto XVI, prima assoluta per un Pontefice, si e&#8217; collegato con la stazione. In fine il 23 maggio Nespoli e Vittori hanno salutato dallo spazio il presidente Napolitano sventolando con il tricolore. Da segnalare infine anche che da marzo, con l&#8217;aggancio alla Iss del modulo italiano Leonardo, sulla stazione orbitale internazionale c&#8217;e&#8217; una stanza in piu&#8217; (di 70 mq di volume) ed e&#8217; tutta italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ASTRONOMIA</strong> - Grazie ai telescopi sempre più avanzati arrivano immagini sempre piu&#8217; dettagliate dalle stelle e soprattutto cominciano ad arrivare informazioni sui pianeti simili alla Terra.  La storica sonda Voyager 1, lanciata dalla Nasa nel 1977, invia a Terra dati che rivoluzionano le teorie sui confini estremi del Sistema Solare. A  giugno l&#8217;asteroide 2011 MD fa visita alla Terra, &#8216;sfiorandola&#8217; alla distanza di 12.000 km. Con un diametro compreso fra 8 e 18 metri e&#8217; il piu&#8217; grande che finora abbia sfiorato il pianeta. Infine sempre quest&#8217;anno viene individuata a 12 miliardi di anni luce dalla Terra la riserva d&#8217;acqua piu&#8217; grande e distante mai scoperta nell&#8217;universo. L&#8217;anno si chiude con le immagini inviate dal telescopio Kepler della Nasa di due piccoli &#8216;fratelli&#8217; della Terra in un altro sistema solare, che sono pero&#8217; troppo caldi e difficilmente possono ospitare la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BIOLOGIA</strong> - Continuano le ricerche sulla vita artificiale. Da segnalare anche il primo occhio in provetta, nato da staminali che si sono organizzate spontaneamente dopo l&#8217;immersione in un cocktail di sostanze per favorirne la crescita. E&#8217; stato poi costruito in laboratorio e trapiantato in un topo per la prima volta un dente completo con tanto di legamenti esterni alle radici e della cavita&#8217; ossea che lo ospita.</p>
<p style="text-align: justify;">(Da: Ansa)</p>
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		<title>Tutela ambientale e sostenibilità secondo l&#8217;architetto Cino Zucchi</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[cino zucchi]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[La sostenibilità é un termine nuovo che però tocca temi che già gli Antichi conoscevano: noi oggi abbiamo strumenti scientifici più sofisticati per controllare in maniera più approfondita i principi che sono sempre stati propri della buona architettura. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo spesso ci si riferisce al tema della sostenibilità senza una precisa cognizione di causa,  tutti ne parlano ma nessuno è capace di articolarla. <strong>Cino Zucchi</strong>, architetto di origine milanese che, dopo aver conseguito il B.S.A.D. presso il prestigioso M.I.T. di Boston, è attualmente Professore Ordinario presso il Politecnico della sua città, <strong>si pone nei confronti della tutela ambientale con idee precise</strong>, <strong>alla base delle quali il concetto di durata è essenziale.</strong></p>
<p><strong>Come si può porre l’architettura di fronte alla cultura dominante del cosiddetto urban sprawl, la “città diffusa” che si sviluppa in maniera disordinata e invadente?</strong> “Se il secolo scorso era basato sulle espansioni urbane, si può dire che il XXI secolo si incentra piuttosto sulle trasformazioni, o meglio sulle metamorfosi; l’idea alla base è quella di non consumare ulteriore suolo per uno sviluppo sostenibile. Il tema stesso della durata in architettura è paradossale: vi è una certa resilienza tra durata e forma. Un programma trasforma una città ma la sua forma tende invece ad adattarsi alle nuove condizioni in cui si trova di volta in volta. Questa situazione induce gli architetti a fare ragionamenti innovativi: la città si deve sviluppare per Piani o per Progetti? A Milano ad esempio questo dibattito è ancora in corso. Nel caso di Torino invece si può dire che vi è una forza nell’ambiente in grado di interagire con la struttura urbana: i due fiumi Po e Dora, la collina di Superga. Ci si trova perciò davanti ad un vero e proprio palinsesto, dove struttura urbana e tessuto paesaggistico sono entrambi molto forti. Per ritornare dunque al rapporto con la città, si potrebbe dire che i nuovi interventi dovrebbero essere più di tipo rappresentativo che imitativo: gli architetti dovrebbero considerare il complesso sistema che rappresenta una città, la cui forza risiede nella variazione.”</p>
