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	<title>Grey Panthers &#187; Fitness</title>
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	<description>il sito per gli over 50</description>
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		<title>Vacanze di Pasqua: in movimento pensando alla salute</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una regolare attività fisica e un’alimentazione equilibrata possono senz’altro migliorare la qualità della vita. Prima di iniziare un programma di esercizio fisico, che stimoli in maniera corretta l’attività cardiovascolare, è tuttavia importante definire l’intensità dell’allenamento: certo è sufficiente camminare, correre o andare in bicicletta, ma per quanto tempo e per quante volte alla settimana? Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Una regolare attività fisica e un’alimentazione equilibrata possono senz’altro migliorare la qualità della vita. Prima di iniziare un programma di esercizio fisico, che stimoli in maniera corretta l’attività cardiovascolare, è tuttavia importante definire l’intensità dell’allenamento: certo è sufficiente camminare, correre o andare in bicicletta, ma per quanto tempo e per quante volte alla settimana?</p>
<p style="text-align: left;">Se ci consideriamo dei<strong> principianti</strong>, non abituati a fare attività fisica e quindi poco allenati, sarà sufficiente svolgere queste attività all’aria aperta per <strong>due volte alla settimana, per una durata di circa 20 minuti</strong>. Attenzione però a non strafare! Soprattutto se siamo reduci da lunghi periodi di immobilità, o magari da qualche affaticamento, è bene integrare questi esercizi aerobici con un po’ di stretching alla schiena: stimolare dorsali e lombari evita infatti inutili stress alla colonna vertebrale, rafforzando le strutture di sostegno alla colonna stessa ed evitando quindi il rischio del mal di schiena.</p>
<p style="text-align: left;">Se invece ci sentiamo degli <strong>sportivi </strong>a tutti gli effetti, possiamo dedicare più tempo e più intensità agli esercizi per mantenerci in forma: <strong>tre volte alla settimana, con delle sedute di allenamento di 25-30 minuti</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Se l&#8217;attività sportiva deve aiutare a rilassare, a decontrarre la muscolatura, a migliorare la  circolazione, vi suggeriamo di non perdere la Guida che è in regalo per voi questo mese, <a title="cliccando qui" href="http://www.grey-panthers.it/2011/04/movimento-e-salute-la-proposta-technogym/">cliccando qui</a>.</p>
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		<title>Pilates: da senior si apprende e si comprende</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 10:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Fitness]]></category>
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		<description><![CDATA[Il motivo più elementare per cui il Pilates è adatto agli ultra cinquantenni è la sua inclusione nella categoria delle ginnastiche “dolci”. La particolarità di questa disciplina, però, è quella di richiedere anche concentrazione psichica. Per questo, allievi maturi anche nello spirito, come certamente i senior, sono tra i migliori candidati all’apprendimento del Metodo. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il motivo più elementare per cui il Pilates è adatto agli ultra cinquantenni è la sua inclusione nella categoria delle <strong>ginnastiche “dolci”</strong>. La particolarità di questa disciplina, però, è quella di richiedere anche<strong> concentrazione psichica</strong>. Per questo, allievi maturi anche nello spirito, come certamente i senior, sono tra i migliori candidati all’apprendimento del Metodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Pilates è il risultato pratico di una filosofia affascinante e convincente insieme, ispirazione ideale per over 50 alla ricerca di una ginnastica stimolante, ma ponderata; inoltre, la pratica del Metodo ne dimostra i <strong>benefici concreti nella senilità</strong>, contrastando il fisiologico irrigidimento del corpo che invecchia, migliorandone la flessibilità con un lavoro <em>in allungamento</em> che tonifica tutta la muscolatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dimostra la biografia del fondatore, J.H. Pilates, la disciplina che ha ideato gli ha concesso un vigore longevo: nato gracile e cagionevole, diventato un atleta esemplare ostinandosi nell’allenamento di sua invenzione, morirà all’età di 87 anni per aver sfidato coraggiosamente un incendio. Naturalmente un solo aneddoto, per di più ammantato di echi eroici non è una prova scientifica della bontà del Metodo; a conferma di questo episodio “felice” vi è <strong>un secolo di letteratura sportiva che, intrecciatasi infine e con successo con quella medica, garantisce il metodo Pilates. Il metodo risulta efficace anche in campo ortopedico,</strong> nella riabilitazione post-operatoria (ad esempio per interventi ai legamenti del ginocchio o d’ernia discale). Sono inclusi nel programma del Pilates alcuni attrezzi d’invenzione del fondatore e ancora oggi in uso, che permettono una mobilizzazione precoce di arti offesi da traumi, patologie reumatiche, artrosi o dai postumi di diverse chirurgie, nonché quando si abbia difficoltà a mantenere la posizione eretta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Metodo </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Pilates è dunque una ginnastica “saggia”, posturale, rinforzante, modellante, ma non traumatica. <strong>Ogni esercizio si esegue a partire da un comando mentale, diretto a guidare un’azione fluida e precisa, compiendo ogni gesto in armonia con le fasi della respirazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Imparando a controllare consapevolmente i propri movimenti, <strong>si affina il senso dell’equilibrio, la cognizione della propria anatomia e del proprio corpo nello spazio e si conquista la postura corretta</strong>. Citando J.H. Pilates: “ la cosa importante non è ciò che stai facendo, ma come stai eseguendo ciò che fai”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nozione cardine del Metodo è quella di “<strong>powerhouse</strong>”, ossia quella regione del corpo compresa fra le ultime coste e la parte più bassa dell’osso pubico: quando la mente ben governa la muscolatura che vi risiede (che comprende addominali, diaframma, la muscolatura profonda della colonna, lombi e glutei e pavimento pelvico), ecco che si conquista l’equilibrio del proprio baricentro. La “<strong>posizione di neutro</strong>”, impostata sulla corretta postura del baricentro a riposo è il punto di partenza per conquistare un portamento corretto in generale e l’acquisizione di movenze antalgiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aspetto dinamico del Pilates sono una serie di esercizi che coinvolgono ogni parte del corpo per dare vita a <strong>“posizioni” o movimenti ginnici</strong> <strong>fluidi e insieme accurati, concepiti per educare la mente a condurre il corpo, all’unisono con la respirazione, con consapevolezza, esattezza ed armonia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pilates: nome proprio e nome comune</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Joseph Hubertus Pilates nasce nel 1880 a Mönchengladbach, non lontano da Düsseldorf. Il padre è un ginnasta professionista, ma il giovane Joseph non ne eredita la prestanza: la costituzione rachitica, l’asma e le febbri reumatiche lo rendono bersaglio degli sberleffi dei coetanei. Eppure, il vigore paterno è nella genetica dei Pilates e Joseph si ostina nello sport praticando culturismo, tuffi, subacquea, sci e, più in generale, l’educazione fisica. La ginnastica lo scolpisce a tal punto che, all’età di 14 anni, posa per la realizzazione di modelli anatomici, episodio che, tra l’altro, lo avvicina all’interesse per il corpo umano e per lo sviluppo muscolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1912 si trasferisce a Londra dove pratica la box, la ginnastica acrobatica in un circo cittadino, ed è infine reclutato come istruttore di autodifesa dalla scuola di polizia locale.</p>
<p style="text-align: justify;">La Prima Guerra Mondiale travolge anche il nostro che viene internato per un anno in un campo di prigionia a Lancaster. Alla claustrofobia della reclusione reagisce con baldanza, imponendosi un allenamento quotidiano in cui coinvolge anche i compagni di prigionia.<br />
