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	<title>Grey Panthers &#187; Technology</title>
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	<description>il sito per gli over 50</description>
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		<title>Le nanotecnologie per la casa: edilizia, arredamento, energia domestica</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Eco-Network organizza, per il prossimo 24 Febbraio a Lissone (MB), il seminario di approfondimento dal tema: "Le nanotecnologie per la casa: applicazioni pratiche delle nanotecnologie nei settori dell'edilizia, dell'arredamento e dell'energia domestica."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>Città del Mobile,</strong> vista la sua economia centrata sulla produzione e vendita d&#8217;arredamento, ha mostrato il suo forte interesse nel pubblicizzare l&#8217;evento, occasione in cui si presenteranno le applicazioni pratiche che oggi la nanotecnologia permette nei settori edili e arredo. Il <strong>comune di Lissone, assessorato alla cultura, Identità e Tradizioni locali</strong>, ha così voluto patrocinare l&#8217;iniziative e destinare la Sala Polifunzionale della Biblioteca Civica (Piazza IV Novembre)) a tale manifestazione, con l&#8217;intento di rendere maggiormente visibile il seminario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il campo delle nanotecnologie e&#8217; sempre piu&#8217; portatore di novita&#8217; enormemente interessanti in tutti i settori industriali e commerciali, in particolare in quelli dove le innovazioni di prodotto possono modificare in maniera sostanziale i modi di uso dei consumatori e, di conseguenza, orientare le aziende oltre al mercato stesso. Tra questi vi sono anche settori tradizionali quali<strong> Edilizia, Arredamento e il comparto Energetico.</strong><br />
Il convegno, dopo un&#8217;introduzione su cosa si intenda con<strong> nanotecnologi</strong>a e quali peculiarità la contraddistinguono, presenta proprio le implicazioni che la nanotecnologia ha avuto prima sul comparto industriale italiano in generale, per poi scendere più approfonditamente nei settori specifico d&#8217;interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo è quello di mostrare e far conoscere le nuove proprietà che materiali tradizionali quali<strong> legno, vetro, pietra e tessuti tessili </strong>possono oggi assumere attraverso la nanotecnolgia: verranno presentati e mostrati i risultati radicalmente innovativi potenzialmente raggiungibili, ponendo l&#8217;accento sulle straordinarie implicazioni che questa <strong>nuova branca della scienza</strong> ha sulle qualità e sul comportamento di questi nuovi materiali e dei nuovi utilizzi commerciali che questi possono avere. Un&#8217; occasione unica per immergersi nel mondo nano e nelle sue peculiarità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Marilisa Romagno</em></p>
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		<title>L’Unione europea vara ACTA, ma in Rete è protesta</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
		<category><![CDATA[ACTA]]></category>
		<category><![CDATA[anti contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà itnellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Unione europea firma l’accordo anti contraffazione e per il rispetto della proprietà intellettuale, Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Ma da Anonymous ai cyber attivisti, i cittadini europei si oppongono alla “SOPA ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Unione Europa (<strong>UE</strong>) firma a <strong>Tokyo</strong> Anti-Counterfeiting Trade Agreement, noto come <strong>ACTA</strong>, un accordo di enforcement sugli standard internazionali in materia di <strong>propietà intellettuale</strong> e di normative <strong>anti contraffazione</strong>. L’intesa verte sia sulla distribuzione digitale dei contenuti protetti dal copyright, sia sulle policy per prevenire la vendite di prodotti contraffatti come borse “finte” e prodotti di moda e design copiati.  Anche se l’intesa non impone nuovi diritti intelletuali ma di fatto serve solo a<strong> potenziare  diritti già esistenti</strong>, né impone un monitoraggio costante del traffico Internet, da anni ACTA è nell’occhio del ciclone per la <strong>segretezza</strong> che ha circondato l’accordo. Una segretezza degna dell’anti terrorismo o dell’anti spionaggio industriale. Una segretezza che ha sempre messo in allarme i cittadini digitali in quanto spia di una “<strong>mancanza di democrazia e trasparenza</strong>“.