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	<title>Grey Panthers &#187; Outdoor</title>
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		<title>San Valentino nel Castello di Casanova</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Casanova]]></category>
		<category><![CDATA[Castello di Spessa]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Se è vero che il tempo dell&#8217;amore non è mai finito, è altrettanto vero che San Valentino sta per arrivare. Per l&#8217;occasione, vi proponiamo un week end nel Castello del Casanova. Atmosfere settecentesche, cibi raffinati, grandi vini: questi gli ingredienti di  “Aspettando San Valentino nel Castello di Casanova”,  week-end dell’11 febbraio da trascorrere nel rilassante scenario del Collio goriziano, terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se è vero che il tempo dell&#8217;amore non è mai finito, è altrettanto vero che San Valentino sta per arrivare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;occasione, vi proponiamo un week end nel Castello del Casanova. Atmosfere settecentesche, cibi raffinati, grandi vini: questi gli ingredienti di  <strong><em>“Aspettando</em> <em>San Valentino nel Castello di Casanova”, </em> week-end dell’11 febbraio </strong>da trascorrere nel rilassante scenario del Collio goriziano, terra di nobili vini. Ad accogliere gli innamorati, il Castello di Spessa di Capriva del Friuli (Go), che nel ‘700 ospitò Giacomo Casanova e che ora è il cuore di un elegante Resort, circondato dal green di un campo da golf a 18 buche. Una romantica passeggiata nel parco secolare seguendo il fil rouge delle  frasi di Casanova sull’amore, le donne, l’amicizia, la vita incise su tabella in ferro battuto; una camminata en plein air fra i vigneti delle tenuta che fanno da corona al castello; una visita alla cantina duecentesca, la più antica e scenografica del Collio, dove invecchiano vini definiti “<em>di qualità eccellente</em>” da Casanova nelle sue Memorie; qualche ora di golf. E la sera, una Cena della seduzione a lume di candela, con Menu degustazione a sorpresa, nel ristorante La Tavernetta al Castello,  eccellente <em>Ristorante Gourmand</em>  ricavato dalla ristrutturazione di antichi rustici  ai piedi del maniero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pernottamento la sera dell’11 febbraio con cena e  green-fee </strong>:  a persona €  170,00 € se si pernotta al Castello e  €  149,00 € se pernotta a La Tavernetta al Castello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Per informazioni: Castello di Spessa</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO) Tel/Fax: + 39 0481.808124 – www.castellodispessa.it</p>
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		<title>Viaggio al Lago di Garda</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[lago di Garda]]></category>
		<category><![CDATA[Lotze]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vedute fotografiche di Lotze 1860-1880]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I Lotze: le loro immagini all&#8217;albumina hanno contribuito a diffondere nel Continente il mito del Grande Lago Blu, il Garda.</strong><br />
<strong>Dal 23 marzo al 10 giugno 2012, il MAG Museo Alto Garda propone una ampia retrospettiva delle loro mitiche fotografie. 120 stampe vintage, di cui un buon numero inedite, tutte della dinastia italo-tedesca dei Lotze.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
Ad ospitare la grande esposizione è la Fortezza Asburgica che affonda le proprie fondamenta entro le acque del Lago, a Riva del Garda. La mostra è promossa dal MAG e curata da Alberto Prandi.</p>
<p style="text-align: justify;">I Lotze scesero a Verona da Monaco alla metà dell&#8217;Ottocento. Il capostipite Moritz Lotze, pittore di corte del Duca di Sassonia, con all&#8217;attivo un solido sodalizio con Franz Hanfstaengl, sperimentatore e celebre fotografo tedesco, introduce nella città scaligera la nuova suggestiva tecnica fotografica al collodio.</p>
<p style="text-align: justify;">In pochi anni, lo Studio Lotze diviene non solo il più ricercato della città ma uno dei principali in Italia settentrionale. I privati si contendevano i suoi ritratti, l&#8217;esercito gli commissionava le campagne di documentazione delle imponenti fortificazioni militari e il Governo la documentazione delle grandi opere che modernizzavano il nord-est: ferrovie, acquedotti, canali irrigui.<br />
A Moritz, che nonostante l&#8217;attività fotografica non abbandonerà mai la pittura, si affiancheranno i figli: Emil e Richard. Il primo attivo prevalentemente in Sudtirolo, il secondo impegnato nello studio veronese. A quest&#8217;ultimo arride minor fortuna, tanto che egli finì, il 17 aprile del 1909, suicida. Il suo fu un suicidio denso di significati simbolici: avvenne nel centenario della nascita del celebre padre e come mezzo Richard scelse l&#8217;acido prussico.</p>
<p style="text-align: justify;">Della ricchissima attività oggi rimangono oltre un consistente nucleo di lastre negative relative alle opere d&#8217;arte e ai monumenti veronesi, anche diverse preziosissime e spesso uniche raccolte di stampe d&#8217;epoca, disperse tra collezioni pubbliche e collezionisti privati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra riunisce per la prima volta , il meglio delle suggestive immagini che i Lotze dedicarono al loro lago di adozione, il Garda appunto, e alle montagne del Sudtirolo. Sono immagini datate tra il 1860, quando sul lago svettava ancora la bandiera austriaca e il 1880, quando solo la parte trentina del grande lago era ancor irredenta, e le Dolomiti che ancora non avevano incontrato fotografi.</strong><br />
Hanno un enorme valore documentario, per la qualità e l&#8217;ineguagliabile abilità compositiva, che contraddistingueva il lavoro dei Lotze, e per la loro rarità. Raccontano la trasformazione dei paesaggi del lago, dal dominio spaziale e fisico delle imponenti fortezze asburgiche preunitarie, all&#8217;appropriazione identitaria dovuta all&#8217;insediamento delle nuove ville con grandi giardini panoramici voluti dalle aristocrazie italiane postunitarie. Paesaggi, atmosfere e la vita d&#8217;un lago che, via via, il turismo internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Info:<br />
MAG &#8211; Museo Alto Garda Piazza Cesare Battisti, 3 38066 Riva del Garda Trento<br />
0464 573869 www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo</p>
<p style="text-align: justify;">(Comunicato Stampa Studio ESSECI)</p>
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		<title>Grande &#8220;Festa della Primavera&#8221; nei Domini Borromeo sul lago Maggiore</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[Domini Borromeo]]></category>
