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	<title>Grey Panthers &#187; Viaggi</title>
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		<title>Natale e Capodanno a Marrakech, la &#8220;città rossa&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Trascorrere il Natale o il Capodanno in compagnia di amici o familiari, assaporando l’atmosfera unica di Marrakech, la “città rossa” cinta da 20 km di mura, i colori dei suoi souk traboccanti di merci e profumati di spezie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trascorrere  il Natale o il Capodanno in compagnia di amici o familiari, assaporando l’atmosfera unica di Marrakech,  la “città rossa” cinta da 20 km di mura e circondata dal palmeto più esteso del Nord Africa,  i colori dei suoi suq traboccanti di merci e profumati di spezie, il relax dei suoi Hammam (dove il benessere e la cura del corpo sono tradizione e cultura antica), i sapori della sua cucina esotica. La città marocchina, situata a circa 150 km dall’Oceano Atlantico, offre moltissime possibilità al turista: senz’altro da vedere è la piazza Djema El Fnâa, la piazza del mercato della medina (la città vecchia) di Marrakech e la più grande dell’Africa (dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità). È qui che si svolge gran parte di tutta la vita sociale, culturale e turistica. Di giorno è puntualmente attraversata da acrobati, cantastorie, danzatrici, ammaestratori di serpenti, musicisti, venditori di acqua in costume, con le tradizionali borse di cuoio e le tazze di ottone, bancarelle di cianfrusaglie, dentisti ambulanti e circondata dalle decine di banchi disposti lungo la sua circonferenza e la cui mercanzia è rappresentata da spremute di arancia fatte sul momento. Di notte tutto ciò scompare, per lasciare posto a moltitudini di piccoli carretti che, aperti, rivelano la loro natura segreta di veri e propri ristoranti ambulanti: ne escono panche e tavoli, griglie, legna ed attrezzi da cucina. Altro rinomato luogo turistico sono i Giardini Majorelle, nella città nuova, che prendono il nome dall&#8217;artista francese Jacques Majorelle, che scelse nel 1919 Marrakech come dimora. Fu un gran collezionista di piante provenienti da tutto il mondo che, ancora oggi, circondano la villa (famosa anche per la presenza delle ceneri di Yves St Laurent). Infine la moschea Kutubiya, sovrastata da un minareto di oltre 70 metri, e i suq: mercati coperti che si articolano su numerose viuzze e piazzette, ciascuna delle quali è dedicata ad attività specifiche: venditori di pelli, lana, calderai, gioiellieri, tintori.</p>
<p>Per il soggiorno, consigliamo il <a title="Riad Sable Chaud" href="http://www.riadsablechaud.com/homepage.aspx">Riad Sable Chaud</a>, raffinata ed accogliente dimora nel cuore della Medina, oasi di pace ed eleganza riservata ad un numero ristrettissimo di ospiti, che vengono coccolati con mille, discrete, attenzioni. È una tradizionale dimora marocchina radicalmente ristrutturata  e arredata con mobili antichi, oggetti d’arte, decorazioni in un sapiente mix fra spunti etnici africani e raffinatezza europea. Cinque stanze improntate allo &#8220;spirito del Marocco&#8221;, una cuoca eccellente (un vero rito la prima colazione con frutta esotica, dolci e yogurt fatti in casa), personale attento a completa disposizione degli ospiti, è il luogo ideale per trascorrere vacanze natalizie al tepore del sole africano: fra i suoi servizi esclusivi, la possibilità di farsi decorare mani e piedi con l’hénnée o andare alla scoperta dell’Atlante (la catena montuosa alle spalle della città) e di luoghi inconsueti nei dintorni di Marrakech in auto privata con autista. Le stanze sono a partire da 100 €  (pernottamento e prima colazione per 2 persone).</p>
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		<title>Viaggio di fine anno nel magico Gujarat</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 08:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitalba paesano</dc:creator>
				<category><![CDATA[scelti per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[inverno India]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 27 dicembre al 7 gennaio 2012 // 12 giorni / 10 notti   Con il TCI viaggio nel GUJARAT Tra Pakistan, Rajasthan e Mar Arabico il Gujarat ha una grande varietà naturale, ma soprattutto è segnato dalla diversità politica e culturale: lo abitano giainisti, musulmani, indù e cristiani, gruppi tribali e nomadi. Patria del Mahatma Gandhi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Dal 27 dicembre al 7 gennaio 2012 // 12 giorni / 10 notti  </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con il TCI viaggio nel GUJARAT</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Tra Pakistan, Rajasthan e Mar Arabico</strong> il Gujarat ha una grande varietà naturale, ma soprattutto è segnato dalla diversità politica e culturale: lo abitano giainisti, musulmani, indù e cristiani, gruppi tribali e nomadi. Patria del Mahatma Gandhi, il Gujarat è tra gli stati più moderni e meno noti, con una prosperità che risale a tremila anni fa (cultura di Harappa). Importanti città-tempio, forti, palazzi, con stili architettonici influenzati da sovrani buddisti, imperatori musulmani, e ragià indù, ma anche villaggi ignorati nei millenni dalle ondate di invasori stranieri, e dunque con una cultura da tempo scomparsa altrove.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/09/india-3.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-17697" title="india 3" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/09/india-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/09/india-2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-17693" title="india 2" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/09/india-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le tappe principali</strong> sono l’ex-capitale Ahmedabad con superba architettura indoislamica e ricchissimi bazaar, i sontuosi templi giainisti sulle colline di Shatrunjaya, il Little Rann Sanctuary nella remota e aspra Kuch, con popolazioni tribali famose per i ricchissimi ricami dei costumi e per le tradizioni immutate nei secoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Punti salienti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ahmedabad Sabarmati Ashram, tempio giainista Hatheesing, moschea Jama, Shreyas Folk Museum Modhera, Tempio del Sole Patan, Rani Ki Vav Kutch Little Rann of Kutch e safari Bhuj villaggi tribali e artigianato locale (ricami, tes-suti) Dhamadka, villaggi tribali Gondal palazzo Navlakha Palitana Templi giainisti a Shatrunjaya Mumbai Kotachiwadi, Prince of Wales Museum</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Quote di Partecipazione </strong>per persona (minimo 15/ massimo 20 partecipanti) da Milano, Roma</p>
<p style="text-align: justify;">camera doppia € 3.880- supplemento singola € 660- supplemento partenze da altre città italiane su richiesta</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> La quota comprende:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">accompagnatore dall’Italia- voli di linea in classe economica- guida locale di lingua inglese da Ahmedabad a Bhavnagar- guida locale di lingua italiana Mumbai- 11 pernottamenti in hotel 3/4/5 stelle come da programma o simili- mezza pensione dalla colazione del 2°giorno alla cena dell’11° giorno- 10 pranzi in ristorante/hotel e spuntini al sacco- pullman con aria condizionata- trasferimenti ed escursioni con assistenza- ingressi a musei e attrazioni- facchinaggio in hotel (1 bagaglio per persona)- set da viaggio con guida turistica sulla destinazione- assicurazione medico-bagaglio base- copertura Rischio Zero</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> La quota non comprende: </strong>quote iscrizione se non soci TCI € 80 p.p. e € 30 se coniuge o fami­liare, prevede l’associazione al Touring Club Italiano- tasse aeroportuali € 400, soggette a variazione- visto per l’India € 65- mance ad autisti e guida locale € 65 (importo obbligatorio raccolto in loco dall’accompagnatore)- pasti non indicati e bevande- spese personali- integrazione medico-bagaglio e copertura annullamento su richiesta- tutto quanto non elencato ne “La quota comprende”.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Documenti e visti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Passaporto individuale in corso di validità, con scadenza di almeno 6 mesi dalla data di partenza</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per il visto di ingresso sono necessari: </strong>modulo compilato e firmato  -3 pagine libere- 2 foto tessera recenti- Attenzione: il Consolato non rilascia il visto se il passaporto non è firmato dal titolare- I documenti vanno inviati a mezzo corriere, almeno un mese e mezzo prima della partenza, per non incorrere nel costo supple­mentare della procedura d’urgenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Visita ai villaggi: per ottenere il permesso in loco è necessario ave­re con sé 2 fototessera e fotocopia del passaporto con visto valido e formulario compilato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberghi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ad eccezione di Mumbai e Ahmedabad, in tutte le altre località le sistemazioni sono semplici, comunque le migliori disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pasti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni pranzi nel corso degli spostamenti sono con lunch-box</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VIAGGIO RISERVATO AI SOCI TCI</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.viaggidelclub.it/download/2011/india.pdf"> </a></strong><strong><a href="http://www.viaggidelclub.it/download/2011/india.pdf">Scarica il depliant completo</a> </strong></h4>
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		<title>Un affascinante itinerario in Repubblica Ceca alla scoperta della Burgenstrasse, la Via delle Rocche</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 07:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[burgenstrasse]]></category>
		<category><![CDATA[Praga]]></category>
		<category><![CDATA[repubbica ceca]]></category>
		<category><![CDATA[via delle rocche]]></category>

