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	<title>Grey Panthers &#187; Wellness</title>
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	<description>il sito per gli over 50</description>
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		<title>Le nanotecnologie per la casa: edilizia, arredamento, energia domestica</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Eco-Network organizza, per il prossimo 24 Febbraio a Lissone (MB), il seminario di approfondimento dal tema: "Le nanotecnologie per la casa: applicazioni pratiche delle nanotecnologie nei settori dell'edilizia, dell'arredamento e dell'energia domestica."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>Città del Mobile,</strong> vista la sua economia centrata sulla produzione e vendita d&#8217;arredamento, ha mostrato il suo forte interesse nel pubblicizzare l&#8217;evento, occasione in cui si presenteranno le applicazioni pratiche che oggi la nanotecnologia permette nei settori edili e arredo. Il <strong>comune di Lissone, assessorato alla cultura, Identità e Tradizioni locali</strong>, ha così voluto patrocinare l&#8217;iniziative e destinare la Sala Polifunzionale della Biblioteca Civica (Piazza IV Novembre)) a tale manifestazione, con l&#8217;intento di rendere maggiormente visibile il seminario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il campo delle nanotecnologie e&#8217; sempre piu&#8217; portatore di novita&#8217; enormemente interessanti in tutti i settori industriali e commerciali, in particolare in quelli dove le innovazioni di prodotto possono modificare in maniera sostanziale i modi di uso dei consumatori e, di conseguenza, orientare le aziende oltre al mercato stesso. Tra questi vi sono anche settori tradizionali quali<strong> Edilizia, Arredamento e il comparto Energetico.</strong><br />
Il convegno, dopo un&#8217;introduzione su cosa si intenda con<strong> nanotecnologi</strong>a e quali peculiarità la contraddistinguono, presenta proprio le implicazioni che la nanotecnologia ha avuto prima sul comparto industriale italiano in generale, per poi scendere più approfonditamente nei settori specifico d&#8217;interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo è quello di mostrare e far conoscere le nuove proprietà che materiali tradizionali quali<strong> legno, vetro, pietra e tessuti tessili </strong>possono oggi assumere attraverso la nanotecnolgia: verranno presentati e mostrati i risultati radicalmente innovativi potenzialmente raggiungibili, ponendo l&#8217;accento sulle straordinarie implicazioni che questa <strong>nuova branca della scienza</strong> ha sulle qualità e sul comportamento di questi nuovi materiali e dei nuovi utilizzi commerciali che questi possono avere. Un&#8217; occasione unica per immergersi nel mondo nano e nelle sue peculiarità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Marilisa Romagno</em></p>
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		<title>Scoperta decisiva per la diagnosi dell&#8217;Alzheimer</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[proteina FKBP52]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;importante endocrinologo e biochimico francese, Etienne-Emile Baulieu, ha annunciato martedì 24 gennaio all’Accademia delle Scienze di Parigi, i risultati di un suo nuovo studio pubblicato sul “Journal of Alzheimer’s Disease”. A quasi due anni dal suo primo importante studio sulla malattia, che lo aveva portato ad identificare un forte legame tra la proteina FKBP52 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;importante endocrinologo e biochimico francese, Etienne-Emile Baulieu, ha annunciato martedì 24 gennaio all’Accademia delle Scienze di Parigi, i risultati di un suo nuovo studio pubblicato sul “Journal of Alzheimer’s Disease”.</p>
<p style="text-align: justify;">A quasi due anni dal suo primo importante studio sulla malattia, che lo aveva portato ad identificare un forte legame tra la proteina FKBP52 e l&#8217;Alzheimer quando la ricerca in generale si concentrava solo sui depositi di placche amiliodi, Baulieu ha riscontrato come nel cervello dei pazienti deceduti con Alzheimer le anomalie della proteina Tau e della proteina FKBP52 siano forti indicatori della patologia. <strong>In particolare, negli individui deceduti affetti da Alzheimer, i valori della proteina FKBP52 sono decisamente inferiori a quelli delle persone decedute alla medesima età senza alcun particolare segno di demenza senile. Tale proteina infatti risulta essere ridotta del 75% nei casi di Tauopatia (malattie che favoriscono la formazione di “cespugli” nel cervello), ove l’Alzheimer è più frequente.</strong> Questa correlazione tra l’aumento patologico della proteina Tau e la diminuzione della proteina FKBP52 apre le porte ad un nuovo metodo di diagnosi precoce del morbo e alla messa a punto di trattamenti inediti dal momento che i ricercatori hanno dimostrato in laboratorio come livelli maggiori della proteina FKBP52 inibiscano l’accumulo di Tau nelle cellule nervose.</p>