		<category><![CDATA[Festa della Primavera]]></category>
		<category><![CDATA[Lago Maggiore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 marzo riaprono i giardini dei tre Domini Borromeo sul Lago Maggiore, l&#8217;Isola Madre, l&#8217;Isola Bella e la Rocca di Angera, chiusi dallo scorso ottobre per garantire il riposo alle piante e per un intervento di straordinaria manutenzione. Riaprono i battenti con &#8220;Festa della Primavera&#8221; che durerà una intera settimana. Dal 23 al 28 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il 23 marzo riaprono i giardini dei tre Domini Borromeo sul Lago Maggiore, l&#8217;Isola Madre, l&#8217;Isola Bella e la Rocca di Angera, chiusi dallo scorso ottobre per garantire il riposo alle piante e per un intervento di straordinaria manutenzione.</strong><br />
<strong> Riaprono i battenti con &#8220;Festa della Primavera&#8221; che durerà una intera settimana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 23 al 28 marzo, protagonisti della Festa saranno i celebri giardini, rutilanti delle fioriture primaverili. Esploderanno i colori delle migliaia di bulbi di tulipano che i giardinieri di Casa Borromeo, hanno messo dimora lo scorso autunno per colorare di infinite nuances i giardini rinascimentali dell&#8217;Isola Bella e quelli romantici dell&#8217;Isola Madre. Mentre i giardini medievali della Rocca di Angera, saranno colorati non dai tulipani che in epoca medievale alle nostre latitudini ancora non esistevano, ma dalle prime fioriture delle compositae (margheritine e margheritone giganti) e delle oltre cento varietà di viole che stanno letteralmente colonizzando lo scenografico dirupo, sospeso sul blu del Lago, si cui sorgono la Rocca e il suo magico guardino.<br />
Con i tulipani e i fiori di antica memoria, protagoniste saranno le azalee e rododendri arborei, onnipresenti all&#8217;Isola Madre, in varietà diversissime che qui hanno trovato l&#8217;habitat ideale e che tappezzano di corolle gli spazi, ovunque si rivolga lo sguardo. Mentre i grandi cespugli di lillà e i primi glicini profumati renderanno l&#8217;aria carica di meravigliose essenze. Unendosi alle camelie, per lasciare poi posto alle rose, regine dell&#8217;Isola Bella ma presenti in ricche varietà in tutti i tre giardini dei Paradisi dei Borromeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai fiori veri si uniranno quelli dipinti. La celebre Quadreria Borromeo allestita nel Palazzo dei Principi all&#8217;Isola Bella presenterà, infatti, in uno speciale allestimento, le sue molte opere, spesso autentici capolavori, a tema floreale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;intera &#8220;Festa di Primavera&#8221; inoltre, i chioschi presenti in tutti e tre i Giardini proporranno tisane d&#8217;erbe e fiori, completando anche con il gusto questo singolare trionfo dei sensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la Festa di Primavera, è previsto un biglietto cumulativo (valido per le due Isole, con i loro Palazzi e giardini, compresa la Quadreria e l&#8217;Ala Berthier, e per il giardino e la Rocca di Angera) ad un prezzo speciale di 21,50. Perché Primavera sia festa per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni: (+39) 0323 30556. www.borromeoturismo.it</p>
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		<title>A LISBONA PER IL FADO, DICHIARATO DALL’UNESCO PATRIMONIO DELL’UMANITA’</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[Fado]]></category>
		<category><![CDATA[Lisbona]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio Unesco]]></category>

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		<description><![CDATA[La musica portoghese per eccellenza si può ascoltare in alcune trattorie tipiche nell’antico quartiere dell’Alfama a Lisbona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ciò che colpisce e incanta il visitatore della capitale portoghese è soprattutto il mix di tradizione e modernità, di atmosfere che rimandano a mondi esotici e di improvvisi picchi ultramoderni in acciaio. Oltre ai monumenti in stile “manuelino”, ai ristoranti tradizionali dove dominano i piatti di “bacalhau”, ai locali di tendenza lungo il fiume Tago, al classico percorso con il tram Eléctrico 28, <strong>una gita a Lisbona non è completa senza una visita all’antico quartiere dell’Alfama per ascoltare le struggenti melodie del fado, questo canto malinconico reso famoso nel mondo dalla cantante Amalia Rodrigues, e oggi nominato dall’UNESCO parte intangibile del Patrimonio dell’Umanità. <em><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel dedalo di vicoli e viuzze dell’Alfama risuonano spesso le note del fado ed è facile scoprire qualche minuscola tasca o casas do fado, le trattorie dove si gustano piatti tipici e si assiste a spettacoli di canto. I suoi temi sono legati all&#8217;emigrazione e alla vita dei quartieri popolari. Insieme al fado, la saudade è il simbolo del Portogallo. Saudade è uno stato d’animo, un sentimento, originario della cultura lusitana. La parola significa solitudine, o comunque è traducibile in un sentimento misto tra passato e presente, che non evoca solo la nostalgia, ma anche la speranza nel futuro che verrà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’UNESCO si è posta il problema di salvaguardare le antiche tradizioni culturali che non hanno una codificazione &#8220;scritta&#8221; ma, tramandate attraverso i secoli, hanno influito in modo fondamentale nella storia di diverse popolazioni. Così, insieme all’equitazione in stile francese e il Mariachi messicano, il fado portoghese ha guadagnato nel 2011 il suo posto nell’importante elenco.<br />
<strong>Il fado è la musica portoghese per eccellenza poiché rispecchia le credenze popolari nel destino, inteso come qualcosa che ci domina e da cui non possiamo fuggire. La sua stessa etimologia, dal latino “fatum” (fato) riporta al destino immutabile di un popolo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una gita fra le pittoresche vie di Lisbona con una sosta in una casa di fado, può essere un’idea interessante per un weekend di relax fra i mille impegni del nuovo anno.</p>
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		<title>PAESE CHE VAI CARNEVALE CHE TROVI</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Outdoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Viareggio alla Sicilia, dalla Spagna al Canton Ticino, i Carnevali fra i più belli del mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa hanno in comune Viareggio, Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa, Bellinzona e Cadice….? Tutte e 4 le località sono famose per i loro Carnevali, che da secoli è tradizione festeggiare. Musica, balli in maschera, coriandoli, cortei colorati e carri allegorici: l&#8217;allegria si sposa alla trasgressione e per qualche ora si dimenticano problemi e guai. Perché quando si tratta di distrarsi e festeggiare le tradizioni, tutto il mondo è paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5 febbraio-3 marzo &#8211; IL CARNEVALE PIÙ FAMOSO D’ITALIA: A VIAREGGIO</strong><br />