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		<description><![CDATA[A tutti i grey-panther appassionati di storia e di leggende proponiamo un interessante itinerario turistico per l’estate in Repubblica Ceca, alla scoperta dell’ultimo tratto della Burgenstrasse. Di che cosa si tratta? È La via delle Rocche, suggestivo percorso (tra i più affascinanti dell’Europa Centrale) che da Mannheim conduce a Praga tra torrioni, mura merlate e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti i grey-panther appassionati di storia e di leggende proponiamo un interessante itinerario turistico per l’estate<strong> in Repubblica Ceca</strong>, alla scoperta dell’ultimo tratto della <strong>Burgenstrasse</strong>. Di che cosa si tratta? È <strong>La via delle Rocche, suggestivo percorso (tra i più affascinanti dell’Europa Centrale) che da Mannheim conduce a Praga tra torrioni, mura merlate e fossati. </strong>Istituita nel 1954 in Germania, la Via delle Rocche fu immediatamente fatta proseguire fino a Praga non appena crollò la cortina di ferro e oggi offre al moderno viandante oltre 1000 chilometri di percorso, che collegano centinaia di destinazioni uniche. I gioielli del tratto ceco sono <strong>quattordici castelli e un monastero</strong>, custodi di una storia antica, testimoni di saghe e scrigno di leggende…</p>
<p>Non solo castelli e nobili residenze, ma <strong>anche borghi</strong> sospesi nel tempo <strong>e celebri centri termali</strong> già cari agli Asburgo, collegati da un unico itinerario dai panorami unici, perfetto da percorrere in auto, pullman, treno, bicicletta, a piedi o via fiume. Ecco le tappe salienti di questo percorso, in un crescendo che culmina nel “castello dei castelli”: quello di Praga. Dopo l’ultima rocca tedesca, quella di Bayreuth, appena varcato il confine ceco, si susseguono:</p>
<p><strong>Chebsky Hrad (castello di Cheb)</strong></p>
<p>Castello imperiale il cui sviluppo fu fortemente voluto dal Barbarossa, fu poi dotato di nuovi bastioni nel XVIII secolo e infine distrutto nel 1742 durante la Guerra di Successione austriaca. Eppure il castello di Cheb oggi <strong>regala</strong> ancora <strong>alcuni dei migliori esempi di romanico del Paese</strong>. La cittadella fortificata presenta architetture uniche: geometrie nette e spigolose, mura possenti ingentilite da ordini di bifore (quel che resta del palazzo di Federico Barbarossa) e la Torre Nera (che prende il nome dai blocchi di lava con cui fu costruita) con vista sui monumenti del centro storico, tra i più antichi di Boemia. Da vedere anche la cappella palatina dei santi Erardo e Orsola.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/sokolov.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16084" title="sokolov" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/sokolov.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Sokolov</strong></p>
<p>Quello di Sokolov, oggi più un palazzo che un castello, sorge su un importante crocevia commerciale. Scavi archeologici rivelano che già nel 1279 sorgeva qui una roccaforte adibita a sede nobiliare. Fu nel XV secolo che gli Slik trasformarono la fortezza in un castello a pianta rettangolare con quattro torri angolari, che ispirerà poi la ricostruzione attuale. L’edificio oggi è più monumenti in uno: non solo è composto di tre storici edifici, ma questi ospitano diversi musei, collezioni e gallerie. Le varie esposizioni fotografano la storia della regione, l’attività mineraria qui diffusa, flora e fauna locali e artigianato tipico.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/loket.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16074" title="loket" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/loket.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Loket</strong></p>
<p>Costruita con blocchi di granito nella seconda metà del XII secolo, sotto Vladislao II, è tuttora oggetto di studio ma non si esclude che fosse l’edificio unico di un‘antica fortezza slava. Oggi colpiscono soprattutto la torre di difesa abbarbicata alla roccia più alta, il santuario romanico ora parte della chiesa di San Venceslao, i palazzi e la casa del margravio. Nel castello è ospitato anche un museo di porcellane, vetri, un meteorite di 108 kg ritrovato nel 1775 nel locale pozzo e diversi ricordi di Goethe.</p>
<p><strong>Becov nad Teplou</strong></p>
<p>Fatto erigere in posizione strategica dai signori di Osek nel XIV secolo, il castello di Becov conobbe il massimo splendore a cavallo tra ‘400 e ‘500. Seguirono la costruzione del palazzo rinascimentale e quella in stile barocco del castello inferiore, al momento l’unico accessibile al pubblico. La fortezza principale, infatti, è tuttora in corso di restauro. Il vero gioiello di Becov è senza dubbio il reliquario di San Mauro, splendido esempio di arte romanica del ‘200.  Il sontuoso sarcofago dorato, tra i meglio conservati di tutta Europa, è un capolavoro ligneo impreziosito con argento e rame, proveniente dalla fabbrica di Florennes, nell’odierno Belgio.</p>
<p><strong>Lazne Kynzvart</strong></p>
<p>Elegante nella sua candida architettura, il castello di Kynzvart se ne sta nel cuore del triangolo termale, nella regione di Karlovy Vary-Karlsbad. Il progetto del maniero, costruito tra il 1821 e il 1839, fu affidato dal cancelliere di stato austriaco Klement von Metternich all’architetto Pietro Nobile, che adottò lo stile del classicismo viennese. Tra i gioielli di Kynzvart, la biblioteca del cancelliere, tra le più importanti d’Europa con i suoi oltre 24.000 tomi. Tra questi, anche un raro frammento del Vecchio Testamento riconducibile all’VIII secolo.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/tepla.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16076" title="tepla" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/tepla.jpg" alt="" width="325" height="155" /></a>Monastero di Tepla</strong></p>
<p>Il complesso monastico di Tepla fu fondato nel 1193 e subito abitato da 12 monaci. Per ben 800 anni, il monastero influì sulla storia della Boemia occidentale, finché l’esercito di sicurezza non arrestò i monaci e prese possesso dell’edificio, che fino al 1978 fu in parte utilizzato come caserma delle truppe cecoslovacche. Altre parti fortunatamente furono dichiarate monumento nazionale e sottratte al degrado, fino a quando il complesso sul finire del 1990 tornò nelle mani dell’ordine monastico che lo aveva fondato. Il nucleo più antico giunto fino a noi è la chiesa in stile romanico-gotico.</p>
<p><strong>Svihov</strong></p>
<p>Un bellissimo e raro esempio di castello d’acqua. Cuore della fortezza è la corte interna, chiusa dalle due ali del palazzo residenziale. Tutt’attorno corrono i bastioni, messi in ulteriore sicurezza da un fossato. Oggi grazie a questo sistema di mura e canali il castello guadagna in coreografia ma un tempo la fortezza era tra le più inespugnabili della sua epoca. Da non perdere il magnifico soffitto a cassettoni in stile rinascimentale che sovrasta la sala da ballo e l’armeria, le cucine del castello, le prigioni e la galleria con capolavori gotici.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/kozel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16088" title="kozel" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/kozel.jpg" alt="" width="325" height="155" /></a>Kozel</strong></p>
<p>Splendido edificio dall’impronta classicista, è tra i monumenti più visitati di tutta la Boemia occidentale. A impreziosire gli interni del castello fu il celebre pittore praghese Antonin Tuvor, che affrescò alcune sale con la tecnica a secco. Pregevoli anche gli arredi originari, esempi rari di arte e artigianato in stile rococò e classico. Anche questo maniero è chiuso in un abbraccio verde da un parco rigoglioso, con tanto di padiglione di caccia.</p>
<p><strong>Zebrak e Tocnik</strong></p>
<p>Costruita nella seconda metà del XIII secolo, nel 1341 la fortezza di Zebrak fu annessa alle proprietà imperiali e ospitò spesso Carlo IV. Oggi della fortificazione restano due possenti torrioni cilindrici e poco più. In lontananza, sull’altura successiva ecco la rocca di Tocnik, le cui rovine sono tra le più belle di Boemia. Il nucleo originario risale al XIV secolo ma nel XVI secolo fu rimaneggiata con impronte rinascimentali. Anche Tocnik oggi è ridotto a poche rovine, ma il loro fascino ha qualcosa di solenne e romantico.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/karlstein.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16078" title="karlstein" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/karlstein.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Karlstejn</strong></p>
<p>E’ tra i monumenti medievali meglio conservati, più importanti e maggiormente visitati di tutta la Repubblica Ceca. A fondarlo nel 1348 su una rupe che domina il corso del Berounka fu Carlo IV, re di Boemia che sarebbe poi stato incoronato anche imperatore del Sacro Romano Impero. Il castello serviva per conservare e custodire le insegne, i documenti e i gioielli imperiali e della corona ceca nonché le sacre reliquie. Ristrutturato in stile neogotico sul finire del XIX secolo per mano di Josef Mocker, assunse l’aspetto che conserva ancora oggi, reso particolarmente affascinante dalla disposizione degli edifici su più livelli.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/praga.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-16080" title="praga" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/06/praga.jpg" alt="" width="249" height="203" /></a>Castello di Praga</strong></p>
<p>Eccolo infine, il degno coronamento di un cammino all’insegna della storia, dell’arte, dell’architettura, del bello. L’ultima tappa della Via delle Rocche è Praga, con il suo castello. Concentrato di capolavori di ogni genere ed epoca, la capitale ceca ha nel castello il suo monumento-simbolo. Non un semplice edificio, ma un complesso di palazzi, chiese, cattedrali, botteghe, giardini, piazze, vicoli, corti che hanno ospitato teste coronate, cervelli brillanti, artisti internazionali, autorità ecclesiastiche e militari. Una sorta di cittadella che domina la città, il nucleo antichissimo della Città Vecchia.</p>
<p><strong>Consigli di viaggio</strong></p>