Segue un trasferimento sull’Isola di Man dove sono convalescenti molti soldati menomati dalle ferite di guerra o prostrati dalle malattie trascurate durante i combattimenti. L’attenzione di Pilates si rivolge allora alla riabilitazione e alla fisioterapia, anche con la progettazione di attrezzi per il recupero delle funzione motorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi anni Venti, rimpatriato, fa progressi nell’invenzione di attrezzature per la rieducazione, fino a concepire macchinari tutt’oggi in uso.<br />
Ad Amburgo, nuovamente impegnato come addestratore fisico del corpo di polizia, incontra Rudolph von Laban, ideatore della Labanotation, una delle forme di registrazione scritta di balletto più rinomate nel mondo: il danzatore s’invaghisce del Metodo Pilates e lo include nel proprio insegnamento. Da questo momento quello tra danza e Pilates diviene un sodalizio mai più scioltosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1925 il governo tedesco invita Pilates a guidare l’allenamento del nuovo esercito, ma  Joseph si sottrae all’impegno militare salpando per gli Stati Uniti d’America.<br />
Il viaggio è romantico, poiché è durante la traversata che conosce la futura moglie Clara.</p>
<p style="text-align: justify;">A New York, Pilates inaugura uno studio, dedicandosi ad approfondire ed ampliare la gamma di esercizi a corpo libero, nonché producendo nuovi macchinari propedeutici alla sua tecnica. Battezza dunque il metodo come “Contrology”, nome che darà il titolo all’importante volume che riassume fondamenti e sviluppi del metodo, bibbia del Pilates.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Mat Work e attrezzi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel Pilates <strong>il Mat Work è il lavoro a corpo libero</strong>, la traduzione del nome indica l’unico ausilio utile per questo genere di lavoro, ossia un materassino (mat). Gli esercizi fattibili a corpo libero sono settanta, distribuiti in quattro diversi livelli di difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene fin dai primordi fosse previsto il perfezionamento del Mat Work con l’utilizzo di attrezzature, la ginnastica base è spesso proposta come specialità a sé stante, questo soprattutto perché più economica per le palestre, corredata unicamente dal tappetino ed eventualmente da accessori semplici come palle ed elastici. Perché queste lezioni siano comunque utili è quindi decisiva un’ottima preparazione dell’insegnante e che sia assicurata la sua dedizione a non più di una decina di alunni per classe, riuniti per capacità simili tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attrezzi ideati da Joseph Pilates sono: Universal Reformer, Cadillac, Chair, Barrel, Magic Circle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Universal Reformer</strong><strong> </strong>è l’attrezzo principale nella pratica del Metodo. Si tratta di un lettino corredato di un carrello mobile per lavorare contro la resistenza di particolari molle. Tra le altre dotazioni del lettino ci sono maniglie, ganci e tiranti, che permettono di eseguire innumerevoli esercizi articolari e muscolari in posizione supina, prona, seduta, eretta, in ginocchio.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Cadillac</strong> è caratterizzata da una struttura metallica “a baldacchino” che prevede l’inserimento di molle a varie altezze e con differenti angolature. Sviluppa la <em>propriocettività</em>, cioè la capacità di percepire correttamente il proprio corpo nello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chair</strong> è una piccola sedia a molle che aiuta a rafforzare gradualmente tutta la muscolatura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Barrel </strong>e<strong> HAlf Barrel</strong> sono attrezzi variamente regolabili in altezza, studiati per eseguire esercizi, a terra o in posizione eretta, che stimolino la colonna vertebrale in tutti i suoi segmenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Magic Circle</strong> è un cerchio metallico del diametro di circa quaranta centimetri, dotato di impugnature. Può essere utilizzato contemporaneamente al Universal Reformer, oppure nel lavoro a terra per aumentare la difficoltà di esecuzione degli esercizi e imparare a controllare al meglio i diversi gruppi muscolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, se pure di fattura industriale e meno casalinga degli originali, questi attrezzi ne conservano l’aspetto e le dinamiche di utilizzo che diede loro Joseph Pilates.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corsi in partenza: prima di aggregarsi… orientarsi </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Basta un appello alla parola “Pilates” e il motore di ricerca inonda la schermata di risultati. Qualunque neofita è disorientato di fronte alla cascata di annunci e inserzioni, pagine a tema e offerte di ogni genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non impigrirsi davanti ad una simile confusione, bisogna innanzitutto ricordare che il Pilates ha la caratteristica di essere composto da tante tipologie di esercizi con finalità benefiche diverse, utili alle singole parti anatomiche o all’armonia di tutto il fisico, adatte ad apprendere un portamento corretto, a  migliorare mobilità articolare, elasticità e potenza della muscolatura o a rieducare arti offesi da traumi o da interventi chirurgici, e che dunque concede ad ogni suo frequentatore la possibilità di <strong>un allenamento “su misura”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste premesse non possono evitare che una prima selezione sia comunque orientata da criteri basilari: indirizzo, orari, costi. Tuttavia non bisogna cedere alla tentazione di acquistare abbonamenti o lezioni direttamente on-line! Il primo indizio della serietà di un’offerta è la possibilità di prenotare gratuitamente una <strong>lezione di prova</strong>. Ancor più professionale è l’invito ad un <strong>colloquio privato</strong> perché si possa esprimere le proprie necessità sportive e perché il trainer possa stabilire a quale livello di difficoltà sia adatto a affrontare ogni aspirante, e quale approccio possa meglio correggere o potenziare la sua postura e mobilità.</p>
<p style="text-align: justify;">In visita alla palestra, sarà dunque opportuno indagare sullo staff a disposizione: domandare da quanto gli insegnanti praticano il Metodo, se sono in possesso di attestati, se si aggiornano con regolarità, se praticano la scuola tradizionale o altre didattiche “trasversali”. <strong>Per possedere a pieno la tecnica, un istruttore deve padroneggiare sia l’approccio “a corpo libero”, sia quello con gli attrezzi, la sua formazione dovrà essere stata anche teorica, oltre che pratica, seguita da un lungo tirocinio e formalizzata da un esame finale, affinata annualmente con corsi di formazione di approfondimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Indicazioni utili per valutare il curriculum di chi si dichiara “maestro” si possono rintracciare sul sito della Pilates Method  Alliance, un’associazione no profit che, in mancanza di un percorso di studi riconosciuto come ufficialmente qualificante, intende tutelare il pubblico stabilendo degli standard qualitativi di formazione per gli insegnanti di Pilates.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche l’organizzazione delle classi è importante</strong>, più sono diversificate per livello di difficoltà, più sono omogenee le inclinazioni del gruppo che le compone; più è esiguo il numero massimo di partecipanti al quale sono aperte le iscrizioni, migliore sarà la dedizione del maestro ad ogni allievo. Indicativamente, quando si supera il numero di dieci partecipanti, la lezione comincia ad essere troppo affollata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ciò che riguarda le scuole specializzate si può distinguere tra quelle tradizionali e quelle che, invece, deviano dal metodo originale. Con <strong>Classic Pilates</strong> si definiscono quelle scuole che insegnano la tecnica attenendosi il più possibile alle indicazioni del fondatore, mentre con <strong>Contemporary Pilates</strong> si indica quel coacervo di orientamenti didattici che hanno integrato la tecnica originaria con le più recenti scoperte biomeccaniche o che ne hanno individuato nuove applicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una nota sull’abbigliamento</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sottoscritto l’abbonamento è tempo di godersi il nuovo svago. Dopo aver scandagliato il mercato delle offerte sportive ed aver passato in rassegna istruttori e palestre, preparati al cento per cento nella teoria, pronti per bacchettare gli insegnanti poco solleciti, non è possibile presentarsi alla prima lezione con una mise inadatta. Non tanto per il rischio di stonare nella coreografia del corso, bensì per due motivi pratici importanti: muoversi con scioltezza e permettere all’istruttore di osservare al