<p><strong>Il tema del risparmio energetico risulta estremamente attuale e integrato alla progettazione. Quali sono le caratteristiche di un’architettura indispensabili per una progettazione sostenibile?</strong> “La sostenibilità é un termine nuovo che però tocca temi che già gli Antichi conoscevano: noi oggi abbiamo strumenti scientifici più sofisticati per controllare in maniera più approfondita i principi che sono sempre stati propri della buona architettura. Non deve esservi una categoria dell’architettura sostenibile come separata: ogni architetto, occupandosi dell’uomo, deve preoccuparsi della eco-compatibilità. In altri termini tendo a  diffidare delle parole dei convertiti dell’ultima ora: oggi tutti salgono sul carro della sostenibilità senza poi effettivamente capirne  i principi fino in fondo. Invece la sostenibilità è la questione fondamentale di questo Secolo. Per tale ragione noi architetti dobbiamo vedere cosa possiamo fare concretamente nell’edilizia: vi è certamente il tema della riduzione dei consumi, ottenuto attraverso le maggiori prestazioni di isolamento; vi è inoltre un buon orientamento solare e tutti quegli accorgimenti per sfruttare passivamente gli elementi del sole (per esempio utilizzare la differenza della temperatura tra giorno e notte, l’inerzia termica, l’orientamento corretto delle finestre per prendere sole nelle stagioni dove è favorito e schermandolo dove invece non serve). Vi è ancora il tema della specificità dei siti: il clima italiano ha un problema di grande escursione termica, per cui ciò che è buono d’estate non è buono d’inverno. Tutti i principi di Casa Clima dunque non sempre sono applicabili, anzi talvolta isolare troppo un edificio vuol dire anche fare fatica a disperdere calore: dobbiamo perciò considerare che molte tecniche specifiche della sostenibilità, importate dai Paesi nordici, spesso possono non funzionare a tutte le latitudini. Tutte queste considerazioni però non sono così scontate…”</p>
<p><strong>Qual è “il problema” della sostenibilità ambientale?</strong> “Ritengo che la questione non vada circoscritta agli edifici, che restano comunque importanti, ma al sistema generale del movimento; potremmo affermare che tutto il nostro stile di vita talvolta ha dei consumi molto alti. Bisogna capire quanto noi architetti riusciamo a toccare nel complesso una società che ha un livello così rapido di evoluzione; basti pensare alla rapidità con la quale buttiamo ciò che riteniamo abbia fatto il proprio tempo. Questo è anche indice di una società che non sa più aggiustare gli oggetti. Per cui anche nell’edilizia la durabilità diventa, a parer mio, un elemento molto importante, perché da esso ne deriva la problematica dello smaltimento. Personalmente sono sostenitore di una certa cautela sui materiali utilizzati per costruire un edificio, siccome l’energia impiegata per farlo costa molto. La tendenza indicata sarebbe quella di cercare di risparmiare il più possibile, visto che la durabilità di un edificio è ancora un elemento molto forte di sostenibilità.”</p>
<p>Quale requisito in edilizia è dunque fondamentale per uno sviluppo sostenibile? “Un tema che mi sta molto a cuore è quello della forma, a cui bisogna pensare ancor prima di considerare l’utilizzo di tecnologie alternative. Questa, nel caso di un edificio, è intesa come orientamento solare, come compattezza, mentre nel caso di una città si tratta della sostenibilità del complesso. David Owen, giornalista del New York Times, ha scritto un testo, Green Metropolis, in cui sostiene che il modello urbano di Manhattan non sia così male. Da questo punto di vista ci si rende immediatamente conto di quanto sia pazzesco il dispendio del Suburbia, dello Sprawl. Basti pensare che il consumo per trasporti a persona ad Atlanta o Huston è 80 kilojoule, mentre in Europa è 20 o 30 kilojoule. Effettivamente stiamo riscoprendo la città compatta come modello ecologico, in un certo senso. Per concludere, la parola sostenibilità è certamente bella nella sua sintesi, però è usata troppo spesso come un passe: troppi ne parlano ma nessuno è capace più di articolarla.”</p>