<p>Per chi sceglie l’auto, la Via delle Rocche in Repubblica Ceca si raggiunge tramite le autostrade D1, D5, D8, D11. Praga e Norimberga sono collegate da un express bus delle Ferrovie Tedesche (DB-Deutsche Bahn) con 6 corse il giorno e un tempo di percorrenza di 3 ore 45 minuti. La maggior parte delle località lungo la Via delle Rocche è servita dalla ferrovia, i cui binari spesso corrono paralleli all’itinerario turistico. Esiste anche un collegamento diretto con la Via delle Rocche dagli aeroporti di Norimberga e Praga.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una piccola perla del Tirreno &#8211; l&#8217;Isola del Giglio (1): alla scoperta di una dolcissima isola selvaggia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 08:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[scelti per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[giglio castello]]></category>
		<category><![CDATA[giglio porto]]></category>
		<category><![CDATA[Isola del giglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cuore verde emerge dalle limpide acque del mar Tirreno. Questo è Giglio, un’isola montuosa di granito rosso coperta da un manto di vegetazione, che si estende per una superficie di circa 21 Kmq. Dell’Arcipelago toscano è la seconda per dimensione: all’orizzonte la più grande, l’Elba, e poi Giannutri, Montecristo, l’Argentario e qualche volta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un cuore verde emerge dalle limpide acque del mar Tirreno. Questo è <strong>Giglio, un’isola montuosa di granito rosso coperta da un manto di vegetazione</strong>, che si estende per una superficie di circa 21 Kmq.</p>
<p>Dell’Arcipelago toscano è la seconda per dimensione: all’orizzonte la più grande, l’Elba, e poi Giannutri, Montecristo, l’Argentario e qualche volta la Corsica.</p>
<p><strong>La costa</strong>, lungo i suoi 28 km, <strong>presenta una grande varietà morfologica</strong>: da pareti rocciose a picco sul mare, visibili soprattutto sul versante di ponente, a un addolcimento della natura, che si distende in ampie spiagge rossastre e sabbiose (Campese, Cannelle, Arenella e Caldane) e in minuscole calette selvagge, che si aprono specialmente nella parte orientale (per citarne alcune, Cala del Lazzaretto e Cala dello Smeraldo, rispettivamente a nord e a sud di Giglio Porto).</p>
<p>Il resto è campagna, per lo più incolta, pineta, macchia mediterranea e vento.</p>
<p>Il punto più alto della dorsale, il Poggio della Pagana (496 m slm), offre una vista privilegiata e svela le tracce di un presente e soprattutto di un passato agricolo, con i suoi terrazzamenti costruiti con muretti a secco e con i suoi filari di vite <em>Ansonica </em>(da cui si ottiene il rinomato vino Ansonaco) che si tuffano nell’azzurro del suo mare.</p>
<p><strong>Il suo nome</strong> porta a collegarla al fiore, con il quale peraltro non ha nulla a che fare. La sua etimologia <strong>deriva</strong> in realtà <strong>dalla latinizzazione del vocabolo greco <em>aegilium</em>, che significa “capra”</strong>. <em>Isola delle capre</em> dunque, e su questa come sulle altre isole dell’arcipelago toscano c’erano molte capre selvatiche, ancora presenti a Montecristo.<strong></strong></p>
<p>I residenti stabili sono circa 600, pertanto l’isola gode di un naturale “isolamento”, nonostante disti solo 15 Km da Monte Argentario, il Comune toscano (in provincia di Grosseto) da cui ci si imbarca: un’ora di traghetto da Porto Santo Stefano, situato all’estremità nord-occidentale del promontorio dell’Argentario.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/giglio-porto.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14582" title="giglio porto" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/giglio-porto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un’isola che dal mare appare selvaggia, da vicino incanta con i suoi borghi medioevali</strong>, primo fra tutti <strong>Giglio Porto</strong>, sulla costa orientale, l’unico approdo (turistico e commerciale) dell’isola. Man mano che ci si avvicina colpiscono i suoi variopinti colori: dietro al porto si sviluppano ad arco quelle che una volta erano le antiche abitazioni dei pescatori, che dipingevano la loro casa (con gli avanzi di vernice impiegata sulle loro barche) per distinguerla dalle altre e poterla così riconoscere dal mare, prima ancora di ormeggiare nel porto.</p>
<p>Ad accogliere il visitatore, sulla sinistra del molo, la bianca <strong>Torre del Saraceno</strong>, da secoli guardiana del mare.</p>
<p>Piacevole passeggiare sul lungomare che si apre nella Piazza della Dogana, ricco di negozi e locali tipici, d’estate aperti fino a tarda notte.</p>
<p>Non si può venire al Giglio senza recarsi nell’abitato di <strong>Giglio Castello</strong>, il capoluogo fortificato. Si potrebbe dire che la sua visita merita quasi da sola l’intero viaggio. Si tratta di un centro storico intatto nelle sue strutture originarie, posto a 405 metri di quota in una zona collinare nel centro dell’isola. All’interno, al riparo delle sue possenti mura, regnano il silenzio e la quiete; un’autodifesa che sembrerebbe aver vinto contro il tempo, qui dove il tempo pare essersi fermato.</p>
<p>Ci si arriva in auto o in autobus di linea percorrendo la strada principale che parte dalla marina oppure a piedi, attraverso un’antica mulattiera che un tempo era l’unica via di collegamento tra i due centri.</p>
<p>Si può camminare per ore in questa piccola isola e non vedere un edificio moderno. L’unica località isolana di recente costruzione è<strong> Giglio Campese</strong>, sulla costa nord-occidentale; questa frazione sorge in un’ampia baia sabbiosa, che per i venti favorevoli è amata dai surfisti e da chi può raggiungerla a bordo di una barca per assistere ad un meraviglioso tramonto.</p>
<p>Oltre alla via del mare, si può godere delle bellezze che quest’isola ha da offrire lungo la strada provinciale che da Giglio Castello conduce a Campese: è un susseguirsi di tornanti che dietro ad ogni curva regalano panorami unici; e su questa asfaltata la vista del Faraglione ce ne preannuncia l’arrivo. Quando si è ormai vicini si scorge la Torre Medicea, che delimita la baia nella sua parte settentrionale.</p>
<p>La mitezza del clima incoraggia i visitatori ad una villeggiatura in tutte le stagioni, in una quotidianità autentica ed incontaminata, nel rispetto dell’ambiente.</p>
<p><strong>A spasso per l’isola</strong></p>
<p>Il suo territorio aspro, data la natura montagnosa dell’isola, che per il 90 % è ancora selvaggia, funge da stimolo per allontanarsi dalla strada principale, alla scoperta di una natura che ci seduce con i suoi profumi e i suoi colori sgargianti.</p>
<p>Ciò è reso possibile dalla fitta rete di percorsi pedonali che percorrono in lungo e in largo l’intera superficie isolana, che con una carta topografica o “turistica” in mano risaltano subito alla vista.</p>
<p>Le escursioni a piedi permettono di ammirare, assaporare e toccare tutto ciò che l’ambiente offre, nonché di raggiungere cale e piccole insenature, che durante i mesi estivi concedono una singolare intimità.</p>
<p>Una quindicina sono i sentieri che toccano aree diverse, e un tempo erano le uniche strade che i gigliesi usavano per spostarsi sull&#8217;isola. La maggior parte di essi sono accidentati (non adatti per andare in Mountain-bike), ma il grado di difficoltà è comunque medio-basso.</p>
<p>Castello è il punto nevralgico della sentieristica; da qui si snodano infatti numerose mulattiere, che salgono al pianoro Le Porte e riscendono verso il Porto e le belle spiagge delle Cannelle e delle Caldane, oppure si diramano verso Campese.</p>
<p>Vi segnaliamo due itinerari, entrambi di straordinaria bellezza, che durante i mesi primaverili accompagnano al piacere degli occhi anche quello dei profumi della macchia mediterranea.</p>
<p><strong>Itinerario 1: Da Giglio Castello a Capel Rosso. </strong></p>
<p>Il percorso non è difficile, si impiegano tre ore circa per 6 km, con un dislivello di 375 m. Dal borgo fortificato di Giglio Castello si prosegue sul crinale lungo la strada asfaltata verso sud. In località le Porte si lascia la carreggiabile e ci si inoltra, sempre in direzione sud, per una mulattiera che percorre la macchia e cammina lungo il Poggio della Pagana e il Poggio dei Castellucci, rivestito da una bassa gariga. Tornati sul crinale, dopo aver oltrepassato il Poggio Terneti, inizia la scarpata che scende verso punta Capel Rosso, affascinante per la presenza del vecchio faro a strisce bianche e rosse. Siamo sulla punta meridionale dell’isola, dall&#8217;aspetto allungato che degrada lentamente. Per chi ne avesse il desiderio, con una scalinata scavata nel granito può arrivare all’insenatura per rinfrescarsi un po’ prima del ritorno.</p>
<p><strong>Itinerario 2: Da Giglio Castello a Campese</strong></p>
<p>Questa passeggiata è di un&#8217;ora in discesa (2 Km). Si parte dal piazzale di sosta dei pullman di Castello e si cammina per un breve tratto fino alla prima curva a destra; qui si prende la mulattiera che scende nella macchia mediterranea tra cespugli di ginestra, cisto ed elicriso, con una bella vista sulla spiaggia e sui faraglioni. Al termine, una strada sterrata porta fino alla Torre di Campese.</p>
<p>Consiglio: portate sempre con voi una bottiglia d’acqua! L’isola è sprovvista di acqua corrente potabile (eccetto a Giglio Castello, dove si trova la sorgente Acqua Selvaggia, una fontana che si incrocia prima di arrivare alla piazza centrale, dove sono ubicati i vecchi lavatoi).</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/giglio-castello.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14584" title="giglio castello" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/giglio-castello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Giglio Castello                      </strong></p>
<p>Il «castello» è un insieme di edifici fortificati, tipico del Medioevo, ma affonda le sue radici nel <em>castrum </em>romano, ovvero l’accampamento che ospitava le guarnigioni di soldati, trasformatosi nel tempo in un vero e proprio centro abitativo.</p>
<p>Il borgo di Giglio Castello, sospeso nel blu di cielo e mare, <strong>nacque nel XII secolo per opera dei Pisani</strong> e conserva intatte queste strutture architettoniche difensive; si tratta, infatti, di un paese che gode di un’autodifesa naturale, data la sua posizione strategica su uno dei poggi più alti dell&#8217;isola, e di una artificiale, poiché il suo limite esterno è completamente circondato da mura fortificate.</p>
<p>L’anello delle mura, nel suo perimetro di circa un chilometro, ha una forma irregolarmente ellittica; unisce in sé la potenza delle cortine di pietra, impreziosite da merlature sommitali, e la levità dei dieci torrioni d’avvistamento, posti agli angoli rivolti verso l&#8217;esterno del borgo.</p>