meglio le nostre esecuzioni ginniche è essenziale. <strong>Una tenuta confortevole ma aderente e minimale permette di essere agili e facilmente <em>passati allo scanner</em> dell’esperto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, niente calzature speciali, piuttosto <strong>calzini</strong>, per rispettare il tappetino in condivisione con gli altri e, soprattutto, per permettere al piede di snodarsi liberamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Non trattandosi di uno sport stancante, la temperatura corporea non si surriscalda necessariamente durante l’allenamento, <strong>una maglia di riserva</strong> può dunque non guastare, evitando ai muscoli di raffreddarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">All’occorrenza, <strong>un telo</strong> <strong>personale</strong> può rendere più igienico e confortevole l’utilizzo del tappetino messo a disposizione dalla palestra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una scorta d’acqua</strong> non può nuocere, anche il lavoro fisico meno dinamico, infatti, disperde calore disidratando comunque il corpo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando il dottore prescrive il Pilates</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ ormai piuttosto diffuso il suggerimento di praticare il Pilates per fronteggiare problemi ortopedici, nella riabilitazione posturale o come fisioterapia post-operatoria, ad esempio per interventi ai legamenti del ginocchio o ernia discale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In generale il Metodo è indicato per la riabilitazione funzionale dei diversi segmenti corporei</strong>: rachide cervicale, lombare, dorsale, spalle, braccia, anche, caviglie ecc. Gli attrezzi in dotazione consentono di contrarre ed estendere i diversi fasci o gruppi muscolari secondo una tecnica che si concilia con i principi della fisiologia e della biomeccanica.</p>
<p style="text-align: justify;">Verificando questa contaminazione positiva tra scienza medica ed educazione fisica, molti <strong>terapisti, chiropratici ed ortopedici integrano oggi la propria formazione tradizionale apprendendo le tecniche del Pilates</strong>, manipolando o guidando il paziente nell’esecuzione di esercizi presi in prestito o ispirati proprio alla pratica ginnica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche il geriatra è spesso sostenitore del Pilates e lo consiglia agli anziani in ambito neurologico, in ortopedia e nel controllo del dolore cronico</strong>. In generale a tutti quei pazienti che lamentano mal di schiena, difficoltà nel distendersi e, viceversa, nell’assumere la posizione eretta. Il controllo di ogni singolo movimento e il lavoro sinergico dell&#8217;area addominale con quella lombare, infatti, contribuiscono a ridurre il rischio di infortuni e di dolori lombari e dorsali.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre utili applicazioni del Pilates sono nell’ambito della <strong>prevenzione dei difetti posturali tipici della terza età</strong>, che possono essere scongiurati acquisendo un portamento corretto e rinforzando la muscolatura a beneficio di ossa ed articolazioni che, nel tempo, si indeboliscono e si deteriorano.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ultima annotazione va fatta sull’<strong>osteoporosi</strong>, tipica afflizione senile, soprattutto femminile, che demineralizza, dunque “consuma” la microarchitettura del tessuto osseo, rendendo l’apparato scheletrico fragile e soggetto a fratture anche per traumi di modesta entità. In questo contesto, il Metodo Pilates si rivela una disciplina particolarmente adatta, sia preventivamente, perfezionando l’equilibrio, la coordinazione e le possibilità di movimento, potenziando o mantenendo le capacità fisiche che permettono di evitare, in futuro, di fratturarsi spesso e numerose volte, e, per le stesse ragioni, a malattia già contratta, per ritardare il peggioramento cronico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pilatesmethodalliance.org/"><span style="color: #000000;">Per saperne di più</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="www.pilatesmethodalliance.org" target="_self">La Pilates Method Alliance</a> è un’associazione internazionale, di cui fanno parte alcuni dei primi allievi di J.H. Pilates (Mary Bowen, Ron Fletcher, Kathy Grant, Lolita San Miguel), che si prefigge lo scopo di stabilire degli standard nei programmi di certificazione e di aggiornamento per gli insegnanti Pilates. L’associazione non comprende tutte le scuole di Pilates, ma è l&#8217;unica a carattere trasversale esistente a livello internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="www.studio-pilates.it" target="_self">Studio Pilates di Milano</a>, diffusore del metodo CovaTech (una rinomata evoluzione della tecnica classica)  è divenuto un membro della PMA (Pilates Method Alliance) nel 2004. Nel sito, ricchissimo di informazioni e FAQ, sono consultabili anche un elenco delle pubblicazioni sull’argomento e una rassegna stampa “a tema” sempre aggiornata.</p>
<p style="text-align: justify;">(o.o.)</p>
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		<title>Amiche di Milano, diventate più belle con noi!</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 16:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[scelti per voi]]></category>
		<category><![CDATA[ginnastica facciale]]></category>
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		<description><![CDATA[Carissime amiche grey-panthers di Milano e dintorni, ecco un invito speciale che abbiamo ricevuto e per il quale vogliamo coinvolgervi. Volete sperimentare di persona e saperne di più di una tecnica di ginnastica facciale che ci aiuta a&#8230; star su? Leggete qui di seguito, allora. La tecnica Visavì Visavi’ e’ un innovativo metodo di tonificazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carissime amiche grey-panthers di Milano e dintorni, ecco un invito speciale che abbiamo ricevuto e per il quale vogliamo coinvolgervi. Volete sperimentare di persona e saperne di più di una tecnica di ginnastica facciale che ci aiuta a&#8230; star su? Leggete qui di seguito, allora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tecnica Visavì</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Visavi’ e’ un innovativo metodo di tonificazione muscolare per il viso. Gli inestetismi piu’ antipatici che riguardano il volto sono soprattutto legati ai cedimenti muscolari. Pensiamo ad esempio alle palpebre cadenti, sono il risultato di una perdita di tonicita’ dei muscoli orbicolari e del muscolo frontale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/01/ginnastica-faccial-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9786" title="ginnastica faccial 1" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/01/ginnastica-faccial-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Attraverso specifici esercizi sotto una guida esperta e’ possibile risvegliare e ridare tono ai muscoli del viso, anche dopo i 50 anni: i muscoli infatti hanno sempre la possibilita’ di essere allenati e se rieducati nel modo corretto riprendono “vita”. Visavi’ e’ un programma che comprende oltre 15 esercizi per tutto il viso.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi risultati si vedono già dopo 3 settimane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un assaggio di VISAVI’:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PALPEBRE CADENTI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Curvate gli indici appoggiandoli appena sotto le sopracciglia e appoggiate le falangi dei pollici sotto gli occhi. Spingete in su le sopracciglia e delicatamente in giu’ la pelle sotto gli occhi, mantenete questa posizione per tutta la durata dell’esercizio. Chiudete gli occhi contro la resistenza delle dita, per 6 volte</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>L’ultima volta strizzate le palpebre piu’ che potete. 3-5 serie.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se volete saperne di piu’, venite alla Presentazione del metodo che si terra’ <strong>il giorno 22 Gennaio presso il Centro Enforme di Milano in Via Plinio, 22, a Milano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Centro sarà aperto al pubblico  dalle 13 alle 18</strong>  e Chiara Garrone, ideatrice e insegnante del metodo Visavì – Lifting secondo natura- sarà a vostra disposizione per spiegarne le basi  e dare qualche anticipazione degli esercizi che compongono l’intero programma e che si potranno poi apprendere attraverso workshop di gruppo o lezioni individuali da concordare insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiara Garrone, ideatrice di Visavì, è Trainer del metodo Visotonic e della tecnica New Faceforming.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Importante! Prenotate la vostra partecipazione, chiamando il Centro allo 02.29.51.50.62 o al 348.99.66.054 e dicendo &#8220;Sono di www.grey-panthers.it&#8221;. Avrete un sorriso in più.</strong></p>