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’alone di mistero intorno ad ACTA, contro cui si era scagliato anche l’Europarlamento a Strasburgo, pare fosse dovuto a un vero braccio di ferro fra Europa ed Usa: perché gli Stati Uniti volevano estendere il <strong>Digital Millennium Copyright Act </strong>(<strong>DMCA</strong>) al resto del mondo; invece l’Europa avrebbe voluto allargare il raggio d’azione di Acta ad altre forme di proprietà intellettuale. Da parte sua la UE rispondeva che “Acta vuole <strong>difendere la proprietà intellettuale senza ledere i cyber-rights</strong>“, senza portare “<em>in alcun modo ad una l<strong>imitazione delle libertà civili </strong>o ad una<strong> ‘persecuzione’ dei consumatori</strong></em>“. Nel 2010 l’Europarlamento volle lo stop alle “trattative al buio”, e chiese alla Commissione europea di aprire le negoziazioni in corso su Anti-Counterfeiting Trade Agreement (Acta) al<strong> pubblico dibattito</strong>. Anche Peter Hustinx, allora responsabile Ue per la Protezione dei Dati, si espresse negativamente in merito ai colloqui sulla “<strong>superlegge cross-border</strong>” Acta.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora vediamo che cosa ha firmato oggi la UE, e perché Anonymous e la scena cyber attivista (o dei cyber-hacktivist) sono  scatenati contro ACTA.</p>
<p style="text-align: justify;">La firma della UE sul <strong>trattato globale</strong> è solo l’ultima sigla, e segue quella di <strong>Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Giappone, Corea del Sud e Marocco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">ACTA vuole inasprire la lotta all’illegalità, introducendo misure e sanzioni contro provider internet e piattaforme che sono accusati di promuovere la pirateria commerciale. FIMI-Confindustria applaude alla firma della UE: la proprietà intellettuale verrà più efficamente protetta “<em><strong>da contraffazione e pirateria</strong>, migliorando gli sforzi di <strong>cooperazione</strong> per affrontare insieme i <strong>problemi globali</strong></em>“.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>caso MegaUpload</strong>, che potrebbe essere giudicato da un giudice ex membro di BSA, condotto con un’azione orchestrate dell’FBI su scala internazionale, è solo l’inizio dell’<strong>escalation</strong> alla lotta a piurateria digitale e contraffazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad opporsi ad ACTA in Italia è Agorà Digitale: Luca Nicotra parla di “<em>una decisione grave</em>“, che non tiene conto della “<strong>serrata del Web</strong>” che ha obbligato gli Usa a mettere SOPA in stand by, ma anche delle vive proteste contro l’emendamento FAVA in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le voci di protesta più sentite contro ACTA giungono dalla <strong>Polonia</strong> dove cyber hacktivisti, legati al gruppo Anonymous, hanno condotto <strong>attacchi DDoS contro siti istituzionali e governativi polacchi</strong>, mettendo offline i server del paese. Secondo F-Secure e Twitter gli account @AnonymousWiki hanno chiamato all’azione collettiva contro i siti polacchi per esprimere la “rivolta” contro ACTA. L’ Associated Press riporta che il primo ministro polacco Donald Tusk non ha intenzione di fare concessioni a chi protesta “con brutali blackmail”, e che la Polonia sottoscriverà ACTA. Dopo la battaglia per SOPA, la UE potrebbe essere percorsa dalle proteste anti ACTA.</p>
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		<title>L’iPhone 5 sarà impermeabile?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[copertura HZO]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Samsung]]></category>

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		<description><![CDATA[Samsung e Apple in corsa per assicurarsi una nuova nanotecnologia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le nanotecnologie sono di certo il futuro, e probabilmente questa applicazione farà felici i possessori del milione di telefonini ad alta tecnologia che vengono irrimediabilmente rovinati dall’acqua – statistiche del <a href="http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2087339/iPhone-5-waterproof-Apple-Samsung-talking-spray-proofing-company.html?ITO=1490" target="_blank">Daily Mail</a>, che peraltro riporta come “la metà di questi danneggiamenti siano causati da cadute nella tazza del gabinetto. Ora, i produttori stanno pensando di prendere di petto il problema, accoppiando alla produzione degli smartphone un nuovo spray a nanotecnologie che impermeabilizzerà esterni e componenti interni degli smartphone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono la Apple e la Samsung ad essere in trattativa, riporta il giornale inglese, con la società che produce la copertura HZO,la Zagg.</strong> Parliamo di una tecnologia che usa un metodo unico per operare, visto che il dispositivo non è affatto sigillato, e l’acqua rimane libera di entrare: “Piuttosto, a differenza di altre soluzioni analoghe, con questa tecnologia i componenti sono scudati dall’acqua, lasciando il dispositivo sgombro e sempre pronto a resistere ad incidenti inaspettati”, scrive il Mail che cita un sito specializzato in tecnologia,<a href="http://www.pocket-lint.com/news/43935/hzo-waterproof-nano-tech-samsung-apple" target="_blank"> Pocket-Lint</a>: <strong>“La tecnologia HZO crea una barriera a nanotecnologia idrorepellente”</strong> . I rappresentanti delle due maggiori compagnie produttrici di smartphone hanno assistito ad un test “in un bicchiere d’acqua” che li ha lasciati “letteralmente a bocca aperta”. Anche il rappresentante di Apple ha detto: “Ci aspettiamo di usare questa tecnologia nel prossimo iPhone 5″. Ecco un video che dimostra le potenzialità dell’HZO.</p>