Il Carnevale di Viareggio nasce nel martedì grasso del febbraio 1873. Da 139 anni è la più spettacolare festa italiana, tra le più belle e grandiose del mondo. Ancora oggi è un appuntamento vivo, giovane e pieno di novità, che richiama un numerosissimo pubblico festante proveniente da ogni parte d’Italia e del mondo per condividerne la tradizionale atmosfera gioiosa e scanzonata.<br />
Due anni prima, nel 1871, nasceva l’Hotel Plaza e de Russie: primo albergo di Viareggio, sito sul lungomare di fronte ai locali storici e alle eleganti boutique della passeggiata, propone pacchetti speciali comprendenti i biglietti di ingresso ai “Corsi mascherati” e per le varie manifestazioni.<br />
Il 4 febbraio una favolosa festa di apertura inaugurerà il Carnevale di Viareggio 2012: sei appuntamenti con i corsi mascherati più famosi di Italia. Protagonisti indiscussi delle spettacolari parate sono come sempre i giganti di cartapesta dei carri allegorici che il 5-12-19-21-26 febbraio e il 3 marzo sfileranno sul grande palcoscenico dei viali a mare accompagnati dalle mascherate in gruppo. Sabato 3 marzo il sesto corso mascherato si terrà in notturna e terminerà con i verdetti finali e spettacolo pirotecnico.<br />
Le feste rionali sono l’anima più genuina del Carnevale di Viareggio: i quartieri della città durante il lungo mese del Carnevale trasformano le proprie strade e piazze in palcoscenico per spettacoli con musica dal vivo e balli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>19-21 febbraio &#8211; IL CARNEVALE IN SICILIA: A CHIARAMONTE GULFI</strong><br />
Fra i tanti Carnevali che si festeggiano in Sicilia, spicca per vivacità e originalità quello di Chiaramonte Gulfi, sulle alture a 19 km da Ragusa. Per tre giorni, quest’anno il 19, 20 e 21 febbraio, nel paese viene ripristinato un look medievale e fra musica, balli e carri allegorici sfilano le antiche maschere. Il 19 alla sfilata segue il gran ballo in Piazza Duomo; il 20 l’intera serata è dedicata alla Sagra della Salsiccia, tipico prodotto locale cucinato in piazza sulle braci a fuoco vivo; la giornata del 21 vede concludere un’altra sfilata con la premiazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E se si decide di andare all’estero:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>16-21 febbraio &#8211; IL CARNEVALE IN SVIZZERA: IL RABADAN DI BELLINZONA</strong><br />
Il re dei Carnevali ticinesi è il Rabadan di Bellinzona, che si terrà dal 16 al 21 febbraio 2012. La tradizione vuole che la nascita del carnevale bellinzonese risalga al 1862, mentre nel 1874 appare il nome Rabadan, termine in dialetto piemontese che indica la baldoria, il baccano. Il carnevale comincia il giovedì con la consegna delle chiavi a Re Rabadan; venerdì è il momento delle sfilate mascherate dei bambini; sabato dell&#8217;esibizione musicale delle allegre Guggen (bande) ticinesi e di oltre San Gottardo. La domenica Bellinzona ospita il consueto &#8220;Grande Corteo Mascherato&#8221;, al quale partecipano duemila comparse, che animano una sfilata umoristica di musiche, carri e gruppi. Il tutto accompagnato da molte altre animazioni come il concorso per la migliore maschera, spettacoli teatrali, tiro alla fune e decine di tende dove mangiare, bere e ballare tutta la notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Bellinzona, capitale del cantone Ticino, è conosciuta oltre che per essere la sede del Governo, per i suoi Castelli (patrimonio culturale dell&#8217;UNESCO).<br />
Il sito ufficiale di Ticino Turismo: <a href="http://www.ticino.ch/it/" target="_blank">www.ticino.ch/it/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>11-21 febbraio &#8211; IL CARNEVALE DI CADICE</strong><br />
Ogni anno a Cadice si svolge un grande Carnevale che si dice sia uno dei più grandi d’Europa. Il Carnevale di Cadice è una festa di strada sentitissima dal popolo: negli undici giorni del Carnevale (dall&#8217;11 al 21 di Febbraio) l’intera città è invasa di gente che festeggia. Altra attrattiva: le feste gastronomiche dove gustare gli squisiti prodotti locali.<br />
Ben due le sfilate: la Sfilata Grande si tiene la prima domenica ed attraversa il centro, coinvolgendo migliaia di persone; la Sfilata dello Humour viene invece organizzata l’ultimo fine settimana ed è imperdibile per chi vuole farsi quattro risate. Altro classico, le charangas ilegales: famiglie, gruppi di colleghi o amici che si danno appuntamento nella piazza de las Flores e fanno delle esileranti gare, sfidandosi a suon di canzoni. Ma il vero punto di forza dei festeggiamenti di Carnevale a Cadice è la cosiddetta &#8216;Gran Finale&#8217;, che viene celebrata il primo venerdì di Carnevale: allora le strade del centro storico di Cadice vengono letteralmente invase dai gruppi che partecipano ai cortei, esibendosi su piattaforme nel Carosello dei Cori.<br />
Spettacoli pirotecnici, sagre, danze in maschera, sfilate e molto altro fanno del Carnevale di Cadice una festa incredibilmente divertente ed assolutamente imperdibile!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci sapere dove decidete di portare i vostri nipotini !</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spettacolare, surreale, antico: è il carnevale di Viareggio</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Viareggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Carnevale di Viareggio nasce nel martedì grasso del febbraio 1873. Da 139 anni è la più spettacolare festa italiana, tra le più belle e grandiose del mondo. Ancora oggi è una festa viva, giovane e piena di novità, che richiama un numerosissimo pubblico festante proveniente da ogni parte d’Italia e del mondo per condividerne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il Carnevale di Viareggio nasce nel martedì grasso del febbraio 1873. Da 139 anni è la più spettacolare festa italiana, tra le più belle e grandiose del mondo. Ancora oggi è una festa viva, giovane e piena di novità, che richiama un numerosissimo pubblico festante proveniente da ogni parte d’Italia e del mondo per condividerne la tradizionale atmosfera gioiosa e scanzonata.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROGRAMMA DEL CARNEVALE 2012</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 4 febbraio una favolosa festa di apertura inaugurerà il Carnevale di Viareggio 2012: <strong>sei appuntamenti con i corsi mascherati più famosi di Italia</strong>. Protagonisti indiscussi delle spettacolari parate sono come sempre <strong>i giganti di cartapesta dei carri allegorici che il</strong> <strong>5-12-19-21-26 febbraio e il 3 marzo sfileranno sul grande palcoscenico dei viali a mare accompagnati dalle mascherate in gruppo.