<p><strong>Leon Battista Alberti considerava l’ambiente e il contesto in cui si colloca un edificio come uno dei sei principi della progettazione, chiamandolo Regio. Come si può porre oggi un’opera di architettura in un sistema complesso di relazioni basato sull’eco-compatibilità del progetto?</strong> “Credo che vi siano due maniere di rapportarsi al territorio o alla cultura locale: una quasi stilistica, che spesso gli studi commerciali americani regionalizzano e che quindi si potrebbe forse sintetizzare come una questione di immagine e di vendita. L’altra è invece la capacità di comprendere un territorio, cercando di imparare da certi elementi del paesaggio stesso.  Quello che noi oggi percepiamo come qualità estetica del paesaggio è in realtà il frutto di un sistema che è decaduto e che si cerca di mantenere in piedi artificialmente con le Convenzioni Europee.  Il grave problema di fondo è che dietro ad ogni forma vi è sempre stata una funzione: nel momento in cui decade la ragione d’essere, rimane solo una pura testimonianza di cultura materiale.  Oggi perciò siamo divisi tra una congruenza alle forme di un territorio, che rischia di essere puramente esteriore, e  un utilizzo improprio del territorio come autoctono. Vi è dunque forse la necessità di riflettere sul tema del regionalismo, per riprendere un po’ il tema di Kenneth Frampton, storico dell’architettura che per primo aveva coniato il concetto di Regionalismo Critico. Gabetti&amp;Isola, in questo senso, potrebbero essere visti come dei maestri, per restare in ambito torinese. Concludendo, potremmo affermare che oggi vi è la necessità di guardare alla sedimentazione propria delle forme materiali di ogni paese ma senza usarla come un passaporto di legittimità, ricordando che in Italia sono stati fatti molti mostri in nome di una continuità stilistica poco inerente al contesto paesaggistico.”</p>
<p>(Da: GreenNews)</p>
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		<title>2011: anno difficile per la storia dell&#8217;Unione Europea</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi ha messo in discussione il funzionamento degli strumenti fondamentali sui quali l'Unione si basa, in particolare la moneta unica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 che si chiude sarà un anno che verrà ricordato a lungo come uno dei più difficili della storia dell&#8217;Unione europea. La crisi ha messo in discussione il funzionamento degli strumenti fondamentali sui quali l&#8217;Unione si basa, in particolare la moneta unica. Evidenti lacune politiche ed istituzionali sono emerse in maniera flagrante: la più grave, quella di avere una politica monetaria comune e di non avere un coordinamento efficace delle politiche economiche e fiscali. Situazioni arrivate al limite della sostenibilità come quella della Grecia hanno messo in forse la sopravvivenza dell&#8217;euro e, di conseguenza, della costruzione europea.</p>
<p>La mancanza di coesione politica tra i 27 Paesi dell&#8217;UE è alla base di questa crisi. È chiaro a tutti, ormai, che le nuove sfide che il mondo globalizzato lancia all&#8217;Europa non sono più sostenibili a livello dei singoli Stati. La stessa Germania sa benissimo di aver bisogno dell&#8217;Europa, del mercato unico, dell&#8217;euro, e la sua richiesta quasi ossessiva di stabilità è ampiamente giustificata dalla complessità della situazione generale, ma anche dalla storia del Paese.</p>
<p>Quest&#8217;anno le istituzioni europee, sotto lo stimolo incessante della Commissione, hanno raccolto la sfida e, nel vertice che ha chiuso il semestre di presidenza polacca, hanno dato risposte concrete e molto rilevanti alle sfide legate al futuro della moneta unica e dell&#8217;Europa. L&#8217;architettura politico-istituzionale che il 2011 lascia all&#8217;Europa è sicuramente complessa, ma è finalmente basata su un presupposto senza il quale ogni sforzo è destinato al fallimento. Occorre la disponibilità degli Stati membri a cedere pezzi di sovranità (nell&#8217;accezione che questo termine ha sviluppato nel corso dei secoli passati) a un&#8217;entità comune, a cui si aderisce in maniera volontaria, che ha il compito di affrontare e risolvere le sfide comuni.</p>