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		<title>Finestrini delle auto come lavagne interattive o tv? Ecco il video</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[finestrini touch screen]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai pensato ai finestrini della auto come delle piccole lavagne interattive dove disegnare o, perché no, guardare la televisione? Sembrano idee fantasiose e irreali, ma ora che il mondo dei touchscreen sta invadendo il mercato arriva anche questa idea. E’ frutto di una intuizione della General Motors che, in collaborazione con il Lab presos ila Bezalel Academy of Art and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Avete mai pensato ai<strong> finestrini della auto come delle piccole lavagne interattive dove disegnare o, perché no, guardare la televisione? </strong>Sembrano idee fantasiose e irreali, ma ora che il mondo dei touchscreen sta invadendo il mercato arriva anche questa idea.</p>
<p style="text-align: left;">E’ frutto di una intuizione <strong>della </strong><strong>General Motors che, in collaborazione con il Lab presos ila Bezalel Academy of Art and Design</strong> di Israele sta studiano come trasformare i finestrini posteriori delle automobili in touchscreen interattivi. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel <a href="http://link.brightcove.com/services/player/bcpid1055201185001?bckey=AQ~~,AAAA9K3O_eE~,BF-rjVZt6dxWMzhYS_d0aK6IljUB_vgT&amp;bctid=1388968268001">video</a> vediamo un eccezionale applicazione di questo studio che ci proietta nel futuro… mica tanto lontano…</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arrivano le auto elettriche con batterie litio-aria</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[batteria litio-aria]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni di subbuglio, di scioperi e serrate, con una Sicilia bloccata per lo sciopero dei forconi, che fa tremare gli automobilisti rimasti senza carburante, la tecnologia, l’innovazioneva avanti e si propongono nuove alternative alla benzina. IBM pare abbia realizzato una batteria rivoluzionaria per le auto elettriche, fatta di Litio ed aria, che donerebbero un’autonomia di ben 800 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi giorni di subbuglio, di scioperi e serrate, con una Sicilia bloccata per lo sciopero dei forconi, che fa tremare gli automobilisti rimasti senza carburante, la tecnologia, l’innovazioneva avanti e si propongono nuove alternative alla benzina.</p>
<p style="text-align: justify;">IBM pare abbia realizzato una <strong>batteria rivoluzionaria per le auto elettriche, fatta di Litio ed aria</strong>, che donerebbero un’autonomia di ben 800 Km. Si tratterebbe di una ricerca, guidata da Winfried Wilcke, Senior Manager Nanoscale Science and Technology Energy Storage, dei laboratori IBM Research di Almaden, che punta alla realizzazione di celle a litio-aria, con prototipi funzionanti per il 2013 e con l’intenzione di una produzione in scala industriale raggiunta nel 2020. La tecnologia pensata da IBM (Battery 500) permetterebbe una autonomia circa mille volte superiore al tipo agli “ioni di litio” (Li-ion), avrebbe un peso estremamente ridotto e la capacità di alimentare un’automobile elettrica per ben 800 Km senza ricarica, riducendo oltretutto le emissioni di smog.</p>
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		<title>Osservatorio Multicanalità: nella dieta mediatica degli italiani la Tv supera internet ma per gli approfondimenti il web stravince</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti d'acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 vede l’esplosione dei gruppi di acquisto e del couponing online (Groupon, Groupalia...), che hanno dato nuova linfa all’eCommerce, come testimonia la crescita dell’881% del buzz in rete su questo tema in un anno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.key4biz.it/Media/">MEDIA</a> - Cinque anni di ricerca, tempo di bilanci per l’<strong>Osservatorio Multicanalità</strong>, il progetto di ricerca di <strong>Nielsen</strong>, <strong>Connexia</strong> e la <strong>School of Management del Politecnico di Milano</strong> che studia l’evoluzione del consumo multicanale e l’approccio strategico delle aziende alla multicanalità.