</strong> In particolare, il corso mascherato di martedì grasso 21 febbraio verrà seguito in diretta nazionale Rai Tre, mentre sabato 3 marzo il sesto corso mascherato si terrà in notturna e terminerà con i verdetti finali e spettacolo pirotecnico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quest’anno inaugura il gemellaggio fra il Carnevale di Viareggio e quello di Monaco di Baviera</strong>, che porterà a Viareggio<strong> </strong>per l’ultimo corso di Carnevale un suggestivo e variopinto gruppo di danzatori in maschera tipica. Tale gemellaggio è all’insegna della collaborazione e dello <strong>scambio sia culturale che turistico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci saranno inoltre complessi e bande folcloristiche, gruppi di animazione con le maschere più originali, veglioni in maschera organizzati dai migliori locali della Versilia e feste rionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le feste rionali sono l’anima più genuina del Carnevale di Viareggio: i quartieri della città durante il lungo mese del Carnevale trasformano le proprie strade e piazze in palcoscenico per spettacoli con musica dal vivo e balli.</p>
<p style="text-align: justify;">Di rilievo <strong>il programma riservato agli spettacoli e alla cultura</strong>, le commedie musicali in vernacolo, gli <strong>appuntamenti enogastronomici nei migliori ristoranti della città</strong>, e tante altre importanti iniziative.</p>
<p style="text-align: justify;">Informazioni, curiosità ed il programma completo di tutte le iniziative collegate al Carnevale 2011 sul sito ufficiale <a href="http://www.viareggio.ilcarnevale.com/" target="_blank">www.viareggio.ilcarnevale.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Info: Fondazione Carnevale di Viareggio Tel.0584/962594</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA STORIA DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Appena due anni dopo la fondazione dell’albergo,</strong> <strong>nascevano nel 1873 i corsi mascherati</strong> di <strong>Viareggio.</strong> Sin dai tempi del Ducato di Lucca il Governo regalava al popolo una giornata trasgressiva, il Martedì Grasso, secondo la tradizione &#8220;padroni e servi a banchettare insieme&#8221;, e i viareggini erano soliti designare a governatore della città per quel giorno una maschera chiamata “Puppino”. La proposta di inventare un <strong>corteo di carrozze, colme di fiori e cariche di maschere</strong>, fu avanzata dai giovanotti di buona famiglia frequentatori del Caffè del Casinò che desideravano poter festeggiare anche nelle strade. L&#8217;idea rimbalzò nelle pagine della &#8220;Gazzetta del Popolo&#8221;, fu scelta la Via Regia e <strong>il &#8220;corteo&#8221;</strong> <strong>conquistò subito il popolo che negli anni immediatamente successivi mischierà alle carrozze dei signori i barrocci e i carri agricoli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MONDO DELLA CARTAPESTA: IL MUSEO E LA CITTADELLA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La tecnica della cartapesta valorizza la creatività privilegiando l&#8217;operatività manuale e in particolare l&#8217;utilizzo ed il recupero di un materiale usa e getta. <strong>La &#8220;storia di carta&#8221; del Carnevale di Viareggio e dei suoi protagonisti è raccontata negli spazi del Museo della cartapesta</strong>, articolata in un percorso di immagini fotografiche e grafiche, video e plastici, nel quale la tecnica della carta a calco esprime tutte le sue potenzialità. Il luogo magico, teatro di questa tecnica artigianale, è qui <strong>nella Cittadella dove gli artigiani-artisti del Carnevale creano i grandi carri allegorici </strong>che durante il periodo invernale sfilano sui viali a mare di Viareggio, comunicando con le loro immagini grottesche sorrisi e buonumore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Carnevale di Viareggio, fin dal 1925 con l&#8217;uso della cartapesta o carta a calco, ha fatto propria la <strong>filosofia del recupero e del riciclaggio attraverso una tecnica manuale ed un modo originale e creativo</strong>, utilizzando un materiale usato e gettato via. La povertà dei mezzi utilizzati nella lavorazione come la carta di giornale, la colla di farina, la creta, il gesso, i giunchi, costituisce la caratteristica della tecnica viareggina che si esprime in modo esplosivo nella costruzione dei grandi carri allegorici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BURLAMACCO &amp; CO.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Simbolo del Carnevale di Viareggio,</strong> la maschera <strong>“Burlamacco”, </strong>fu dipinta per la prima volta sul manifesto del <strong>Carnevale 1931</strong>, ideato da Uberto Bonetti. E’ un <strong>pagliaccio</strong> con un &#8220;puzzle&#8221; di indumenti sottratti alle maschere italiane della Commedia dell&#8217;Arte: una tuta a scacchi biancorossi suggerita dal vestito a pezzi di Arlecchino, un pompon da cipria rubato dal camicione di Pierrot, una gorgiera bianca e ampia alla Capitan Spaventa, un copricapo rosso a imitazione di quello in testa a Rugantino, un mantello nero svolazzante, tipico di Balanzone. Il nome Burlamacco fu suggerito a Bonetti da <strong>Buffalmacco, pittore fiorentino e personaggio del Decamerone</strong>. Bonetti sostituì la radice &#8220;buffa&#8221; con &#8220;burla&#8221;; ma un contributo gli dovette arrivare anche dal cognome lucchese Burlamacchi, già utilizzato per il canale del porto, il Burlamacca.</p>