<p style="text-align: justify;">Dati i risultati promettenti ottenuti dalle ricerche svolte nel 2010, l’équipe del professor Baulieu ha intenzione di intensificare il proprio lavoro nei prossimi due anni, al fine di mettere a punto un trattamento contro la demenza senile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per maggiori approfondimenti:</strong> <a href="http://www.senioractu.com/Alzheimer-la-proteine-FKBP52-s-annonce-comme-une-percee-decisive_a14563.html" target="_blank">http://www.senioractu.com/Alzheimer-la-proteine-FKBP52-s-annonce-comme-une-percee-decisive_a14563.html</a></p>
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		<title>Dal Governo una spinta all&#8217;uso degli equivalenti</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[equivalenti]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il decreto sulle liberalizzazioni approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 gennaio ha riservato attenzione anche ai farmaci equivalenti. Nell&#8217;intento di ridurre la spesa pubblica sanitaria e di permettere al cittadino di curarsi risparmiando, garantendo la qualità delle cure, il Decreto ha confermato l&#8217;obbligo per il medico di indicare nelle ricette il farmaco generico “se di minor prezzo” rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<table width="100%" border="0" cellspacing="10" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>Il <strong>decreto sulle liberalizzazioni </strong>approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 gennaio ha riservato attenzione anche ai <strong>farmaci equivalenti</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;intento di ridurre la spesa pubblica sanitaria e di permettere al cittadino di curarsi risparmiando, garantendo la qualità delle cure, il Decreto ha confermato <strong>l&#8217;obbligo per il medico di indicare nelle ricette il farmaco generico </strong>“se di minor prezzo” rispetto al medicinale di marca.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><br />
</span></p>
<p><strong>Questo il testo estratto dal Decreto:</strong> &#8221;Dal momento in cui è immesso in commercio un farmaco generico, il medico, salvo che non sussistano ragioni terapeutiche contrarie nel caso specifico, inserisce in ogni prescrizione medica anche le seguenti parole: “o farmaco equivalente se di minor prezzo” oppure specifica l&#8217;inesistenza del farmaco equivalente&#8221;.<br />
Questo garantisce ai cittadini un&#8217;informazione trasparente sull&#8217;esistenza di farmaci meno cari.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli Stati Uniti dichiarano guerra all&#8217;Alzheimer</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Wellness]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[NAPA]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel gennaio 2011 il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, firmava il &#8220;National Alzheimer Project Act&#8221;, meglio noto come NAPA, ovvero un piano nazionale con cui il paese si impegnava a trovare una cura in grado di trattare e prevenire il morbo di Alzheimer entro il 2025. In questi giorni, dopo un anno di consultazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Nel gennaio 2011 il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, firmava il &#8220;National Alzheimer Project Act&#8221;, meglio noto come NAPA, ovvero un piano nazionale con cui il paese si impegnava a trovare una cura in grado di trattare e prevenire il morbo di Alzheimer entro il 2025.</strong></p>
<p style="text-align: left;">In questi giorni, dopo un anno di consultazioni e studi, la bozza finale del piano in questione arriverà sulla scrivania del Segretario alla Salute Kathleen Sebelius.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è ambizioso, ma Ron Petersen, direttore di un centro studi sull&#8217;Alzheimer e presidente del comitato di ricerca del NAPA, si dice fiducioso visti gli enormi passi avanti che la ricerca ha fatto negli ultimi 5 anni. Gli studiosi hanno identificato i <strong>geni associati alla malattia</strong> e hanno oggi un&#8217;idea più precisa di quando essa abbia inizio (vale a dire circa 10 o 15 anni prima della manifestazione dei sintomi). Sono stati anche scoperti i <strong>biomarcatori dell&#8217;Alzheimer</strong> che permettono di diagnosticarlo con sicurezza, laddove fino a poco tempo fa l&#8217;unico modo di identificarlo con certezza era tramite un&#8217;autopsia dopo il