<img class="alignleft" src="http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/admeasure.cgi?i=1" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto emerso dall’edizione 2011, la multicanalità in Italia porta un contributo alla crescita e allo sviluppo economico, sia per le aziende che per i consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Si assiste, infatti, a una maturità dei consumatori multicanale, che continuano a crescere, raggiungendo il 47% della popolazione italiana maggiore di 14 anni per un totale di 24,6 milioni di individui (+7% rispetto al 2010), ma che si avviano a una stabilizzazione: se da un lato la crisi economica ha dato la spinta ai consumatori a essere maggiormente coinvolti nel processo di acquisto, incentivando la migrazione dall’area della tradizione a quella dell’innovazione, dall’altro ha contribuito a fissare alcuni comportamenti maggiormente consolidati sui segmenti Reloaded e Open Minded.</p>
<p style="text-align: justify;">La maturità del consumatore multicanale si evidenzia anche nell’analisi del processo di acquisto che si caratterizza sempre di più come una “de-specializzazione dei canali”: ciascun canale, infatti, non svolge più una funzione specifica, ma risponde a un ventaglio sempre più ampio di esigenze del consumatore.</p>
<p style="text-align: justify;">* Nella <strong>fase di pre-acquisto</strong> cresce del 67% il numero di consumatori che raccolgono informazioni in punto vendita per poi concludere l’acquisto online. Internet rimane comunque la fonte principale di informazioni su prodotti e servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">* Nella <strong>fase di acquisto</strong>, cresce la percentuale di consumatori che considera internet un canale di vendita adeguato alle proprie esigenze, raggiungendo il 34% della popolazione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">* Lo strumento di <strong>pagamento online</strong> più utilizzato rimane la carta di credito prepagata, citata dal 22% degli utenti internet; seguono la carta di credito tradizionale (17%), PayPal (14%) e pagamento alla consegna (9%).</p>
<p style="text-align: justify;">* Nella <strong>fase di post-vendita</strong> rimane centrale il ruolo del punto vendita e del contatto personale, seguiti dall’assistenza telefonica, da internet da parte dell’azienda e infine dall’assistenza internet da parte degli altri consumatori. I segmenti più evoluti tendono a prediligere modalità di assistenza più comode, quali telefono e internet, quest’ultimo nettamente preferito dai Reloaded.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo del buzz online si conferma sempre più importante: cresce il numero di coloro che leggono commenti su prodotti e servizi, ben <strong>20 milioni di italiani</strong>, e al contempo diminuisce la diffidenza verso i giudizi reperiti su blog, forum e community. Il consumatore multicanale è ormai in pieno sviluppo ed è diventato egli stesso un medium. Circa la metà di coloro che partecipano attivamente alle discussioni su internet, lo fa per condividere la propria esperienza o per cercare informazioni su prodotti e servizi, il 36% per fornirle. La comunicazione è indirizzata più ai pari che alle aziende: “solo” il 26% dichiara di farlo per interagire con esse.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 vede inoltre l’esplosione dei <strong>gruppi di acquisto</strong> e del <strong>couponing online</strong> (<strong>Groupon</strong>,<strong>Groupalia</strong>, ecc.), che hanno dato nuova linfa all’<strong>eCommerce</strong>, come testimonia la crescita dell’881% del buzz in rete su questo tema in un anno: 10,1 milioni di consumatori dichiarano di conoscere i gruppi di acquisto online e 3,6 milioni dichiarano di averli utilizzati almeno per un acquisto. La quasi totalità degli acquirenti (3,3 milioni) si dichiara soddisfatto dell’acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi non ha, invece, arrestato l’adozione di tecnologie e <strong>device digitali</strong>, che conferma il trend in crescita: aumentano ancora i navigatori attivi nel mese (+12%) e gli utenti attivi nel giorno medio, che ormai raggiungono i 13 milioni. Significativo l’aumento dell’utenza femminile di internet (+13% rispetto al 2010) e quella dei cosiddetti “<strong>silver surfer</strong>” (navigatori con età maggiore di 54 anni) che registra una crescita in un anno dell’11%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo del mobile si conferma ancora centrale nella <strong>dieta mediatica</strong> degli italiani, con una penetrazione capillare di oltre <strong>50 milioni di utenti</strong>, con previsione di sorpasso degli <strong>smartphone</strong> sui cellulari tradizionali già entro la fine del 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 è l’anno dei tablet, che sono prepotentemente entrati nella dotazione tecnologica degli italiani, raggiungendo 1 milione di possessori.</p>