<p>Chi abbandona questo sistema complesso per tutelare l&#8217;interesse nazionale non ha capito l&#8217;essenza profonda del progetto, e ha una visione del tutto inadeguata di fronte alle sfide comuni. Sarà forse la nebbia sul canale che divide dal continente. Può certamente andare avanti per la sua strada, ma non  può condizionare la volontà di tutti gli altri. È ora di approfondire la costruzione europea in maniera decisa e urgente, e chi lo capisce deve poter creare un quadro politico e istituzionale all&#8217;altezza delle sfide.</p>
<p>(Matteo Fornara &#8211; Rappresentante a Milano della Commissione Europea)</p>
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		<title>L&#8217;Unione Europea plaude al pacchetto di misure fiscali e riforme economiche</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[crescita economica]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo pacchetto, ha affermato il Vicepresidente della Commissione Europea, rappresenta un passo molto importante per sostenere le finanze pubbliche e incentivare la crescita economica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Europea, per bocca del Vicepresidente della Commissione Europea, responsabile degli Affari economici e monetari ed Euro, Olli Rehn, ha accolto con favore il pacchetto di misure fiscali e riforme economiche. Questo pacchetto, ha affermato il Vicepresidente, rappresenta infatti un passo molto importante per sostenere le finanze pubbliche e incentivare la crescita economica, pur mantenendo l&#8217;equità sociale, attraverso misure riguardanti le imposte, le pensioni, la riforma della pubblica amministrazione, le liberalizzazioni e gli incentivi alle imprese. La Commissione effettuerà una valutazione approfondita del nuovo pacchetto appena ricevuti tutti i dettagli, ma nel complesso valuta questo insieme di misure tempestivo e ambizioso, in quanto dà un segnale di cui si ha molto bisogno per un nuovo approccio di politica economica. Il pacchetto, che comporta un netto sforzo di ulteriore consolidamento dei conti per circa € 20 miliardi, ovvero 1,3% del PIL, dovrebbe aiutare l&#8217;Italia a raggiungere l&#8217;obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Questo è essenziale non solo per rafforzare la credibilità dell&#8217;economia italiana, ma anche per riprendere il controllo sul debito molto elevato e alleviare il carico sulle future generazioni di italiani. Nel settore previdenziale alcune misure tanto attese sono state introdotte, con l&#8217;obiettivo di ridurre più rapidamente il costo delle pensioni, rafforzando l&#8217;equità del sistema e aumentando la partecipazione della forza lavoro. Nel settore della fiscalità, le misure di incremento delle entrate  saranno in parte compensate da incentivi fiscali per sostenere le imprese e l&#8217;occupazione, un provvedimento che implica un ri-orientamento del carico fiscale dal lavoro e capitale ai consumi e proprietà.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuove etichette alimentari: più sicurezza, anche a tavola</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/nuove-etichette-alimentari-piu-sicurezza-anche-a-tavola/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 07:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[etichette alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[tutela del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via il regolamento della Commissione europea che stabilisce tutte le caratteristiche dei fogli che accompagnano i cibi, dalle calorie alle indicazioni del paese di provenienza del prodotto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 32 anni di onorato servizio va in pensione la vecchia direttiva sulle etichette alimentari (la 79/112/CEE), sostituita da un regolamento nuovo di zecca appena varato dalla Commissione europea, da applicare contestualmente in tutti gli stati membri. La riforma dell&#8217;etichetta ha lo scopo di armonizzare tutte le norme nazionali su tre fronti: la presentazione e la pubblicità degli alimenti, l&#8217;indicazione corretta dei principi nutritivi e del relativo apporto calorico e l&#8217;informazione sulla presenza di ingredienti che possono provocare allergie. In breve, l&#8217;intento è rafforzare la salvaguardia della salute dei consumatori senza intaccare la libera circolazione delle merci. Entro tre anni, tutti i paesi Ue dovranno adeguarsi alle nuove norme.</p>
<p>Ecco allora le principali novità sulle etichette dei prodotti che metteremo nel carrello nei prossimi mesi.</p>