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		<title>Sul Gran Paradiso, a cavallo, per combattere lo stress</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[antistress con l'ippoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Paradiso]]></category>
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		<category><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>

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		<description><![CDATA[Passeggiare a cavallo assistiti da un esperto accompagnatore, circondati dalle montagne del Gran Paradiso con un pacchetto studiato ad hoc: un’esperienza rilassante e rigenerante allo stesso tempo, per scoprire questo luogo incontaminato e dimenticare lo stress della città, specie se le incombenze del lungo inverno ci hanno lasciati stanchi e stressati. L’equitazione è un’attività sportiva che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Passeggiare a cavallo assistiti da un esperto accompagnatore, circondati dalle montagne del Gran Paradiso</strong> con un pacchetto studiato ad hoc: un’esperienza rilassante e rigenerante allo stesso tempo, per scoprire questo luogo incontaminato e dimenticare lo stress della città, specie se le incombenze del lungo inverno ci hanno lasciati stanchi e stressati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’equitazione è un’attività sportiva che favorisce l’unità di corpo, mente e anima</strong>: non a caso sono sempre più seguiti corsi di ippoterapia in tutta Italia. L’interazione con il cavallo ha un effetto benefico e curativo sulla salute fisica, mentale e spirituale, come si può sperimentare approfittando di un pacchetto di otto giorni da trascorrere in uno degli hotel del Gran Paradiso. Eventuali tensioni e stati d’animo vengono immediatamente percepiti dall’animale quando si va a cavallo: quindi, per potersi lasciare andare e godere appieno dei benefici di questo sport è necessario abbandonare le preoccupazioni. E questo risulta veramente facile se si trova in un posto da sogno come il Gran Paradiso, dove ci si dimentica facilmente di stress e ansia e una cavalcata diventa un trattamento benessere vero e proprio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’andare a cavallo porta con sé una quantità di sensazioni positive: produce senso di indipendenza, offre stimoli acustici, visivi, tattili ed olfattivi particolari, stimola l’attenzione e la volontà, rafforza il senso di sé, induce sentimenti di rispetto e di collaborazione oltre che molte vibrazioni affettive</strong>. <strong>È uno sport utile a migliorare disturbi come svogliatezza, alterazione dell’umore, ansia, ma che ha molti benefici anche sul corpo, a partire dal potenziamento muscolare sino al sistema cardiocircolatorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le molte proposte del Consorzio Gran Paradiso Natura per l’estate 2010, il pacchetto “Emozioni a cavallo” è un’ottima occasione per soggiornare in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia praticando uno degli sport più indicati al recupero del benessere. La proposta comprende il soggiorno in hotel tre stelle in mezza pensione, 4 lezioni di 1 ora, due passeggiate in giorni diversi e l’assistenza di un accompagnatore specializzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Gran Paradiso è la meta ideale per una vacanza all’insegna dello sport e del relax, ma anche un’occasione per scoprire la zona del Gran Paradiso, un piccolo microcosmo di bellezza e natura allo stato puro. Qui il bianco della neve e lo scintillio dei ghiacciai spiccano sulle cime dei monti e il verde dei pascoli e dei lenti pendii dona immediato relax a chi li contempla. Gli animali sbucano all’improvviso per poi rifugiarsi nelle loro tane e l’aria è così frizzante che rigenera corpo e spirito: tutto questo è in breve il Gran Paradiso, una delle zone più suggestive d’Italia, uno scenario da sogno avvolto da una natura rigogliosa e selvaggia, il luogo perfetto per gli amanti delle attività outdoor, ma anche per chi ama i tour culturali e storici, gli eventi folkloristici, i percorsi enogastronomici e l’artigianato locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consorzio Gran Paradiso Natura anche per l’estate 2010 ha ideato numerosi pacchetti speciali ispirati, oltre che al benessere, anche agli sport all’aria aperta, all’arte e alla cultura, alla gastronomia e all’artigianato, attraverso i quali anche il turista più esigente potrà trovare quello che fa per lui per una vacanza al sole circondato dalle stupefacenti montagne che caratterizzano questo paesaggio da fiaba.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pacchetto nel dettaglio : <strong>Emozioni a cavallo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">-8 giorni/7 notti a partire da € 502 a persona-hotel *** in mezza pensione-4 lezioni di 1 ora-1 passeggiata di 2 ore-1 passeggiata di ½ giornata-assitenza di un accompagnatore equestre-Gran Paradiso Tourist Card</p>
<p><em>Il CONSORZIO GRAN PARADISO NATURA, nasce il 10 luglio 2000 dall&#8217;iniziativa di 9 imprenditori locali. Ad oggi raccoglie il consenso di 12 Amministrazioni comunali della Comunità Montana Grand Paradis (Arvier, Avise, Aymavilles, Introd, Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-Saint-Georges, Saint-Nicolas, Saint-Pierre, Sarre, Valgrisenche, Valsavarenche E Villeneuve) e l&#8217;adesione di oltre 150 attività provenienti da differenti settori. Obiettivo di tutte le iniziative sostenute dal Consorzio è la promozione dello sviluppo turistico del comprensorio e il miglioramento delle condizioni economiche, sociali e culturali dei propri Consorziati.</em></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Prenotazioni, servizi e offerte turistiche </span></em></p>
<p><strong><em>CONSORZIO GRAN PARADISO NATURA </em></strong><em>     </em></p>
<p><em>Località Trépont, 90, Villeneuve – Valle d’Aosta- </em><em>Tel. 0165 920609 &#8211; Fax 0165 920528 </em><em> </em><a href="mailto:info@granparadisonatura.it">info@granparadisonatura.it</a></p>
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		<title>Weekend in barca, e notte in albergo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 11:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[barca]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Mazara del Vallo]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciamo la verità: anche i più appassionati di barca, quando cala la sera, rimpiangono la comodità dell&#8217;albergo&#8230; specie se si sono superati gli anta e l&#8217;umidità della notte non è proprio così romantica come un tempo! Ecco perchè vi suggeriamo: Al Mahara Hotel si dorme in stanza, e si cena in rada Un weekend d’estate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamo la verità: anche i più appassionati di barca, quando cala la sera, rimpiangono la comodità dell&#8217;albergo&#8230; specie se si sono superati gli anta e l&#8217;umidità della notte non è proprio così romantica come un tempo! Ecco perchè vi suggeriamo:</p>
<p><strong>Al Mahara Hotel si dorme in stanza, e si cena in rada</strong></p>
<p>Un weekend d’estate per gli amanti della vela, sotto i caldi raggi della Sicilia, coccolati dalle cure e dalle attenzioni di esperte estetiste e cullati dalle onde del mare. <strong>Il Mahara Hotel di Mazara del Vallo</strong> propone il pacchetto “Vela&amp;Hotel” all’insegna del relax per ritrovare l’energia nel suo nuovissimo centro benessere e godersi il mare a bordo di una barca a vela sotto le stelle, gustando appetitosi stuzzichini siciliani.Un’occasione per trascorrere due giorni al mare, ospiti del Mahara Hotel di Mazara del Vallo, vicina a Palermo e Trapani, raggiungibili da molte città italiane anche con voli low cost. Il Mahara, che in arabo vuol dire “benessere” è un’elegante struttura circondata da mura di cinta color ocra, che proteggono due corti e che ricordano l’architettura tipica delle case arabe. Al suo interno l’albergo ha unito alla struttura originale, un tocco di modernità con particolari di design e di arte contemporanea. Ottima poi, è l’offerta del Ristorante Ghibli, che propone piatti della tradizione siciliana, in particolare mazarese, con influssi della cucina maghrebina. La cena in rada prevede la partenza dal porto di Mazara all’imbrunire e un giro panoramico nella baia del golfo di Mazara del Vallo di fronte al lungomare S.Vito con il panorama della città illuminata. Ancorati al largo, sotto un cielo color cobalto lo chef di bordo proporrà una cena romantica in stile “navy” con antipasti e stuzzichini, una spaghettata “di mare” alla siciliana e  dolcetti tipici, il tutto accompagnato da ottimi vini siciliani.</p>