<p style="text-align: justify;">Come rilevato nel processo di acquisto, anche per quanto concerne la dieta mediatica degli italiani si assiste a un nuovo grado di maturità e consapevolezza dei propri bisogni e dei mezzi più adatti a soddisfarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il soddisfacimento dei bisogni di svago e intrattenimento, la <strong>TV domina internet</strong>. Anche per quanto concerne l’aggiornamento sui fatti di attualità, la TV rimane il mezzo migliore ma con un divario rispetto a internet che si assottiglia da 22 punti percentuali nel 2009 a 11 punti percentuali nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internet sorpassa invece la TV</strong> come mezzo migliore per approfondire argomenti di interesse e trovare informazioni utili per gli acquisti. Più in dettaglio, se si analizzano i due segmenti di consumatori più avanzati, si assiste a un sorpasso di internet sulla TV per soddisfare tutti i bisogni, tranne quello di svago.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera novità nella dieta mediatica è rappresentata dal <strong>consumo mediale multitasking</strong>; in particolare il device maggiormente utilizzato in abbinata al consumo televisivo è il PC, seguito dal cellulare e dai tablet:</p>
<p style="text-align: justify;">* 5,4 milioni di individui utilizzano il PC più della metà del tempo che passano davanti alla TV;</p>
<p style="text-align: justify;">* 3,9 milioni di individui utilizzano il cellulare più della metà del tempo che passano davanti alla TV;</p>
<p style="text-align: justify;">* 800.000 individui (l’80% dei possessori) utilizzano il tablet più della metà del tempo passato davanti alla TV.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per quanto concerne le aziende, l’Osservatorio Multicanalità ha dimostrato come le imprese italiane più virtuose, che in questi anni hanno adottato un approccio multicanale strategico e integrato, abbiano ottenuto ottime performance di business sia in termini di fatturato, profittabilità, quota di mercato, che in termini di <em>customer satisfaction</em> e <em>loyalty</em>.</p>
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		<title>Debutta “Ascolta con” su Facebook, il pulsante di condivisione musicale di Open Graph</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/debutta-ascolta-con-su-facebook-il-pulsante-di-condivisione-musicale-di-open-graph/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’iniziativa Open Graph prosegue: scatta l’ora del bottone “Listen With” per l’ascolto musicale condiviso con gli amici del social network. Come impostare la privacy del social sharing]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Annunciato in pompa magna a settembre alla conferenza degli sviluppatori <strong>Facebook-F8</strong>, l’ambizioso progetto<strong> Open Graph</strong>, è sulla rampa di lancio. Open Graph è costituito da tre elementi: <a href="http://www.itespresso.it/facebook-rilascia-timeline-57834.html">Timeline</a>, Ticker e Actions. Il social network con oltre 800 milioni di utenti ha appena lanciato “<a href="https://blog.facebook.com/blog.php?post=10150457932027131"><strong>Ascolta con</strong></a>” (in inglese:<em> Listen with</em>).  Il <strong>social sharing</strong> di Facebook permette agli utenti di servizi musicali come <strong>Rdio e Spotify</strong> di <strong>condividere la stessa canzone</strong>, allo stesso punto del brano musicale, attraverso il servizio. Entrambi gli utenti, che scelgono la social-condivisione, dovranno <strong>registrarsi al servizio</strong>, per usufruire del bottone “Ascolta con”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si aprirà una <strong>chat  nella barra laterale</strong> che offrirà altre opportunità di ascolto condiviso con annotazioni musicali. Per ascoltare, basterà passare il cursore sul nome dell’utente e cliccare sul pulsante “Listen With”. La chat sidebar, inoltre, permette a chi ascolta di aprire una discussione sulla musica ascoltata.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>privacy</strong> – assicura Facebook- è salva: gli utenti saranno in grado di controllare chi vede che canzone ascoltano con gli amici di Facebook. “<em>Soltanto le persone con cui hanno condiviso l’attività di ascolto insieme, possono vedere quando ascoltate canzoni con un amico</em>” spiega Facebook nel post <a href="https://www.facebook.com/help/?faq=100159030107509">Help Center</a>. “<em>Ogni utente può controllare i privacy settings nelle apps musicali quando installano un’app oppure sulla pagina configurazioni app dopo aver installato l’applicazione. Si possono <strong>rimuovere le canzone ascoltate dalla Timeline</strong> nel proprio activity log.