<p>Gli alimenti confezionati devono avere <strong>una tabella nutrizionale con sette elementi</strong> (valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale) riferiti a 100 grammi o 100 ml di prodotto, che potrà essere affiancata da dati riferiti ad una porzione. Le informazioni obbligatorie dovranno essere: denominazione di vendita, allergeni eventualmente presenti, peso netto, termine minimo di conservazione (“da consumarsi preferibilmente entro …”) o data di scadenza (“da consumarsi entro …”). L’elenco degli ingredienti, qualora non indicato, dovrà essere disponibile su richiesta del consumatore.</p>
<p><strong>E’ obbligatorio indicare il Paese d’origine o il luogo di provenienza per la carne suina, ovina, caprina e il pollame</strong> (l’obbligo scatta entro due anni). La Commissione europea valuterà entro cinque anni se estendere l’origine a latte e prodotti non trasformati o mono-ingrediente e ad alcuni ingredienti come il latte nei prodotti lattiero-caseari, la carne nella preparazione di altri cibi o altri quando rappresentano più del 50% dell’alimento. Tuttavia i legislatori nazionali potranno introdurre ulteriori prescrizioni sulla provenienza quando esista &#8220;un nesso tra qualità dell&#8217;alimento e la sua origine&#8221;, come nel caso delle indicazioni geografiche italiane DOP e IGP. Inoltre l&#8217;informazione sull&#8217;origine del prodotto è obbligatoria quando la sua omissione possa indurre in errore il consumatore, ad esempio nel caso di  una mozzarella fabbricata in Germania e venduta in Italia (una precisazione utile a ostacolare il fenomeno dell&#8217;Italian sounding, ossia alimenti presentati come made in Italy ma fabbricati altrove).</p>
<p><strong>La data di scadenza deve essere riportata, oltre che sulla scatole, anche sull&#8217;incarto interno del cibo.</strong> La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti ittici surgelati o congelati non lavorati, devono indicare il giorno, il mese e l’anno della surgelazione o del congelamento.</p>
<p>Rimangono esclusi dalle nuove norme le bevande alcoliche, gli alimenti sfusi (come l&#8217;ortofrutta) e quelli pre-incartati dai supermercati, come carni, formaggi e salumi che la grande distribuzione &#8220;porziona&#8221;, avvolge nel cellophane e colloca sui banchi di vendita.</p>
<p>Poiché è bene avere sempre informazioni puntuali e corrette sui cibi che finiscono sulla nostra tavola, per chi volesse saperne di più su <a title="questo sito" href="http://ilfattoalimentare.it/">questo sito</a> si può scaricare gratuitamente &#8220;L&#8217;etichetta&#8221;, un piccolo e-book  che spiega nel dettaglio tutte novità del regolamento europeo.</p>
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		<title>Libro di carta vs e-book: chi la spunta?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 07:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[circolo letterario]]></category>
		<category><![CDATA[e book]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro di carta]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettura è uno di quei piaceri intramontabili, che accomuna persone di tutte le età. E nonostante Amazon venda più libri elettronici che libri di carta, d'altro lato nascono iniziative che sembrano piuttosto celebrare le virtù del buon vecchio libro. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettura è uno di quei piaceri intramontabili, che accomuna persone di tutte le età. E nonostante Amazon, la libreria virtuale creata da Jeff Bezos, venda da due anni più libri elettronici che libri di carta, d&#8217;altro lato in varie parti del mondo, Italia compresa, si segnala una gran fioritura di iniziative che sembrano piuttosto celebrare le virtù del buon vecchio libro. Nascono infatti in tutta Europa salotti letterari, circoli di lettori, festival in piazza e in teatro, nei quali si parla di libri, libri di carta. Si tratta di siti moderni, all&#8217;altezza dei tempi, in cui il libro coabita con altri media e perfino con generi d&#8217;altro tipo (come il cibo), riunendo così tre funzioni che, escluse in pubblico, in privato si praticano normalmente insieme: leggere, bere e mangiare. Inventata quarant&#8217;anni fa nella libreria Atticus a New Haven (sede dell&#8217;università Yale), questa formula s&#8217;è imposta ovunque, per esempio nel complesso Ambasciatori a Bologna. Si aggiungano le tante librerie che in tutto il paese funzionano anche come luogo di discussione e i caffè letterari (con questo nome ne esistono già a Roma e a Milano) in cui l&#8217;happy hour serve anche per parlare di libri o per comprarli.<br />