decesso del paziente. Infine gli studi hanno mostrato come i fattori di rischio principali siano certe placche che si formano a livello cerebrale e che distruggerebbero le cellule nervose. <strong>Viste queste ottime premesse dunque, secondo Petersen il momento dell&#8217;identificazione di una medicina che riesca per lo meno a rallentare il decorso di questa malattia non può più essere molto lontano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se da una parte dunque il governo dovrà fare carte false per sostenere la ricerca in un momento di recessione come questo, dall&#8217;altra parte la &#8220;lotta all&#8217;Alzheimer&#8221; promossa dagli USA prevederà anche un&#8217;estesa campagna d&#8217;informazione sulla malattia. E gli effetti di tutto questo incominciano ad emergere. Diversamente da quanto succedeva negli anni &#8217;80, quando i personaggi noti che soffrivano di Alzheimer sparivano dalla scena e si ritiravano in una sorta di &#8220;isolamento della vergogna&#8221; (si pensi al presidente Ronald Reagan), ora la cantante Glen Campbell e l&#8217;allenatrice di un&#8217;importante squadra di pallacanestro femminile hanno ammesso pubblicamente di esserne affetti, ma allo stesso tempo di voler continuare a lavorare fino a che la malattia glielo permetterà.</p>
<p><strong>Per maggiori approfondimenti:</strong> <a href="http://yourlife.usatoday.com/health/medical/alzheimers/story/2012-01-16/US-launches-national-war-on-Alzheimers/52603476/1" target="_blank">http://yourlife.usatoday.com/health/medical/alzheimers/story/2012-01-16/US-launches-national-war-on-Alzheimers/52603476/1</a></p>
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		<title>Curarsi a tavola con gli alimenti che alleviano i disturbi</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/curarsi-a-tavola-con-gli-alimenti-che-alleviano-i-disturbi/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Wellness]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Di rientro dalle festività siamo tutti più attenti alla linea, ma non dimentichiamo che con l&#8217;alimentazione è possibile anche curarsi, scegliendo gli alimenti giusti, capaci di alleviare determinati disturbi. Una regola generale è quella che deve portare alla riduzione della quantità di cibo ingerito, pensando al nostro benessere generale. Ma anche la scelta dei cibi è fondamentale, tenendo conto delle malattie di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di rientro dalle festività siamo tutti più attenti alla linea, ma non dimentichiamo che con l&#8217;alimentazione è possibile anche curarsi, scegliendo gli <strong>alimenti</strong> giusti, capaci di alleviare determinati <strong>disturbi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una regola generale è quella che deve portare alla riduzione della quantità di cibo ingerito, pensando al nostro benessere generale. Ma anche la scelta dei <strong>cibi</strong> è fondamentale, tenendo conto delle malattie di cui soffriamo. Chi deve fare i conti con il <strong>reflusso gastroesofageo </strong>può mangiare patate e cavoli, che, soprattutto centrifugati, riescono ad agire sul disturbo. Il succo di patate infatti riesce a tamponare, mentre quello di cavoli è noto per la sua capacità cicatrizzante.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo invece chi soffre di <strong>ipertensione</strong>. In questo caso, oltre a ridurre il <strong>sale</strong>, bisognerebbe affidarsi a degli alimenti che agiscono contro la pressione alta. Uno di questi cibi è il <strong>cioccolato fondente</strong>, ma si possono mangiare anche alimenti molto diuretici, come i kiwi, le zucchine e l’ananas. Contro la pressione alta è invece meglio evitare il minestrone. Inoltre anche le patate si rivelano delle alleate contro l’ipertensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Contro il <strong>colesterolo</strong> si possono mangiare due volte la settimana <strong>fagioli di soia</strong>, ma sono utili anche le melanzane e alcuni cibi ricchi di steroli vegetali, di cui abbondano soprattutto le verdure. Da non trascurare anche un mezzo bicchiere di vino rosso a pranzo e a cena. Anche il tè verde aiuta a ridurre il colesterolo cattivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tenere sotto controllo il <strong>fegato grasso</strong> sono utili i carciofi, i cardi, le fave e i legumi in genere. Per combattere le <strong>infezioni delle vie urinarie</strong> si possono mangiare i <strong>frutti di bosco</strong>, nello specifico i mirtilli. Per difendersi dalle <strong>infezioni</strong> invece sono utili gli asparagi, il porro, l’aglio e la cipolla.</p>
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		<title>Il declino delle capacità cognitive</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Wellness]]></category>