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">A F8 Facebook aveva offerto un assaggio delle potenzialità di Open Graph con “Leggi”, “Ascolta”, “Guarda”, per dare il via alla condivisione-social, mettendo gli “amici” a conoscenza del fatto di aver letto un articolo su un giornale online, aver ascoltato un brano su Spotify o altri servizi musicali.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova funzionalità assomiglia al social media Turntable.fm e sarà disponibile per tutti in un paio di settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati <strong>Nielsen SoundScan</strong>, nei primi sei mesi dell’anno il totale delle vendite di album (sia su cd che in digitale) è cresciuto dell’1%, con 155,5 milioni di unità rispetto ai 153,9 milioni dell’anno precedente. A livello globale, le vendite di musica sono cresciute dell’8,5% fino agli 821 milioni di unità, e a crescere è soprattutto il<strong> download legale (+11%):</strong> sono stati 50,3 milioni gli album scaricati a pagamento, in aumento del 19% sul 2010. Anche il vinile ha visto una crescita del 41%.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Las Vegas, al via il Ces 2012 Vince il più intelligente e leggero</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[CES 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Las Vegas]]></category>

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		<description><![CDATA[Si apre nella capitale degli eccessi la nuova edizione del Consumer electronic show. Tutto si evolve: i tablet più definiti, i portatili più sottili, i televisori più versatili. Eppure manca un vero protagonista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>LAS VEGAS</strong> - &#8220;Più&#8221; è la parola chiave. E non può essere altrimenti nella città degli eccessi. L&#8217;<strong>edizione 2012 del Consumer Electronic Show (Ces) a Las Vegas</strong> &#8211; la fiera dell&#8217;elettronica di consumo più grande al mondo &#8211; sta per aprire i battenti (via ufficiale domani e andrà avanti fino al 13) ma già le prospettive sono abbastanza chiare e definite.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è anche un grande &#8220;meno&#8221; però: <strong>manca LA novità</strong>. Nessuna indiscrezione, nessun pre-annuncio, niente lascia credere che sarà introdotto qualcosa di veramente nuovo nell&#8217;edizione di quest&#8217;anno. La fiera che ha lanciato, tanto per dirne uno e per tornare un po&#8217; indietro nel tempo, il registratore Vhs (era il lontano 1970) forse quest&#8217;anno ci porterà un pochino avanti, ma senza nessun balzo. Sarà un Ces senza un leader, insomma. Ma mai dire mai: qualcuno potrebbe avere un asso nella manica e potrebbe tirarlo fuori nelle prossime ore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più fini e più leggeri.</strong> Nell&#8217;infornata di nuovi netbook e tablet, le dimensioni contano. Così le aziende fanno a gara ad annunciare &#8220;il portatile più fino&#8221; o quello &#8220;più leggero&#8221;. Quelli insomma che ormai &#8211; dopo i netbook &#8211; vengono identificati come <strong>ultrabook</strong>. Il record, per il momento, è di Acer, che ha presentato oggi il suo Aspire S5, alto solo 15 millimetri. Uno spessore così piccolo che per le prese usb e hdmi (alta definizione) hanno dovuto inventare un sistema a scomparsa sul retro del portatile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più tv. Schermi più grandi, più 3D (anche senza occhiali), più smart</strong>: Lenovo ha già presentato &#8211; ad esempio &#8211; il suo televisore da 55 pollici che sarà il primo ad avere installata l&#8217;ultima versione di Android (Ice Cream Sandwich). Ma per ora uscirà solo in Cina. Il problema per il settore tv è che il 2011 è stato un anno nero per le vendite, con gli scaffali pieni e i prezzi a picco. Difficilmente &#8211; vista la crisi persistente &#8211; il rilancio del mercato potrà passare da dispositivi che non sono poi così diversi  da quelli già nei negozi e nelle case.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più connessi. </strong>Che il nostro futuro fosse in Rete, ormai ce lo stanno ripetendo da anni. E ogni giorno diventa più vero. E&#8217; difficile scegliere da dove cominciare, nella pletora di dispositivi per rendere smart la vostra casa o la vostra auto visti tra i primi stand. Camere di sicurezza da accendere in remoto, sistemi di controllo per l&#8217;apertura del garage &#8220;dovunque siate nel mondo&#8221; e videochat per tutti i passeggeri di una macchina sono solo alcuni esempi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più cloud</strong>. Per essere più connessi serve anche più cloud: e così anche i sistemi per archiviare i propri contenuti e le proprie info in rete saranno un&#8217;altro interessante fronte da tenere d&#8217;occhio, perché nuovi servizi vengono annunciati continuamente e qualcosa di interessante è sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più efficienza energetica.