<p>Pacchetto “vela&amp;hotel”: 2 notti in camera doppia con colazione, un ingresso al centro benessere con percorso emozionale e massaggio bioenergetico e una cena in rada su barca a vela con giro panoramico del Golfo di Mazara. Prezzo, da 185 Euro a persona (include la cena in barca minimo 4 partecipanti, secondo disponibilità e con prenotazione)</p>
<p><a href="www.maharahotel.it" target="_self">Mahara Hotel</a>- Lungomare San Vito 3 &#8211; Mazara del Vallo &#8211; tel. +39 0923 673800</p>
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		<title>Pasqua e sci a Pitztal, nei ghiacciai d’Austria</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[nipotini]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[A Pitztal la neve non finisce mai! Sci al top a Pasqua e fino al 16 maggio. Ammirando 50 cime sopra i 3000 metri e i 46 ghiacciai dello Gletscherpark! Il sole è quasi caraibico, la neve è quella farinosa, naturale, di qualità invernale. Succede a  Pitztal, la stazione sciistica più alta d’Austria e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/montagna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2325" title="montagna" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2010/03/montagna.jpg" alt="" width="640" height="428" /></a>A Pitztal la neve non finisce mai! Sci al top a Pasqua e fino al 16 maggio. Ammirando 50 cime sopra i 3000 metri e i 46 ghiacciai dello Gletscherpark!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il sole è quasi caraibico, la neve è quella farinosa, naturale, di qualità invernale. Succede a  Pitztal, la stazione sciistica più alta d’Austria e di tutte le Alpi centro orientali (terza in Europa), dove la grande stagione dello sci prosegue durante le vacanze di Pasqua e fino al 16 maggio 2010.   Sul ghiacciaio tirolese si accede con un trenino sotterraneo che porta a 2800 metri. Qui, tra i 3440 m e i 2800 m di quota, si snodano vari impianti ad alta portata per quasi 30 km di  ‘autostrade bianche’ senza ressa (6 km facili, 19 km medi, 5 km difficili).</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo al cospetto di un grandioso ‘show’ di alta montagna con 50 vette sopra i 3000 metri e 46 ghiacciai per un totale di 35 kmq: un ambiente prezioso tutelato dal ‘Gletscherpark’, il Parco tirolese dei ghiacciai, che comprende la parte alta delle vallate di Pitztal e della parallela Kaunertal (da non perdere, per un primo approfondimento, il <a href="http://www.natur.tirol.at/xxl/_lang/en/_season/at1/_area/naturparks/_subArea/981938/index.html" target="_self">Centro Visite Naturparkhaus Kaunergrat</a>, vero gioiello architettonico).</p>
<p style="text-align: justify;">Il ghiacciaio di Pitztal è anche un paradiso del free ride, con diversi percorsi serviti da impianti, liberi da pericoli di crepacci e valanghe (mentre altri richiedono più attenzione). Una vera esperienza è la discesa a valle da Pitztal a Mittelberg (alla base degli impianti) lungo il vallone del Taschachferner. Entusiasmanti anche le possibilità di sci alpinismo, con il classico itinerario del Wildspitze (3774 m, cima più alta del Tirolo).  </p>
<p style="text-align: justify;">Si soggiorna in alberghi perfetti, anche per famiglie e gruppi, a prezzi anticrisi, in paesini ‘presepe’. Insomma: un’area sciistica inedita per il pubblico italiano ma di enormi potenzialità,  a 1 ora e quarto dal Brennero. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Convenienza e qualità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni alberghi di Pitztal si parla italiano! Fino al 16 maggio 2010 si può approfittare delle ‘<strong>Settimane Top Ski’</strong>: 7 giorni  in 3 stelle mezza pensione compreso skipass 6 giorni ghiacciaio Pitztal più zona sciistica Rifflsee, più navetta gratuita, da 595 euro a persona. Oppure ‘Pacchetti  Primavera’ in hotel 4 stelle 3 giorni in mezza pensione, più 3 giorni di skipass Pitztal, da 288 euro a persona. I bambini fino ai 5 anni gratis in camera coi genitori, dai 5 ai 10 pagano la metà e dai 10 ai 15 hanno lo sconto del 20%.Ottima soluzione per nonni sportivi che portano i nipoti sugli sci!</p>
<p style="text-align: justify;">Skipass giornaliero da 36,50 &#8211; 38 euro; 6 giorni 166-181 euro, BAMBINI SOTTO I DIECI ANNI E ACCOMPAGNATI DA UN GENITORE CON DOCUMENTO D’IDENTITA’ SEMPRE GRATIS, 10-15 ANNI sconto circa 30%. Disponibili anche pomeridiani, e mezze giornate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Saperne di più</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella valle di Pitztal i comprensori sciistici sono altri 2 oltre al fiore all’occhiello del ghiacciaio. Sul versante destro di questa laterale della valle dell’Inn, s’incontra prima Hochzeiger, 52 km di piste e ben  1000 m di dislivello continuo tra 1450 e 2450 m, con pista di slittino illuminata di 6 km; in testata della valle, collegate al ghiacciaio c’è poi Rifflsee, 20 km di piste tra  1640 e 2880 m, Per il fondo ci sono invece 70 km di tracciati, tra cui uno di 3 km in altitudine a 2800 m e un altro a 2200 m al Rifflsee.</p>
<p style="text-align: justify;">Pitztal è una delle valli più tradizionali, autentiche e incontaminate del Tirolo – il che non vuol dire ‘chiuse’, poiché qui l’ hi tech degli impianti e il livello degli alberghi e dei servizi sono di prim’ordine. Nel tratto inferiore (paesi di Arzl, Wenns, Jerzens tra 800 e 1100 m) si pratica un’agricoltura sostenibile di montagna in uno scenario da idillio, nella parte alta (Innerpitztal, con centri principali St. Leonhard a 1370 m e Plangeross) è il regno della natura potente e selvaggia, al cospetto di 50 vette sopra i 3000 metri e 46 ghiacciai. In questo contesto di montagna pura il turismo si integra con saggezza, con un equilibrato numero di posti letto e un’area sciistica sviluppata quanto basta, varia ma ‘concentrata’  (quindi con limitato impatto ambientale e visivo), molto ‘tecnica’ e ricca di tracciati…</p>
<p style="text-align: justify;">INFORMAZIONI:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.pitztaler-gletscher.at/; d.benedetti@tirolgletscher.com" target="_self">Pitztaler Gletscherbahn–Rifflseebahn</a>,  cell. 0043-664/8161788 (in italiano), 0043(0)5413/86288-165,</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="www.pitztal.com; www.hochzeiger.com" target="_self">ufficio del turismo  </a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lungo il mar di Romagna, in bicicletta</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 14:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[Grottammare]]></category>
		<category><![CDATA[riviera romagnola]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza in bicicletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Una vacanza da vivere in punta di pedale? La proposta è di Casa Pazzi a Grottammare, per un relax e passeggiate in bicicletta. Atmosfera di charme e lunghe pedalate in bicicletta: ecco come apprezzare il meglio della Riviera Picena delle Palme, nei dintorni di Grottammare, definita la Perla dell’Adriatico. L’occasione è data da Casa Pazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una vacanza da vivere in punta di pedale? La proposta è di <a href="www.casapazzi.com" target="_self">Casa Pazzi </a>a Grottammare, per un relax e passeggiate in bicicletta. Atmosfera di charme e lunghe pedalate in bicicletta: ecco come apprezzare il meglio della Riviera Picena delle Palme, nei dintorni di Grottammare, definita la Perla dell’Adriatico. L’occasione è data da Casa Pazzi che, incluso nel pacchetto del pernottamento, mette a disposizione “graffianti ed eleganti due ruote”, per una vacanza da “vivere in punta di pedale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalla dimora storica, un palazzo nobiliare del 700 di gran classe, si raggiunge la <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riviera_delle_Palme_(Marche)" target="_self">pista ciclabile che collega Cupramarittima a San Benedetto del Tronto</a></strong>, e passa per Grottammare. Oltre 10 km ininterrotti che congiungono Grottammare con le cittadine limitrofe, costeggiando la costa, con panorami da togliere il fiato più delle salite: la spiaggia di sabbia finissima, il mare trasparente che degrada dolcemente verso le scogliere, il verde delle  palme e il bianco e rosa degli oleandri in fiore sembrano evocare mete esotiche. Di giorno piacevoli gite in bicicletta e la sera suggestive passeggiate (con le fontane illuminate a fare da coreografia) rinfrescati dalla brezza marina. Pedalata dopo pedalata si gode il paesaggio e si finisce per essere parte del paesaggio. E se ci si stanca ci si può fermare a riposare in una delle terrazze a picco sulle acque cristalline, per molti anni Bandiera Blu.</p>