		<category><![CDATA[capacità cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[declino]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo uno studio inglese, il cervello umano inizia il suo processo di lento declino a partire dai 45 anni e non dai 60 come finora era stato sostenuto da molti studi scientifici. La ricerca è stata segnalata dal “British Medical Journal”: un gruppo di ricercatori inglesi, francesi e americani, guidato da Archana Sing-Manoux dell’University College [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo uno studio inglese, il cervello umano inizia il suo processo di lento declino a partire dai 45 anni e non dai 60 come finora era stato sostenuto da molti studi scientifici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca è stata segnalata dal “<a href="http://www.bmj.com/node/555079">British Medical Journal</a>”: un gruppo di ricercatori inglesi, francesi e americani, guidato da Archana Sing-Manoux dell’University College di Londra, ha studiato come l’età modifichi le funzioni cognitive e cioè la memoria, la capacità di ragionamento e l’attitudine a comprendere le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre secondo la ricerca, l&#8217;attività di ragionamento e memoria calano del 3,6% negli uomini e nelle donne tra i 45 e i 49 anni. La situazione peggiora con il passare degli anni e il calo arriva al 9,6% negli uomini tra i 65 e i 70 anni ma si ferma al 7,4% nelle donne della stessa età.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studiosi hanno reclutato oltre 7 mila persone che facevano già parte di un più ampio studio, noto come Whitehall Study II, e partito nel 1985, con l’obiettivo di studiare i derminanti sociali della salute. Gli studiosi hanno seguito il gruppo per dieci anni, sottoponendolo per tre volte a una serie di test per valutare la memoria, il vocabolario, la capacità di comprensione visiva e uditiva, la fluidità semantica e fonologica. I risultati hanno dimostrato che i punteggi relativi a tutte le funzioni cognitive, tranne il vocabolario, si riducevano con il passare degli anni e che il declino era più veloce nelle età più avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;">(Da: corriere.it)</p>
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		<title>La PLAYLIST per vivere meglio</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Wellness]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Spopola negli USA un libro che spiega la connessione tra musica e cervello. Si intitola «La tua playlist ti può cambiare la vita», ed è scritto da tre psicologi: Galina Mindlin, Don Durousseau e Joseph Cardillo. I tre esperti hanno studiato come ad ogni brano musicale possa corrispondere un vero e proprio stato d’animo. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Spopola negli USA un libro che spiega la connessione tra musica e cervello. Si intitola «La tua playlist ti può cambiare la vita», ed è scritto da tre psicologi: Galina Mindlin, Don Durousseau e Joseph Cardillo.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre esperti hanno studiato come ad ogni brano musicale possa corrispondere un vero e proprio stato d’animo. Nel libro viene illustrata la tesi secondo cui una playlist, cioè una scaletta musicale scelta appositamente, sarebbe un’ottima terapia contro lo stress e i momenti difficili o faticosi della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori riportano molti esempi: da “Here Comes The Sun” a “Every breath you take”, perfetti per i momenti di relax, da “Pride (in the name of love)” a “The Power of Love” ideali mentre state riordinando casa, e da “Thunder road” a “Beat it” colonna sonora adatta per iniziare alla grande la giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per citare le parole del libro stesso, esistono «10 modi per cui la vostra musica favorita può rivoluzionare la vostra salute, memoria, organizzazione, attenzione e molto altro».</p>
<p style="text-align: justify;">I tre psicologi, quindi, suggeriscono di creare diverse playlist che aiutino a incrementare equilibrio, energia e serenità, così da averne una adatta per ciascuna occasione della nostra vita: feste, momenti impegnativi e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">«La tua mente è un potente strumento. Sei nato con una canzone nel cervello, una canzone capace di mantenerti equilibrato, di portare alla pace interiore e di modellare la tua neurochimica» conclude il libro, insegnando ai lettori come personalizzare la propria playlist caso per caso, per combattere gli effetti negativi di stress, insonnia, ansia, depressione e perfino dipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni esempi:</p>