</strong> Soprattutto quando si tratta di dispositivi per il controllo remoto della casa e del riscaldamento. Ecco allora applicazioni che controllano l&#8217;accensione dei termosifoni studiando la vostra distanza da casa e i vostri spostamenti o termostati intelligenti controllati attraverso lo smartphone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più strani. </strong>Lo vorreste un set di tazze con il vostro profilo inciso? Beh, c&#8217;è un&#8217;applicazione per questo. La presenta Sculpteo e vi spedisce il prodotto direttamente a casa. Vi serve una telecamera attaccata a un oggetto volante in grado di librarsi in aria fino a 50 metri? C&#8217;è anche questo: sono prodotti da Parrot e potete guidarli &#8211; indovinate un po&#8217; &#8211; attraverso il solito telefonino di nuova generazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più Apple.</strong> Non c&#8217;è niente da fare: anche se l&#8217;azienda fondata da Steve Jobs non è a Las Vegas, domina comunque la scena per la quantità di gadget o applicazioni pensate per i suoi dispositivi, melafonini, tablet o semplici iPod che siano. Cuffie, casse, caricatori e custodie: da questo punto di vista il Ces è un paese dei balocchi per gli amanti della mela.</p>
<p style="text-align: justify;">(Da: Repubblica.it)</p>
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		<title>I PIRATI dei social network</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[hackers]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[truffe]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2012 potrebbe essere l&#8217;anno record degli imbrogli sul web, avvertono gli esperti. Come funzionano le truffe sui social network e le cinque regole per difendersi. La diffusione dei social network è ormai talmente vasta che i nuovi prirati della rete li hanno presi di mira, in particolare Facebook. Tanto che gli esperti avvertono: il 2012 potrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il 2012 potrebbe essere l&#8217;anno record degli imbrogli sul web, avvertono gli esperti. Come funzionano le truffe sui social network e le cinque regole per difendersi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La diffusione dei social network è ormai talmente vasta che i nuovi prirati della rete li hanno presi di mira, in particolare <strong>Facebook</strong>. Tanto che gli esperti avvertono: il 2012 potrebbe essere addirittura l&#8217;anno record degli imbrogli web.<br />
Complice sarebbe però anche il difficile momento economico, in quanto «nei momenti economicamente difficili le truffe aumentano, perché sempre più persone in condizioni disperate cominciano a ricorrere a misure altrettanto disperate per riuscire a far quadrare i conti», avverte <a href="http://www.cifas.org.uk/" target="_blank">Cifas</a>, il gruppo antifrode inglese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si muovono gli hackers</strong><br />
Il primo passo consiste nell&#8217;infettare il pc dell&#8217;utente, per mezzo di <strong>software maligni</strong> (virus) che possono essere di diversi tipi a seconda delle caratteristiche: malware, worm, trojan o spyware.<br />
Una volta che il pc è stato contaminato, <strong>il virus spedisce a tutta la lista di amici</strong> un messaggio privato sul social network o una e-mail, chiedendo di cliccare su un link per vedere, ad esempio, una foto o un video delle vacanze trascorse insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, cliccando, nessuna foto e nessun video appariranno, ma il vostro computer è ormai stato infettato: è sufficiente un click per scaricare, ad esempio, un virus trojan capace di intercettare<strong> i codici dei vostri dati bancari </strong>appena vi collegate al sito della vostra banca online o effettuate una transizione economica via web.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le cinque regole per difendersi</strong></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>All&#8217;interno dei social network, non concedete mai l&#8217;amicizia a chi non si conosce e non aggiungere profili strani o ambigui.</li>
<li>Dubitate anche dei messaggi provenienti dagli amici veri che vi sembrano scritti in maniera strana o del tutto impersonale.</li>
<li>Prima di cliccare su un allegato che non vi convince, meglio chiedere chiarimenti al mittente.</li>
<li>Se pensate di aver ricevuto un messaggio contenente un virus da un vostro conoscente, avvisatelo immediatamente. Nel caso contrario lui farà lo stesso con voi.</li>
<li>Diffidate da promozioni via internet troppo convenienti, sono spesso link a siti malevoli.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Insomma l&#8217;ordine del giorno è sospettare e dubitare di tutto e tutti, all&#8217;interno della rete. Come direbbe <strong>Andy Grove</strong>, uno dei fondatori della Intel: &#8220;<em>Solo i paranoici sopravvivono&#8221;</em>.</p>