Ma nello stesso tempo, un fenomeno parallelo, si diffonde in Rete: è il social reading. Club del libro sul web e comunità di lettori virtuali che s&#8217;incontrano online e discutono. In  più c&#8217;è l&#8217;e-book, che con le sue funzioni permette di condividere i commenti con i lettori precedenti, creando un &#8220;network di glosse&#8221;. E allora che cosa sta succedendo nella partita tra il libro di carta e quello digitale? Chi è in vantaggio? E le drastiche differenze tra l&#8217;uno e l&#8217;altro, dove sono andate a finire? Malgrado le forti differenze, l’e-book sta facendo sforzi eroici per emulare la meravigliosa versatilità del libro di carta. Il chat telematico agganciato al testo permette pur sempre di mettersi in contatto con altri, parlare del libro, annotare, commentare, &#8220;conversare&#8221;: insomma, di rifare come si può una versione immateriale dei circoli e salotti di lettura. Questi trend suggeriscono che, qualunque forma abbia, il libro nasconde un&#8217;insopprimibile spinta alla socievolezza. Sfatiamo il mito che il lettore debba essere composto, solo e in silenzio: questo modello non  funziona per i lettori &#8220;normali&#8221;, meno che mai nella modernità ipermediatica. Sia coi libri di carta che con gli e-book, i lettori cercano sempre occasioni e risorse per scambiarsi e proporsi libri, per parlare di quel che hanno letto o vorrebbero leggere e anche per leggere insieme. Non sorprende che questi rituali siano ripresi tali e quali nei siti di discussione libraria così numerosi nella blogosfera.<br />
Che sia elettronico o di carta, quindi, da questo punto di vista un libro rimane un libro? No, una differenza c&#8217;è: attorno a libri di carta si aggregano persone in carne e ossa, che parlano, ridono e discutono guardandosi in faccia. Nei circoli di lettura digitali s&#8217;incontrano solo persone digitali.</p>
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		<title>Europa: c&#8217;è l&#8217;accordo. La soddisfazione di Barroso</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 09:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Barroso]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora c'è una direzione di marcia molto chiara: l'Europa ha compiuto passi in avanti importanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Josè Manuel Barroso ha presentato la tabella di marcia della Commissione per la stabilità e la crescita due settimane fa &#8211; invitando a intervenire in cinque aree fondamentali &#8211; aveva messo bene in chiaro che l&#8217;Europa avrebbe dovuto fornire una risposta globale alla crisi del debito sovrano. E ora c’è una direzione di marcia molto chiara. Infatti, su tutti i cinque punti di questa tabella di marcia, l&#8217;Europa ha compiuto passi in avanti importanti. In primo luogo, sulla Grecia.  L’obiettivo primario è quello di riportare il debito del paese a livelli sostenibili. Questo è essenziale non solo per la Grecia, ma per l&#8217;Unione europea nel suo complesso: un livello adeguato di partecipazione volontaria degli investitori del settore privato, che permetterà di lavorare alla presentazione di un secondo programma di assistenza finanziaria per la Grecia. Il Summit Euro ha chiesto alla Commissione di svolgere un ruolo ancora più attivo nel monitorare l&#8217;attuazione di questo secondo programma. La Grecia deve continuare con le riforme strutturali e le misure di risanamento fiscale in modo da trasformare la sua capacità di generare crescita. In secondo luogo, si è concordato di sostenere due opzioni per ampliare il Fondo Salva-Stati (EFSF), che permetteranno di prevenire più efficacemente il contagio tra gli Stati in difficoltà. In terzo luogo, tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione europea hanno concordato una serie di misure per ristabilire la fiducia nel settore bancario. Queste misure affrontano le questioni del capitale e del finanziamento. L’obiettivo è quello di garantire che le banche continuino a dare credito all&#8217;economia reale. Autorità di vigilanza nazionali devono lavorare perché questo accada, in