<p>Le strutture murarie sono invigorite dalla <strong>Rocca Aldobrandesca</strong>, una struttura fortificata situata nel punto più alto del borgo castellano, quello a nord-ovest, ed è formata da un fortilizio esterno a base trapezoidale, organizzato su più livelli e gravante su un lato ad una delle torri.</p>
<p>Si accede al borgo attraverso una delle porte che si aprono lungo la cinta muraria, ma di queste la più caratteristica è la <strong>Porta</strong><strong> della Rocca</strong>. Prima di oltrepassarla si osserva al centro di un’arcata esterna lo stemma dei Medici, in ricordo del loro dominio.</p>
<p>Riservata e imponente nella sua facciata, solare e scenografica nel suo lato privato: un labirinto di vicoli medioevali, le case incastonate tra di loro, sormontate da archi e balzuoli, le caratteristiche scale esteriori che portano ai piani superiori delle abitazioni; ci perdiamo dolcemente nelle sue trame, assistiamo ad uno spettacolo che si ripete da tempi remoti, vediamo gli anziani che tornano dai campi e ripongono il loro mulo nel pagliaio, dopo averlo accuratamente pulito, e vediamo le antiche piazze, come la magnifica Piazza XVIII Novembre, che qui sono ancora un luogo di ritrovo in cui chiacchierare o in cui giocare.</p>
<p>Queste caratteristiche hanno conferito a Castello il marchio di qualità di <strong>uno dei borghi più belli d’Italia.</strong></p>
<p>Così, di via in via eccoci al centro del borgo nella <strong>chiesa di S. Pietro Apostolo</strong>, dove sono custoditi numerosi reperti, tra cui un crocifisso d&#8217;avorio del XVI secolo attribuito al Giambologna, un reliquario contenente l&#8217;ulna destra di San Mamiliano, ed il &#8220;tesoro&#8221; che proviene dalla cappella privata di papa Innocenzo XIII, costituito dai suoi arredi sacri.</p>
<p>Consigliamo di non lasciare Giglio Castello senza aver prima degustato il suo vino Ansonaco, prodotto e conservato nelle sue numerose cantine.</p>
<p><strong>La villa sotto il mare</strong>: <strong>I &#8220;Castellari di Giglio Porto&#8221;<em></em></strong></p>
<p>Il Castellare del Giglio era una struttura difensiva costiera situata presso la frazione del Porto. Si trovava ubicata alla sommità di un promontorio che si innalza dietro la Torre del Saraceno e chiudeva a sud la baia del porto. I resti di questa fortificazione tardo cinquecentesca sono purtroppo andati perduti nel corso dei secoli passati.</p>
<p>In ricordo di questo edificio, il toponimo de “I Castellari” oggi sta ad indicare l’intera area che era interessata, già sorta sulle rovine di un’antica villa romana, chiamata anche villa romana del Castellare (Castellari) del Porto.</p>
<p>La torre si trova tuttora su una scogliera in granito sovrastante il porto, tra le sue allegre abitazioni. In prossimità di essa, nella caletta del Saraceno, si può intraprendere questa esplorazione “sotto il livello del mare”, di cui oggi è visitabile soltanto la cetaria annessa alla nobile abitazione. Tuttavia, <strong>il sito archeologico si sviluppa su una vasta area, dove si possono ammirare dalla superficie i resti affioranti della villa romana dei Domizi Enobarbi, mosaici e una lunga terrazza pensile, nonché la stessa vasca a mare per la pescicultura. </strong></p>
<p>Purtroppo le odierne abitazioni hanno inglobato la villa patrizia, ma passeggiando sul lungomare occhi curiosi possono scorgere ciò che ne rimane, tessere di mosaico, affreschi, monete, mattoni con i bolli di provenienza, mura in <em>opus reticolato</em> e molti frammenti di marmo multicolore.</p>
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		<title>Una piccola perla del Tirreno &#8211; l&#8217;Isola del Giglio (2): spiagge, approdi e altre escursioni</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 08:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torri d’avvistamento e panorami superbi L’isola gode di una difesa naturale, il suo territorio difficile. Fin dall’antichità il bisogno di sicurezza era un aspetto che interessava la vita di ogni singola persona e probabilmente in maniera maggiore rispetto ai giorni nostri. Le prime tracce abitative risalgono all’Età del Ferro, epoca in cui nel Mediterraneo sorsero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torri d’avvistamento e panorami superbi</strong></p>
<p>L’isola gode di una difesa naturale, il suo territorio difficile. Fin dall’antichità il bisogno di sicurezza era un aspetto che interessava la vita di ogni singola persona e probabilmente in maniera maggiore rispetto ai giorni nostri.</p>
<p>Le prime tracce abitative risalgono all’Età del Ferro, epoca in cui nel Mediterraneo sorsero i primi insediamenti fortificati. <strong>Divenne in seguito base militare etrusca</strong>, <strong>e sotto l’egemonia dei Romani ebbe un’importanza strategica nel Mar Tirreno</strong>. <strong>Dal XIII al XV secolo passò dal dominio della nobile famiglia degli Aldobrandeschi a quello Pisano; è questo il periodo che vede sorgere la maggior parte delle opere difensive. Durante il Rinascimento si procedette con l’ampliamento di queste strutture e con l’esecuzione di interventi di recupero, quando il controllo del Giglio passò ai Medici.</strong></p>
<p>Divenne uno degli avamposti del Granducato di Toscana e dopo il famoso saccheggio del Barbarossa (1544), la famiglia medicea ripopolò l’isola con contadini di ceppo senese: per invogliarli a rimanere i granduchi furono molto prodighi, regalarono terreni, grano e fecero scavare pozzi.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/torre-del-saraceno.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14595" title="torre del saraceno" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/torre-del-saraceno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel suo presente rimangono intatte alcune delle importanti torri d’avvistamento che sorgevano in punti nodali della costa. La <strong>Torre</strong><strong> del Saraceno</strong>, come si è detto, fu eretta alla porta d’ingresso del porto. Costruita in epoca medioevale, il suo nome rievoca una feroce incursione di pirati Saraceni che la danneggiò gravemente.</p>
<p>Vi sono poi la <strong>Torre</strong><strong> del Campese</strong> e la <strong>Torre</strong><strong> del Lazzaretto</strong>. La prima delimita a nord la lunga spiaggia che porta il suo nome e il piccolo porto del Campese. Datata alla metà del Cinquecento, fu voluta dai Medici con lo scopo di difendere la costa occidentale da incursioni piratesche. Oggi è diventata un’esclusiva residenza privata.</p>
<p>L’ultima è posta su un promontorio a picco sul mare; voluta anch’essa da Cosimo I de’ Medici sul finire del XVI secolo, aveva invece la funzione di difendere la costa orientale, e successivamente fu trasformata in lazzaretto dove mettere in quarantena le persone che arrivavano da zone a rischio di epidemie.</p>
<p>Gli edifici turriformi costieri e la cinta muraria di Castello sono tutte strutture difensive che per la loro posizione strategica sono anche dei punti panoramici, in quanto ubicati in modo tale da avere una perfetta visibilità circostante.</p>
<p>Vi è inoltre la presenza di alcuni fari, anch’essi collocati in punti cruciali.</p>
<p>Ci riferiamo al <strong>Faro di Punta del Capel Rosso</strong>, a picco su una scogliera, il tragitto verso il quale  incontra il punto più alto dell’isola, con una vista meravigliosa su tutto l’Arcipelago, e alla <strong>Punta del Fenaio</strong>, sull’estremità settentrionale dell’isola, dove si trova un antico faro in disuso, ora in vendita.</p>
<p><strong>Le spiagge da non perdere: la caletta dell’Allume e altre</strong></p>
<p>I turisti che si recano al Giglio sono soprattutto appassionati di mare; e come dar loro torto? Il perimetro costiero è prevalentemente roccioso, con l’eccezione di alcune cale naturali, dove si aprono la spiaggia del Campese e le tre altre spiagge minori situate sul versante orientale dell’isola: Arenella, Cannelle e Caldane.</p>
<p>Le spiagge sono nell&#8217;ordine di grandezza: <strong>Campese</strong>, che sorge in un golfo caratterizzato dal colore rossastro della sabbia; orientato ad ovest, gode di uno stupendo panorama alle luci del tramonto.</p>
<p>Per chi ama un mare più privato e solitario, per la balneazione non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta tra la spiaggia libera e gli scogli di granito. Per chi invece ama le comodità troverà stabilimenti balneari e molti bar.</p>
<p>Le <strong>Cannelle</strong> sono raggiungibili via terra con una passeggiata di circa venti minuti dal porticciolo (due chilometri a sud del porto). Una soffice sabbia bianca e un basso fondale marino ne fanno un paradiso per i più piccoli… Ci sono bar, stabilimenti balneari e spiaggia libera.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/cala-smeraldo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14597" title="cala smeraldo" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/cala-smeraldo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Segnaliamo la <strong>cala dello “Smeraldo”</strong> a cinquecento metri dalla spiaggia. Il percorso a piedi (circa venti minuti) è un po’ arduo, ma immergersi nelle sue acque color smeraldo vale l’impresa.</p>
<p>L’<strong>Arenella</strong> si trova a cinque chilometri a nord del Porto. La spiaggia è piccola e poco frequentata e la sabbia ha un colore dorato. Racchiusa tra una scogliera e la vegetazione mediterranea, da qui si può vedere la vicina Torre del Lazzaretto, che sovrasta un’omonima cala davvero coreografica.</p>
<p>Ed infine arriviamo alle<strong> Caldane</strong>,<strong> </strong>raggiungibili solo a piedi. La passeggiata è davvero incantevole (circa venti minuti oltre le Cannelle), si percorre un sentiero non troppo impegnativo, ma a picco sul mare e quindi non molto consigliato in presenza di bambini.</p>
<p>Si tratta di una caletta meravigliosa con sabbia finissima chiara e non è mai troppo affollata; sicuramente è la spiaggia più selvaggia ed isolata, tanto che non c’è neppure servizio bar. La spiaggia libera è a disposizione di tutti, inoltre si possono affittare sdraio ed ombrelloni.</p>
<p>Un indirizzo speciale: la <strong>caletta dell’Allume</strong> (nelle vicinanze vi era un particolare minerale, l’allume di rocca), poco distante dalla frazione di Giglio Campese.</p>