<p><strong>TRE CANZONI PER SENTIRSI MEGLIO</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=E3lVzmtoeZE&amp;ob=av2n"><strong>The Who - </strong><em>Baba O&#8217;Riley</em></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=h-WMTEPCAKU&amp;feature=fvst"><strong>Bob Dylan - </strong><em>Like a Rolling Stone</em></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LzFgSNotNzo"><strong>Foo Fighters - </strong><em>No way Back</em></a></p>
<p><strong>TRE CANZONI PER CALMARSI</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=U6tV11acSRk"><strong>The Beatles - </strong><em>Here comes the Sun</em></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=OMOGaugKpzs&amp;ob=av2e"><strong>The Police - </strong><em>Every Breath You Take </em></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=15V74Qfzk_I"><strong>J.Pachelbel - </strong><em>Canone in Re Maggiore</em></a></p>
<p><strong>TRE CANZONI PER DARSI DA FARE</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CK3uf5V0pDA"><strong>The Pretenders - </strong><em>Back on the chain gang</em></a></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8s6HN9EG8LY">D. Summer - </a></strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8s6HN9EG8LY">She works hard for the money</a> </em></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=559eWB93jW4&amp;ob=av2e"><strong>R.E.M. - </strong><em>Finest Worksong </em></a></p>
<p>E voi? Cosa aspettate a creare le vostre di playlist?</p>
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		</item>
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		<title>Terapie tumorali efficaci grazie alle nanotecnologie</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 08:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie tumorali]]></category>
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		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[I nanosistemi potrebbero offrire una somministrazione efficace dei farmaci. Superando le sfide presenti si potrebbe avviare un&#8217;era completamente nuova per l&#8217;industria biofarmaceutica e sanitaria. Il progetto Nanophoto (Targeted nanosystems for improving photodynamic therapy and diagnosis of cancer) sta lavorando per creare una formulazione basata sui nanosistemi che offra una somministrazione efficiente e selettiva di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I nanosistemi potrebbero offrire una somministrazione efficace dei farmaci. Superando le sfide presenti si potrebbe avviare un&#8217;era completamente nuova per l&#8217;industria biofarmaceutica e sanitaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto Nanophoto (Targeted nanosystems for improving photodynamic therapy and diagnosis of cancer) sta lavorando per creare una formulazione basata sui nanosistemi che offra una somministrazione efficiente e selettiva di un agente fotosensibilizzante per la diagnosi e la terapia di specifiche malattie tumorali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto finanziato dall&#8217;UE ha deciso di lavorare con la meta-tetraidrossifenil clorina (mTHPC). Le proprietà fototossiche di questa sostanza la rendono utile sia come marcatore spettrale che per sradicare le cellule e i tessuti tumorali.</p>
<p style="text-align: justify;">Potenziando la terapia fotodinamica (PDT) puntando sui nanosistemi si ridurranno gli effetti collaterali del trattamento e si sfrutterà al massimo l&#8217;effetto di permeabilità potenziata e ritenzione (EPR). Essendo una molecola idrofobica, la mTHPC si può intrappolare in nanocarrier specifici per la somministrazione precisa in aree target. I ricercatori di Nanophoto hanno selezionato liposomi, nanoparticelle di silice modificate organicamente (SiO2-NP) e copolimeri di poli(lattide-co-glicolide) (PLGA) NP come potenziali nanosistemi per la somministrazione di farmaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati individuati i protocolli più idonei per ottimizzare il caricamento di NP e la cattura di mTHPC si è dimostrata un successo per i tre nanosistemi. Usando le formulazioni mTHPC liposomiali è stato possibile uccidere efficacemente le cellule tumorali in vitro con illuminazione rossa. Negli esperimenti con la matrice NP, mTHPC è riuscito a fotosensibilizzare la morte di cellule tumorali in vitro.</p>