particolare con l&#8217;Autorità bancaria europea (EBA). Le banche dovrebbero poi essere soggette a vincoli per quanto riguarda la distribuzione dei dividendi e bonus fino a quando la ricapitalizzazione è completa. Poiché al centro di questo approccio ci sono anche una maggiore responsabilità e un giusto contributo del settore finanziario. Quarto: l&#8217;Europa non dovrà mai più trovarsi in questa situazione. Questo è il motivo per cui è necessario migliorare ulteriormente la <em>governance</em> economica, in particolare nella zona euro. Il Vertice Euro apre la strada ad un ulteriore rafforzamento del coordinamento e della sorveglianza. Su questo punto, il ruolo centrale della Commissione è rinforzato. Due sono le idee concrete solle quali si sta lavorando che verranno presentate in un futuro molto vicino. Esse vanno al di là del recente accordo &#8220;Six Pack&#8221;, quindi oltre la normativa recentemente approvata. Infine, i temi della stabilità e crescita. C’è bisogno di disciplina fiscale, ma allo stesso tempo anche di dimostrare ai cittadini che c&#8217;è speranza, che si possa rilanciare la crescita attraverso l&#8217;approfondimento del mercato interno, attraverso riforme strutturali, ma anche i singoli Paesi devono proseguire i loro sforzi in termini di stabilità. Per questo sono stati favorevolmente accolti gli annunci fatti dall&#8217;Italia. Per concludere, il pacchetto concordato è un pacchetto completo che conferma che l&#8217;Europa farà quello che serve per salvaguardare la stabilità finanziaria. Questa è una maratona, non uno sprint. Il lavoro tecnico necessario per finalizzare alcuni aspetti di questo pacchetto sarà completato dalle autorità competenti nelle prossime settimane. E la Commissione presenterà ulteriori proposte per un metodo comunitario per uscire da questa crisi. Un accordo per concludere le misure per ripristinare la fiducia nel settore bancario europeo; garantendo le adeguate salvaguardie; accelerando il  programma di crescita e rafforzando ulteriormente la sorveglianza economica e il coordinamento. Per mostrare ai partner del G20 e ai cittadini che siamo pronti a completare la nostra unione monetaria con una vera unione economica.</p>
<p>(Dal Discorso del Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso del 27/10/2011)</p>
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		<title>Giorni decisivi per il futuro dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 06:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[FMI]]></category>
		<category><![CDATA[fondo salva stati]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[Per uscire dalla crisi, creare crescita e con essa occupazione, e garantire il futuro dell'Europa come soggetto politico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Capi di Stato e di Governo hanno discusso i 5 punti chiave per mettere in pratica la Roadmap per la stabilità e la crescita che il Presidente Barroso ha presentato un paio di settimane fa: la Grecia e la concessione della sesta tranche del prestito congiunto UE e FMI; l&#8217;intervento del settore privato e l&#8217;ammontare delle perdite cui i creditori dello Stato greco dovranno far fronte; la ricapitalizzazione delle banche; il &#8220;Fondo salva Stati&#8221;, cioè lo strumento di intervento da attivare per i Paesi in crisi sul fronte del debiti; il futuro della governance economica della zona euro, con l&#8217;identificazione dei passi necessari per rinforzarla e applicare davvero il metodo comunitario nelle decisioni di politica economica.</p>
<p>Roba pesante, insomma, quasi tutta proposta nei mesi, nelle settimane e nei giorni scorsi dalla Commissione e dalle altre Istituzioni comunitarie, per uscire dalla crisi, creare crescita e con essa occupazione, e garantire il futuro dell&#8217;Europa come soggetto politico. Il tutto attraverso delle modifiche al Trattato, se necessario. A questo proposito, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato a superare i limiti che sono stati posti nel Trattato a tutela delle competenze degli Stati nazionali.</p>