<p>Dalla baia di Campese un sentiero si inoltra in una boscaglia per aprirsi all&#8217;improvviso, dopo una breve salita, in un anfiteatro calcareo, simile al paesaggio lunare; dall’apice della scogliera si può scendere al mare con una scalinata vertiginosa. La meta una cala rocciosa a forma di cuore, tra lo Scoglio Nero e la rupe della Penna, un approdo al riparo dai marosi e dalle orde di turisti.</p>
<p>Una buona alternativa per arrivare dal Porto nelle spiagge o insenature vicine sono <strong>i barcaioli </strong>(servizio taxi-boat tra una spiaggia e l’altra; giro dell’isola; noleggio barche: per informazioni su questo servizio <a title="clicca qui" href="http://www.boatmen.it">clicca qui</a>).</p>
<p><strong>Paradiso per subacquei</strong></p>
<p><strong>Il mare che lambisce l’isola è tra i più limpidi d’Italia</strong>, persino il porto ha acque cristalline. Queste acque, anche se non vi è un vincolo di tutela, rientrano nel più grande parco marino d&#8217;Europa, quello del <strong>Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano</strong>, che è composto dalle sette isole maggiori (Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona) e da isolotti minori. Legambiente ha premiato nel 2005 l&#8217;isola del Giglio conferendole il 4° posto nazionale per le migliori località balneari.</p>
<p>La straordinaria trasparenza dell’acqua, popolata da svariate forme di vita, la presenza di relitti e la grande varietà di habitat, sono il richiamo per una moltitudine di subacquei. I centri per le immersioni subacquee sono numerosi e per tutti i livelli, si trovano sia a Giglio Porto (<a title="International Diving" href="http://www.internationaldiving.it">International Diving</a>) che a Campese. I centri sono disponibili anche ad escursioni di snorkeling. <strong>I migliori posti d’immersione sono soprattutto nella costa occidentale</strong> (più rocciosa e quindi più interessante da vedere), si tratta di almeno 13 punti, alcuni adatti a chi ha esperienza, altri invece anche per i neofiti.</p>
<p>I punti che segnaliamo di seguito si intendono dislocati lungo tutta la costa, e sono: Tralicci; Secca dei Pignocchi (Secca I); Secca delle Secchi (Secca II); Punta del Fenaio; Cala Monella; Punta del Morto; Secca della Croce (Secca IV); Cala Cupa; Le Scole; Secca Zampa di Gatto; Scoglio di Pietrabona; Cala del Corvo; Cala dell&#8217;Allume.</p>
<p><strong>La pesca può essere praticata liberamente in tutte le sue tipologie</strong> (pesca sportiva, pesca dalla barca, pesca in deriva e pesca subacquea).</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/giannutri.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14599" title="giannutri" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/giannutri-150x144.jpg" alt="" width="150" height="144" /></a>Escursione all’isola di Giannutri</strong></p>
<p>Meta di viaggiatori sensibili all’ambiente e degli amanti della vela, lontana dalla vita di società e dal traffico (non si possono introdurre automobili), grazie al parco marino protetto è considerata un paradiso del sea-watching.</p>
<p>Camminando sulle sue <strong>spettacolari scogliere</strong>, il silenzio è rotto solamente dal sibilo del vento e dal frastuono delle onde che si spezzano sulle rocce.</p>
<p><strong>Vanta il più bel sito archeologico dell’Arcipelago toscano: la villa romana dei Domizi Enobarbi (II secolo d.C.), in località Cala Maestra</strong>, di cui sono rimaste colonne con capitelli, marmi e mosaici pregiati.</p>
<p>Sulla piccola isola di Giannutri, che misura appena 2,6 Kmq, si arriva dal Giglio (da cui dista 15 Km) oppure da porto Santo Stefano (in estate tutti i giorni, nelle altre stagioni solo il sabato e la domenica), solitamente con escursioni giornaliere e mini crociere. Ci sono poche decine di appartamenti, anche in affitto, un bar, un ristorante ed un negozio, e si sta aprendo anche ad un turismo stanziale; recentemente è stato avviato anche il primo resort dell’isola: <a title="Le Dimore di Mimmina" href="http://www.ledimoredimimmina.com/">Le Dimore di Mimmina</a>, una villa con quattro appartamenti indipendenti in affitto.</p>
<p>L’inconfondibile forma di mezzaluna dell’isola è di ottimo auspicio per una vacanza da sogno…</p>
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		<title>Una piccola perla del Tirreno &#8211; l&#8217;Isola del Giglio (guida pratica): alberghi, ristoranti e sapori del territorio</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 08:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come si raggiunge </strong></p>
<p><strong>In auto</strong>: Per raggiungere l’isola ci si imbarca da Porto Santo Stefano. Da qui, con i traghetti Toremar e Maregiglio si arriva a Giglio Porto in un’ora. <strong>E’ sconsigliato sbarcare con la propria auto</strong>: le tre località dell’isola sono collegate da un servizio di autobus. In alternativa si può girare l’isola in scooter.</p>
<p><strong>In aereo</strong>: Gli aeroporti più vicini sono: Pisa, Roma Fiumicino e Roma Ciampino. E’ possibile usufruire di un servizio navetta per il collegamento Aeroporti – Porto S. Stefano e viceversa, su prenotazione.</p>
<p>Ulteriori informazioni sono disponibili contattando la <a title="Pro Loco Isola del Giglio" href="http://www.isoladelgiglio.biz">Proloco Isola del Giglio </a></p>
<p><strong>Dove alloggiare</strong></p>
<p>Tra le soluzioni di soggiorno che l’isola propone per i visitatori abbiamo scelto quelle che offrono, anche dalla camera, una vista magnifica.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/hermitage.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14605" title="hermitage" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/hermitage-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il più esclusivo è l’<a title="Hotel Hermitage" href="http://www.hermit.it/ita/index1.html"><strong>Hotel Hermitage</strong> </a>(accessibile solo via mare oppure a piedi lungo un sentiero non molto facile). Una villa degli anni Cinquanta, presso cala degli Alberi, convertita in albergo con camere molto sobrie, è l’ideale per chi cerca silenzio e intimità. Per gli ospiti sono messi a disposizione una vasca per talassoterapia (anche di notte), corsi di cucina, di acquarello o ceramica <em>raku </em>e passeggiate a dorso d’asino (allevati nei pressi dell’albergo).</p>
<p>L’<a title="Hotel Saraceno" href="http://www.saracenohotel.it/"><strong>Hotel Saraceno</strong> </a>(Giglio Porto), domina sulla scogliera che chiude il porto, vicino alla Torre del Saraceno e accanto alla cala delle Murene. L’hotel vanta stanze con vista panoramica e accesso privato al mare.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/hotel-arenella.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14607" title="hotel arenella" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/hotel-arenella.jpg" alt="" width="136" height="98" /></a><a title="L'Arenella" href="http://www.hotelarenella.com/">L’Arenella</a></strong> (Via Arenella, 5, Porto) è un albergo moderno immerso nella vegetazione, possiede una grande terrazza panoramica e le stanze sono state da poco rinnovate.</p>
<p>L’<a title="Hotel Campese" href="http://www.hotelcampese.com/home.html"><strong>Hotel Campese</strong> </a>(Giglio Campese) è situato direttamente sulla spiaggia, ha 39 stanze confortevoli, giardino e posto auto. Il ristorante della casa ha una carta di gustosi piatti della tradizione toscana.</p>
<p><strong>Ristoranti</strong></p>
<p>A Giglio Castello ci sono due ristoranti davvero gustosi. Il primo è l’<strong><a title="Arcobalena" href="http://www.arcobalena.net/ristorante_arcobalena.htm">Arcobalena</a></strong>, un ambiente raccolto e accogliente, che d’estate offre anche la possibilità di mangiare nella piazzetta antistante all’entrata. La cucina è a base di pesce fresco di giornata, quindi varia di giorno in giorno. Ottimo il vino della casa, prodotto dal più importante viticoltore dell’isola: Francesco Carfagna, che è anche il proprietario del ristorante.</p>
<p>L’altro ristorante che consigliamo si chiama <strong><a title="Da Maria" href="http://www.ristorantedamaria.it">Da Maria</a></strong> e viene frequentato anche dai gigliesi. Da non perdere il coniglio selvatico, cucinato con pomodoro e spezie della macchia mediterranea, e la <em>schiaccia</em> con le patate (un dolce).</p>
<p>Se volete invece cenare vicino al mare, a Giglio Porto troviamo due ristoranti di altrettanta qualità. <strong>Alla Paloma</strong> ogni piatto viene preparato al momento: nell’attesa, vi potrete quindi rilassare nel caratteristico giardino interno, magari stuzzicando l’ottima focaccia preparata in casa. Ad ogni modo questo locale è famoso per la zuppa di pesce e per i pesci cotti in crosta. Una vera prelibatezza. </p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/la-vecchia-pergola.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14609" title="la vecchia pergola" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/la-vecchia-pergola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La Vecchia Pergola</strong> è caratterizzata dalla sua bella terrazza che si affaccia sul porto. La cucina è casalinga e l’atmosfera informale. Da provare la <em>tonnina</em>, uno dei piatti tipici dell’isola.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/uva-ansonica.jpg"><img title="uva ansonica" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/05/uva-ansonica-150x120.jpg" alt="" width="150" height="120" /></a>Prodotti Tipici: uva giallo ambra e pan di fichi</strong></p>
<p>Passeggiando lungo le mulattiere e, se possibile, inoltrandosi tra le lunghe fila di terrazzamenti, si trovano per lo più seminascosti dalla vegetazione capanni dal tetto bombato e palmenti, le vasche in pietra dove si pigiava l’uva. L’isola è piena di questi manufatti: sono delle cantine realizzate per custodire attrezzi o per dormirci durante la vendemmia, mentre i palmenti venivano utilizzati per vinificare nello stesso luogo dove l’uva veniva raccolta. Il suo trasporto fino al paese sarebbe stato molto più faticoso, cosicché alle cantine ci giungeva soltanto, a bordo degli asini, il prodotto finito.</p>
<p>L’uva ansonaca ha un colore giallo ambra, resiste al calore e alla salsedine, e da questi grappoli si ricava il forte <strong>vino Ansonaco</strong> (come lo pronunciano i gigliesi; sulle etichette c’è scritto Ansonico!), l’eccellenza isolana. Ha un profumo vagamente fruttato, sapore asciutto ma molto morbido al palato. Nel borgo di Giglio Castello si può degustare in numerose cantine, come in quella di Gioacchino, in via Volta.</p>