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		<title>Sapori d&#8217;inverno in Piemonte (1)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 12:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spirito e i sapori del Natale più autentico sono il leit-motiv di questo breve viaggio in Piemonte, lungo un itinerario automobilistico (circa130 km) che attraversa le tre province di Alessandria, Vercelli e Novara: si va alla scoperta di città raccolte e ordinate, di campagne operose, segnate dai lunghi filari di vigneti e dalle distese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Lo spirito e i sapori del Natale più autentico sono il leit-motiv di questo breve viaggio in Piemonte, lungo un itinerario automobilistico (circa130 km) che attraversa le tre province di Alessandria, Vercelli e Novara</strong>: si va alla scoperta di città raccolte e ordinate, di campagne operose, segnate dai lunghi filari di vigneti e dalle distese dei campi di riso. È da queste zone che provengono alcune delle eccellenze gastronomiche italiane, dai vini rossi ai formaggi, dal riso alla pasticceria: sono la punta di diamante di questa regione discreta e accogliente, che sa conquistare il palato con i corposi piatti della tradizione e incantare gli occhi con le piccole e grandi bellezze – artistiche, storiche, paesaggistiche &#8211; disseminate lungo tutto il percorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da Alessandria a Casale Monferrato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’itinerario prende avvio da Alessandria, attiva cittadina situata nell’angolo sudorientale del Piemonte</strong>: benché la sua storia sia stata segnata da frequenti passaggi di eserciti (è in posizione strategica tra Torino e Milano), l’elegante centro storico è costellato da bei palazzi dall’aspetto un po’ severo, da ampie piazze porticate, rallegrate, durante il periodo natalizio, da luminarie discrete e festoni che accompagnano le passeggiate dello shopping. Tutte le vie centrali conducono alla vasta Piazza della Libertà, voluta da Napoleone, su cui si affacciano il settecentesco palazzo del Municipio, detto anche “palazzo rosso” dal colore della facciata, reso particolare dall’orologio a tre quadranti, e il palazzo Ghilini, anch’esso del Settecento, in forme barocche, ritenuto il più bello della città.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da Alessandria si imbocca poi la strada statale31 in direzione di Occimiano, che costeggia i colli del Basso Monferrato, ricoperti da vigneti, in questo periodo dell’anno a riposo</strong>: davanti agli occhi sfilano i borghi posti sulla sommità, le piccole chiesette romaniche, le grandi fattorie, sospese tra le nebbie, che in inverno spesso ricoprono queste campagne. Una volta superato Occimiano, si svolta in direzione di Vignale Monferrato, noto centro di produzione vinicola, quindi si raggiunge Ottiglio, caratteristico abitato in tufo steso a semicerchio sul fianco della collina. È qui che, alla macelleria Degiovanni, si fa la prima sosta per le provviste natalizie: tra i salumi della tradizione monferrina, meritano un acquisto la ‘muletta’, insaccato di forma ovale aromatizzato con vino Barbera, il gustoso salame cotto, i saporiti cotechini. Proseguendo per Ozzano, si giunge in breve a Casale Monferrato, una delle più belle città storiche del Piemonte: il centro si visita a piedi, godendo della vista, tra le vie ordinate, di bei palazzi di varie epoche, di raffinati negozi d’artigianato, di importanti edifici religiosi, come il Duomo romanico intitolato a Sant’Evasio, di particolare suggestione nel periodo natalizio, e la Sinagoga ebraica, tra le più belle d’Europa, eretta dalla fiorente comunità ebraica presente a Casale fin dal quindicesimo secolo. La sosta a Casale può terminare ‘in dolcezza’ con la visita alla pasticceria della famiglia Portinaro, dove sin dall’Ottocento si sfornano i più gustosi e famosi biscotti di Casale: i Krumiri. Perfetti con il tè o la cioccolata, ricordano nella forma i ‘moustaches’ del primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II, e sono ancora oggi confezionati nelle belle scatole rosse di latta, proprio come due secoli fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vercelli, capitale del riso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si lascia Casale Monferrato per inoltrarsi verso nord, in direzione di Vercelli, nella patria del riso italian</strong>o: la strada da seguire è la statale 31 bis in direzione di Morano sul Po, quindi, deviando a destra sulla provinciale 455, si prosegue per Trino, Tricerro, Desana. <strong>Sono, questi, gli antichi borghi agricoli della Bassa pianura vercellese ininterrottamente ricoperta da campi di riso e canali, che geometricamente ne tracciano il reticolo</strong>: è il cuore delle celebri ‘Terre d’acqua’, inondate in primavera per far crescere le piantine di riso, cereale pregiato di cui la provincia di Vercelli, oggi, è il primo mercato in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/risaie.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-21674" title="risaie" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/risaie-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>La coltura del riso si diffuse in questi luoghi tra Quattro Cinquecento, grazie ai monaci cistercensi che dimoravano nell’Abbazia di Lucedio (oggi trasformata in una moderna azienda agricola privata) e che disboscarono le terre circostanti per impiantarvi i campi di riso. Le tipologie di riso prodotte nel vercellese sono di alta qualità, utilizzate dai migliori chef d’Europa come da tante famiglie che amano le ricette tradizionali (il risotto alla milanese, il riso al parmigiano). Numerose aziende locali oggi adottano regimi biologici e controllati e producono il riso attraverso sistemi tradizionali: una di queste èla Tenuta Castello, tra le migliori della zona, che effettua vendita al pubblico nella sua sede nella cascina Settime (sulla provinciale, poco prima di entrare in paese) e al Castello di Desana (piazza Castello 8): il riso è confezionato in sacchetti di iuta, su cui sono indicate le tipologie più note, come il riso Carnaroli, l’Arborio, il Vialone nano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Breve è la distanza che separa Desana da Vercelli, città ordinata e accogliente, che durante le festività decora di luci le vie e le piazze del centro storico</strong>: passeggiando tra belle vetrine e palazzi nobiliari, è d’obbligo una sosta all’abbazia di Sant’Andrea, simbolo della città, costruita tra il 1219 e il 1227, e nella bella piazza Cavour, in cui si svolge il mercatino natalizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da Vercelli a Novara</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Usciti da Vercelli, si procede verso nord, in direzione di Quinto Vercellese, quindi di Oldenico e Ghislarengo, dove si attraversa il fiume Sesia per raggiungere Carpignano Sesia, in provincia di Novara.</strong> Qui le coltivazioni di cereali lasciano il posto ai vigneti di uva nebbiolo, ordinatamente disposti sulle prime colline della Valsesia; la zona è celebre per alcune produzioni di vini doc, come il Fara, il Ghemme, il Sizzano, che si acquistano presso le Cantine Dessilani, nel piccolo borgo di Fara Novarese (poco oltre Carpignano): sono rossi corposi, caldi e profumati, adatti ai piatti elaborati della tavola natalizia. Su cui non possono certo mancare ottimi formaggi: la provincia di Novara vanta in questo campo un prodotto d’eccellenza, il Gorgonzola (formaggio ‘blu’, tenero, grasso e piccante), che si può acquistare presso il Caseificio Baruffaldi di Castellazzo Novarese (a breve distanza da Fara), dove è prodotto secondo la complessa lavorazione artigianale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’itinerario si completa scendendo a Novara e visitando, anche in questa tranquilla cittadina della ricca pianura, il piccolo centro storico, interamente pedonalizzato, addobbato con discrezione e buon gusto.</strong> Lo stesso che contraddistingue un po’ ovunque lo stile e l’atmosfera di questo invitante angolo di Piemonte.</p>