<p>(Fonte: 50&amp;Più)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hop Mobile HM Senior</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/hop-mobile-hm-senior/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 11:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[scelti per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Hop Mobile presenta Hop Mobile HM-Senior, il primo telefonino  studiato appositamente per utenti senior con il tasto SOS per le emergenze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Spesso, anzi, quasi sempre, ci troviamo a parlare di modelli che fanno parte dei top di gamma dei vari gestori. Modelli con il touchscreen, modelli all in one, modelli che ci permettono di portare a termine una lunga serie di operazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo anche visto, specialmente negli ultimi tempi, come i produttori cerchino di accaparrarsi ogni piega della clientela, da far diventare reale, piuttosto che lasciarla potenziale. E così, si hanno modelli che differiscono magari di una sola virgola, ma che invadendo il mercato riescono a entrare nelle tasche degli italiani. In particolare, il target a cui si guarda sempre con giusta cupidigia è quello dei giovani, i più attenti cercatori di novità in assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ci sono però solo i giovani nel nostro Paese, e le ultime analisi demografiche lo testimoniano. Considerando che stiamo diventando un Paese per vecchi, perché non pensare anche a un cellulare che sia dalla parte delle persone anziane (magari i nostri genitori), e che le aiuti in caso di pericolo? Hop Mobile ci ha pensato. Nasce con queste premesse il nuovo HM Senior.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Confezione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo Hop Mobile H<img class="alignnone size-medium wp-image-22034" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Hop-Mobile-HM-Senior_47939_2" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2012/01/Hop-Mobile-HM-Senior_47939_2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />M Senior costa circa 100 euro. Si trova su internet, ma anche in vari negozi (a Milano non abbiamo avuto alcuna difficoltà per procurarcelo).</p>
<p style="text-align: justify;">Nella dotazione di vendita alcuni accessori. A disposizione abbiamo il caricatore standard da viaggio, i manuali (per la verità scritti un po&#8217; in piccolo), gli auricolari stereo con jack da 3.5 millimetri.</p>
<p style="text-align: justify;">La batteria è da 1000 mAh, e determina un&#8217;autonomia davvero straordinaria. Considerando l&#8217;assenza di un parco funzioni ampio e dell&#8217;UMTS, HM Senior riesce a restare acceso e operativo per ben cinque giorni. Sembra di fare un tuffo nel passato.</p>
<p>HM Senior è in grado di rispondere alle nostre esigenze:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiarezza</strong>. Tasti grandi con numeri ben visibili stampati in bianco su fondo nero. Display con semplice visualizzazione del numero che si sta componendo o che ci sta chiamando, con caratteri chiari e grandi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Semplicità</strong>. Un tasto verde per effettuare la chiamata e rispondere alle chiamate entranti. Un tasto rosso per interrompere le comunicazioni.  Un unico tasto laterale per bloccare e sbloccare la tastiera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comodità.</strong> Il telefono pesa solo 85gr e ha dimensioni contenute e comode anche per le mani meno sicure (104x49x12 mm) e tasti ben divisi al tatto per le mani meno sensibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sicurezza.</strong> Il tasto SOS sul retro per le situazioni di emergenza o malessere. Per chiedere aiuto è sufficiente premerlo, il vivavoce si inserisce automaticamente in modo che l’utente non sia costretto a tenere in mano l’apparecchio e questo chiama in automatico progressivamente i 4 numeri scelti dalla persona in caso di necessità finché uno di questi non risponde.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Completezza.</strong> Nonostante l’essenzialità di questo prodotto, non manca la funzionalità SMS e uno strumento utilissimo che ne aumenta la sicurezza, quale la torcia. Per i più esigenti un tasto laterale che attiva la radio in vivavoce.</p>
<p style="text-align: justify;">Un apparecchio che garantisce dunque tranquillità e comfort all’utilizzatore, evitando ansie di confrontarsi con un oggetto nuovo, di dover imparare un linguaggio estraneo, di provare disagio nell’avere difficoltà a vedere numeri e display o a premere i tasti corretti.</p>
<p style="text-align: justify;">
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