<p>L’altra raffinatezza gastronomica gigliese è il <strong>“panficato”</strong>, un dolce con fichi e frutta secca. Si tratta di un pane dolce piuttosto morbido e bruno. Gli ingredienti principali che danno un inconfondibile sapore al prodotto sono i fichi secchi e le noci dell&#8217;Isola del Giglio. Consigliamo di acquistarlo presso la Pasticceria &#8220;Da Fausto&#8221;, in Via Umberto I a Giglio Porto.</p>
<p>Camminando sempre per le campagne, si possono scorgere i contadini che nelle ore di sole intrecciano ceste ed oggetti in vimini utilizzati in agricoltura, e che rappresentano una grande attrattiva per i visitatori. Sicuramente dovrete trattare per il prezzo del loro manufatti.</p>
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		<title>In bicicletta alla scoperta della Repubblica Ceca</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se per questa estate non avete ancora programmato niente, ecco un interessante proposta dedicata a tutti coloro che amano le vacanze all’insegna del relax ma anche della natura e del movimento. Non occorre per forza essere degli sportivi per seguire il nostro suggerimento: un itinerario, in bicicletta, alla scoperta della Repubblica Ceca. Vaste pianure coltivate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se per questa estate non avete ancora programmato niente, ecco un interessante proposta dedicata a tutti coloro che amano le vacanze all’insegna del relax ma anche della natura e del movimento. Non occorre per forza essere degli sportivi per seguire il nostro suggerimento: <strong>un itinerario, in bicicletta, alla scoperta della Repubblica Ceca.</strong></p>
<p>Vaste pianure coltivate, valli profonde, prati e pascoli sconfinati, sponde verdeggianti di fiumi lucenti, morbide colline ammantate di vigneti, fitti boschi, placidi laghi, pendici scoscese, alte vette panoramiche, strani fenomeni geologici, rocce magistralmente scolpite dalle erosioni, nobili dimore, antichi castelli, borghi rurali, eleganti località termali, città d’arte, siti Unesco… perché lasciar scappare tutto lo straordinario fascino del territorio ceco fuori dal finestrino di un’auto o di un treno in corsa, senza poter godere di ogni singolo scorcio?</p>
<p>Pensate di perlustrare questo territorio tanto vario senza nessuna fretta, al ritmo delle vostre gambe, assecondando lo stupore degli occhi di fronte a ciò che cercavate e a ciò che non immaginavate. <strong>L’intero Paese è solcato in lungo e in largo da infiniti itinerari cicloturistici e piste ciclabili, non di rado parte di famosi percorsi internazionali </strong>(per esempio la Greenway Praga-Vienna, il tracciato paneuropeo Praga-Pilsen-Parigi e il sentiero della Cortina di Ferro, che ricalca il vecchio confine tra Europa Est e Ovest).<strong> Ce n’è per tutti i gusti e i livelli di allenamento.</strong></p>
<p><strong>I più allenati</strong>, quelli che non disdegnano la salita e che si spingono alla conquista delle vette <strong>opteranno certo per la montagna</strong>, ricca di sfide da cogliere in sella alla mountain bike. Tra le mete preferite, la Selva Boema, i Monti Metalliferi, i Monti Jizerske, i Monti dei Giganti e i Monti Orlicke, Jeseniky, Beskydy, i Carpazi Bianchi e le alture boemo-morave. <strong>In un paesaggio incontaminato, attraverso pascoli e foreste, si snodano</strong> <strong>però anche itinerari non competitivi </strong>pensati proprio per penetrare una natura ancora inviolata apprezzandone ogni scorcio, ogni profumo. E in ogni caso i panorami d’alta quota non sono preclusi a nessuno: eventualmente si può pensare di salire in vetta approfittando dei ciclobus (autobus di linea che caricano anche le biciclette) o delle funivie e poi godersi la discesa in sella…</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/rep-ceca.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14241" title="rep ceca" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/rep-ceca-150x110.jpg" alt="" width="150" height="110" /></a>Nel dubbio comunque, <strong>i meno allenati e meno sportivi è bene che prediligano invece le verdi pianure</strong>, <strong>in particolare in Boemia centrale e meridionale e in Moravia meridionale</strong>. E non pensino a paesaggi monotoni, perché ogni angolo offre scenografie diverse e nuovi stimoli. Nel Sud della Boemia, per esempio, le piste ciclabili si insinuano tra <strong>i laghi artificiali</strong> della zona di Trebon in un paesaggio unico di terra e acqua. Nel Sud della Moravia, là dove corre la <strong>Via</strong><strong> del Vino</strong>, gli itinerari cicloturistici si avventurano invece in piacevoli saliscendi tra filari ordinati di vigne, a caccia di paesini pittoreschi e ottime cantine. Sempre in Moravia si può decidere anche di seguire il corso del <strong>canale di Bata</strong>, fin dove le gambe reggono. Ma niente paura: per tornare alla base si può salire a bordo, bici al seguito, di battello di linea.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/praga.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14243" title="praga" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/praga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Se la bicicletta per voi è solo un mezzo alternativo alla ricerca del Bello, quello con la lettera maiuscola, non limitatevi ai capolavori di Madre Natura, di cui la Cechia è pur ricca. Regalatevi anche un <strong>tour culturale alla scoperta delle città d’arte, dei monumenti storici e dei numerosi siti Unesco</strong>. Sono numerosi gli itinerari che, insinuandosi sempre attraverso paesaggi naturali bellissimi, conducono a ville, castelli, villaggi e città storiche. Anzi, potreste far base proprio in una città, magari la stessa capitale, <strong>Praga</strong>, e poi da lì muovere ogni giorno alla volta delle attrattive dei suoi dintorni. Perfetta in questo senso <strong>Cesky Krumlov</strong>, inserita dall’Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità e circondata da una fitta rete di piste ciclabili.</p>
<p>Se non osate avventurarvi da soli, e desiderate affidarvi a un esperto o volete spingervi fuori dai circuiti classici, esiste anche la possibilità di prender parte a <strong>tour guidati</strong> in bicicletta. Nei tour l’assistenza è totale: gli organizzatori pensano a tutto, dall’alloggio al trasporto bagagli. Per chi pensa a qualcosa di meno “avventuroso”, comunque, guide turistiche in sella alla bicicletta sono sempre più diffuse anche nelle città d’arte, come per esempio Praga, Pilsen, Olomuc.</p>
<p><strong>Se temete di non reggere un’intera vacanza in sella</strong>, <strong>rilassatevi</strong> in una delle <strong>tante rinomate località termali</strong> della Repubblica Ceca. Accoccolati in territori sempre bellissimi ed eleganti testimoni di un’epoca di fasti in cui le cure erano appannaggio dell’aristocrazia, gli stabilimenti termali cechi offrono a fine giornata il meritato premio per chi ha pedalato: <strong>relax totale in piscina, bagni sulfurei e massaggi distensivi</strong>. L’unica cosa che vi costerà davvero fatica a questo punto sarà decidere di abbandonare un simile paradiso di coccole per risalire in bicicletta…</p>
<p><strong>Come arrivare:</strong></p>
<p><strong>In aereo </strong></p>
<p>Czech Airlines (CSA), la compagnia aerea di bandiera, collega con 2 voli giornalieri gli aeroporti Milano Malpensa, Bologna, Roma Fiumicino e Venezia a Praga.</p>
<p>Praga dall’Italia si raggiunge inoltre con Wizzair, Wind Jet, Easy Jet, Lufthansa e  Smartwings. E da novembre è operativo anche il collegamento Brno-Milano (Orio al Serio) di Ryanair. </p>
<p><strong>In treno</strong></p>
<p>Una volta arrivati in Repubblica Ceca, il treno è tra i mezzi di trasporto migliori per poter raggiungere le diverse mete all’interno del Paese. Le Ferrovie Ceche (Ceske drahy) dispongono di una fitta rete di collegamenti interni.</p>
<p><strong>In auto </strong></p>
<p>Per chi viaggia in automobile la strada più breve passa attraverso il Brennero per poi proseguire verso Innsbruck, Monaco di Baviera e Ratisbona fino alla frontiera. Un secondo itinerario, da preferire nei periodi di affollamento del Brennero, passa per la Svizzera attraverso il valico di Como-Chiasso, prosegue verso il lago di Costanza e passa da Norimberga. Per chi invece deve raggiungere Brno, capoluogo della Moravia, la strada più breve passa da Tarvisio attraversando l’Austria in direzione di Vienna.</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni, vi consigliamo di contattare <a title="l'Ente Nazionale Ceco per il Turismo" href="http://www.turismoceco.it">l’Ente Nazionale Ceco per il Turismo</a></strong> (via G. B. Morgagni, 20 – 20129 Milano &#8211; Tel. 02 20422467)</p>
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		<title>Lusso low cost a Lanzarote</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 10:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[canarie]]></category>
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		<category><![CDATA[isola vulcanica]]></category>
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		<description><![CDATA[Per gli amanti della natura, del sole e dell’aria pura del mare è sicuramente consigliabile una vacanza a Lanzarote, l’isola più a nord-est delle Canarie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per gli amanti della natura, del sole e dell’aria pura del mare potrebbe essere il momento per una vacanza a Lanzarote, l’isola più a nord-est delle Canarie</strong>, un arcipelago di sette isole vulcaniche al largo dell’Africa nord-occidentale, nell’Oceano Atlantico. Essa deve il suo nome al ligure Lanzerotto Malocello, che per primo la scoprì nel 1312.</p>