<p style="text-align: justify;">Prerequisiti importanti per un bersagliamento efficiente dei tumori tramite somministrazione intravenosa dei nanocarrier farmacologici sono la stabilità e la circolazione prolungata nel flusso sanguigno. Finora i risultati degli studi di Nanophoto hanno dimostrato che è utile rivestire la superficie delle NP con uno strato di polietilene glicole (PEG) per ottenere particelle invisibili. Questo è particolarmente importante dato che possono sfuggire al riconoscimento e alla fagocitosi da parte di macrofagi umani. Gli effetti massimi sono stati osservati con SiO2-NP con il più alto livello di PEGilazione. Ciò comporta una migliore farmacocinetica delle mTHPC intrappolate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro per aumentare il potenziale della terapia fotodinamica e del trattamento tumorale tramite la somministrazione di farmaci via nanosistemi continua.</p>
<p style="text-align: justify;">(Fonte: risultato ottenuto nell&#8217;ambito del programma FP7-HEALTH finanziato dall&#8217;UE)</p>
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		<title>La dieta ipocalorica aiuta il cervello a rimanere giovane</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 12:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
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		<description><![CDATA[I ricercatori italiani dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma hanno identificato una molecola che aiuta il cervello a mantenersi giovane e che può essere attivata mangiando meno. Questa molecola, chiamata CREB1, viene attivata da una dieta a basso contenuto calorico (restrizione calorica) e funziona da direttore d&#8217;orchestra accendendo altri geni importanti per la longevità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>I ricercatori italiani dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma hanno identificato una molecola che aiuta il cervello a mantenersi giovane e che può essere attivata mangiando meno. Questa molecola, chiamata CREB1, viene attivata da una dieta a basso contenuto calorico (restrizione calorica) e funziona da direttore d&#8217;orchestra accendendo altri geni importanti per la longevità e per il buon funzionamento del cervello.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
Il “pulsante” molecolare Creb1 regola importanti funzioni cerebrali come la memoria, l’apprendimento, il controllo dell’ansia e diminuisce fisiologicamente con l’invecchiamento. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences Usa), dimostra che la suddetta proteina può essere aumentata seguendo un regime alimentare ipocalorico.<br />
Gli scienziati hanno condotto i primi esperimenti sui topi, la cui dieta è stata ridotta drasticamente del 30 per cento. Con un apporto calorico del 70 per cento i ratti hanno reso migliori performance cognitive e sviluppato più tardi alterazioni cerebrali, quali la malattia di Alzheimer. Infatti la dieta moderata aumenta l’attività di creb e accende nel cervello i geni delle sirtuine, note come le molecole della longevità.</p>
<p>(Da: Centro Maderna)</p>
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		<title>Ictus silenti responsabili della perdita di memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[perdita di memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricerca statunitense della Columbia University Medical Center di New York evidenzia nuovi collegamenti tra la perdita di memoria e gli ictus silenti che attaccano circa uno su quattro adulti anziani. Lo studio è pubblicato sul numero di gennaio di Neurology, la rivista medica dell&#8217;American Academy of Neurology. &#8220;L&#8217;aspetto nuovo di questo studio sulla perdita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Una ricerca statunitense della Columbia University Medical Center di New York evidenzia nuovi collegamenti tra la perdita di memoria e gli ictus silenti che attaccano circa uno su quattro adulti anziani.</strong> Lo studio è pubblicato sul numero di gennaio di Neurology, la rivista medica dell&#8217;American Academy of Neurology. &#8220;L&#8217;aspetto nuovo di questo studio sulla perdita di memoria negli anziani è che si esamina in relazione agli ictus silenti&#8221;, ha commentato l&#8217;autore dello studio Adam Brickman, ricercatore della Columbia University Medical Center di New York. Per l&#8217;indagine è stato esaminato un gruppo di 658 persone di età media di 65 anni. I partecipanti sono stati sottoposti a test che misuravano la memoria, la capacità di linguaggio, la velocità di elaborazione delle informazioni e la percezione visiva. Un totale di 174 dei partecipanti risultava aver subito ictus silenti e ha ottenuto esiti peggiori ai test di memoria rispetto agli intervistati sani. <strong>&#8220;Dato che i sintomi iniziali di patologie come il morbo di Alzheimer sono definiti principalmente da problemi di memoria &#8211; ha concluso Brickman &#8211; i nostri risultati potrebbero portare a una visione più completa di cosa provoca i sintomi e lo sviluppo di nuovi interventi per la prevenzione&#8221;.</strong></p>
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