<p style="text-align: justify;">Casa Pazzi vuole offrire così una vacanza che fa bene alla vista e anche alla salute. Un giro in bicicletta, infatti, tonifica i muscoli e contribuisce a migliorare la circolazione. La proposta di Casa Pazzi, comprende fino al 30 giugno 2010: 2 pernottamenti con  prima  colazione, una cena a base di prodotti tipici del territorio marchigiano e l’uso di biciclette. Il prezzo del pacchetto varia a seconda della tipologia di appartamento prescelto, tutti comunque con una magnifica vista sul mare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Info : Casa Pazzi-Via Sotto Le Mura 5 Grottammare (AP)-Tel.0735-736617 </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se tutti corressero, il mondo sarebbe migliore</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/se-tutti-corressero-il-mondo-sarebbe-migliore/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Outdoor]]></category>

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		<description><![CDATA[  Il racconto in diretta di un manager milanese  che ha percorso la Maratona di New York. Un articolo che vi proponiamo come pensiero beneaugurale per tutti. Correre, meglio che litigare e combattere&#8230;. Maratona di New York, follia di pochi o nascente fenomeno di massa? Il running è una realtà in espansione. Si corre sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2009/12/sport04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1627" title="sport04" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2009/12/sport04-199x300.jpg" alt="sport04" width="199" height="300" /></a> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il racconto in diretta di un manager milanese  che ha percorso la Maratona di New York. Un articolo che vi proponiamo come pensiero beneaugurale per tutti. Correre, meglio che litigare e combattere&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Maratona di New York, follia di pochi o nascente fenomeno di massa? Il running è una realtà in espansione. Si corre sempre di più: non solo in Italia, dove i runner sono circa 6 milioni (+ 20% vs. il 2006, Fonte Sinottica GfK Eurisko), ma anche nel resto del mondo, come testimonia anche la più celebre corsa degli States (43.741 partecipanti, + 15% rispetto al 2008, Fonte NYCM). Tra questi ci sono anch’io.</p>
<p style="text-align: justify;">Corro dal 2003, ma solo dal 2007 a livello competitivo e da allora ho fatto cinque maratone: Milano, Londra, Berlino, Parigi e New York. Sono sempre stato scettico nei confronti della maratona di New York, l’ho sempre considerata troppo pubblicizzata e troppo partecipata. Nel mondo si corrono ogni anno centinaia di maratone, ma l’unica che tutti conoscono è New York! Perché?</p>
<p style="text-align: justify;">Vittima di una certa deformazione professionale ho cercato di analizzare il fenomeno scoprendo nei numeri, ma non solo, cosa significhi la maratona di NY per noi Italiani: 4.500 iscritti rappresentativi della nostra realtà nazional-popolare, donne e uomini, di tutte le età e di tutte le classi sociali. Immancabile anche il parterre de roi di vip nostrani habitué della NYCM che non disdegna le luci della ribalta: il simpatico dj, l’influente politico, l’illustre accademico, l’uomo di spettacolo, il top manager…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sveglia alle 4</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La sveglia è alle 4,00 della mattina; dal mio albergo nell’upper est side di Manhattan al punto di ritrovo dei bus che ci porteranno alla partenza  ci sono solo 4 chilometri (nulla rispetto ai 42,195 che farò tra poche ore) ma piove e tira un ventaccio gelido e in compagnia di altri tre compagni di avventura conosciuti in albergo (un ragazzone del Texas, una biondina di Boston e un attempato spagnolo alla sua 77esima maratona!) decidiamo di prendere un taxi. All’arrivo al punto di ritrovo (tra la Fifth Avenue e la 42esima) decine di bus in coda, centinaia di volontari con megafoni alla mano “invitano” migliaia di maratoneti assonnati a disporsi in fila per salire sui bus. L’organizzazione è perfetta, decine di poliziotti (NYPD) hanno bloccato le strade. I bus sono confortevoli e riscaldati. Si parte nel buio di Manhattan alla volta del ponte di Verrazzano a Staten Island, punto di partenza della maratona. Dopo quasi un’ora arriviamo a Staten Island, dove altri volontari ci accolgono all’interno di un grande parco recintato. Tutto è organizzato alla perfezione, ci sono sei partenze diverse e ogni runner è distinto in base ai tempi fatti in precedenti competizioni (certificati da un sistema di rilevazione dei tempi tramite microchip). Ha smesso di piovere, ma è ancora buio, tira un vento gelido e alla partenza mancano più di tre ore! Trovo spazio in un tendone tra centinaia di maratoneti: c’è chi dorme, chi legge, chi ha lo sguardo perso nel vuoto. Io cerco di rilassarmi per un’oretta prima di mangiare qualcosa (è impensabile fare una maratona a digiuno, ma bisogna avere almeno due ore di tempo per digerire prima della partenza). Non so come ma riesco quasi ad addormentarmi, mi sveglio dopo un’ora, mancano due ore alla partenza. Esco dal tendone e incomincia ad albeggiare, le migliaia di runner che si aggiravano nella notte hanno ora un volto, distinguo dall’abbigliamento anche i paesi di origine…Cile, Bolivia, Spagna, Francia, Svizzera, Belgio, Germania, USA, Olanda, Brasile… (oltre settanta nazioni!) e tanti Italiani. L’adrenalina comincia a farsi sentire, quando un microfono annuncia (in una decina di lingue) di prepararsi a entrare nella propria griglia di partenza, tra la folla intravedo un volto noto (l’illustre accademico) cerco di scambiare quattro chiacchiere con lui ma è più agitato di me, lo saluto e ci auguriamo reciprocamente il classico in bocca al lupo. È l’ora… ritrovo un altro maratoneta milanese e due simpatiche runner bresciane, oltre a un gruppetto di sudamericani molto allegri, mi calmo e cominciamo ad avviarci ai nastri di partenza. Si è finalmente fatto giorno, il cielo è chiaro anche se nuvoloso, molti elicotteri volano sopra di noi, siamo più di 40mila, dagli altoparlanti ci giungono i saluti del sindaco di NY Michael Bloomberg e poi tutti in silenzio per l’inno americano. Sono a pochi metri dal nastro di partenza, siamo pigiati l’uno contro l’altro, l’adrenalina è a mille, ci sono 7° gradi e il vento non accenna a diminuire, indosso solo pantaloncini e canotta d’ordinanza…ma ho caldo! Inizia il conto alla rovescia ….tre due uno….via!!! io parto tra i primi ma è come se sentissi l’energia degli oltre 43mila runner dietro di me, è un’emozione indescrivibile. Sono partito, sto correndo, il grande giorno è arrivato, non capisco più nulla … corro e basta, saliamo sul ponte di Verrazzano, alla nostra destra vediamo gli atleti di elite (quasi tutti africani). Il mio cronometro mi segnala che sto correndo troppo forte, passo il primo chilometro in meno di 4 minuti (oltre 15 km all’ora), so che non posso tenere quel ritmo per 42km, ma non ci voglio pensare, anche i passaggi successivi sono da brivido, ma sto troppo bene e corro liberamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pubblico a NY è fantastico (circa 2 milioni di supporter che si faranno sentire soprattutto quando arriveremo a Manhattan, ma anche a Brooklyn &#8211; dove stiamo passando &#8211; non scherzano mica). Mentalmente penso al tragitto, dobbiamo ancora arrivare nel Queens, entrare a Manhattan quindi passare nel Bronx e rientrare a Manhattan… dove a Central Park ci attende l’arrivo. Continuo a correre molto veloce, ho la sensazione di volare (la chiamano l’estasi del maratoneta), le endorfine che produce l’attività aerobica non fanno sentire il dolore, ma anzi creano un piacere intenso, difficile da descrivere. Non riduco l’andatura&#8230; anzi, in modo un po’ incosciente, accelero.</p>