<p><strong>Lanzarote riserva molte sorprese e un gran numero di attrazioni naturali</strong>, la maggior parte delle quali dovute alla composizione vulcanica dell’isola: <strong>Riserva della Biosfera (così dichiarata, nel 1993, dall’Unesco)</strong>, l’isola ha, inoltre, una <strong>Riserva Marina</strong>, il <strong>Parco Nazionale Timanfaya</strong> e <strong>12 spazi naturali protetti</strong>. <a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/vulcano.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-13167" title="vulcano" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/vulcano-120x150.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a>Spostandosi da nord a sud, senz’altro da visitare è il Monumento Naturale di La Corona, un vulcano di 600 mt di altezza, di grande interesse paesaggistico e naturale: molte sono infatti le specie vegetali endemiche che si sviluppano sulle sue pendici. Più a sud, consigliamo una visita al Sito del Janubio, un importantissimo luogo di rifugio e di nidificazione di numerosi uccelli acquatici migratori: molte di queste specie sono protette da normative internazionali e l’importanza di questo sito è stata riconosciuta anche dall’Unione Europea (le Canarie sono, infatti, una comunità autonoma della Spagna). Da questo luogo, spostandosi sulla costa occidentale, si entra nella principale attrattiva turistica dell’isola, il Parco Nazionale Timanfaya. È un luogo di interesse scientifico, geologico e geomorfologico, una vera e propria mostra a cielo aperto di habitat vulcanico, colonizzato quasi esclusivamente da flora e fauna (la presenza dell’uomo qui, infatti, è quasi nulla). Altre attrattive turistiche sono le grotte di Jameos del Agua e Cueva de los Verdes.</p>
<p>Da segnalare è anche la produzione artistica dell&#8217;architetto locale <strong>César Manrique</strong>. Nella frazione di Taro de Tahiche, a 5 km da Arrecife si trova la sede della fondazione a lui intitolata, ospitata nella sua residenza, e che raccoglie <strong>sculture, dipinti e progetti architettonici di grande integrazione con la natura vulcanica dell&#8217;isola</strong>.</p>
<p><strong>Le principali località turistiche si trovano sul versante orientale dell&#8217;isola</strong>: Puerto del Carmen leggermente a sud di Arrecife e Costa Teguise a nord del capoluogo. La prima località è un ottimo punto di partenza per chi voglia esplorare il sud dell&#8217;isola, in particolare il Parco Nazionale Timanfaya e la valle de La Geria, mentre la seconda si trova più a portata di mano delle grotte di Jameos del Agua e Cueva de los Verdes, ed è più agevole un&#8217;interessante escursione all&#8217;isola di La Graciosa con battelli che partono dal porticciolo di Orzola.</p>
<p><strong>Dove alloggiare</strong></p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/hotellanza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13169" title="HESPE02" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/hotellanza.jpg" alt="" width="93" height="93" /></a>L’<strong>Hotel Hesperia Lanzarote (5 stelle) </strong>porta una ventata di lusso informale nel mercato alberghiero di Lanzarote valorizzando la zona di Porta Calero, distante solo cinque minuti dall’aeroporto di questa piccola isola delle Canarie. Quella che viene offerta è un&#8217;occasione imperdibile per soggiornare in un hotel di lusso allo stesso prezzo di una sistemazione molto più modesta: la mezza pensione infatti parte da 53 euro al giorno a persona in camera doppia standard (prenotazioni a queste speciali condizioni possono essere fatte sul <a title="sito dell'hotel" href="http://www.hesperia.com/hesperia/en/hotels/spain/lanzarote/hesperia-lanzarote.html?action=search">sito dell’hotel</a>).</p>
<p>Dall’Hotel è possibile accedere direttamente ad una spiaggia di sabbia vulcanica dotata di un’enorme area terrazzata e di un bar; l&#8217;ampia scelta di ristoranti permette di cambiare locale tutti i giorni della settimana con possibilità di mangiare al coperto o all&#8217;esterno. C’è il “Botavara”, un ristorante a buffet con piatti cucinati sul momento e un diverso menu per ogni giorno della settimana; c’è la trattoria italiana<strong> </strong>“El Risco”, il bar della piscina, quello della spiaggia, quello della terrazza e un piano bar che servono tutti una infinita varietà di cibi leggeri.</p>
<p>Per i più attivi, l’Hesperia offre l’accesso gratuito alla palestra e agli impianti sportivi (tennis, padel tennis, squash). Gli appassionati di sport possono giocare a golf fra lava e cactus, esplorare i bei fondali marini con il diving, praticare la pesca d’altura o il surf. Se invece tutto ciò che desiderate è relax, l&#8217;hotel mette a vostra disposizione quattro piscine e una Spa.</p>
<p><strong>Hotel Hesperia Lanzarote &#8211; 5 stelle</strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Urb. Cortijo Viejo (Puerto Calero) Lanzarote (Canarie) &#8211; Spagna</span></p>
<p><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">Tel. +34 828080800 | Fax: +34 828080810 </span></p>
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		<title>Slovenia: una vacanza all’insegna del relax alle Rimske Terme</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 20:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[rimske terme]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[Wellness]]></category>

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		<description><![CDATA[La Slovenia ritrova il sapore di un tempo grazie alle nuovissime Rimske Terme, che uniscono il comfort di oggi e il fascino del passato. A soli 190 km da Trieste e 340 km da Venezia, si può trovare una delle più ricche acque minerali dell’Europa centrale. Quest’acqua, piena di calcio, magnesio e bicarbonato, è un utile elemento per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Slovenia ritrova il sapore di un tempo grazie alle nuovissime <strong>Rimske Terme</strong>, che uniscono il comfort di oggi e il fascino del passato. A soli 190 km da Trieste e 340 km da Venezia, si può trovare una delle più ricche acque minerali dell’Europa centrale. Quest’acqua, piena di calcio, magnesio e bicarbonato, è un utile elemento per il trattamento di malattie reumatiche, ginecologiche, urologiche, neurologiche, cardiovascolari e respiratorie o per pazienti con diabete. Tutto in un clima ricco di ossigeno, grazie ai boschi circostanti.</p>
<p><strong>Un po’ di storia</strong></p>
<p>Già gli antichi Romani godevano dei benefici delle acque termali, quando il Valetudinarium, l&#8217;ospedale militare romano dove si curavano i soldati della II legione italica, campeggiava in una piccola città accanto al fiume Savinja. Essi dedicarono al potere benefico di queste acque monumenti e altari sacrificali, ritrovati tra il 1769 e il 1845, dedicati alle dee e alle ninfee come ringraziamento per la convalescenza degli ospiti antichi. Oggi le Terme Romane mantengono il misticismo e il potere curativo delle ninfe all&#8217;interno di una parte storica della struttura, i Bagni delle Ninfe acquatiche, nei quali ci si può rilassare in quattro vasche in pietra autentica.</p>
<p>La zona è caratterizzata dalla presenza di <strong>due sorgenti termali</strong>: la prima, <strong>Rimski vrelec</strong>, ha una temperatura di 36,3 °C mentre la seconda, <strong>Amalijin vrelec</strong>, raggiunge i 38,4 °C. La particolarità del parco circostante, che misura 30 ettari, sono le bellissime sequoie, le più vecchie in Europa che per crescere necessitano di un clima speciale. Già durante l’Impero Asburgico ospiti illustri visitarono le terme, come la principessa inglese e principessa ereditaria di<strong> </strong>Prussia, Victoria, che ha visitato Rimske Toplice nel 1879, come punto di partenza per un viaggio nelle città vicine.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il complesso termale</strong></p>
<p>Il complesso, inaugurato il 15 marzo 2011, comprende, oltre a centro medico e centro congressi:</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/albergo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-12887" title="albergo" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/albergo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tre alberghi</strong> immersi nella natura incontaminata e lussureggiante:<strong> </strong><strong>Hotel Sofijin dvor </strong>(4 stelle)<strong>; Hotel Zdraviliski dvor</strong> (3 stelle); <strong>Hotel Rimski dvor </strong>(4 stelle)<strong>. </strong>Tutti dotati di una piscina coperta e una all&#8217;aperto, vasca idromassaggio e sauna; sala fitness, solarium, e la possibilità noleggiare delle biciclette per delle piacevoli escursioni.<strong> </strong></li>
</ul>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/wellness.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12881" title="wellness" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/wellness.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Area wellness: </strong>Saune (finlandese, turca, infra, sauna romana), Centro Fintness, Bagni termali, massaggi, Beauty centre, Centro Benessere Amalija, all&#8217;interno delle Terme e accanto al fiume Savinja. Nel 1840 avvenne in questo luogo, e grazie a queste acque termali, la guarigione straordinaria di Adolph Uhlich che decise di comperare questo luogo e di dedicare a sua moglie Amalia il centro termale. Il potere e la ricchezza dell&#8217;acqua permette alle Terme di Rimske Toplice di offrire un programma globale di salute. Un team di esperti professionisti della salute, del trattamento, e della riabilitazione vi aiuteranno a trarre il massimo beneficio dalle cure che riceverete all&#8217;interno delle nuovissime strutture mediche.</p>
<p><strong>I </strong><strong>Ristoranti Sofia</strong> e<strong> Imperatore Ferdinando, </strong>dove gli ospiti possono assaggiare le specialità della regione.</p>
<p><strong>Servizi:</strong> vicino alle terme, previa prenotazione, si può fare un giro in zattera, noleggiare bastoncini per la camminata nordica, giocare a tennis, pallavolo, dedicarsi all&#8217;equitazione, fare escursioni e gite nei dintorni.</p>
<p><strong>Offerta &#8220;Risveglio di Primavera&#8221;</strong> (valida dal 15 Marzo al 15 Aprile 2011 e dal 17 Aprile al 22 Aprile 2011)</p>
<p><strong> </strong></p>
<div>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="102"><strong>SERVIZIO</strong></td>
<td width="142"><strong>HOTEL SOFIJIN DVOR****</strong></td>
<td width="142"><strong>HOTEL RIMSKI DVOR<sup>****</sup></strong></td>
<td width="161"><strong>HOTEL ZDRAVILISKI DVOR***</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="102"><strong>1X MEZZA PENSIONE</strong></td>
<td width="142"><strong>70 €</strong></td>
<td width="142"><strong>50 €</strong></td>
<td width="161"><strong>45 €</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="102"><strong>2X MEZZA PENSIONE</strong></td>
<td width="142"><strong>88 €</strong></td>
<td width="142"><strong>82 €</strong></td>