<p>L&#8217;altro livello che deve agire è quello dei Governi, e qui l&#8217;osservato speciale di questi giorni è come noto, l&#8217;Italia. Urgono ancora misure che rafforzino quelle già prese sul fronte della stabilità, e quindi del contenimento del debito pubblico, e che stimolino la crescita. Chi lo chiede non è un&#8217;entità sovrannaturale e slegata dalla realtà, come alcuni tendono a dipingere quella cosa non molto bene definita cui si dà il nome generico di &#8220;Europa&#8221;. Lo chiede il mondo reale, l&#8217;economia, i mercati, chi crea lavoro e chi lavora. Perché l&#8217;Italia è l&#8217;Europa, e dal suo futuro dipende, in queste ore, quello di tutti.</p>
<p>Ma, osservando quello che sta succedendo in questi giorni, sorge spontanea una considerazione. L&#8217;Italia è uno dei Paesi fondatori dell&#8217;UE, e, per molti aspetti, il secondo Paese dell&#8217;Unione europea: a livello di Regno Unito e Francia per popolazione, per dimensione economica, industriale, contributo al bilancio comunitario, e via dicendo. Perché viene spesso messa così all&#8217;angolo e obbligata a frenetiche corse dell&#8217;ultimo minuto, oggetto anche di sarcasmi inopportuni da parte di altri? Superata questa fase, sarà opportuno riflettere su come riuscire a portare veramente il nostro Paese, con credibilità e politiche lungimiranti, nel nucleo stretto di quelli che fanno le Politiche con la maiuscola, e non di quelli che le subiscono.</p>
<p>(Commissione Europea &#8211; Rappresentanza a Milano)</p>
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		<title>Arianna Huffington e il successo del suo &#8220;Post&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 06:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Arianna Hufington]]></category>
		<category><![CDATA[giornale on line]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>

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		<description><![CDATA[Arianna Huffington, giornalista greco-americana di 61 anni, e il successo del suo Post online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un successo senza precedenti che ha portato il suo <em>Post </em>a superare il <em>New York Times online</em> come numero di lettori: Arianna Huffington, giornalista greco-americana di 61 anni, ritiene che quella di Internet sia «l’età dell’oro» del giornalismo. A Milano, in occasione dello IAB Forum non ha nascosto la voglia di aprire un versione del <em>Post</em> anche in Italia.</p>
<p>Quale la formula vincente che sta alla base del suo successo? L’idea per l’<em>Huffington Post </em>è nata dall’osservazione di come molte delle discussioni più importanti su politica e società si stavano spostando sulla Rete, ma tante personalità importanti, con idee forti, erano tagliate fuori dal mondo di Internet. Così ha deciso di creare una piattaforma che permettesse anche a queste voci di partecipare al dialogo online. Il primo invitato a scrivere sul <em>Post</em>, per esempio, è stato lo storico Arthur Schlesinger, che allora lavorava solo con una vecchia macchina per scrivere. E così i suoi primi interventi li ha mandati via fax e la giornalista li ha messi online. Ora il <em>Post </em>conta più di 30 mila collaboratori ed è un punto di aggregazione di punti di vista anche molto diversi, tutti aperti al commento di una community molto vibrante, ma sempre estremamente civile.</p>
<p>In un mondo in cui l’informazione sta cambiando (secondo una ricerca il 40% dei giovani americani si informa solo su Facebook) e le notizie sono diventate “sociali”, cambiano anche i mezzi con cui l’informazione ci raggiunge, ma rimane sempre giornalismo, buono o cattivo. Chi legge però non si accontenta più di assorbire le informazioni ma vuole anche commentarle, mettere il “Like”. I giornali di carta continueranno quindi a esistere, ma in un futuro ibrido dove ci sarà sempre più convergenza con l’online. Con l’acquisizione da parte di Aol, il <em>Post</em> è cambiato, da nave corsara ora sembra più una corazzata, seguendo un percorso molto simile a quello generale di Internet. Il Web è cresciuto e con lui i navigatori, non sono più degli adolescenti ma un pubblico più maturo: non prendono più appuntamenti al buio con centinaia di siti né si accontentano di mangiare “junk food”. Tendono a concentrarsi su pochi siti di qualità per leggere autori e contenuti di valore.</p>
<p>Il <em>Post </em>da luglio è sbarcato in Europa, nel Regno Unito, e in novembre sarà lanciata la versione francese. Poi sarà la volta di Basile e Spagna per un totale di 14 nuovi siti.</p>
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