<p style="text-align: justify;">Accelero soprattutto quando vedo tra il pubblico Silvio, superlativo maratoneta e infaticabile compagno di allenamenti milanesi (alle 6 di mattina al Parco Sempione!): la sua presenza e il suo tifo mi spronano ad accelerare ancora di più….sto correndo oltre i miei limiti. Senza neanche rendermi conto arrivo a metà gara (21,097 km, la mezza maratona) il passaggio è ottimo 1:25:52, che mi dà una proiezione per fine gara sotto le tre ore (che è il mio obiettivo!). So che sto per lasciare il Queens e infatti da Long Island si staglia lui, il mitico Queensboro Bridge che porta a Manhattan con ingresso sulla First Avenue. Sapevo che il passaggio sul Queensboro Bridge sarebbe stato difficile &#8211; c’è un grosso tratto in salita, il ponte è piuttosto buio e coperto &#8211; ma non immaginavo che si sarebbe trasformato presto in un incubo. Sul ponte c’è un silenzio spettrale non si sentono più le grida dei tifosi, ma solo i respiri affannati dei maratoneti, qualcuno molla, qualcuno si ferma in preda ai crampi….incomincio a capire che forse ho sbagliato tattica, avrei voglia di fermarmi anche io, ma poi penso a tutte le ore che ho dedicato agli allenamenti, alle energie che ho investito in questa maratona e continuo a correre. La velocità però si è ridotta drammaticamente, il cronometro segna meno di 10km all’ora, è normale rallentare in salita, ma incomincio a temere il peggio…..</p>
<p style="text-align: justify;">Lentamente mi rendo conto che sto raggiungendo l’apice del ponte, cerco di convincermi che mancano pochi metri e poi dovrebbe iniziare la discesa, ma la fatica non accenna a diminuire, il freddo e il vento sul ponte non aiutano di certo… sto per fermarmi… quando improvvisamente  inizia la discesa. Le gambe riprendono a girare come voglio, il battito cardiaco si riduce, e soprattutto sento un boato: sono rientrato a Manhattan; ad accoglierci all’uscita dal ponte ci sono migliaia di supporter che ci incitano… adrenalina pura… ho ripreso a correre veloce! Basta è fatta, mi dico, è vero che mancano ancora 16km, ma lì, in quel momento ho capito che sarei arrivato fino in fondo. Una maratona non si corre solo con le gambe, ma con la testa, la crisi psicologica era superata, ma lo sforzo fisico e l’acido lattico (prodotto dall’attività anaerobica) sarebbero stati in agguato chilometro dopo chilometro, fino alla fine. Sono arrivato al traguardo senza pensare a nulla, ma correndo e basta, non  mi sono mai fermato e, dal Queensboro Bridge, non ho più controllato il cronometro. Quando all’arrivo ho guardato il cronometro ho realizzato di aver superato il mio obiettivo: il mio tempo ufficiale è stato di 2:55:53 (pari a una velocità media di 14,4 km/h), sono arrivato 628esimo assoluto (su 43.741) e 47esimo di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La maratona come metafora della vita</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bravo, bravissimo mi sono detto, ma dopo la gara sorgeva la solita domanda: perché corro la maratona? In questi due anni ho cercato di approfondire il significato della maratona, oltre che correndola, cercando di documentarmi. Nonostante ciò, prima di NY, non avevo ancora trovato una risposta ai miei quesiti di fondo. La maratona di NY, ha contribuito a darmi delle risposte anche grazie a un articolo apparso alla sua vigilia sul Corriere della Sera (l’articolo è di Mauro Covacich scrittore triestino e maratoneta).</p>
<p style="text-align: justify;">La corsa &#8211; secondo Covacich &#8211; più che uno sport è una disciplina interiore, un’arte marziale. A prescindere dal talento, chi corre la maratona lo fa sempre contro il proprio primato personale, ovvero contro se stesso. Il maratoneta è sicuramente l’uomo più resistente …tuttavia  la sua resistenza è frutto di una mente costantemente assediata e assillata dal rischio di fallimento del proprio obiettivo, una mente per nulla pacificata, nonostante le morbide carezze delle endorfine prodotte dal suo sforzo fisico e mentale. Forse l’ultima conclusione di Covacich conduce a una diagnosi troppo impietosa sulla corsa, a tratti irriverente (mi viene il sospetto che Mauro Covacich non abbia saputo o potuto trarre dalla maratona il meglio di sé…), ma comunque qualcosa di vero c’è in quello che scrive. Contrariamente a Covacich, però, io credo che la corsa (anche la maratona), sia assolutamente benefica: la conoscenza dei propri limiti (fisici e mentali) di sopportazione e il loro (eventuale) superamento, può aprirci orizzonti inesplorati e, indipendentemente dal lavoro che facciamo e dall’età che abbiamo, riservarci non poche (piacevoli) sorprese. Forse non è un caso che la corsa e la sua espressione più sublime &#8211; la maratona &#8211; registrino un successo di critica e di numeri, ancora più impressionanti in un’epoca in cui, in quasi tutti i settori, siamo tristemente abituati a registrare fenomeni in contrazione e in forte crisi. Quale è dunque la chiave del suo successo e della sua rapida diffusione? In parte la risposta si potrebbe trovare nella metafora  della maratona nella nostra vita. Più concretamente la maratona ci insegna l’importanza di:</p>
<p style="text-align: justify;">1) definire obiettivi chiari, oggettivi, misurabili ma anche raggiungibili;</p>
<p style="text-align: justify;">2) organizzare e investire le nostre energie per il raggiungimento degli obiettivi;</p>
<p style="text-align: justify;">3) essere costanti e determinati nella preparazione (allenamenti);</p>
<p style="text-align: justify;">4) dosare la nostra forza sprigionandola al momento giusto;</p>
<p style="text-align: justify;">5) vincere una sfida con le proprie capacità, senza rendite di posizione o facili scorciatoie. Effettivamente la maratona mi pone sempre nuovi quesiti, l’ultimo dei quali mi sorge spontaneo… ma se nel mondo tutti corressero, che mondo sarebbe? Credo, sinceramente, migliore. N.R.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">- Stefano Baldini, Con le ali ai piedi, Mondadori 2005</p>
<p style="text-align: justify;">- Stefano Baldini, Quelli che corrono, Mondadori 2007</p>
<p style="text-align: justify;">- Stefano Baldini, Maratona per tutti, Mondadori 2009</p>
<p style="text-align: justify;">- Mauro Covacich, A perdifiato, Einaudi 2005</p>
<p style="text-align: justify;">- Giuseppe Pederiali, Il sogno del maratoneta, Garzanti 2008</p>
<p style="text-align: justify;">- Roberto Weber, Perché corriamo?, Einaudi 2008</p>
<p style="text-align: justify;">- Murakami Haruki, L’arte di correre, Einaudi 2009</p>
<p style="text-align: justify;">- Jean Echenoz, Correre, Adelphi 2009</p>
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		<title>Turismo, vacanze e montagna, queste le novità</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 09:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla rassegna stampa di oggi (9 dicembre) alcuni articoli che tracciano il profilo dei nuovi comportamenti in fatto di vacanze e turismo. E una interessante mappa delle montagne italiane, viste nel rapporto costi immobiliari e lunghezza e ricchezza delle piste. Buona lettura.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2009/12/montagna.pdf">montagna</a> - <a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2009/12/turismo.pdf">turismo</a></p>
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		<title>A BRESSANONE DAL 3 ALL’8 NOVEMBRE, 16 ESCURSIONI NEL CUORE DELLE DOLOMITI</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 15:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sui sentieri delle Dolomiti inondate dei nitidi colori dell’autunno in compagnia dei più famosi alpinisti al mondo, come Reinhold Messner, Hans Kammerlander, Simone Moro, sir Chris Bonington, Lynn Hill, Steve House, Peter Habeler, Manolo, Heinz Zak, Stephan Siegrist, Roger Schäli, Ines Papert, Doug Scott, Alexander Huber, Christoph Hainz, Hanspeter Eisendle (Li citiamo tutti perchè sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sui sentieri delle Dolomiti inondate dei nitidi colori dell’autunno in compagnia dei più famosi alpinisti al mondo, come Reinhold Messner, Hans Kammerlander, Simone Moro, sir Chris Bonington, Lynn Hill, Steve House, Peter Habeler, Manolo, Heinz Zak, Stephan Siegrist, Roger Schäli, Ines Papert, Doug Scott, Alexander Huber, Christoph Hainz, Hanspeter Eisendle (Li citiamo tutti perchè sono nomi importanti per gli appassionati di escursionismo). Ben 16 escursioni con i top alpinisti… ‘live’ sono l’opportunità inedita ed esclusiva dell’evento dell’anno dedicato al mondo della montagna: <strong>l’International <a href="www.ims.bz" target="_self">Mountain Summit</a>® (IMS) in programma a Bressanone (Alto Adige) dal 3 all’8 novembre 2009</strong>. Un’iniziativa che  fa di un nuovo e più forte coinvolgimento del pubblico il suo momento qualificante. Alpinisti famosi, quindi, non lontani su un piedistallo, ma con la gente e in mezzo alla gente per l’intera settimana della manifestazione, prima e unica piattaforma di discussione sulla montagna aperta a tutti&#8230;esperti e semplici appassionati. Oltre a seguire un articolato programma di conferenze e multivision show con tutti e 16 gli alpinisti, visitare un expo di materiali tecnici, partecipare a contest e stage di arrampicata, boulder e slackline, l’International Mountain Summit® (IMS)  permette una presenza attiva, per approfondire l’evoluzione dell’alpinismo (ma anche outdoor ed escursionismo) con chi ne ha fatto la storia e ne sta disegnando il futuro. Non a caso il motto dell’IMS è: <strong>vicino, near, nahe</strong>. Vicino (in 3 lingue, a sottolineare lo spessore internazionale dell’iniziativa) alla montagna, vicino ai protagonisti, vicino ai temi caldi. Ma anche vicino a se stessi e alla natura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il programma ‘Walk’…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da mercoledì 4 a domenica 8 novembre</strong> nell’ambito di IMS sono in programma 4 diversi itinerari di escursione (per un totale di 16 uscite) accompagnati a turno dalle varie star dell’alpinismo:</p>