<td width="161"><strong>78 €</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="102"><strong>3X MEZZA PENSIONE</strong></td>
<td width="142"><strong>126 €</strong></td>
<td width="142"><strong>117 €</strong></td>
<td width="161"><strong>111 €</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="102"><strong>5X MEZZA PENSIONE</strong></td>
<td width="142"><strong>195 €</strong></td>
<td width="142"><strong>180 €</strong></td>
<td width="161"><strong>170 €</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>I prezzi lancio sono da intendersi per persona in camera doppia.</p>
<p><strong>Non solo benessere&#8230;</strong></p>
<p>Le terme Rimske Toplice sono <strong>un punto di partenza</strong> <strong>per interessanti escursioni nelle colline</strong>. Senz&#8217;altro da visitare è <strong>la chiesa dei pellegrini Lurška Mati Božja</strong> (Santa Madre di Dio di Lourdes). Fu costruita nel 1886, e nel suo altare sono murate alcune pietre portate dalla famosa grotta di Lourdes. Per questo motivo, è diventata ben presto uno dei luoghi più visitati in questa regione e meta di pellegrinaggi. Uscendo dalla chiesa, possiamo godere una bella vista di Rimske Toplice intera.</p>
<p> Per gli amanti delle passeggiate immersi nella natura, dalla chiesa parte un sentiero che si immerge nel bosco. Guidati dai primaverili profumi dell&#8217;erica e dei gigli, si scoprono veri angoli di paradiso, come la vecchia sorgente dell&#8217;acqua termale o le radure nel bosco o i grandi prati fioriti fino ad arrivare ad un grazioso capanno di caccia. Da qui, aggiungendo altri dieci minuti di cammino, si arriva al rifugio alpino del Kopitnik.</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/celjeww.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-12885" title="celjeww" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/04/celjeww-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Vicino a Rimske Toplice si trova poi la città dei Principi, <strong>Celje</strong>, con un ricco patrimonio culturale. È una città di origine celtica, poi passata sotto l&#8217;Impero Romano con il nome di <em>Municipium Claudia Celeia</em> (perchè ottenne i diritti di municipalità dall&#8217;imperatore Claudio). Divenne non solo una ricca e fiorente città ma anche un importantissimo distretto militare, come testimoniano le fortificazioni di mura e torri. Quando i Conti di Celje furono elevati al rango di Principi, nel 1436, la città divenne la capitale della regione. Sicuramente da visitare è <strong>il castello</strong>, residenza dei Principi tra il XIV e il XV secolo e poi, dopo la loro scomparsa, ufficio e infine caserma degli Asburgo. Per questo motivo, l&#8217;edificio odierno ha subito cambiamenti radicali rispetto alla versione originaria, molti dei quali durante il regno dell&#8217;imperatrice Maria teresa.</p>
<p>Passeggiando per la città, vi consigliamo di sostare al <strong>Vecchio Battistero cristiano</strong> (costruito tra il IV e il V secolo), e al neogotico <strong>Municipio</strong>, inzialmente chiamato «Casa Tedesca» perchè fatto costruire dai cittadini di origine tedesca residenti a Celje.</p>
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<p><strong><em><a title="Ente del Turismo Sloveno" href="http://www.slovenia.info/?lng=4">Ente del Turismo Sloveno</a></em></strong></p>
<p><em>Galleria Buenos Aires, 1   20124 Milano</em></p>
<p><em>Tel 02 29511187  &#8211; Fax 02 29514071</em></p>
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		<title>Ostia, il porto dell&#8217;antica Roma (1)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 10:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’area archeologica di Ostia Antica è una delle classiche mete ‘fuori porta’ per chi è in visita a Roma: una o due giornate ad Ostia consentono di conoscere uno dei siti più importanti del periodo imperiale di Roma e saggiare, se si pernotta nel frequentato centro balneare di Ostia Lido, il clima spensierato (soprattutto nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’area archeologica di <strong>Ostia Antica</strong> è una delle classiche mete ‘fuori porta’ per chi è in visita a Roma: una o due giornate ad Ostia consentono di conoscere <strong>uno dei siti più importanti del periodo imperiale di Roma</strong> e saggiare, se si pernotta nel frequentato centro balneare di Ostia Lido, il clima spensierato (soprattutto nella bella stagione) dei lidi marittimi romani. Anche per questo è bene premettere che i momenti più indicati per la visita sono le stagioni intermedie (primavera e autunno) quando il caldo e la folla non sono eccessivi.</p>
<p>Ostia – il cui nome<strong> deriva dalla parola latina <em>ostium</em>, foce</strong> – fu il porto della Roma imperiale: anche se ora la morfologia del territorio circostante è molto cambiata, duemila anni fa la cittadina presidiava la foce del Tevere, a poca distanza dal punto in cui il fiume sacro dei romani si immetteva nel Mar Tirreno. Ostia, che fungeva da centro di smistamento delle numerose merci in arrivo e in partenza dalla capitale del mondo antico, <strong>fu fondata nel IV secolo a.C.; la tradizione attribuisce la sua nascita al quarto Re di Roma, Anco Marzio. Raggiunse il suo massimo splendore come centro commerciale e portuale sotto l’imperatore Traiano, alla fine del I secolo</strong>. Poi il tratto del Tevere su cui Ostia era affacciata si insabbiò lentamente, e a questo elemento si aggiunse la lenta decadenza di Roma. Nei secoli successivi gli abitanti la abbandonarono e si trasferirono nel vicino borgo medievale, dove sorse nel Quattrocento il bel castello rinascimentale di papa Giulio II (visitabile).</p>
<p><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/03/thumbs.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11607" title="thumbs" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/03/thumbs.jpg" alt="" width="170" height="140" /></a><strong>Gli scavi archeologici</strong> per recuperare quello che restava di Ostia Antica <strong>presero avvio all’inizio dell’Ottocento</strong>, e ancora oggi proseguono fruttuosamente: <strong>il sito</strong> archeologico è molto vasto (due chilometri quadrati) e <strong>conserva resti imponenti</strong>, che testimoniano della vivacità dell’antica città portuale: empori, magazzini, granai, case, osterie, edifici pubblici, templi, mercati, piazze si affacciano lungo il fitto reticolo di strade lastricate. Il modo migliore per visitare Ostia è di incamminarsi lungo le vie ombreggiate da imponenti pini italici, seguendo gli itinerari tematici consigliati all’ingresso e soffermandosi davanti ai monumenti più significativi. Tra questi vi sono senza dubbio le terme di Nettuno, con un bel mosaico, il foro delle Corporazioni, un’ampia piazza circondata da portici che forma un unico complesso con l’anfiteatro, ancora integro e utilizzato durante l’estate per importanti rappresentazioni o concerti. Accanto c’è il Mitreo dei Sette Cieli, un tempio dedicato a un culto iranico, e poco oltre il foro repubblicano, la piazza principale di Ostia Antica, con il <em>capitolium</em>, un tempio innalzato su di un alto podio e dedicato alle tre divinità di Roma, Giove, Giunone e Minerva. Caratteristiche sono le <em>insulae</em>, veri e propri complessi residenziali in cui abitavano più famiglie, con negozi e magazzini a piano terra: molte di esse conservano interessanti decorazioni pittoriche, in particolare l’<em>insula</em> delle Muse. Curioso anche il <em>thermopolium</em>, in via di Diana, un bar in cui si vedono ancora il bancone con le mensole e i bacini per lavare le stoviglie. All’interno dell’area archeologica si trova anche il Museo Ostiense, da non tralasciare, poiché in esso sono conservati i più importanti reperti che la vivace città di Ostia ha restituito dopo quasi due millenni.</p>
<p> <strong>Una sera al Teatro Romano</strong></p>
<p>Lo splendore dell’antica città romana di Ostia e dei suoi luoghi monumentali rivive con gli spettacoli del Festival Internazionale di Osta Antica, organizzato ogni estate da Cosmophonies (in collaborazione con il Comune di Roma) nell’anfiteatro del sito archeologico. Il cartellone prevede serate di danza contemporanea, musica classica, soul e pop, teatro, opere liriche e musical con grandi artisti e le più note compagnie internazionali. Assistere a uno spettacolo al teatro antico di Ostia consente di ammirare gli scavi immersi nell’atmosfera notturna e sperimentare l’incredibile valore di questo spazio teatrale, che dopo due millenni (fu edificato all’inizio del primo secolo dopo Cristo) si rivela ancora un luogo perfetto per le rappresentazioni. Un’unica avvertenza: le gradinate in tufo consentono un’ottima visibilità, ma sono un po’ scomode; per assistere alle rappresentazioni più lunghe è bene dotarsi di qualche cuscino. Per informazioni, calendario e biglietti:  <a title="Cosmophonies" href="www.cosmophonies.com/">Cosmophonies</a></p>
<p><strong>Il mare di Roma</strong></p>
<p>Per i romani una giornata al mare è una consuetudine in tutte le stagioni: le località preferite dagli abitanti della capitale sono <strong>Ostia Lido</strong>, <strong>Fregene</strong>, <strong>Ladispoli</strong>, <strong>Santa Severa</strong>, <strong>Santa Marinella</strong>, a cui vanno aggiunti 44 chilometri di strada costiera tra Ostia e Anzio. Il litorale è generalmente sabbioso, e in molti punti ha alle spalle una pineta, solitamente meta di pic nic. Le spiagge oggi sono il mare dei romani, ma non sempre è stato così: fino al 1930 questo tratto di litorale era ricoperto da paludi, che in quegli anni vennero interamente bonificate. All’opera di recupero seguì lo sviluppo degli insediamenti turistici, che divennero di gran moda soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta: a Fregene Federico Fellini girò molte scene dei suoi film più belli, tra cui il finale di ‘La Dolce Vita’. Forse oggi l’incanto di quei tempi si è perso, ma il mare di Roma conserva ancora un certo fascino, ad alcune condizioni: evitare i fine settimana più caldi e affollati (luglio e agosto); raggiungere le spiagge in treno (Ostia, Fregene, Santa Marinella) o – perché no? – noleggiando uno scooter; appoggiarsi a uno dei tanti stabilimenti balneari, che spesso dispongono di ristorantini di pesce semplici ma gustosi. La scelta, in questo caso, è davvero molto ampia, ma i più chic sono a Fregene e Santa Marinella.</p>
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