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		<title>Sapori d&#8217;inverno in Piemonte &#8211; Indirizzi utili (2)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 11:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come arrivare In auto: Alessandria, città di partenza dell’itinerario, si raggiunge in auto con la autostrada A21 Torino-Piacenza (uscite di Alessandria Est e Alessandria Ovest); per chi proviene da Milano, prenderela A7 in direzione Genova, quindila A21 al raccordo in direzione Torino; dopo pochi chilometri si incontra l’uscita per Alessandria. Gli indirizzi dello shopping  I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come arrivare</strong></p>
<p>In auto: Alessandria, città di partenza dell’itinerario, si raggiunge in auto con la autostrada A21 Torino-Piacenza (uscite di Alessandria Est e Alessandria Ovest); per chi proviene da Milano, prenderela A7 in direzione Genova, quindila A21 al raccordo in direzione Torino; dopo pochi chilometri si incontra l’uscita per Alessandria.</p>
<p><strong>Gli indirizzi dello shopping</strong></p>
<p> <strong>I salumi del Monferrato</strong></p>
<p>Macelleria Giuseppe Degiovanni- Via Roma 10, Ottiglio (Alessandria)- Tel. 0142.921173</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <strong>I biscotti krumiri</strong></p>
<p>Pasticceria Portinaro &amp; C. – <a href="www.krumirirossi.it">Krumiri Rosssi</a>- via Lanza 17, Casale Monferrato (Alessandria)- Tel. 0142.453030</p>
<p> <strong>Il riso vercellese</strong></p>
<p><a href="www.tenutacastello.com">Azienda Agricola Tenuta Castello</a>- punto vendita diretta: Cascina Settime o piazza Castello 8, Desana (Vercelli)- Tel. 0161.318297</p>
<p><strong>I vini rossi piemontesi</strong></p>
<p>Cantine Dessilani- Via Cesare Battisti 21, Fara Novarese (Novara)- Tel. 0321.829252 (da prenotare la visita guidata alle cantine)</p>
<p> <strong>Il formaggio Gorgonzola</strong></p>
<p><a href="www.eredibaruffaldi.com">Caseificio Baruffa</a>ldi- Via Roma 32,  Castellazzo Novarese (Novara)- Tel. 0321.83.717</p>
<p> <strong>Hotel</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-admin/www.moleto.it">Hotel e ristorante Cave di Moleto</a>- </strong>Località Moleto10, a4 km da Ottiglio (Alessandria)-Tel. 0142.921468- Doppia con colazione 100 euro- Ristorante: chiuso il lunedì e il martedì- Conto 30 euro bevande escluse</p>
<p>È costituito da tre case coloniche, all’interno di una tenuta vitivinicola tra le colline del Monferrato: dispone di tredici stanze spaziose e ben arredate (alcune con bagno comune), arricchite da mobili antichi, pavimenti in cotto, decori in stile. Il ristorante, a piano terra, propone piatti della tradizione monferrina, come le tagliatelle al ragu d’asino e, in stagione, ricette a base di tartufo. Accompagnano il pranzo i vini prodotti all’interno della tenuta (barbera, grignolino).</p>
<p> <strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-admin/www.hrgiardinetto.com">Hotel e ristorante Il Giardinetto</a> - </strong>Via Luigi Sereno 3, Vercelli- Tel. 0161.257230-Doppia con colazione 80 euro- Ristorante chiuso il lunedì- Conto 40 euro</p>
<p>Una villa ottocentesca situata in un tranquillo quartiere cittadino è stata riconvertita in un hotel a conduzione familiare, con anche un ristorante molto rinomato in città. Le otto stanze sono semplici e accoglienti, dotate dei servizi di base. A tavola la cucina propone piatti della tradizione (a base di funghi, formaggi o pregiate carni piemontesi) affiancati da ricette creative, che includono anche il pesce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="www.panciolihotels.it">Italia Hotel e Cavour Hotel</a></strong></p>
<p>Due alberghi della stessa proprietà (il gruppo Pancioli Hotels), a breve distanza l’uno dall’altro, nel centro di Novara. L’Italia Hotel, quattro stelle dotato di ristorante e piscina, ha ambienti classici e di tono elegante; il Cavour Hotel, di recente apertura, è in stile contemporaneo; ha 40 camere raffinate, di cui dieci suite, e offre servizio di bed&amp;breakfast.</p>
<p>Italia Hotel: via Solaroli 8/10, Novara; tel. 0321.399316</p>
<p>Cavour Hotel: Via Francesco d’Assisi 6, Novara; tel. 0321.659889</p>
<p>Doppia con colazione 180-190 euro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ristoranti</strong></p>
<p><strong> </strong><strong><a href="www.hostariailgalletto.it">Hostaria il Galletto</a></strong></p>
<p>Da oltre dieci anni la famiglia Favaro gestisce questo locale situato alla periferia di Casale, in zona tranquilla; la cucina prelibata e l’atmosfera accogliente e casalinga fanno dell’Hostaria una tappa obbligata per provare, a costi contenuti, i migliori piatti della tradizione locale, come la mousse di formaggio al tartufo, gli agnolotti alla piemontese, la carne di manzo ‘brasata’, ovvero cotta a lungo nel vino barbera.</p>
<p>Via XX settembre 117, Casale Monferrato tel. 0142.435159- Chiuso domenica sera e lunedì- Conto da 28 euro, bevande escluse</p>
<p> <strong>Bivio</strong></p>
<p>Situata lungo la statale 230, nel borgo di Quinto, a pochi chilometri da Vercelli, questa locanda d’eccellenza accoglie gli ospiti in una sala di tono rustico, con tavoli ben distanziati. Dagli antipasti ai dolci, il menu è un concentrato di prelibatezze ispirate al territorio: da non perdere il piatto dei salumi artigianali, i risotti, tra cui la tipica ‘panissa di Vercelli’ (riso cucinato con brodo di fagioli e cotechino), le carni d’agnello e vitello.</p>
<p>Via Bivio 2, Quinto Vercellese (Vercelli)&#8211; Tel. 0161.274131- Chiuso lunedì e martedì &#8211; Conto 30 euro, bevande escluse</p>
<p> <strong>I due ladroni</strong></p>
<p>Ambiente rustico e atmosfera vivace per questa trattoria molto frequentata, situata nel centro storico di Novara: si gusta la cucina del territorio con piatti tipici, come gli gnocchi al Gorgonzola, i ravioli d’oca, il ‘tapulòn’ d’asino, una preparazione tipica dell’inverno a base di carne d’asino tritata e cucinata con vino rosso, aromi e foglie di verza.</p>
<p>via dell’Archivio 1, Novara- Tel. 0321.624581- Chiuso mezzogiorno di sabato e domenica- Conto 35 euro, bevande escluse</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni</strong></p>
<p><a href="www.alexala.it">ATL ALEXALA</a> – Accoglienza turistica Provincia di Alessandria- Piazza Santa Maria di Castello 14, Alessandria- Tel. 0131.220056</p>