<ol>
<li>
<div style="text-align: justify;"> le spettacolari e aguzze guglie dolomitiche delle Odle, con i dolci pascoli e boschi sottostanti,</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">la idillica val di Funes con i suoi masi,</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">la Plose, montagna di Bressanone nota anche per lo sci, e</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">le Alpi Sarentine, che consentono una vista impagabile di tutta la cerchia dolomitica, sono i ‘terreni’ di confronto tra alpinisti e pubblico.</div>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le escursioni sono tutte su prenotazione a numero chiuso (prezzo 48 euro con partenza alle 8.30 dalla stazione autobus di Bressanone, rientro alle 15.30).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La prima escursione, mercoledì 4/11</strong>, è una camminata circolare sulla Plose (2.486 m) con vista mozzafiato…guida d’eccezione niente meno che Sir Chris Bonington, l’alpinista britannico più famoso. Sugli stessi sentieri, il 5/11 ci saranno Simone Moro, straordinario rappresentante dell’alpinismo himalayano, il 6/11 Hans Peter Eisendle, famoso alpinista altoatesino, e sabato 7/11 Manolo, funambolico e carismatico arrampicatore trentino.    Dalla stazione a monte della cabinovia della Plose, a 2.050 m, si prende il  sentiero panoramico delle Dolomiti (tratto dell’Alta Via) lungo il versante meridionale della montagna fino al rifugio Schatzer, a 1.984 m: le appuntite e sfacciatamente belle Odle dall’altro lato della val di Funes sembrano così vicine da poterle toccare! Dalla vetta del Monte Forca, a 2.576 m, invece, si gode di una vista panoramica sulle Dolomiti meridionali. A nord, all’orizzonte si vedono i ghiacciai delle Alpi dello Zillertal, in Austria, alte fino a 3.500 m e le Vedrette di Ries. Dopo una sosta al rifugio Schatzer, si ritorna in discesa per il percorso di andata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La seconda escursione porterà invece nella patria natale di Reinhold Messner</strong>, <strong>nel cuore della val di Funes</strong>, laterale della Valle Isarco, sempre al cospetto delle Odle: il 4/11 guida di Simone Moro, il 5/11 Roger Schaeli, fortissimo alpinista estremo svizzero, il 6/11 Reinhold  Messner in persona, il 7/11 Peter Habeler. Si parte dal fondovalle a 1.370 m e si sale attraverso un paesaggio dolomitico primordiale e selvaggio fino al sentiero Adolf Munkel, che passa direttamente sotto al Sass Rigais e taglia la parete nord del Forchetta. Qui è stato scritto un capitolo importante della storia dell’alpinismo: nel 1925 Emil Solleder e Fritz Wiessner superarono per la prima volta la parete nord, estremamente ripida e alta 800 m, ma sopratutto questa fu la ‘palestra’ di un giovanissimo Reinhold Messner, che nel 1967 riuscì nella ‘prima’ invernale. Sosta al rifugio delle Odle, a 1.996 m. Il percorso circolare prosegue sotto le pareti rocciose per finire sui pascoli alpini della malga Zanser, a 1.685 m.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’escursione numero 3 porta alla scoperta delle Alpi Sarentine mercoledì 4/11</strong> con Peter Habeler, giovedì 5/11 con Stephan Siegrist, sabato 7/11 con Doug Scott e domenica 8/11 con Steve House, il più forte alpinista degli Stati Uniti. Si parte da Latzfons a 1.160 m su una strada forestale e poi per pascoli alpini si raggiunge il simbolico punto della Croce di Lazfons presso l’omonimo rifugio. Da qui, spiccano a est tutte le vette dolomitiche famose: Odle, Sella, Sassolungo, Catinaccio. Dall’altra parte, lontano a ovest, si notano l’Ortles-Cevedale (3.905 m, la più alta vetta delle Alpi Orientali e dell’Alto Adige), Gruppo del Brenta, Adamello Presanella, Silvretta. Dopo una sosta al rifugio Santa Croce di Lazfons, sulla via del ritorno si hanno sempre le Dolomiti davanti agli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’escursione 4 porta ancora sulle Dolomiti delle Odle,</strong> ma questa volta dal versante della val Gardena: il 4/11 con Alexander Huber, il 5/11 con Christoph Hainz, il 6/11 con Ines Papert, più volte campionessa del mondo di arrampicata su ghiaccio, il 7/11 con Heinz Zak, arrampicatore tirolese ma anche famoso fotografo di montagna. Da Santa Cristina val Gardena, a circa 1.500 m, salita in cabinovia al Col Raiser, 2.107 m, con affaccio formidabile sulle erte pareti sud delle torri del Fermeda. Superando i pascoli alpini si raggiunge la conca proprio sotto alle pareti. Un canalone conduce fino alla profonda forcella de Mesdì, tra Sas de Mesdi e Sas Rigais, mentre in basso si vede la val di Funes con i suoi pascoli verdi e i larici già ingialliti. Durante la discesa, per l’itinerario di ritorno, la vista è dominata dallo slanciato Sassolungo, 3.181 m. Questa è anche l’escursione più impegnativa, in cui non s’incontrano rifugi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si tratta comunque in generale di percorsi non difficili, ma per maggiore sicurezza saranno presenti anche guide dell’Alpenverein Alto Adige e in caso di brutto tempo saranno adeguati alle condizioni. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> E il resto del programma dell’IMS…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A parte le emozionanti escursioni del programma ‘Walk’ all’IMS sono previste ben <strong>20 conferenze-incontri</strong> e <strong>5 convegni</strong> (presso il Centro Congressi ‘Forum’ di Bressanone), in cui gli alpinisti raccontano ‘live’ filosofia, esperienze, imprese e progetti con l’ausilio di allestimenti e soluzioni tecniche audio e video mai utilizzate prima in eventi di questo settore. Un Expo di materiale tecnico e ampio spazio riservato alle nuove discipline emergenti come il bouldering e lo slacklining con l’apposita sezione ‘IMS Climbing’, ospitata nel palazzetto della pallamano di Bressanone adeguatamente attrezzato. All’IMS, quindi, tutti, anche i curiosi, potranno avvicinarsi ai vari sport possibili in montagna. Altra non meno importante componente dell’International Mountain Summit®, che contribuisce a rendere l’evento unico, è quella ludica-conviviale: a Bressanone si potranno incontrare i protagonisti dell’evento anche informalmente, dopo le conferenze, nella zona apposita del Forum, dove saranno in assaggio prodotti tipici altoatesini, oppure in paese nell’atmosfera di un’osteria tipica. In pratica è il recupero di una vecchia tradizione alpinistica dell’Alto Adige: l’Abklettern (letteralmente, il ‘venir giù’, ‘scendere’) ovvero l’usanza di ritrovarsi a fine stagione (novembre, appunto) in vari momenti conviviali fra guide e arrampicatori per raccontarsi esperienze e fare progetti per l’anno successivo: una sorta di ‘Törggelen’ degli alpinisti, vista anche la quasi concomitanza dell’International Mountain Summit® con l’usanza altoatesina di andar per masi a gustare castagne e vino nuovo, di cui proprio la Valle Isarco è la valle depositaria! …<strong>Il sabato sera 7 novembre, infine, grande party finale e cena tirolese con musica dal vivo, sempre presso il Forum.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> All’International Mountain Summit (alcune escursioni e conferenze vanno verso il sold out) è attiva la <a href="ticket@ims.bz," target="_self">prevendita dei biglietti</a>, tramite la Tickethotline 345/4141868, oppure <a href="www.ims.bz" target="_self">online</a> . <strong>I prezzi degli show- conferenze  degli alpinisti sono di 12 euro, per le escursioni (a numero chiuso) 48 euro compreso trasferta in bus</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ventina di alberghi partner in Valle Isarco e in altre valli dell’Alto Adige hanno approntato tariffe e pacchetti speciali per i fan in occasione dell’IMS.</p>
<p style="text-align: justify;"> ORGANIZZAZIONE E INFORMAZIONI: via Mercato Vecchio 28/12, 39042 Brixen / Bressanone (BZ), tel. 346 6903130</p>
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