<p> <a href="www.comune.casale-monferrato.al.it">Comune di Casale Monferrato</a>- Via Mameli 10, Casale Monferrato- Tel. 0142.444411</p>
<p> <a href="http://atlvalsesiavercelli.it/">ATL VALSESIA VERCELLI</a>– Accoglienza turistica Provincia di Vercelli- Viale Garibaldi 90, Vercelli- Tel. 0161.58002</p>
<p> <a href="www.turismonovara.it">ATL NOVARA </a>– Accoglienza turistica Provincia di Novara- Baluardo Quintino Sella 40, Novara- Tel. 0321.394059</p>
<p> <a href="www.piemontefeel.org">Regione Piemonte</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Archeologia: gli appuntamenti del mese, di Alice Cecchetti</title>
		<link>http://www.grey-panthers.it/archeologia-gli-appuntamenti-del-mese-di-alice-cecchetti-8/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 07:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[egizi]]></category>
		<category><![CDATA[nilo]]></category>
		<category><![CDATA[sumeri]]></category>

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		<description><![CDATA[Piccole curiosità dal mondo dell'archeologia: le primissime imbarcazioni marine, i sistemi di misurazione di sumeri ed egizi, la prima galleria progettata dai babilonesi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong style="font-size: 13px;"><strong><strong>LE PRIMISSIME IMBARCAZIONI… </strong></strong></strong></p>
<h3><strong style="font-size: 13px;"><strong><strong></strong></strong></strong></h3>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Furono piroghe ricavate da tronchi cavi o svuotati e zattere, le prime barche che in tempi lontani -si stima nel 7.500 a.C.- solcarono mari e fiumi. </span><strong style="font-size: 13px;">Autentiche imbarcazioni marine </strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">apparvero poco più tardi, nel </span><strong style="font-size: 13px;">6.000 a.C</strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">., </span><strong style="font-size: 13px;">sulle sponde dell’egiziano Nilo: </strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">papiro e giunchi, legati tra loro con cordami vegetali, venivano impiegati nella realizzazione di natanti leggeri e molto pratici che veloci scivolavano sull’acqua -in Egitto, infatti, non esistevano foreste, e quindi legname-. Quando successivamente gli Egizi raggiunsero le coste del Libano, vi scoprirono qui il durevole legno cedro e iniziarono la costruzione di vere e proprie navi. Legati tuttavia al loro prezioso Nilo, usarono più frequentemente piccole e agili imbarcazioni.</span></p>
<p><strong>MISURARE…</strong></p>
<p>I <strong>primi</strong> ad adottare un sistema di unità di misura nella storia furono <strong>i</strong> <strong>Sumeri e gli Egizi</strong>. Il <strong><em>cubito</em></strong> fu da entrambi utilizzato nella costruzione di piccole case quanto di grandi palazzi, una misura lineare corrispondente alla lunghezza tra la piegatura del gomito e l’estremità del dito medio, corrispondente a circa 45 centimetri. Da qui, probabilmente, ebbero origine i sottomultipli <em>palmi, pollice, piede,</em> fino al <em>metro</em>. Accanto a tali sistemi di misura, si affermarono in questo periodo anche quelli del peso: la misura di riferimento era il <em>grano</em>, mentre suoi multipli il <em>siclo</em>, la <em>mina</em> e il <em>talento</em>.</p>
<p><strong>LA PRIMA GALLERIA</strong></p>
<p>I <strong>Babilonesi</strong> furono i primi a progettare una <strong>galleria con funzione di autentica strada</strong>; non capaci ancora di realizzare ponti, per attraversare il fiume Eufrate, vi scavarono al di sotto un passaggio interamente rivestito di mattoni. Più tardi, nel 498 a.C., a Samo, un tale Eupalinos fu autore della realizzazione di una galleria stradale sotto il monte Kastro; curioso si sia avvalso nella costruzione di due strumenti -la livella e la squadra- fino ad allora sconosciuti!</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/tegola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-21445" title="tegola" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/tegola-300x179.jpg" alt="" width="210" height="125" /></a>LA TEGOLA</strong></p>
<p>La sua <strong>invenzione</strong> sembra risalire al <strong>VI secolo a.C. </strong>Fino ad allora per capanne, case e palazzi si erano impiegate travi di legno ricoperte di paglia come tetto; nel 590 a.C., l’architetto Byzes di Nasso introdusse un’originale accortezza: al di sopra delle travi fece posizionare lastre sottili di ardesia, riducendo in tal modo il pericolo di incendio cui gli edifici erano soggetti, ed abbellendoli. Più tardi furono introdotte anche tegole in terracotta, piatte o di forma cilindrica &#8211; i “coppi”-.</p>
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		<title>Appuntamento con il cinema di Dicembre</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 07:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[scelti per voi]]></category>
		<category><![CDATA[aki kaurismaki]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamento con il cinema di dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[cime tempestose]]></category>
		<category><![CDATA[una separazione]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Allen]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo selezionato per il nostro pubblico grey-panther appassionato di cinema qualche pellicola da vedere nel periodo delle festività natalizie: Woody Allen e Aki Kaurismaki, per cominciare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo selezionato per il nostro pubblico grey-panther appassionato di cinema qualche pellicola da vedere nel periodo delle festività natalizie. Tante sono le nuove uscite: noi abbiamo scelto quelle più interessanti, come i due nuovi lavori di Woody Allen e di Aki Kaurismaki. Segnaliamo poi un paio di film usciti già da qualche tempo, passati un pò in sordina, ma che meritano di essere visti. Infine una bella idea regalo per i nipotini, il dvd di Kung Fu Panda 2.</p>
<p><strong>LE NOVITA’ PIU’ INTERESSANTI</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/midnightinparis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-21397" title="midnightinparis" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/midnightinparis.jpg" alt="" width="150" height="212" /></a>Midnight in Paris </strong>(Titolo originale: Midnight in Paris; Regia: Woody Allen;  Nazione:   U.S.A.; Anno:   2011; Genere: Commedia; Durata: 94&#8242;; Cast: Owen Wilson, Marion Cotillard, Adrien Brody, Rachel McAdams, Kathy Bates, Michael Sheen, Carla Bruni). Un canto d’amore da parte di Woody Allen per Parigi, che filma come un innamorato, la cristallizza nei suoi cliché e poi li supera, li altera nella visione onirica del protagonista Gil, giunto nella capitale francese insieme alla fidanzata Inez e ai genitori di lei. Un itinerario in un’epoca vagheggiata da tanti, gli anni Venti della Belle Epoque, quando Parigi era la culla di artisti come Picasso, Buñuel, Gertrude Stein, Francis Scott Fitzgerald, Dalì, Man Ray, che Gil incontra ogni notte, a mezzanotte, attraverso un viaggio nel tempo. Un viaggio di andata e ritorno dalla realtà ai sogni, quelli sempre desiderati, che paiono dare un senso al quotidiano che non ci soddisfa, che sono la nostra nicchia per sfuggire un po’ dal ripetersi dell’oggi. Come fa Gil (un ottimo Owen Wilson), che vive nella nostalgia di epoche passate, di una ipotetica età dell’oro che, con la fantasia, si figura perfetta. Un film che coniuga in equilibrio magico malinconia e leggerezza, gag e riflessioni, come solo Woody Allen sa fare. <strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/lehavre.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-21398" title="lehavre" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/lehavre.jpg" alt="" width="150" height="214" /></a>Miracolo a Le Havre </strong>(Titolo originale: Le Havre; Regia: Aki Kaurismäki; Nazione: Francia, Germania, Finlandia; Anno: 2011; Genere: Drammatico, Commedia; Durata: 103&#8242;; Cast: Jean-Pierre Léaud, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, André Wilms, Elina Salo, Evelyne Didi, Blondin Miguel). Marcel Marx, un ex scrittore rinomato e bohemien, volontariamente si trasferisce in esilio nella città portuale di Le Havre, dove la sua professione onorevole, ma non redditizia, di lustrascarpe, gli dona la sensazione di essere più vicino alla gente. Mantiene viva la sua ambizione letteraria e conduce una vita soddisfacente nel triangolo formato dal pub dell&#8217;angolo, il suo lavoro e sua moglie Arletty, che si scoprirà gravemente malata e verrà ricoverata in ospedale. Il destino metterà improvvisamente nella sua vita Idrissa, un bambino immigrato proveniente dall&#8217;Africa nera, che tenterà in tutti i modi di aiutare a fuggire in Inghilterra. Il finlandese Aki Kaurismäki imbastisce una fiaba moderna, con un vago sapore retrò che non guasta, a insaporire e a colorare lo squallore e l’indifferenza dell’oggi. Il mondo che rappresenta è quello del proletariato in cui pare non possa accadere nulla di buono e in cui il destino sembra già segnato. Invece, una fotografia mozzafiato, una maniacale cura per i dettagli, un’ironia di superficie che nasconde una desolazione e una malinconia profonde, una stanchezza del vivere, si aprono verso una prospettiva più ottimista. Il cancro che affligge il nostro modo di vivere e di agire è a un livello più che mai avanzato, ma “restano i miracoli”.</p>
<p><strong>DA SCOPRIRE NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/wutheringheight.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-21399" title="wutheringheight" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/wutheringheight.jpg" alt="" width="150" height="228" /></a>Wuthering Heights</strong> <strong>- Cime Tempestose</strong> (Regia: Andrea Arnold; Cast: Kaya Scodelario, Nichola Burley, Oliver Milburn, Steve Evets, Amy Wren, James Howson, Paul Hilton; Genere: Drammatico; Durata: 128’). Un film dedicato a tutte le lettrici commosse dall’appassionata e irrequieta storia d’amore tra Catherine e Heathcliff raccontata da Emily Bronte. E’ una rilettura particolare, anche se decisamente realistica, che accentua l’elemento violento e drammatico della vicenda a discapito dello spirito vittoriano e forse più delicato del testo letterario. L’intento della regista è quello di sottolineare la brutalità della società nei confronti del diverso, di un Heathcliff che in questa ricostruzione cinematografica è un ragazzo nero, immettendo quindi all’interno della storia il tema del razzismo, della gelosia, dell’odio. Bravi gli interpreti, capaci attraverso gli intensi sguardi di mostrare il tormento amoroso dei loro personaggi.</p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/jodaeiyenaderazsimin.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-21401" title="jodaeiyenaderazsimin" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/jodaeiyenaderazsimin.jpg" alt="" width="150" height="214" /></a>Una separazione </strong>(Titolo originale: Jodaeiye Nader az Simin; Regia: Asghar Farhadi; Nazione: Iran; Anno: 2011; Genere: Drammatico; Durata: 123’). Una coppia borghese nella Tehran contemporanea ha ottenuto il visto per partire all&#8217;estero. Ma lui si oppone perché vuole badare al padre malato di Alzheimer. Allora lei vuole il divorzio e nel frattempo se ne va di casa, lasciando scegliere alla giovanissima figlia se stare con il padre o con la madre. Il film è un ritratto sulla difficoltà di comunicazione fra persone che si amano, ma troppe volte non si ascoltano. Una vicenda intima e personale, implacabile nel raccontare i protagonisti, caratterizzati con grande precisione. Un film di spazi, quelli angusti di una Tehran verticale in cui i protagonisti cercano rifugio costantemente dentro un appartamento o in una macchina che si muove per la città. Un film di donne, sempre motore attivo e dinamico. Un film che parla del futuro: di chi vuole darlo ad un figlio in arrivo, di chi pensa che per averne uno soddisfacente bisogna espatriare. Una storia semplice, ma non banale, che ha il pregio vero di nascondere una grande complessità, come la vita. Non a caso, la pellicola ha ricevuto l’Orso d’Oro all’ultimo Festival di Berlino.</p>
<p><strong>DA ACQUISTARE IN DVD</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/kungfupandathekaboomofdoom.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-21395" title="kungfupandathekaboomofdoom" src="http://www.grey-panthers.it/wp-content/uploads/2011/12/kungfupandathekaboomofdoom.jpg" alt="" width="150" height="214" /></a>Kung Fu Panda 2</strong> (Genere: Animazione; Regia: Jennifer Yuh; Durata: 91’). Un’ottima idea regalo per i nipotini, sempre appassionati di cartoni animati. A tre anni di distanza dal primo capitolo, il panda sognatore amante delle arti marziali di nome Po torna con una nuova avventura. Una minaccia assale la Cina, ma per battere il nemico stavolta Po dovrà prima fare i conti con il proprio passato, con se stesso e trovare la pace interiore che sembra non aver ancora raggiunto. Un’opera visivamente più raffinata della precedente, dove all’ironia e alle gags un po’ lente si mescola il ritmo veloce delle coreografie spettacolari, che attingono direttamente dal repertorio di Jackie Chan. E’ un insieme di evoluzioni e di cambiamenti che si alternano con momenti di riflessione e di introspezione in un crescendo continuo, che conduce per mano lo spettatore alla conclusione finale e alla risoluzione di tutto.</p>
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